martedì 13 settembre 2011

Ecco Lou Jiwei, l'uomo al quale Tremonti ha chiesto di acquistare il "pacchetto Italia".

di Sergio Di Cori Modigliani


Guardate bene la faccia di questo signore e stampatevela bene in mente.
E’ molto probabile che in un vicinissimo domani, costui si potrà far vanto con i suoi amici intimi di essere il proprietario del Colosseo, di avere in pegno l’archivio sotterraneo della Galleria Uffizi, e un opzione internazionale sul Duomo di Milano.

In questo preciso momento –mentre sto scrivendo- è considerato la persona più importante del pianeta. Perché lui può decidere se a Natale i lettori di questo post avranno la possibilità di andare una settimana in vacanze a sciare oppure no. E nelle prossime 48 ore deciderà anche se gli spagnoli, i portoghesi e gli irlandesi avranno la possibilità di trovare nel 2012 almeno un asilo nido aperto, una visita ospedaliera urgente gratuita e una scuola pubblica un minimo decente per i propri figli.

Non è certo un caso che Giulio Tremonti, alle ore 16 del 6 settembre 2011 lo abbia incontrato (come confermato –senza alcuna smentita- dal Financial Times di Londra) e buttandosi ai suoi piedi gli abbia chiesto soccorso e pietà per la Banca d’Italia. Secondo fonti attendibili, implorandolo senza alcun pudore, pensando –nella sua sciocca furbizia da quattro soldi- di poter poi chiudere il cerchio sostenendo alle nostre televisioni che tutto va bene in Europa, che la BCE, grazie a Draghi ha risolto tutto e che la Merkel è una coccolona adorabile, buona come il pane e solidale con gli italiani.
Ma non è andata così.
E' rimasto il segreto di Pulcinella.

A questo, infatti, bisogna aggiungere il grande raccapriccio di Silvio Berlusconi, il quale, sa perfettamente che dietro c’è la moglie di Rupert Murdoch, il quale possiede Sky e non ha fatto alcun mistero del fatto di voler abbattere mediaset premium quanto prima possibile. Tant’è vero che Mediaset seguita ad andare giù in borsa.
E’ il motivo principale per cui è corso a Bruxelles.
Ma forse è meglio spiegare tutto fin dall’inizio, per capire chi sia e che cosa vuole da noi questo signore, per il momento sconosciuto –ancora per poco- alla massa degli occidentali.

Lou Jiwei –questo il suo nome- è nato il 7 dicembre del 1950 a Pechino, sagittario per noi, per l’oroscopo cinese del segno dellaTigre.
Molto giovane si distingue per l’accanimento della sua militanza feroce all’interno delle guardie rosse, nel corso della rivoluzione culturale voluta da Lin Piao, a metà degli anni’70. Nel 1978 si laurea in Scienze della Comunicazione Eelettronica all’Università di Qinghua. Nel 1985 è già direttore generale dell'istituto di Stato per le Finanze e il Commercio Estero e membro onorario, nonché segretario, dell’Accademia Cinese di Scienze Sociali.
E’ un marxista stalinista.

Nel 1995 Lou diventa vice-ministro delle Finanze, appoggiato dal premier Zhu Rongji che non ha mai nascosto di averlo identificato come “il mio vero delfino ed erede, l’uomo che darà un impulso alla nostra nazione rendendola plaenatariamente imbattibile dal punto di vista economico”. Nel marzo del 2007 raggiunge il vertice del potere politico: diventa membro permanente (a vita) nella segreteria politica del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cina.
Un mese dopo diventa Presidente del CIC, China Investment Corporation, che grazie a lui diventa la quinta più importante azienda privata finanziaria del globo, con un capitale di esercizio calcolato nel 2009 in 425 miliardi di euro a disposizione per investimenti.

E’ l’uomo che decide e controlla gli investimenti massicci –superiori ai 10 miliardi di euro- in bpt e bot di paesi europei. In teoria, i suoi investimenti sono “privati” ma le sette persone sotto di lui, insieme alle quali decide, sono tutte guardie rosse, marxisti stalinisti, impegnati nella distruzione e totale annientamento del capitalismo occidentale, membri della segreteria del partito comunista cinese che rispondono direttamente al segretario del partito e al Ministro della Difesa. Strano miscuglio.

Due sono le cassaforti della CIC: la ABC, Agricultural Bank of China e la Central Hujin Financial Co, attraverso le quali operano in Europa.
Giulio Tremonti, appoggiato da Alfano e dalla Lega Nord, si è rivolto a lui affinchè acquisti entro le prossime tre settimane un centinaio di miliardi di euro di bpt italiani.
Non è dato sapere che cosa in cambio abbia chiesto Lou.
O almeno, io non lo so.

Nel 2008, la rivista Time l’ha –con grande sorpresa di tutti- inserito nell’elenco delle 100 persone più importanti del pianeta (in quell’elenco Berlusconi viaggiava intorno alla 234esima posizione).
Nel 2009 è stato promosso tra i primi trenta e nel settembre del 2010 la rivista Forbes l’ha inserito tra le prime dieci persone al mondo che possono decidere sul destino finanziario ed economico dell’intero continente europeo.
Chi volesse seguire le vicende delle sue aziende, può andare a leggere una delle bibbie degli analisti finanziari e degli economisti, il sito “Top 1000 funds.com” e leggere i succosi articoli di Greg Bright che ci spiegano come e dove investa i soldi il nostro amico Lou.
Ha una grandissima ambizione e passione, dichiarata: far vincere entro il 2022 alla Cina il campionato del mondo di calcio. In virtù di questa sua furibonda passione ha organizzato uno speciale team di esperti (consulenti europei di calcio, medici, neurofisiologi, psicologi, nutrizionisti,ecc.,ecc) che hanno girato in lungo e in largo la Cina dal 2002 al 2008 finchè non hanno presentato un elenco di 154 ragazzini, di età media tra i gli 8 e i 14 anni, identificati come “potenziali assoluti talenti del gioco del calcio”. Tutti quanti sono stati sequestrati alle loro famiglie, incorporati in un nucleo speciale che appartiene al “programma mondiale di calcio”, per tirar fuori le 22 imbattibili perle robotizzate che già nel 2018 dovrebbero andare all’assalto del titolo.
Lo amano tutti nel mondo della finanza capitalistica mondiale.

Per sottrarsi alle pressioni della Merkel e della BCE (e probabilmente trovare un sistema che consenta alla casta dei privilegiati italiani di seguitare a evadere le tasse tutti, nessuno escluso, rubando e devastando l’economia nazionale senza procurare apparenti scossoni) Giulio Tremonti ha avuto la geniale pensata di buttarsi ai suoi pedi chiedendo pietà, dando –nel caso ci fosse stato bisogno- un fortissimo segnale ai mercati internazionali e a tutti i governi europei che l’Italia se ne frega dell’Europa, dell’Unione Europea e della risoluzione del futuro dell’economia della nazione: furbi e furbetti siamo, furbi e furbetti rimaniamo; si usano tutti i trucchi pur di salvarsi la pelle, esattamente come aveva fatto l’indegno maresciallo Badoglio l’8 settembre del 1943.
Sessantotto anni dopo, l’Italia dimostra non soltanto di non aver appreso la lezione, anzi.
Dimostra di voler seguire le orme di Badoglio, comportandosi, mutati mutandis, come lui.
Le conseguenze le possiamo soltanto immaginare.

Anche perché l’esito dei colloqui durati due giorni è segretissimo.

Lou ha soltanto un grande nemico al mondo, poco noto, ma grandemente stimato e riverito e rispettato: temibili non per la loro ricchezza, tutt’altro, sono –paragonati a lui- degli autentici stracciaculi. Temibili per la loro tenacia, cocciutaggine e indefessa attività.
E’ una organizzazione che è stata accettata (nonostante la Cina abbia fatto carte false per impedirlo, ma non c’è riuscita) come “membro consulente dell’ufficio del lavoro dell’Onu” a New York.
Questa organizzazione si chiama IFSW.
L’acronimo sta per International Federation of Social Workers.

Sta preparando un libro bianco sulle sporche manovre congiunte tra “autocrati comunisti integerrimi e presidenti di banche private e politici in carica, privi di scrupolo e animati soltanto dall’ansia del profitto”.
Chiunque sia interessato alla loro stupefacente attività internazionale può andare a leggersi tutto andando a cliccare a www.ifsw.org (inglese, francese e spagnolo).

Hanno da poco concluso la prima conferenza internazionale, che si è svolta tra il 24 e il 25 agosto 2011 a Mendoza, nella Repubblica Argentina. E’ stato un successone. “Sono venute migliaia di persone da tutta l’America Latina, dagli Usa, dal Canada, dall’Australia con l’obiettivo dichiarato di trasformare le politiche sociali planetarie, con l’obiettivo di un riconoscimento ufficiale all’Onu di protocolli di giustizia sociale riconosciuta, pretendendo la denuncia ufficiale della Repubblica Popolare di China all’Onu come nazione criminale, colpevole di reiterati delitti contro la dignità della persona, contro la dignità del lavoro”. La prossima seduta –con la presentazione di uno studio di 12.000 pagine- sarà a Stoccolma, Svezia, tra il 10 e il 12 luglio del 2012.
E’ davvero un mondo strano, non c’è che dire: la Cina, nel nome dei lavoratori, sfrutta i lavoratori e strozza il pianeta e ha come soci i capitalisti assatanati che i cinesi sostengono di voler abbattere e combattere. Il loro unico dichiarato nemico non è più la destra reazionaria, perché è diventata loro preziosa alleata, bensì un gruppo indipendente di economisti, ex sindacalisti, sociologi, psicologi, che gli vanno addosso a salvaguardia del diritto esistenziale dei lavoratori. Gli sfruttatori, oggi, sfruttano nel nome di Marx e Stalin; i loro nemici sono democratici libertari –la maggior parte anti-comunisti storici- che li denunciano come sfruttatori di chi lavora.
Non è facile comprendere una realtà così complessa come questa.
Non credo che possa indulgerci a un sereno ottimismo.

Volevo solo raccontarvi chi è il nostro nuovo Salvatore della Patria (per il momento anonimo).

15 commenti:

  1. Non è dato sapere che cosa in cambio abbia chiesto Lou.

    Cosa vuole che abbia chiesto: una medaglietta con l'effige della Madonna.
    Non crede?

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  2. io credo che giudicare i cinesi se non si e' cinese sia uno sbaglio da principiante. se uno non sa cosa vuole un lavoratore cinese allora come fa a sapere se vive bene o no? i cinesi non sono come gli occidentali, io in cina ci ho lavorato e questo e' quanto e' sembrato a me.
    cio' che e' importante per noi non lo e' altrettanto per loro e viceversa.

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  3. Un Tremonti in linea con se stesso, a pensarci bene.
    Chi, se non lui, coniò l'espressione - intrisa di schizofrenia - Economia Sociale di Mercato"?
    Era il giugno del 2010 e da Levico Terme sentenziò che solo questa (l'Economia Sociale di Mercato), insieme alla riforma dell'art. 41 e 118 della Costituzione, si sarebbe potuto contrastare la difficoltà dell'economia italiana ad essere competitiva sui mercati esteri.
    Era allora reduce (mi pare di ricordare) da un qualche Expò cinese.
    Deve esserne rimasto folgorato.
    Nel senso letterale del termine.

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  4. @Rossland
    Deve esserne rimasto folgorato.
    Nel senso letterale del termine.


    E gli si sono bruciati i pochi/scarsi/sufficienti neuroni del suo cervello Ah, ah,ah

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  5. @luigiza:

    Ha una bruciante passione per l'economia cinese, da sempre.
    Era fatale che finisse per caderle ai piedi in versione pollo lesso e senza nemmeno la dignità di una salsina di accompagnamento

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  6. se una valanga di italiani comprano merce cinese non vedo perche' Tremonti non possa parlare coi cinesi....

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  7. Bel pezzo , grazie anche dei link.

    Una notizia un po' datata, ma interessante anche in relazione a quanto sopra

    http://it.euronews.net/2011/08/31/islanda-imprenditore-cinese-vuole-acquistare-terre-per-eco-resort/

    golf o non golf il tizio si compra il 10% del territorio migliore dell'islanda per 70 ml di euro

    Stiamo sottovalutando gente che ha una visione di lungo periodo, ed i mezzi sia economici che politici per applicarla.

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  8. Il paragone con Badoglio e triste quanto vero... Complimenti per l'articolo.

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  9. @Yuma
    Stiamo sottovalutando gente che ha una visione di lungo periodo, ed i mezzi sia economici che politici per applicarla.

    E la cui tradizione culturale non da alcun valore all'individuo.

    Rimpiangeremo presto gli 'sporchi' yankee se la Cina dovesse prevalere.

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  10. luigiza
    parli dei cinesi conoscendoli? o attraverso un pregiudizio formatosi attraverso i media?

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  11. @Anonimo del 14 settembre 2011 05:54

    No non li conosco, però qualche nozione di storia cinese anche recente penso di avercela.

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  12. @luigiza
    una buona risposta in un commento dovrebbe essere:
    e' o non e' cosi' perche'..... ecc ecc.

    storia della cina scritta da occidentali?
    e' un po' come se un cinese si mettesse a scrivere un libro sulla pizza.

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  13. un amico l'altro giorno mi diceva che se loro sono il male allora noi siamo il bene, e dove si trova questo bene e questo male?
    mi chiedeva:
    c'e' una foto del bene? di che colore e'?
    una registrazione, qualcuno lo ha mai ascoltato?
    quanto pesa?
    e' caldo, freddo?
    che gusto ha?

    insomma, mi chiedeva se qualcuno lo avesse mai osservato perche' se non riusciamo ad osservarlo attraverso i 5 sensi (che rappresentano la realta' materiale) allora questo bene e male dove si trova?

    per essere oggettivo deve essere osservato da tutti alla stessa maniera ma se non e' osservabile coi 5 sensi allora come fa ad essere oggettivo?

    insomma, non era ancora riuscito a trovare il luogo in cui si nascondono il bene e il male, sapreste dargli una mano?

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  14. un altro amico mi chiedeva la stessa cosa a proposto del giusto/sbagliato.
    sto ancora cercando la foto!!!!!!!!!!

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  15. Stai magari anche cercando la foto del sopra e del sotto?
    del destro e del sinistro?
    del chiaro e dello scuro?
    ecc. ecc.

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