martedì 20 settembre 2011

Elio Di Rupo incaricato dal re del Belgio di gestire il più furibondo Paradosso Surreale mai registrato sulla terra.

di Sergio Di Cori Modigliani

Sembra uscito dalla fantasia di un romanzo del grande, immortale, Pessoa.
E invece è vero, è reale.
Sembra il prodotto di una fantasia, anche farneticante, di un gruppo di intellettuali anarchici guidati da un economista un po’ folle.
E invece è vero, ed è reale.
Sembra la conclusione irrazionale di una logica alla Harry Potter. E invece è l’emblema del “primo prodotto reale nella nuova logica attuale” della sintesi sublime del binario paradosso/surrealtà che sta guidando (e lo farà ancora molto a lungo)  le nostre vite.
Ecco i fatti paradossali e la notizia surreale.
Da 465 giorni il Regno del Belgio non ha un governo. E sta risolvendo i suoi problemi.
In seguito alla crisi di governo, avvenuta il 20 giugno 2010, nel pieno di una spaventosa crisi economica recessiva che ha determinato e prodotto una irrisolvibile crisi politica facendo precipitare tutti gli indici economici nazionali, il Belgio –dopo quindici mesi- non è riuscito a scegliere un governo.
Per 465giorni di seguito, il Belgio è stato –ed è tuttora- senza governo.
Senza governo, quindi senza ministeri, senza esecutivo, e senza nessuna possibilità di accettare o non accettare le delibere imposte dalla Banca Centrale Europea trovandosi nella surreale situazione di non poter inviare alle riunioni un proprio ministro delle finanze (non avendolo) un ministro del tesoro (non avendolo) un responsabile della banca centrale belga (non avendolo) un primo ministro (non avendolo) il Belgio, allora…che cosa ha fatto? (da cui il meraviglioso paradosso surreale)…
SI E’ RIPRESO.
E’ il sogno di ogni anarchico storico che diventa realtà.
Oggi, dopo 465 giorni è possibile scrivere “ufficialmente” che il Regno del Belgio funziona alla perfezione nonostante non abbia nessuno che lo governa.
Cinque giorni fa, la svolta (in teoria è la quarta svolta nel 2011) ma sembra piuttosto accreditata.
Pungolato fino all’ossessione dalla Merkel che è terrorizzata al’idea che in Europa passi quello che i suoi economisti personali definiscono “un pericolosissimo precedente storico che potrebbe provocare una catastrofe” e che il belga democristiano di destra Van Rompuy –il tecnocrate che guida l’assalto bancario alle nazioni europee per conto della BCE- ha definito “una vera delusione, per non dire una follia; se non provvedono immediatamente possono trascinare l’Europa alla distruzione in poche settimane” (e non si capisce il perché)….pressato dal duo Merkel/Van Rompuy, Sua Maestà Alberto II ha affidato l’incarico di fare un governo a Elio Di Rupo, il signore la cui immagine vedete in bacheca.
Figlio di emigranti abruzzesi, di lingua francese, erudito, colto, e molto al dentro nei meandri della politica belga, Di Rupo è un socialista puro.
Un socialista di altri tempi.
Anche il suo aspetto fisico ha un sapore paradossal/surreale, e anche il suo linguaggio.
E’ come una favola raccontata da Bakunin alla sua nipotina di 4 anni.
Di Rupo ha accettato l’incarico da parte del re, usando i toni da opera post-moderna paradossal/surrealista, definendosi “orgoglioso a nome di tutti i socialisti europei di avere la possibilità di poter dar vita a un governo di unità nazionale che riesca a superare le conflittualità e le opposizioni interne, allo stesso tempo consapevole della difficoltà del compito, che assumo con onore e volontà, per dimostrare all’Europa, al mondo, e prima di tutto ai cittadini di Sua Maestà Alberto -che ringrazio per il privilegio concessomi- come l’idea socialista sia oggi più che mai protagonista dei destini europei per veicolare i comportamenti, le scelte e le alternative democratiche, necessarie per organizzare un buon governo”.
Non è una meraviglia di discorso? Sembra uscito da Alice nel paese delle meraviglie.
Se il socialista -vero e puro- Ignazio Silone (i più giovani non sanno che nel 1947, questo squisito scrittore nazionale venne condannato all’esilio dai comunisti, ottenendo asilo politico in Svizzera, reo di essere un partigiano combattente furiosamente anti-stalinista) avesse scritto questa storia nel 1949 avrebbe fatto in tempo ad essere accolto, a  buon diritto, con rulli di tamburo e fanfare nell’immortale e gloriosa pattuglia dei surrealisti europei.
Il Belgio è passato dalla recessione alla ripresa economica, senza il governo.
Il Belgio che nel maggio del 2010 si trovava sull’orlo di una catastrofe nazionale per via delle pulsioni secessioniste di “tutti contro tutti”, valloni contro fiamminghi, belgi di provenienza olandese contro quelli di lingua tedesca, democristiani tecnocrati contro socialisti visionari, quelli di Mons (valloni) che dichiaravano di voler fare la secessione e neppure rivolgevano la parola in parlamento ai propri compatrioti di Bruges (fiamminghi delle fiandre) che volevano anche loro la secessione, stato centrale contro enti locali, autonomisti contro statalisti, centralisti contro federalisti, ebbene….un paese che stava andando in default colando a picco per via della propria litigiosità governativa, si è ripreso grazie al fatto che non ha avuto un governo per 465 giorni.
Niente male, come esempio di pragmatismo efficiente nel nome del bene collettivo.
Davvero niente male, come esempio di intelligenza sociale condivisa.
Elio Di Rupo è ottimista, pur consapevole delle difficoltà.
La Merkel sembra lo chiami tre volte al giorno per mettergli fretta.
Lui, non ce l’ha.
Si è sfiorato un piccolo incidente diplomatico, perché il ministro delle finanze tedesco (che non vuole gli eurobond e che sta imponendo la recessione economica a Grecia, Italia, Spagna, Irlanda e Portogallo) ha commesso lo sgarbo di protestare diplomaticamente, nel corso di una cena ufficiale, con l’ambasciatore belga, sostenendo che il re non si rendeva conto del pericolo di mandare al potere un socialista intellettuale pure italiano, che non sembra in grado di comprendere la complessità dell’attuale situazione, ma la bacchettata è stata rispedita al mittente, perché il popolo belga (anche gli oppositori politici dei socialisti) in maniera compatta, a nome del Partito Socialista ( 13,7% dei voti), insieme alla Nuova Alleanza Fiamminga (17,4%) e d’improvviso in accordo con i cristiano democratici (10,9%)  hanno deciso di far quadrato intorno al re, sentendosi offesi, dando un’impennata di reni di dignità nazionale di grande orgoglio: nessuno al mondo può dare ordini a Sua Maestà.
Quindi si va gloriosamente avanti senza governo.
Soprattutto, visto che funziona.
Nel frattempo Elio Di Rupo gestisce le riunioni con tutti i litiganti cercando di mettersi d’accordo, senza mai dimenticare che l’obiettivo principale è sempre quello (come ha spiegato alla televisione belga) “di seguitare a fare in modo che l’amministrazione del regno funzioni, che vengano garantiti i servizi pubblici, che nascano nuovi posti di lavoro, e che il pil seguiti a crescere per creare sviluppo, soprattutto trasformare le conflittualità in condivisione di responsabilità”.
Il quotidiano in lingua fiamminga De Standaard, sotiene che “ la nuova situazione ha giovato anche all’immagine dei funzionari delle varie amministrazioni, che in Belgio sono divise su due livelli sovrapposti (comunità e regioni) per ognuna delle tre comunità francofona, neerlandofona e germanofona. Abituati a lavorare dietro le quinte, spesso considerati noiosi e sbiaditi, ora si prenderanno tutti i meriti del funzionamento statale. Saranno considerati «guardiani del Paese e della prosperità». E' un paradosso, però è così: da quando non c'è il governo, il paese va molto meglio"..

L’economista belga Jacques Drèze, forse lo studioso di economia più importante di questo paese, emerito erudito nella teoria dei giochi, padre di Renè Dreze economista pluridecorato esperto in “sistemi applicativi dell’economia di povertà” (che ha applicato con successo in India,) ci spiega che cosa è successo in questi 465 giorni nel Regno del Belgio.

“Siamo finiti dentro a un evento surreale. La mancanza del governo, ha aiutato, paradossalmente, a ritrovare il collante della nazione. Non essendoci il governo, non essendoci un partito politico al quale dover rispondere, la gente ha chiesto e preteso di aver degli amministratori –indifferentemente valloni, fiamminghi, di Bruges o di Bruxelles- che svolgessero il loro lavoro occupandosi dei problemi reali delle singole comunità. Si è venuta a creare pertanto una situazione, come dire….un po’ ridicola….perchè il sindaco di una qualunque cittadina che prima rispondeva agli ordini del borgomastro, il quale prendeva ordini dal segretario del partito regionale, il quale a sua volta aveva come riferimento il partito al governo di maggioranza che –attraverso i suoi ministri- dava disposizioni e ordini, quel sindaco particolare ha dovuto svolgere la funzione di amministratore, economista, finanziere, con l’aggiunta dell’enorme carico di essere il responsabile dei servizi pubblici, della polizia, dell’ufficio delle tasse, della sanità, ecc. Per poter svolgere il suo lavoro, inevitabilmente si è avvalso di consulenze specifiche momentanee, e qui…un altro aspetto davvero surreale, quasi da favola per bambini….data la conflittualità tra partiti non era più possibile coinvolgere la politica, e allora quel sindaco per affrontare il problema dell’ospedale, invece di attenersi alle disposizioni governative che non c’erano non essendoci un governo, si è affidato ai medici responsabili di quello specifico ospedale con i quali ha condiviso la responsabilità penale, e la stessa cosa è stata fatta con il poliziotto più alto in grado per la sicurezza pubblica, dato che non essendoci il ministro degli interni, ci doveva pur essere un modo per garantire tranquillità ai cittadini. E così, strada facendo, si è verificato un miracolo…proprio come in una favola….in alcune città dove i valloni odiavano i fiamminghi, ad esempio, si è riscontrato che la buona gestione locale dei servizi fatta da un fiammingo è stata rispettata dai valloni e viceversa. I cittadini hanno cominciato ad accorgersi che se le cose non vanno bene nelle Fiandre non è colpa dei Valloni e se le cose non vanno bene in Wallonia, la colpa non è dei fiamminghi. Stare senza governo ha abbattuto, all’improvviso, la conflittualità. E’ un po’ come una famiglia con tanti figli litigiosi che rimane orfana: che fa? Si scannano e si ammazzano tutti, oppure si danno una calmata e si mettono d’accordo per riempire il vuoto?.”

L’economista Dreze ci ha spiegato che la caratteristica della mancanza del governo consiste nel vantaggio di essere obbligati a una politica di rigore nella politica del bilancio perché gli esecutori sono diventati i ragionieri dello Stato, che erano funzionari in carriera, e che penalmente rispondevano alla magistratura di ogni loro atto non essendoci un ministro cui rispondere.

Nel 2008 il Belgio era in piena recessione.
Le previsioni per il 2009 erano un aumento del pil a +1,4, molto al di sotto delle attese europee e per il 2010 un aumento intorno allo 0,8%, sempre peggio. Nei quindici mesi di mancanza di governo il pil è salito del 2,4%, la disoccupazione dal tragico 22% del maggio 2010 è scesa al 7%, il debito pubblico è stato arginato.

Certo il Belgio è un paese piccolo, soltanto 11 milioni di abitanti.
Ma è il simbolo dell’Europa.
E’ il simbolo dell’Unione Europea.

Elio Di Rupo è consapevole di questo e ci tiene a far bella figura “perché è una occasione storica da non sottovalutare”. La sua prima riunione è durata dieci ore con un primo annuncio di “accordo sulle divisioni elettorali per il varo di una nuova legge che piaccia a tutti”.
"Questo rappresenta il principale blocco nella politica belga degli ultimi 10 anni e otto partiti sono finalmente riusciti a risolverlo, mi sembra davvero un buon risultato tanto per cominciare", ha detto Alexander De Croo, capo dei liberali fiamminghi, di un partito oppositore ai socialisti.
"Tutto è pronto, ora, per cominciare i colloqui per una vera coalizione", ha detto il socialista di lingua francese Elio Di Rupo "Gli otto partiti sono riusciti a rimuovere gli ostacoli che avevano causato problemi negli ultimi giorni e siamo riusciti a superare insormontabili ostacoli che da vent’anni ci affliggevano. Ma il lavoro da fare è ancora tanto e ci sono molti temi ancora da discutere. Ci vorrà un po’, settimane, forse anche degli altri mesi. Nel frattempo creiamo lavoro, occupazione e ricchezza. L’obiettivo è il bene comune: l’hanno capito tutti".

Pensiamo, adesso, per un attimo alle potenzialità applicative di un evento paradossale come questo in Italia: sarebbe possibile? Sarebbe augurabile? Funzionerebbe?
Immaginiamo che Napolitano convochi tutti i partiti, li bastoni allegramente, licenzi il governo e l’opposizione, chiudendo il parlamento, obbligando tutti a trovare un accordo politico basandosi su una piattaforma pragmatica. Ci vorrebbero molti mesi, forse anni, senza bisogno di andare alle elezioni e far spendere soldi all'erario, visto che non li abbiamo. Nel frattempo la gestione dello stato viene affidata a chi ha competenze tecniche specifiche ed esperienza in quel settore: economisti all’economia, medici alla sanità, eruditi professori alla cultura, un pool misto di impeccabili diplomatici con ottimo curriculum agli esteri, imprenditori all’industria, il tutto sotto ferreo controllo della Corte dei Conti, mentre chiusi a chiave dentro una stanza, Berlusconi, Bossi, Bersani, Casini, Di Pietro, Vendola, Rutelli, Fini, si ingegnano per trovare una soluzione comune.
Non è possibile, in Italia. Questa è fantapolitica.
Sostengono di star cercando una soluzione razionale ed efficiente mentre sui giornali della destra le prime dieci pagine dei loro quotidiani sono dedicate all’attacco contro la magistratura negando l’esistenza della corruzione in Italia; nelle prime dieci pagine dei quotidiani della sinistra si parla soltanto di sesso, di mignotte, di serate sporcaccione, amanti del premier, amiche delle amanti del premier, parenti delle amiche delle amanti del premier.
Loro pensano che sia normale.
Mentre invece è la surrealtà che sta prendendo il posto della realtà.
In Belgio si sono ripresi nonostante non abbiano un governo.
In Italia affondiamo sostenendo che Berlusconi è un onesto abile imprenditore, vittima dell’ossessione di magistrati comunisti,  mentre la sinistra proclama che non esiste una questione morale perchè le figlie di D’Alema e Veltroni sono invece brave e si sono fatte da sé, per questo hanno un bel lavoro. Le altre sarebbero semplicemente stupide.
Se non è surrealismo questo?

11 commenti:

  1. Se in Italia accadesse una cosa simile,non saprei proprio prevedere che cosa andrebbe a succedere,una certezza però ce l'abbiamo,ed è che difficilmente le cose possano andare peggio di cosi'...


    Fred

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  2. tutto l'oriente, dove la corruzione diffusa non serve principalmente per far favori ma per eludere le regole, funziona grosso modo allo stesso modo. tutto viene regolato a livello locale, le leggi sono un contorno che viene usato quando serve altrimenti si fa finta che non esistano. la relazione tra le persone viene prima di tutto e se la legge e' di mezzo la si toglie con una bustarella.
    pero' il fatto pricnipale e' che ogni persona deve relazionarsi con un'altra persona, io responasbile di fronte a te e non di fronte a te un pezzo di carta. in questo modo la vita ha tutto un altor sapore perche' nessuno ti metterebbe mai dopo un pezzo di carta, l'uomo che hai di fronte viene prima di tutto e se la carta in quel momento e' d'impiccio si straccia.
    la carta non e' in fallibile e non e' pensata alla perfezione per ogni singola situazione, tutto e' personalizzato.

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  3. Ho sognato, leggendo...
    E non sono così pessimista su una possibilità simile per noi.
    Solo a immaginare un "tutti a casa" (tutti!) mi sento meglio.
    E sono così convinta che le persone perbene, oneste, rispettose della legge siano in Italia molte di più dei lestofanti e dei criminali, che credo sarebbero proprio queste a impedire ai lestofanti e ai criminali di manifestarsi oltre pubblicamente.
    Insomma, basterebbe una persona degna, rispettabile e dal curriculum inattaccabile (e ne abbiamo!) a fare da coordinatore e a mantenere temporaneamente i rapporti necessari con le diplomazie.
    Un paio d'anni, e ne saremmo fuori essendoci da una parte lberati dalla Casta tutta, e dall'altra avremmo il tempo di individuare quali fra i nostri cittadini abbiano le carte in regola per rappresentarci degnamente per quel che siamo: un Paese che merita di più e di meglio, di questa masnada di criminali.
    Non è anche (forse) per questo che siamo ancora qui, impegnati quotidianamentea fare il nostro dovere con grandissima pazienza, anziché andare in massa a stanarali o a tagliar loro la sedia da sotto al culo?

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  4. @ Rossana


    Insomma, basterebbe una persona degna, rispettabile e dal curriculum inattaccabile (e ne abbiamo


    Il problema è che il Sistema è così corrotto che se solo una persona per bene si propone all'orizzonte si mette in moto la macchina deleggittimante che crea ad arte il discredito

    Ed è potentissima.

    In un Italia di Guelfi e Ghibellini, Rossi e Neri il divide et impera fa il resto.

    Ecco perchè non se ne esce

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  5. In Italia comunque il vuoto verrebbe immediatamente colmato dalla Mafia.

    Non se ne parla neanche !

    Già così...

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  6. @ Yuma
    è più o meno la stessa cosa che penso anch'io aggiungendo che gli Italiani sono pericolosi,una persona non deve essere solo onesta ma deve saper resistere alla delegittimazione (cosa più semplice),ai tentativi di corruzione ma soprattutto alle intimidazioni vere e proprie,molti che in passato non si piegavano hanno pagato con la vita,non che si debba esser rinunciatari ma realisti si,finchè di persone sveglie saremo in pochi difficilmente cambierà la nostra nazione.


    Pino

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  7. @yuma & @ anonimo:

    Sapete che c'è?

    C'è che a volte ho la sensazione che non tanto di "essere realisti" si tratti (cit.anonimo), quanto di essere un tantino più determinati e convinti delle proprie personali qualità umane.
    Magari non risolverebbe alla radice il problema, non nell'immediato, ma certo aiuterebbe.
    Perché, se di una cosa sono certa, è del fatto che l' "effetto specchio", quello che porta gli esseri umani a imitarsi fra loro e a omologare i propri comportamenti a quelli della maggioranza del contesto sociale in cui vivono, funziona al negativo ma funziona anche in positivo.
    Per me, posso portare qualche utile testimonianza in merito.
    Voi?
    Perché, se si è incapaci anche di sognarlo, un mondo migliore, forse è perché ci torna più facile nascondere le nostre paure di non farcela cedendo alla corrente senza nemmeno provare a risalirlo al contrario, il fiume che ci sta travolgendo.
    Se si china la testa e si cede prima ancora di aver provato a combattere, forse l'unica chance che ci rimane è quella di un destino schiavo e noiosamante (e inutilmente) lamentoso.
    Insomma, diamocela, questa speranza.
    Almeno quella, no?

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  8. @Rossland...molto di più di una speranza, molto di più. Diamoci una smossa interiore, una svegliata, un ripristino di ambizioni interiori, assumendosi la responsabilità, sono d'accordo con te, tant'è che sono ottimista, perchè volonteroso e visionario.....

    @Pino...sono fortemente contrario e critico nei confronti di un atteggiamento nei confronti della realtà italiana(che nasce da una diagnosi sulla quale, peraltro concordo)che porta a gettare la spugna ancora prima di essere saliti sul ring: è vero, combattere e inoltrarsi in un percorso di pulizia etica interiore e cercare di affermarsi nel mercato e nella società italiana senza seguire le facili strade della corruzione, del doppiogioco, dei trucchi, dei furbi, dei furbetti, delle furbone, non è facile, anzi è arduo, ostico, difficilissimo...pensavate forse che dopo 60 anni di continuo ed estenuante logorio mentale prodotto dal cattoccomunismo, dalla p2, da berlusconi, insieme a tutti gli altri suoi complici dichiarati (oggi avversari e oppositori) fosse una passeggiata romantica sotto la pioggia, cercare di cambiare il paese? E' una strada lunga, faticosa e impervia ed è densa di pericoli, su questo non c'è dubbio, ma è l'unica praticabile e percorribile per chi ha come obiettivo quello di iniziare se stesso a un ripristino interno di valori forti spirituali e culturali e psicologici che si pongano automaticamente come antagonisti a quelli proposti un tempo da andreotti, poi dalla p2, e poi...via via...da tutti gli altri che dal 1991 -ultimi 20 anni- hanno scelto di rinunciare all'esercizio della democrazia, della logica di mercato aperto al merito e alla competenza tecnica, per coltivare clientele personali in grado di garantire loro degli squallidi e penosi (nel caso dei piccoli) privilegi per sè e i propri familiari e amici; nel caso dei grandi, invece, ingenti capitali e autentica espoliazione del bene collettivo, con l'azzeramento della classe media che è sempre stata la spina dorsale del progresso economico italiano.

    In un ipotetico domani libero da berlusconi, ci ritroveremo i berluscones attuali all'interno e al comando della cosiddetta nuova Italia che sarà la copia sbiadita di quella di prima....per evitare tutto ciò ci vuole coraggio, mi sembra chiaro, perchè fanno stanno facendo e faranno di tutto per eliminarci, ma se il numero comincia ad aumentare sarà sempre più difficile per loro riuscire nel loro criminale intento...oggi uno, domani due, dopodomani cinque, tra quattro giorni venti, tra una settimana cento, tra un mese settemila...prima o poi si accorgeranno che devono fare i conti con individui che non possono tenere sotto facile controllo perchè ragionano secondo coordinate mentali per loro non comprensibili, e quindi non avranno armi a disposizione....come dice un filosofo buddista zen giapponese, Taishe Deshimaru "se non puoi combattere il nemico perchè è potente e non hai armi, fai in modo che le sue di armi, quando arrivano a colpirti, siano spuntate e non producano effetto....scapperà via terrorizzato".

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  9. @ Rossland
    no,no non mi fraintendere per carità!
    Non rinuncerò MAI a combattere e a sognare e a lavorare per un mondo migliore,quelle parole sono il frutto di molte esperienze fatte con le persone, anzi ti dico di più,mi sono attivato parecchio per i referendum di Giugno,così come ogni volta che capita l'occasione,esprimo le mie idee agli altri,potrei anch'io portarti qualche testimonianza positiva,la cosa brutta è che per una positiva ce ne sono almeno 15 negative e quando scrivevo "pagato con la vita" mi riferivo al fatto che in molte zone d'Italia la paura di rimetterci la pelle condita con un bel pò d'ignoranza rende vani molti ma davvero molti sforzi


    Pino

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  10. @ sergiodicorimodigliani
    Non si preoccupi,non getto affatto la spugna,un conto è l'analisi cruda,triste ma purtroppo veritiera a mio parere, e un altro sono le mie azioni ed i miei stati d'animo.
    Anch'io come lei spero che aumenteremo sempre di più e sono anche convinto che in futuro molti che adesso non capiscono,capiranno;il fatto è che se prima non ci sbattono il naso non ti credono proprio,neanche se nel tuo "palmares" puoi vantare parecchie previsioni che poi si sono avverate,la televisione è per loro sempre più autorevole di te e il bello,come lei saprà,è che nemmeno si rendono conto di essere condizionati da quell'apparecchio,sa che quando provo a dire che forse la guerra im Libia è ancora lunga ricevo come risposta:"No,ma che dici!Ormai è finita,non hai sentito il TG?" E per fortuna che non insisto! se ci provassi diventerei lo scemo del villaggio.


    Pino

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  11. @Pino:
    Ecco una buona notizia, quindi.
    Anche qui, in questo spazio, siamo almeno in 3: l'autore del blog che ci ospita, tu, io.
    Da me ne ho contati almeno 5, nel tempo.
    E siamo a 8.
    L'altra buona notizia che mi dai stamattina è che anche tu sei stato coinvolto nei Referendum: anch'io, fin dalla formazione dei comitati per organizzare la raccolta firme.
    E' stata una bella botta di fiducia, per me, realizzare che non esistono categorie di persone chine e stupide, o divise nettamente per classe sociale.
    Ai banchetti del martedì mattina, al mercato locale, bastavano due parole per avere una reazione: le cose importanti, le persone - tutte le persone - le capiscono al volo.
    Sappiamo distinguere tutti, istintivamente, una verità farlocca dalla realtà dei fatti.
    Per questo ho fiducia: so che non importa se qualcuno sul momento pare non capire o reagisce trattandomi da scema del villaggio.
    Nel tempo, quella reazione negativa lavorerà e qualcosa cambierà.
    Non nei tempi brevi, no.
    Già in queste ore temo una forzatura al cambiamento che mi fa incazzare più ancora della situazione attuale.
    Ma che ne sappiamo noi attraverso quali percorsi si fa strada il futuro?

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