di Sergio Di Cori Modigliani
Della serie: “sul mercato non conviene mai dire bugie sui propri prodotti”.
Ottima l’idea, davvero bravissima la regista, convincente la protagonista, buona la produzione, avvincente la sceneggiatura. Tutto pronto, quindi, per un ottimo lancio di cui Cannes avrebbe dovuto essere il trampolino di lancio.
E invece no.
Perché?
Semplice: non era farina del suo sacco.
Aggravante: rubata a un Premio Nobel.
Ma veniamo ai fatti:
Tutto accade in Australia, dove due anni fa la romanziera Julia Leigh (una brava professionista) decide di esordire alla regia inventando la versione erotica hard di “La bella addormentata nel bosco” riadattandola al gusto post-moderno attuale. La storia è lineare ma accattivante: Lucy Browning è una studentessa universitaria di biologia sperimentale. Frustrata, annoiata, piuttosto avvilita dal fatto di essere costretta a fare dei lavoretti come cameriera per pagarsi gli studi. Un giorno accetta di sottoporsi –a pagamento- a un esperimento scientifico organizzato da un gruppo di ricercatori scientifici sul comportamento sessuale degli umani: Lucy deve lavorare come cameriera sporcacciona, in una grande e lussuosa casa aperta soltanto a esclusivi ospiti paganti –maschi ricchi e potenti- indossando soltanto della biancheria intima seducente. Dopo la cena lei viene sedata e deposta su n grande letto. Gli ospiti, a turno, possono trascorrere con lei alcune ore sapendo che lei dorme e non si sveglierà. L’esperimento consiste nel vedere (i ricercatori –e il pubblico- diventano guardoni testimoni di questa sfilata di uomini che si avvicendano sul letto accanto a lei) come reagisce quella specifica categoria di maschi all’idea di trascorrere un certo tempo con una donna addormentata.
Questa, in sintesi, la trama.
Davvero eccitante, intrigante, densa di suggestioni, evocazioni, stuzzicamenti, alimento per la propria immaginazione.
La regista romanziera Julia Leigh decide di portare il film al festival di Cannes (l’edizione conlusasi un mese fa) pensando di fare il colpaccio. Aveva delle possibilità.
Il punto è che nei giurati che dovevano selezionare i film c’erano persone colte dedite allo studio della letteratura e non solgtanto dei biechi mercanti.
E così si viene a scoprire che tutta la vicenda è stata rubata di sana pianta da quello che-forse- è il più bel romanzo erotico che la cultura orientale abbia mai prodotto: “La casa delle belle addormentate” scritto da Yasunari Kawabata, personaggio di spicco dell’avanguardia giapponese, pubblicato nel 1969.
Il romanzo venne allora considerato un caposaldo della letteratura mondiale al punto tale da finire per convincere l’Accademia svedese a conferire a Kawabata il Premio Nobel per la letteratura nel 1970.
La giuria controlla e ricontrolla tra i titoli di testa ma sullo schermo c’è scritto che la sceneggiatura è originale ed è tratta dal romanzo di Julia Leigh di prossima pubblicazione. Chiedono spiegazioni e lei farfuglia qualcosa.
Il film viene bocciato.
All’unanimità, in tutto il mondo decidono di non dare credito a questa produzione, per rispetto alla memoria del grandissimo e geniale autore nipponico.
Julia Leigh confesserà poi che l’avrebbe detto dopo, contando sull’effetto pubblicitario legato all’uscita del film.
Difficile da crederci. Avida e furba.
Ma soprattutto ladra dell’ingegno altrui.
Proprio come una giovane ingenua protagonista di una favola per bambini.
Ma la letteratura –e soprattutto il mercato- è una piazza per gli adulti.
In Usa Francia e Gran Bretagna hanno deciso di non distribuirglielo. D’accordo con i giapponesi, l’industria internazionale ha scelto di non fare causa per evitare di costruirci sopra della pubblicità.
Il monito è: chi plagia e ruba le idee degli altri è fuori dal mercato.
E così Julia Leigh è diventata –come la definiscono in Australia- la bella risvegliata nel mondo della realtà.
Un consiglio: non guardate il film, non vale la pena.
Il romanzo è da non perdere.
Se volete vivere una esperienza erotica indimenticabile, correte in libreria e acquistate il romanzo di Kawabata.
In Italia l’ha distribuito la casa editrice Einaudi che lo pubblicò a metà degli anni'70.
Buona lettura
il fine di questo blog è dare un contributo alla diffusione del libero pensiero senza legami ideologici, senza affiliazioni partitiche, senza dipendenze economiche. Il titolare di questo blog non è a nessun titolo responsabile di quanto viene scritto da parte dei commentatori, i quali si assumono in proprio la responsabilità legale, psicologica e culturale delle loro affermazioni. Abbiate rispetto per il decoro civile di tutti. Grazie.
Post più popolari
-
di Sergio Di Cori Modigliani Oggi parliamo di geo-politica e di libera informazione in rete. Tutto ciò che sta accadendo oggi, tecnic...
-
di Sergio Di Cori Modigliani L’ho saputo davvero per caso. Il che la dice tutta. Me ne stavo amenamente trastullando con un amic...
-
di Sergio Di Cori Modigliani Si chiama “Chinotto” ed è la bibita che la finanza oligarchica planetaria, con la totale complicità della...
-
di Sergio Di Cori Modigliani Ieri notte ho fatto un sogno. Molto potente, perché aveva una particolarità rara: era iper-realistico. Il...
-
W.G.P. Da oggi questo blog si ferma e non produce più. Mi dispiace dover comunicare ai miei numerosi nemici la pessima notizia che ne ...
-
di Sergio Di Cori Modigliani Due o tre cosette sull’Argentina e sui media italiani. Da qualche giorno circola in rete (e sulla ...
-
di Sergio Di Cori Modigliani “Coloro che non possono ricordare il passato, sono condannati a ripeterlo” ...
-
di Sergio Di Cori Modigliani Potrebbe (e a mio avviso dovrebbe ) essere “la mamma di tutte le immondizie italiane”. Parliamo qui,...
-
di Sergio Di Cori Modigliani Sudamerica, media e diritti politici su un argomento sottaciuto. In Gran Bretagna gli hanno dato u...
-
di Sergio Di Cori Modigliani E’ inutile che noi italiani ce la tiriamo tanto, con gustose striscette feisbucchiane, nel prendere in ...
martedì 21 giugno 2011
La versione erotica della bella addormentata nel bosco: peccato che ci sia un inghippo
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento