sabato 10 settembre 2011

Valter Lavitola è un pescivendolo. Niente più di questo. Ecco i dettagli sulla sua attività.

di Sergio Di Cori Modigliani


Questo post è una riedizione.
L'ho pubblicato, la prima volta, in data 10 settembre 2011, aprendo -questo blog è stato il primo a diffondere notizie precise e specifiche su di lui- la stura di commenti e interpretazioni su Mr. Dolcevitola, culminata nella intervista/truffa/barzelletta andata in onda su La7 alle ore 21.15 di mercoledì 28 settembre 2011.

Ci hanno preso per degli idioti.
Guarda caso le uniche tre domande vere, tre soltanto tre, non sono state fatte:

1). "Come mai lei, signor Lavitola, avendo come curriculum professionale, soltanto la direzione di un giornale che vende 1000 copie al giorno -quando va bene- è stato eletto Presidente della FIPE (Federazione Italiana Piccoli Editori) usufruendo, grazie all'opera devota dell'allora ministro Bondi, di speciali sovvenzioni dal comitato dell'editoria della Presidenza del Consiglio pari a circa 4,5 milioni di euro di soldi pubblici?"

2). "Come mai lei, signor Lavitola, risulta Presidente di una società che vende pesce, essendo questa la sua unica riconosciuta attività, con sede a Rio de Janeiro, e i bonifici provenienti dalla Banca d'Italia a nome di tutti i piccoli editori, risultano incassati presso una banca brasiliana a nome del suo socio, cioè una pescheria? Qual'è la relazione tra il pesce e l'editoria, nella sua testa?"

3). "Come mai il quotidiano da lei diretto ha ususfruito di sovvenzioni dallo stato pari a circa 17 milioni di euro in cinque anni, nonostante non avesse una redazione, non avesse redattori, non avesse neppure un ufficio, e nonostante fosse stata depositata presso la procura di Roma una denuncia da parte di due colleghi che sostenevano come il marchio da lei esibito, in realtà, fosse il frutto di "un'appropriazione indebita e truffa con raggiro"?".


Sarebbe bastato fare queste tre domande per poter garantire ai telespettatori un minimo di decoro professionale nel campo dell'informazione.

Quella intervista è stata un'ottima simulazione ben orchestrata.

Ripubblico qui di seguito il mio post del 10 settembre.

Chiedo scusa ai miei lettori che lo avevano allora cliccato perchè si tratta di una replica.
Ci tenevo soltanto a rinfrescare la memoria a tutti per poter ragionare con il proprio cervello e comprendere come la truppa mediatica asservita organizza le loro simulazioni.


10 settembre 2011.
32 siti di riferimento che lo riguardavano sono scomparsi dalla rete, non ci sono più.
Wikipedia che –per costituzione- impiega dai 10 ai 15 giorni per immettere i dati che riceve a correzione o ad aggiunta di una qualsivoglia biografia, questa volta ha impiegato otto ore.
Dal 6 settembre 2011 tutte le notizie che si trovavano pimpantemente in rete e che lo davano come delfino di Craxi, grande editore, socialista impegnato, ecc.ecc, sono scomparse nel nulla. Nada de nada. Nothing at all.
Cancellate.
Da oggi, trovate in rete soltanto gli estratti di tutto ciò che si dice di lui dal 4 settembre in poi.
Parliamo qui di Valter Lavitola, il pescivendolo.
Sia chiaro, non deve essere qui inteso come un insulto. Ci mancherebbe, me ne guarderei bene. Non è il mio stile e non appartiene neppure alla mia interpretazione dell’esistenza: vendere il pesce è un’attività nobile, se viene svolta rispettando la Legge e chi lo fa paga le tasse, merita lo stesso rispetto –e forse molto di più- di faccendieri malfattori o di severi cardiologi stimati che inguattano i soldi e non danno fatture dopo un’operazione a cuore aperto in clinica privata.
E’ semplicemente la sua professione “ufficiale”.
Niente di male.
Se non fosse per il fatto che la sua attività è stata messa in piedi da tutti voi che state leggendo questo post (nel caso siate proprietari di un passaporto della Repubblica Italiana).
Voi avete tirato su la sua azienda. Voi lo avete sponsorizzato. Voi lo avete finanziato.
Io no, perché tra il 1999 e il 2010 ero all’estero, in auto-esilio volontario a New York dove lavoravo come corrispondente estero e le tasse le pagavo lì.
Voi -nel senso con le vostre tasse- lo avete mantenuto, consentendogli la gestione di un piccolo impero che ha l’atroce sapore del KGB. Non perché Lavitola avesse a che fare con i servizi russi, no no, quanto piuttosto perché l’altra attività principale che lui ha esercitato con competenza, precisione, efficienza ed efficacia, ha il sapore della vita sovietica ai tempi di Breznev neli anni’80: uno dei responsabili dell’organizzazione e gestione della censura degli scrittori, editori e intellettuali scomodi nella sua qualità di Presidente del FIPE, la Federazione Italiana Piccoli Editori, carica che gli è stata attribuita –doveva per Legge essere un editore- sette ore dopo essere uscito dall’ufficio del notaio dove risultava editore legale della “International press, cooperativa editoriale” presentato e sostenuto dall’accoppiata “ufficiale” dei suoi due sponsor: Fabrizio Cicchitto e Sandro Bondi, i quali si erano fatti garanti della sua competenza intellettuale e professionale. Decideva quali erano gli editori che potevano avere accesso a sovvenzioni della repubblica. Decideva quali scrittori dovevano essere promossi, valorizzati, lanciati. E naturalmente quali, invece, no.
Migliaia e migliaia di cosiddetti scrittori e intellettuali negli ultimi dieci anni hanno usufruito di questo ben di Dio che voi tutti, cari lettori, grazie alla vostra generosità, avete elargito al pescivendolo.
Lo avete sponsorizzato voi, per una cifra (quella almeno ufficiale) che si aggira intorno ai 16.800.000 euro (sedici milioni e ottocentomila euro) in quattro anni dal 2004 al 2008. Soldi che la Repubblica Italiana ha elargito a Valter Lavitola, sia attraverso la FIPE, sia attraverso la cooperativa –in teoria proprietaria della testata l’Avanti- (ci sono tutti i riscontri a norma di Legge senza neppure uno sbaffo) ma quei soldi non sono stati investiti NEPPURE UN EURO in attività editoriali. Macchè.
Quei soldi sono andati subito in Brasile.
Dove sono stati impiegati come capitale di base per costituire (come ci viene riferito dai nostri solerti bloggers indipendenti brasiliani e argentini)  una società con sede prima a Recife, poi trasferitasi a Rio de Janeiro “’A EMPRESA PESQUEIRA” .
Tale società acquista pescherecci, barche che hanno curiose particolarità: vanno avanti e indietro attraverso l’oceano atlantico da Rio de Janeiro a Montevideo e a Buenos Aires, ma non tornano mai a casa con del pesce. Macchè, troppo banale. Davvero curioso: un’azienda surreale che  sarebbe piaciuta ad Andrè Breton: partono già carichi e tornano  –dopo aver fatto il giro di altre città del Sudamerica-  vuoti. Tutto qui.  La denominazione della società è “Empresa Pesqueira de Barra do Sao Joao” sede ufficiale a Rio de Janeiro. Nel 2010 (massima attività dell’azienda) la società apre una sede a Roma. I soci titolari sono soltanto due, Valter Lavitola, e Neire Cassia Pepes Gomez, una vecchia conoscenza dell'ufficio studi dell'FBI e dei giornalisti investigativi sudamericani e statunitensi che si occupano del grande traffico internazionale della droga nella grande nuova arteria Perù, Brasile, Argentina-Genova-Gioia Tauro. L’azienda non ha libri contabili ed è davvero, quanto mai curioso, che una società che si occupa di pescare tonni nei freddi mari del profondo Sudamerica apra la sua più importante filiale a Roma dove non ha, in teoria, nessun mercato.
Tutti i 17 milioni di euro che voi avete dato con le vostre tasse al signor Lavitola come editore (sovvenzioni dello stato come contributo editoriale) sono confluiti in Brasile per tirare su un’attività peschereccia.
Si vede che in Brasile le barche costano molto. E invece no.
L’azienda, infatti, ne possiede soltanto due. Neppoure tanto grosse, intendiamoci. Valore del mobile acquatico: 57 mila euro una barca, 83 mila euro l’altra.
Non hanno marinai, non hanno pescatori. Non hanno neppure reti. Nulla. Nada de nada.
Sono soltanto Lavitola e Pepes Gomez che fanno tutto da soli.
Da cui l’attribuzione della sua qualità di “pescivendolo”.
Porprio così. Infatti, per non incorrere in guai con il fisco brasiliano (piuttosto allegro intendiamoci, un po’ come in Italia –se non peggio- ma ogni tanto ci scappa anche un controllo) hanno presentato dei libri da cui si evince un enorme smercio di pesce pescato e venduto (ma non c’ è mai traccia e nessuno li ha mai visti alle aste mattutine dei veri pescivendoli) e una continua compravendita di barche, sembra addirittura 134 tra acquisti e vendite nel solo 2009.
In seguito a successive indagini nessuno tra gli acquirenti segnalati risulta corrispondere a persona o società esistente.
Anche se, di barche ne hanno sempre avute soltanto due.
Due nel senso di più di una e meno di tre.
Questa è l’attività principale del nostro pescivendolo.
Ufficialmente membro dell’ordine dei giornalisti fino a una settimana fa e presidente della federazione italiana piccoli editori.
Suggeriamo pertanto al solerte management di Wikipedia di aggiornare la sua biografia, e anche i nuovi siti web:
Valter Lavitola è un pescivendolo.
A quanto ci risulta, niente più di questo, per il momento.
Quantomeno sulla carta.
Pensavo che facesse piacere ai miei lettori essere informati del fatto che per ben dieci anni avete dato il vostro generoso contributo alla diffusione dell’industria ittica italiana, specializzata nella pesca del tonno nelle gelide acque del Sudamerica. Passando anche attraverso il vostro genrosissimo contributo alla diffusione della cultura e dell'intellettualità italiana nel mondo.
VI ringrazio a nome di tutti gli scrittori italiani.
Buona week end a tutti.
Raglia raglia Giovane Itaglia.


P.S. Ultim'ora: 18.30 del 29 settembre 2011. la Procura di Napoli ha denunciato Valter Lavitola per "truffa aggravata nei confronti dello stato in relazione alle sovvenzioni avute in qualità di diretttore dell'Avanti e come Presidente del FIPE".
Per fortuna, i magistrati, la vedono meglio -in questo caso- di Travaglio, Mentana e gli altri giornalisti ospiti di La7 che hanno scelto di sorvolare sugli spinosi argomenti..

16 commenti:

  1. Eccerto, che mi fa piacere contribuire all'industria ittica italiana nel mondo...
    (ma...dove nasce questo signore? Nel senso: che faceva prima di fare la sua comparsa nel mondo dell'editoria e/o del pesce? Non so perché, ma qualcosa mi suona familiare, in questa (parziale) biografia. Certi bei vecchi ma sempre attuali film di Coppola, mi ricorda..)

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  2. Arguto, spiritoso, implacabilmente interessante.

    Però adesso sig. Corimodigliani ci dica dove attinge alle sue informazioni per favore , visto che purtroppo è sempre l'unico a darle.

    Intendiamoci , non che abbia particolare motivo per dubitare, ed anzi sono piuttosto propenso a credere che ci si possa fidare.

    Ma per essere sicuri che anche lei , come in tante occasioni altri, non ci fornisca solo sempre una parte della notizia in modo da poter arrivare al compimento di un progetto

    Progetto che poi , per carità, potremmo anche condividere.

    Il sospetto è che notizie di questa portata non siano solo il futto di ricerche di pur bravi Blogger, ma che ci siano imbeccate di qualcuno che può attingere a fonti precluse ai più.

    Ecco, se non fosse troppo impertinente la domanda ,mi piacerebbe sapere di chi.

    In ogni caso grazie delle news , sempre molto apprezzate.

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  3. grande giornalismo d'indagine, complimenti.
    yuma, certe cose le leggi solo qui perche il 99.9% degli altri blogger fa un copia/incolla delle notizie delle agenzie, buttandoci in mezzo un po di critica che serve per stimolare gli scontenti che cercano il loro pane in internet.
    bravo Sergio, ce ne fossero altri di giornalisti come lei, ma in tv o nella carta stampata, almeno quei boccaloni degli italiani, pur senza capirci niente, leggerebbero notizie vere e dovrebbero cominciare a far funzionare il cervello.

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  4. dimenticavo, non solo la notizia e' interessante ma anche l'arte nella scrittura lo e' altrettanto.

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  5. @ Anonimo 10,47


    quei boccaloni degli italiani, pur senza capirci niente, leggerebbero notizie vere e dovrebbero cominciare a far funzionare il cervello.


    ... ecco, appunto !

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  6. ..e la partita si conclude con uno spettacolare "Golden goal" di Yuma .... (o forse un "Golden autogoal" di @Anonimo 10:47)

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  7. Cara/o Yuma, rispondo qui a lei, diciamo così, collettivamente, dato che sono in molti a chiedere, pretendere "esigere" che io chiarisca le fonti di provenienza delle notizie:

    1). La stragrande maggioranza dei bloggers -e ci aggiungerei una quota intorno al 95% dei quotidiani on-line- sono semplici contenitori di pubblicità che assolvono la funzione di assorbire l'enorme pletora di pubblicisti, aspiranti giornalisti, ecc., e che compongono i loro articoli copiando e incollando notizie che prendono in rete. I più decorosi aggiungono una serie di fonti da cui copiano. La stragrande maggioranza di queste persone non hanno nessuna esperienza nel campo del giornalismo, tampoco in quello della scrittura, e non hanno niente da dire se non l'ovvio che c'è in circolazione.

    2). Per quanto riguarda le fonti, in virtù della mia esperienza trentennale -mi sono iscritto all'ordine il 31 marzo del 1980- posso dirle che io ne rispondo (oltre che alla mia coscienza) alla magistratura ed eventualmente a qualcuno che si considera parte lesa o diffamata o calunniata e di conseguenza ha il diritto legale di denunciarmi.

    3). Anche nel caso un magistrato mi convocasse richiedendo di fornire le fonti, io mi recherei dal giudice accompagnato da un membro dell'ufficio legale dell'ordine, appellandomi al mio diritto professionale di non rivelare la fonte, a meno che non si tratti dell'unico caso nel quale un giornalista rinuncia alla propria prerogativa "quello di impedire l'esecuzione di un reato".

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  8. (segue)
    4). Se non le va bene leggere gli articoli senza conoscere le fonti, non so proprio che cosa dirle: non legga più gli articoli, oppure si informi, diventi giornalista investigativo, apprenda il mestiere e acquisisca la competenza necessaria per sapere come muoversi. Vedrà come le fonti le trova.

    5). La maggior parte delle notizie provengono da una competenza tecnica acquisita nei decenni, alla quale ci aggiungiamo anche il numero di conoscenze di un certo tipo di persone raggiunto in tanti decenni di pratica professionale. MI riferisco, per esempio, qui (e uso questo caso sperando che valga per tutti, così nessuno me lo chiede più)all'articolo raltivo alla prof. Christina Romer che ha sollevato diversi appetiti, alcuni davvero comici, per non dire penosi. C'è stata gente che ha insistito a lungo, anche con toni minacciosi "esigendo" di mettersi in contatto con lei (io ho risposto loro: fatelo)pretendendo che io fornissi indirizzo, numero di telefono,ecc.ecc. La signora Romer è una mia amica che ho conosciuto nel 1992, all'università di Berkeley, California, dove insegnavo al dipartimento di linguistica e letteratura italiana ed ero attivo politicamente nel sostenere il candidato democratico ecologista Al Gore. Ora, a lei sembra normale che io debba dare il numero di telefono di una mia amica personale a qualche sciamannato anonimo che ignoro chi sia? Arrangiatevi, trovate le strade per conto vostro. Questo è un blog, non è un servizio di segreteria dell'università, e neppure un ufficio di consulenze della comunicazione su come si dovrebbero scrivere gli articoli, su come si dovrebbe svolgere la pratica professionale. Se non siete in grado di rintracciare le fonti vuol dire che a) non sapete come farlo (e i giornalisti, per l'appunto, lo fanno per voi) oppure b)se le fonti non sono di facile accesso può forse voler dire che non vi è interesse alcuno da parte di chi gestisce il potere che si sappiano alcune cosette.

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  9. (segue e conclude)

    6). La maggior parte delle persone -soprattutto i giovani cresciuti nell'adorazione passiva del web- è convinta che "se non c'è nel web non esiste": questo è un falso ideologico. La verità è che, soprattutto per ciò che riguarda l'informazione politica, economica, militare è che "se non sta nel web e perchè non vogliono che ci sia". Capisco che getta nel più atroce dramma di frustrazione chi è abituato a pensare che "l'informazione" consista nel copiare qualunque cosa si trovi in rete, "incollarla" su facebook e lanciarla come se gfosse una notizia.
    Really sorry!

    7). L'unico caso in cui ho scelto di fare eccezione, consiste negli articoli relativi alla guerra di Lybia, nei quali ho citato in abbondanza le principali fonti di riferimento, per non incorrere in qualche problema -consentito dalla Legge- in virtù della violazione di segreti militari relativi alla propria nazione coinvolta in una guerra dichiarata e ufficiale, tuttora in corso, e ho usato ogni prudenza necessaria.
    E' stata una esperienza comunque interessante. I miei articoli sono stati abbondantemente saccheggiati consentendo a diversi bloggers sonnacchiosi e a diversi quotidiani on-line dilettanteschi di confezionare dei pezzulli che, almeno in questo caso, non contenevano corbellerie e sciocchezze prive di senso e hanno aumentato i loro contatti.

    8). Siete tutti talmente abituati male da quest'Italia allo sfascio permanente che non siete neppure in grado di cogliere le differenze tra professionisti dell'informazione e della scrittura e dilettanti allo sbaraglio; cui aggiungo anche l'impossibilità -da parte di chi seguita a scocciarmi con queste domande- di comprendere che esiste la competenza tecnica e il merito, due componenti essenziali della professionalità che in Italia sono state bandite e cancellate, provocando questa enorme confusione che spinge delle persone anonime a scrivere a dei professionisti "pretendendo" di ottenere delle risposte che la Legge consente di non fornire neppure a un magistrato in sede di interrogatorio ufficiale.


    Spero di essere stato esaustivo.

    Grazie per l'attenzione, soprattutto grazie a tutti coloro che seguiteranno a leggere i miei post per il gusto di farlo.

    Sergio Di Cori Modigliani

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  10. @Sergio
    il 99.9% di chi cerca le notizie in internet lo fa con lo stesso scopo di chi cerca le notizie sulla carta stampata o sulla tv, per GOSSIP. il rimanente 0.1% non sa cosa sta facendo. una percentuale infinitesimale capisce cosa sta accadendo nella sua vita. ma cosi' dev'essere oggi.

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  11. Egregio Sig. Di Cori Modiigliani ,
    estremamente dispiaciuto che Lei si sia scocciato.

    Non era nelle mie intenzioni metter in dubbio la sua professionalità, di cui soprattutto la sua coscienza si sente garante.

    Resta il fatto che nonostante tutto, molto probabilmente a causa della mia abissale ignoranza, lei mi è apparso come una meteora improvvisamente, ed ha cominciato a fornire visioni ed informazioni assolutamente originali e apparentemente di primo livello.

    Mi scuserà se questo , nonostante apprezzassi quasi sempre quanto leggevo, sia in relazione alla notizia, sia in relazione alla forma, mi ha abbastanza insospettito

    Mai sognato di avere indirizzi e numeri di telefono di suoi amici personali,io ho già i miei, molto più semplicemente qualche elemento in più per capire se le sue fonti non abbiano secondi fini nel fornire un certo tipo di informazioni che di sicuro non sono alla portata di tutti.

    Infatti ha perfettamente ragione quando dice che
    siamo talmente abituati male da quest'Italia allo sfascio permanente che non siamo in grado di cogliere le differenze tra professionisti dell'informazione e della scrittura e dilettanti allo sbaraglio



    Lo sforzo fatto era in questa direzione.

    Voglio sperare quindi di ottenere il Suo incondizionato perdono, se ho osato anche solo sospettare che magari potrebbero esserci secondi fini.

    Purtroppo nella mia vita ho visto così tante "sole" che sono diventato estremamente diffidente.

    E non sono abituato a dare il portafoglio in mano al primo venuto, anche se si presenta in smoking e farfallino

    Del resto , a ben pensarci, quando Lei scrive >
    La verità , soprattutto per ciò che riguarda l'informazione politica, economica, militare è che "se non sta nel web e perchè non vogliono che ci sia".

    nel mio cervellino la domanda che sorge prepotente è :-"Quindi se questa verità viene esposta è perchè è funzionale ad un disegno."

    Ecco, banalmente , è tutto qui.

    Mi sembrava comunque di essere stato gentile ed educato pur sapendo di usare una certa "impertinenza" .

    E come potrà rileggere , non ho "preteso", Le ho chiesto "per favore"

    In realtà è Lei che ha deciso di aprirsi un blog e mettere nero su bianco il Suo Real Pensiero.

    Poi ha dato a me la possibilità di leggere e commentare

    Cosa che ho fatto, ed anzi credo di averLe fornito anche una buona finestra per chiarire alcune cose .

    Del resto se volevo leggere un Blog che accetta solo applausi e non critiche o domande scomode, nel web avevo solo l'imbarazzo della scelta

    Comunque si metta il cuore in pace, continuerò a leggerLa ed a marcarLa da vicino, e se ci sarà qualcosa che non mi convince glie ne chiederò spiegazioni ,anche a costo di "scocciarla"

    Sono come lo scorpione, è nella mia natura :-)

    Grazie comunque per la risposta

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  12. @ Sig. Sergiodicorimodigliani

    mi permetta ancora una cosa.

    Sempre in considerazione alla sua fulminea apparizione nel firmamento dei blogger ,tra l'altro datata aprile 2011 come si evince dal suo profilo blogger che più di tanto non dice se non che a Lei piace leggere se stesso.

    Proprio per sapere con chi avevo a che fare, ho fatto una veloce( e sicuramente incompleta) ricerca ed ho visto che il Suo nome è inserito nello schedario alla Voce "Artisti".

    Ora io pur non avendo nulla da eccepire sulla categoria, quando vedo esprimere pareri di economia preferirei che fossero, se non proprio di un economista, per lo meno di uno che di economia ne mastica tutti i giorni , magari per motivi di lavoro.

    Quindi oggi che ho saputo che Lei è iscritto fin dall'80 all'Ordine dei Giornalisti sono molto più tranquillo.

    Intendiamoci non che una patente dica che il guidatore è bravo,(io sugli Ordini avrei una certa idea), ma certamente se devo mandare i figli a scuola con lo scuolabus, il sapere che il conducente ha almeno la patente se non altro non mi trasmette l'allarme che sentirei nel caso opposto

    Del resto c'è dovuta una scocciatura per sapere da Lei qualcosa di più, nonostante avesse promesso più trasparenza. Ma si sa, Google ogni tanto fa le bizze

    In ogni caso visto che i suoi pezzi mi sono piaciuti, li ho segnalati su due fra i più famosi Blog di Economia Italiani ( e letti molto anche all'estero) i quali li hanno riportati (avvisandola e citando la fonte) e non"saccheggiati".

    E di questo dovrebbe essere orgoglioso, non scocciato.
    Poi va da se che le fonti alla fonte sono sempre dei pareri e dei pensieri, con tutti gli annessi e connessi.

    Ma se devo farmi Ungere dal Signore , voglio almeno essere sicuro che il mio Signore sia dalla mia parte.

    Come giustamente fa notare Lei, il Web è pieno di giornalisti farlocchi, ed i più pericolosi , non sono quelli a libro paga, ma quelli che che inoculano ideologia.

    Ecco io per lo meno voglio essere sicuro di possedere gli anticorpi, nel caso

    Per concludere mi sono inserito nei suoi "lettori fissi" perchè al momento mi fido, nel caso non mi vedesse più significherà che avrò capito che anche Lei cercava pecore.

    Al momento vedo che almeno su una può contare. Parente?

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  13. Ben, anche tu mi stai simpatico, ma sono felicemente sposato :-)

    Franco Canavera

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  14. Vedi anche articolo di un anno fa: http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/265094/

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