martedì 6 settembre 2011

La macchina si è rotta. Svegliamoci svegliamoci: la vita non è un videogame

di Sergio Di Cori Modigliani


Il messaggio in bacheca è un saggio consiglio a tutti i miei connazionali.
Coloro che, in questo momento, pensano che l'Italia sia una nazione "normale" corrono il rischio di non comprendere nulla, di peggiorare la propria situazione sia di lavoro che di relazionalità individuale, e impediscono a se stessi di poter capire che cosa sta accadendo.

Capire, è assolutamente necessario.
Se non capiamo non siamo in grado di reagire.
Ma se non ci informano non possiamo capire.
Sembra un serpente che si mangia la coda.
Appunto, è proprio così:

"il serpente che si mangia la coda".
Si chiama esattamente in questo modo, ed è stato elaborato -a livello scientifico- per la prima vlta dal geniale sociologo californiano Cristopher Lasch, il quale, alla fine degli anni '70 pubblicò un celebre saggio dal titolo "The Age of narcisism" (l'età del narcisismo) nel quale spiegava quale sarebbero stati i trend nel successivo trentennio, come i detentori del potere avrebbero accelerato un meccanismo di controllo psico-percettivo della realtà, spingendo il cittadino occidentale a uno stato di regressione massima, con un'età mentale intorno ai 3 anni, in modo tale da poter "attivare il circuito consumo immediato-gratificazione istantanea-mancanza di contenimento-sostituzione dei simboli al posto delle parole logico/razionali-insorgenza di bisogni fittizi apparentemente reali-consumo immediato" e così via dicendo per l'eternità (secondo i tecnocrati che a tavolino stavano cercando di porre le fondamenta di questo sistema di vita che -come tutte le persone un minimo pensanti cominciano ad accorgersi oggi- si è inceppato, non funziona più neppure per loro). 

Questo meccanismo avrebbe reso tutti felici: da una parte l'oligarchia di controllo economico che avrebbe raggiunto immensi e fino a quel momento inimmaginabili profitti; dall'altra parte, una gigantesca massa di consumatori, i quali -proprio perchè abilmente regrediti e infantiliti- non sarebbero stati in grado di opporre alcuna resistenza, anzi: loro stessi avrebbero preteso, marciato, e combattuto sostenendo di volere il sistema che li faceva regredire.

I sociologi americani, sorretti dai filosofi francesi dei primi anni'80, cercarono di spiegare questo nuovo modello, diciamo così (tanto per capirsi facilmente) "circolare" -per l'appunto, il cosiddetto serpente che si morde la coda- che andava a sostituire un'idea del percorso esistenziale della specie umana fino a quel momento considerata "lineare" (l'essere umano si muove e si sviluppa su una strada il cui fine biologico, economico, psicologico, culturale, e di conseguenza anche politico, consiste nell'evolversi verso un'esistenza sempre più complessa e armonica e civile, quindi su una linea che parte dal passato, scorre nel presente e va verso il futuro che tutti noi contribuiamo a costruire).

Seguendo questo trend di pensiero, in Italia, l'intelligente filosofo Massimo Cacciari, in quegli anni elaborò e diffuse la sua interpretazione definita nel termine "il pensiero debole", che consiste, per l'appunto, esattamente in questo: una schiavistica riduzione di se stessi in animaletti inconsapevoli che finiscono per mordersi la coda "allucinando" l'idea di muoversi in avanti.

I pensatori più politicizzati, diciamo così (tanto per intendersi) "gli intellettuali militanti" nell'epoca del post-comunismo approccio fine guerra fredda, elaborarono queste idee, denunciando già dalla metà degli anni '80 questa tendenza che -ce lo spiegava il geniale linguista prof. Noam Chomsky nel 1988- si sarebbe manifestata con la costituzione di "forme di dittatura amichevole" di cui Ronald Reagan rappresentava l'epitome e la sua prima manifestazione reale e pragamatica, anche se clamorosamente rozza.
Ma pur sempre efficace.

Il perno, vero e proprio asse portante di questo sistema che è durato dalla fine degli anni'70 del XX° secolo alla fine degli anni '10 del XXI° secolo, per 40 lunghi anni -quindi due generazioni- sembrava essere eterno e a prova di bomba.
E' normale. Fa parte della mente umana, dei cicli storici, della costituzione delle civiltà.
E' fisiologico.
La nostra impossibilità esistenziale di poter accogliere il principio della nostra mortalità ci spinge ineluttabilmente a pensare come "eterni" i meccanismi dentro i quali viviamo. Da cui il furibondo successo di facebook, il primo totem -dal tempo dei faraoni egiziani- a porsi come "oggettivamente eterno"; tant'è vero che su facebook esistono molti utenti -più di quanti non si possa credere- che sono morti (per i motivi più disparati) ma che seguitano a essere attivi come account. Seguitano a tenerlo attivo parenti o amici o chissà chi. Su facebook, infatti, non è possibile morire, caso mai ci si può cancellare o essere cancellati, il che aggiunge pepe alla faccenda, aumentandone il fascino.
Anche i faraoni erano eterni.
Come lo siamo noi feisbucchiani.

E' un po' come una relazione d'amore di tipo coniugale -tanto per ridurre il tutto alla nostra individualità esistenziale- laddove i due partecipanti la vivono come eterna, cioè senza fine, fintantochè dura e le cose vanno bene. Se così non fosse nessuno sarebbe in grado di relazionarsi, troppo preso dalla paura della sua ingloriosa fine. Finchè un giorno accade che lui o lei o loro (in pieno accordo) ne decretano la morte.

Questa era una premessa.

Veniamo ai fatti di oggi per quanto riguarda l'Italia.

parole parole parole.....simboli simboli simboli.....immagini immagini immagini........feticci feticci feticci......

negli ultimi 40 anni ha funzionato, come ho cercato di sintetizzare prima in maniera superficiale e approssimativa,  per necessità di sintesi e divulgazione comprensibile a tutti.

Non funziona più.
Stanno diventando matti perchè non se ne rendono conto.
Come automi -pur privilegiati, ricchissimi e (secondo loro) onnipotenti- i detentori del potere non riescono ad avere il lampo di genio e di pulizia etica interiore per accettare che il giocattolo si è rotto.
Il meccanismo non funziona e poichè una società, una civiltà, una comunità, è un meccanismo composto dalla somma di individui, se il meccanismo si inceppa non va più. E' inutile andarsela  a prendere con un individuo che fa parte della catena: sono tutte maglie interconnesse.
E' come un virus. E come tale andrebbe trattato.
Un po' come accadeva ai tempi del fascismo nei primi anni'40, con la DC nei primi anni'90, in Urss alla fine degli anni'80, ecc.,ecc.

Faccio un esempio metaforico banale, visivo, chiaro e semplice.

Immaginate un'automobile che va per la sua strada. Alla guida i potenti privilegiati. I passeggeri sono la massa dei cittadini. Pur essendo confusionari, conflittuali, viziati, ribelli (ce n'è per tutti i gusti essendo la macchina molto grande) alla fine, quando si affrontano curve pericolose, strade ghiacciate, impervie salite, bastano quattro urlacci del guidatore che ricorda ai passeggeri "state zitti, altrimenti vi faccio scendere e andate a piedi".
Anche i più riottosi tacciono borbottando, anche se di malumore. Fuori c'è la neve e dentro si sta al calduccio e si fa poca fatica: non conviene esagerare. Superati gli ostacoli, riprende la consueta confusione interna con tutti i passeggeri che danno pugni in testa al guidatore pretendendo che acceleri, che deceleri, che giri a destra, che svolti a sinistra, che si fermi, che prosegua, perchè c'è chi deve fare la pipì, chi ha fame, chi vuole guardare il paesaggio, chi ha paura della velocità, chi si annoia perchè è troppo lento, ecc.,ecc. Tanto, alla fine, decide il guidatore (o meglio: i guidatori).
Oggi, in Italia -e in tutta Europa- si comportano come se la situazione fosse così.
Da cui l'ansia e l'angoscia dei cittadini, perchè, pur regrediti, incancreniti nei propri vizi, narcotizzati dalla regressione, si rendono conto che è "diverso dal solito".

INFATTI. E' DIVERSO:
La macchina si è fermata perchè il carburatore si è rotto. Dramma (in termini economici si chiama crisi).
A questo punto esistono soltanto tre possibili alternative, nessun altra pensabile:

a). La più subdola e perdente. I guidatori, dopo essersi fatti due conti, hanno calcolato che hanno acqua e cibo sufficiente per sopravvivere; essendo separati dai passeggeri da un solido vetro anti-proiettile, se ne fregano. Grazie all'alta tecnologia, innescano un video-game fatto molto bene che fa scorrere delle immagini -compreso il rullio che fa pensare a un ipotetico movimento- e convince i passeggeri che la macchina si sta muovendo e si sta andando. In verità si sta fermi. E' come nei film di Hitchcok, perchè a lui piaceva rendere palese al pubblico i trucchi della messinscena, quando i due amanti corrono in macchina e tutti capiscono che il pavimento stradale che si vede sfrecciare è finto. E' la tecnica di Berlusconi/Bossi/Bersani/Sarkozy/Merkel/destra repubblicana tea party USA.

b). I guidatori ammettono che il carburatore è rotto. Chiedono pazienza, spiegano di non agitarsi troppo, e mandano il co-pilota a cercare dei bravi meccanici (economisti con le palle, inappuntabili dirigenti, forze dell'ordine fedeli e adeguate, politici creativi e lungimiranti). Spiegano -il che è comprensibile- che la colpa non è loro; è colpa di chi ha costruito la vettura, ma garantiscono che presto arriverà il meccanico e fanno anche vedere la fotografia dei meccanici in tuta e dicono a che ora arriva, quanti sono, quali utensili si portano appresso.

c). I guidatori ammettono che il carburatore è rotto. Spiegano che il meccanico non c'è. Siccome lì dentro fa caldo, manca l'aria, aprono le porte e invitano la gente a uscire. "Piantatela di protestare. Se non vi va bene, scendete e andate a piedi". E così, i più coraggiosi, i più creativi, i più impazienti, i più immaginifici, i più visionari, i più giovani dentro, scendono e affrontano la neve e il gelo (alcuni senza cappotto) e il deserto con 45 gradi all'ombra (alcuni senza la borraccia dell'acqua). Ma vanno. Meglio andare che aspettare lì dentro tutti pigiati un meccanico che non arriverà mai (proprio come "En attendre Godot" di Samuel Beckett) sperando che a piedi si arrivi da qualche parte; nel frattempo si guarda il paesaggio e si respira aria fresca.

Fine della metafora.

E adesso veniamo alla notizia, è di ieri notte.

Se pensate che dodici multi-miliardari americani, sette multi-miliardari francesi, nove multi-miliardari tedeschi, e un multi-miliardario italiano siano masochisti o dei benefattori filantropi pentiti o impazziti nell'aver chiesto ai guidatori "vi preghiamo tassateci", vi sbagliate di grosso: sono accorti e furbi, sanno che il carburatore è rotto e non vogliono scendere perchè non vogliono andare a piedi: "esigono e pretendono che arrivi il meccanico".

I fatti:

Il presidente di Nomisma, un centro studi economico-finanziario, serio, attendibile, di cui fidarsi, noto a tutti, Dott. Prof. Pietro Modiano, in data 5 settembre 2011 alle ore 23 ha rilasciato una intervista al giornalista Gad Lerner nel corso della quale ha dichiarato:

(sintetizzo)
"Questa manovra è inutile e non ha alcun senso economico, ma qualcosa c'è da fare. Qualcosa di immediato e subitaneo. La situazione è la seguente. l'Italia ha un debito pubblico calcolato intorno a 1.970 miliardi  di euro. Per evitare una immediata catastrofe data la crisi di credibilità nei mercati, bisogna intervenire subito. E' possibile. Basti pensare che in Italia la ricchezza produttiva finanziaria degli italiani ammonta a 8.450 miliardi di euro. In Italia il 19% della popolazione attiva possiede il 100% della ricchezza collettiva. L'80% della popolazione sopravvive del proprio lavoro e vive in una casa pagando il mutuo, cioè di proprietà della banca. Tassare queste persone è inutile, non ha senso, è controproducente. Se invece si va a tassare il 19% con aliquote progressive, dato che loro possiedono ben 8.500 (ottomila cinquecento) miliardi di euro e sono riusciti ad avere tale ricchezza anche e soprattutto per l'esistenza dello Stato e della collettività, allora si riesce a raccogliere in venti giorni la cifra di 200 miliardi di euro. In tal modo si può dire ai mercati mondiali: "signori, il nostro debito da 1.970 miliardi di euro è sceso a 1.770 miliardi in una botta sola. Niente prestiti, niente crediti. Soldi cash". A questo punto lo spread tra bpt italiani e bund tedeschi scenderebbe da un allarmante e tragico 350 a 150 in una settimana e lo Stato sarebbe pronto a finanziare la ripresa immediata, perchè l'Italia diventerebbe di nuovo competitiva, consentendo tra l'altro ai soggetti che hanno pagato....(e qui fa un esempio chiaro e preciso) per esempio 5 milioni di euro di tassa una tantum riducendo la propria ricchezza complessiva da 20 milioni di euro a 15 di poter investire parte di quei 15 in una situazione economica tale per cui recuperano in brevissimo tempo come profitti quei 5 milioni e ritornano ad avere i 20 milioni che avevano qualche mese prima, con l'aggiunta di un quadro virtuoso tale per cui sono addirittura in grado di aumentare la produttività creando nuovi posti lavoro rilanciando il motore economico".

La reazione di Berlusconi "quell'uomo è folle".
La risposta di Roberto Maroni: "non diciamo sciocchezze"
La risposta di Pierluigi Bersani "Mi sembra una operazione irrealistica"
la risposta di Pierferdinando Casini "Sarebbe bello, non mi sembra fattibile in Italia"
La risposta di Giulio Tremonti: "no comment".

Aggiungo che Pietro Modiano è un signore competente, moderato conservatore.

Prendete dunque il cappottino e la borraccia se ce l'avete e scendete.

Iniziate ad abituarvi all'idea di andare a piedi e lasciate perdere il video game.
la macchina è rotta e non funziona più.


Non è facile andare a piedi, fa tanto freddo e anche un caldo insopportabile, ci si stanca, si ha fame e sete.
Ma si respira aria pura, certe volte il paesaggio è piacevole.
E si cominciano a incontrare divertenti compagni di percorso, podisti esistenziali che non vogliono vivere di illusioni da video-game.

lasciate perdere quindi le farlocche eleucubrazioni della pattuglia di politicanti, i loro faccendieri al seguito e la truppa mediatica salariata che li sorregge.

Cominciate a organizzarvi mentalmente all'idea di una dimensione "totalmente" inusuale.

Non sono d'accordo con la Camusso che sostiene "siamo sull'orlo del baratro".

Nel baratro ci siamo dentro fino al collo.
O lo si capisce o non lo si capisce.

La specie umana sopravviverà.
Certo, è chiaro che andando a piedi ci saranno alcune sorprese sgradite, soprattutto per chi era abituato a pensare all'eternità dell'automobile.
Ma è tempo perso prendersela adesso con il guidatore o piagnucolare sulla comodità del sedile di un tempo che fu o lamentarsi per l'assenza del meccanico.
Bisogna prendere atto della realtà per ciò che essa è.

Con calma, tranquillità, dosando le proprie forze, avviamoci verso una nuova auspicabile evoluzione della specie umana. Questa cosiddetta "crisi", può essere un'occasione ecologicamente fondamentale per lo spirito per scoprire una nuova vita alternativa davvero interessante, che auguro a tutti.

Cari lettori: la macchina si è rotta.
Il meccanico non c'è.

Chi vuole uscire dalla sindrome del "serpente che si morde la coda" accetti sportivamente l'occasione d'oro (è davvero un'occasione d'oro che vale quanto pesa) per rientrare nella linearità dell'evoluzione della specie. Perchè tra i podisti si riscopre un senso di fratellanza e di solidarietà che fa davvero bene alla salute.

Andate a piedi. E risparmiate energia: non ha nessun senso insultare la casta seduta davanti accanto al guidatore. Non sanno ciò che fanno, non sanno ciò che dicono, non sanno che pesci prendere: sono soltanto presi dal panico perchè non vogliono accettare la realtà per ciò che essa è. Quando creperanno d'asfissia dentro l'automobile rotta, i più lucidi e coraggiosi, saranno già molto ma molto più avanti, magari dormendo all'adiaccio, mangiando poco, centellinando l'acqua.

ma pur sempre vivi.

E di questi tempi, non è poco.

Grazie per l'attenzione

13 commenti:

  1. La ricetta proposta qui viene reiterata in modo sempre più frequente sul web. Viene generalmente chiamata decrescita

    Ma é pura illusione perchè trascura e forse ignora le vere motivazioni dell'agire umano o della maggioranza:

    - ambizione sfrenata e desiderio del comando da parte dei guidatori;
    - pretesa di conservare ad ogni costo i diritti acquisiti da parte dei passeggeri.

    Quindi i primi quand'anche mettessero in pratica l'idea di Pietro Modiano, ma dubito lo faranno, sperpererebbero in mille rivoli il danaro raccolto per conservare il consenso dei secondi.
    Guadagnerebbero ancora un pò di tempo ma i problemi rimarrebbero tutti insoluti.

    Ed allora?
    Ed allora l'unica soluzione praticabile che é rimasta loro, e che già hanno messo in pratica (già dimenticato sig. Modigliani quanto da lei scritto nel suo post immediatamente precedente a questo?) é quella di razziare le ricchezze in mano a paesi più deboli.
    Il gioco funzionerà per un pò fino a quando qualcuno sufficientemente potente dirà basta: o la piantate o ci si scontra.
    Ci si scontrerà perchè in un pianeta sovrappopolato e con risorse finite ed in uno stato di esistenza dove ciascun individuo non é bastante a se stesso non ci sono altre soluzioni.

    Ecco come finirà.

    Dopo le due fiammate del 1945 si poteva, e si sarebbe dovuto, prendere una strada differente ma dei 'genii maestri di vita' hanno castrato sul nascere tale possibilità.

    RispondiElimina
  2. Le sue metafore sono molto interessanti, pero', per capire meglio il suo pensiero, dovrebbe essere un po' piu' concreto: secondo lei il capitalismo e' finito, oppure ci troviamo di fronte ad una sua mutazione? E ancora una domanda, se non erro, lei sostiene che il vero cambiamento che porterà l'attuale crisi planetaria sara' più a livello spirituale che materiale, quello che mi sfugge in tutto questo discorso, pero', e' che cosa significa concretamente per lei "scendere dal treno"? La ringrazio per l'attenzione e per l'opera di informazione che svolge quotidianamente.

    RispondiElimina
  3. @Pericle

    .quello che mi sfugge in tutto questo discorso, pero', e' che cosa significa concretamente per lei "scendere dal treno"?

    Appunto che significa in concreto?
    A mio giudizio é una frase ad effetto che non significa nulla!
    Al pari di decrescita. Se riduci consumi, riduci lavoro, quindi salari, quindi capacità di spesa e di sopravvivenza.
    Come la tieni insieme la società?

    E'la premessa che é errata perchè ritiene che il ns. tipo di società é stata concepita da malfattori.

    Si studi la storia e poi si vedrà come si viveva e sopratutto moriva in passato

    RispondiElimina
  4. Credo che per evitare fraintendimenti sul post in questione sarebbe necessario e gradito l'intervento del Sig. Modigliani.

    RispondiElimina
  5. Ma il Modigliani non interviene mai.
    Getta l'amo e poi si ritira.

    Quasi, quasi mi ritiro anche io

    RispondiElimina
  6. Sono scesa dal treno, e vado in bici (o a piedi).
    Si chiede Pericle, qui sopra, se scendere significhi cambiamento materiale o spirituale.
    Entrambi, Pericle.
    L'uno non è dato senza l'altro.
    A una condizione: di non caricare quella spiritualià di altre icone o di scambiarla con il videogame sulla salvezza futura o extraterrestre.
    Ho impastato il pane tre ore fa, e finirà in forno in tempo per essere in tavola a cena.
    Non c'è nulla di più spirituale che l'aver cura di sè semplificando le cose più comuni come mangiare, bere, dormire, camminare e fare ciò di cui si ha bisogno,fin dove è possibile, con le proprie mani.
    Chi sostiene, come mi pare di capire faccia luigiza, che ridurre la propria capacità di spesa è ridurre la propria capacità di sopravvivenza, potrebbe scoprire che coltivare pomodori in terrazzo è non solo piacevole e rilassante, ma che ha a che fare con il senso del divino; il cibo cresciuto al sole, grazie alla pazienza di coltivarlo innaffiando ogni sera pianticelle verdi che producono frutti meravigliosi da mangiare con il pane fatto in casa, è ritrovare il senso di se stessi nell'Universo.
    E' staccarsi dal videogame, la cosa più difficile.
    Arrendersi all'evidenza di essere vittime di un sistema che vuole solo compratori di merce di plastica, non uomini e donne.
    Ci vuole vendere plastica per la quale ci chiede di scambiare la nostra umana e istintiva creatività con una moneta che costa il senso della vita.
    Ha ragione Lei: scendere dall'auto, camminare e guardarsi intorno.
    Siamo cittadini della Terra, non abbiamo bisogno di Casini o di Bersani.
    Tantomeno della Camusso.
    Solo di buone scarpe, che durino a lungo e di ossigeno per il cervello.

    RispondiElimina
  7. @rossana

    Ho capito.
    Apriamo le porte a Cristo.

    Rossana su questo pianeta siamo ormai 7 (sette) miliardi di esseri.
    Per favore scendi dal pero.

    RispondiElimina
  8. @luigiza

    forse il Sig. DiCoriModigliani ha bisogno di studiarsi la storia, non saprei dire in verità!

    Lei però secondo me ha bisogno di rileggersi il post con maggiore serenità, perché credo lo abbia, in una certa misura almeno, mal compreso. Cordiali saluti! Melman!

    RispondiElimina
  9. mi auguro che la gente riesca a captare il suo messaggio,caro Modigliani,ma purtroppo,e lo dico tremendamente a malincuore,mi sembra MOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOLTO difficile,se non impossibile,gli Italiani ci hanno messo 20 anni e qualche milione di morti per guarire dal fascismo,ho paura che serva un simile periodo di tempo anche stavolta,speriamo che non servano anche i morti!
    Fred

    RispondiElimina
  10. e inoltre,e questo mi butta ancora più giù, assistiamo ancora oggi a rigurgiti di fascismo,di nazismo e di razzismo come se la 2a guerra mondiale e 6 milioni di ebrei morti non fossero bastati! A mio avviso la gente (anche se non è giusto fare di tutt'erba un fascio,ci sono molte brave persone ma purtroppo sempre troppo pochi rispetto agli altri),non ha nemmeno UNA qualità che davvero servirebbe;niente spirito di amicizia e collaborazione,niente amore e apprezzamento per la cultura,niente tolleranza e rispetto per il prossimo,nessun tipo di lealtà nei rapporti,nessuna voglia di ascoltare,nessuna intenzione di rinunciare alla proprie piccole insignificanti e inutili cosucce proprie e potrei continuare per ore...
    Questo purtroppo è il nostro schifosissimo contesto.Grazie di tutto.
    Fred

    RispondiElimina
  11. una cosa ci tenevo a precisarla,non ce l'ho con nessuno di quelli che commentano qui,anzi di essi apprezzo molte cose.
    Fred.

    RispondiElimina
  12. Ciao Sergio, ti mando il post di un lettore del Fatto Quotidiano, di oggi, dal blog di Amenduni: da leggere attentamente. Cesare Mori:Siamo onesti, sinceramente euro o non euro, ce lo meritiamo di fallire.
    Quando affermo che esiste questa possibilita’ e non e’ tanto remota, mi si dice:’ ma …se fallisce crolla tutto, quindi non puo’ fallire’ oppure ‘ e’ il solito disfattismo di voi che vivete all’estero’. Io lavoro in ambasciata italiana(entrato come contrattista sul posto), ed e’ interessante vedere come l’ambasciatore abbia venduto tutto in italia, e portato i suoi soldi fuori, e accanto a lui ci sia anche il vicedirettore del tesoro.Chiesi all’ambasciatore come mai avesse fatto questa scelta, mi rispose:’ sappiamo tutti da roma, che il decreto di default e’ pronto per il 15 gennaio’.
    Naturalmente a pagarlo sara’ la gente normale, ma tutte le volte che informo qualcuno di quello che sta accadendo mi dicono che faccio disfattismo…
    Capisco ora il mio prozio(l’ex prefetto di ferro cesare mori) quando diceva:’ il valore di un uomo si vede quando piu’ e’ lasciato solo nel momento di bisogno’.
    Se ci fosse qualcuno sensato, che vuole portare i soldi fuori(bastano 4 spicci), mi contatti e sono disposto ad aiutarlo.
    La soluzione sarebbe una e semplice, Germania fuori dall’euro, che fa un altra unione monetaria, con gli stati scandinavi ,e gli stati scandinavi, e nell’euro, tutti gli stati sud europei con l’irlanda e gli slavi del sud.Meno soldi spesi , e sistema piu’ veloce, ma la germania, non vuole perdere competitivita’ perche’ esporta solo in europa, non in cina, e in russia.
    Qui siamo alla situazione descritta da una nota canzone trash: ho speso un milione e me sento assai cxxxne!
    L’italia e’ un azienda che e’ in perdita per 4 ha patrimonio 100 e debiti per 120 e debiti fuori bilancio per altri 100 . Poi non sono conteggiati i debiti sanitari, e abbiamo una regione come la calabria, che non paga medicine da 10 anni(debiti fuori bilancio- lavorai lo scorso anno in un industria farmaceutica settore crediti, lo so bene). Il capitalismo e’ gia’ morto, con i bail out(bastava farle fallire, e metterle in amministrazione controllata, e inquisire i dirigenti, tutti terroristi finanziari), abbiamo fatto il socialismo per i ricchi e il liberismo per i poveri, insomma invertito l’ordine naturale delle cose.Per altre cose, non sottovalutate quello che vi dico, un mio amico che lavora per S&P parla di downgrade secondo verso meta’ ottobre, e terzo all’inizio di ottobre,e un mio conoscente che ha confermato:discorso default il 15 gennaio. Io vi ho avvisato…o portate i soldi fuori, o iniziate a preparare bastoni e forche.

    RispondiElimina
  13. davide bortoletto9 novembre 2012 14:28

    il capitalismo di oggi é solo apparenza
    cosí come quel comunismo non metteva nulla in comune

    RispondiElimina