venerdì 23 novembre 2012

Basta con l'odio puro sul web. Abbiamo tutti voglia e bisogno di Amore e Pace



di Sergio Di Cori Modigliani


Mi ero chiesto, ieri sera, accorgendomi che (su facebook e nella maggior parte dei siti online e sul web italiano) non c’era alcuna felicità alla notizia della tregua, non c’era alcuna allegria all’idea che là, nel martoriato Medio Oriente, non volano più missili e, in un modo o nell’altro, se ne stanno seduti intorno a un tavolo a scannarsi con le parole…ebbene….mi ero chiesto “che cosa faranno adesso tutte queste persone che si sono gettate a pesce nel costruire e diffondere soltanto odio, livore e faziosità?”. Si troveranno all’improvviso vuote e disoccupate, pensavo io ingenuamente. Macchè. Insistono.
Lì c’è la tregua.
(per fortuna)
In Italia no.

Seguitano dovunque e comunque a pubblicare orribili immagini necrofile (peraltro false, ma questo è il meno) seguitano a diffondere notizie false, e addirittura stanno creando dei veri e propri scenari immaginari.
Non è facile argomentare con persone simili.
Una mia lettrice, che si firma Pia Di Benedetto e che ha deciso di fare una sua guerra personale inondando la sua pagina di facebook con dei deliri (ma la pagina è sua e ci faccia ciò che vuole) comprese immagini relative a incidenti sul lavoro verificatisi nell’Oman nel 2003 che lei presenta (sembra che sia l’unica ad avere questa informazione) come il frutto di “particolari e segrete armi sconosciute usate dall’esercito israeliano” che avrebbero come fine quello di deturpare bambini provocando malattie incurabili, si avvale di interviste a medici che lamentano la mancanza di plasma e sangue a Gaza e –naturalmente- un brulichio di consensi che finisce in certi specifici siti dove…voilà…c’è la manina tesa di chi chiede un obolo, qualche assegno, una sottoscrizione, da inviare subito a Gaza, dove i vostri soldi arriveranno di sicuro (loro ve lo garantiscono) nelle mani di contadini palestinesi bisognosi: parola della rete.
Così va l’Italia, oggi.
Ho ricevuto diverse lettere piuttosto insultanti e offensive come al solito, ma si sa che il livello in Italia sta scadendo ogni giorno di più, sostenendo che non volevo dire la mia (più di ciò che ho fatto non so proprio) accusandomi tra l’altro di non essere un fautore del Libero Pensiero, ormai l’unico cavallo di battaglia che mi è rimasto.
E così, ho deciso di rispondere a questa Pia di Benedetto, la quale protestava sostenendo che in Italia non esiste antisemitismo, non esiste razzismo e tutti i mali del mondo derivano semplicemente dal fatto che stiamo assistendo al massacro di inermi cittadini palestinesi da parte dei perfidi israeliani.


Ecco che cosa le ho scritto:
"Sono d'accordo con lei, non esiste una violenza buona e una violenza cattiva; in compenso, però, esiste una buona informazione e una cattiva informazione. Le faccio un esempio. La striscia di Gaza di cui tutti oggi parlano senza avere nessuna reale competenza in merito, nel 1948 è stata occupata militarmente dall'Egitto, il 24 febbraio del 1948. Quando è nato lo Stato d'Israele, Gaza apparteneva alla repubblica d'Egitto, era una sua provincia. Dal 1948 al maggio del 1966, gli egiziani hanno gestito quella zona con pugno di ferro; in diciotto anni hanno ucciso circa 25.000 palestinesi, obbligando la maggioranza dei palestinesi residenti a emigrare nel regno di Giordania. Nel giugno del 1967, l'esercito egiziano invade in maniera unilaterale Israele, uccidendo centinaia di coloni ebrei e marcia su Tel Aviv. Ma l'esercito israeliano lancia una controffensiva militare guidata dal generale Moshe Dayan e sconfigge l'esercito egiziano raggiungendo il canale di Suez. Di conseguenza, Gaza finisce occupata, nel 1967, dagli israeliani che avevano vinto una guerra non voluta da loro. In seguito ai trattati tra Egitto e Israele (durati circa 25 anni di trattative) è finita che Israele ha restituito "formalmente e legalmente tutti i territori occupati nel 1967 a coloro che là risiedevano prima, sotto controllo politico egiziano". Ma in quella zona, invece di mettere su un governo autonomo dei palestinesi (che gli israeliani volevano e auspicavano) gli egiziani hanno dato la delega a dei gruppi di fondamentalisti islamici che praticano il terrorismo che hanno preso il controllo della situazione dichiarando che "non riconoscevano l'esistenza di Israele". L'Egitto ha deciso di lavarsi le mani giocando quindi su due sponde. Non è un caso che l'Onu ha chiamato tre giorni fa l'Egitto e ha detto loro "quella è zona vostra, voi avete lanciato la guerra, voi la dovete finire" ed è quello che è accaduto. Da notare che i palestinesi cacciati dall'Egitto dalla zona di Gaza dal 1948 al 1967 che si erano rifugiati in Giordania sono stati per lo più massacrati dal re di Giordania con la totale complicità di Usa, Russia Gran Bretagna, Iran, Egitto e tutta l'Unione Europea alla fine degli anni'70 (decine di migliaia di morti innocenti). Nacque così, allora, la più aggressiva organizzazione terroristica palestinese che si chiamava "settembre nero" (dal nome del tragico settembre in cui la Giordania scatenò la mattanza dei palestinesi innocenti); si dà il caso che tale organizzazione aveva una sua anòmala e inèdita particolarità: CHIAMAVA A RACCOLTA LE POPOLAZIONI ARABE CONTRO L'IPOCRISIA, LA FALSITA' E LO SFRUTTAMENTO da parte dei governi arabi legati alla dinastia saudita, reclamando l'autonomia e l'indipendenza dei palestinesi. E' andata a finire che settembre nero è stata sciolta come organizzazione, i loro leader sono stati tutti assassinati dai sauditi e dagli emirati del Golfo Persico, i quali hanno dato vita alle organizzazioni islamiche fondamentaliste che hanno poi assunto il nome di Hamas, Hezbollah, Jihad Salafiti. E nell'immaginario collettivo dei pacifinti europei si è fatto credere che "settembre nero" fosse relativo a una presupposta strage compiuta da israeliani, mentre invece erano stati i giordani. Costoro hanno DELIBERATAMENTE detto e costruito il falso sostenendo che il nemico era Israele. Il nemico dei palestinesi è sempre stato, è tuttora, e sempre sarà, l'integralismo dei governi oligarchi fascisti arabi che hanno bisogno di diffondere sentimenti anti-israeliani e odio antisemita per impedire le rivolte interne dei loro popoli che aspirano alla democrazia. La verità -ma in quelle zone la verità la sanno tutti- è che lo Stato d'Israele è la migliore difesa in assoluto e l'unica garanzia per i palestinesi di poter avere una zona dove vivere in pace, avere lavoro e costruirsi una comunità di persone libere e pacifiche. E' ciò che non vogliono i governi criminali arabi, legati alla grandi lobbies del petrolio texano e dei colossi finanziari speculativi che sostengono i loro squallidi governi dittatoriali. Queste sono le informazioni storiche relative alla situazione in medio oriente. Quello che lei chiama e definisce "massacro a Gaza" è il frutto di una ottusa, miope, e falsa argomentazione nata dalla propaganda ideologica dei poteri forti e dittatoriali delle dittature arabe. Pensare che degli sceicchi miliardari, soci della famiglia Bush, possano anche minimamente avere a cuore –anche per un millesimo di secondo- i destini della popolazione povera civile palestinese (parlo qui dei poveri veri) è davvero una semplice follia, oppure un'illusione, oppure un grave errore, oppure il frutto di cattive informazioni (quando si è in buona fede, come penso e mi auguro lo sia lei); quando si è in malafede, è semplicemente il frutto di menti corrotte e irresponsabili che stanno lucrando tutti i giorni sulla pelle dei poveri palestinesi, vittime predestinate che tutti coloro che oggi fingono di stare dalla loro parte dietro una tastiera, seduti comodamente a casa, stanno avviando verso un massacro annunciato, che -per l'ennesima volta- verrà compiuto, orchestrato e realizzato dai dittatori arabi. Come ha già iniziato a fare Assad in Siria nella più totale indifferenza del mondo. Con la deliberata indifferenza di voi tutti. Che guarderete in televisione gli eventi, nella più squisita delle ciniche indifferenze europee, complici inconsapevoli della eliminazione degli inermi cittadini palestinesi, vera e propria carne da macello, così usata dai dittatori oligarchi arabi fascisti per impedire le rivolte democratiche nei loro rispettivi paesi, e fare in modo che i palestinesi non si chiedano: “come mai l’emiro del Qatar Al-Thani quando gli abbiamo chiesto 100 milioni di dollari per costruire un ospedale pediatrico ha detto NO, però ci ha fatto avere in compenso missili a lunga gittata per un controvalore di 450 milioni di euro?””.


Piantatela di diffondere odio puro. Andate dallo psichiatra.

Se non ce la fate, sospendete l’attività sul web e cercatevi un bravo medico. Così facendo ottenete un duplice risultato: fate del bene alla vostra salute mentale, fate del bene alla collettività.
La società ringrazia.

Abbiamo bisogno di messaggi e input positivi e d’amore e di pace.
Non delle irresponsabili chiacchiere di chi scarica la propria frustrazione esistenziale in rete, alimentando l’odio in Italia, diffondendo cattiveria, rabbia e faziosità ottusa.

Tutti questi, da qualunque parte sostengano di essersi schierati, sono sempre stati, sono e sempre saranno I VERI NEMICI DELL’UMANITA’, i cosiddetti facitori di odio puro.
Che poi, a soffrire, siano palestinesi, israeliani, malgasci, boliviani o norvegesi, per me, è davvero irrilevante e indifferente.

L’unica vera discriminante è tra chi vuole e auspica la pace e chi invece diffonde ogni giorno odio.

143 commenti:

  1. Guardi Modigliani che ormai i New Historians israeliani hanno fatto giustizia di tutta questa propaganda da quattro soldi e sono anche ben conosciuti, perciò non si faccia ridere dietro, lasci stare ...
    Piuttosto non ho letto una parola sulla censura...forse per lei viene prima l'etnia e poi la libertà d'espressione.

    RispondiElimina
  2. "seguitano a diffondere notizie false, e addirittura stanno creando dei veri e propri scenari immaginari."

    Questo è il colmo !!!

    proprio lei che inventa di sana pianta notizie dal nulla parla di disinformazione?

    con tutto il rispetto, ma ai mie occhi ha perso di credibilità.

    Laika

    RispondiElimina
  3. Certo che raccogli proprio followers amiconi!!!

    Scrivevo solo per informarti che gli amici livorosi, in attesa di nuove foto di bambini squartati da sparare in faccia alla gente, stanno portando avanti una querelle magnifica nel tentativo di stabilire "chi ha vinto".

    Se tutto questo non fosse drammaticamente triste ci sarebbe da sganasciarsi dalle risate.

    Rimane comunque fondamentale capire come personaggi tipo quelle che hanno commentato prima di me habbiano subito l'evidente lavaggio del cervello grazie al quale, non appena sentono qualcosa al di fuori della vulgata pacifinta, vengono presi da una crisi isterica.

    Continuo ad essere convinto che capire il meccanismo neuro linguistico usato dell'impero sia fondamentale per difenderci.

    Un abbraccio

    Guido Mastrobuono - http://www.delusidalbamboo.org

    RispondiElimina
    Risposte
    1. lei possiede tutte le incapacità richieste dal suo ruolo di supporter. Porello!!!

      Elimina
  4. "(...)un massacro annunciato, che -per l'ennesima volta- verrà compiuto, orchestrato e realizzato dai dittatori arabi. Come ha già iniziato a fare Assad in Siria nella più totale indifferenza del mondo. Con la deliberata indifferenza di voi tutti.(...) " Bravo Modigliani, ora viene fuori tutta la tua stupidità... Stai con il Free Syrian Army, finanziato e supportato dalla Nato e dall'oligarchia Araba che tanto, a parole, critichi. Tu stai con i terroristi. Verognati, quello che diffonde idiozie sei tu... !

    RispondiElimina
  5. Tutor per ripulire la stalla (versione soft)

    Andare nella home del blogger (https://www.blogger.com/home) > altre opzioni (menu a tendina terzo pulsante da sx) > impostazioni > Post e commenti. Nella sezione - Chi può inserire commenti? – si trovano un set di quattro radio button.
    Le ultime due options indicano: Utente con Google Account, Solo membri di questo blog. Consiglio quest’ultima. Salvare le impostazioni. È possibile, inoltre, scegliere se moderare i commenti prima che vengano pubblicati. Se questa versione soft fosse insufficiente è possibile passare ad una versione strong con le mailing list di iscrizione nella sezione Google+ sempre nella home del blogger.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Giusto. Mancava giusto la censura qua dentro.

      Elimina
    2. Siete mosche... e le mosche vanno gasate!
      DDT a tutto spiano...

      Elimina
    3. eh.. vedo che i tizi come "Dynamic Views" quando non hanno più argomenti tirano fuori il nazista che è in loro. D'altronde sono abituato. E' la stessa tecnica di beppegrillo.it.
      Sergio

      Elimina
    4. Dynamic views, una domanda: quando dici siete mosche a chi ti riferisci? Chi sarebbe il "voi"? quelli che contestano Sergio? O una certa razza che odi? O magari odi quelli che non appartengono al tuo stesso gruppo?
      Scommetto che non darai una risposta.

      Elimina
  6. Siamo tutti d'accordo sull'incitazione alla pace e non all'odio. Siamo tutti d'accordo sull'incitazione ad essere filo-umani e non filo-palestinesi, israeliani,o altro.
    Però Modigliani, mia faccia dire una cosa, in tutta onestà, cioè che ricostruire la storia in maniera fuorviante e partigiana è un atto disonesto intellettualmente contro chi si approccia ad un blog d'informazione senza gli strumenti adatti.
    La storietta che mette in piedi lei è ridicola, oltre che zeppa d'inesattezze.
    Ne cito una significativa:
    L'Egitto, pur essendo indipendente dal 1936, è rimasto fino al 1952 sotto il controllo britannico, proclamando la Repubblica solo nel 1953 con Nasser, che ha lanciato poi il paese verso una rivoluzione nazionalistica d'intento progressista.
    La crisi di Suez se l'è dimenticata?
    Oltre che mero dato nozionistico (basta un semplice libro di testo del liceo) questo fatto è importante nella logica dei due blocchi che vigeva in quegli anni.
    L'Egitto è finito inevitabilmente nell'orbita sovietica poi.
    Lei che ci riempie la testa ogni volta di geopolitica internazionale possibile che si sia dimenticato della guerra fredda e delle sfere d'influenza?
    Chi ha appoggiato Israele militarmente ed economicamente dopo la dichiarazione di Ben Gourion del '48?
    E perché?
    E con quali conseguenze soprattutto?
    A chi vuole far credere che l'Egitto e gli stati arabi hanno fatto i cattivi mentre Israele si è solo difesa?
    La sua ricostruzione della guerra dei sei giorni è emblematica infatti.
    Israele l'ha voluta eccome quella guerra, altro che invasione unilaterale dell'Egitto che marcia su TelAviv
    L'Operazione Focus le dice qualcosa in proposito?
    Di chi è stato il primo atto di guerra?
    Ritorno all'aspetto interpretativo, significativo della sua totale malafede.
    Dal suo obiettivo sono spariti come per incanto gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica che sono sempre stati i veri manovratori del teatro mediorientale, un vero e proprio fallimento della democrazia e della politica della concertazione che avrebbe dovuto nascere dopo il nazifascismo.
    Ma a tirare le somme, con onestà, a rimetterci di più sono stati evidentemente gli arabi della Palestina, espropriati delle loro terre nel '48, vittime dei giochini imperialistici dei britannici prima e della sempre più crescente potenza militare di Israele dopo.
    Senza un proprio Stato. Tuttora.
    Massacrati e torturati. Da Israele, ancora oggi.
    Un altra cosa, quando lei dice che Israele ha voluto che il controllo della Striscia fosse palestinese omette però di dire che dopo gli accordi di Oslo del '94 Israele ha mantenuto il controllo dello spazio aereo, delle frontiere, e delle acque territoriali della Striscia di Gaza.
    E mi fermo qui, mi sembra già abbastanza.

    RispondiElimina
  7. Ripeto:

    il semitismo è una brutta malattia.

    Il sionismo anche peggio.

    N.B. per pulire la stalla basta evitare di scrivere stronzate.

    RispondiElimina
  8. cazzo Modigliani, la smetti di scrivere cagate per giustificare un popolo maledetto?
    Vi identificate ebrei, cioè religiosi e spirituali, e siete più atei di un sasso, attaccati alla materia come una zecca ad un cane rognoso. Non avete un cazzo di spirituale nella vostra setta. Solo soldi, diamanti e armi.

    Ma ci prendi per deficenti?

    Chi ha sulle spalle 75, dico 75, risoluzioni O.N.U. non rispettate?

    E saremo noi a fomentare l' odio?

    Ma fatti una canna di quella buona e poi guardati allo specchio se ce la fai.

    E poi vi lamentate che state sul cazzo al mondo.

    RispondiElimina
  9. Gaza è una finestra sulla nostra prossima distopia. Il crescente divario tra l'élite mondiale e le miserabili masse dell'umanità è mantenuto da una spirale di violenza. Molte regioni povere del mondo, sprofondate nella crisi economica, stanno cominciando ad assomigliare a Gaza, dove 1,6 milioni di Palestinesi vivono nel più grande campo di internamento del pianeta. Queste zone sacrificate, piene di poveri penosamente intrappolati nelle baraccopoli o tra gli squallidi muri di fango dei villaggi, sono circondate da recinti elettronici, controllate da telecamere di sorveglianza, droni e guardie di confine o unità militari che sparano per uccidere. Queste distopie da incubo si estendono dall'Africa sub-sahariana, al Pakistan, alla Cina. Sono luoghi dove avvengono assassinii mirati, brutali attacchi militari contro popoli inermi, privi di esercito, marina o aviazione. Qualsiasi tentativo di resistenza, benché inefficace, è colpito con i massacri indiscriminati che caratterizzano la moderna guerra industriale.

    RispondiElimina
  10. Nel nuovo panorama mondiale, nei territori occupati di Israele come nei progetti imperiali degli Stati Uniti in Iraq, Pakistan, Somalia, Yemen e Afghanistan, massacri di migliaia di nnocenti inermi sono etichettati come guerre. La resistenza è chiamata provocazione, terrorismo o crimine contro l'umanità. Lo stato di diritto, nonché il rispetto delle fondamentali libertà civili e il diritto di autodeterminazione, sono una finzione utilizzata nelle pubbliche relazioni per placare le coscienze di coloro che vivono nelle aree di privilegio. I prigionieri sono ordinariamente torturati e "scompaiono". L'interruzione delle forniture alimentari e mediche è una accettata tattica di controllo. Le bugie permeano le onde radio. I gruppi religiosi, razziali ed etnici sono demonizzati. Missili piovono su baracche di cemento, unità meccanizzate di fuoco su contadini disarmati, bombe sui campi profughi, e i morti, tra cui bambini, sono allineati per i corridoi di ospedali che mancano di energia elettrica e di medicine.

    RispondiElimina
  11. Il crollo imminente dell'economia internazionale, gli assalti del clima, la siccità, le inondazioni, il rapido declino della resa agricola e dei prezzi dei prodotti alimentari sta creando un universo in cui il potere sarà conteso tra una ristretta élite, che ha in mano sofisticati strumenti di morte, e le masse inferocite. Le crisi stanno provocando una guerra di classe che farà impallidire qualsiasi scenario immaginato da Karl Marx. Stanno creando un mondo in cui la maggior parte della gente avrà fame e vivrà nella paura, mentre pochi si godranno prelibatezze in zone protette. E sempre più persone saranno sacrificate per mantenere questo squilibrio.

    RispondiElimina
  12. Poiché ha il potere di farlo, Israele - così come gli Stati Uniti - si fa beffe del diritto internazionale, mantenendo una popolazione assoggettata nella miseria. La continuata presenza delle forze di occupazione israeliane sfida quasi un centinaio di risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che intimano loro di ritirarsi. Il blocco israeliano di Gaza, stabilito nel giugno 2007, è una forma brutale di punizione collettiva che viola l'articolo 33 della Quarta Convenzione di Ginevra del 1949, che stabilisce le regole per la "protezione dei civili in tempo di guerra." Il blocco ha trasformato Gaza in un angolo di inferno, un ghetto ammministrato dagli israeliani - dove sono morti migliaia di civili, compresi i 1.400 uccisi nell'incursione israeliana del 2008. Con il 95 per cento delle fabbriche chiuse, l'industria palestinese ha praticamente cessato di funzionare.

    RispondiElimina
  13. Il rimanente 5 per cento opera al 25-50 per cento della capacità. Anche l'industria della pesca è moribonda. Israele si rifiuta di lasciare che i pescatori si allontanino oltre tre miglia dalla costa, e all'interno della zona di pesca spesso le imbarcazioni si trovano sotto il fuoco israeliano. Le pattuglie di frontiera israeliane hanno sequestrato il 35 per cento dei terreni agricoli a Gaza per costituire una zona cuscinetto. Le infrastrutture al collasso e il sequestro israeliano delle falde acquifere significano che in molti campi profughi, come Khan Yunis, non c'è acqua corrente. UNRWA (l'agenzia delle Nazioni Unite di soccorso per i profughi palestinesi nel Vicino Oriente) stima che l'80 per cento di tutti gli abitanti di Gaza dipendono dagli aiuti alimentari. E la pretesa di Israele all'autodifesa smentisce il fatto che è Israele stessa che mantiene da anni un'occupazione illegale e viola il diritto internazionale con la realizzazione di punizioni collettive dei Palestinesi. E' stata Israele che ha scelto l'escalation di violenza quando durante un'incursione a Gaza all'inizio di questo mese le forze Israeliane hanno colpito a morte un ragazzo di 13 anni. Mentre il mondo crolla, questo diventa il nuovo paradigma – i signori della guerra moderna pieni di armi e tecnologie terrificanti assassinano interi popoli. Facciamo la stessa cosa in Afghanistan, Iraq, Pakistan, Yemen e Somalia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In Somalia anche di peggio, Ilaria Alpi ha parlato ed è stata assassinata. Poi dicono i 'pirati somali'...

      Elimina
  14. Le forze del mercato e i meccanismi militari che tutelano queste forze sono l'unica ideologia che governa gli stati industriali e il rapporto dell'umanità con il mondo naturale. Si tratta di una ideologia che si traduce in milioni di morti e altri milioni di persone scomparse dalle loro case nei paesi in via di sviluppo. E l'algebra terribile di questa ideologia significa che alla fine queste forze saranno scatenate anche su di noi. Coloro che non possono essere utili alle forze del mercato, sono considerati sacrificabili. Non hanno alcuna legittimità e diritti. La loro esistenza, che sia a Gaza o in altre degradate città postindustriali, come Camden, New Jersey, è considerata una perdita di efficienza e di progresso. Sono considerati come dei rifiuti. E come rifiuti non solo non hanno voce né libertà; possono essere, e sono, imprigionati o estinti a piacimento. Questo è un mondo dove solo il potere e il profitto sono sacri. E' un mondo di barbarie.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. hai centrato l'obbiettivo! parole sante....

      Elimina
  15. Ci sono 47,1 milioni di americani che dipendono dai buoni pasto per mangiare. Le élites stanno complottando per eliminare questi buoni, insieme ad altri programmi di assistenza per i poveri. Il taglio di migliaia di miliardi di dollari per Medicare, Medicaid e altri programmi sociali, causa la situazione di stallo politico a Washington e l'incombente "fiscal cliff", sembra ormai certo. Ci sono 50 milioni di persone che vivono al di sotto della soglia di povertà, ma la soglia di povertà è così bassa – 22.350 dollari all'anno per una famiglia di quattro persone – che questa cifra non significa nulla. Se aggiungiamo le decine di milioni di americani che vivono nella categoria "vicino alla povertà", in cui rientrano tutte quelle famiglie che vivono con meno di 45 mila dollari l'anno, c'è almeno il 30 per cento del paese che vive in condizioni di povertà. Una volta che queste persone arriveranno a capire che non c'è ripresa economica, che il loro tenore di vita è destinato a continuare a cadere, che sono intrappolati, che la speranza nel futuro è un'illusione, diventeranno pieni di rabbia, come i manifestanti in Grecia e in Spagna, o i militanti di Gaza o in Afghanistan. Le banche e le altre società finanziarie hanno ricevuto miliardi di dollari senza interessi dalla Federal Reserve, e nel frattempo hanno accumulato 5.000 miliardi dollari, in gran parte saccheggiati dal Tesoro degli Stati Uniti. Quanto più a lungo si perpetuerà in tutto il mondo questa disparità e disuguaglianza, tanto più le masse si rivolteranno e più si ripeterà nei nostri paesi il modello Israeliano di controllo interno - droni sulla testa, ogni dissenso criminalizzato, squadre d'assalto speciali che irrompono nelle case, l'uso della forza letale come forma accettabile di sottomissione, il cibo utilizzato come arma, e una sorveglianza costante.

    RispondiElimina
  16. A Gaza e in altre parti degradate del mondo vediamo questa nuova configurazione del potere. Quello che sta accadendo a Gaza, come quello che sta accadendo alla gente di colore in comunità marginali negli Stati Uniti, è il modello. Le tecnologie del controllo, messe in atto dagli israeliani, o da unità di polizia militarizzate nella guerra alla droga dei nostri centri urbani, o dalle forze speciali militari o mercenarie in Pakistan, in Afghanistan o in Iraq, vengono prima testate e perfezionate sui deboli e gli indifesi. La nostra insensibile indifferenza alla situazione dei Palestinesi, e alle centinaia di milioni di poveri nelle baraccopoli urbane in Asia o in Africa, così come ai nostri sottoproletari, fa sì che le ingiustizie che capitano a loro capiteranno anche a noi. Abbandonando loro abbandoniamo noi stessi.

    RispondiElimina
  17. ome implode l'impero degli Stati Uniti, le forme più dure di violenza impiegate sulle zone più lontane dell'impero stanno regolarmente ritornando in patria. Nello stesso tempo, i sistemi interni di governance democratica si sono sclerotizzati. L'autorità dello stato è devoluta nelle mani di un gruppo esecutivo che serve pedissequamente gli interessi delle imprese globali. La stampa e il potere giudiziario e legislativo sono diventati inefficaci e ornamentali. Lo spettro del terrorismo, come in Israele, è utilizzato dallo Stato per deviare spese gigantesche sulla sicurezza del territorio, sul controllo militare e interno. La privacy è abolita. Il dissenso è tradimento. L'esercito, con il suo mantra di forza e obbedienza cieca, caratterizza l'oscuramento etico della cultura nel suo complesso. Bellezza e verità sono abolite. La cultura è degradata nel kitsch. La vita emotiva e intellettuale dei cittadini è devastata dallo spettacolo, volgare e osceno, oltre che dagli antidolorifici e dai narcotici. L'ambizione cieca, la sete di potere e una vanità personale grottesca - esemplificate da David Petraeus e dalla sua ultima amante - sono i motori del progresso. Il concetto del bene comune non fa più parte del lessico del potere. Questo, come scrive il romanziere JM Coetzee, è "il fiore nero della civiltà". È Roma sotto Diocleziano. E siamo noi. Gli imperi, alla fine, decadono in regimi dispotici, corrotti e assassini che finalmente consumano se stessi. E noi, come Israele, ora stiamo sputando sangue.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. @Anonimo dei tre interventi qui sopra

      quando riporti farina di altri, sii onesto, cita la fonte.

      La metto io:
      Articolo copiato

      Elimina
  18. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  19. le mie idee non hanno bisogno di un nick come rumegusc (che è bruttissimo oltretutto)

    comunque l'articolo qui sopra l'ho postato io.

    Nick.

    RispondiElimina
  20. e poi elimini il post.

    Ecco le idee espresse con forza!

    ma smettiamola!

    Nick.

    RispondiElimina
  21. Mi hanno informato che pure i Rabbini sono scesi in piazza a Londra:
    http://www.facebook.com/pages/Neturei-Karta-International/179895388749404

    Per chi ha tempo si legga " complotto genetico" di Roberto Cifra e-book è un romanzo ma ne vale la pena..

    RispondiElimina
  22. ripeto qui quanto scritto su altro post.

    Anonimi fate la cortesia di usare un nick, se avete coraggio delle vostre idee e parole... se poi non vi firmate perché ritenete che siano sciocche o vergognose, allora fate una scelta di razionalità: la vostra autostima ne trarrà beneficio.

    Sono d'accordo con lei Anonimo del 23 novembre 2012 09:26.
    Penso che ora noi popoli occidentali, proprio per questa recessione, voluta, perché è chiaramente voluta, abbiamo la possibilità di modificare il percorso della storia, forse ora o mai più, almeno potremo non vederla con i nostri occhi, sarebbe un peccato.

    RispondiElimina
  23. nono l'ho eliminato per aggiungere altro tranquillo. Datti una calmata. Sclerare a ragione o a torto non porta da nessuna parte è solo un atteggiamento da troll. Quindi non ti risponderò più da ora in poi.... schiatta tranquillamente da solo :) non ti piace il mio nick? ghghgh e chissene importa, porterò questa croce con nobiltà.

    RispondiElimina
  24. Per l'anonimo che ha utilizzato il verbo "gasare"...
    ...lasciatelo dire, sei un omuncolo!

    Per tutti gli altri che criticano ( a ragione!) il contenuto di questo post (a mio avviso, pieno di inesattezze) mantenete un minimo di civiltà!

    Rischiate di vanificare la vostra giusta causa per un'INFORMAZIONE CORRETTA che, evidentemente, è precisa intenzione di Sergio far mancare.

    Krez

    RispondiElimina
  25. Leggendo i molti post degli ultimi giorni capisco che tanti followers seguono ancora la vecchia logica duale del divide et impera, sfogando le loro emozioni, paura, rabbia, frustrazioni, attaccando con insulti e facili ironie quanti non rientrano nei loro schemi mentali. Senza rendersi conto che qui siamo tutti ospiti perché un blog non è lo Speakers' Corner di Hyde Park, dove il primo che passa si mette a dire quel che vuole, a volte insultando e offendendo. Anche se questo blog è sempre aperto, non volendo esercitare controlli, siamo tutti ospiti e quindi dobbiamo tenere presenti le banali regole della cortesia e del rispetto.

    Si possono contestare fatti ed opinioni con cui non concordiamo in maniera documentata, appassionata, ma senza insultare. Il confronto è utile perché allarga i nostri orizzonti e ci permette di acquisire nuovi elementi di valutazione. E cambiare idea accettando le opinioni altrui non è una prova di debolezza, se la nostra scelta è motivata e sostenuta da fatti. Anzi è una prova di maturità e di evoluzione perché la vita è dinamica e quindi non possiamo racchiuderla dentro una schema valido per sempre e per tutti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vero: che il livello dei commenti e’ degradato moltissimo questi ultimi giorni l’avevo notata anch’io. Non c’e’ neanche da meravigliarsene (anche se sono un po’ delusa, mi aspettavo di meglio dai lettori di questo blog), e’ solo lo specchio della follia collettiva scatenatasi in Italia con gli eventi recenti. Evidentemente era latente (come Modigliani va avvisando da tempo), ero io che non mi rendevo conto…

      Non vorrei aggiungere legna al fuoco (questo il motivo per cui non avevo commentato su questo fatto finora), pero’ sospetto che finiro’ per farlo…tanto vale: Roma arde!

      Qualche giorno fa lessi il commento di una lettrice su Odifreddi, la stessa lettrice che aveva replicato ad un mio precedente commento in maniera carina (mi sembrava allora, adesso non ne sono piu’ tanto sicura: SCUSAMI ma faccio veramente fatica a decifrare quello che passa nella mente della gente dalle vostre parti). Senza nessun pregiudizio (non vivo in Italia, per chi non lo sapesse, da molto tempo), non sapendo niente di questo signore, non facendo parte dei facebookiani (io li chiamo ironicamente “peeping tommies’ nation”, ossia il popolo di quelli che non hanno di meglio da fare che farsi i c**** degli altri), li’per li’ pensai: poi ricerchero’. Non c’e’ stato bisogno, tant’e’ che il giorno dopo trovai un articolo (su un altro blog italiano che si spaccia di sinistra) proprio su questa vicenda: un articolo contorto e molto polemico che difendeva il giornalista (siete sicuri che ancora possiamo chiamarlo cosi'?) in questione. Quello che evinco dall’articolo e’: 1) se c’e’ una cosa che bisogna riconoscere a questo signore e’ che s’e’ levato dai c******* senza troppe polemiche; 2) ma vi rendete conto che paragonare quello che succede in Palestina con le Fosse Ardeatine non ha alcun senso ne’ storico ne’ politico ma e’ semplicemente assurdo=perverso? 3) alla fine ho capito la reticenza di Modigliani a voler trattare questo tema (fino a quel momento non mi era molto chiaro, anche se avevo dei sospetti…).

      La ciliegina sulla torta e’ la figura di m**** (perdonatemi il linguaggio, di solito non mi esprimo cosi’ pero’ sono veramente indignata) al quadrato che abbiamo fatto con la storiaccia degli hooligans romani. Per carita’, gli hooligans ce li hanno anche qui’ e sono tra i piu’ scoppiati, pero’ questa volta siamo caduti proprio in basso: ci hanno paragonato ai Serbi. Vi rendete conto????

      Chi semina odio, odio raccogliera'.
      Non perche' penso che c'e' un dio che 'giudica' e 'castiga' (queste parole non esistono nel mio vocabolario), ma perche' la realta' e' un riflesso di quello che ci portiamo dentro. Fate un piccolo sforzo e cercate di capirlo, per favore, per il bene di tutti, anche dei palestinesi. Please.

      Alessandra

      Elimina
    2. Ohibò, questa non me la aspettavo. O forse sì.
      'gente dalle vostre parti', 'non facendo parte dei facebookiani', 'si spaccia di sinistra', 'ci hanno paragonato ai Serbi', 'la reticenza di Modigliani a voler trattare questo tema', 'anche se sono un po’ delusa, mi aspettavo di meglio dai lettori di questo blog', 'non vivo in Italia, per chi non lo sapesse, da molto tempo'...

      Allora, sono di queste parti (disgustoso vero?) e sono anche facebookiana (caspita, quanti ca**i degli altri trovo!) e ci metto del mio: guardo anche i TG!!! Mi sento molto Serba (per forza, gli spacciatori della carta stampata o dei blog di sinistra mi stanno levando ogni diritto, perfino le cure ad un figlio malato), Modigliani è restio a scrivere sulla questione Palestina/Israele ma di fatto ha scritto lunghissimi post, quindi molto restio non è, spiegando i suoi motivi molto personali. E' il suo punto di vista, ma accetta poco volentieri i punti di vista degli altri. A torto o a ragione, non sono nè araba nè israeliana, quindi non mi permetto di giudicare niente. Tanto più che, casomai ci fosse un Dio, (e non lo credo) è il più ingiusto che ci possa essere.
      Lei, Alessandra, si sente 'delusa' dai commentatori, me compresa probabilmente, ma vede, si sente delusa forse perchè non esprimiamo un coro di 'bravo Modigliani! quanto è bravo, quanto è bello'. Non credo che i post si scrivano per avere solo dei consensi, ma per avere un dibattito, altrimenti si cade nell'idolatria e nella saccenza.
      Inoltre, come da Lei sottolineato, non vive in Italia e forse, a mio avviso, la realtà italiana le sta sfuggendo. Sfugge anche a me che vivo qui, non coltivo piante, non ho mai visto il canada e nemmeno mi sogno di voler vivere all'estero. Amo questo paese, amo i suoi dialetti, le sue contraddizioni, le sue ingiustizie, i suoi territori, la sua arte, la sua storia, e perfino le sdraio allineate a Rimini che niente hanno a che vedere con le spiagge esotiche cui tanti ambiscono. Voglio stare qui, senza se e senza ma. (continua)

      Elimina
    3. (continua)


      Queste sono le mie radici, qui è nata la mia famiglia con antenati patrioti che hanno lottato per consentirmi di vivere in libertà, che posso dire con estremo orgoglio, hanno partecipato alla fondazione di uno dei maggiori ospedali del nord, che sono stati artisti.
      Ecco perchè comprendo la lotta della palestina, dico comprendo non approvo, ecco perchè comprendo il popolo palestinese che si sente in balìa di stati (e dico Stati non Popoli) crudeli quali ottomani in primis, inglesi poi e israele in seguito (appoggiati dagli States).
      Ma non per questo non ammiro la cultura ebraica, la sua storia.
      Il tartassamento mediatico che stiamo ricevendo ogni giorno (e ci includo anche internet con blog vari e facebook) ci sta letteralmente frastornando, il credo politico, l'ideologia sono cose morte. I comunisti non leggono più nemmeno Marx e sono talmente liberisti (non liberali, che sarebbe apprezzabile) da essere totalmente considerati di destra. Forse come paradosso, è più comunista un partito di estrema destra.
      Lei parla di hooligans italiani, ma chi ha portato qui l'estremismo da stadio non credo siano stati i lavoratori dell'Alcoa. L'estremismo negli stadi e nelle piazze è fortemente voluto dagli stessi che lo condannano pubblicamente.
      Si rende conto che abbiamo un messer Monti che sfregia ogni giorno gli italiani, tenendo i suoi discordi pubblici in inglese? O rispondendo alle domande di studenti e giornalisti, in inglese? Ma chi lo ha eletto questo signor Monti? io no. Eppure ci è stato imposto da un presidente che definirei canaglia, solo per fare il lavoro sporco dettato da una banca (la letterina a berlusconi dello scorso anno) che nessun politico italiano avrebbe mai fatto, nemmeno il cattivo Berlusconi.
      Da qui deduco che siamo veramente vittime di un gioco criminale e gli olocausti siamo noi tutti, me, te, i palestinesi, gli ebrei, i siriani, i libici, gli egizi, i marocchini. Stanno giocando su una grande scacchiera di cui noi non abbiamo la visione, e le pedine siamo noi.
      Non abbiamo armi, o meglio, le abbiamo ma non sappiamo usarle. L'arma è il nostro cervello, anzi, la nostra anima. Io sono veramente stanca di sprecare energie contro tutta questa 'fuffa', voglio volare via, voglio un mondo nuovo, migliore.
      E mi scuso se la mia PNL fa schifo (come qualcuno mi fece notare in passato). Ma questo è quello che penso. Vorrei tanto proteggere mia madre, che ad 80 anni, vede il mondo che va a rotoli, soffre e non si spiega il perchè. Auguri mamma, ti voglio bene :).

      Elimina
    4. Complimenti per la sua risposta ad Alessandra, la quale non fa altro che sottolineare la sua distanza dall'Italia come se fosse un pregio, come se dall'Inghilterra si capissero meglio le cose di qui, e soprattutto dimostra di non conoscere la storia visto che non ha nulla da obiettare alle simpatiche ricostruzioni di Modigliani.
      Io cerco di scrivere sempre commenti civili e "on topic" e mi accorgo che più entro nel merito dei fatti storici più diventa manifesta l'incapacità di questo personaggio di saper affrontare un dibattito serio e costruttivo.
      C'è del marcio in Danimarca, troppa spocchia e presunzione.
      Capito Alessandra?

      Elimina
    5. da queste parti ancora ci teniamo alla libertà di espressione e ci stiamo attenti, o Libera pensatrice ....forse inavvertitamente lei è scivolata dall' Ommmmm al Ronfffff ( ottundimento dell'attenzione democratica)

      Elimina
    6. Francamente, sono (ancora di piu’) interdetta!
      E ribadisco la mia distanza dall’Italia e dalla mentalita’ italiota, non dagli italiani in quanto persone. Non faccio parte di Facebook (per quanto riconosco che possa essere utile, se usato adeguatamente, da qui la mia ironia) per due motivi: sono molto indipendente percio’ non mi e’ mai piaciuto far parte di un gruppo chiuso - una ‘clique’- o ‘far comunella’; la gente preferisco sentirla (nel senso di ‘feel’).

      Sono davvero molto delusa dai commentatori; grazie a questo commento anche da lei, sirio.bianca (cosa c’entra in tutto questo il Canada e le piante? Le sembra intelligente?).

      Non mi attribuisco nessun merito (spocchia?) per il fatto di vivere all’estero. O forse si’, per aver avuto il coraggio (vi assicuro, ce ne vuole, per lasciare le proprie sicurezze – per me, a parte la famiglia, quella di un appartamento di proprieta’, con vista sullo Stromboli, di 100 mq – su cui continuo a pagare le tasse, tutte, non scappa neanche un centesimo - e vivere in affitto in un mini di 25) di levarmi di torno quando ero ancora a tempo. Constato, invece, con una certa tristezza, l’effetto della propaganda sulla mentalita’ di un popolo (e qui includo gli Ebrei italiani se anche loro sono scivolati di tono) e mi ritengo davvero fortunata (vero e’: la realta’ italiana mi sta sfuggendo) a non averla subita: devo riconoscere che hanno fatto proprio un buon lavoro!

      Per farvi capire: nello stabile (non ho una traduzione piu’ adatta: una casa nata come unifamiliare e poi divisa in appartamenti) in cui vivo c’e’ gente di diverse nazionalita’ e per quanto abbiamo tra noi rapporti cordiali – ci si ferma per le scale a chiacchierare di cose, magari insignificanti, ci si scambia favori- non so neanche di dove sia la maggior parte di loro. Sapete perche’? Non e’ rilevante, la domanda ‘where are you from?’ non si fa, a meno che non ci sia un motivo preciso.
      Vivo nella societa’ piu’ multirazziale d’Europa (ne sono orgogliosa perche’ l’ho scelto), la meno razzista che conosco (forse anche meno degli Stati Uniti, dove, secondo uno studio di qualche anno fa, i matrimoni tra etnie diverse erano meno); dove gli omosessuali si sposano civilmente (c’e’ anche un dibattito all’interno della Chiesa Anglicana sul riconoscimento di queste unioni, come pure sulle donne vescovo); conosco molti maghrebini con passaporto francese che la preferiscono alla Francia; i ‘rom’, scacciati da quel fascista di Sarzosky, si sono rifugiati qui occupando case (lo ‘squatting’ e’ stato illegalizzato da poco) e quando i giornali ne parlano non menzionano l’etnia; c’e’ anche un dibattito sulla legalizzazione della mariujana (giudici e poliziotti che si chiedono a quale scopo spendere soldi nella lotta a qualcosa che tanto male non fa, anzi, alimenta la deliquenza proprio perche’ illegale, mentre l’alcohol e’ molto piu’ dannoso); dove una manifestazione della English Defense League (un gruppo di estrema destra con connotazioni razziste) che avrebbe dovuto passare per un quartiere di Londra a prevalenza musulmana (evidentemente, una provocazione) e’ stata proibita grazie alla raccolta di firme (io ho firmato) da parte di moltissime ‘human rights associations’. E la piu’ grande moschea al mondo, in un paese occidentale, e’ proprio qui.
      (segue)

      Elimina
    7. La cosa piu’ intelligente di tutto cio’ e’ che la multirazzialita’ e’ considerata una ricchezza: sanno molto bene che la produzione culturale ‘british’ – musica, arte, teatro, cinema – non sarebbe quello che e’ senza il contributo di diverse culture. Anche alcune industrie –il tessile, per esempio, ma non solo- si sono avvalse del contributo di maestranze straniere (indiani in primis), al punto che oggigiorno il settore dell’abbigliamento di lusso sta facendo una gran competizione a quello italiano (i primi sarti erano proprio italiani, ‘Lombard Street’ si chiama cosi’ in loro onore).

      In Italia mi e’ capitato purtroppo di aver sentito raccontare barzellette razziste e, alla mia faccia allibita, di essere stata anche tacciata di ‘pallosa’. Sara’…se questo e’ il senso dell’umore italiano, in me non ce n’e’ traccia!

      Un altro aneddoto interessante e’ che una delle mie vicine, una ragazza africana (non so di quale paese), residente qui in quanto ‘political refugee’ (l’Inghilterra si e’ presa le sue responsabilita’, non solo dando a tutte le colonie il diritto di cittadinanza, ma anche riconoscendo i rifugiati politici di mezzo mondo; quando venni qui’, in piena guerra balcanica, mi colpi’ il fatto che a questa gente non solo veniva riconosciuto il diritto di residenza, ma anche assistenza legale ed economica - casa e sussidi, corsi d’inglese gratis, che io pagavo: purtroppo le cose sono nel frattempo peggiorate, non e’ piu’ cosi’ facile), fidanzata con un italiano londinese, la quale (mi raccontava lei tutto questo, sapendo che sono italiana) ci ha messo mesi per poter ottenere un visto turistico per l’Italia, benche’ venisse con il suo compagno ospite a casa della famiglia.

      So che la verita’ puo’ far male, pero’ e’ sempre bella perche’ e’ la verita’: percio’ non vi offendete se vi chiamo razzisti o vi dico che siete incivili. Vedo che ci sono delle eccezioni (per fortuna!), percio’, se guardandovi bene dentro pensate che questa critica non vi tocca, allora non e’ rivolta a voi. Non e’ a me che dovete render conto, ne’ a Dio: e’ alla vostra coscienza.

      Non sono entrata nel merito delle affermazioni di Modigliani, perche’, come giustamente dice Nunzio, non conosco la storia, nel senso che non l’ho studiata con il dovuto approfondimento (articoli ne ho letti invece tanti, e dicono tutto e il contrario di tutto) percio’ mi limito a non opinare (mi sembra piu’ coerente). Onestamente, l’ho gia’ detto, non mi interessa, non e’ nella storia che trovo gli trumenti per cambiare le cose, e’ nella compassione (‘soffrire con’) e nella giustizia (anche a me piacerebbe la soluzione ‘two states’ in Terra Santa o, meglio ancora, un mondo senza frontiere). Ma questa, ovviamente, e’ solo la mia opinione personale.
      Percio’, cara sirio.bianca, la mia posizione nei confronti di Modigliani non e’ quella di “che bravo, che bello!”. Pero’ concordo con lui sull’analisi che fa del tono del dibattito in Italia: ho avuto la stessa sensazione. Anche qui c’e’ chi critica la politica di Israele, senza pero’ scivolare nell’antisemitismo (o nel suo opposto, cioe’ tacciare di antisemitismo chi critica la politica di Israele – purche’, ovviamente, si limiti a questo)! La liberta’ di espressione, Contessaelvira, la difendo anch’io pero’ non la confondo con l’equiparare eventi storici che non ‘ci azzeccano’ un bel niente (a quale scopo, mi chiedo?); e sarebbe auspicabile (anche per lei, soprattutto per lei) se mantenesse altro contegno nella sua critica.

      (segue)

      Elimina
    8. A proposito dell’Italia: proprio ieri ho conosciuto tre italiani, veneti, che sono qui temporaneamente (un mese) per studiare inglese: due di loro sono studenti universitari, torneranno presto in Italia per finire gli studi, ma hanno gia’ molto chiaro che non resteranno dopo; la terza e’ una ragazza giovanissima (19 anni) e molto sveglia che non ha nessuna intenzione di tornare (sta gia’ cercando lavoro qui). Tutti e tre mi hanno detto che ‘la gente qui e’ piu’ educata’ e che ‘ormai l’Italia e’ un paese di vecchi e bambini’: vi rendete conto della direzioni in cui andando il paese? Inutile dare la colpa a Monti (lo so bene che non l’avete eletto e lo state subendo ma sono sicura c'e' una maniera civile di protestare; chissa' che tutto questo cancan non serva proprio a distrarvi dai problemi di casa vostra: ci avete pensato?), dovete cambiare radicalmente la vostra mentalita’ se volete cambiare la vostra realta’, e questo potrebbe un buon inizio.

      @sirio.bianca: mi dispiace quello che dice, come si sente, ‘volare via’ non serve, l’unica maniera di cambiare la realta’ e’ cambiare la percezione della realta’: l’NLP e’ davvero molto utile. Se capita a Londra, me lo faccia sapere, possiamo fare un paio di sessioni; offro io (la mia offerta e’ genuina, non voglio dare a nessuno l’impressione di essere meglio di altri, voglio solo dividere la pace che sento nel cuore, voglio che la sentano tutti).

      Alessandra

      Elimina
    9. Alessandra,
      Non vorrei rubare troppo spazio al nostro Ospite, che malgrado io disapprovi in taluni suoi 'sforamenti' (ad esempio quando dà informazioni imperfette o quando generalizza su alcune questioni dicendo ad esempio gli italiani sono 'antisemiti' o altri grossolani scivoloni), ritengo comunque una persona da cui imparare. E questo è un fatto. Continuerò a leggerlo, a differenza di altri followers.
      Allo stesso modo stimo molto anche lei o tu se preferisci, so che dove vivi il Lei non esiste, quindi Alessandra, vorrei davvero che riuscissimo a capirci e magari a crescere ambedue. Questo perchè ti ritengo una persona intelligente, altrimenti non perderei nemmeno un secondo della mia vita per leggerti, considerarti e risponderti. E visto che anche tu rispondi, suppongo che la cosa sia reciproca. Quindi penso che la strada da percorrere sia già spianata.

      Non so quanti anni tu abbia, io ne ho 57 suonati da un po', lavoro nell'informatica dal lontano 82, quando qui fuori dalle finestre passavano i dinosauri, ho dei figli grandi, grandini, e un piccirillo più cresciutello, diplomato da poco, che freme per buttarsi nel mondo del lavoro (che considera il primo atto per poter realizzare la sua vita la sua famiglia), anche lui informatico ma che non vuole assolutamente calcare le mie orme (e lo ammiro) e vuole fare da solo. Una premessina: sono pluriseparata e divorziata, quindi vivo e mi mantengo da sola, da sola ho acquistato un alloggetto alla periferia di Milano, ho finito di pagare il mutuo, e il piccolo vive con me.

      Vedi Alessandra, a me fa molto male continuare a sentire parlare, perennemente e da tutte le parti a cominciare dagli organi di diffusione di massa (è importante, a mio avviso, seguire ciò che 'sparano' nelle varie trasmissioni TV, solo così ci si rende conto delle bugie enormi che raccontano) che gli italiani sono pigri, che prima dobbiamo fare i compiti a casa ecc. ecc. ecc. e fa ancora più male leggere sui tuoi scritti, parole quali 'mentalità italiota', 'da quelle parti' e via dicendo. E' una specie di italo-fobia che sento ormai nell'aria (non solo da te ovviamente, è generalizzata un po' dappertutto). Ma noi, italiani onesti che lavoriamo, quando un lavoro c'è, pensiamo al benessere delle nostre famiglie e di conseguenza facciamo anche il benessere di altre famiglie che lavorano in altri settori, che colpe abbiamo? Perchè dobbiamo subire una denigrazione continua e totale? Perchè vogliono (anche gli inglesi così perfettini, ma il cui governo si tiene ben distante dalla zona euro) fare degli italiani un ammasso di straccioni? Perchè qualcuno in Europa si sente sempre un gradino più su degli altri? Perchè tutti gli immigrati che riescono ad arrivare a Londra e che lì comunque stanno benino (come tu dici, io non posso verificare non vivendo lì) passano comunque attraverso l'Italia, nei nostri centri di accoglienza, che fanno magari anche schifo, ma che con i pochi soldi che circolano almeno riusciamo a mantenere, magari malaccio, ma ci sono. Non credi Alessandra, che la sofferenza nel vedere queste persone ciondolare chiedendo l'elemosina per un tozzo di pane, sia grande e disarmante? Io la provo, nel profondo del cuore. Io, ma e gli altri? Certo sì, di primo impatto dicono 'poveracci', ma poi... tutto si dimentica, tutto non esiste più, l'ego prevale sempre. Ed è profondamente ingiusto. Ma perchè? perchè il governo (o meglio i Governi) che ci ha imposto un'Europa canaglia, sta erodendo tutti i nostri risparmi per metterli nei fondi neri della speculazione, non possiamo più aiutare gli altri quando lotti per il pane quotidiano, per far studiare i figli ecc. ecc. ecc. e qui nasce la rabbia contro il rom, il magrebino, il diverso.

      (segue)

      Elimina
    10. (segue)

      Mi rendo conto che non è da adesso che la situazione è questa, c'è da decenni, ma probabilmente, visto che siamo all'ultimo giro di garrota, qualcuno si è svegliato mezzo soffocato, e sta tirando gli ultimi rantoli affannosi. Non condanniamo i rantoli, ascoltiamoli e cerchiamo di liberarci da questo cappio.

      Io credo nell'Italia, e credo nel popolo italiano, popolo meraviglioso, altruista, intelligente, il popolo sono io, la mia vicina di casa, la gente che incontro ai giardini con la mia cagnolina... Stiamo reagendo con fatica e facendo sentire le nostre voci 'spazzatura', e cerchiamo proprio per mezzo di fb di diffondere la realtà che ci sta divorando. Questo è il vero fb, organo di diffusione, ed è altrettanto vero che in fb molti fanno circolare di proposito notizie false. Sta alla nostra capacità intellettiva discernere il vero dal falso.

      Questo è l'unico metodo democratico per cambiare le cose: far conoscere, smontare le tele-bugie. Ti prego, non concorrere a questo gioco, sminuendo e additando un popolo che ti appartiene, o anche tu, vivendo fuori dalla nostra realtà, pensi che siamo tutti 'brutti e cattivi'? Io tengo sempre ben presente che sono ciò che sono perchè altri hanno lavorato e combattuto anche per me, nel bene e nel male, consapevoli o inconsapevoli di averlo fatto. Se tu vivi bene all'estero, e ne sono felice, è perchè qui qualcuno ha lavorato (in senso lato) per darti la possibilità di farlo, e tu evidentemente e giustamente lo hai voluto e realizzato. Hai potuto scegliere, ed è importantissimo poter scegliere, credimi.

      Non credo avrò l'occasione di venire a Londra, ma terrò in considerazione il tuo invito, e se mi capitasse, non dovrai offrirmi nulla, o magari solo un buon thè inglese fumante con due chiacchiere tra persone intelligenti che si rispettano.

      Bianca.

      PS: mi rendo conto di avere rubato un sacco di spazio, uffa :)


      Elimina
    11. Ciao, Bianca. Si', diamoci del 'tu' (un'altra cosa che mi piace molto di qui e' la lingua, cosi' flessibile e precisa allo stesso tempo, un altro mondo 'neuronale'!) Ricambio gli apprezzamenti. Mi dispiace che ti senti chiamata in causa quando Sergio dice che gli italiani sono antisemiti (io dico che son razzisti): purtroppo le generalizzazioni non tengono conto delle eccezioni percio' sono sempre un po' imprecise pero' rendono l'idea. Curioso, pero', che te la prendi tanto. Voglio dire: se mi si taccia, anche personalmente, di una cosa che io so, con assoluta certezza, di non essere (ladra, per esempio), e' molto probabile (ovviamente dipende anche dal contesto) che da un orecchio mi entri e dall'altro esca. Poi capisco che ognuno e' diverso, capisco che sei stufa di sentirti colpevolizzata di cose di cui non ti senti responsabile, pero'… a maggior ragione: che te ne frega? SPEGNI LA TELEVISIONE. In quanto ai difetti degli italiani: ce ne hanno tanti, ma chi e' perfetto? Di sicuro non sono pigri, anzi, son dei gran lavoratori (il famoso mito di 'farsi il mazzo', neanche in questo mi riconosco!).io credo che il problema dell'Italia e' che siamo un popolo (in generale) abituato ai padroni (a differenza degli inglesi che sono stati padroni essi stessi, e percio' si autocelebrano anche un po'), e siamo il risultato di un'omologazione prima linguistica e poi mediatica, quindi non ci sentiamo responsabili della nostra storia (in parte e’ vero, pero’ e’ il momento di dire basta), abbiamo qualche complessuccio di inferiorita' (spero di non suscitare le ire di nessuno dicendo questo!) e, diciamo la verita', la conseguenza e' che ci piace anche un po' drammatizzare e far le vittime (vedo lampi all'orizzonte!). Aggiungo che, secondo me, la maniera in cui e' impostata la famiglia non aiuta (d'altra parte la famiglia e' un'istituzione perennemente in crisi, da tutte le parti), dovuto anche ad un certo sciovinismo tutto latino e allo zampino della chiesa cattolica (arrivano i tuoni!). Troppo complesso per parlarne qui, e neanche rilevante. Con il mio bravo pragmatismo 'anglo', non mi interessano molto i perche', guardo alle soluzioni. La soluzione, per me, parte dal personale. Ho una 'ricetta' (che non e' mia) che cerco di seguire: love, health, wealth, passion, purpose and good relationships. Ma soprattutto, cerco di vivere con umilta' nei confronti della vita (nel senso che anche -soprattutto- nelle prove piu' dure c'e' sempre una lezione da imparare) e fiducia (perche' so che la vita mi provvede con le opportunita' necessarie per imparare le lezioni che mi servono). E cerco di non dimenticare mai che quello che ho e' la conseguenza delle scelte che ho fatto, nel bene e nel male; chiamala, se vuoi, responsabilita'. Capisco che a volte non e’ facile (anch’io ho avuto le mie batoste, come tutti), ho fatto tanto lavoro –terapia- su me stessa (continuo a farlo, e’ un ‘neverending process’), sono stata anche fortunata perche’ ho incontrato la gente giusta che mi ha indicato la strada (l’ho chiesto alla vita), sono libera da impegni familiari (e’ stata una scelta), lavoro per me (un’altra scelta), e non mi accontento di soluzioni di comodo.
      (segue)

      Elimina
    12. Voglio dire: quello che noto da molti commenti e’ un’enorme frustrazione sfogata in maniera nevrotica (se proprio non si riesce a prevenire, meglio andare in piscina o al pub o farsi una bella scopata, dico io) davanti ad un PC. Lo dici anche tu: vediamo un mendicante (ma almeno glielo dai qualche spicciolo? e’ tutto quello che puoi fare per lui e poi andartene in pace), ci sentiamo impotenti con il nostro governo e allora ci arrabbiamo con i maghrebini, i rom e quelli piu’ deboli di noi ( perche’ tanto e’ facile); mentre il nostro Monti si sta svendendo l’Italia ce la prendiamo con il governo israeliano, anzi peggio, con gli ebrei per il fatto di essere ebrei: una bella sbornia di rabbia collettiva (che pero’ chiamiamo fervore civile), in pieno stile hooligan (sembra d’essere allo stadio: “sono d’accordo con te mentre quell’altro dice cazzate!”, mancano solo le botte fisiche, violenza verbale ce n’e’ a iosa, poi parlano di ‘spocchia’) e poi tutti a casa allineati e coperti, zitti e a subire. A me mi pare un atteggiamento molto vigliacco. Non sei d'accordo?

      Alessandra

      P.S.:anch'io ho preso un sacco di spazio. Me ne scuso con gli altri lettori e ringrazio Sergio.

      Elimina
  26. Premetto di essere ignorante riguardo alla storia di Israele e dei Palestinesi, visto che non c'è una Palestina propriamente detta...
    Ne sento parlare fin dalla mia infanzia nei tg in bianco e nero, ma ammetto candidamente di non averci mai capito un granchè. Non da ora penso che sia anche un effetto voluto e ottimamente riuscito in gran parte, quella che basta.
    Qui abbiamo l'autore che esprime una versione, fornisce date luoghi e fatti... poi abbiamo molti commentatori che fanno altrettanto.
    Ma come è possibile? La Storia dovrebbe essere una sola, invece diventa opinione.
    La Storia è complicata, ci vuole impegno, passione per capirla davvero. E la storia in questione diventa difficile riuscire a conoscerla, figuriamoci capirla.
    E'cosa nota anche che la Storia sia sempre stata scritta e divulgata dai vincitori e dai potenti, il che rende le cose ancora più complicate.
    E allora in un aspetto l'autore ha ragione: bisognrebbe prima di tutto conoscere e capire la verità delle cose prima di scatenare "battaglie" con il copia e incolla.
    Ma a quanto pare questo è abbastanza complesso ed essendoci ampio spazio per opinioni, ognuno esprime la sua.
    Consapevole di ciò mi sono limitato a diffondere sul mio profilo (e chi non ne ha uno oggi?) esclusivamente la foto dei due bambini (israeliano e palestinese) abbracciati.
    Non cambierà la storia nè il mondo, ma alla lunga si fa anche il callo agli orrori, soprattutto quando abbastanza lontani, e le immagini di fratellanza dentro di noi non vivono più, piano piano ce le hanno sostituite tutte e nemmeno ce ne siamo accorti.

    Ho letto avidamente e con interesse articolo e commenti, perchè come scrive nino p., dal confronto non si può che avere benefici.

    RispondiElimina
  27. E no, non ci siamo. Non si tratta di odio, ma di giusta indignazione.
    E poi nessuno ha detto che i Palestinesi siano brave persone, o che siano simpatici.
    A me personalmente sono più simpatici gli Ebrei e la loro cultura, ma qui si tratta di difendere i diritti umani dei Palestinesi, e questa è tutta un’altra storia.
    La Democrazia è qualcosa che interessa noi Occidentali, probabilmente non interessa agli Arabi e le primavere arabe non sono avvenute per amore della Democrazia, come la propaganda vorrebbe farci credere. In Siria la rivolta è contro un dittatore accusato di essere troppo filo-occidentale, cosi come lo era Saddam Hussein. Le ricordo che il partito Bh’at, di cui entrambi erano e sono i leader, è un partito di ispirazione socialista. Gli arabi non vogliono la Democrazia e nemmeno il Socialismo.
    Vogliono essere quello che sono sempre stati, integralisti religiosi, e vogliono essere governati da leader integerrimi nelle pratiche e nella morale dell’Islam.
    Mi sento di voler difendere il loro diritto all’autodeterminazione. Se poi il modello non mi piace, vorrà dire che non andrò a vivere in un paese musulmano. Non ci andrò nemmeno in vacanza, ma loro devono avere il diritto di vivere come meglio credono.
    In più devo ricordale che Hamas è stato votato a stragrande maggioranza, ed è quindi un governo legittimo, non certo una dittatura imposta.
    Proprio in virtù del fatto che il conflitto tra Palestinesi e Israeliani sia stato profondamente strumentalizzato per fini ed interessi altri, che ho profonda stima degli Ebrei che si dichiarano Antisionisti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Democrito, te lo dico con molta umilta': stai veramente attento al linguaggio (e' importantissimo, e' una maniera di programmare la realta')che usi. "Gli Arabi non vogliono..." Quali Arabi? Tutti gli Arabi? "Gli Ebrei..." A cosa ti riferisci? Alla cultura, alla religione, agli Israeliani o alla razza? Stiamo attenti a non ricadere nella trappola dalla quale stiamo cercando di uscire. Please.

      Alessandra

      Alessandra

      Elimina
    2. Esatto e allora raccontalo alla Nirenstein che esistono le differenze, che se critico Israele o il Sionismo non significa che io sia antisemita.
      Chi fa di ogni erba un fascio non sono quelli che criticano (ed e loro diritto) Israele o il Sionismo o un certo tipo di mentalita ebraica ma quelli che alla prima voce di dissenso gridano all antisemitismo di comodo.
      E evidente che Democrito che scrive qui esprime delle posizioni personali ma non astiose ed e evidente il senso delle sue parole.
      Come e molto evidente il senso dei continui impapocchiamenti dell autore di questa specie di blog (peraltro divertentissimo).


      Aggiungo che l interesse qui, oltre a scoprire quale nuova stronzata si e inventata il Sergio, sono dei commentatori in gamba, alcuni a-nonimi ma altri "nonimi", simpatici e interessanti. Mettiamo su un Haters Club di Sergio...anzi dei "Pure Haters Club" con Modigliani presidente a vita; lui viene alle cene e ci racconta delle 80 portaerei spaziali cinesi, del Senso (maiuscolo) della Verita Umana, delle trame del Potere che ce lo vuole mettere nel Sedere (sempre maiuscolo) e del piano segreto della CIA per derubarci dell Amore. Poi l amico di Alessandra ci porta un poo del suop ultimo raccolto thailandese e stiamo a posto...fico, no?

      Basta scusate ma in questo paese le tastiere sono senza accenti e tutte mezzo cancellate, troppo faticoso. In compenso si mangia da Dio...

      Elimina
  28. Questa è bella, l'ultima perla di Modigliani:
    "lo Stato d'Israele è la migliore difesa in assoluto e l'unica garanzia per i palestinesi di poter avere una zona dove vivere in pace, avere lavoro e costruirsi una comunità di persone libere e pacifiche".
    No comment.
    Sergio non Modigliani.

    RispondiElimina
  29. Sono Pia di Benedetto e ricambio la cortesia usatami nel rispondere pubblicamente al mio post e rispondo per ordine a quanto da lei scritto. Parto dal presupposto che la sua analisi sia la più obiettiva, lucida e onesta informazione sulle ragioni storiche del conflitto israelo-palestinese e di queste precisazioni la ringrazio di cuore, ma torno a chiederle, secondo lei è stato giusto bombardare la popolazione civile di Gaza? Perché dalla sua risposta proprio non si riesce ad evincere in modo netto la sua personale opinione sulla questione in parola. Posto che tutta la vicenda sia orchestrata come lei sostiene, dalle lobbies politiche economiche dei regimi filo-sauditi, e che sia, cito le sue testuali parole, "il frutto di una ottusa, miope, e falsa argomentazione nata dalla propaganda ideologica dei poteri forti e dittatoriali delle dittature arabe", mi consta che le bombe su Gaza siano state buttate dai droni israeliani non dai regimi filo-sauditi. Quindi comprenda la mia insistenza che evidentemente rasenta la dabbenaggine (a tale proposito la ringrazio di avermi messo nel numero dei "boccaloni" in buona fede e non in quello delle "menti corrotte"), nel chiederle se affè sua, l'unica soluzione percorribile nella vicenda ultima scorsa, era quella della guerra. Perché vede così di primo acchitto, portando agli estremi il suo percorso logico, poiché Israele è stata nel giusto nelle sue azioni politiche e militari nel corso degli anni, non avendone neanche la responsabilità morale, che lei sostiene ricadere interamente sui regimi dittatoriali arabi, anche la violenza che ha scatenato contro la popolazione di Gaza "è giusta". Dunque esiste una violenza "giusta" e questo sembrerebbe contraddire l'assunto iniziale del suo ragionamento. Che, mi perdoni, non sarebbe una posizione neanche tanto originale. Sono anni che quando governano i "falchi" in Israele ci sentiamo raccontare che l'attacco è la miglior politica difensiva. Sono sicura che l'accenno a Sabra e Shatila le avrà richiamato alla memoria l'operazione "Pace in Galilea" e le devastanti conseguenze sulla popolazione civile libanese e palestinese e dei massacri congiuntamente compiuti dai falangisti libanesi nei campi profughi con la complicità e l'appoggio dell'esercito israeliano guidato dall'allora generale Ariel Sharon. Anche allora la risposta ufficiale del governo israeliano fu che l'operazione era stata condotta con la logica della difesa preventiva.

    RispondiElimina
  30. .A mio avviso non è molto sensato sapere "who is done", quello che bisognerebbe capire è se ha senso continuare questo tipo di politica muscolare, che produce solo morte, danni e disperazione. Israele c'è e ha diritto di esistere come stato nazionale, la Palestina c'è e ha diritto di esistere come stato nazionale e questo è il mio parere e avendo appena letto la sua risposta mi corre l'obbligo di precisarle che le mie osservazioni non sono animate da una guerra personale antisemita contro Israele. Sono riflessioni che ho condiviso, firmando con nome e cognome, contro la guerra, in particolare contro l'eccidio di civili, in Palestina come in Israele, come in qualsiasi altra parte del mondo. Sono un medico, quindi la mia etica è guidata più dalla propensione alla cura che alla distruzione. Le immagini delle salme ammontinate dei bambini uccisi dai bombardamenti e di quelli feriti o intubati in Rianimazione mi hanno fatto orrore, dunque hanno suscitato la mia riprovazione. Le ho scritto in maniera pacata e lei mi ha risposto in modo non altrettanto sereno, dichiarando che ciò che scrivevo era frutto di delirio e che le immagini che ho condiviso sono false. Può essere, non avendo potuto constatare di persona il tipo di lesioni né l'entità e la tipologia delle vittime, ho raccolto da altri l'iconografia degli eventi. E' possibile perciò che sia tutto un gigantesco falso, ma vede, considerato il low profile delle testate giornalistiche italiane su ciò che è avvenuto a Gaza, mi sono dovuta fidare per forza di cose delle foto che giungevano dalle varie parti nel web. A proposito poi di libera informazione trovo curioso che lei, sempre così attento sulla questione della "libera circolazione" delle idee non abbia ritenuto di intervenire sulla censura operata da Repubblica nei confronti di Odifreddi, reo di aver osato esprimere un esplicito e motivato dissenso rispetto al comportamento di Israele e non abbia ritenuto grave la chiusura temporanea del profilo FB di Rosa Schiano attivista pacifista nei territori palestinesi. Seguo il suo blog con interesse da diverso tempo e ho potuto leggere le invettive e le critiche da lei pubblicate a vario titolo, sui politici italiani e non e sui loro comportamenti. Noto però, con preoccupazione che persino lei, che ha un pensiero non omologato abbia etichettato le critiche rivolte alle ultime azioni di guerra di Israele, che sono state umanamente e politicamente discutibili, come generico odio antisemita. Lei non rende un buon servigio a tutti quegli israeliani che si oppongono all'attuale politica governativa bollandola come miope e cinica e vorrebbero altre soluzioni Nella sua difesa ad oltranza lei perde il lume della ragione e diventando più realista del re comincia a menare mazzate a destra e manca. La reazione stizzita e offensiva che ha usato contro di me nel suo blog, compreso il consiglio di rivolgermi a uno psichiatra, mi ricorda il tizio che quando discuteva, per mettere in difficoltà l'interlocutore chiosava dicendo "tu hai le corna!". Deludente.
    Avendo ben compreso le sue intenzioni dubito che mi darà diritto di replica nel suo blog e chiudo così con questo mio post il carteggio pubblico con lei, non avendo intenzione di trascendere nella polemica. La saluto

    PS..per inciso seguo il suo invito all'outing: sono molto felice della tregua e mi auspico una pace duratura tra le due popolazioni ma personalmente non credo che la pace e la democrazia si impongano con l'occupazione, le bombe e i cavalli di Frisia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gentile dottoressa, per prima cosa La ringrazio della pacatezza del Suo intervento, che è sempre una boccata d'ossigeno nel clima di roventissima polemica che sempre si instaura, a quel che vedo e sperimento in Italia non solo sui blog ma anche nei talk shows (ricordo una puntata-baruffa di Santoro, ai tempi di "Piombo Fuso") quando si tratta del conflitto israelo-palestinese. Vorrei solo sottolineare quello che del resto Lei ha già ammesso essere una possibilità, cioé l'affermazione da parte del dott. Modigliani riguardo le foto degli incidenti sul lavoro in Oman, verificatisi nel 2003, e spacciate come documentazione dei ferimenti nelle recenti incursioni di guerra israeliane. Non ho visto il suo sito face-book (non sono iscritta al social network e perciò non posso visitare i blog privati), ma se Lei ha davvero presentato quelle foto, come dice Modigliani, come prova delle armi segrete e dagli effetti devastanti che starebbero usando gli israeliani, dovrebbe forse cominciare a chiedersi se non sia scattata a danno Suo e dei Suoi lettori, una trappola della propaganda palestinese o pan-araba o comunque anti-Israele. Le confesso che francamente io per prima non saprei come fare a controllare l'autenticità di quelle foto, ma la precisione dell'indicazione data da Modigliani un dubbio me lo suscita comunque. Il fatto che in precedenza il dott. Modigliani abbia preso dei granchi con portaerei cinesi e nomi di capitali africane a me non basta per fugare definitivamente quel dubbio.

      La ringrazio del link che, qualche commento più sotto, ha fornito per la lettua dell'articolo di Lancet; mi preffiggo di leggerlo appena possibile. L'asserzione da parte del dott. Modigliani circa i finanziamenti salafiti agli autori dell'articolo è un po' troppo categorica, se espressa così senza suffragio di prove o almeno indizi che ne aumentino -- senza mai poter deifnitivamente assicurare -- la credibilità, però Lei da medico deve riconoscere che è già capitato altre volte che studi medici sulla nocività a meno di alcune sostanze o farmaci, studi pubblicati su riviste autorevoli o accreditati da sistemi sanitari nazionali come degni di fede, si siano poi rivelati mendaci e con dolo -- vedi storia dell'aspartame o dell'Aulin.
      La ringrazio per ogni ulteriore chiarimento o riflessione di cui vorrà rendermi/ci partecipe/i.
      Con cordialità, Marilù Ludovico.

      Elimina
  31. Una ultima osservazione..non capisco chi commenta senza metterci la faccia, nel caso di specie nome e cognome, scegliendo un nick o peggio commentando in maniera anonima. A spanne sembrerebbe un segno di paura nei confronti di possibili ritorsioni, dunque rivolgo la domanda a tutti coloro che hanno commentato in maniera anonima o sotto pseudonimo, è così o è solo un'impressione? e se si, di chi o di cosa avete paura? Sono realmente curiosa e non animata da spirito polemico o critico. Aspetto le vostre risposte.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io mi sono sempre firmato con nome e cognome, e soprattutto se hai letto il mio commento ho risposto nel merito a Modigliani, citando fatti storici che si possono trovare su ogni manuale di storia decente.
      Poi quando affermi che:
      "Parto dal presupposto che la sua analisi sia la più obiettiva, lucida e onesta informazione sulle ragioni storiche del conflitto israelo-palestinese"
      Ti dico che parti da un presupposto sbagliato perché come ho già scritto nel mio precedente commento Modigliani (e lo fa spesso) ha elaborato un'analisi storica falsa e tendenziosa, manipolando molti fatti storici con un fine preciso.
      Mi fa specie che ci si soffermi più sui commenti beceri piuttosto che sul fatto che Modigliani ormai ha perso ogni credibilità.
      Mi sono avvicinato a questo blog senza pregiudizi e con umiltà, sperando di apprendere qualcosa, ma col tempo ho capito che l'unico fine di questo personaggio è avere visibilità, a tutti i costi, senza un minimo di onestà intellettuale.
      Il resto me lo tengo per me, mi basta aver aperto gli occhi.
      Saluti

      Elimina
    2. quoto e aggiungo che non può esserci libertà di pensiero senza onestà intellettuale e una corretta informazione.


      Krez

      Elimina
    3. La prego di credere che la mia affermazione era ironica e finalizzata a evidenziare la palese contraddizioni in termini presente nella risposta di Modigliani, il quale nell'incipit del suo argomentare mi diceva che non esiste una violenza buona ma che proseguiva poi sostenendo che le ragioni di Israele erano giuste e dunque le azioni conseguenti giustificate, dunque buone. Mi spiace solo che questa sfumatura non sia stata così palese. Le ragioni che mi hanno avvicinato a questo blog sono comuni alle sue, ma le risposte e gli insulti ricevuti mi hanno vieppiù convinto che di libero pensiero in Modigliani ce n'è ben poco. Predica amore e libertà come Madre Teresa di Calcutta ma appena qualcuno lo contraddice, insulta e grida all'antisemita. Come se io donna, in occasione di un qualsiasi contraddittorio mi mettessi a strillare "eccolo mi contraddicono perché sono misogini". E' patetico. Ogni critica alle azioni di questo, che è stato definito persino da alcuni illustri intellettuali, del calibro di Oz e Grossman, come "il peggior governo che Israele abbia mai avuto" viene etichettata da Modigliani come odio antisemita. Per ciò che mi riguarda il trattamento che mi ha riservato è stato quello di accusarmi nell'ordine: di essere antisemita, razzista, e una delirante che metteva in giro immagini false. A quel punto, gli ho postato gli articoli di Lancet (la più autorevole rivista medica esistente), su le "wounds of Gaza". Vuole sapere quale è stata la risposta dell'ineffabile Sergio?
      Che gli articoli di cui sopra sono stati finanziati da lobbies di emiri salafiti e che io dovrei andare a lavorare come medico volontario nelle campagne meridionali..una roba che suona più o meno come un "ma va' a lavurar balenga!", capito il campione del "libero pensiero"?

      Elimina
    4. Allora assolutamente d'accordo con te per la vena ironica dell'affermazione che non avevo semplicemente colto (permettimi di darti del tu).
      Ho consigliato a Modigliani di andarsi a leggere molti libri. A questo punto gliene consiglio un altro "La guerra che non si può vincere" proprio di uno degli scrittori intellettuali che tu hai citato: David Grossman, pensiero lucido ed onesto, che avrebbe molto da insegnare al nostro caro Modigliani, considerata anche la sua drammatica vicenda personale, e mi riferisco alla morte del figlio.
      La migliore risposta che possiamo dare è un dibattito civile e culturale di alto livello umano, senza infognarci nelle categorie odio/amore che nulla dicono e nulla spiegano quando sono utilizzate soltanto per fare proseliti.
      In definitiva a Modigliani da molto fastidio dover fare i conti con persone informate ed intellettualmente oneste, semplicemente perché in questo modo viene a mancare lo scopo del suo blog, cioè quello di rivelare e illuminare menti ignoranti, magari manipolate dalla cupola mediatica mainstream, concetto a lui molto caro (decisivo nell'interpretare il fine di questo blog).
      Bada bene si tratta di un ottimo comunicatore, un buon narratore, che sa bene come ottenere quello che vuole usando le parole in un determinato modo.
      Pur di affermare ogni volta la sua verità da illuminato e non allineato alla cupola mediatica (sicuramente il concetto di cupola mediatica è condivisibile per molti versi, ma questa è un'altra storia) Modigliani è disposto a falsificare, manipolare, addirittura diffamare ogni critica, su qualsiasi tematica.
      Lo ha dimostrato più volte contro chi ha argomentato contro di lui, usando la storia, le fonti, dati oggettivi e riscontrabili, come hai fatto tu appunto.
      Ti saluto. Alla prossima.
      Anche se a questo punto non so fino a quando frequenterò ancora questo blog sinceramente.

      Elimina
  32. Faccio subito outing : mi chiamo Cristina Bruni. nel mio caso si tratta solo di poca dimestichezza con la netiquette...

    RispondiElimina
  33. Anch'io faccio outing: il mio nome è Bianca Castelli e sono con Pia.

    RispondiElimina
  34. Grazie..come al solito le donne dimostrano un coraggio e una limpidezza forse proveniente dal doppio X, comunque ne approfitto per rispondere anche all'accusa che mi è stata mossa da Modigliani di aver pubblicato notizie false circa l'uso di armi non convenzionali da parte dell'esercito israeliano. Riporto quindi gli articoli comparsi su "The Lancet", la più prestigiosa e stimata rivista medica esistente, come "the wounds of Gaza". Pubblico il link del collegamento ipertestuale degli articoli su per chi fosse interessato http://www.thelancet.com/search/results?searchTerm=The+wounds+of+Gaza&fieldName=AllFields&journalFromWhichSearchStarted=

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il nostro doppio X ci consente di essere madri, geneticamente e spiritualmente. :)

      Elimina
    2. Mi scusi signora o signorina Pia. Io le ho semplicemente pregato sulla mia bacheca di facebook di non partecipare alla campagna d'odio puro di tutti, pregandola di non insistere nel pubblicare immagini raccapriccianti e ho contestato dei suoi dati. Tutto qui. Se adesso lei è convinta che la sua vita può subire un miglioramento trasferendo il suo consueto livore da facebook a questo blog, faccia pure. Se le serve a sentirsi meglio, faccia ciò che ritiene opportuno. Ho visto che su facebook spiegava che a lei era stato negato l'accesso al blog. Come vede, ha trovato il modo di dire la sua. Io ho semplicemente puntualizzato che l'articolo che lei cita è noto da anni (lei l'ha presentato come scritto ieri l'altro) che è stato già oggetto di polemica nel 2011 ed è stata addirittura coinvolta l'Unione Europea per il fatto che i tre firmatari dell'articolo sono risultate persone finanziate dalla fondazione salafita dell'emiro Al Thani del Qatar che riusulta l'assassino ufficiale (in quanto mandante) di Vittorio Arrigoni, come i suoi due assassini, rei confessi, hanno dichiarato e per questa ragione sono stati condannati all'ergastolo in un regolare e legale processo che si è svolto a Gaza. Io, nella mia vita, ho scelto di non voler avere niente a che spartire con assassini: è un mio diritto. Ho trovato tutto ciò che lei dice e scrive il frutto della consueta propaganda, ma lei si sta accanendo e io davvero non capisco il perchè. Ho inoltre sia su facebook che su questo blog scritto, incitato e proposto a tutti di cercare di sottrarsi alla campagna di odio, di sottrarsi alla produzione corrente di odio, di evitare di diffondere continuamente odio, aggressività, contrasto, perchè c'è bisogno di amore, di pace e di armonia. Lei ha ritenuto opportuno, invece, moltiplicare la sua quantità e qualità di odio, livore e aggressività. La rete è piena di tutto ciò. Come ha visto nei commenti sopra ci sono due donne che hanno fatto l'outing. Si riferivano a un mio post su facebook dove invitavo gli italiani appunto a manifestare apertamente la propria voglia e desiderio di amore, armonia e condivisione Lei non è d'accordo. Io lo capisco, ciascuno fa ciò che ritiene opportuno, non c'è problema. L'amore non è un obbligo. Così come non lo è l'odio. O viene o nono viene. Ma perchè si accanisce a inseguirmi con le sue contumelie? Guardi che io non ho la minima idea di chi sia lei, non ho il benchè minimo interesse a essere coinvolto nelle sue vicende personali, e lei, per motivi -non conoscendola- davvero per me ignoti, si ostina a inondare sia la mia pagina di facebook che qui adesso anche sul blog di messaggi, proclami, ecc. Penso che in rete possa senz'altro trovare decine di migliaia di posti e siti dove le sue parole verranno accolte con applausi. Glie lo dico con chiarezza: a me le sue argomentazioni non interessano. Io non voglio essere coinvolto in situazioni di odio, ho fatto una scelta diversa. Quindi, tutto ciò, mi scusi tanto, che senso ha? Le rispondo qui, con gentilezza ed educazione, sperando in una sua comprensione, direi legittima. Grazie.

      Elimina
    3. Modigliani, lei sta vaneggiando....quale post di Facebook? Lei é proprio fantastico!

      Elimina
    4. "Come ha visto nei commenti sopra ci sono due donne che hanno fatto l'outing. Si riferivano a un mio post su facebook dove invitavo gli italiani appunto a manifestare apertamente la propria voglia e desiderio di amore, armonia e condivisione Lei non è d'accordo. Io lo capisco"

      A' Sergiooo. Ma che minchia ti sei fumato??? Le signorine di cui sopra hanno fatto outing nel senso che su epresso invito di Pia Di Benedetto hanno acconsentito di firmare le proprie opinioni espresse nei commenti precedenti con nome e cognome rifiutando l'anonimato del nickname.

      Ma li leggi i commenti o no?

      Cose da pazzi!!!

      con pace, amore e un paio di portaerei cinesi
      il tuo

      itaco.co.co.co

      Elimina
    5. Selgio sono l'ammilaglio della poltaelei in Senegal; tieni dulo che sei un velo glande.
      Afflontali e digli a tutti:
      "Io di voi non mi CULO!!!"

      Elimina
    6. @contessaelvira...sì ha ragione lei, pensavo che l'outing fosse relativo a un mio post pubblicato su facebook; ho visto dalla nuova serie di commenti che invece non è così, avevo capito male.

      Elimina
    7. E' apprezzabile la fame di verità degli autori che in precedenza hanno confutato le tesi di Sergio Di Cori Modigliani e sicuramente un dibattito in questo senso non può che aiutare noi lettori a fare luce sugli avvenimenti che si stanno trattando, ma poi purtroppo come spesso accade, si scade nel duello personale e si passa ad inutili attacchi che non fanno altro che screditare le tesi espresse in precedenza.
      E' un peccato perchè di solito in rete è difficile trovare persone di un tale livello culturale e di opinioni e religioni differenti che discutono (argomentando) su questioni così delicate, nella mia personale visione della rete ne rappresenterebbe l'espressione più elevata.
      L'autore di questo blog ha dimostrato di avere idee valide di saperle trasmettere in modo molto efficace, io continuerò a leggere i suoi scritti perchè non farlo solo perchè fra le tante leggo cose che non condivido mi sembra sbagliato soprattutto quando il fine ultimo è la ricerca della verità e la crescita interiore e non le mera masturbazione verbale atta ad alimentare il proprio ego distruggendo quello dell'altro. Vorrei infatti ricordare, come ha scritto qualcuno in precedenza, che siamo ospiti qui e dobbiamo quantomeno rispettare le idee dell’autore.
      Chi legge gli articoli di questo blog da tanto tempo e ne ha apprezzato il valore non può cambiare opinione sull'autore per un post o una ricostruzione sbagliata e tacciarlo di sionista semplicemente perchè difende il suo popolo e lo fa soprattutto predicando la pace e l’amore è assurdo (che non mi sembrano per niente valori sionisti).
      Siete molto più di questo e i vostri interessantissimi post lo dimostrano pienamente, io da parte mia continuerò a leggere avidamente gli articoli e i commenti di questo blog perchè è soltanto dallo scambio di idee (soprattutto con chi la pensa diversamente) che si può arrivare a qualcosa di nuovo.
      Se non riusciamo a confrontarci in modo sereno in un blog a migliaia di chilometri da Gaza figuramoci se possono farlo loro sotto un cielo pieno di missili quelli si, ci sono stati, senza la minima ombra di dubbio.

      Elimina
  35. Comunque posso capire i timori...Ilan Pappe costretto a lasciare pane e patria, Toaff "pensionato",
    Finkelstein licenziato...tutti per aver introdotto dati storici discordanti nella vulgata immaginaria e agiografica nella quale ama crogiolarsi l 'opinione pubblica, ebraica e non, acritica ed eternamente contrita. Spero sarete d'accordo almeno sul fatto che un simile atteggiamento è nemico della ricostruzione libera della storia e ,quindi,di qualsiasi possibilità di superamento e di riparazione .

    RispondiElimina
  36. Vorrei approfittare per aggiungere un paio di elementi di critica in un contesto di giustizia e quindi di uguaglianza,elementi che considero indispensabili per qualsiasi evoluzione positiva dei rapporti tra popoli.
    1) Considero inaccettabile che Israele e gli USA (quest'ultimi solo gli unici ad avere usato di fatto due bombe atomiche) pretendano che l'IRAN non possa avere armi nucleari, è una questione di principio,di libertà,di uguaglianza,che siano paure fondate o meno non mi interessa.
    2) Sono convinto che nelle guerre tra popoli,i cittadini di queste fazioni,dalla genesi artificiale speso riconducibili a fattori esterni,non sentirebbero la necessità di combattersi se ci fossero strumenti di comunicazione aperti, atti ad un confronto dialettico uomo-a-uomo,la libertà di comunicazione è la vera guerra che vale la pena di combattere.

    RispondiElimina
  37. Cara Pia,
    mi firmo con un pseudonimo, per il semplicissimo fatto che credo nella circolazione libera delle idee e non nel copyright.
    Non è certo per l’ingenua paura di metterci la faccia. La polizia, i servizi segreti, il mossad, ci metterebbero meno di 5 minuti, se volessero, a risalire alla mia identità.
    La faccia non ce la metto, perché una faccia, un nome, è una firma, quindi una proprietà intellettuale, su quanto viene detto e io penso che la rete debba essere un territorio dove non esista il termine “proprietà”.
    Il nostro ospite spesso si è lamentato di blogher che “rubano” i suoi articoli e li pubblicano come farina del loro sacco. Ecco, la mia posizione è esattamente agli antipodi. Se scrivo qualcosa che può essere considerato interessante, si tratta di proprietà pubblica e chiunque può farne ciò che ritiene opportuno. Le idee sono patrimonio dell’umanità, non patrimonio di chi le veicola.
    La tua ultima affermazione, poi…..poveri noi, abbiamo fatto (sia uomini che donne) del genere una discriminante politica.
    Le donne sono più coraggiose e più limpide? E se anche fosse? Cos’è, una competizione?
    Sono migliori degli uomini, e allora? Buon per loro.
    Per il resto mi trovo in sintonia con quanto scrivi e se hai un blog o un sito verrei volentieri a darci un’occhiata.

    RispondiElimina
  38. In questo articolo forse troverete una logica, amara logica di quello che fa lo stato di Israele.
    http://www.lrb.co.uk/blog/2012/11/16/john-mearsheimer/a-pillar-built-on-sand/

    Qualcuno ricordera' che gli stessi ebrei sono stati ghettizzati, perseguitati, demonizzati. Tra pogrom e Olocausto e' difficile non avere pieta' di questo popolo ma si sa le ragioni sono sempre li nel
    conscio o nell'inconscio. L'aver ammazzato Dio, l'essere i piu' grandi speculatori finanziari ecc.
    Leggendo Singer o Babel o i nostri Levi e Italo Svevo, vedendoli fare i tassisti (lavoro di poveracci, oggi lo fanno i Pakistani e gli Haitiani) nella New York del dopoguerra l'immagine che ho io certamente sara' un po' distorta. Di loro, come del resto degli omosessuali, ho sempre ammirato la solidarieta' fra di loro. Dovunque andavano c'era un'altro ebreo ad aiutarli. Forse bisogna essere perseguitati e senza patria per trovare questa bellissima cosa che e'la solidarieta'. Ora mi viene da pensare che con la creazione dello Stato di Israele si siano rimbecilliti. Piu' che diversi siano sempre piu' simili a noi. Per chi conosce la storia dei nostri emigranti o semplicemente lo e' stato, sa quello che pensavano e molte volte continuano a pensare di noi. Sa che i pogrom contro di noi ci sono stati e come. Se conosce la storia degli italiani sa dei nostri, se non lo sa lo chieda agli ebrei, meglio ancora ai nostri valdesi.
    Vi e' qualcosa in questi post che ripetono la grande stupidita'.
    Il bene sta da una parte, il male dall'altra.
    Il male e' semplicemente umano.
    C'e' chi scrive di 50 milioni di americani che vivono sotto il livello di poverta' e sopravvivono grazie alle food stamps mentre si sa i nostri non le hanno nemmeno e la grande maggioranza dei nostri pensionati son ben al di sotto dei mille E e la maggioranza delle minime e sociali viaggiano tra 400 e 500 E. Se allora gli americani sono il paese della grande ingiustizia sociale noi chi
    siamo?
    Il grande dilemma dello stato israeliano e' essere un banalissimo stato come tanti altri chiuso nei propri interessi o essere lo stato dei ex-perseguitati con quella grande capacita' di capire i nuovi perseguitati. Fallendo cancellera' la Shoa.
    Come in quel
    Oggi a me domani a te, e cosi per l'eternita'.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Speravo proprio di rileggerLa ancora. Grazie anche del link su cui mi affaccerò quanto prima.
      Cordialmente, Marilù L.

      Elimina
  39. Premetto che il nick Democrito mi piace, mi riporta a echi di libero e peripatetico pensiero, usualmente pubblico sulla mia pagina Fb che è ovviamente pubblica le mie riflessioni. Mandami un messaggio e ti accoglierò volentieri tra gli amici. Non per piaggeria ma condivido in toto ciò che scrivi sulla proprietà pubblica dei propri scritti. La mia osservazione sulle donne non è finalizzata a scriminare su chi sia migliore o peggiore tra uomini e donne. La qualità è fatta dalle persone indipendentemente dal loro sesso, però nel corso degli anni ho potuto osservare come nelle donne ci sia un minor opportunismo nella espressione delle proprie idee. Ma è una sensazione personale e come tale dunque soggettiva

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai tutta la mia stima. Ammiro che tu esprima liberamente le tue idee, ho purtroppo avuto occasione di sentire, proprio da un medico (femmina), 'Sai, non scrivere queste cose sul mio profilo fb, io sono un medico e devo seguire la deontologia'.
      Sono rimasta inorridita da questa frase. Ma cos'è la deontologia? E' davvero qualcosa che non consente l'espressione libera dei propri pensieri?
      Meno male che sono informatica, ho pensato, almeno non ho da seguire strane deontologie :)

      Elimina
    2. PS: anche a me piace democrito. Pensa che sull'officina alchemica http://officinaalkemica.altervista.org/

      c'è una nota a fondo pagina che recita sul copyright di cui Modigliani va tanto orgoglioso:

      © COPYRIGHT. Ecco cosa penso del copyright. Tutto ciò che io scrivo non mi appartiene, perché appartiene già all'Universo, e in questo corpo non c'è NESSUNO che se ne può attribuire la paternità. Il mio materiale siete liberi di riprodurlo, diffonderlo, interpretarlo, fraintenderlo, distorcerlo, alterarlo, potete copiarlo citando la fonte oppure pretendere di esserne voi gli autori, senza bisogno di chiedere il mio consenso - ma sempre senza scopo di lucro. Mentre voi sarete impegnati a copiare ciò che ho scritto, io starò già producendo nuove intuizioni, nuovi modi di divulgare questi insegnamenti, sempre più belli e più elevati. Quegli autori che su internet pubblicano materiale minacciando denunce per "riproduzione anche solo parziale" dei loro scritti mi fanno ridere, sono la prova più evidente che il Sistema Sociale che ci vuole prigionieri su di loro ha avuto pienamente successo.
      IL PRESENTE SCRITTO NON PUò ESSERE UTILIZZATO A NESSUN TITOLO COME AUTORIZZAZIONE ALLA PUBBLICAZIONE EDITORIALE.

      Elimina
    3. Tesoro caso avrai anche la doppia x ma se frequenti il sito dell officina alchemica non e che ci prendi tanto, eh? Innanzitutto sono dei cazzari molto peggio di Sergio ma poi (tesoro) sono seguaci di Alesteir McCrowley...oh, ci rendiamo conto di chi era quel malato di mente?
      Ma davvero frequenti quella gentaccia?

      Volete il mio nome e cognome?
      Mais vous pouvez richement vous attacher au train cheries...almeno non in questo sito gestito da un pallonaro un po da naso e che serve solo per cazzeggiare

      Tra le doppie x apprezzerei particolarmente la Contessa Elvira...sesto senso maschile...

      Elimina
    4. Per farti sentire meglio: non frequento quella gentaccia. Conosco il sito e mi capita di leggerlo, sai com'è, meglio allargare i punti di vista e vedere (e capire) anche ciò che potrebbe non piacerci affatto. Infatti ho preso la parte del copyright, che è sensatissima, e l'ho fatta mia. Sul resto che scrivono potrei avere mie opinioni personali, ma non è questo il luogo per discuterne.

      Elimina
    5. anonimo 05:46
      vecchio marpione :) come è andato il volo transoceanico di 12 ore?

      krez

      Elimina
    6. Cher Anonimo, J'ai tout de suite vu que vous aviez l'habitude a la noblesse....

      Elimina
  40. l' utilizzo di categorie morali: odio, amore ecc. come premessa e/o chiosa alla narrazione di fatti storici non solo è metodologicamente scorretta (importa poco, visto che l'autore non è uno storico) ma è soprattutto pericolosa!

    Gli interessi, espressione di un fine, di uno o più scopi, determinano l'agire dell'uomo (delle aggregazioni sociali, della comunità, degli stati oltre che del singolo)

    Da un punto di vista ontologico la persona (intesa come singolo individuo o come gruppo) agisce mosso da interessi per realizzare uno scopo; che sia morale o meno, che agisca con odio o amore, è del tutto irrilevante ai fini della descrizioni obiettiva del fatto.

    Che poi si voglia trovare una giustificazione a certe azioni nell'odio atavico è necessario corroborare tale tesi con la ricerca oggettiva di quei fatti che lo hanno nel corso dei secoli determinato.

    Agire con amore, non vuol dire nulla! Agire rispettando le regole della civile convivenza sarebbe di per se più consono e utile. E' solo che, l'amore e l'odio fanno proseliti,le regole no!
    Richiedono coerenza, volontà, buon senso e una buona dose di ragione.

    Krez

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Allora non sei proprio tonto...

      Elimina
  41. Ciao Sergio. Seguo regolarmente il tuo blog e lo trovo sempre ricco e stimolante. Anche in questo caso porti sul piatto molte informazioni di cui non ero a conoscenza e delle quali però devo fidarmi (o non fidarmi) perché non ho informazioni approfondite e di prima mano. Posso però raccontarti che avendo lavorato con aziende israeliane mi è capitato di scambiare qualche parere. In particolare, una volta ho fatto notare a un mio partner commerciale che ai palestinesi basta (mi si permetta il termine) mollare una scoreggia e gli israeliani chiudono l'acqua. Lui, che non è né pacifista né altro di simile, si è messo a ridere e ha confermato. Mi pare esista anche una opposizione interna allo Stato di Israele che denuncia la volontà e il progetto di espansione territoriale legati in primis al fondamentalismo ebraico. Insomma condivido quanto dici riguardo ai giochi di potere di governi arabo-fascisti legati al petrolio e agli americani, ma non mi sembra proprio che lo Stato di Israele (da non confondere on gli ebrei tout-court) possa venire assolto. Cordiali saluti.

    RispondiElimina
  42. Ciao Sergio,

    come ben sai apprezzo molto i tuoi intenti. Di persona ti ho accennato che sono sempre stato filo-palestinese. Grazie ai tuoi contributi non sono di certo diventato filo-israeliano, ho capito però che questi due aggettivi sono abbastanza fuorvianti, in pratica rappresentano la punta di un arma di distrazione di massa. Questo per me è il vero Senso, ridotto all'osso, dei tuoi interventi sul blog e su Facebook da quando si parla di Gaza.
    Su questa questione però, da tuo lettore, ho dovuto compiere un discreto sforzo di scrematura che normalmente non è necessario quando ti si legge. Credo che la tua sofferenza influisca molto sullo stile, la forma, i passaggi di quando affronti questa questione. E rischi quasi di apparire, tra le righe, come coloro i quali prediligono l'esclusione all'inclusione.
    Duole molto vedere che il dialogo tra te e tuoi lettori "filopalestinesi" si fa difficile, si avvita, prende una direzione diversa da quella auspicabile. Anche se non richiesto, voglio darti il consiglio di addolcirti e di limare alcuni spigoli quando parli della questione mediorientale. Sicuro che in questo modo potrai perseguire più efficacemente lo scopo che ti proponi, e di far "abbassare le difese" a tutti i tuoi lettori. E, detto da ateo, anche porgere cristianamente l'altra guancia (a volte) non guasta.
    Con Stima e Affetto

    Diego

    RispondiElimina
  43. Leggete un po'qua e rabbrividite...



    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/19/aggrediti-attivisti-del-teatro-valle-nel-quartiere-ebraico-di-roma/418276/

    Che ne dite?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ossia i pestaggi a Roma li fanno i gruppi di ebrei ortodossi.
      Quelli li puniamo no?

      Elimina
    2. Ops avevo scritto in fretta e non mi sono reso conto della possibile accezione ambigua della frase...li puniamo nel senso che li punisce la polizia e li biasima in un bel post anche Sergio Modigliani.
      Ecco, io credo che i giornali difficilmente metteranno una notizia simile in prima pagina.
      La violenza va condannata comunque.

      Elimina
  44. Ultimamente avevo apprezzato molto alcuni articoli sul Sudamerica che ridavano speranza e fiducia sul fatto che non tutto sia ancora perduto. Da quando pero' si e' riaccesa la guerra e il genocidio programmato israeliano, ho visto uscire il sionista che si nasconde nell'autore. Inutile ripetere tutti i punti che un anonimo ha sintetizzato qui sopra in lunghi commenti consecutivi, con dati e cifre difficilmente confutabili. Dico solo che da parte mia la lettura di questo blog termina oggi. Sono stufo di gatekeeper del potere, per quanto bravi e forbiti possano essere. La verità me la cerco in rete, come sempre. Sono molto deluso da chi si presentava come un ebreo moderato e si rivela per un sostenitore accanito di una guerra immonda, ingiusta, incivile e assassina. A questo punto, un esortazione, sdcm. per coerenza, vada a combattere sul campo, per difendere i suoi amici indifendibili. E la smetta di fare della patetica disinformazione. Adios.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. devi comprenderlo.....
      ...dopo la cazzata delle 2 portaerei cinesi a largo del senegal non si è più ripreso...


      ita co.co.co.

      Elimina
    2. x myname thesame.
      Concordo con te. Anch'io seguivo questo blog con fiducia di leggere qualcosa di nuovo, ma adesso mi sono cascate le braccia. Modigliani sta scivolando troppo spesso e poi quella sulle portaerei cinesi di fronte al Senegal... e anche questo post su Israele che addirittura è meglio che esista per i palestinesi: sì come no, infatti ringraziano ogni giorno, già me li vedo. Il problema è che sto cercando siti alternativi ma sempre noto che quando incominciano ad avere visibilità, comincia anche la gara di sparacazzate. Se continuerò a seguire questo blog, da adesso in poi è per farmi 2 risate.
      Sergio (non Modigliani naturalmente)

      Elimina
  45. La leggo da poco Signor Modigliani, e certo lei è persona di cultura. Ma è mia opinione che lei, con tutta la sua cultura, con l'onesta intellettuale non ci entri proprio niente. E' spiacevole vedere tanta intelligenza sprecata per un'idea che si attacca ad una bandierina.

    RispondiElimina
  46. Beh devo dire che letti gli ultimi articoli di questo blog sono molto più interessanti i commenti che gli articoli stessi. Se si pensa di censurare i commenti ben allora non varrà più la pena leggere...
    Che Israele sia l'unico garante per una vita pacifica dei palestinesi...beh siamo all'apoteosi della propaganda dittatoriale con questa affermazione!!!
    Ridotti in una striscia di terra (prima vivevano in quasi tutto Israele), limitandogli al minimo l'accesso all'acqua (il motivo principale della repressione dei palestinesi) non avendo nessuna possibilità di contatto con l'esterno e servizi essenziali che uno stato devo offrire, embargo, tanto che cibo e medicine gli arrivano dalla comunità internazionale, che dire se Israele è garante per i palestinesi allora lo erano anche i nazisti con i popoli dei campi di concentramento.
    Mi scuso per questo affermazione non voglio offendere o ferire la sensibilità di nessuno non ho alcun sentimento antisemita, ma quando ce vo ce vo.
    E cmq non so come non ci possa essere un apertura delle menti delle popolazioni israeliane, il popolo non vuole la guerra la vogliono solo i governi, possibile che non riescano a fare pressione o a direzionare i voti verso forze pacifiste e porre fine a questo stupido gioco, non è il risiko, si tratta di vite innocenti, non ci sono ricchezze in tutto il mondo che possono valere neanche la meta di una vita di una persona.
    Finitela di farvi lobotomizzare il cervello dalla propaganda dei governi e guardate con i Vostri occhi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Concordo in pieno. Io poi non riesco a capire una cosa: se Sergio Modigliani è ebreo (e saranno fatti suoi) questo implica anche difendere le scempiaggini di Israele? Allora è come dire che io come cattolico devo difendere ad oltranza tutte le porcherie del Vaticano (dallo IOR alla pedofilia) e le cazzate del Papa che dato che è infallibile può dire tutte le stupidaggini che vuole su preservativi, gay ecc. Ma stiamo scherzando...
      Sergio

      Elimina
  47. Vorrei rispondere all'ultimo commento postato circa la posizione del sign. Di Cori Modigliani partendo da un paio di riflessioni, perchè nonostante tutta questa fuffa, alla fine della fiera il signore di cui sopra è riuscito molto abilmente a evitare la risposta diretta a queste due semplici domande:
    1) Secondo lui il bombardamento della popolazione civile su Gaza è stata la miglior risposta che il governo israeliano poteva dare agli attacchi missilistici dei palestinesi?
    2) condivide la politica di Bibi Nettanhyau?
    Inoltre Modigliani, che sembra saperla lunga circa i meccanismi che ruotano intorno alla diffusione delle notizie, afferma con assoluta certezza che tutte le informazioni pro-Palestina (anche quelle scientifiche), sono propaganda finanziata dai governi filo-sauditi-salafiti. Mutatis mutandi devo pensare che anche tutte le opinioni e notizie pro Israele siano finanziate dalle lobbies ebraiche. Vista la sua posizione assolutamente allineata alle posizioni governative Israeliane, a questo punto mi sorge spontanea un sospetto, ma non sarà che anche il signor Di Cori Modigliani riceva il suo bell'obolo da chi di dovere? Come diceva Belzebù..a parlar male si fa peccato..ma quasi sempre ci si indovina

    RispondiElimina
  48. Se finora è riuscito a non spiegarci la cazzata (scusi il termine ma ci vuole) delle 2 portaerei cinesi al largo del Senegal, si figuri se le risponde a quelle 2 domande. E comunque anch'io dopo lo sconcerto iniziale sulle cadute di Modigliani, sto diventando più cattivello. Diciamocela tutta: noi non sappiamo che ambienti frequenta e lui pretende che ci fidiamo sulla parola. Se questo lo posso fare con un amico di vecchia data (ma guardandolo in faccia) mi riesce molto difficile farlo con lui. E anch'io sto diventando sospettoso così come sono stato sospettoso per Grillo. Infatti strano tutto l'interesse di Modigliani per M5S. Che si voglia buttare in politica? Eh... ma lì avrà cocenti delusioni una volta conosciuto chi è Grillo.
    Sergio

    RispondiElimina
  49. Leggo da un po’ di tempo il suo Blog. Linkato da altri siti mi aveva colpito il suo modo di scrivere chiaro e quello che pensavo essere un pensiero originale, articolato e non schierato. Tuttavia devo ricredermi totalmente. Le sue argomentazioni appaiono di parte e deboli. Si schiera non a difesa degli israeliani, che hanno come tutti il diritto di esistere come popolo e come nazione, ma del governo israeliano e in questa sua ansia difensiva accusa i suoi interlocutori di essere nell’ordine: antisemiti, creduloni di notizie diffuse dagli arabi e dalla stampa asservita ai petrodollari, seminatori di odio affetti da cronico livore, agitatori prezzolati, nullafacenti frequentatori di blog e siti web, dementi bisognosi di un urgente TSO. Arriva a sostenere che tutti i documenti presenti on-line, a cui noi tutti in buona fede attingiamo fidandoci dell’onestà di chi li pubblica, sono artificialmente costruiti. Solo lei sembrerebbe essere in possesso di informazioni vere, di fonti inconfutabili. Le bombe DIME non esistono, il fosforo bianco neppure, le foto di denuncia le definisce come necrofile oppure fotomontaggi. Nessuna presa di posizione, da paladino del libero pensiero, sul fatto che Facebook oscuri dei link e proceda a bannare profili e sul fatto che sulla carta stampata vengano censurati degli opinionisti. Visti i continui riferimenti a finanziamenti occulti ad un certo punto anche io mi ero chiesto, per par condicio, se lei non fosse a sua volta finanziato da lobbies ebraiche. Ma basta visitare la sua pagina Facebook e leggere alcuni dei commenti per capire tutto. Anche gli scontri tra gruppi di ultras acefali appartenenti a diverse tifoserie vengono tacciati come manifestazioni di antisemitismo (sic). Non voglio commentare ulteriormente i fatti di Gaza, che si commentano tragicamente da soli e che, purtroppo, inevitabilmente porteranno ad altro sangue. Non voglio dilungarmi in compiaciute argomentazioni storiche fuori luogo, perché “quello che è stato pesa su quel che sarà come un cumulo di macerie su una trave sotto la quale il futuro resiste a stento”. Voglio ricordarle che il continuo riferimento a complotti mondiali di “governi criminali arabi, legati alla grandi lobbies del petrolio texano e dei colossi finanziari speculativi” ai danni di Israele la fanno somigliare a chi in passato parlava di complotto giudaico. Voglio ricordarle che chi si definisce difensore del libero pensiero non reagisce alle argomentazioni come un vecchietto alla fila della posta tacciando l’altro di demenza o malafede ed infine schernendosi con un “le mie intenzioni sono note a tutti da sempre: diffondere la libertà di pensiero fuori dai ranghi, dalle mode, dalla propaganda, diffondere input e semi d’amore, condivisione e fratellanza e non di odio e di esclusione”…. “Lei, invece, è avvelenata con la vita, basta leggere la sua pagina su facebook per capirlo”. Banale, patetico ed ipocrita. Il fine del suo blog sarebbe quello di “dare un contributo alla diffusione del libero pensiero senza legami ideologici, senza affiliazioni partitiche, senza dipendenze economiche” ? Le consiglio, almeno per senso di realtà, di cambiarne il titolo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ammiro la sua chiarezza nell'esprime un pensiero che mi mi trova concorde specialmente quando ricorda al Sign. Modigliani che le sue parole sul complotto dei "governi criminali arabi, legati alla grandi lobbies del petrolio texano e dei colossi finanziari speculativi" ai danni di Israele mi rimandano tristi echi del brutto tempo che fu. Sembra che non sia passato un giorno, la stessa faziosità, la stessa dietrologia, le stesse vittime innocenti, gli stessi modi (sterminio e genocidio). Una lezione che non è servita a nulla se le vittime di un tempo si comportano oggi come i carnefici di allora.
      Su suggerimento del sign Nunzio Corso ho provveduto a fornirmi del libro di Grossman "la guerra che non si può vincere". Di seguito riporto un commento che ben ne esplicita i contenuti.
      L’argomento è quello che sta più a cuore al grande scrittore israeliano: la possibilità di un futuro per i due popoli che abitano la terra di Palestina: il popolo israeliano e il popolo palestinese; futuro che le cronache sanguinose che si succedono dal 1948, anno della proclamazione di indipendenza della stato di Israele, allontanano sempre più, decretandone l’aleatorietà se non l’impossibilità.
      Il titolo inglese è molto esplicativo: Death As a Way of Life, la morte come modo di vivere. Ed è proprio ciò che accade in terra di Palestina. Ogni attentato terroristico, ogni rappresaglia sanguinosa allontanano l’unico futuro possibile, quello di una pacifica convivenza fra i due popoli.
      Il titolo italiano si rifà al contenuto di un articolo, “La guerra che non si può vincere” del giugno 2002. Grossman riferisce di un convegno londinese organizzato dal quotidiano The Guardian. Sostenitori della pace israeliani e palestinesi si sono incontrati con i leader della lotta nord-irlandese. Forse da questo confronto potrebbero scaturire nuove idee per il conseguimento della pace. Riporto il periodo cruciale nella sua testualità:
      «Ad un certo punto uno degli israeliani ha domandato [agli irlandesi]: come avete fatto? Come vi siete lasciati alle spalle secoli di violenza e di odio, e come siete riusciti a imboccare la via del dialogo? Qual’è stato il momento in cui avete capito che non c’era altra scelta? David Ervine, uno dei leader protestanti catturato a suo tempo con una bomba in mano, ha guardato Martin McGuiness, uno dei dirigenti cattolici, l’uomo contro cui aveva combattuto, l’acerrimo nemico, e ha detto: “C’è stato un momento in cui ho semplicemente capito che questa guerra non poteva essere vinta”. McGuiness ha annuito in segno di approvazione.»
      Ecco in questo periodo è condensata l’essenza di questo libro: non esistono alternative a un futuro di pacifica convivenza fra i due popoli. Prima questa verità verrà capita sia dal governo e dalla società civile israeliana, sia dall’Autorità e dal popolo palestinese, prima si potrà realizzare questo futuro, e prima si potrà interrompere la catena di morte (“La morte come modo di vivere”, come appunto recita il titolo inglese) che oggi domina il panorama.

      Elimina
    2. Ad anonimo/a delle 03:52 del 25-11.

      Mi spiace, ma non riesco a capirLa. Nella sua risposta alla dott.ssa Di Benedetto (24-11, 11:53), Modigliani spiega abbastanza diffusamente che le sue contestazioni riguardo l'articolo "Wounds of Gaza" non sono illazioni nutrite di fazioso odio anti-arabo, bensì fatti, dai quali risulta assodato che i tre autori dell'articolo sono effettivamente finanziati da un emiro salafita del Qatar, per giunta pure coinvolto nell'assassinio di Vittorio Arrigoni. Ammetto di non aver fatto ricerche su internet per verificare, senza ombra di dubbio, che questa affermazione del nostro anfitrione corrisponda a verità, però Lei, che invece di sicuro su questo punto è stato molto più scrupoloso/a di me, dovrebbe aver già fatto i debiti riscontri. E allora perché insiste nel presentare Modigliani come un fanatico complottista anti-arabo che farnetica come i vecchi detrattori dei "perfidi giudei" stile Goebbels o libelli anti-semiti da Ocrana? PERCHE' NON LO SMENTISCE, ACCUSANDOLO, LINK ALLA MANO, DI AVER RACCONTATO BALLE AL RIGUARDO? Forse perché stavolta non Le è possibile. E allora ripiega anche Lei verso l'aggressione verbale.
      Capisco che veder definire qualcun altro -- nella fattispecie la dott.ssa Di Benedetto -- come "avvelenata con la vita" possa contrariare, anzi urtare parecchio una persona sensibile alle regole di civile e democratica convivenza, quale Lei sostiene di essere, però a me francamente sembra che il Suo atteggiamento e gli insulti con cui lo condisce -- accusando Modigliani di essere "banale, patetico, ipocrita" -- surclassino un bel po' la spigolosità del nostro nel trattare con la Di Benedetto.

      Quanto poi al libero pensiero: se Lei e tanti altri possono inondare questo blog della loro più o meno acrimoniosa disapprovazione, senza freni né censure o anche solo uno straccio di moderazione preventiva, mi pare proprio che i principi fondamentali di democrazia e libero scambio di opinioni siano qui pienamente rispettati, al di là del fatto che Lei o altri condividano o meno posizioni e metodi di indagine giornalistica dell'autore.

      Spero di essere stata chiara e di non essermi dilungata troppo.
      Saluti, Marilà L.

      Elimina
  50. Grossman è un israeliano che ama infinitamente il suo paese. È una persona dolcissima, ricca di sentimenti che lo legano alla famiglia, ai figli in particolare, e forse, tramite l’amore per i figli, a tutti i bambini, cui ha dedicato una fiorente letteratura.
    Israele è la sua patria, e vorrebbe che fosse una patria sicura, dove una parte del popolo ebreo, la parte che ha scelto l’immigrazione in terra di Palestina, possa vivere e prosperare senza dover chiedere il permesso a chicchesia, e governandosi secondo regole democratiche.
    Ma, proprio perché ama la sua terra e il suo popolo, non può esimersi da critiche quando il suo popolo, anziché cercare di ottenere un futuro di pace e prosperità, rispettando le esigenze del vicino popolo palestinese, si comporta con l’arroganza di chi è militarmente più forte e può permettersi (ma fino a un certo punto, come gli eventi dimostrano) di dettar legge.
    Oggetto delle sue critiche sono i comportamenti dei governi israeliani e di una parte della società civile che non tengono conto delle sofferenze del popolo palestinese. Per esempio, in merito agli accordi di Oslo, e ai negoziati successivi, tutti terminati in clamorosi fallimenti, certamente riconosce la responsabilità di Arafat e di una politica palestinese irrigidita su posizioni inaccettabili per Israele, come ad esempio, il riconoscimento del “diritto al ritorno” dei profughi. È evidente che un simile diritto metterebbe in discussione la natura ebraica della stato di Israele, per ora giustamente non toccabile. Ma d’altra parte Grossman non lesina critiche neppure agli Israeliani, che si sono dimostrati molto parchi in concessioni che riguardano la realtà stessa di uno stato Palestinese. Testualmente Grossman legge in questo modo le concessioni israeliane: «Chiunque avesse dato ascolto in quegli anni alle lamentele e agli avvertimenti dei palestinesi in merito agli accordi di Oslo e alla realtà che ne sarebbe scaturita – uno stato palestinese minuscolo, frammentato, dominato da una massiccia presenza israeliana e sottomesso alle rigorose necessità di difesa d’Israele – avrebbe potuto intuire che qualche cosa non andava.» (Due anni di intifada, settembre 2002) Ma, afferma Grossman, Israele non solo non ha avuto la sensibilità necessaria, ma ha aumentato gli insediamenti in terra di Cisgiordania e non ha lesinato umiliazioni ai suoi potenziali futuri vicini.
    A questo punto, Grossman non può fare a meno di capire, ma anche di disapprovare, le risposte terroristiche dei palestinesi, che a loro volta richiamano violenza di rappresaglia, e via ammazzando.
    Per concludere: Grossman è ottimista o pessimista? Da una parte il suo pessimismo sorge dalla constatazione che situazioni di insicurezza come quelle perpetrate dagli attentati con l’elevato numero di civili innocenti uccisi, tendono a radicare nello stato d’animo della popolazione israeliana l’illusione che la sicurezza possa essere trovata in un uso sistematico della forza; quindi dalla constatazione di una deriva della società israeliana verso l’esaltazione dell’aggressività, della violenza, del razzismo e verso una riduzione degli spazi di democrazia. Dall’altra il pessimismo riguarda l’evoluzione della società palestinese verso processi ancor più pericolosi, quelli di una società che manda i suoi giovani a suicidarsi e a uccidere civili innocenti. «Nell’attimo in cui la possibilità di commettere un’azione così terribile prende forma nella coscienza di un popolo, è destinata a rimanervi per sempre. Non c’è da stupirsi se i palestinesi moderati sono spaventati quanto gli israeliani da questo fenomeno.» (Lo stato delle cose, marzo 2002).
    Ma non manca neppure una volontà di ottimismo. Se non altro la speranza che venga alla luce, prima o poi, ma forse troppo poi, il concetto che questa è una guerra che non si può vincere.

    La saluto cordialmente e mi complimento con lei per la chiarezza di giudizio e di espressione, nonostante tutto i lettori del blog forse sono migliori dell'autore stesso o quanto meno più svegli

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E ancora una volta concordo sia con Pia sia con l'autore del precedente post.

      Non ho letto Grossman, ma ho seguito attentamente l'inchiesta di Barnard, uscita anche in versione cartacea, in serie di conferenze e su Report 'Perchè ci odiano'. Di fatto anch'egli, ritenendo l'argomento molto delicato, ha portato documenti e dichiarazioni fatte da rabbini ebraici, proprio per salvaguardare l'imparzialità e l'attendibilità della sua ricerca.

      Lo stesso Noam Chomsky ha lanciato un j'accuse tremendo e questo è il documento tradotto:

      http://www.osservatorioiraq.it/speciale-gaza-il-jaccuse-di-chomsky-alla-stampa

      Sembra che solo il sig. Modigliani si sia barricato dietro alla sua ideologia, lanciando anatemi di antisemitismo. Io, per carità, non mi sogno nemmeno di approvare i metodi terroristici palestinesi, ma non posso nemmeno chiudere gli occhi davanti alla sofferenza di un popolo che è stato completamente schiacciato dopo essere stato derubato delle terre che coltivavano, dopo gli stupri subiti dalle loro donne e si sa come poi sono proseguite queste persecuzioni. Con l'odio e la violenza reciproca. La Palestina è stata considerata terra di nessuno, ma non lo era, gli arabi abitavano lì, lavoravano lì, senza magari un monarca o un governo, ma c'erano, erano persone, esseri umani. Sono stati ritenuti 'negri ignoranti' e cacciati. I palestinesi sono un popolo che ha reagito ad anni di sopprusi a cominciare dall'impero ottomano, quindi molto più indietro nella storia. Ci passarono anche gli inglesi dalla palestina e solo in seguito gli israeliani. Ma non per questo si è antisemiti, assolutamente. Il riconoscere la persecuzione verso il popolo palestinese non significa non riconosce l'altrettanta persecuzione verso il popolo ebraico. Ma non solo verso il popolo ebraico. L'impero nazista ha perseguitato oltre gli ebrei, zingari, malati, omosessuali... di qualsiasi nazione, anche i nostri italiani. Purtroppo.

      Elimina
    2. @Pia: si che lo conosce bene questo Grossman ("e' una persona dolcissima...")! Considerato che ha fatto tutto in pochi giorni, lei e' davvero 'speciale'.

      Elimina
  51. cara signora lei ha tanti buone intenzioni e nobili sentimenti perció vorrei proporle una semplice riflessione. Stato "ebraico", sa cosa significa esattamente? Significa Stato etnico, cioè esclusivo, cioé razzista e quindi nato sulla pulizia etnica e quindi incompatibile con la democrazia.
    Lo Stato etnico sempre ed ovunque si fonda su una pretesa superiorità di gruppo, in questo caso determinato da un a presunta affinità etnico-razziale ( a questo proposito si può consultare il lfamoso libro di Shlomo Sand ) e su una mitica genealogia.
    Siamo davanti ad un torto storico a cui deve essere posto rimedio esattamente come avvenne con il Sud Africa ( ai tempi dell' apartheid grande alleato di Israele ) Chiudo con le parole di un o stimato rabbino, Leibele Weisfisch, più utili credo di quelle tanto osannate di Grossmann : " il nazismo ha distrutto il Giudaismo fisicamente, ma il sionismo lo ha distrutto spiritualmente "
    E ricordi che giustificare la natura ebraica dello Stato di Israele vuol dire accettare gli obiettivi ideologici del sionismo, l'apartheid e l'implacabile colonizzazione dei Territori Palestinesi.

    RispondiElimina
  52. ovviamente si sono accavallati i commenti....rispondevo a Pia.

    RispondiElimina
  53. Salve, io sono Alessandro, e premetto che l'argomento lo sto approfondendo in questi giorni come mai ho fatto prima. E leggo quello che ha scritto Modigliani e lo vado a controllare, dovunque posso su internet, la veridicità dei suoi interventi. Ho letto quello che hanno scritto i commentatori e sono andato a controllare la veridicità di questi altri interventi.
    Gli interventi del blogger sono molto interessanti e gli ho anche trovati, da fonti che sembrano attendibili!
    Quello che hanno scritto i commentatori gli ho trovati in parte. Perché? Perché alcuni interventi erano più che altro degli insulti, e non si riesce a capire perché (e il bello che parlano pure di censura!), poiché non argomentano (anche se avessero ragione non si può capire il perché). Altri non sono delle risposte, ma un cambio di argomento (in stile talk-show italiano, cambiano continuamente argomento, non si capisce niente e a uno che non conosce l'argomento gli passa la voglia di approfondire).
    Io vedo questo: un blogger pone un argomentazione molto dettagliata nel suo blog, su un argomento molto complesso come questo. E i commentatori lo insultano perché il blogger in poche parole dice: "tutti ce l'hanno con Israele, giornali compresi, ma Israele non é l'unica che c'entra in questa storia". Se Sergio ha torto vorrei sapere perché. Risulta un pò dovunque che il re Hussein fece una strage dei palestinesi che vivevano in Giordania e da li nacque Settembre Nero. Lo fate passare come un filo-israeliano dimenticandovi in che zona é Israele. Che avrà fatto anche svariati crimini di guerra, ma é l'unica? Pare di no, anche Hamas ha compiuto svariati crimini di guerra. Anche la Siria risulta averne commessi parecchi. Anche l'Egitto. Tutte dittature o finte democrazie. Ne ha fatti di più Israele? Ok! Ma che vuol dire? Che chi compie 1000 crimini di guerra é cattivo e chi ne compie 150, 400 o 600 é buono?
    Se siamo tutti contro Israele é come se combattessimo la stessa causa affianco a: Egitto, Qatar, Siria, Kuwait, ecc.... Tutte dittature o finte democrazie. Io starei attento alle parole che si usano contro qualcuno o a favore di qualcuno. La libertà e la conoscenza, la dobbiamo andare a cercare ogni giorno, ma con il confronto. Con l'insulto diventiamo proprio come sono i dittatori.
    Un saluto a tutti.

    Alessandro Esposito

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quindi, poiche, come tu sostieni: "Israele avrà anche fatto svariati crimini di guerra, ma è l'unica?..." Giustifichiamo la perpetrazione di crimini disumani visto che al mondo c'è chi fa di peggio???

      Alessandro, prova a rileggere il post precedente. Qui si contestà l'inattendibilità e la non completezza dei dati forniti da Sergio.

      Da dati inattendibili non possono che scaturire ricostrozioni inattendibili, non spendibili per la risoluzione di un problema, quello mediorientale, a cui tutti vorremmo trovare una soluzione.

      Poichè nessuno dubita dell'intelligenza di Sergio, è manifesta la sua totale malafede.
      Nemmeno si è degnato di fornire una risposta alle critiche che civilmente gli son state mosse.

      gli insulti sonosempre deprecabili, ma ripeto, la maggior parte degli utenti (tranne infelici eccezioni) ha chiesto e continua a chiedere spiegazioni.

      Tutti possono riempirsi la bocca di parole come LIBERO PENSIERO, ma non esiste libero pensiero senza un'accurata informazione, che nn sia di parte e che sia supportata da fonti... altro che odio e amore...

      Elimina
    2. "Lo fate passare come un filo-israeliano dimenticandovi in che zona é Israele."


      chiedi ad un palestinese di disegnarti la palestina e chiedi ad un israeliano di disegnarti israele... poi vediamo un po' in che zona sono l'una e l'altra...

      Non è certo così che verremo a capo del problema...


      itaco.co.co.

      Elimina
    3. Caro Anonimo, io non giustifico Israele, anzi ho pure scritto:"Ma che vuol dire? Che chi compie 1000 crimini di guerra é cattivo e chi ne compie 150, 400 o 600 é buono?"...e quando ho scritto 1000 intendevo Israele. Come hai fatto ad avere frainteso lo sai solo tu. Comunque sarò più esplicito: sono contro a tutte le nazioni che ammazzano civili neutrali, che praticano la guerra, e che hanno degli interessi economici nel creare confusione, miseria, morte e ignoranza.
      La cosa che mi lascia perplesso é che si parla d'Israele e degli infanticidi. Pare che tutti i giornali si siano accorti adesso che i bambini muoiono in guerra. Solo in questa guerra? Io non sto mettendo in dubbio che Israele abbia fatto questi crimini di guerra, anzi, ne sono sicuro per deduzione. Come sono sicuro che i bambini muoiono di guerra e di fame in tante parti del mondo. Come in Qatar, che però é prima nella classifica mondiale del PIL pro-capite. Ciò vuol dire che se i dittatori del Qatar spartissero la ricchezza del paese, starebbero tutti bene e nessuno morirebbe di fame.
      Cosa voglio dire? Caro anonimo, e cari commentatori orripilati dagli infanticidi, se volete parlare di questo argomento, non parliamo solo d'Israele però, parliamo anche delle altre nazioni dove ciò succede. Così si sensibilizza su una questione. Se no diventa una scusa per attaccare Israele, perché si é solo contro di loro. Non é credibile.
      Un'altra cosa: ho letto tutti i post precedenti e ho visto che alcuni considerano inattendibili i dati di Sergio, ma come ho scritto nel post precedente, non dicono quali! E invece di specificare, o lo insultano, o cambiano argomento o lo prendono in giro. Questo sarebbe un modo di criticare attendibile?
      Per esempio, oh anonimo, ritagliare parti di frasi di un contesto molto grande e chiedere spiegazioni, non é un modo di criticare attendibile. Soprattutto poiché
      si pubblica una risposta ad una lettrice, e Sergio parte così:"Sono d'accordo con lei, non esiste una violenza buona e una violenza cattiva; in compenso, però, esiste una buona informazione e una cattiva informazione. Le faccio un esempio.(...)"
      Il nostro Sergio non ha scritto:"adesso vi racconto tutta la verità sul medio-oriente e su Israele"...allora si che ci sarebbe una non-completezza di dati da parte di Sergio.

      Saluti

      Elimina
    4. Bravo, Alessandro, finalmente un po'di buon senso. Era ora, visto che la tregua in quel di Palestina l'hanno raggiunta gia' qualche giorno fa!

      Vorrei aggiungere: a proposito di democrazia e liberta' d'espressione, da che pulpito viene la predica! In un paese dove queste cose scarseggiano, si ha anche la pretesa di risolvere i problemi degli altri, e in questo modo, poi...

      Elimina
    5. Il commento é arrivato mentre scrivevo il post, quindi rispondo adesso a itaco.co.co.: già che ci sei, chiedi a un'italiano qualsiasi di disegnare la cartina di tutto il Medio-Oriente e se avanza un po di spazio nel foglio di carta, chiedigli di scriverti la situazione dei diritti umani in tutte le nazione del MO. Poi scannerizzalo e pubblicalo nel tuo blog....non é una provocazione, mi piacerebbe davvero vedere una cosa del genere. Significherebbe che uno sa di cosa sta parlando e che il livello della cultura italiana sta aumentando.

      Elimina
    6. " Cosa voglio dire? Caro anonimo, e cari commentatori orripilati dagli infanticidi, se volete parlare di questo argomento, non parliamo solo d'Israele però, parliamo anche delle altre nazioni dove ciò succede. "

      pienamente d'accordo. ti sfugge solo un piccolissimo particolare: l'oggetto del post è israele e palestina. Stop.

      " Per esempio, oh anonimo, ritagliare parti di frasi di un contesto molto grande e chiedere spiegazioni, non é un modo di criticare attendibile. Soprattutto poiché
      si pubblica una risposta ad una lettrice, e Sergio parte così:"Sono d'accordo con lei, non esiste una violenza buona e una violenza cattiva; in compenso, però, esiste una buona informazione e una cattiva informazione. Le faccio un esempio.(...)"
      Il nostro Sergio non ha scritto:"adesso vi racconto tutta la verità sul medio-oriente e su Israele"...allora si che ci sarebbe una non-completezza di dati da parte di Sergio."


      pienamente d'accordo. ti sfugge solo un piccolissimo dettaglio: il nostro Sergio non può parlare a nessun titolo di buona informazione visto che già nel post precedente ha riportato numerose inesattezze, leggi DATI FALSI!!!(vedi: portaerei cinesi, descrizione di rivolte in Congo ecc)e per nessuno di questi si è preoccupato di fornire spiegazioni.

      Questi sono dati, sono fatti conclamati e certi.
      Apri gli occhi!!! Chi ricostruisce fatti da dati falsi non può parlare di buona informazione.

      Suona come una presa per i fondelli!!!

      Elimina
    7. Non direi, anonimo, l'oggetto e l'argomento é l'informazione che noi abbiamo su ciò che succede tra Israele e Palestina. Stop. Il che é un pò diverso. Se parliamo del tipo di informazione che c'é su questo argomento, Sergio ha ragione. Poi per carità fa diversi errori ogni tanto, ma li ammette. Poi non ho letto tutti i suoi post.

      Che titolo deve avere uno che fa informazione? Se intendi che deve essere nell'albo dei giornalisti e scrivere per un grande giornale, forse é meglio di no visto che la stampa, i media e l'informazione italiana, definirla corrotta é un eufemismo. A proposito, vedo che lo giudichi uno che racconta balle. Tu mi hai detto:"(vedi: portaerei cinesi, descrizione di rivolte in Congo)"...io quando leggo un'informazione nuova la vado a cercare in italiano (quando si parla della barbie) o in inglese (quando si parla di cose serie e di politica internazionale) se c'é da qualche altra parte per confrontare, capire, ecc....Sulle rivolte in Congo é la verità:
      http://italian.ruvr.ru/2012_11_18/95011793/

      Sulle portaerei cinesi, dipende, o é una balla o é più informato della media, sta di fatto che non ne trovo riscontro, ma la verità mi sa che la sapremo tra qualche tempo, visto che in molti si chiedono cosa ha in mente di fare la Cina con la portaerei comprata dall'Ucraina (http://shanghaiist.com/2011/08/12/the_purpose_of_chinas_new_aircraft.php), una delle più maestose al mondo, e nessuno crede che sarà una costa crociera. Certo non ci sono info in italiano che parlano di due portaerei davanti al Senegal, ma i rapporti tra Cina e Senegal sono molto forti e chissà che non l'hanno fatto di nascosto. Poi la Cina non mi sembra che sia così poco unilaterale da chiedere all'ONU o agli Stati Uniti "vi da fastidio se mettiamo due porterei davanti al Senegal?". La nazione più potente al mondo, opinione mia, é la Cina. E se non è così ha tutte le carte in regola per esserlo e per fare quello che vuole adesso, chissà quanta informazione ha in mano....non voglio neanche pensarci.

      Quindi apriamo gli occhi tutti quanti, e cerchiamo la verità ogni giorno (magari in altre lingue), confrontiamoci e non insultiamoci. Guardiamo i dettagli. E non parliamo di Sergio come una persona in malafede, solo perché non é d'accordo con noi. Basta con questa malafede campata in aria.

      Un saluto e un augurio di cercare ogni giorno la verità.

      Elimina
    8. Bene. Sarebbe bastato che Modigliani mettesse le fonti di quello che ha detto anche in ostrogoto, poi mi sarei arrangiato. Invece non l'ha fatto perché ha scritto cazzate caro mio. Neanche quella del Congo è vera perché lui ha specificamente parlato di Brazzaville. Basta difendere l'indifendibile. E' un sòla.
      Sergio

      Elimina
    9. A parte il fatto che io stesso ho detto che potrebbe essere una balla, sono sicuro che ti saresti arrangiato a trovare un altro modo per attaccarlo. L'informazione é in mano ai potenti, e quindi a volte si può anche sbagliare. Per dire che una persona é in malafede o "un sola", ci vuole qualcosa in più. Forse non ti sei reso conto che tutto il mondo é attaccabile. QUALUNQUE COSA. Lui ha smesso di rispondervi perché state trovando QUALUNQUE motivo per attaccarlo, e lui si é stufato. Io non difendo nessuno, ma non vedo perché dovrei attaccarlo! Io leggo i suoi post, come quelli di altri, e se devo dare un giudizio, aspetto un pò di tempo, confronto e quando sono sicuro do un giudizio. Io adesso non sono sicuro di tante cose in generale e aspetto a dare un giudizio. Beato te che sai tutto. É una questione di onestà intellettuale nei miei stessi confronti, o forse é umiltà, ma che ne so! Ma il modo in cui certa gente attacca il prossimo, mi fa capire molte cose. Qua tutti hanno fretta di dare un giudizio su delle informazioni che non si trovano. Perché non si trovano? Nessuno se lo chiede. Leggendo questi commenti sembra che non é mai esistito un tentativo di controllare l'informazione da parte di qualcuno più potente o meno potente, sembra che il Qatar non abbia mai comprato l'ANSA (e mezza europa), sembra che Israele sia l'unica nazione che produce guerra e odio (l'Italia non c'entra niente con la guerra invece, non produciamo armi e non le vendiamo in tutto il mondo, no eh? Meglio occuparsi di Israele che noi invece diamo l'esempio a tutto il mondo). Non é una questione di difendere, ma se devo attaccare qualcuno non starei di certo nel blog di Modigliani, ma nel blog di qualcuno che conta di più (e che di sicuro oscurerebbe tutti i commenti, quindi é meglio attaccare qualcuno che presta il fianco, vero?). Ma sicuramente mi sbaglio, in questo paese l'unico che spara balle é Modigliani, é meglio stare qua ad attaccare lui che attaccare il TG1: tra l'altro oggi mi sa che c'é il servizio sul "campionato mondiale di braccio di ferro femminile under 16"! Andiamo tutti a vederlo! Loro si che non dicono balle! Poi torniamo ad attaccare Modigliani e poi ci facciamo una bella dormita con la coscienza a posto! Ah che bello!

      Saluti, con la speranza di smetterla di farci la guerra nei forum, tanto alla fine che difendiamo o attacchiamo qualcuno o che siamo neutri, ci sarà sempre qualcuno a cui staremo sulle palle e troverà un motivo qualunque per attaccarci!

      Elimina
  54. la storia è un insieme di interessi sistemati per ordine economico (cit. mia)

    RispondiElimina
  55. visto che al mistero delle due portaerei cinesi, il nostro ospite, non darà mai risposta... restando in tema sarebbe da valutare la presenza (questa si certa) di una portaerei statunitense nel golfo persico.

    Da "occidentale" non posso che ritenermi contento e maggiormente sicuro di tale presenza per fini meramente tattici e di vigilanza...

    Ma cosa sarebbe successo se l'Iran avesse deciso di piazzare una sua portaerei (che peraltro non ha)a poche migliaia di chilometri dall'isola di Manhattan ?

    La domanda, dunque, non è se tale presenza sia utile o meno, se sia un bene o un male... ma se è giusta o no!

    La visione delle cose passa così da un ottica utilitarisca (dal bene, di una parte) ad un' ottica di giustizia.

    Vi può essere libertà senza giustizia?

    Krez

    RispondiElimina
  56. Siamo tutti caduti nel trappolone del libero ma non esplicito pensatore, il quale a specifiche domande su come la pensa circa i bombardamenti israeliani come risposta agli attacchi palestinesi e se lui sia o no filo Nettanhyau non solo ha svicolato, ma come si dice a Roma l'ha "buttata in caciara". A questo punto credo che l'ineffabile debba uscire allo scoperto e "non rispondere a una domanda con un'altra domanda". E' un trucco troppo vecchio e abusato e da quello che leggo i lettori-commentatori non hanno l'anello al naso. Tra le altre cose vista la sua insistenza nel sostenere che le notizie sull'argomento sono false e drogate da finanziamenti occulti di parte ci risponda se anche lui è pagato da qualcuno. Finora ha lanciato solo invettive ma in concreto non si è mai scoperto. A questo punto suggerisco tra le altre una lettura interessante "Mossad base Italia".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gentile signora, come si dice a Roma, lei si che mi pare di coccio! Ha quasi monopolizzato il blog con i suoi commenti, ha ottenuto risposte dai commentatori e dallo stesso Sergio, ma si dichiara insoddisfatta. Forse dimentica un piccolo particolare: che nessuno l'ha invitata a questo banchetto e se il pranzo non è di suo gradimento è libera di andarsene, inoltre nessuno le chiede di pagare il conto. Non penso che il cibo preparato dal blogger sia avvelenato e, siccome ognuno di noi, si presume, è una testa pensante e responsabile,ognuno di noi è in grado di dedurne ciò che crede.

      Sergio ha le sue posizioni che si possono condividere o non condividere, può essere incoerente con i suoi principi. Lo si può criticare, ci mancherebbe pure, ma non si può pretendere di più. E' come se io, emerito sconosciuto, entrato a casa sua perché lei è una persona educata e gentile, pretendessi di cambiarne la disposizione dei mobili, rovistassi nei suoi cassetti e mi arrabbiassi perché lei non approva il mio comportamento.

      Elimina
    2. E se fosse un agente del Mossad che facciamo? Lo bruciamo sulla pubblica piazza? Occhio per occhio dente per dente?

      Elimina
    3. Ma nino p. che dice?. Ma se Modigliani ha fatto un post di risposta proprio alla signora Pia Di Benedetto nominandola (lasciarla anonima no eh?). Cazzo, mi pare che abbia tutto il diritto di controbattere anche "monopolizzando" il blog. Infatti Modigliani accorgendosi che la signora non si accontentava di rispostine di circostanza, ha visto bene di defilarsi e di farci scannare tra di noi. Vecchia tattica, la usa anche Grillo nel suo blog: anzi lui proprio non risponde MAI tanto per non sbagliare.
      Sergio

      Elimina
    4. D'accordo, Sergio, stiamo sbagliando tutti. Ed allora? se continuiamo a guardare il dito e non la Luna rimarremmo sempre a beccarci fra di noi come i polli di Renzo, mentre il mondo va avanti. Con le nostre diatribe, con gli schieramenti da tifosi non risolveremo né il problema del Medio-Oriente e né i problemi del cortile di casa nostra, tant'è che siamo tutti presi nel trappolone della disinformazione di massa. Nel più classico dei classici: tenerci divisi ed isolati per fotterci meglio. Come fanno Grillo e tutti gli altri presunti leaders e minileaders, si parva licet.

      Elimina
    5. Guarda che io ho individuato bene il problema e anche la Luna e non state sbagliando tutti. Ho solo detto che questo è il modo di fare di Grillo e ahimè anche di Modigliani, ma anche di tanti altri blogger (ci ho fatto il callo). Poi mi sembrerebbe che alla fine lei mi dà ragione .... mah. In tanti fanno disinformazione ma mi sarei aspettato che Modigliani con le storie del Vero e del Falso non la facesse. Mi ero sbagliato.
      Sergio

      Elimina
  57. Sicuramente lei e' una persona ostinata, cara Pia! L'autore l'ha invitata, molto educatamente, a pubblicare i suoi deliri da qualche altra parte, ma lei continua a fare figure barbine. Se l'e' letto bene il post? SI TROVI UNO PSICHIATRA.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A questo punto siamo al delirio totale. Chi dissente viene tacciato di demenza ed invitato a ricorrere a cure mediche. Sembra una conventicola di ben allineati accoliti che si compiacciono nel darsi ragione l'uno con l'altro e nel dare dell'eretico a chi la pensa diversamente invitandolo addirittura a delirare altrove. Altro che libero pensiero. Jonathan Littell nel suo libro Le Benevole faceva dire ad un nazista: "Gli ebrei sono i primi veri nazionalsocialisti, da quasi tremilacinquecento
      anni ormai, da quando Mosè ha dato loro una Legge per separarli per sempre dagli altri popoli. Tutte le nostre grandi idee vengono dagli ebrei, e noi dobbiamo avere la lucidità di ammetterlo: la Terra come promessa e come
      compimento, la nozione di popolo eletto fra tutti, il concetto della purezza del sangue. […] è per questo che, fra i nostri nemici, gli ebrei sono i peggiori di tutti, i più pericolosi; i soli che valga la pena di combattere. Sono i
      nostri soli veri concorrenti, in realtà. I nostri soli seri rivali." Comincio a sospettare che sia davvero così.

      Elimina
    2. Come in tanti blog, chi dissente dall'autore viene subito aggredito e preso per demente da alcuni utenti del blog (che poi magari si scopre collaborano direttamente col blog). Grillo in questo ha fatto scuola. Quindi vuol dire che la signora ha colto nel segno.
      Sergio

      Elimina
  58. Mi scusi, ma nel trappolone ci sarà caduta lei....

    RispondiElimina
  59. Israele è nata per un accordo internazionale e si è costituita cacciando, letteralmente a calci in culo, le famiglie arabe che li vivevano da migliaia di anni.
    La Storia, come sempre, è molto complessa. Chi sono gli Ebrei e chi sono i Palestinesi?
    Dopo la caduta di Masada, vi fu la dispersione degli ebrei, nota come Diaspora. La stessa cosa era successa circa 600 anni prima con la deportazione in Babilonia, ma in entrambi i casi è ingenuo pensare che l’intera popolazione lasciasse le loro terre e le loro case, per proseguire come esuli la loro esistenza.
    La nazione ebraica fu cancellata e i suoi capi costretti a lasciare il paese, ma la maggior parte della popolazione rimase dove era nata, accettando le restrizioni imposte dal nuovo corso romano.
    Se si legge attentamente la Bibbia ci si accorge che la stessa cosa era successa al tempo della deportazione babilonese, infatti la Bibbia riporta come al ritorno degli ebrei in Palestina sorsero all’interno numerosi problemi legati alle proprietà di coloro che stavano tornando e che nel frattempo erano state occupate da quelli che erano rimasti.
    La stessa cosa per la Diaspora, con la differenza che stavolta i dispersi non tornarono mai più in Palestina, ma crearono delle comunità di fedeli nei luoghi dove si trasferirono e tutte comunque nell’area del Mediterraneo.
    Chi sono quindi i Palestinesi? Sono i discendenti degli ebrei rimasti, che nel corso dei secoli avevano cambiato padroni e si erano convertiti all’Islam.
    Ma chi sono quindi gli Ebrei? Ci sono due fatti storici importanti, apparentemente slegati, da tenere in considerazione. Il primo è l’espansione dell’Islam e il secondo è la realtà dell’Impero Kazako.
    L’espansione dell’Islam provocò due effetti importanti, il primo fu la rapida conversione della maggior parte delle comunità ebraiche residenti all’interno delle aree conquistate, il secondo fu la conversione al Giudaismo di alcune tribù Kazare, che poi divennero regni, le quali volevano mantenere una equidistanza nel confronto tra il mondo Islamico e quello Cristiano.
    La Storia di quelle regioni è estremamente tormentata. Erano i discendenti degli Unni, ma dovettero subire le invasioni mongole di Gengis Kann e quelle turche di Tamerlano. Alla fine i loro Regni furono distrutti e le popolazioni costrette alla Diaspora verso Occidente, dove si costituirono in comunità ebraiche, i discendenti delle quali vengono oggi indicati con il nome di Askenaziti.
    Ecco come mai la maggioranza degli Ebrei è di etnia caucasica. In Israele il 90% della popolazione è Askenazita e vi sono delle forti discriminanti verso le comunità Sefardite (semiti) ed Etiope (africani).

    RispondiElimina
  60. Lo Stato di Israele è un assurdo storico da tutti i punti di vista e non è corretto dire che ormai c’è e quindi ha un diritto di esistenza. Non vi è alcun diritto, se non quello della legge della violenza.
    Non c’è possibilità di accordo, ne mai ci sarà, in Medio Oriente, perché non c’è spazio sufficiente per due popoli di cultura così diversa, a meno che uno dei due non rinunci alle proprie particolarità.
    L’altra opzione è quella dello sterminio di massa e del genocidio, che è poi quello che si sta verificando.
    Oggi c’è tregua, domani ci sarà ancora guerra, finché tutti gli appartenenti ad una delle due fazioni saranno morti.
    Dico che Israele è un assurdo storico, perché nella Storia situazioni del genere si sono verificate molte volte, ma quello che è sempre successo è che le popolazioni assoggettate sono sempre state reintegrate e dopo un periodo di assestamento, con il cambiare delle generazioni, assorbite dalla parte vincitrice. Qui le cose non stanno così. Israele ha problemi di spazio e non ha posto nemmeno per chi volesse trasferirsi. Ha un economia fragile che si regge basilarmente su aiuti esterni. Non hanno nessuna intenzione di integrare i Palestinesi, che sono pure di religione e di etnia diversa, ma solo di ghettizzarli in strisce di terra, aspettando che muoiano tutti per impadronirsi anche di quel poco. Questa è la politica israeliana nella Striscia di Gaza, vagamente somigliante a quella di Hitler nei campi di concentramento.
    E poi salta fuori qualcuno che dice: basta con la politica dell’Odio, diamo alla politica dell’Amore una possibilità. Si ok, ma quale? Quella dell’augurio di morire in pace?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il suo commento mi piace molto perchè esprime appropriatamente ciò che in gran parte penso anche io ,ma sopratutto perchè ha sapientemente e ottimamente fotografato molti lati della vera realtà. Ma , senza purtroppo saper dare una risposta, mi chiedo soventemente ogni qualvolta che si accendono i riflettori su questo amaro scenario, quale possa essere la strada da percorrere per addivenire ad una soluzione onorevole per tutti .

      Elimina
    2. Il commento di Democrito è sconvolgente per chiarezza ed assenza di ogni ipocrisia.
      Complimenti.

      Elimina
    3. Ringrazio Democrito per l'excursus storico succinto ma articolato che ha messo qui a disposizione di tutti.
      Però non condivido le sue conclusioni. Perché uno Stato israeliano e uno Palestinese non dovrebbero poter convivere pacificamente uno accanto all'altro? Come abbiamo fatto noi con gli Austriaci? Eppure in passato ci siamo scannati ben bene gli uni con gli altri. E anche coi nostri cugini e vicini francesi non è che siano mancati contrasti e legnate. Eppure siamo qui.
      Ma poi mi vengono in mente il Sud-Africa, il già ricordato (dalla dott.ssa Di benedetto che citava Grossmann) caso dell'Irlanda, la situazione di vera e propria macedonia cultural-razziale che è la Gran Bretagna raccontata molto bene da Alessandra, in alcuni dei suoi passati commenti.
      Quindi, stabilire a priori che le "culture" arabo-palestinese ed ebraico-israeliana siano intrinsecamente incompatibili tra loro, mi sembra come minimo fuorviante, e forse anche un po' fazioso, nel senso di fan della fazione nichilista e apocalittica. Sarebbe più corretto e costruttivo parlare di errori di impostazione di Israele nella sua politica attuale di continua apertura all'immigrazione massiccia di ebrei dall'estero. Questo sì che rende la crescita demografica israeliana accelerata a un punto tale da produrre un inevitabile espansionismo colonialista ai danni dei vicini -- come la debole e perciò più malleabile Palestina, certo, ma anche come il Libano e l'Egitto, e altre nazioni dell'area che certamente non staranno a guardare senza provare a fare i loro giochi per arginare la piena.

      Marilù L.

      Elimina
  61. Caduti nel trappolone?
    Lol...c'ho messo due post di tempo per capire il soggetto.

    La cosa che un po' mi preoccupa e' che ci e' cascata della gente in gamba. Spero si siano ricreduti...

    RispondiElimina
  62. Guardare il mondo con i nostri occhi e' guardare il mondo con dei occhi orbi dei occhi degli altri. E' il nostro destino. Qualcuno si e' preso la briga di consultare una enciclopedia, un libro. Si e' messo a parlare di sefarditi e askenazi. C'e' una cosa che non esce da questi post.
    Una cosa semplice e mai capita.
    Un ebreo tedesco era ed e' una persona che si sente profondamente tedesca. Un ebreo italiano e' uno che si sente profondamente italiano, anzi romano o milanese, lo stesso l'ebreo francese, polacco, austriaco, americano.
    Per capire quanto profondamente domandatelo ad un ebreo e poi fate la stessa domanda non a un altoatesino ma a un trentino.
    E', ed immaginiamolo, sentiamolo, come se a noi ci fosse detto che per un nostro particolare difetto ce ne dobbiamo andare.
    Israele nasce da questa gente. Nasce con una carta di credito che e'la Shoa. Viene accolto nella comunita' e dalla comunita' internazionale. Doveva essere uno stato piccolo, democratico e non solo delle genti di Israele. Sta fallendo, se non e' già fallito come esperimento. Gia' la creazione di due stati diversi e' un fallimento.
    Prima che ebreo umano. La creazione di un ghetto, chiamiamolo pure una situazione di apartheid alla sudafricana e' l'ultimo scalino che porta Israele a consumare la sua carta di credito. Vorrei dire rischia, ma di fatto e' gia' sulla via di diventare quelli da cui e' sfuggito. Per ridicolo che sia, oggi, in questo contesto, parlare di uno stato unito di ebrei e palestinesi, ormai come idea nella spazzatura, io la continuo a pensare come unica soluzione. Non vi sono altre legittime. Nessuna che puo' dare risultati nel lungo tempo. Ne' ai palestinesi che senza Israele sarebbero assorbiti e ghettizzati dai loro vicini, ne' per Israele stessa che vede finire
    l'ideale che l'ha fatta nascere. E a questo punto chi mai dovrebbe preoccuparsi di difendere uno stato che l'unica soluzione che ha trovato e' la "soluzione finale".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quante chiacchiere. Il problema non e' Israele ma il fatto che sia lo stato ebraico. Tu vorresti un unico stato ebraico per israeliani e palestinesi? Capisci la stronzata vero?
      O forse vuoi un unico stato che sia solo stato e non ebraico?
      E anche qui: capisci l'assuridta' anche solo di proporre una cosa simile?
      Purtroppo ci sara' una soluzione finale e questa volta la metteranno in atto gli ebrei israeliani.

      Elimina
    2. lo stato ebraico funzionerebbe perfettamente se tutti i suoi cittadini fossero ebrei, questo vale ovviamente per ogni stato etnico. Quindi, allo stato attuale delle cose, credo...solo per gli Ottentotti o gli Uiguri o i Samoiedi...

      Elimina
  63. Volete un messaggio di pace e solidarietà e condivisione?
    Eccolo:
    Si chiama "Sentiero Umano di Solidarietà Ambientale & Artistica"
    Qui: http://www.sentieroumano.it/

    Ci vediamo lì il 21/12/2012. Io ci sarò.

    Ciao
    Dario

    RispondiElimina
  64. (Fiumi di parole...ed intanto molti esseri umani sono morti - e tantissimi ne moriranno ancora!!- L'unico dato di fatto che noto in questi fiumi di parole e che neanche Voi riuscite a essere obiettivi e trovare un intento comune. E volete che i diretti interessati, che subiscono tutti i giorni, possano essere d'accordo tra loro??? Finchè ci saranno armi da vendere, la zona del mondo più cruenta ed in vista, rimarrà tale perchè nulla possiamo contro il potere dei soldi se non l'ammissione di crimini inconfutabili.)

    -AleManetta-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma guarda che io, personalmente, sono obiettivo. Modigliani è un sòla. Dato che è ebreo pensa che debba difendere Israele ad ogni costo. E comunque lo sto criticando da diversi post non solo da questo penoso.
      Sergio

      Elimina
  65. Destra sinistra, bianco nero, bene male, buono cattivo,vittima carnefice, ecc....
    Non esistono italiani e francesi, o ebrei e ariani, o israeliani e palestinesi, esistono solo persone che stanno di qua e di la di un ipotetico "confine".
    E queste persone sono tutte composte dagli stessi elementi (materia) minimali, gli stessi che formano un albero o un sasso.
    Gli atomi.
    Quello che veramente siamo in effetti tutti noi, come le persone di qua e di la del confine (ovviamente inesistente nella realtà), è quella forza che lega assieme quegli atomi e li compone in qualcosa di più specifico, di concreto, con più o meno consapevolezza.
    Una particolare forza o energia, se così la vogliamo chiamare, invisibile e unica per tutti.

    E tu cosa ritieni di essere? il cumulo di atomi tenuti assieme in qualche modo o l'energia che fluisce eterna e che li lega e li rende ... "vivi" ?

    Fa quasi tenerezza pensare che esistono "cumuli" di atomi che vedendosi diversi da altri cumuli di atomi, credono di essere migliori, senza rendersi conto che sono nulla senza la forza che li aggrega e li mantiene "in piedi", la stessa forza che compone gli altri mucchi di atomi, dall'altra parte del confine.

    Provate per gioco (ma anche no) a vedere per un attimo l'esistenza in questo modo, provate per un attimo a sentirvi quella "forza" che ci accomuna tutti: umani, alberi, animali, sassi, ecc.

    Chiudete gli occhi, rilassatevi, ascoltate (non con le orecchie, dai!), percepite, assaporate, cercate quel qualcosa di più interiore alla vostra pelle, alla vostra cassa toracica. Vi assicuro che se riuscirete a percepire, anche solo per un attimo, quel "profumo", o "gusto", o "colore", o "carezza, o "suono" che sia ... lo riconoscerete subito.

    Quello è l'Amore universale, e da quel momento non potrete più fare a meno di cercarlo e onorarlo.

    Ci vediamo li.
    Ciao
    Dario

    RispondiElimina
  66. Luigi Cesaro e il UOR... UORRURR... UORRUMM... UORRUBB... UORRERUMRURBAN... URBAN FORUM...

    http://www.youtube.com/watch?v=L1wRzYBp1IY

    Ma roba da matti...

    RispondiElimina
  67. Siete totalmente ragione. Dobbiamo vivere in pace.

    RispondiElimina