mercoledì 22 gennaio 2014

Quando un giovane poeta viene assassinato. L'Europa delle banche assiste inerme al preannunciato massacro nel nostro continente.



di Sergio Di Cori Modigliani

Per noi italiani è davvero molto difficile da comprendere e assimilare, soprattutto in questo periodo, ciò che sta accadendo in Ucraina. 
Leggo spesso su facebook qualche sporadico commento di cinico scherno, della serie "ma chi ve lo fa fare!" in aperta contestazione con i rivoltosi ucraini che protestano per affermare il loro diritto a entrare dentro l'Unione Europea.
Da noi ogni accadimento viene filtrato subito attraverso la griglia della faziosità e della semplificazione di tipo propagandistico. Oggi va di moda, in Italia, prendersela con l'Europa e con la comunità europea nel nome di ideologie sovraniste nazionali che vengono spacciate come il vero toccasana per risolvere i problemi della società. Non è così.
L'idea di un'Europa unita, poli-etnica, multi-etnica, rimane un punto fermo dell'evoluzione collettiva dei popoli nel nostro continente e più che mai è questo il momento per affrontare le problematiche economiche, finanziarie, sociali, civili, costruendo un fronte comune tra tutti i popoli europei non contro l'Europa, bensì contro la esigua pattuglia di oligarchi aristocratici che rappresentano gli interessi parassitari delle rendite garantite dai grandi colossi della finanza, dalle banche e dai politici imbelli e corrotti che hanno scelto di mettersi al loro servizio.
L'Europa è un'altra cosa, ed è quella che dobbiamo costruire.
I veri anti-europeisti, sono donne come Christine Lagarde e uomini come Barroso, Van Rompuy, Olli Rehn, i tre califfi che compongono la troika.

Ma chi sta in Ucraina e conosce la Storia sa che per loro che abitano lassù, l'Unione Europea è l'ultima risorsa per salvaguardarsi dal destino che li ha sempre condannati a essere vittime di efferate dittature sanguinose. 
E' una zona geografica di confine, tra la Polonia e la Russia, martoriata, da sempre territorio di conquista dei prussiani, dei russi, dei polacchi, dei tedeschi, a seconda dei casi. 
Nessuno osò dire una parola, in Europa, tra il 1930 e il 1935 quando Josif Stalin eliminò 7 milioni di ucraini, vero e proprio genocidio di cui non si parla mai, per impossessarsi delle loro risorse naturali, sia quelle energetiche che quelle dell'agricoltura, trasformando l'Ucraina nella più appetibile colonia dell'impero sovietico. Quando nel 1942 arrivarono i nazisti e l'occuparono, le prime reazioni furono di enorme sollievo: pensavano che era arrivata l'Europa a liberarli dal giogo dello schiavismo. Impiegarono dieci giorni per capire che erano caduti dalla padella nella brace, e Adolf Hitler li trattò nello stesso identico modo in cui li aveva trattati Stalin, impossessandosi di ogni loro bene rimasto, sterminando interi villaggi che vennero rasi al suolo e distrutti, e i tesori (anche artistici) della loro tradizionale antichissima cultura (sono gli eredi degli Etruschi) vennero portati via a Berlino. 
Io sto dalla loro parte.
Li capisco e li comprendo.
Aspirano a essere riconosciuti come parte integrante del tessuto connettivo europeo e hanno ragione: lo sono. 
Nè più nè meno dei greci o dei portoghesi o degli irlandesi o degli italiani. 
E noi abbiamo il dovere di sostenere questa loro legittima richiesta e questa loro rivolta che mostra il volto di un orgoglioso richiamo alla dignità di un popolo che sta dicendo no alla dittatura di Vladimir Putin, degno erede post-moderno di Stalin e Hitler intinto in salta tecnocratico/finanziaria.
L'Europa per il momento tace: conta soltanto il business, ormai, nel nostro continente.
Ecco perchè abbiamo bisogno degli ucraini dentro l'Unione Europea.
Per combattere insieme a loro contro il nemico comune: il dispotismo mercatista di chi vuole imporre delle leggi che esulino dal rispetto dei Diritti Civili nel nome degli affari internazionali. L'Europa schiava delle banche e della finanza sta offrendo in questi giorni la sua faccia peggiore, la più ignobile e squallida: assiste inerme al preannunciato massacro di quelle popolazioni perchè vuole fare affari con Putin e con i suoi scannizzeri multi-miliardari.
Combattere in maniera evoluta contro il sistema aristocratico imposto dalla logica bancaria mercatista, oggi, vuol dire manifestare la propria aperta e netta solidarietà nei confronti del popolo ucraino per accoglierli a braccia aperta e cambiarla insieme, questa Europa.

Hanno assassinato, ieri, Sergey Nigoyan.
Aveva 20 anni.
Era un poeta.
Sembra anche molto bravo e ispirato.
Era di origini armene e risiedeva nella città di Dnepropetrovsk, nella stessa circoscrizione in cui Dostoevskij ambientò uno dei suoi capolavori "I demoni" quando erano sotto lo zoccolo duro dello zar. L'hanno preso a pistolettate perchè era considerato dai russi "il vero pericolo". Aveva scritto dei versi sulle proteste di Piazza Maidan e i giovani, alle manifestazioni, recitavano i suoi versi e avevano musicato i suoi poemi civili trasformandole in canzoni che sono diventate presto di moda in tutto il paese. Lo chiamavano il nostro Shevchenko, ma non si riferivano al celebre calciatore, bensì al grande poeta ucraino Taras Shevchenko vissuto a metà dell'800, il quale aveva stimolato la prima rivolta dei contadini anti-zarista, finita in un massacro.

E' una brutta pagina della storia europea, questa.
E mi colpisce davvero molto la totale indifferenza nostrana a pochi mesi dalle elezioni europee.
Quelle centinaia di migliaia di persone che manifestano ogni giorno in piazza rischiando la vita, lo stanno facendo anche per noi e noi dovremmo fare qualcosa anche per loro.
L'Europa -nel senso della classe dirigente politica che governa la commissione europea- sostiene che sia preferibile tenersi buono Putin ed evitare un conflitto con la Russia, nel nome degli approvvigionamenti energetici, dei solidi contratti firmati con le industrie tedesche, francesi e italiane, che garantiscono a queste tre nazioni un ottimo export con un flusso di cassa corrente.
Lo trovo disgustoso.
Non è questa l'Europa che potrà salvarci.
Io sto dalla loro parte e voglio gli ucraini dentro l'Unione Europea.
Oggi accade a Kiev, ma domani accadrà a Berlino, a Parigi, a Roma.
Se non andiamo nel cuore dell'Europa per cambiarla, licenziando questi autentici mascalzoni che la governano nel nome del business, noi finiremo come gli ucraini.
E' bene saperlo.

In memoriam del poeta Sergey Nigoyan.

12 commenti:

  1. Nessun uomo è un'Isola,
    intero in se stesso.
    Ogni uomo è un pezzo del Continente,
    una parte della Terra.
    Se una Zolla viene portata via dall'onda del Mare,
    la Terra ne è diminuita,
    come se un Promontorio fosse stato al suo posto,
    o una Magione amica o la tua stessa Casa.
    Ogni morte d'uomo mi diminusce,
    perchè io partecipo all'Umanità.
    E così non mandare mai a chiedere per chi suona la Campana:
    Essa suona per te.

    John Donne
    20 anni, che tristezza.

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  2. Gli Ukraini conoscono l'Europa della cultura per averne fatto parte prima che Stalin li annettesse al nuovo impero sovietico. L'Europa oggi è governata da un coacervo di interessi criminali che ha programmato la schiavitù dei cittadini per non perdere un potere che alcuni ritengono spetti loro di diritto perché possiedono immense ricchezze. Sono gli euroburocrati e la finanza internazionale che si incontrano a Davos, in Svizzera, decidendo sulle sorti di tutti noi nel segreto delle loro riunioni.

    I numeri dicono che appena 85 Paperoni sono titolari di una ricchezza pari a quella di 3,5 miliardi di terrestri e sino a quando pochi controllano queste ricchezze non c'è partita per i poveri e i meno poveri del nostro pianeta. Marchionne guadagna in Fiat ben 250 milioni lordi in otto anni, ma paga gran parte delle sue tasse in Svizzera, nel Cantone di Zug dove le aliquote sono tra le più basse. In compenso la famiglia Agnelli ha sistemato i suoi conti grazie ai soldi dell'Italia che ha pagato la cassa integrazione per migliaia di lavoratori. Dopo aver distrutto la Fiat italiana oggi si pavoneggiano con la Chrysler e Marchionne si porta a casa il suo premio perché è riuscito a migliorare la ricchezza della Famiglia a danno di migliaia di lavoratori e dell'economia di un intero comparto che dava lavoro a qualche milione di persone. Ovviamente chi chiede loro conto di questo? Il mercato è il mercato e l'Europa oggi è il cane da guardia posto a difesa degli interessi di questo mercato globalizzato.

    Per noi oggi combattere contro questo sistema è come voler abbattere un solido muro a pugni, ci roviniamo le mani ed il muro rimane lì. Nell'antichità gli eserciti sfondavano le mura a difesa delle fortezze unendo le loro forze, quando centinaia di guerrieri usavano insieme l'ariete la loro forza d'urto sbriciolava le mure e le porte. E' quindi necessario unire le nostre forze, uscire dai comodi rifugi dove spesso gli intelletuali discutono, agire insieme superando l'ego e la voglia di protagonismo che ci vorrebbe tutti generali e presidenti.

    Il Superuomo non è un cinico Batman, dotato di poteri supernormali, ma un Uomo che ha superato i limiti dell'egoismo, che ha trasceso i limiti umani perché consapevole di far parte di un Tutto ben più complesso ed armonico. E' un Uomo che sa che oltre al mercato esiste altro e che la dignità del vivere va conquistata giorno per giorno nel rispetto dei diritti di ognuno senza dimenticare il dovere di concorrere alla crescita di tutti. E' al di là del bene e del male perché l'evoluzione della sua coscienza lo porta a sapere istintivamente qual è il suo dovere, avendo superato questa dicotomia interiore.

    Ma forse stiamo parlando di utopia e quest'Uomo è ancora un sogno vista la condizione umana nella quale molti di noi si sentono a disagio.

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  3. io non ho piu parole per definirla.....
    poco tempo fa ha fatto un post dove elogiava barroso, oggi le condanna (e fa benissimo)...

    mah...in ogni caso si metta l'anima in pace....l'euro finirà....rimane solo la variabile tempo da definire, ma finirà......a meno che domani non ci sia un cambio radicale su TUTTO IL PUD€...

    visto come cambia opinioni lei tutto è possibile.....per il momento andiamo avanti con il grande successo che è l'EURO....poi quando non avremo piu nemmeno un'azienda, un negozio nulla e saremo colonizzati completamente e avremo svenduto anche l'ultimo sasso.....voi CRIMINALI sostenitori di QUESTO EURO e QUESTA EUROPA sarete contenti.....forse il popolo un meno e...come ha detto nel post precedente ci sono 2 modi di cambiare la storia....speriamo non sia il metodo violento ma ho il presentimento che invece sarà proprio quello.

    anche di fronte alle evidenze scentifiche e alle esternazioni di ormai il mondo intero (premi nobel ecc).....W L'EURO senza se e senza ma....con ottimismo alla catastrofe .

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    1. Precisazione per il signor Bravetti. In questo blog sono ben accette contestazioni, critiche, distinguo, e opinioni discordi a quelle del sottoscritto, ma non sono accettabili le falsificazioni. Motivo per cui mi vedo costretto a rispondere per non creare malintesi con gli altri lettori. Quando lei afferma "poco tempo fa ha fatto un post dove elogiava Barroso" lei sostiene una falsità. Notoriamente sono tra i primi firmatari della messa sotto stato d'accusa presso la commissione europea proprio di Barroso, quindi lei sostiene un'argomentazione falsa e opposta alla mia. Lei ha firmato?

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    2. signor Modigliani, sono andato a ricercarmi il post "incriminato" e devo porgerle le mie scuse...in effetti nel post a cui mi riferivo parlava di almunia che io ho confuso con barroso....mi scusi di nuovo sia lei sia gli altri lettori del blog....il post in questione era questo

      http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2013/09/il-mago-attel-fa-il-gatto-e-la-volpe.html

      per quanto riguarda la firma non sapevo neanche ci fosse una iniziativa di questo genere....mi dica dove devo firmare e lo faro' immediatamente.

      saluti

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  4. Viaggiavo su una vecchia carretta del mare tra Punta Arenas e Puerto Mont. Ma anche li c'era la televisione. Ci misi un po' di tempo per
    capire quello che stavo vedendo. Al bar c'erano dei tedeschi che si riempivano di birra. Agitatissimo andai a dirli di venire a guardare. Non e' che fui accolto molto bene, anzi alla fine ne presi uno e lo trascinai davanti al televisore, quando questo capi' cosa stava vedendo chiamo gli altri e cominciarono a gridare, a gridare. Era il 9 di Novembre del 1989.
    Viaggiare oltrecortina durante la guerra fredda era una esperienza e
    si tornava con una enorme pieta' verso quella gente, compreso i russi.
    Se ne discutevi con qualcuno di loro si trinceravano dietro le colpe
    dell'imperialismo, pochi ne davano la vera ragione.
    E tutti li usavano per dimostrare la giustezza delle loro idee
    politiche.
    Il problema non e' dove si va, il problema e'se si e' liberi
    di andarci o meno.

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  5. Grazie, questo articolo è un vero gioiello. Anche l'espressione "scannizzeri multi-miliardari" da Lei coniata è una gemma di non trascurabile bellezza; i curatori della prossima edizione della Treccani dovrebbero tenerla presente, secondo me.
    Saluti cordiali, marilù l.

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  6. Non condivido il fatto di addossare tutte le colpe a Putin,e mi spiego meglio: dal 1989 ad oggi i governanti ucraini hanno "distolto" fondi per miliardi di euro,la mafia e la corruzione sono dilaganti,la produzione industriale è tecnologicamente lontana dagli standard europei ( occorrono,a detta dei tecnici,almeno 150 mldi di dollari per rimodernare l'intero apparato produttivo): Il popolo ne ha pagato e tuttora paga pesanti conseguenze di tutto ciò,ma hanno dignità,forza,coraggio ed ostinazione (non li ha piegati Stalin),ma non possono pensare che gli altri facciano piazza pulita a casa loro.Ho moglie ucraina,ci vado da 20 anni in quel bellissimo Paese,che considero la mia seconda Patria, ed alla quale auguro di uscire presto dal tunnel.

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    1. Sono d'accordo con lei che dò per scontato conosca molto bene la situazione vista la sua condizione matrimoniale. Ci sono alcune domande alle quali sono state date, però, risposte diverse: i miliardi di euro "distolti" dove sono andati a finire? Chi sono i corruttori? Quale tipo di mafia sta imponendo nel paese un'agenda politica in cui la criminalità organizzata decide e dispone? Chi ha deciso e stabilito la strategia industriale di quel territorio? Con il senno di poi (visto che è sabato, rilassiamoci e giochiamo tra di noi commentatori) ciò che lei sostiene potrebbe corrispondere "alla perfezione" con la condizione della Grecia, della Spagna -e soprattutto- dell'Italia nel 1998. It's Europe, baby. Questo è il problema. O meglio (dato che a tutti è nota la mia personale nuance europeista) è questa Europa, che con l'Europa dei Diritti e delle conquiste sociali e culturali, poco ha a che fare. Un Europa dove la trattativa Stati/mafie (plurale, perchè se non si comprende questo punto, non si capisce il quadro generale) ha prodotto un'intercapedine in cui i colossi finanziari, con le mani legalmente libere, hanno usato e stanno usando i circuiti criminali organizzati per mettere su affari, imprese e ricattare così i governi. Quando a ogni manovra economica che i governi italiani varano si viene a scoprire -leggendo i testi ufficiali e formali- che circa il 20/30% delle risorse messe a disposizione vanno a finire nelle mani degli amici di amici -nostre vecchie conoscenze- non mette l'Italia sullo stesso identico binario dell'Ucraina? La corruzione (come sistema) è stata voluta, consentita, permessa, alimentata dalla burocrazia finanziaria centrale: è il modo migliore per avere in pugno una nazione, rende ogni governo ricattabile. La "colpa" è di chi ha accettato la corruzio ne come sistema elevandolo a norma perchè c'erano briciole da portare a casa. Il primo tra questi è stato Mario Draghi, abile quanto diabolico. Nel 2002, in un annetto, ha messo in ginocchio Grecia e Spagna inzuppandole di debiti non restituibili. E' bastato foraggiare le rispettive classi dirigenti politiche. Lei ha ragione, quindi. E' proprio come dice lei, in Ucraina va così. A me interessa parlare delle ragioni ed esigenze popolari e costruire un fronte comune di tutti da Lisbona a Kiev per abbattere la corruttela, il servilismo e la collusione dei politici con la criminalità organizzata finanziaria, ormai fuse dato che è impossibile distinguerne le differenze.

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  7. "Oggi va di moda, in Italia, prendersela con l'Europa e con la comunità europea nel nome di ideologie sovraniste nazionali che vengono spacciate come il vero toccasana per risolvere i problemi della società. Non è così."
    Come fa a scrivere queste cose e intitolare il suo blog "la casa degli italiani esuli in patria"?
    Come fa a non capire che non può esserci alcuna patria europea senza una patria italiana?

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  8. Buongiorno e grazie per la risposta. In merito ai miliardi "spariti" La prego di leggere quanto riportato da due quotidiani ( decisamente agli antipodi) in merito : http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/11/26/julija-tymosenko-in-un-libro-la-conquista-dellucraina-e-la-sua-caduta/789859/
    http://www.ilfoglio.it/soloqui/20859
    Due brevi riflessioni: 1) senza i 15 mldi di dollari "elagiti" giorni fa dalla Russia l'Ucraina avrebbe rischiato seriamente il default sui titoli di stato in scadenza 2) la Grecia è stata tenuta anni in "stand By" prima di essere ammessa alla UE: mi chiedo : che razza di controlli sui conti pubblici hanno fatto gli organismi europei preposti? E' possibile che in cosi poco tempo un Paese passi alla attuale situazione fallimentare ? Cosa ci sta dietro,e soprattutto a Bruxelles ? Vogliono riservare,quei burocrati,la stessa fine anche per L'Ucraina ? E chi controlla i " controllori " ?

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