venerdì 9 settembre 2011

Imane Fadil si confessa ai magistrati: è l'ultimo sciacallo che l'Italia ormai al tramonto offre agli ultimi tragici voyeur

di Sergio Di Cori Modigliani

Un po’ di allegria ragazzi, su su, dopotutto non è mica una tragedia se l’Europa affonda e la Germania boccia la nostra manovra facendo crollare la borsa valori.

Son solo soldi.
Si tratta di lavoro, di economia, di prospettive del futuro.
Mica roba seria.

La robba –quella seria- è invece tutto ciò che riguarda la nostra stellina del momento, certa Imane Fadil, quella ritratta in bacheca, l'ultima “gola profonda” a raccontare ai magistrati le notti brave del nostro premier.
Lei si organizza la volata sperando di beccare qualche ministro con proposta istantanea di matrimonio e intanto racconta per noi, impietosi voyeur, che cosa combinano i potenti quando si divertono.

In realtà la parte più bella, quella del coccolone, solo, senza nessuno, senza amici, talmente annoiato perfino dalle proprie fantasie, al punto di addormentarsi mentre glie la sbattono sotto al naso avvitandosi (mascherate da suore o infermierine) attorno a un palo, la fa il nostro premier.

Ne viene fuori un agghiacciante ritratto della nazione, ma almeno lui dimostra di essere umano. Più umano di quanto non impongano i suoi consulenti sciocchi.

Ci offre la visione vera di ciò che è.

Un nonnetto stanco, solo e disperato, con un passato criminale alle spalle e forse – chi lo sa- magari anche il senso di colpa per aver contribuito a rovinare il paese in prima persona..

Ma lo preferisco a Beppe Pisanu che lo vuole rovesciare dopo averlo spremuto come ha potuto. Lo preferisco a Italo Bocchino che il 28 aprile 2010 lo definiva un genio e il 28 luglio un mascalzone.

Lo preferisco anche a Bersani che dichiara “nel PD non esiste una questione morale” mentre a Penati arrivano altre due denunce per corruzione e tangenti.
Come se, ad essere sporco, lercio e connivente, fosse soltanto il nostro vecchietto.

Lui se ne sta lì, seduto, a raccontare barzellette con la consapevolezza che deve pagare qualcuno perché rida.

Non suscita invidia né tantomeno rabbia.

E’ sempre triste essere testimoni della fine di un essere umano.

Non ha importanza quanto sia stato negativo e malsano.

Soprattutto è triste accorgersi della totale mancanza di mezzi spirituali interni e di strumenti psicologici del nostro vecchietto, convinto di essere una specie di sciamano, quando in realtà è un povero disgraziato, davvero povero. Disperato.


Spende e spande, organizza orge e minaccia sfracelli erotici, mentre, in verità, finisce seduto su una poltroncina di velluto, assopito, sognando –con enorme ovvia invidia- in cuor suo, chi, in quel momento se ne sta davanti a un caminetto da qualche parte d’Italia guardando la sua compagna che dorme accanto a lui. Magari maledicendo proprio il nostro vecchietto che gli ha tolto la pensione.

“Se sapesse quanto io invidio lui, invece, e se lo sapessero tutti” è probabile che il nostro vecchietto debba aver pensato prima di assopirsi.

Oscena e tragica, allo stesso tempo, la confessione della marocchina pentita al magistrato.
Non mi piace come persona.

Tanto più che –rea confessa- racconta le sue liti con la Minetti e con le altre nel fare a gara a chi scuce più soldi al vecchietto. Non mi sembra una vittima.
Mi dà l’idea di una furbona non ancora sazia. Tutto qui.
Belloccia e avida: un cocktail micidiale.
Forse sta già trattando i diritti per un suo libro con la Rizzoli o chi per loro.
Ha capito dove tira il vento.
Quindi, tutti addosso al vecchietto.

E’ un bel spaccato dell’Italia di oggi.


Una nazione di mascalzoni trasformisti senza palle nè etica nè ideali, che si avvia al proprio tramonto, mentre una gigantesca teoria di servi, sciacalli, doppiogiochisti, traditori della prima e dell’ultim’ora, fanno a gara per arraffare ciò che possono prima che dalla BCE ci annuncino (come già stanno cominciando a fare) che “si chiude bottega”.

Il primo a saperlo è il nostro vecchietto, tenuto su con gli spilli.

E’ probabile che non veda l’ora in cui qualcuno gli spiegherà che deve sparire per sempre dalla scena pubblica.

E’ probabile che la sua battuta –autentica e non suggerita da nessuno- a quel punto sarà:

“Finalmente! Era ora…non ne potevo proprio più. Dov’ è l’uscita?”.

E conoscendo gli italiani, a quel punto, quando sarà uscito di scena, non troverete nessuno, ma proprio nessuno, in tutta la Repubblica Italiana, che dica di averlo mai neppure conosciuto.

Raglia traglia Giovane Itaglia

4 commenti:

  1. 'sera Sig Sergio
    Sempre Melman sono!

    Oddio, a dire la verità di Cinghiali e Tori non ne vedo, al contrario si distinguono chiuaramente una pletora di Asini, ma quello che mi sconforta di più é che non sono nemmeno sicuro che ci sia di mezzo un Leone!

    Comunque

    Chi perde il suo potere, anche il più vile
    si prende gioco della sua rovina.

    Tradito dalle forze e dall'età
    il leone covava la sua fine.
    A vendicarsi d'un'antica offesa
    venne il cinghiale dal fulmineo dente;
    poi venne il toro, e le sue corna ostili
    scavarono in quel corpo di nemico;
    l'asino vide i colpi non puniti
    e gli sferrò il suo calcio nella fronte.
    Il leone spirò. Ma prima disse:
    «Amaro fu l'assalto di quei forti.
    Ma dopo il tuo, viltà della natura,
    mi sembra di morire anche due volte».

    Quicumque amisit dignitatem pristinam,
    ignavis etiam iocus est in casu gravi.

    Defectus annis et desertus viribus
    leo cum iaceret spiritum extremum trahens,
    aper fulmineis spumans venit dentibus,
    et vindicavit ictu veterem iniuriam.
    infestis taurus mox confodit cornibus
    hostile corpus. asinus, ut vidit ferum
    inpune laedi, calcibus frontem extudit.
    at ille exspirans «Fortis indigne tuli
    mihi insultare: te. Naturae dedecus,
    quod ferre certe cogor bis videor mori».

    Cordiali Saluti

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  2. caro Sergio,
    un articolo non degno della tua caratura.
    e quella maggioranza di votanti che lo ha eletto?
    pure tu spari sul leone gia' ferito, troppo facile, eppure pochissimi giorni fa avevi fatto un'analisi di quanto idioti e ignoranti siano oggi gli italiani, praticamente, ai miei occhi che hanno girato praticamente tutto il mondo, la sostanza piu' bassa e maleodorante che si possa trovare in giro.
    quelli attorno a lui sono pure peggio di lui, la maggior parte degli italiani pure.
    Berlusconi e' dentro ad un gioco nel quale non puo' giocare come vuole perche' ci sono giocatori piu' potenti di lui, e tu lo sai. soprattutto non puo' farli fuori perche' dovrebbe avere il supporto per lo meno degli italiani ma per averlo dovrebbe spiegargli cose che gli italiani non riescono e non vogliono capire, per incapacita' e paura che gli cada il mondo addosso.
    la vita non e' come la immaginiamo, e' molto molto diversa, il Berslusconi e' uno dei pochi che lo sa, forse non la conosce alla perfezione ma per lo meno un'idea ce l'ha, al contrario della maggioranza degli italiani e dei servi (per volonta' loro, ricordiamoci che nessun singolo puo' imporre a tanti quello che i tanti non volgiono) la cui conoscenza e' ad un livello talmente basso da non poter nemmeno essere definita tale.

    proprio B. sarebbe uno dei pochi da salvare, ma non pe rle azioni che ha fatto e che fa (dettate da altri) ma per quello che ha il coraggio di essere, cioe' quello con la maschera' piu' trasparente.

    brutta gente gira oggi in occidente, brutta gente, tutta finta.

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  3. caro anonimo, pienamente d'accordo sulla quantità di maschere finte in giro...bruttissima gente, davvero bruttissima.....

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  4. il re e' nudo e per fortuna, almeno lui vediamo com'e' fatto e sappiamo come comportarci di conseguenza. non che io sia d'accordo con Berlusconi ma almeno so chi ho di fronte, e' il resto che preoccupa, soprattutto chi non si accorge di chi ha davanti e cioe' la totalita' degli italiani.

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