venerdì 16 settembre 2011

Helle Thorning Schmidt ce l'ha fatta. Per la prima volta nella storia, in Danimarca una donna vince le elezioni e diventa Primo Ministro.

di Sergio Di Cori Modigliani


“Una grande vittoria delle donne”. titola il quotidiano Information, di Copenhagen.
“Ha vinto Gucci Helle” ammette il candidato dell’opposizione, nonché capo della coalizione di centro-destra, Rasmussen.

Dopo dieci anni, una coalizione di centro-sinistra fino a poco tempo fa assolutamente impensabile, conquista la vittoria in Danimarca.

Per la prima volta nella sua storia, la Danimarca manda al governo una donna, la 44enne Helle Thorning Schmidt, oggetto di scherno e critica da parte dei suoi oppositori per il suo impeccabile gusto estetico e una dichiarata passione per l’eleganza italiana nel vestire.
La Schmidt è riuscita a far convivere il gruppo dei Rosso-Verdi dell’estrema sinistra e i liberali moderati di centro del Partito Social Liberale, presentando un programma comune il cui perno ruota intorno a una interpretazione politica in contro-tendenza.
Fondamentale.
Anche per noi, meridionali d’Europa.

Si temeva, infatti, il cosiddetto “effetto Oslo”, una forte reazione emotiva da parte dell’elettorato che reclamava un comportamento autoritario e un attacco ai saldi principii di democrazia aperta caratteristici delle società scandinave.
E invece, i danesi hanno dato la vittoria a Helle la Rossa, approvando il suo programma che è un vero e proprio distinguo e presa di distanza dalla autocrazia oligarchica delle grandi banche, contro la politica dissennata ambientalista di tutta l’Europa, ponendosi senza mezzi termini –nonostante il Regno di Danimarca sia una piccola nazione- come l’alfiere di un autentico vento che cambia nel Vecchio Continente.

Vittoria di una donna…La Prima…..La Conquistatrice…questi i titoli dei maggiori giornali locali che sottolineano il fatto di avere una donna come primo ministro.

“Ci sono voluti 96 anni fra il momento in cui le danesi hanno ottenuto il diritto di voto, nel 1916 (prima nazione in Europa) e l'elezione di una di loro a primo ministro. L'elezione di Helle Thorning-Schmidt deve essere considerata una tappa importante per l'uguaglianza dei sessi, non solamente a titolo simbolico, ma sul piano reale, perché è ciò di cui oggi tutta l’Europa ha bisogno", così commentava oggi il telegiornale del canale più seguito a Copenhagen.

Tutti i media scandinavi, anche quelli moderati conservatori, commentano con vivo e inusuale entusiasmo la vittoria della Schmidt, proprio perché avvenuta in Danimarca, la nazione considerata la più maschilista in assoluto tra tutte quelle del blocco settentrionale europeo. “Questa bionda elegante con un debole per il lusso, troppo ben vestita per i socialdemocratici, troppo nuova per assurgere alla guida dello Stato, tropo fredda per conquistare il cuore della gente, diventa la prima donna premier del Paese, e noi tutti non possiamo che esserne orgogliosi” scrive il quotidiano Politiken.

E a Berlino, un’altra donna trema. E non poco.

Non perché la Merkel abbia qualcosa da temere dal piccolo regno danese, quanto piuttosto per l’effetto valanga che la vittoria della coalizione di Gucci-Helle può avere sulla compagine verde tedesca –fortissima e determinante in Germania- che in questo momento guida la sempre più nutrita pattuglia (già divenuta negli ultimi tre mesi un enorme battaglione) di imprenditori, economisti, dirigenti d’azienda, intellettuali, che cominciano a essere stanchi e seriamente preoccupati dell’asse politico Sarkozy/Merkel che sempre di più, e in maniera sempre più ovvia, sta dimostrando di non essere in grado di portare avanti un programma politico innovativo, perché troppo impelagati a salvaguardare gli interessi delle banche private che li sostengono, a danno degli interessi generali della collettività.

La Thorning-Schmidt è nata il 14 dicembre del 1966 e si è laureata in Scienze Politiche. E’ sposata con Stephen Kinnock, direttore del Forum Economico Mondiale, con cui ha avuto due figlie, ed è la nuora del politico britannico Neil Kinnock.

L’impatto nel resto d’Europa è stato immediato.

“Angela, forse dovresti cambiare il sarto” con questa stoccata sarcastica, il Frankfurter Allgemeine Zeitung, importantissimo quotidiano tedesco, annuncia l’inizio di quella che già si preannuncia come la vera battaglia politica in Europa nel prossimo biennio.

Benvenuta in Europa.

Un successo per le donne, e un bel traguardo raggiunto.
Un successo per tutti i democratici europei, a dimostrazione di ciò che si può fare quando si fa parlare la politica e i cittadini vanno alle urne per compiere una scelta ponderata e razionale, e non basata sull’emotività, sul populismo, sulla chiacchiera da bar.

Da noi in Italia, anche oggi, il fronte interno ci regala le dichiarazioni virgolettate di una decina di procaci ragazze sconosciute, assolutamente prive di ogni competenza e merito se non quello della loro attrattiva e disponibilità erotica, di qualche spacciatore, di un paio di faccendieri miliardari, di due o tre magnaccia di professione, con fotografie, opinioni e interpretazioni varie dell'intera truppa mediatica. Sempre al seguito.

Beati i danesi.

Sperando che il vento caldo della fredda Europa settentrionale riesca a superare le Alpi per venire a risvegliare le narcotizzate menti italiote.

Raglia raglia Giovane Itaglia

5 commenti:

  1. Già online i primi commenti profondi e sentiti del premier italiano: "E sta figa chi è?"

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  2. Bene, siamo tutti contenti, ma non è che la Merkel in Germania abbia governato diversamente da un uomo. O sbaglio?

    guru

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  3. Spero di non risultare troppo brusco, ma ...ehm...chissenefrega se é uomo, donna, etero, omo o ermafrodita? Piuttosto, ci sono fondate speranze che governi bene e che non risulti uno dei soliti gattopardeschi cambiamenti? Saluti.

    Melman

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  4. mi ha colpito la "sportività" degli sconfitti,perfettamente in linea con quanto accadrebbe in Italia...


    Fred

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