domenica 22 gennaio 2012

Il massone Monti dichiara di non esserlo e "di non saper neppure che cosa sia la massoneria". Intanto, PDL e PD diventano soci in borsa per svendere il paese.

di Sergio Di Cori Modgliani

I gestori del potere, è cosa nota, spesso mentono, trovando nella ragion di stato una giustificazione di comodo.   Il più delle volte nascondono alcuni episodi che però vengono rivelati ai più seri e attendibili professionisti della comunicazione. I partiti, dal canto loro, svolgendo la funzione di cinghia di trasmissione sociale tra la società politica e la società civile, si assumono la responsabilità oggettiva di comunicare ai propri iscritti, seguaci e membri che cosa, in verità, accada nei palazzi del potere.
Nelle democrazie rappresentative che funzionano, oltre alle rivelazioni che il potere condivide con “alcuni” giornalisti accreditati, ci sono poi le “rilevazioni”, che è tutto un altro dire.
Sono quei casi, molto particolari, (volgarmente definiti “scoop”) in cui i professionisti della comunicazione riescono a sapere per vie traverse alcune cosette sul potere e invece di seguire la consueta via della mediazione, conducono delle ricerche, verificano i dati e le notizie e poi SBAM! le pubblicano, saltando la società politica.
Lo fanno nel nome del rispetto per la società civile alla quale appartengono. Ritengono, infatti (da cui l’idea sana della democrazia) che “la gente”, ovverossia coloro che lavorano, devono pagare le tasse e votano, abbiano –oltre ai doveri- anche il DIRITTO di sapere che cosa combinano i personaggi che, volta per volta, ci danno lavoro, ci impongono le tasse, chiedono il nostro voto, ci amministrano.
Quel “particolare tipo di scoop” non ha niente a che fare né con la pubblicità né con i soldi. Il fine di quello specifico giornale, quotidiano o settimanale che sia, televisione, web o cartaceo, non consiste nel vendere di più o guadagnare consenso, bensì RILEVARE RIVELANDO ciò che si nasconde nelle cosiddette stanze dei bottoni. In tal modo contribuendo ad un allargamento delle informazioni presso il più vasto numero possibile di cittadini. Poi, ciascun lettore ne trarrà le conseguenze che vuole.
Quando, alla fine degli anni’60, il settimanale L’Espresso pubblicò l’intera vicenda relativa a un tentativo di golpe militare autoritario orchestrato da un generale (De Lorenzo) in accordo con l’estrema destra fascista appoggiata dai servizi segreti e da larghi settori della Democrazia Cristiana, il pubblico italiano ebbe un sussulto scioccante. Finì con interrogazioni parlamentari, indagini, arresti, un vero terremoto politico. E l’Italia cambiò.
Divenne più adulta.
Irruppe sulla scena la società civile del cittadino che reclamò a gran voce il proprio ruolo.
Era finita la guerra da 25 anni. Era finita la miseria. Era finita l’austerità richiesta dal piano Marshall. I fascisti erano stato battuti e abbattuti. Gli italiani tutti –nessun censo escluso- avevano fatto il proprio dovere fondando il miracolo economico e portando questo paese dal 42esimo posto al mondo (febbraio 1945) come potenza economica, all’ottavo (febbraio 1970). Le olimpiadi a Roma del 1960 furono la consacrazione di uno sviluppo, di un progresso di un’intera società. Per dieci anni iniziarono battaglie civili per spingere la classe politica a fornire una nuova dirigenza adeguata ai tempi.
Finchè arrivò la stampa libera a dare lo scossone finale.
E l’nformazione, in Italia, maturò e fece un passo avanti. Sembravano, allora, finiti i tempi della censura fascista e della censura vaticana (più abile perché clandestina ma non per questo meno efficace né meno efficiente) che, in un modo o nell’altro, negli ultimi 50 anni avevano impedito che si dicesse al popolo come stavano le cose.
Da allora sono trascorsi circa 40 anni.
L’informazione in Italia è stata completamente stravolta (prima) e travolta (poi) dal modello pubblicitario voluto e applicato da Silvio Berlusconi. Il cosiddetto “scoop” è ormai materiale gossip e appartiene alla sezione ricatti e furberie. Grazie all’estensione di un principio velenoso di carattere pubblicitario che ha finito per contaminare l’intera truppa mediatica, in Italia –da cui la ragione del trionfo di Berlusconi e Bossi- è irrilevante ciò che la stampa libera dice o sostiene. Non fa più presa. I detentori del potere sono passati dalla bugia alla produzione quotidiana di falso, al fine dichiarato di confondere le acque e le menti.
Per cui chiunque è autorizzato a dire qualunque cosa, non cambia nulla.
Nessuno reagisce. Perché una notizia vale l’altra. E’ la fine della democrazia.
Essendosi impossessati del Senso hanno disossato il Significato: è una modalità subdola e geniale di praticare la censura collettiva senza violare la Legge. Certo, per poterla praticare bisogna assicurarsi la totale complicità della truppa mediatica. Basta pagarli. E se c’è qualcuno che dice no, basta negargli l’accesso al mercato e il gioco è fatto.
In questo senso, il web, facebook e il lavoro dei blogger indipendenti può svolgere una sua funzione –ancora per poco, il tempo stringe- svolgendo un lavoro surreale, davvero pieno di paradossi, fino a poco tempo fa insospettabili: bisogna tirare la volata ai super garantiti, quando si assumono la responsabilità e il coraggio meritevole di dire le cose come stanno.
Sulla stampa cartacea scrivono i garantiti ben pagati, nel web e tra i bloggers indipendenti si trova di tutto: da professionisti seri e attendibili a deliranti psicolabili, il tutto mescolato in un’ampia gamma di melassa.
Ma ci sono sempre delle eccezioni. Che ahimè confermano la regola (altrimenti non sarebbero eccezioni).
Sulla base di questa lunga premessa introduttiva, mi pregio di presentare ai miei lettori –come conseguenza di quanto sopra scritto- l’articolo di un Grande Eroe dei Media.
E’ un po’ come la storia della Concordia e del capitano di fregata de Falco.
Intendiamoci. In un paese normale, costui (adesso vi dirò chi è) verrebbe considerato per ciò che egli è: un professionista attendibile, molto competente nella sua specifica materia (finanza e mercati e politica italiana) meritevole e la storia finisce lì. Una persona normale come tante che fa un lavoro normale.
Ma questo non è un paese normale. Quindi, lui –così ormai ragiona questo paese- merita di essere identificato come un Grande Eroe.
Tanto per aggiungere paradosso su paradosso, si tratta di un bocconiano.
Di un moderato tranquillo.
Che scrive sul quotidiano della CONFINDUSTRIA.
Si chiama Luigi Zingales, conosciuto da chi si occupa, nello specifico, di finanza, borsa.
Se andate a cercare notizie su di lui su wikipedia trovate le seguenti informazioni:
Luigi Zingales è Robert C. McCormack professor of Entrepreneurship and Finance alla University of Chicago Booth School of Business. È anche membro del Committee on Capital Markets Regulation[1].
Si è laureato in economia all'Università Bocconi di Milano[2], ottenendo poi un Ph.D. in Economia dal Massachusetts Institute of Technology. È editorialista de Il Sole 24 ORE[3]

Incarichi dirigenziali

Zingales siede come amministratore indipendente nel consiglio di amministrazione di Telecom Italia.
Zingales ha scritto un editoriale, comparso oggi sulla prima pagina de Il Sole24 ore, che –in teoria- avrebbe dovuto far fare un salto sulla sedia all’intera classe politica italiana, spingere rainews24 a parlarne per ore, e convincere i nostri baldi italioti, da Vespa a Santoro, da Lerner a Floris, ecc.,ecc a organizzare subito confronti, dibattiti, discussioni.
Non ne parlerà, invece, nessuno.
Perché questo non è un paese normale.
Chi gestisce il potere sa benissimo che la libertà di stampa è stata abolita in Italia usando l’oppio mediatico. Il pubblico è narcotizzato e non è più in grado di discernere. Gli italiani hanno perso la strumentazione mentale necessaria per decifrare e decodificare gli articoli stampati e capire la differenza tra un giornalista e l’altro.
Che cosa ci racconta Zingales sul suo editoriale?
Senza fare ideologia, senza parlare di politica né di partiti, senza alzare inutile polvere sporcata da eventuali aspetti di gossip e chiacchiericcio da dilettanti, ci spiega come –approfittando della distrazione beota degli italiani- sia passata un’operazione finanziaria FONDAMENTALE in borsa che rappresenta il punto d’incontro tra il PDL e il PD.
Niente di male in tutto ciò. E’ legale.
Il fatto è che non ne parlano certo né la truppa mediatica asservita al PD né tantomeno quella asservita al PDL.
Ne parla però Il Sole24ore.
Perché ne parla?
Semplice e lineare: perché quest’alleanza (QUESTI SONO I VERI POTERI FORTI DELL’ITALIA NELLA BORSA VALORI) sancisce il compromesso dell’Ancien Regime per abbattere definitivamente qualsivoglia progresso, libertà, modernizzazione, apertura dei mercati nel paese e Confindustria (che è proprietaria della testata) sa benissimo che tale alleanza velenosa tra la vecchia ala comunista italiana e la vecchia ala reazionaria liberista berlusconiana, finirà per radere a zero ciò che resta della spina dorsale dell’industria italiana e dell’imprenditoria. Tradotto in parole più semplici vuol dire che “politicamente” sia il PDL che il PD (con la benedizione del ragionier robotico Monti) hanno deciso di sostenere la speculazione finanziaria a danno della produzione di merci.
Cioè hanno deciso di fare ESATTAMENTE L’OPPOSTO di ciò che sostengono di star facendo e vi stanno ingannando a tutti.
Nell’articolo (che qui sotto riporterò in ampi stralci) si parla di come “approfittando della distrazione del paese, la vera lobby, la lobby delle lobby, Mediobanca, ha scelto di prendere per mano Unipol e farle salvare Fonsai di Ligresti”.
E’ molto peggio della bicamerale.
E’ centomila volte peggio.
E’ l’accordo di mercato tra Bersani e Berlusconi che metterà in ginocchio l’imprenditoria mercantile che produce lavoro e ricchezza.
E’ la risposta politica dei piddini e dei pidiellini al lavoro della magistratura, iniziato con l’attacco a Penati, proseguito con l’attacco al San Raffele, e ultimato in questi giorni con l’arresto, in pratica, di tutto il consiglio di amministrazione della Regione Lombardia con enorme sofferenza di Roberto Formigoni e della Lega Nord (è per questo motivo che è in grave subbuglio: temono la galera con manette vere, altro che elmi con le corna).
Con questo accordo finanziario, il mondo delle cooperative, le grandi banche dell’Emilia Romagna e della Lombardia diventano soci di una delle più corrotte famiglie italiane, i Ligresti, già finiti in galera con tangentopoli, uno dei più poderosi e solidi bracci destri di Silvio Berlusconi e di Roberto Formigoni nel mercato dei capitali.
Tanto per farvi capire il Senso dell’editoriale in questione, finisce così: “…..hanno ragione i tassisti”.
E se Confindustria usa questi toni –e sa ciò che sta dicendo- vuol dire che stanno cercando di metterci nel sacco a tutti con un inciucio consociativistico che rende sempre più legittima la definizione delle manovre di governo come La Grande Truffa.
Diffondete l’articolo dell’”eroe mediatico” Zingales, soprattutto presso le persone per bene della sinistra democratica che hanno il diritto di sapere che i più importanti sostenitori e finanziatori del PD hanno scelto di allearsi e associarsi nel mercato dei capitali con il livello più esteso e basso di corruzione economica nel paese. Sono andati al salvataggio di Silvio Berlusconi e di Roberto Formigoni. E’ bene che la gente si renda conto in quali mari sta navigando la Concordia dell’appoggio a Mario Monti.
Ecco alcuni pezzi dell’articolo in questione:
Solo cinque anni fa FonSai capitalizzava cinque miliardi di euro, oggi in borsa ne vale solo 235 milioni. Un maligno potrebbe pensare che si tratti di un’iniziativa ad arte volta ad impedire che una rete come quella di Fondiaria, che deve essere fatta di ferro per resistere ancora in piedi a più di un quarto di secolo di cattivo management, finisca nelle mani di un imprenditore capace. Per Mediobanca, che ha il 13,5% di Generali, sarebbe un duro colpo. Meglio un manager meno in gamba. Meglio se un’altra compagnia di assicurazioni. Si consolida ulteriormente il mercato (a vantaggio di tutti i produttori incluse Generali) e si distrae un competitore che per i prossimi anni sarà impegnato a raccapezzarsi nella confusione lasciata dai Ligresti. Io temo che la realtà sia meno machiavellica, ma, se possibile, peggiore.
In passato l’ho definito capitalismo di relazione, ma ora ritengo che sia offensivo nei confronti del capitalismo, quello vero. Preferisco chiamarlo comunismo societario. D’altronde una delle differenze sostanziali tra capitalismo e comunismo è chi prende le decisioni. In un sistema capitalistico sono i proprietari a scegliere e a subire le conseguenze economiche delle proprie scelte sbagliate. In un regime comunista le scelte economiche vengono fatte secondo una logica di potere e le conseguenze economiche di queste scelte non ricadono su chi le fa, ma sulla collettività. Si nomina la persona di cui ci si fida, la persona che non mette a rischio la posizione di potere di chi lo nomina. Questa è la logica che ha sempre prevalso in Mediobanca.
Unipol viene scelta non perché è la migliore opzione per gli azionisti di FonSai o quelli di Mediobanca, ma perché è la meno pericolosa per il sistema di potere di cui Mediobanca è al centro.
Unipol non viene scelta perché disposta a pagare di più gli azionisti, ma perché più disponibile a strapagare la famiglia Ligresti, dando a «ciascuno dei suoi componenti» (bimbi compresi?) un patto di non concorrenza della durata di cinque anni, in cui ognuno di loro riceve 7oomila euro all’anno per «non avvalersi dei loro consolidati rapporti con la rete agenziale e la clientela del gruppo FonSai», come recita la lettera di intenti di Unipol. Data la performance dimostrata dalla famiglia Ligresti io avrei offerto quella cifra a qualsiasi concorrente che li volesse assumere.
Questo comunismo societario ha potuto trionfare in Italia perché non c’erano le regole sulla trasparenza, concorrenza, e rispetto dei diritti degli azionisti di minoranza di cui un mercato ha bisogno.
Ben vengano le tanto attese (anche se troppo modeste) liberalizzazioni dei tassisti, dei farmacisti, e dei notai. Se l’Italia sta affondando, però, non è perché abbiamo due farmacie o tre taxi in meno. È perché i meccanismi di selezione della nostra classe dirigente sono distorti. Nel Far West privo di regole prevalevano i pistoleri più veloci, non i manager più capaci. Nell’Italia senza regole prevalgono i Gardini, i Ligresti, i… È l’incapacità di manager come questi a competere sui mercati internazionali che sta facendo affondare il nostro Paese.
È ora che Consob, Agcom, e governo agiscano.
Altrimenti hanno ragione i tassisti.


La Grande Truffa si tinge di bugie, di ipocrisie.
Questo governo è sostenuto, fondamentalmente, dagli interessi retrivi e reazionari della P2. Sentite che cosa risponde il ragionier robotico Mario Monti alla domanda elementare di Lilly Gruber che gli chiedeva se lui fosse massone "non so bene cosa sia la massoneria. Io so di certo di non essere massone e non saprei neanche come valutare o accorgermi se uno lo e'. In fin dei conti per una persona banale e concreta come me e' un concetto un po' evanescente".
Sono contento che Mario Monti ci consenta legalmente di definirlo una “persona banale”. Concordo con lui, è ciò che è.
Per non dire di peggio.
Cito, inoltre, il commento di Gioele Magaldi, Maestro Venerabile del Grande Oriente Democratico, una loggia laica e libertaria della Massoneria italiana, rispetto a questa frase del nostro robot. La frase ha un suo peso perché proviene dall’interno della massoneria. E’ un fratello che si assume la responsabilità civile e politica di sbugiardare un altro fratello, e lo fa nel nome della necessaria pulizia etica di cui abbiamo tanto bisogno nel paese.
Per ora ci limitiamo a registrare queste parole, riservandoci a breve un adeguato commento. In questa sede possiamo solo osservare che, dopo i Ministri che ricevevano in regalo appartamenti o viaggi a loro insaputa, adesso l’Italia ha un Premier che è MASSONE A SUA INSAPUTA
Forse l’avranno consigliato di parlare così i Fratelli inglesi della City di Londra (“negare, sempre negare, anche di fronte all’evidenza”, come del resto suggeriva Licio Gelli ai fratelli piduisti, se colti con il sorcio in bocca e il nome in qualche lista) dai quali il Massone anglofilo Monti è appena andato a chiedere fraterno soccorso per il suo traballante percorso di statista”.
Come dire, è andato a Londra, buttandosi in ginocchio, per vendere e svendere il patrimonio pubblico italiano, garantendo adeguata copertura grazie ad accordi compiacenti in borsa tra PD e PDL, tra Unipol e Ligresti.
Sulle spalle del popolo italiano.
Sulla pelle di tutti noi.
Bravo Zingales.
Grazie per essere una persona normale, un professionista attendibile che fa il suo lavoro normalmente. E per fare informazione in maniera normale. Purtroppo, in Italia, sono costretto a definirti “eroe”. Ma noi sappiamo come stanno le cose.
Stanno cercando di far ripartire la Concordia, così com’è: depositata sul fianco a 90 gradi piena di petrolio inquinante con la chiglia squarciata.
A noi vogliono farci credere di averla riparata e che presto prenderà il largo.
Vi stanno raccontando una bugia. Un falso.
Vi stanno truffando, tutto qui.
In compenso c’è chi ci guadagna e tanto.
Come sempre in questo smemorato paese narcotizzato.
Noi non abbiamo bisogno di nessuna pulizia etnica come reclama la destra, oggi.
Noi abbiamo soltanto bisogno di una definitiva Pulizia Etica.
E’ ben altro dire.


6 commenti:

  1. Come si fa ad essere ottimisti allora?

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  2. Definitiva Pulizia Etica.
    Bene. Ma chi sarebbe il pulitore? E della sporcizia che fare? Nasconderla? Esportarla? Incinerarla?
    Cerchiamo almeno di metterci in grado di smascherare l'eventuale prossimo "salvatore" farlocco che il sistema probabilmente metterà in pista. Le premesse ci sono tutte e i nostri connazionali, sotto sotto, l'uomo forte lo stanno ancora aspettando. Quasi quasi sarei disposto ad aspettarlo anch'io, purché sia quello vero...

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  3. Va bene tutto, o quasi. Va bene rendere pubblico l'inciucio.
    Per favore, però, non insista con il Grande Oriente Democratico: signori che non rappresentano davvero niente di consistente.

    Farebbe bene a scegliersi degli Sponsor migliori.

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    1. Sei sicuro che non rappresentino niente di consistente?
      Io sarei dell'opinione opposta ma sono aperto al dialogo.
      Hai qualche elemento per sostenere ciò?

      Ps nessuna vena polemica.Jack

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  4. Caro Sergio,
    lei parla di definitiva Pulizia Etica...
    Si, credo anch'io che ce ne sia bisogno. Ma non sarà certo il popolo, questo popolo, ad attuarla. D'altronde, il potere è talmente nelle mani di chi lo detiene che nessuno glielo toglierà... Tranne una catastrofe epocale, uno tsunami universale che tutto distrugga e purifichi inducendo l'umanità - o meglio, quel che ne rimane - a ricominciare daccapo sotto l'egida di principi morali universali e, in particolare, non sotto le leggi economiche e finanziarie che oggi dominano tutto e tutti...

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  5. chi ci capisce qualcosa è bravo, io no.

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