martedì 20 novembre 2012

Una riflessione analitica sulla attuale situazione geo-politica



di Sergio Di Cori Modigliani


“L'inferno,  che l'italiano si ostina a immaginare come un luogo dove, bene o male, si sta con le donne nude e dove con i diavoli ci si mette d'accordo.”
Da “Sparse, in Frasario essenziale” 1970, di Ennio Flaiano, scomparso il 20 nov.1972

La citazione in calce, al di là della celebrazione retorica che commemora un autore italiano, romano, oggi dimenticato e poco letto (è stato “l’inventore” di Federico Fellini, dato che gli scriveva i dialoghi, le sceneggiature, i soggetti) ben si attaglia alla politica nostrana.
La quale è, per l’appunto, italiana.
Parliamo oggi di geo-politica e di come, e soprattutto “perché”, l’Italia si trovi per l’ennesima volta a svolgere un ruolo davvero importante nello scacchiere internazionale.
Il nostro, si sa, è un paese piccolo, ma l’Olanda, il Kuwait e la Grecia sono ancora più piccoli di noi, eppure le loro mosse in campo politico-economico sono strategicamente fondamentali per il destino dell’Europa e del resto del mondo. Non conta essere piccoli o grandi. Il Canada, ad esempio, è un paese venti volte più vasto dell’Italia, per loro fortuna contano poco nel mondo: è stata una loro decisione davvero saggia; occuparsi del loro bene collettivo rimanendo fuori dai giochi, senza mai abbassare la guardia, senza mai tirarsela con atteggiamenti mitomani, non a caso è la nazione più civile sul pianeta Terra, praticamente senza esercito, senza corruzione, senza criminalità, con una popolazione che nell’ultimo sondaggio, 2011, per l’85% dichiarava di essere davvero soddisfatta di come vanno le cose nel loro paese. Bravissimi, non c’è che dire.
Uno degli stereotipi convenzionali sulla nostra nazione consiste nell’identificare l’importanza della penisola con la sua posizione geografica. Un tempo aveva una sua rilevanza strategica. Ma non è così da molto tempo. L’uso militare dei satelliti e l’impiego dell’alta tecnologia hanno modificato da tempo questa percezione. Per lunghi decenni, inoltre, l’Italia ha goduto di una posizione fondamentale nei disegni delle grandi potenze mondiali che contano davvero (Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna) per il fatto che si trovava sotto il controllo economico degli Usa ma allo stesso tempo aveva il più importante e agguerrito partito comunista d’occidente finanziato dall’Urss, con le proprie truppe schierate al confine con la Slovenia e 200 missili nucleari americani puntati verso Zagabria e Budapest (a 10 chilometri da Trieste) e 240 missili nucleari russi puntati verso Roma e Firenze (in Croazia, sull’isola di Krk). Noi italiani abbiamo vissuto per 50 anni seduti su una polveriera. Con il senno di poi e la saggezza della Storia, paradossalmente, oggi, dovremmo essere grati all’intera classe politica italiana, dall’MSI al PSIUP, per essere stati in grado, in un modo o nell’altro, di preservarci da un fatale destino.
 Ma il prezzo è stato alto. Molto alto.
 Da cui la citazione di Ennio Flaiano. I politici nostrani si sono abituati a pensare che, in un modo o nell’altro, con i diavoli si può trattare. Ci è andata bene con quei criminali dei generali americani e con i loro colleghi criminali sovietici, quindi ce la caveremo comunque con qualunque altro criminale perché, alla fine, riusciamo sempre a metterci d’accordo.
Oggi, non è così semplice e tantomeno facile come può sembrare.
Chiunque, in Italia, nel 1962 o nel 1976 o nel 1985, a meno che non fosse un deficiente, era perfettamente al corrente della posta in gioco nello scacchiere della guerra fredda e si comportava di conseguenza a seconda del proprio interesse. Si sapeva davvero come stavano le cose, quale fosse il prezzo, gli attori, lo scenario, il limite che non poteva essere oltrepassato, né a destra né a sinistra. Da cui quell’equilibrio, instabile eppure sostanziale.
Nella società mediatica postmoderna, invece, nata dalla fine della guerra, lo scenario è completamente diverso. Molto più complesso, ma soprattutto, molto ma molto più rischioso. Se paragoniamo una chiacchiera tra un qualunque bar italiano del 1972 o 1982 con quella di un bar italiano del 2012 la differenza è davvero impressionante. Allora, al di là della solita propaganda di parte -perché la faziosità è un nostro sport nazionale- esisteva una relazionalità tra classe politica e società civile, tra istituzioni e paese reale, tra organi di stampa e cittadini, tra ricchi e poveri, tra privilegiati e disagiati. Esisteva un passaggio di informazioni, e quindi di notizie, tale da consentire ai volonterosi e ai curiosi e a chi voleva informarsi per sapere, come stessero davvero le cose.
Oggi, non è più così.
La società italiana è molto regredita, in maniera spaventosa. Il gap tra l’Italia e quelle società e nazioni che noi consideriamo avanzate, evolute, dalle quali apprendere e importare suggestioni e stimoli, si è allargato e si sta allargando ad una velocità sempre maggiore.
Un barista portoghese o lituano sa molto di più sulla realtà del mondo di un italiano.
Da questo punto di vista il risultato prodotto dal processo di idiotizzazione di massa, voluto e applicato dal berlusconismo per venti lunghi anni, ha prodotto davvero un danno incommensurabile che oggi si può toccare con mano. Altrimenti non si spiegherebbe la lunga serie di cretinate che ogni giorno vengono scritte sulla stampa mainstream e sul web nel campo della politica internazionale, della strategia, dei veri interessi, di tutto ciò che appartiene al territorio della geo-politica.
Grazie alla narcolessia rumorosa e variopinta, la fortissima oligarchia del privilegio al potere può tranquillamente andare avanti per la propria strada, facendo tutto ciò che vuole, consapevole del fatto di non avere ostacoli. Per il semplice motivo che ai cittadini non viene più data alcuna informazione sul mondo reale e quindi sui veri giochi e di conseguenza sulle scelte che, nell’immediato futuro, finiranno per gravare sulla cittadinanza. Una volta tanto, i cittadini italiani non possono essere colpevolizzati per la propria ignoranza, né tantomeno essere accusati di passività o di mancanza di coraggio. La gente non sa come stanno le cose, quindi, non può scegliere.
A questo punto, avrei introdotto almeno altre quattro pagine di spiegazione sulla formazione psico-sociale di questo fenomeno, ma oggi vi è andata di lusso: vi risparmio la mia consueta prolissità e passo direttamente alla sintesi finale, tanto per spiegare come, dal mio punto di vista, stanno le cose, per comprendere dove siamo andati a finire.
1). La Nato non esiste più da quattro anni. Questa è la prima notizia utile per comprendere il nuovo scacchiere, altrimenti si finisce fuori strada. La stragrande maggioranza dei siti web, quotidiani on line, cosiddetti antagonisti di sinistra, lucrano sul falso consapevole, perché sono ancora imbevuti di una cultura kappagibbista di sovietica memoria, e non sono in grado (né hanno alcuna voglia) di eliminare dal loro linguaggio una splendida arma per raccattare il consenso di qualche robot, ramazzare qualche contatto, raccolta pubblicitaria o sovvenzioni governative a riviste e pubblicazioni che parlano di mondi immaginari, utili per i gonzi e per loro tasche. E chi perpetra questa confusione di sicuro non è innocente. Basterebbe un unico dato, da piatti ragionieri, per spiegare la non esistenza della Nato che si è dissolta. Nel 1992, la Nato aveva in forze nella sola area del mediterraneo meridionale circa 425.000 addetti; nel 2002 erano scesi a 240.000. Nel 2012 sono 1.500. L’enorme edificio del comando centrale a Bruxelles che ospitava nel 2002 ben 1.450 tra funzionari e addetti, oggi è in vendita. Ci lavorano 180 persone che si occupano di inutili scartoffie. Il budget della Nato era a carico degli Usa per il 64% fino al 2002 –avevano le loro ragioni nel voler dare ordini- mentre nel 2012 è sceso al 22% con grande felicità del tesoro americano. Negli ultimi 50 mesi non c’è stata nessuna manovra militare, nessuna esercitazione, nessuna azione militare. La Nato si è estinta. Giustamente. Nata nel 1946 come salvaguardia militare dell’Europa Occidentale contro una possibile aggressione dell’impero sovietico, non ha più alcun senso nell’assetto geo-politico del Nuovo Ordine Mondiale, essendo lo zar Putin uno degli attori seduti intorno al tavolo accanto agli altri. E’ rimasta la sigla, lo status che ancora è utile da usare quando serve. Non viene annunciata la sua estinzione per ragioni di necessità nel dover creare disinformazione, in modo tale da coprire i veri giochi. C’è stato un momento nel gennaio del 2011 quando è stato deciso di andare in Lybia che Obama stava per combinare un guaio annunciando ufficialmente che la Nato non esisteva più, ma poi ha ceduto. Il comando militare strategico per la difesa e salvaguardia del continente europeo è affidato alle tre potenze nucleari che ne custodiscono i sogni di pace: Gran Bretagna e Francia a ovest, da Oporto a L’vov, e la Russia che copre l’intera Europa Orientale fino in Asia. Alla Norvegia è stato affidato il comando generale della situazione nell’asse estremo settentrionale; a Capo Nord fanno manovre congiunte con i russi. La partecipazione degli Usa è inesistente dal punto di vista militare –nel senso di truppe, aerei, navi, ecc- ed è relativa soltanto all’aspetto logistico ad alta tecnologia, ovverossia: gli inglesi hanno il controllo militare, i francesi quello politico e gli italiani quello esecutivo; gli americani mettono a disposizione soltanto i satelliti grazie ai quali forniscono informazioni all’intelligence britannica che le passa ai francesi che danno ordini agli italiani che sono, praticamente, gli unici a compiere le missioni. In tal modo, l’Italia si avvale della prerogativa di avere una opzione sulla compravendita di armi perché ne usano tante, ed è diventata la seconda potenza europea economica nella compravendita di armi, dopo la Francia. Le basi americane rimangono di stanza in Italia su precisa e specifica richiesta da parte di Inghilterra e Francia per avere un controllo sugli italiani, da sempre considerati inaffidabili per la tradizione storica di doppiogiochismo e anche perché l’Italia ha perso la seconda guerra mondiale e, nel trattato di resa firmato nel 1945, ha accettato di rinunciare alla propria sovranità militare fino al 2045, in cambio del piano Marshall, evitando così di dover pagare i danni di guerra. La guerra in Lybia non ha visto la partecipazione di nessun soldato americano, di nessun aereo americano, di nessuna nave americana. Le truppe da sbarco erano inglesi, gli ufficiali sabotatori erano francesi, i piloti erano italiani. Le missioni di volo sono state effettuate nell’ 85% da aerei italiani. Gli americani fornivano loro, pochi minuti prima della partenza, i piani di volo, dopo che l’intelligence britannica aveva provveduto a oscurare il sistema di difesa radar italiano, controllato dai francesi. Qualunque coinvolgimento militare dell’Italia viene deciso dalla Gran Bretagna e dalla Francia per conto loro, che poi comunicano all’Italia l’esito. In caso di bisogno chiedono agli Usa logistica satellitare. Tutta la pappa su Israele sorretta e serva degli Usa e della Nato è roba da mentecatti che vivono in un mondo che non esiste più da tempo. La nuova realtà è completamente diversa. Se fosse stata vera, al largo delle coste di Haifa ci sarebbero state –in acque internazionali- le portaerei statunitensi, totalmente scomparse dal mediterraneo orientale. Durante la guerra del Kippur, nel 1973, a quaranta miglia marine da Tel Aviv, c’era la terza flotta americana schierata in funzione anti-sovietica, dato che a cinquecento metri di distanza avevano la seconda flotta della marina sovietica. I diplomatici e gli storici ci hanno raccontato come, allora, per due ore siamo stati lì lì per saltare tutti per aria: gli israeliani volevano andare a bombardare Damasco e Aleppo, e i siriani volevano andare a bombardare Tel Aviv, Haifa e Gerusalemme, con russi e americani con il pollice sul bottone rosso dei loro stupidi militari nucleari. Ci andò bene a tutti. Oggi, in quella zona ci sono tre vecchie navi militari statunitensi (dei giganteschi cargo senza neppure rampe di lancio) inviate con il compito di far evacuare il personale americano dalla Turchia, dal Libano, dalla Giordania, in caso di guerra totale. E basta. Per il semplice motivo che …
2) …. gli Usa se ne sono andati dall’Europa. Tradotto, vuol dire che è saltato il piano Marshall, versione 2012, allestito dai colossi della finanza rappresentati da Mitt Romney, che avrebbero affidato il compito di gestire il flusso di denaro al presidente europeo della J.P.Morgan (il figlio di Mario Monti)  e a una società di investimenti finanziari mista creata apposta da Citibank Italia, nella quale comparivano le fondazioni bancarie (tutte insieme) di Monte dei Paschi di Siena (Profumo, PD) Banco popolare di Milano (Ponzellini, PDL opus dei) Intesa San Paolo (Chiamparino, PD) e Banco Popolare (Formigoni) con la partecipazione minoritaria della presidenza di Finmeccanica (Orsi, Udc Lega Nord) Questi saltano tutti perché Romney ha perso. Basterebbe questo per comprendere la totale idiozia (gli stessi idioti che sostengono come l’Italia debba uscire dalla Nato che non esiste più) di chi sosteneva che Obama e Romney erano la stessa persona. Per Romney era fondamentale il business e quello avrebbe privilegiato. Per Obama è invece fondamentale la tenuta dell’impero americano e quello privilegia. L’Europa non serve più, per il momento. (dal mio punto di vista personale, purtroppo). Per la prima volta nella Storia un presidente americano ha dato ordine al comando generale militare di spostare il grosso del proprio dispositivo militare dall’Atlantico al Pacifico, divenuto per gli Usa –quantomeno nei prossimi quattro anni- il teatro più importante. Non era mai accaduto che la presenza delle navi da guerra americane nel Pacifico del sud fosse superiore a quelle dislocate nell’Atlantico. A sorpresa, mentre infuriava lo scontro militare tra Hamas e Israele, Obama se n’è andato dall’altra parte del globo, nel punto più lontano, facendo spianare nel Mar cinese meridionale ben quattro gigantesche portaerei. E’ andato, per la prima volta nella Storia, in Birmania e poi nel Laos, in Vietnam. Con geniale abilità strategica (dal punto di vista americano) è andato a offrire un piano Marshall a quei paesi, per sottrarli all’influenza cinese, e per chiarire che il vero nemico degli Usa sono e rimangono i cinesi. Immediata la reazione della Cina sotto shock: ha spostato due gigantesche portaerei sull’Atlantico davanti al Senegal e ha lanciato una poderosa offensiva militare nel cuore dell’Africa: nelle ultime 72 ore gruppi ribelli (di varia natura) hanno incendiato chiese uccidendo cattolici, hanno distrutto interi villaggi e alla fine si sono impossessati dell’aereoporto internazionale di Brazzaville, nel Congo, divenuta così roccaforte militare della Cina. E’ seguendo quest’ottica che si possono comprendere anche i teatri mediatici attuali e cioè….
3). Petreus e la Cia, i Bilderberg a Roma.
Se avesse vinto Romney a quest’ora avremmo l’Argentina in fiamme travolta da un’ondata di scioperi tali da paralizzare il paese, l’Ecuador a picco insieme alla Bolivia e il nostro bravo generale Petreus a trascorrere le sue serate, nel più totale anonimato, con le sue amichette a luci rosse. Invece è saltato subito. E’ stato pensionato l’autore del golpe in Paraguay dello scorso maggio e secondo i venezuelani anche dell’attentato alle raffinerie lo scorso settembre. La “dottrina Petreus” vedeva come priorità immediata (dicembre 2012) la risoluzione del “problema Sudamerica”, un sostegno pubblico militare a Israele tenendo buoni gli arabi attraverso nuovi accordi petroliferi, e un solido investimento in derivati speculativi in Europa, Italia e Spagna in prima fila. Invece niente. L’intero “South America desk” della Cia è stato licenziato e Petreus se ne va a casa. Il prossimo direttore, se vuole salvaguardare il posto, dovrà tenere lontani i cinesi, mentre i sudamericani diventano preziosissimi alleati, dato che vendono il 32% delle loro derrate alimentari alla Cina e quindi –se è il caso- possono provocargli una catastrofe alimentare. Per quanto riguarda il conflitto arabo-israeliano, la scelta sembra essere di una equidistanza, in pratica affidando a Mohamed Morsi, neo eletto presidente egiziano, la funzione di grande mediatore. Sono cambiati i giochi. E’ cambiato il teatro. I colossi finanziari si sono adeguati. E così il gruppo Bilderberg, che li rappresenta, decide di organizzare una loro importante riunione a Roma. Roba da ridere. La gente crede che se questi signori decidono di organizzare una riunione strategica, vanno in giro a dirlo a tutti dando anche l’indirizzo. Avevano bisogno di lanciare un segnale molto forte di carattere strategico-mediatico, perché si doveva sapere che il centro si è spostato a Roma, tutto qui. Tant’è vero che subito dopo questa stupida, quanto inutile, riunione, dove avranno parlato della scoperta dell’ombrello, il loro agente preferito, il nostro ragionier vanesio, è partito per la sua missione più importante: gli emirati del Golfo Persico, i nostri nuovi padroni che vanno a sostituire gli States, allontanando sempre di più il nostro paese da una ipotesi di modernizzazione e di evoluzione. Non a caso, mentre Obama era in Birmania e Monti era nell’Oman, in Italia, il braccio destro dell’emiro del Qatar, ovverossia Luca Cordero di Montezemolo, vice presidente dell’Unicredit, banca ormai degli emirati arabi (Montezemolo ha una delega a rappresentare gli emirati di Dubai, Abhu Dabi, Qatar e sultanato di Oman che possiedono la quota più forte del pacchetto azionario) annunciava la sua discesa politica in campo in appoggio di Monti sostenuto dai colossi finanziari. L’aspetto tragico di questa vicenda (il tutto senza che nessuno abbia spiegato neppure una virgola al popolo italiano) consiste nel fatto che noi non sapremo mai che tipo di accordi siano stati presi. Non ce lo diranno mai. Sappiamo dal Wall Street Journal che l’obiettivo strategico dell’ emiro del Qatar (nazione nella quale lo stupro non è reato perché alle donne non è riconosciuta dignità legale e quindi non esistono come cittadine) consiste nell’impossessarsi dell’industria tessile italiana e dei gioielli italiani della moda, di importanza fondamentale non soltanto per motivi economici, ma per motivi di creazione di status, di lancio di trend estetici, di mode controllabili. Iniziato con acquisizione di Valentino, di Marzotto, grazie all’appoggio di Mario Monti vanno adesso all’attacco della città di Milano. Ecco qui di seguito il comunicato ufficiale della visita di Monti negli emirati del Golfo Persico:
"I colloqui sono stati allargati anche a numerosi ministri del governo omanita", ha sottolineato Monti prima di imbarcarsi sull'aereo che lo ha portato negli Emirati arabi uniti, quarta e ultima tappa di un giro nei Paesi del Golfo che in precedenza lo aveva visto far tappa in Kuwait e in Qatar. La discussione, ha spiegato il presidente del Consiglio, ha riguardato due livelli: "Uno strategico, sugli sviluppi in Medio Oriente e in Nord Africa, sul ruolo che l'Oman e l'Italia possono svolgere", in particolare "sulla Siria e su Gaza". Il professore non è entrato nei dettagli di quanto emerso, ma ha voluto sottolineare "la saggezza" del sultano, che gli deriva dai suoi 42 anni al potere. Il secondo livello ha riguardato lo sviluppo delle relazioni bilaterali soprattutto in campo economico con il ruolo delle aziende italiane in particolare nello sviluppo delle infrastrutture in Oman e con gli accordi nel campo della difesa." ANSA 20/11/2012

Quest’articolo è stato diramato dall’agenzia di stampa governativa italiana che rappresenta “ufficialmente” il popolo italiano.  E’ identico a quello letto da una giornalista di Al Jazeera in televisione, emittente catariota, dato che hanno sottoscritto una joint venture e il Qatar ha già una opzione per l’acquisto anche di quote in Rai e nelle principali agenzie di pubblicità in Italia. Come si evince da questo comunicato, devono essere stati stipulati dei grossi accordi, di cui avremmo anche il diritto di esserne informati. O mi sbaglio?

Il nuovo asse dell’equilibrio geo-politico sta spostando la nostra nazione dall’orbita euro-atlantica, nella quale ha vissuto negli ultimi 2000 anni dal punti di vista politico-culturale, a quella invece legata all’Africa e alla Penisola Arabica, sotto il controllo mandatario dei più efferati regimi dittatoriali medioevali del pianeta Terra.

Tutto ciò, inevitabilmente, avrà un enorme impatto sulla nazione, accelerando il processo di deculturizzazione già in atto. A questo bisogna aggiungere un evento, questo sì è davvero inatteso, e cioè….

5). Il tragico e inquietante silenzio del Vaticano.
Non era mai accaduto che un papa non si esprimesse a proposito di uno dei tanti conflitti che coinvolgono la città di Gerusalemme, per i cattolici definita anche “Terra Santa”. E’ la prima volta che questo accade. E’ verosimilmente un ordine incrociato dell’opus dei nel nome del business. L’aspetto più terribile consiste nel fatto che, essendo l’informazione in Italia stata commissariata dagli emirati arabi, non vengono più neppure fornite alla televisione né immagini, né dati, né fonti, relativi al quotidiano massacro di innocenti cattolici in Africa. Negli ultimi quaranta giorni si sono verificati 156 attacchi a chiese cattoliche consacrate. In Africa, ogni giorno, residenti cattolici vengono attaccati, torturati, assassinati, nell’indifferenza totale dei media. In tutto il continente, centinaia di migliaia di guerriglieri salafiti, armati dai cinesi e finanziati dall’emiro del Qatar si stanno impossessando dei centri economici produttori di energia e di derrate alimentari. Soltanto nell’ultima settimana sono stati uccisi più di 500 cattolici, colpevoli di essere cattolici. Ma in Italia non se ne parla tanto.
Così come mi sono indignato e ho protestato contro l’antisemitismo che accusa gli ebrei per il solo fatto di essere ebrei, così, oggi, protesto per il barbaro assassinio quotidiano contro innocenti e inermi cattolici africani, bruciati vivi, rei soltanto di essere cattolici.
Tra le varie sorprese della mia esistenza c’è anche quella di rendermi conto, oggi, di essere l’unico che ha il coraggio di denunciare questo olocausto sottaciuto.
Nel nome del business, il Vaticano tace.
Non posso che formalizzare la mia più profonda e sincera solidarietà di cuore civile a tutti i cattolici italiani che in questo momento (a loro totale insaputa) sono vittime di questa situazione.
Vi hanno lasciato soli.

Penso che abbiate il diritto e il dovere di informarvi su ciò che sta accadendo.

C’è un chiaro disegno in atto di attacco frontale contro le culture, le politiche, le scelte che si riferiscono e si rivolgono a grandi sorgenti spirituali e attingono alle profondità di risorse spirituali che hanno prodotto una grande Cultura nei millenni. Il tutto nel nome del business. Per vendere armi. Nel nome dei mercati. Per far quadrare i conti.

Come si fa a non dire nulla?

Non è certo un caso se, una settimana fa, il presidente della Repubblica di Ecuador, Rafael Correa (l’autore della denuncia del debito immorale) è venuto in Italia in visita ufficiale e ha tenuto a Milano, nella sede dell’università Bicocca una lectio magistralis, alla stessa ora in cui Mario Monti parlava alla Bocconi. Ha spiegato con forti toni, animati da intensa spiritualità da cattolico credente e devoto, come fare a denunciare l’immoralità del debito e come dovrebbe e soprattutto “potrebbe” farlo anche l’Italia, allertando sui pericoli che questa nazione, ormai spiritualmente impoverita, sottratta dell’autentico “senso dell’esistenza” sta correndo. Nessuno ne ha parlato. Non è stata data neppure la notizia. L’intera truppa mediatica si è rifiutata di annunciare nelle settimane precedenti che lui sarebbe venuto, e poi, a conferenza finita, che lui aveva parlato.

La notizia è che Rafael Correa, a Roma, è considerato un pericoloso nemico, perché è un occidentale cattolico che si rifà ai Vangeli e spinge la gente all’assunzione di responsabilità sia individuale che collettiva per contrastare “la immorale presa del potere da parte dei colossi finanziari planetari che vogliono schiavizzare l’umanità, uccidendo in ciascuno di noi quel germe di amore, di idealità, di passione per la vita comunitaria che da sempre ha contraddistinto la nostra fede nell’esistenza”.

Una persona che parla così, oltre al fatto che è un capo di stato, oggi, nell’Italia arresa alla bulimia del business montiano versione catariota, è considerata “pericolosa”.

Ma vi rendete conto?

Sono io che sono un pazzo ingenuo oppure questa è autentica follia?



121 commenti:

  1. Persone dotate di morale e buonsenso esistono ancora. Non ti scoraggiare.

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  2. Eh... il guaio della realtà è che spesso supera la fantasia...
    Ma ha ragione Pietrone, non si scoraggi, è in buona compagnia ;-)

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  3. In parole povere fino qualche tempo fa gli italiani non contavano una mazza ma l' italia contava qualcosa, adesso non conta piu' assolutamente nulla nemmeno l' italia come territorio, mi viene in mente la Fallaci. Quello che mi sconcerta pero' e' che in questo contesto c'e ' gente che pensa che si possa uscire dall' Europa, cosi' dopo 5 minuti invece del Sud dell' Europa diventiamo il nord del Magreb musulmano o l' estremo ovest dell' arabia sempre musulmana , scegliete voi

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  4. Sì, in effetti lascia perplessi il fatto che all'ultima udienza del mercoledì il Papa abbia rinnovato gli appelli per la riappacificazione della Siria e non abbia fatto menzione dell'olocausto -- l'ennesimo -- africano. Va però detto che alla fine dello scorso giugno Famiglia Cristiana aveva pubblicato un lungo reportage sulla sanguinosa islamizzazione forzata di gran parte dell'Africa occidentale sub-sahariana. Non acquisto più questa rivista da mesi, per cui non saprei dire se abbia o meno interrotto questo benemerito e, da quel che sembra, solitario impegno di monitoraggio e denuncia del disastro umanitario e geopolitico in corso in quelle nazioni.
    Grazie perché Lei invece non trascura di farlo in questo Suo blog e grazie per la solidarietà che ha espresso nei confronti di questi poveri nostri fratelli, ridotti a bersaglio di una ferocia a quel che vedo inaudita e senza fine. Spero che il silenzio vaticano a riguardo sia il flebile sintomo di un'intensa e silenziosa attività diplomatica in atto e volta a raggiungere accordi, concessioni e quant'altro possa servire a tamponare questa spaventosa ondata di violenza. Spero che non sia solo un'illusione -- o mia o loro. O, peggio, di tutti.
    Con sincera stima, Marilù L.

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    1. Ma quale silenziosa attivita' diplomatica, il vaticano conta sempre meno anche lui, lá religione cattolica perde terreno ormai da decenni in tutto il pianeta. Aoh!!!! E annamo, e svegliateve no ??? E cche c.... !!

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  5. Errata corrige: ".... sanguinosa islamizzazione forzata dell'Africa ORIENTALE sub-sahariana".
    (M.L.)

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  6. Ha una capacità sorprendente di legare tanti fatti che sembrano disgiunti ma in effetti, trovando riscontro di taluni accadimenti, essi mi appaiono uniti da un filo conduttore, per cui non si può fare a meno di pensare che lei non è un pazzo ingenuo anche se tutto ciò può sembrare un romanzo di fantapolitica.

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  7. Bellissimo articolo ( come sempre direi)
    Sul Papa: ci sono talmente tante crisi nel mondo che se dovrebbe utilizzare 5 minuti per ognuna di queste, parlerebbe per due giorni di fila.

    In un recente passato il Vaticano si è più volte espresso contro la violenza sui cattolici in Africa ( vedi in Nigeria per esempio).

    Non mi preoccuperei quindi di questo silenzio, più che altro mi preccupo della totale indifferenza di questo paese che ormai è allo sbando.

    Ma ho fiducia, perchè vedo tutti i giorni in giro che esistono ancora uomini di buona volontà, che si impegnano per migliorare la vita degli altri nonostante tutte le difficoltà esistenti.

    Danno l'esempio, testimoniano, si rimboccano le maniche. Di questo più di ogni altra cosa, abbiamo bisogno; di gente che indichi la strada a chi è completamente all'oscuro di cosa succede e del perchè succede.

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  8. in qualità di suo lettore continuo ad invitarla a mettere a corredo dei suoi articoli una bibliografia, dei riferimenti, dei link alle fonti dalle quali attinge le sue informazioni.

    Lei è senza dubbio un abile scrittore ma chi come me legge per capire la realtà è abituato a non prendere come oro colato qualunque fluente narrazione. Purtroppo, data l'assenza di fonti, credo che qualunque lettore serio dovrebbe prendere con le molle ogni suo scritto.

    Mi piacerebbe poter leggere le sue stesse fonti per potermi confrontare, ma lei non me ne dà la possibilità.

    Capisce che per quanto ne sappiamo lei potrebbe far parte di una agenzia di intelligence, attingere quindi a informazioni riservate, e potrebbe scrivere con lo scopo di orientare le opinioni?

    Saluti

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    1. Ma cercatele le fonti.
      Non vorrai che ti portino anche il caffè a letto.
      Minchia siete fusi, non ne uscite più, avete le cellule intrise di mainstream.

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    2. e questo evidentemente è il livello medio dei lettori di questo blog.. alla normalissima richiesta di indicare le fonti, prima regola assoluta di qualsiasi blog di informazione che si rispetti, si risponde con ignoranza travestita da supponenza e insulti. Complimenti andatene fieri, a voi non la si fa, voi si che avete capito tutto. Io neanche durante l'adolescenza ero cosi presuntuoso, quando approfondire per la prima volta certi argomenti andando oltre le versioni pubblicate dalla stampa mi dava la sensazione di aver capito tutto, mentre, mi resi conto anni dopo, in realtà semplicemente avevo capito una piccola parte della complessità delle cose.

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    3. cosa vuoi c'è sempre qualcuno che resta indietro... che arriva dopo...

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    4. Le cose raccontate sono molto circostanziate quindi è facile verificarle. sforzarsi con un minimo di inglese e spagnolo, magari facendosi aiutare da translate.

      Se lei fosse un mio amico aggiungerei:... ma che sfaccimm!


      Diego

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  9. Le confermo che secondo me lei dovrebbe seriamente pensare al fatto di scrivere un romanzo di geopolitica. Le riconfermo che non è un'offesa nei suoi confronti. Attraverso la finzione si racconta la verità, soprattutto se si è abili narratori.
    Secondo me sarebbe un gran successo. E' avvincente il suo modo di raccontare il mondo.
    In ogni caso, vero o no quello che dice, non c'è uno straccio di fonte citata quindi va preso tutto con le pinze, mi sembra reale la possibilità di un disinteresse Usa nell'aggressione israeliana agli arabi.
    Non c'è nessun conflitto arabo - israeliano in corso, parlare di conflitto e da mentecatti (come ama dire lei).
    Se uno ti tira un missile, spesso senza uccidere nessuno, e tu per questo gli bombardi la città facendo strage di civili non c'è conflitto.
    Si tratta di aggressione, un atto terroristico (ben più grave) che risponde ad un altro atto terroristico.
    La differenza di potenziale militare è gigantesca, mostruosa, e preoccupante.
    La ferocia con cui Israele ha attaccato stavolta mi fa venire dubbi nel senso di un disimpegno Usa, soprattutto l'aver praticamente ignorato gli inviti al cessate il fuoco di Obama.
    Si sentono liberi di fare quello che vogliono a questo punto. E lo stanno facendo. Hanno praticamente raso al suolo Gaza.
    Bene continuando così, ma è quello che vogliono da sempre, resteranno solo loro.
    Gli arabi - palestinesi dopo gli ebrei, i curdi, i ceceni, zingari e kosovari.
    Non sarà forse il caso di parlare di anti - arabismo invece che di antisemitismo?

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    1. Vedi la sorte di Odifreddi.....se lei Modigliani è davvero un liberale deve intervenire!

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    2. Egregio Nunzio Corso io gradirei che magari prima di pontificare e straparlare senza uno straccio di documentazione a supporto lei si leggesse questo mio articolo. La avverto che è mooolto lungo, ma assolutamente documentato e bibliografato in calce. Le documentazioni provengono anche dall'Istituto Italiano di Cultura Islamica per cui non si potrà dire che quanto narrato sia del tutto di parte. Una volta letto tutto (se per lei non è troppo faticoso e, soprattutto, troppo pericoloso perché: e se poi dentro c'erano scritte delle cose vere che mettevano in seria discussione i suoi dogmi da FB o da "sito di disinformazione"? Meglio NON SAPERE e criticare, tanto il "dagli all'ebreo" è una cosa che fanno in tanti da millenni per cui perché deve preoccuparsi lei di verificare se è giusto o sbagliato!) si potrà magari aprire un confronto sempre che lei metta sul piatto notizie e fattii altrettanto documentati in maniera imparziale. La ringrazio in anticipo se vorrà accettare questo invito.
      Ecco uno dei blog in cui potrà trovare l'articolo (e non è sicuramente un blog di matrice semita) http://paolodarpini.blogspot.it/2012/11/cronistoria-disraele-in-palestina-con.html

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  10. Solo una nota tecnica , la Cina non dispone di nessuna portaerei operativa , tanto meno gigantesca.

    Non capisco quindi come abbia potuto schierarne due davanti al Senegal.

    F.B.

    Genova

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    1. ahah, hai perfettamente ragione, stavo per scriverlo io, ma questo è solo uno dei tanti "fatti" inventati di sana pianta per questo articolo.. perché il collegamento tra il "pivot" sul pacifico di Obama e gli scontri etnici in Congo ti sembra abbia più senso? Qui non si tratta di imprecisioni o errori di poco conto. Qui si tratta di sistematica e consapevole disinformazione (inventarsi fatti di sana pianta, miscelarli con avvenimenti reali e analisi plausibili, allo scopo di catturare l'attenzione di persone con conoscenze di livello non specialistico e non in grado/ non desiderose di approfondire e verificare le fonti delle notizie. Così ci si fa un nome, si sfrutta un bacino (in questo periodo particolarmente affollato) di persone facilmente influenzabili che gravitano nei network di Grillo/Byoblu ecc.., si vendono libri e si accettano interviste, ecc..)

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  11. http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-09-29/prima-portaerei-cinese-entrata-144506.shtml?uuid=AbJyBelG

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    1. Meno male che la cina non aveva le portaerei...

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    2. Sì, ma ne ha una sola e naturalmente non sta in Senegal. Vuoi scommettere che è una fregnaccia? Metti un link di riscontro, da bravo...

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    3. A Sergio...facce ride...21 novembre 2012 09:51

      Ma Modigliani c'ha la colf che lavora anche all'ambasciata cinese dove c'è il cognato del cugino del secondo cuoco di bordo della portaerei cinese.
      Con una fonte così è garantito l'accesso diretto al Capo di Stato Maggiore dell'Esercito (che è il suocero dello zio della sorella di un amico di Facebook del portinaio di Sergio). E mica le scrivono sul giornale certe cose, no?

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    4. ovviamente non sta in Senegal, visto che non è ancora operativa e stanno ancora testando il decollo e l'atterraggio degli aerei. Ed in ogni caso per le sue caratteristiche tecniche non verrà probabilmente mai impiegata in missioni operative se non di "facciata". Qui un link in cinese che spiega i test alla portaerei effettuati giusto ieri (usate google se volete tradurre)

      http://military.people.com.cn/n/2012/1121/c1011-19653829.html

      e per l'argomento ancora più astruso per cui gli scontri in Congo siano fomentati dalla Cina per contrastare il Pivot sul Pacifico di Obama(?!?), il governo cinese ha appena stipulato un contratto da 6 miliardi di dollari con Kabila, quindi sono i primi a desiderare la stabilità del governo.

      http://www.chimpreports.com/index.php/news/news-as-it-happens-around-the-east-african-region/6961-congo%E2%80%99s-$6bn-china-accord%3A-deal-of-the-century-or-africa%E2%80%99s-%E2%80%9Cgreat-chinese-takeout%E2%80%9D%3F.html

      Tanto è vero che sono stati accusati dai ribelli di fornire armi al governo.

      http://www.chimpreports.com/index.php/news/news-as-it-happens-around-the-east-african-region/4974-congo-rebels-kabila-securing-military-supplies-from-korea.html

      Insomma proprio l'opposto di quanto scritto nell'articolo. E, ultima cigliegina, i ribelli ad oggi hanno conquistato l'aereoporto di Goma, non quello della capitale Brazzaville.

      http://www.asca.it/news-Congo__ribelli_M23_conquistano_Goma__una_settimana_di_violenze_28SCHEDA29-1221059-ATT.html

      Tutto ciò da una analisi di sole 8 righe di questo lungo "articolo".

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    5. Mincuoriosisce il tuo post...

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    6. La capitale del Congo (RDC-Repubblica Democratica del Congo) è Kinshsa, non Brazzaville (che è sull'altra sponda del fiume e capitale dell'altro Congo).

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    7. Anonimuccio delle 11:43, povero piccino. Sciacquati la bocca quando parli con l'Anonimo delle 10:49 che a me è molto simpatico. C'ha un caratteraccio ma è in gamba.
      QUINDI, povero piccino, impara che Brazzaville è la capitale della Repubblica del Congo e Kinshasa è la capitale della Repubblica Democratica del Congo.

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    8. Anonimuccio, ti spiego meglio. Joseph Kabila è amico dei cinesi (che si comportano molto ma molto meglio degli occidentali in Africa, fidati); gli Stati Uniti vogliono scalzare questa posizione e sostengono le squadre della morte di Nkunda che appunto sta piantando il casino di Goma nella Repubblica del Congo. Kabila, che sta nella Repubblica Democratica del Congo è preoccupatissimo perché capisce che quei ribelli puntano a scakzarlo aiutati prima dal Ruanda ma sotto sotto da qualcun altro che non sono assolutamente i cinesi che hanno interessi opposti ai ribelli.
      Ora da bravo vaglielo a spiegare a Modigliani che poverello fa un po' di confusione.
      Comunque la portaerei posizionata in Senegal, ossia a 6000 km di distanza da Brazzaville (a che cacchio serve???) mi ha fatto tanto ridere. Grazie Sergio.

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    9. Ahahah...scusate sto facendo sei cose comtemporaneamente e mi sono confuso. Goma è nella Repubblica Democratica del Congo il che però rafforza ancor di più il concetto che i cinesi non c'entrano una mazza.
      Leggetevi questo articolo del 2008 che prefigura esattamente quello che sta succedendo adesso in quella regione.

      http://www.tlaxcala.es/pp.asp?reference=6454&lg=it

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    10. Mettiamo un po' d'ordine per cortesia.

      Primo: prospettare un coinvolgimento cinese nella guerra del Congo a favore dei ribelli è ridicolo.
      Come dimostra questo link i cinesi e i ribelli sono su sponde irriducibilmente opposte

      http://www.veritasinfo.fr/article-soutien-du-rwanda-au-m23-pourquoi-avoir-donne-le-congo-de-leopold-ii-aux-chinois-111548997.html

      Secondo: Modigliani parla di "ribelli di varia natura". Non significa nulla purtroppo ed è una di quelle espressioni con cui si arrabattano gli arruffoni che non sanno niente dell'argomento di cui scrivono. I ribelli sono dell'M23 che subentra alle forze di Laurent Nkunda che è stato arrestato nel 2009.

      Terzo: Come è stato notato da altri una portaerei in Senegal non solo non esiste ma non ha alcun significato salvo che nei romanzi di fantapolitica.

      Quarto: Dire che il Vaticano tace nel nome del business è la ciliegina di imbecillità su una torta/articolo ripieno di fandonie. Su questo non ho nemmeno intenzione di perdere tempo.

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    11. Avete entrambi ragione su Brazzaville capitale della repubblica del Congo, che con gli scontri non c'entra per niente. mi era sfuggita l' ennesima cigliegia di questo post.. Un giro su google mi fa supporre che forse l'autore dell'articolo abbia confuso la notizia della presa dell'aeroporto di brazzaville da parte dei ribelli durante la guerra civile della repubblica del Congo del 1997

      http://articles.cnn.com/1997-10-14/world/9710_14_congo_1_president-pascal-lissouba-prime-minister-bernard-kolelas-congo-rebels?_s=PM:WORLD

      con gli scontri che attualmente si stanno verificando nella RDC.

      http://www.cbc.ca/news/world/story/2012/11/20/f-congo-goma-rebels.html


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    12. Ciliegia non cigliegia

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  12. Basta leggere alcune dele riviste di geopolitica più accreditate per rendersi conto della fondatezza di quanto scrive, in questo post, il nostro Sergio, al netto delle interessanti intuizioni personali che accompagnano la disamina dei fatti.

    Essendo l'attenzione statunitense decisamente orientata verso il Pacifico, la Cina e i piccoli stati che la circondano, credo si presenti all Europa un'occasione unica di emancipazione e, previa rifondazione delle sue strutture e delle sue politiche, una prospettiva nuova in chiave unitaria per cominciare ad operare come attore di peso nello scacchiere internazionale.

    Tutto ciò, attualmente è impensabile. Senza una RIFONDAZIONE EUROPEA che poggi su unione fiscale, politica e militare ispirata dai principi tipici della cornice ordinamentale di STATO SOCIALE DI DIRITTO.

    Krez

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    1. Mi dai qualche link di queste riviste?

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  13. L'attacco di Israele si spiga nell'ottica delle elezioni politiche del prossimo gennaio 2013.
    Deviare i temi dibattuti in campagna elettorale sulla questione della sicurezza conviene soprattutto all'attuale governo in carica per una sicura rielezione.

    L' obbiettivo e quello di assicurarsi la gestione del potere per altri 5 anni ipotecando la concreta possibilità di attacco all'iran che verrebbe gestito dagli esponenti politici attuali qualora non si trovino altre soluzioni.

    Krez

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  14. Non in chiave antisemita, sentimento che non mi appartiene, ma per spirito di giustizia pubblico l’elenco delle risoluzioni ONU nei confronti dello Stato di Israele.

    1) RISOLUZIONE N. 93 (18 MAGGIO 1951) Il CS decide che ai civili arabi che sono stati trasferiti dalla zona smilitarizzata dal governo di Israele deve essere consentito di tornare immediatamente nelle loro case e che la Mixed Armistice Commission deve supervisionare il loro ritorno e la loro reintegrazione nellemodalita' decise dalla Commissione stessa.
    2) RISOLUZIONE N. 101 (24 NOVEMBRE 1953) Il CS ritiene che l'azione delle forze armate israeliane a Qibya del 14-15 ottobre 1953 e tutte le azioni simili costituiscano una violazione del cessate-il-fuoco (risoluzione 54 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU); esprime la più forte censura per questa azione, che può pregiudicare le possibilità di soluzione pacifica; chiama Israele a prendere misure effettive per prevenire tali azioni.
    3) RISOLUZIONE N. 106 (29 MARZO 1955) Il CS osserva che un attacco premeditato e pianificato ordinato dalle autorità israeliane e' stato commesso dalle forze armate israeliane contro le forze armate egiziane nella Striscia di Gaza il 28 febbraio 1955 e condanna questo attacco come una violazione del cessate-il-fuoco disposto dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU.
    4) RISOLUZIONE N. 111 (19 GENNAIO 1956) Il CS ricorda al governo israeliano che il Consiglio ha già condannato le azioni militari che hanno rotto i Trattati dell'Armistizio Generale e ha chiamato Israele a prendere misure effettive per prevenire simili azioni; condanna l'attacco dell'11 dicembre 1955 sul territorio siriano come una flagrante violazione dei provvedimenti di cessate-il-fuoco della risoluzione 54 (1948) e degli obblighi di Israele rispetto alla Carta delle Nazioni Unite; esprime grave preoccupazione per il venire meno ai propri obblighi da parte del governo israeliano.
    5) RISOLUZIONE N. 127 (22 GENNAIO 1958) Il CS raccomanda ad Israele di sospendere la "zona di nessuno" a Gerusalemme
    6) RISOLUZIONE N. 162 (11 APRILE 1961) Il CS chiede urgentemente ad Israele di rispettare le decisioni delle Nazioni Unite.
    7) RISOLUZIONE N. 171 (9 APRILE 1962) Il CS riscontra le flagranti violazioni operate da Israele nel suo attacco alla Siria.
    8) RISOLUZIONE N. 228 (25 NOVEMBRE 1966) Il CS censura Israele per il suo attacco a Samu, in Cisgiordania, sotto il controllo giordano.
    9) RISOLUZIONE N. 237 (14 GIUGNO 1967) Il CS chiede urgentemente a Israele di consentire il ritorno dei nuovi profughi palestinesi del 1967.
    10) RISOLUZIONE N. 248 (24 MARZO 1968) Il CS condanna Israele per il suo attacco massiccio contro Karameh, in Giordania.
    11) RISOLUZIONE N. 250 (27 APRILE 1968) Il CS ingiunge a Israele di astenersi dal tenere una parata militare a Gerusalemme.

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  15. 12) RISOLUZIONE N. 251 (2 MAGGIO 1968) Il CS deplora profondamente la parata militare israeliana a Gerusalemme, in spregio alla risoluzione 250.
    13) RISOLUZIONE N. 252 (21 MAGGIO 1968) Il CS dichiara non valido l'atto di Israele di unificazione di Gerusalemme come capitale ebraica.
    14) RISOLUZIONE N. 256 (16 AGOSTO 1968) Il CS condanna gli attacchi israeliani contro la Giordania come flagranti violazioni.
    15) RISOLUZIONE N. 259 (27 SETTEMBRE 1968) Il CS deplora il rifiuto israeliano di accettare una missione dell'ONU che verifichi lo stato di occupazione.
    16) RISOLUZIONE N. 262 (31 DICEMBRE 1968) Il CS condanna Israele per l'attacco all'aeroporto di Beirut.
    17) RISOLUZIONE N. 265 (1 APRILE 1969) Il CS condanna Israele per gli attacchi aerei su Salt in Giordania.
    18) RISOLUZIONE N. 267 (3 LUGLIO 1969) Il CS censura Israele per gli atti amministrativi tesi a cambiare lo status di Gerusalemme.
    19) RISOLUZIONE N. 270 (26 AGOSTO 1969) Il CS condanna Israele per gli attacchi aerei sui villaggi del Sud del Libano.
    20) RISOLUZIONE N. 271 (15 SETTEMBRE 1969) Il CS condanna Israele per non aver obbedito alle risoluzioni dell'ONU su Gerusalemme.
    21) RISOLUZIONE N. 279 (12 MAGGIO 1969) Il CS chiede il ritiro delle forze israeliane dal Libano.
    22) RISOLUZIONE N. 280 (19 MAGGIO 1969) Il CS condanna gli attacchi israeliani contro il Libano.
    23) RISOLUZIONE N. 285 (5 SETTEMBRE 1970) Il Cs chiede l'immediato ritiro israeliano dal Libano.
    24) RISOLUZIONE N. 298 (25 SETTEMBRE 1971) Il CS deplora che Israele abbia cambiato lo status di Gerusalemme.
    25) RISOLUZIONE N. 313 (28 FEBBRAIO 1972) Il CS chiede che Israele ponga fine agli attacchi contro il Libano.
    26) RISOLUZIONE N. 316 (26 GIUGNO 1972) Il CS condanna Israele per i ripetuti attacchi sul Libano.
    27) RISOLUZIONE N. 317 (21 LUGLIO 1972) Il CS deplora il rifiuto di Israele di rilasciare gli Arabi rapiti in Libano
    28) RISOLUZIONE N. 332 (21 APRILE 1973) Il CS condanna i ripetuti attacchi israeliani contro il Libano.

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  16. 29) RISOLUZIONE N. 337 (15 AGOSTO 1973) Il CS condanna Israele per aver violato la sovranità del Libano.
    30) RISOLUZIONE N. 347 (24 APRILE 1974) Il CS condanna gli attacchi israeliani sul Libano.
    31) RISOLUZIONE N. 425 (19 MARZO 1978) Il CS ingiunge a Israele di ritirare le sue forze dal Libano.
    32) RISOLUZIONE N. 427 (3 MAGGIO 1979) Il CS chiama Israele al completo ritiro delle proprie forze dal Libano.
    33) RISOLUZIONE N. 444 (19 GENNAIO 1979) Il CS deplora la mancanza di cooperazione di Israele con il contingente di peacekeeping dell'ONU.
    34) RISOLUZIONE N. 446 (22 MARZO 1979) Il CS determina che gli insediamenti israeliani sono un grave ostacolo alla pace e chiama Israele al rispetto della Quarta Convenzione di Ginevra.
    35) RISOLUZIONE N. 450 (14 GIUGNO 1979) Il CS ingiunge a Israele di porre fine agli attacchi contro il Libano.
    36) RISOLUZIONE N. 452 (20 LUGLIO 1979) Il CS ingiunge a Israele di smettere di costruire insediamenti nei territori occupati.
    37) RISOLUZIONE N. 465 (1 MARZO 1980) Il CS deplora gli insediamenti israeliani e chiede a tutti gli stati membri di non sostenere il programma di insediamenti di Israele.
    38) RISOLUZIONE N. 467 (24 APRILE 1980) Il CS deplora con forza l'intervento militare israeliano in Libano.
    39) RISOLUZIONE N. 468 (8 MAGGIO 1980) Il CS ingiunge a Israele di annullare le espulsioni illegali di due sindaci e un giudice palestinesi, e di facilitare il loro ritorno.
    40) RISOLUZIONE N. 469 (20 MAGGIO 1980) Il CS deplora con forza la non osservanza da parte di Israele dell'ordine di non deportare Palestinesi.
    41) RISOLUZIONE N. 471 (5 GIUGNO 1980) Il CS esprime grave preoccupazione per il non rispetto da parte di Israele della Quarta Convenzione di Ginevra.
    42) RISOLUZIONE N. 476 (30 GIUGNO 1980) Il CS ribadisce che le rivendicazioni israeliane su Gerusalemme sono nulle.
    43) RISOLUZIONE N. 478 (20 AGOSTO 1980) Il CS censura con la massima forza Israele per le rivendicazioni su Gerusalemme contenute nella sua "Legge Fondamentale".
    44) RISOLUZIONE N. 484 (19 DICEMBRE 1980) Il CS formula l'imperativo che Israele riammetta i due sindaci palestinesi deportati.
    45) RISOLUZIONE N. 487 (19 GIUGNO 1981) Il CS condanna con forza Israele per l'attacco alle strutture nucleari dell Iraq.

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  17. 46) RISOLUZIONE N. 497 (17 DICEMBRE 1981) Il CS dichiara nulla l'annessione israeliana delle Alture del Golan e chiede ad Israele di annullare immediatamente la propria decisione.
    47) RISOLUZIONE N. 498 (18 DICEMBRE 1981) Il CS ingiunge a Israele di ritirarsi dal Libano.
    48) RISOLUZIONE N. 501 (25 FEBBRAIO 1982) Il CS ingiunge a Israele di interrompere gli attacchi contro il Libano e di ritirare le sue truppe.
    49) RISOLUZIONE N. 509 (6 GIUGNO 1982) Il CS chiede che Israele ritiri immediatamente e incondizionatamente le sue forze dal Libano.
    50) RISOLUZIONE N. 515 (19 GIUGNO 1982) Il CS chiede che Israele tolga l'assedio a Beirut e consenta l'entrata di rifornimenti alimentari.
    51) RISOLUZIONE N. 517 (4 AGOSTO 1982) Il CS censura Israele per non aver ubbidito alle risoluzioni dell'ONU e chiede ad Israele di ritirare le sue forze dal Libano.
    52) RISOLUZIONE N. 518 (12 AGOSTO 1982) Il CS chiede ad Israele piena cooperazione con le forze dell'ONU in Libano.
    53) RISOLUZIONE N. 520 (17 SETTEMBRE 1982) Il CS condanna l'attacco israeliano a Beirut Ovest.
    54) RISOLUZIONE N. 573 (4 OTTOBRE 19859 Il Cs condanna vigorosamente Israele per i bombardamenti su Tunisi durante lattacco al quartier generale dell'OLP.
    55) RISOLUZIONE N. 587 (23 SETTEMBRE 1986) Il CS ricorda le precedenti richieste affinché Israele ritirasse le sue forze dal Libano e chiede con urgenza a tutte le parti di ritirarsi.
    56) RISOLUZIONE N. 592 (8 DICEMBRE 1986) Il CS deplora con forza l'uccisione di studenti palestinesi dell'Università' di Birzeit ad opera delle truppe israeliane.
    57) RISOLUZIONE N. 605 (22 DICEMBRE 1987) Il CS deplora con forza le politiche e le pratiche israeliane che negano i diritti umani dei Palestinesi.
    58) RISOLUZIONE N. 607 (5 GENNAIO 1988) Il CS ingiunge a Israele di non deportare i Palestinesi e gli chiede con forza di rispettare la Quarta Convenzione di Ginevra.
    59) RISOLUZIONE N. 608 (14 GENNAIO 1988) Il CS si rammarica profondamente che Israele abbia sfidato l'ONU e deportato civili palestinesi.
    60) RISOLUZIONE N. 636 (14 GIUGNO 1989) Il CS si rammarica profondamente della deportazione di civili palestinesi da parte di Israele.
    61) RISOLUZIONE N. 641 (30 AGOSTO 1989) Il CS deplora che Israele continui nelle deportazioni di Palestinesi.
    62) RISOLUZIONE N. 672 (12 OTTOBRE 1990) Il CS condanna Israele per violenza contro i Palestinesi a Haram al-Sharif/Tempio della Montagna.

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  18. 63) RISOLUZIONE N. 673 (24 OTTOBRE 1990) Il CS deplora il rifiuto israeliano di cooperare con l'Onu.
    64) RISOLUZIONE N. 681 (20 DICEMBRE 1990) Il CS deplora che Israele abbia ripreso le deportazioni di Palestinesi.
    65) RISOLUZIONE N. 694 (24 MAGGIO 1991) Il CS deplora la deportazione di Palestinesi ad opera di Israele e ingiunge ad Israele di assicurare loro un sicuro e immediato ritorno.
    66) RISOLUZIONE N. 726 (6 GENNAIO 1992) Il CS condanna con forza la deportazione di Palestinesi ad opera di Israele.
    67) RISOLUZIONE N. 799 (18 DICEMBRE 1992) Il CS condanna con forza la deportazione di 413 Palestinesi da parte di Israele e chiede il loro immediato ritorno.
    68) RISOLUZIONE N. 904 (18 MARZO 1994) Il CS: sconcertato dallo spaventoso massacro commesso contro fedeli palestinesi nella Moschea Ibrahim di Hebron il 25 febbraio 1994, durante il Ramadan; gravemente preoccupato dai conseguenti incidenti nei territori palestinesi occupati come risultato del massacro, che evidenzia la necessità di assicurare protezione e sicurezza al popolo palestinese; prendendo atto della condanna di questo massacro da parte della comunità internazionale; riaffermando le importanti risoluzioni sulla applicabilità della Quarta Convenzione di Ginevra ai territori occupati da Israele nel giugno 1967, compresa Gerusalemme, e le conseguenti responsabilità israeliane. Condanna con forza il massacro di Hebron e le sue conseguenze, che hanno causato la morte di oltre 50 civili palestinesi e il ferimento di altre centinaia e ingiunge ad Israele, la potenza occupante, di applicare misure che prevengano atti illegali di violenza da parte di coloni israeliani, come tra gli altri la confisca delle armi.
    69) RISOLUZIONE N. 1402 (30 MARZO 2002) Il CS alle truppe israeliane di ritirarsi dalle città palestinesi, compresa Ramallah.
    70) RISOLUZIONE N. 1403 (4 APRILE 2002) Il CS chiede che la risoluzione 1402 (2002) sia applicata senza ulteriori ritardi.
    72) RISOLUZIONE N. 1405 (19 APRILE 2002) Il CS chiede che siano tolte le restrizioni imposte, soprattutto a Jenin, alle operazioni delle organizzazioni umanitarie, compreso il Comitato Internazionale della Croce Rossa e l'Agenzia dell'ONU per l'Assistenza e il Lavoro per i Profughi Palestinesi in Medio Oriente (Unrwa).
    73) RISOLUZIONE N. 1435 (24 SETTEMBRE 2002) Il CS chiede che Israele ponga immediatamente fine alle misure prese nella città di Ramallah e nei dintorni, che comprendono la distruzione delle infrastrutture civili e di sicurezza palestinesi; chiede anche il rapido ritiro delle forze di occupazione israeliane dalle città palestinesi e il loro ritorno alle posizioni tenute prima di settembre 2000.
    Fonti
    1. Paul Findley, Deliberate Deceptions: Facing the Facts about the US/Israeli Relationship (Chicago: Lawrence Hill, 1993)

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    1. Alzi la mano chi crede che le risoluzioni ONU servano a qualcosa...

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    2. La alzo io. Le risoluzioni dell'ONU conducono ad azioni militari volte, in teoria, a ristabilire un ordine accettabile in determinate regioni o aree del mondo. Spesso sono strumentalizzate agli interessi dell'Occidente, ma inevitabilmente portano ad un intervento armato coordinato internazionalmente, giusto o sbagliato che sia. L'unico modo di evitarlo è il veto che uno dei 5 stati del consiglio permanente può dare.

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    3. Come dici è tutta.... teoria! L'esempio più eclatante è stato il massacro di Srebrenica, avvenne proprio sotto la tutela dell'ONU. I soldati delle Nazioni Unite che dovevano fare da cuscinetto tra i civili e i mercenari del macellaio Ratko Mladić si girarono tutti (i soldati ONU) dall'altra parte... dovevano pisciare! L'ONU come la FAO sono organizzazioni che hanno l'unico scopo di riempire il portafoglio di burocrati fancazzisti.





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  19. Faccio notare come l’intervento dei caschi blu sia stato evitato solo a causa del veto americano, che ha permesso ad uno stato nazista di perpetuare i suoi crimini.
    Questo non ha a che vedere con gli ebrei e con la loro storia,ne con gli indubbi meriti che essi hanno nella costruzione del mondo occidentale. Ha a che vedere con lo spirito del nazismo che aleggia sopra le nostre teste ed è pronto a scipparci quel po' di giustizia e di umanità che ancora rimangono.

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  20. Servizzi segreti.... stato naziata....
    Ma facce ride! Siamo al delirio totale. Misuratievi la febbre...

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    1. Ah dimenticavo... io sono Epicuro e mi trovi su
      http://plucer.livejournal.com/55710.html
      sono quello con barba occhiali e cappello ahahahahah

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    2. a me sembri solo un cretino, senza nemmeno l'attenuante dell'originalità

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    3. ahahahahah stammi buono demo-crito e ricorda... la febbre... ahahahahah

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  21. (Sig. Sergio, La ringrazio!!!)

    A.M.

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  22. Buonasera, ogni volta che leggo il suo blog resto sgomento, è come salire su una colonna e finalmente vedere quello che succede intorno.
    Questo post è di una lucidità agghiaciante, cosa pensa lei sul futuro dell'italia? Diventeremo una provincia degli emirati, o magari saremo divisi in una specie di risiko a scala ridotta? Ovest alla Francia, Est alla Germania centro al Vaticano che negozierà con abilità un equilibrio bancario... e sud al nord Africa...

    Può darmi qualche indicazione di dove riesce a raccogliere queste notizie, così ampio le mie fonti di consultazione in internet.

    Buona serata
    Roberto


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    1. "Questo post è di una lucidità agghiaciante"...



      ....è agghiacciante!!! Patteggiamo!!!

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  23. Non sapevo della venuta di Rafael Correa in italia, interessante.

    Peccato che la notizia sia stata completamente fatta sparire dai vari circuiti informativi.

    Qui ho trovato parte del discorso di Rafael Correa tradotto
    http://quitolatino.wordpress.com/2012/11/17/conferenza-del-presidente-dellecuador-rafael-correa-a-milano/

    Ciao e Grazie per l'informazione

    Dario

    RispondiElimina
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    1. http://www.youtube.com/watch?v=zGv1GIwGSEk
      http://www.youtube.com/watch?v=biq8hyOeI00&feature=relmfu
      http://www.youtube.com/watch?v=J1NAxS2hBBI&feature=relmfu
      Su ritmo ragazzi, le informazioni ci sono basta trovarle......
      Alberto.

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  24. Io sinceramente rimango perplesso di fronte a certi articoli di Sergio Di Cori Modigliani. Mi spiego. Insieme a fatti certamente veri, lui sovrappone supposizioni sue (su cui a volte concordo ma non sono fatti) e fatti che sono puramente inventati ahimè. Dov'è questa portaerei di fronte al Senegal? A parte che c'è una sola portaerei che è frutto di una riconversione di una vecchia porterei sovietica, credo proprio che ai cinesi non gliene freghi niente di piazzarla di fronte al Senegal almeno in questo momento. E poi la storia di Brazzaville... ma per favore. Mi dispiace ma i link ci vogliono, anch'io ero un pò contrario a questa fame di link, ma d'altronde se si afferma un fatto (e con tale sicurezza) prego si portino le prove, altrimenti stiamo arrivando al "me l'ha detto mio cugino". Purtroppo Sergio Modigliani non è nuovo a queste scivolate. Ricordo ancora un magnifico post dove si osannava che Hollande in 2 mesi aveva praticamente risolto i problemi della Francia... ma dove? Se non sta facendo niente, quasi fa rimpiangere Sarkozy. E attenzione a non esaltarsi troppo con Obama: in 4 anni ha fatto solo una penosa riforma sanitaria, ma intanto non ha spostato neanche un soldato dai vari fronti. E dubito che in questi 4 anni faccia di meglio. Ricordiamoci che TUTTI e dico TUTTI i candidati presidenti per le loro campagne sono finanziati da banche, multinazionali, case farmaceutiche, ecc. Cos'è, poi non chiedono il conto? Ma per favore... Io dico quindi più fatti, più link e meno illusioni.
    Sergio (non Modigliani :-) )

    RispondiElimina
  25. purtroppo, alla serie di strafalcioni gia' ampiamente segnalati bisogna aggiungere la fola dei 240 missili sovietici sull'isola di Krk durante la Guerra Fredda. Temo che il signor Modigliani non sappia che, all'epoca della Guerra Fredda la Jugoslavia militava nel campo occidentale, ed era addirittura inclusa nella rete Gladio. Al riguardo ci si puo' andare a leggere il libro scritto dal generale Serravalle, ex capo di Gladio, appunto. Di conseguenza, pensare che l'Urss potessere dislocare missili nucleari a Krk e' fantascienza. Cosi' come e' assurdo pensare che i missili Pershing statunitensi piazzati in Italia potessero essere puntati verso Zagabria.
    Mi sono chiesto da dove venisse questa storia di Krk, perche' e' davvero troppo assurda. Poi mi sono ricordato che in russo i missili civili (quelli che servono per mandare in orbita satelliti e cosmonauti) sono definiti "complessi spaziali a razzo". Ma siccome i russi amano gli acronimi, abbraviano il tutto in KRK. Signor Modigliani, la prego, mi dica che mi sbaglio, e che la storia dell'isola di Krk non ha niente a che vedere con la mia supposizione...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Marco, complimenti per la brillantissima intuizione.

      Sergio, hai fatto l'ennesima figura barbina. Sei uno spasso, sai? Scrivi ancora mi raccomando che sputtanarti è un divertente passatempo.

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  26. Questo post è la prova che il semitismo è una malattia seria e grave.

    Balle a go go per infilarci dentro un pò di propaganda sionista.

    Puah!

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  27. Sergio Di Cori Modigliani: un nome, una garanzia (che so' tutte stronzate).

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  28. ecco un bel video che testimonia la democrazia sionista.

    http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=BJyJcdCMoHU#!

    ebreo americano che dice quello che pensa e i sionisti lo arrestano in malo modo.

    con traduzione in italiano.

    guardatelo e traete le vostre conclusioni.

    RispondiElimina
  29. forse non sono due portaerei, mas l' influenza cinese in senegal è forte. Ai cinesi del Senegal fotte una minchia. E' un paese povero di materie prime, ma è un corridoio aperto verso l'africa più ricca.

    " Per di più gira la voce che il governo abbia intascato un bel po' di soldi per dare le licenze a navi industriali cinesi che depredano le coste senegalesi senza neppure toccare terra."

    qui il link http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2011/mese/02/articolo/4230/

    RispondiElimina
  30. continua...

    La Cina punta al Senegal non tanto per l’accesso alle risorse naturali, scarse nel Paese se si escludono i giacimenti di fosfato, quanto piuttosto per assicurarsi una sfera d’influenza a lungo termine nell’Africa Occidentale e per trovare sbocchi commerciali vantaggiosi. Il Senegal non può essere certo determinante per dimensione e popolazione, ma la Cina ne ha bisogno per raggiungere il volume commerciale a cui mira.

    "D’altra parte il Senegal, storicamente partner di Europa e Stati Uniti, punta strategicamente alla Cina in un’epoca di ridefinizione degli equilibri mondiali segnata dal declino delle “potenze classiche”, per ampliare in tal modo il proprio margine di manovra nella cooperazione.

    Sud-Sud e ridurre la dipendenza da un Occidente sempre più instabile. La cooperazione con la Cina si rivela inoltre fondamentale per il trasferimento di tecnologie e di know-how."

    http://frontierenews.it/2011/11/la-cina-conquista-il-senegal-commercio-investimenti-e-interessi-del-celeste-impero/

    in nome del principio di «non interferenza» e del «business is business».

    http://temi.repubblica.it/limes/cina-in-africa-nonostante-la-crisi/2947?printpage=undefined

    più di recente: "
    La Cina e’ contrariata per alcune dichiarazioni del segretario di stato americano, Hillary Clinton, effettuate durante il suo viaggio in Africa. Durante un discorso in Senegal, uno dei sette paesi in programma nella visita, la Clinton ha dichiarato che ”gli Stati Uniti difenderanno la democrazia e i diritti umani , anche se potrebbe essere piu’ facile o piu’ conveniente guardare da un’altra parte. Non tutti i partner lo fanno, ma noi lo facciamo e lo faremo”.

    http://partecinesepartenopeo.wordpress.com/2012/08/06/la-clinto-tira-colpi-bassi-alla-cina-dal-viaggio-in-africa/

    Pechino ha recentemente annunciato 20 miliardi di dollari in crediti per l’Africa, sostituendo gli Stati Uniti come partner economico piu’ importante del continente africano.

    " 11 giorni di cortesie non potranno cancellare cinquant’anni di saccheggi. Pechino è percepita come un partner più affidabile rispetto a quello più tradizionale d’oltreoceano: non cerca di imporre principi, ma solo di concludere scambi. Tratta coi governi in posizione di parità, senza pretende di essere per loro una guida. E non predica democrazia alla luce del sole per poi fomentare l’instabilità sottobanco.
    Infine, i cinesi hanno un’arma in più: 3.500 miliardi di dollari di riserve valutarie da investire in giro per il mondo. E il denaro è sempre più eloquente delle parole."

    http://geopoliticamente.investireoggi.it/?tag=cina

    Krez

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Krez, non girare la frittata.
      Tutti sanno dell'interesse cinese in Africa, ci siamo?
      Ora Modigliani dice due cose:

      A) Ci sono DUE portaerei cinesi in Senegal. FREGNACCIA COME AL SOLITO

      B) Le portaerei stanno in Senegal e questo viene messo in relazione al "pivot" USA nel Pacifico e alla guerra in Congo. BALLE, molto semplicemente.

      Poi che i cinesi abbiano interessi in Africa come ho detto lo sanno pure i bambini all'asilo MA UNA VERITA' BANALE NON PUO' RENDERE CREDIBILI LE MENZOGNE SPUDORATE.

      Elimina
    2. Concordo. Sergio Modigliani ha detto una cosa Falsa (come piace a lui) e non capisco perché l'abbia fatto. Sarebbe stato meglio parlare di un interesse della Cina per molti territori africani (che c'è putroppo) invece di tirare in ballo la portaerei fantasma. Mah!
      Sergio

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    3. Non ho affermato questo. Ho solo messo in evidenza, sinteticamente, l'interesse cinese per l'africa a beneficio di altri utenti che magari lo ignorano, fornendo link per vagliare e/o criticare info e notizie che non siano i post di Sergio.

      La presenza navale (grosse navi industriali) cinese lungo le coste del Senegal è rilevante.

      E' notizia recente, come sottolineato in un post precedente , il varo di quella che è (o dovrebbe essere) la prima portaerei cinese. Dunque, una tale notizia (ufficiale) dovrebbe automaticamente escludere l'idea che un paio di portaerei cinesi siano presenti nelle acque territoriali del Senegal.
      Ciò è vero secondo una logica formale, ma in geopolitica tale logica NON può essere seguita e/o ritenuta valida. Tanto più per notizie riguardanti la Cina. Della Cina non si sa nulla, ufficialmente! tranne quello che viene direttamente comunicato da un regime nel quale la censura è prassi quotidiana. Ed è ufficialmente comunicato a mezzo stampa solo ciò che fa comodo al PCC cinese.

      Notizie ed info vere e più rigorose credo siano in possesso solo degli apparati di intelligence e diplomatici, primo fra tutti quello degli USA.
      Per farla breve, non troverai mai scritto su google, almeno ora, un articolo che riporti la presenza di due portaerei cinesi al largo del Senegal!

      Solo Sergio può dirci dove ha preso tale notizia,sempre che lo ritenga opportuno.
      In caso contrario sei sempre libero di non leggere ciò che scrive.

      Elimina
    4. come piace a lui nel senso di scrivere con l'iniziale maiuscola.
      Sergio

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    5. Senti Krez: ritorniamo al "me l'ha detto mio cugino"? Ammettilo, Sergio Modigliani ha detto una cazzata e se non lo è ci dia le fonti o almeno il blogger cazzaro che l'ha detto. Ma per favore una portaerei cinese di fronte al Senegal... ma non lo senti l'odore di stronzata? Cosa vuol dire poi "sei sempre libero di non leggere ciò che scrive"? Mi aspetto che uno che intitola il suo blog Libero Pensiero sia anche più obiettivo, altrimenti potrei dare la seguente interpretazione: libero di scrivere le cazzate che mi passano per la mente... ti piace di più?
      Sergio

      Elimina
    6. Prego rileggere con attenzione il post sopra.
      Chi scrive, nella sua profonda intelligenza, dichiara testualmente che siccome la Cina ha UNA E UNA SOLA portaerei il fatto che su Google non si trovi la notizia che DUE portaerei cinesi stanno al largo del Senegal potrebbe essere la prova che in realtà ci stanno davvero.

      SOLO SERGIO LO PUO' DIRE, aggiunge il molto intelligente signore che ha scritto quel post...poi dicono male dell'eugenetica e della sterilizzazione forzata...

      Elimina
    7. Ma quando scrivi ti rileggi? E quando leggi i commenti hai il cervello collegato? Solo Sergio lo può dire? Ma che cazzo vuol dire? E meno male che mi chiamo come lui... :-) Ripeto: o Modigliani lo sa o non lo sa (propendo per la seconda) e allora lo provi altrimenti non scriva post indifendibili come ha già fatto molte volte. E risparmiami frasette tipo quella della sterilizzazione: quando non hai argomenti il nazista che è in te viene fuori vero? Vi conosco bene.
      Sergio

      Elimina
    8. Anonimo Sergio non hai capito una mazza. Ora ti spiego, respira...
      Il mio post era rivolto a quello di Krez, non al tuo. Ho scritto "il post sopra" mentre redigevo lo scritto poi al momento della pubblicazione è apparso sotto il tuo. Compris, caro? Non era rivolto ad Anonimo Sergio ma Kerz, ci siamo?
      Ora un minimo di equivoco ci poteva anche stare ma se leggevi con attenzione avresti visto che non poteva rivolgersi a te.

      Elimina
    9. grazie per il link, che è interessante, ma, a parte che risale a più di un anno e mezzo fa, non ha niente a che fare con le balle scritte in quest'articolo. Inoltre ti faccio notare che due tue affermazioni si contraddicono a vicenda: "l'influenza cinese in Senegal è forte" "Ai cinesi del Senegal fotte una minchia". Se sono disinteressati al Senegal, perché dovrebbero avere una influenza? La mia risposta è che in primo luogo è vero che il Senegal non è ricco di materie prime come altri paesi africani ma è comunque interesse della Cina avere relazioni diplomatiche (sostituendo Taiwan), in secondo luogo per gli accordi commerciali che comunque ammontano ad un non stabiliante ma neanche strascurabile volume annuo di qualche centinaio di milioni di dollari, in terzo luogo per rafforzare il soft power cinese nel continente, ed infine nella prospettiva di sviluppare un mercato africano dove poter esportare i prodotti cinesi. Se ti interessa approfondire, ti indico uno tra tanti link, ma non fermarti al titolo:
      http://www.kas.de/wf/doc/kas_29405-544-2-30.pdf?111114144406

      detto questo, ho letto i tuoi post successivi in cui tenti di giustificare "Sergio" aggrappandoti agli specchi relativamente alla panzana delle portaerei.. secondo multiple fonti proprio in questi giorni stanno testando le manovre di decollo e atterraggio, e visto che i link cinesi non sono "affidabili", eccotene uno proveniente dai "più rigorosi" USA:

      http://www.washingtontimes.com/news/2012/nov/14/inside-china-carrier-set-for-drills/

      dopo aver con successo ultimato i test "touch and go":

      http://china-defense.blogspot.it/2012/10/photo-of-day-liaonings-tire-marks.html

      ora se tu ancora ti ostini a credere che "Sergio", unico al mondo, sia al corrente del fatto che la Cina abbia 2 portaerei "segrete" uscite da chissà dove (tecnologia aliena?) al largo della costa del Senegal e nessuno se ne sia mai accorto, e che gli scontri non sono nella repubblica democratica del Congo, come dice per esempio il NYT ma nel Congo-Brazzaville come dice "Sergio".. fai pure

      http://www.nytimes.com/2012/11/22/world/africa/congo-rebels-in-goma-vow-to-take-kinshasha.html?smid=tw-share

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    10. Evidentemente mi son espresso io in modo errato, ma l'interesse della Cina per il Senegal era deducubile dai link in calce, che poi corrisponde esattamente a ciò che tu hai rissunto in maniera efficace.

      Nel merito di ste due cazzo di portaerei mi è concesso il beneficio del dubbio circa la loro esistenza? grazie :). E' la prima volta che il NYT non pubblica una notizia rilevante?

      sono cmq convinto del fatto che la notizia uscirà, se vera. Due portaerei non si nascondono!!!

      Krez

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    11. ok anonimo delle 03:23, scusa. Ma almeno firmarsi, anche con un nomignolo?
      Sergio

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    12. Per carità...in questo sito mai, ma ti rendi conto del livello?
      Qui si viene solo per ridere delle fregnacce sparate in libertà e dei babbei che ci credono.
      La cosa interessante è che lo cita Grillo nei suoi comizi...

      Elimina
    13. Ma avrà letto pure lui una bufala in mezzo ad un flusso di informazioni... quando non ha certezze si lascia andare alle suggestioni, questo è vero, ma col breve passaggio sulle portaerei e un altro paio di imprecisioni sugli interessi cinesi in africa, non mi pare proprio crolli tutto l'articolo che da correa a monti agli sceicchi e le loro partecipazioni nella finanza, industria e cultura italiana, fino a petraeus... rimane solidissimo.

      Elimina
  31. ho dimenticato la firma :)...

    Krez

    RispondiElimina
  32. forse non hai capito. non si possono ricostruire scenari geopolitici solo attraverso fonti di stampa ufficiale, agenzie, blog e più in generale attraverso l'uso di internet e motori di ricerca vari.

    Tu confondi la vita reale con il web!

    Ma ti pare che una potenza economica e militare come la Cina comunichi ufficialmente lo spostamento di due portaerei al largo del Senegal!!!???

    Una notiza del genere in tempi non sospetti sarebbe stata sufficiente a far esplodere una guerra!

    Io, più di te, vorrei sapere da quale fonte Sergio ha attinto una tale notizia, ma non sto qui ad offendere insinuando malafede alla cazzo di cane!!! :)

    Semplicemente, glielo chiedo... E se vorra rispondere, tanto meglio. Ma se la notizia è vera fidati che non ti/ci arriverà nessuna conferma! So che è paradossale, ma è nella "logica" delle cose...


    Krez

    RispondiElimina
  33. davvero brutta quella battuta sulla sterilizzazione...

    non è nel mio stile provocare o rispondere a provocazioni del genere quindi lasci scorrere... :)

    in merito a ciò che hai affermato però voglio precisare una cosa: non ho mai affermato che il varo recente della prima portaerei cinese costituisca la prova della presenza di altre due al largo del Senegal.
    Questo lo hai dedotto tu! (e per me è una deduzione errata)

    Ho semplicemente affermato, che, con elevato grado di attendibilità (la storia insegna) una qualunque potenza mondiale mai darà in modo ufficile info sulla sua EFFETTIVA capacità bellica. Pensare il contrario è da ingenui!

    Quindi il varo di quella che viene presentata dalla propaganda cinese come la loro prima portaerei, non esclude affatto che siano in possesso di altre portaerei. Stop.

    Krez

    RispondiElimina
  34. "Ma se la notizia è vera fidati che non ti/ci arriverà nessuna conferma!"

    Hai delle grosse pigne in testa, bambino.

    RispondiElimina
  35. "davvero brutta quella battuta sulla sterilizzazione..."

    E' vero scusa. Avrei dovuto dire piuttosto:

    "La madre degli imbecilli è sempre incinta".

    Sarebbe stato più corretto e appropriato.

    RispondiElimina
  36. Ma figurati...
    Se ti va di offendere e la cosa ti garba...continua pure!

    Argomentare, con i potesi plausibili e verosimili, sarebbe però più indicato.

    Ti pare che uno si inventi la presenza di due portaerei cinesi al largo del Senegal? Mica son due pagliuzze che possono essere nascoste!

    Se una persona intelligente, come reputo che sia l'utore del post, fa un'affermazione del genere vuol dire che una segnalazione del fatto l'avrà avuta.

    La dicitura "informazioni confidenziali" non ti dice nulla?

    Ripeto che, stando così le cose, sei libero di non credere e di criticare. Ma non di insultare (sai com'è ad altri può irritare la cosa)! Noto però che per te, l'insulto, costituisce evidentemente una pratica abituale.

    Krez

    RispondiElimina
  37. "Ti pare che uno si inventi la presenza di due portaerei cinesi al largo del Senegal?"

    Oh Gesù!!! Ma certo che se le è inventate non lo capisci?
    Sei tu stesso che dici che tanto NON CI PUO' ESSERE RISCONTRO e quindi lui se lo inventa tanto qualcuno che ci crede PROPRIO PERCHE' E' ASSURDO lo troca comunque.

    Inoltre non ho insultato, ho fatto dei sarcasmi e se ti fa piacere li ritiro. RIMANE IL FATTO che ti stai facendo prendere in giro da uno che a questo punto ti può dire che GLI AMERICANI HANNO MESSO SU UN PROGRAMMA DI ARMI PSICOTRONICHE SU PROGETTO DEGLI EXTRATERRESTRI e tu non potrai dirgli che è uno stronzo cazzaro perchè CERTE COSE NON VENGONO RIVELATE AI GIORNALI.
    E dai Krez, un po' di razionalità, un po' di orgoglio. NOI SIAMO PERFETTAMENTE IN GRADO DI CAPIRE CIO' CHE E' VERO E CIO' CHE E' FALSO!!! Ovviamente ci si puo' sbagliare ma quello rientra nelle possibilità di errore umane; in generale NON TI FIDARE FINCHE' LA PERSONA CHE TI DICE CERTE COSE NON TI DA' DELLE PROVE.
    Ci si fida solo delle persone che si conosce bene. Perché dai retta a un Sergio, tu? Pensaci e vedrai che i motivi sono molto poco razionali.
    Le due portaerei non solo non stanno in Senegal, ma non esistono. Traine ne conclusioni rispetto al signore che scrive in questo blog.
    Ma con la tua testa non quella di Sergio.


    Scusa ancora per i sarcasmi ma in tutta sincerità hai scritto delle assurdità che era addirittura mortificante leggere e questo lo dico al di là di qualsiasi intento gratuitamente polemico.

    RispondiElimina
  38. "Ti pare che uno si inventi la presenza di due portaerei cinesi al largo del Senegal? "
    appunto,proprio per questo personalmente sono allibito dalle balle di questo blog, che stanno raggiungendo vette stratosferiche

    "Mica son due pagliuzze che possono essere nascoste!"

    appunto..se le due fantomatiche portaerei fantasma ci sono..trovale.. a meno che tu credi basti timbrare "confidential" e "top secret" qualche documento per celare agli occhi del mondo nel XXI secolo la presenza di due portaerei cinesi di cui nessuno mai ha sentito parlare al largo della costa del Senegal..
    Ti faccio notare il paradosso che stai vivendo non fidandoti di quanto riportato da tutti i siti specializzati in affari militari e difesa del mondo e da tutti i giornali di qualunque paese, e di chiunque al mondo che abbia un minimo di esperienza in fatti militari che ti possa giurare che la Cina NON ha altre portaerei oltre alla Liaoning, tutto perché non vuoi ammettere che questo particolare blog abbia scritto una serie di fregnacce (come se fosse la prima volta poi..)

    RispondiElimina
  39. Non mi sento affatto preso ingiro da un autore afferma, in un blog creato da lui, l'esistenza di un una mostruosa creatura alata con tre testa e quattro cazzi che prende il sole in pigiama disteso sulle rive del lago maggiore.

    Pittusto mi sento preso per i fondelli, da chi reputando l'autore in questione inattendibile passi ore sul suo blog ad insultare nell'intento di smentire l'esistenza della mostruosa creatura, incoraggiando gli utenti del blog a non credere.
    Un po' di orgoglio (cit.) suvvia!

    E' mortificante (cit.) leggere per ore, gli interventi di una persona (i tuoi) che reputa l'autore del blog che pedissequamente commenta inattendibili, falsi...

    ...Commentare per ore post che si ritengono fasulli, è da imbecilli (cit.) al quadrato!
    Mi chiedo: è una crociata la tua? Hai tanto tempo da perdere? Credi davvero che tutti siano così sprovveduti?
    Ma soprattutto, perchè per criticare e contrastare un'affermazione avete bisogno di ricorrere all'insulto sistematico assumento posizioni intransigenti da principio?

    Se vai a rileggerti i miei commenti precedenti ti sarà facile notare come il sottoscritto non ti dia torto, ma che nel merito ti vengano contestati i modi (questi si imbecilli) che ti rendo ai mie occhi meno credibile dell'autore del post!

    Krez

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ti hanno risposto in tanti e non tutti ti hanno insultato (mi rendo conto che è difficile capirlo visto che siamo tutti anonimi, non posso darti torto su questo). Solito consiglio, screma gli insulti, poi le opinioni, e rimani ai fatti. Valuta in base a quelli e rifletti se vale la pena fidarsi di questo blog e di quel che dice. Nella scienza, si dice che affermazioni straordinarie hanno bisogno di prove straordinarie. Qui si fanno affermazioni che definire straordinarie è un eufemismo e non si dà il benché minimo straccio non dico di una prova, ma di un riscontro, di qualsiasi cosa.
      E infine, io sono su questo blog perché mi dà fastidio la disinformazione, e questo sito è uno dei più attivi nel diffonderla, anche se in maniera subdola. Quando capita che il tentativo di disinformare non sia subdolo ma palese (vedi Congo e portaerei), allora lo faccio notare così chiunque abbia voglia di ragionare può capirlo. Tutto qua.

      Elimina
    2. Davvero,deve esser un mio problema se non riesco a farmi capire.

      Il tuo è un pacato e condivisiblie discorso sul metodo (che dovrebbe essere adoperato, ma che viene dall'autore del blog disatteso). nella fattispecie: la citazione delle fonti per la riprova testuale di ciò che si afferma.

      Condivisibile al 100% se stessimo discutendo e commentando su una rivista scientifica, su di una rivista di geopolitica, su di un quotidiano. Ma ahimè per quanto autorevole o meno sia l'autore ci ritroviamo a a commentare su di un BLOG personale, un semplice blog, dove il suo autore può dire e affermare cose vere o false a suo piacimento e dove nn vige alcun obbligo di citazione.

      Sta all'utente decidere, credere o criticare, quello che ritiene opportuno senza pretendere obblighi che l'autore di un blog non ha!!!

      A mio avviso se qualcuno legge questo blog cercando di carpirvi notizie dettagliate sulla disponibilità bellica cinese o di chicchessia è uno sprovveduto. Esisto fonti apposite.

      Reiterare per 10 e più volte l'inattendibilità di un semplice blogger è pretestuoso, un inutile esercizio da parte di chi non ha ben chiara la differenza che passa tra un blog (che può comunque veicolare notizie vere o veritiere) e una fonte ufficiale.

      ps
      Troppi anonimi, potreste usare pseudonimi? perchè altrimenti nn si capisce più una sega :)

      Elimina
    3. firma maledetta... :)

      Krez

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    4. Quindi Krez, come ho scritto prima, se un blogger non ha nessun dovere di onestà intellettuale di ammettere che ha sparato cazzate e almeno di scusarsi, allora questo blog è Libero Pensiero, libero di scrivere le fregnacce che mi passano per la testa. Almeno abbia la bontà l'autore di questo blog di non spacciarle come verità, come il suo stile e tono fanno intendere. Se gli piace scrivere romanzi faccia pure, ma lo dica dall'inizio.
      Sergio

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  40. Ma va a quel paese...non scrivo quasi mai qui, ragazzino. Sto aspettando di prendere un aereo che parte fra un bel po' di ore per di più per un volo di minimo 12 ore (che palle) e passo il tempo come posso. E svegliati, ma che credi di riprenderti con gli argomenti da bambino?
    Comunque cuoci nel tuo brodo, evidentemente c'è un fondo di giustizia nella legge della giungla.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. per caso sei diretto in Senegal?

      No perchè avrei la mia portaerei parcheggiata da quelle parti...

      buon viaggio! :)

      Krez

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  41. Da queste parti c'e' un cretino (con tutto il rispetto, anche i cretini hanno un motivo di essere, per me il loro e' di fornire un ottimo esempio di come NON ESSERE), la cui unica colpa - per quello che mi riguarda - e' quella di stare molestando il prossimo, occupando con le loro baggianate spazio che potrebbe essere invece usato in maniera piu' costruttiva...L'atteggiamento di questo signore mi ricorda molto qualcuno che altre volte si e' firmato 'verdadero' (vero che ti ho sgamato?), a cui ho gia' anche detto - e ribadisco - che ha qualche problema psicologico piuttosto serio, se e' vero che la cosa piu' divertente che trova da fare e' questa! Non e' deprimente?
    A lui un consiglio: trovati un buon terapeuta, sei sempre a tempo a rimediare (purche' ti rendi conto di come stai).
    A noi altri, per il suo bene e per il nostro, converrebbe ignorarlo piuttosto che alimentare la sua follia.

    Alessandra

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  42. Due parole sul Senegal.
    Si tratta di una regione dell’Africa Occidentale, un’area dove storicamente si è effetuata la tratta degli schiavi verso le Americhe. L’interesse cinese in Africa è noto, ma non è rivolto alle materie prime, di cui la zona è priva, ma all’accaparramento di mano d’opera a basso costo. I cinesi vogliono delocalizzare la produzione in ambiti più economici della Madre Patria, creando una nuova forma di schiavitù e ancora una volta l’Africa ne paga le spese.
    Non so nulla di eventuali portaerei, magari sono incrociatori, ma mi sembra un modo superato di fare la guerra. La guerra moderna si combatte con la tecnologia, non con le portaerei.
    Consiglierei la visione di un link:
    http://www.youtube.com/watch?v=_Evw8ZmbS38
    si tratta di interviste al generale Mini. Sono molto importanti per la comprensione del problema. Non perdetevele.

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    1. "I cinesi vogliono delocalizzare la produzione in ambiti più economici della Madre Patria, creando una nuova forma di schiavitù"

      I cinesi vogliono semplicemente applicare in Africa le politiche che gli hanno consentito di uscire dalla povertà e diventare una potenza globale che aspira all'egemonia regionale. Da qui il tentativo di Obama di contrastare tale dinamica tramite il famoso "pivot" sul Pacifico. Ovviamente i cinesi sono anche interessati ad estendere la propria influenza in altre parti del mondo e contrastare l'egemonia USA/NATO/GCC. Sul discorso della delocalizzazione, questa è un'altra peculiare ipocrisia occidentale; Negli anni ottanta/novanta si diceva che la delocalizzazione andava contro le popolazioni povere che venivano schiavizzate. Quando poi si è capito che i paesi asiatici intelligentemente stavano sfruttando la situazione per arricchirsi, la delocalizzazione è stata demonizzata perchè creava povertà nei paesi ricchi.. ora che la Cina "delocalizza" in Africa (per quanto ciò non sia del tutto vero, poiché i paesi africani spesso non sono ancora in grado di fornire manodopera specializzata e non esistono ancora le infrastrutture necessarie), si torna a dire che delocalizzare danneggia i paesi poveri.
      In realtà, è nelle mani dei governi e della popolazione africana sfruttare le possibilità offerte dagli scambi commerciali/ industriali per trarne vantaggio e uscire dalla povertà secolare. Ovviamente ci sono delle criticità. Non è detto che una ricetta che ha funzionato in paesi come quelli asiatici con un background culturale fortemente omogeneo e un background politico fortemente centralizzato funzionino in situazioni di diversità culturale, etnica e politica come quelle dei paesi africani, dove spesso la società è ancora organizzata a livello di tribù. Come detto, spetta agli africani saper gestire al meglio la situazione.
      Fabio Mini lo conosco bene, dai tempi dei vespri siciliani, poi leggevo i suoi articoli su Limes e altre riviste a cavallo del millennio e dopo l' 11/9, ho anche letto un suo libro e la versione da lui curata di "guerra senza limiti". Sono quindi abbastanza informato su concetti quali guerra asimmetrica, 4gw, l'importanza della tecnologia, e tutti i concetti elaborati a partire dalla guerra del Golfo del '91. Detto questo, avere delle portaerei rappresenta ancora uno dei mezzi più efficaci di proiezione di potenza, soprattutto per soggetti che aspirino ad una egemonia regionale. Per questo la Cina sta cercando di modernizzarsi in tal senso. Ma al momento tecnologicamente è ancora molto indietro e due portaerei cinesi in Senegal esistono solo nella fantasia di chi fa affermazioni simili.

      Al momento la Cina per consolidare il suo potere in Africa utilizza gli strumenti in cui è superiore, cioè quelli commerciali. Gli USA non potendo competere in questo campo, utilizzano per contrastare la Cina gli strumenti in cui sono superiori, cioè quelli militari.
      E per evitare confusioni con altri utenti, io mi chiamo matteo e prima di ieri non avevo mai commentato su questo blog (ho scritto io i commenti di ieri delle 07:05, 06:48, 10:49, 12:53 e quelli di oggi delle 03:27, 04:01, 05:03) come detto, non sono squilibrato nè grafomane, semplicemente mi infastidisce la disinformazione e se anche solo uno tra i lettori (almeno tra quelli a cui non piace essere consapevolmente presi in giro) avranno la capacità di ragionare e capire le panzane presentate in questo blog mi riterrò soddisfatto.

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    2. Se fossi in Sergio cancellerei gli 80 e passa commenti prededenti (compresi i miei) e lascerei solo questo come summa, pacata e ben argomentata, di una serie di post confusi e/o offensivi.
      Se possibile, poi, fornirei dati e/o fonti circa le sue esternazioni più dibattute e criticate o ammetterei semplicemente l'errore.

      ps
      immagino, o almeno ci provo, se al posto delle 2 portaerei, l'autore del post si fosse azzardato a trattare di haarp o scie chimiche. Argomenti entrambi "dicussi" dall ex generale Mini.

      W i cinecanadesi!!! :)

      krez

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    3. Io ho un'idea migliore: perche' non vi fate ognuno il vostro blog e pontificate da li'?

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    4. perchè non so dove diamine metterle le mie portaerei! :)

      Cazzate a parte, io non ho molto da dire. Per questo leggo... riviste, libri, blog, saggi, narrativa, ricette di dolci, palmi delle mani ecc.

      I blog poi, hanno sezioni apposite per i commenti sai? Questa è la dura realtà.

      Krez

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  43. già dall'80 si è cominciati ad entrare nel berlusconismo, io sono del 63 e nell'80 i ragazzi dell'età mia guardavano già le televisioni di berlusconi
    Sono 40 lunghi anni non 20

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  44. Tutti in Canada, ci sentiremo come a casa.

    Mafia è N'drangheta sono già li da un pezzo.



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  45. Stavo scrivendo proprio questo.
    Nei '90, ho effettuato un tentativo di sbarco commerciale a Vancouver, finito male. Appena arrivato, ho preso contatti con la comunità italiana del posto e... surprise: mi sono trovato innanzi una comunità di "intermediatori" siculocanadesi dei quali non sono più riuscito a liberarmi sino alla ripartenza per l'Italia.
    I canadesi sono molto civili, è vero. Ma sono svegli e smaliziati come il tonno in scatola (o il salmone fumé, visto il posto...), assolutamente (purtroppo) alla mercé degli immancabili delinquenti italici, che anche nel ridente Canada spadroneggiano quanto basta.
    Informati meglio Modigliani, prima di regalarci la solita cartolina. Qualcuno potrebbe anche crederci.

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    1. Generalmente all'estero non cercherei in primis contatti con gli italiani, fai la fine di quelli che vanno a fare i camerieri a Londra in una pizzeria. (Per calcare un paio di luoghi comuni come hai fatto tu)

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    2. Gentile Anonimo,
      io in Canada ci andai come imprenditore, non come un turista o un disoccupato in cerca di fortuna.
      Nei principali Paesi del globo è sempre presente una base locale di immigrati italiani residenti stabilmente, che svolge una MERITORIA e importante opera di mediazione con le realtà locali.
      Su questo noi italiani siamo imbattibili, riusciamo a fare gioco di squadra meglio all'estero che in patria (forse perchè non la sentiamo davvero nostra?).
      Prova a viaggiare con la valigia da lavoro e senza macchina fotografica appesa al collo: te ne accorgerai anche tu.

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  46. Io che ho girato tanto, canadesi in giro per il mondo - come emigrati - in verita' ne ho conosciuti pochi: segno che stanno bene li'! Ho un amico canadese, conosciuto in Tailandia tanti anni fa, vive in un pezzo di bosco stupendo e per vivere coltiva marijuana (che in Canada costa pochissimo -raccontato da altri amici che ci sono stati- il tabacco invece e' carissimo)e ci mantiene anche moglie -tedesca- e due figli; hanno anche il loro orto organico. Un altro amico 'british' di origini giamaicane, dopo aver vissuto tanti anni in Florida (sposato con un'americana e divorziato), se n'e' andato a vivere li': ha fatto tanta fatica ad ottenere permesso di lavoro, pero' mi scrive che e' proprio contento e sua figlia, americana, sta facendo li' l'universita'.

    Purtroppo gli sfigati esistono dappertutto.

    Alessandra

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    1. Wow Alessandra,
      hai l'amico canadese che vive di cannabis e l'amico british-giamaicano, che immagino la cannabis l'abbia assunta la prima volta nel latte materno.
      Non voglio dare giudizi sulle tue amicizie, ma permettimi una domandina: non ti sorge il dubbio che la contentezza dei tuoi amici sia direttamente proporzionale alla quantità di trip che si fanno?
      Avrei un'altra domandina da porti, ma non vorrei entrare troppo nel personale. Immagino però che la via alla felicità l'abbia scoperta anche tu...
      Coraggio amica mia, non si combatte la sfigatezza accendendosi un cannone.

      Michele

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    2. Grande Anonimo Sergio, sempre presente...
      Grazie a tutti gli incredibilmente assidui frequentatori e partecipanti di siti "spazzatura", immagino lo facciate per risvegliarci tutti!
      Che uomini di nobili intenti!

      Signori, stiamo discutendo della scelta lessicale "portaerei"? ma davvero? perché, se fossero navi appoggio? Fossero navi cariche di esplosivi? fossero bulk carriers cariche di granite?
      Mi sembra che l'obiettivo del testo fosse evidenziare il cambiamento degli equilibri in gioco a livello mondiale.
      Il succo del discorso non cambia anche se contiene "informazioni errate" (che l'autore dell'articolo, come tutti del resto, può anche aver ricevuto come tali).

      QT on:
      "NOI SIAMO PERFETTAMENTE IN GRADO DI CAPIRE CIO' CHE E' VERO E CIO' CHE E' FALSO"
      QT off

      Quanto sopra non è vero, chiunque l'abbia scritto. (AL MASSIMO CI PROVI O TE LO CREDI TU)

      QT on:
      "NON TI FIDARE FINCHE' LA PERSONA CHE TI DICE CERTE COSE NON TI DA' DELLE PROVE"
      QT off

      Pensa che c'è perfino chi crede in dio. Dipende da che prove uno si aspetta.

      Fatevi una doccia fredda, oppure datevi un'occhiata allo specchio.

      Japanonimo

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    3. non si tratta di dubbie "scelte lessicali". Si tratta di fatti inventati di sana pianta. Tralasciando la penosa questione delle portaerei; La Cina che fomenta i ribelli in Congo-Brazzaville quando in realtà la Cina è dalla parte del governo e gli scontri sono in Congo-Kinshasa. Missili nucleari a Krk (proprio dove io in quegli anni andavo in vacanza) di cui non solo nessuno ha mai sentito parlare, ma è assurda anche solo come ipotesi, come fatto notare da marcom. Dire che la Nato sta vendendo un edificio a Bruxelles senza specificare che ne hanno già costruito un altro più moderno e funzionale a pochi isolati di distanza. Dire che la Nato non è attiva da 50 mesi (4 anni) quando l'ultima missione operativa di una certa importanza si è conclusa in Libia a Ottobre 2011. Mi limito solo ad alcuni degli "errori" fattuali, che possono essere verificati in pochi minuti, senza andare ad analizzare e confutare (ci vorrebbe troppo tempo e ne ho già utilizzato troppo per un blog di tale livello) le astruse teorie "geopolitiche" contenute nell'articolo; ad esempio, si potrebbe anche discutere sulla progressiva perdita di importanza della NATO, ma scrivere che la NATO non servirebbe più perché ormai in mondo è governato da una cupola Russo-Americana(?!?) è disinformazione pura, a cui si può credere veramente solo usando la fede anziché la ragione. E non stiamo parlando di questioni religiose o metafisiche ma di geopolitica.
      matteo

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    4. Guarda Japanonimo. Io sono abituato che una persona se mi dice una cosa me la deve anche provare altrimenti sono discorsi da bar. Quindi Sergio Modigliani è un Falso (glielo scrivo APPOSTA con l'iniziale maiuscola come piace a lui). Ma quale succo del discorso. Si dice pane al pane e vino al vino tra persone corrette. Quindi ho capito perché Modigliani appoggia Grillo: è un Falso come il panzone genovese codardo. Punto.
      Grande Anonimo Sergio.

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    5. @ Michele:
      spero (per te) che solo volessi fare un battuta simpatica...e purtroppo ti e' riuscita male. Se e' cosi', pazienza, non e' grave, puo' capitare, soprattutto se non si connette bocca e cervello...Ma ti sembra una cosa intelligente da dire? A parte che io cannoni non me ne faccio piu' da tempo (si' che me li son fatti, e tanti anche, ma ormai mi sballo solo col pensiero, e si chiama proprio felicita' e non sfigatezza), a parte lo stereotipo penoso del giamaicano -la famosa provincialita' tutta italiana (e non e' uno stereotipo!)- del giamaicano che prende la mariujana con il latte materno (guarda un po', questo giamaicano non si fa i cannoni e va pure a messa la domenica, roba da non crederci!), ti devo ANCHE spiegare che non si tratta di quello che uno fa o non fa, ma piuttosto la LIBERTA' di fare o non fare cio' che si vuole? Purtroppo si', te lo devo anche spiegare, d'altra parte ormai l'Italia e' anche famosa perche' se ti pigliano con uno spinello, finisci in galera e buttano pure la chiave.
      Ti rendi conto? O, piu' tristemente, ho solo spiegato il mio tempo?

      Alessandra

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    6. @ Alessandra:
      Posso confermarti che andai in Canada pieno di ammirazione per quell'immenso Paese. Ne tornai ancora più convinto.
      La delusione fu per un'importante associazione di italiani residenti (parlo di Vancouver), peraltro indicatami da un mio corrispondente d'affari locale, che dietro modi gentili e importanti entrature nelle banche locali celava la... mafia.
      Credimi è desolante vedersi sputtanati anche in un Paese straniero, e che Paese, dalla solita immondizia che riusciamo ad esportare ovunque.
      Non stento a credere che i tuoi amici canadesi possano davvero vivere con lo stile che hai descritto. Non dico per un italiano (ci vuole poco purtroppo), ma per un europeo è difficile capire che cosa significhi davvero la parola LIBERTA' se non ha mai conosciuto quel magnifico Paese che è il Canada.

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    7. Infatti, Marco, non mi riferivo a te.

      Purtroppo i cretini abbondano, come gli sfigati e mi viene il sospetto che il male di fondo sia lo stesso (ne parlava proprio Modigliani qualche tempo fa): gente che "cerca di mascherare la propria miseria interiore dimostrando di essere meglio degli altri". D'altra parte, se ci si guarda allo specchio e non piace cio' che si vede, abbiamo sempre l'opzione di cambiare...o di rimanere sfigati. Ognuno faccia un po' come vuole...

      In quanto agli italiani all'estero: sono oltre 20 anni che non vivo in Italia, ne ho conosciuti tanti e li evito come la peste (e' una provocazione: non e' vero, non sono razzista)! Pero' e' vero che uno dei motivi per cui sono emigrata e' che non mi piace essere circondata di italiani, percio' non ne conosco tanti e ne frequento ancora meno; li posso contare sulle dita di una mano, e sono tutti, ma proprio tutti, gente che e' andata via per gli stessi motivi, che e' tanto tempo che vive fuori e che in Italia non ha nessuna intenzione di tornare: sara' un caso?

      Io in Canada non ci sono mai stata, penso che mi piacerebbe andarci (sono stata invitata piu' volte), ma solo per vacanza; la verita' e' che sto molto bene qui, non e' una societa' perfetta pero' e' moooolto piu' aperta di quella italiana.

      Alessandra

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    8. @Alessandra...non te la prendere...in Italia la situazione sta peggiorando a vista d'occhio in maniera notevole e il disagio aumenta, come avrai notato anche dal recente livello di certi commenti, e quindi, inevitabilmente molta gente ormai straparla e ha perso la percezione della relazionalità con i propri simili. La sfaldatura la si vede proprio nella difficoltà sempre maggiore a relazionarsi esistenzialmente; l'insicurezza, la paura, la precarietà, aumentano la confusione e la gente mica si rende più conto nè di ciò che dice nè di ciò che fa. Pensa te che Formigoni sta a Parigi a lanciare twitter dove spiega come è fatto l'ufo che lui ha visto dalla finestra; qui si sta alla vera frutta, cara Alessandra, mica scherzi

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    9. Formigoni parla di ufo? Strano, gli deve essere sfuggita la notiziona delle portaerei cinesi al largo del Senegal...
      Sergio

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    10. @Sergio: non me la prendo...Si' si',hanno proprio sbroccato, me n'ero accorta!

      Alessandra

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  47. Magari Modigliani ha confuso una portaerei con una corazzata...ma per il 2015 dovrebbe arrivare anche la seconda,questa specie di aeroporto galleggiante:
    http://www.strategypage.com/military_photos/20110721215748.aspx
    A me preoccupa il fatto che i cinesi hanno una capacità produttiva pazzesca e quindi una fame di risorse abominevole!
    esempio di oggi: costruiranno un grattacielo di 838 metri in soli 90 giorni quando per costruire il Burj Khalifa di Dubai hanno impiegato 5 anni circa (e non gli mancavano i soldi)
    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-11-23/grattacielo-alto-mondo-sorgera-083340.shtml?uuid=Ab1sib5G
    Quindi grazie Sergio che in un modo o nell'altro ci sproni a rimanere vigili!!
    Chissà quale sarà l'epilogo del romanzo..

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    1. Oh ingenuo non l'hai ancora capito? Lì non c'è neanche un peschereccio! Senti dei cinesi che hanno interessi in Africa (e molti) lo sapevo anch'io, ma poi mi arriva un Modigliani che mi spara cazzate e allora basta... Ma cosa sprona a rimanere vigili... bisogna stare vigili su di lui che confonde le idee con le sue stronzate che si guarda bene di smentire. Meno male che avevo già più di un sospetto su Modigliani. E' un sòla, credimi. Fa il paio con Grillo.
      Sergio

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  48. Ciao, ti faccio i complimenti per il Blog, io sono un "giovane" blogger e ne ho appena creato uno mio, se ti interessa facci un salto: http://gimonkey.blogspot.it/, sono graditi consigli da persone come te con maggior esperienza nel campo rispetto la mia.
    Ancora complimenti!!!

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    1. Guarda meglio che fai di testa tua perché abbiamo dimostrato che Modigliani è un sòla.
      Comunque buona fortuna.
      Sergio

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  49. una portaerei cinese ha due senegal lungo le coste. punto!

    itaco.co.co.

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  50. Seconda nota tecnica.

    Vorrei mettere una pietra tombale sul discorso delle portaerei.

    Avete idea di cosa voglia dire rendere operativa e ribadisco "OPERATIVA" una sola portaerei (non due) di circa 65.000 tons di dislocamento per un paese senza nessuna esperienza nel settore?

    Vuol dire metterci anni , anche se questo paese è la Cina.

    Non basta avere la nave metterci su due aerei russi e mandarla in giro per il mondo a sganciare bombe e missili.

    Ci vogliono per la prima unità anni, poi tempo , tanto, per risolvere problemi di "dentizione" che inevitabilmente spuntano uno dopo l'altro.

    Mettere a punto e rendere affidabile :

    -Apparato di propulsione.
    -Sistema gestione piattaforma.
    -Elettronica di bordo, e sistema di guerra elettronica.
    -Sistema di combattimento della nave.
    -Addestramento intensivo piloti ed equipaggio.
    -Ripetute prove di atterraggio e decollo con e senza armamento diurne e notturne.
    -Esercitazioni nave ed esercitazioni a fuoco assieme alle altre unità della squadra.
    -Prove di rifornimento in mare carburante motori e avio, rifornimento carichi solidi.

    e una miriade di altre cose minori ma non per questo meno importanti.

    Ora ....la portaerei "Liaoning" così si chiama, è appena stata consegnata nuda e cruda e ha iniziato da poco le prove a mare.

    Ci vorrà tempo credetemi, potremo vederla anche davanti alle coste del Senegal tra qualche mese ma sicuramente non operativa .

    F.B.

    Genova

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    1. spiacente ma devo contraddirti.

      Io da pochi giorni ho una portaerei cinese operativa in giardino.

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  51. Gent.mo Sergio
    secondo te come si potrebbe interpretare l'acquisto della 'costa smeralda' (e i presunti investimenti in Sardegna)da parte dell'emiro del Qatar?

    http://vitobiolchini.wordpress.com/2012/11/23/ecco-come-lemiro-del-qatar-vuole-comprarsi-la-sardegna-con-appena-un-miliardo-come-ai-tempi-del-duce/#comment-45104

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  52. Porco maledetto sionista di merda. Amico di assassini e genocidi! Vergognati di esistere! Tu e la tua pseudo cultura della disinformazione. Meno male che ti ho sgamato. Adesso censurami sto cazzo, siate maledetti, assassini!

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  53. Una domanda ai vari ANONIMO DEMOCRITO e similari:
    ma non vi pare di essere assolutamente inattendibili considerato che non avete nemmeno il coraggio di metter il vostro nome su quanto scrivete?
    Agli ANONIMO che poi insultano, quale quello giusto sopra questo commento, va il mio applauso per il coraggio delle proprie azioni, veramente un esempio da seguire, siete come quelli che sparano alla gente alla schiena.

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