lunedì 16 gennaio 2012

Meno male che ci hanno retrocesso in serie BBB+. Adesso è il momento di battere la criminalità organizzata.

di Sergio Di Cori Modigliani

Finalmente delle buone notizie. Ne avevamo bisogno.
Quando ci si trova in una condizione di grave disagio, essere positivi diventa essenziale. In Usa, la cultura New Age, sul cosiddetto “positive thinking” ci ha costruito un gigantesco marketing, una cultura, una prospettiva esistenziale che negli anni’80 è dilagata arrivando anche da noi, contaminando la vita quotidiana e contribuendo a costruire un immaginario collettivo “apparentemente” evolutivo, apparentemente spirituale, apparentemente eugenetico. Il sedicente pensiero positivo, al di là della sua ovvia banalità, in verità è una truffa psicologica, anche –e soprattutto- pericolosa per l’igiene mentale. Ci tengo a precisare che sono sempre stato, e tuttora sono, un carattere ottimista, è la mia natura. Ma amo l’ottimismo realista, l’unico binario sul quale il cosiddetto “pensiero positivo” possa eventualmente funzionare. Per il resto è aria fritta che diventa alimento fondamentale per manipolatori, truffatori, guru, maghi, faccendieri, politicanti, e in ultima istanza coloro che detengono il potere. L’aspetto snervante e negativo del pensiero positivo consiste nella subdola argomentazione capziosa che penalizza la vittima, la quale, oltre al danno –oggettivo e soggettivo- si trova anche a dover incorporare il senso di colpa per non essere positiva e non esserlo stata, il che aggiunge beffa e sconcerto al danno subìto. Se la polizia vi avverte per iscritto che domani mattina arrivano gli ufficiali giudiziari con le manette alle 8.30, per applicare lo sfratto esecutivo, non ci sarà immagine visiva piacevole che possa trasformare l’evento a vostro vantaggio: meglio procurarsi un avvocato geniale e abile, non si sa mai. E così via dicendo.
Sul pensiero positivo, il sultano di Arcore ci ha costruito il suo immondo impero di falsità, illegalità, manipolazioni continue. Applicato alla realtà della nazione italiana il “pensiero positivo” pidiellino (derivazione in campo politico della struttura marketing della pubblicità) ha determinato il fatto che al popolo italiano sono state celate e nascoste le autentiche cifre del dissesto, sono state nascoste le dimensioni del danno economico e sociale provocato dalla corruttela e il paese ha superficialmente vissuto –in maniera positiva e ottimista- senza rendersi conto (o senza “voler” rendersene conto, il che, in termini pratici, è la stessa cosa) dell’esatta realtà della situazione del paese.
La settima potenza industriale al mondo (così era a luglio del 2011, oggi è l’ottava, a giugno diventerà nona e a marzo del 2013 undicesima uscendo fuori dal rango dei G10) non “entra in recessione economica” in due mesi e senza preavviso, lo capisce anche un deficiente.
Ma pensare positivo, funziona. Dietro la truffa del new age c’è una verità autentica sulla quale hanno costruito una bolla marketing. In ogni truffa –purchè sia ben congegnata- c’è sempre qualcosa di vero su cui poi il truffatore monta abilmente il suo castello di carte illusorio. Ma il “pensiero positivo” diventa e si trasforma in valore solo e soltanto se fa riferimento a un fatto, evento o dimensione che abbia statisticamente una percentuale razionalmente sostenibile di verifica. Se l’intera città di Novara, ad esempio, nessuno escluso (ultimo in classifica nel campionato italiano di calcio) da domani pensa che vincerà il campionato e tutti si getteranno in città a pensare positivamente alla vittoria finale, produrrà soltanto una cocente frustrazione e delusione collettiva. L’errore, infatti, stava a monte, non avevano preso in considerazione il rango tecnico e la realtà dei fatti oggettivi.
Eppure abbiamo bisogno di notizie positive, perché sono essenziali per coltivare il buon umore, il quale allieta la vita, rende più aperti e disponibili, e in ultima istanza finisce per creare una realtà migliore.
Ma le notizie positive se sono “inventate di sana pianta” finiscono per produrre l’effetto contrario: producono irritazione, malumore, e quindi pensiero negativo quando ci si trova davanti all’inequivocabile vaglio del dato reale oggettivo.

Mescolando, quindi, questi due principii, quello della necessità del pensare positivo per non deprimersi e quello della buona notizia legata a un fatto reale e non immaginario, mi accingo oggi a definire come LA PIU’ POSITIVA E BELLA NOTIZIA in campo psico-economico che potesse essere data al popolo italiano quella realtiva al nostro declassamento: grazie Standard & Poor’s.
“Il sistema bancario italiano viene punito da Standard & Poor’s e l’Italia viene declassata al rango di BBB+: finiamo insieme a Perù e Colombia” (titolo de Il Sole24ore).
Ma che meraviglia di notizia!
E’ il paradosso della surrealtà in cui viviamo.
Questa sì che può spingere verso il pensiero positivo e può nutrire la ragione per aiutarci a individuare delle alternative utili per la ripresa; è una notizia che non può che rallegrare gli spiriti sereni attirati dalla Luce. Ben diversa dalla frase “negativa” regalata come dono di natale dal ragionier Monti al popolo italiano il 23 dicembre 2011: “L’Italia ce l’ha fatta; i mercati ci hanno premiato, le banche sono solide e abbiamo messo i conti in sicurezza, adesso pensiamo alla crescita”. E’ servita a far ingoiare qualche pezzo di capitone o agnello o cappone a natale. Il 3 gennaio la truffa è stata subito smascherata dai mercati, perché la squisita digestione -dopo la bellissima frase positiva che avrebbe dovuto generare soltanto positività- non ha modificato neppure di un millimetro lo stato reale delle cose. Il ragionier Monti si è comportato (e si sta comportando) né più né meno del comandante della nave Concordia che seguitava a negare il naufragio pensando che, per magia (il trionfo del pensiero positivo) la sua nave avrebbe vinto le leggi di gravità, della fisica e dell’ingegneria idraulica. Forse pensava che volando sarebbero finiti su un altro pianeta. Dopotutto, la pubblicità della Costa non definiva il viaggio “la crociera dei sogni?”.
Ecco la mia motivazione

La notizia economica è positiva..

Ma come? Ci degradano e va considerata una buona notizia? Sì, proprio così.
Finita, grazie all’esplosione della crisi economica (cioè, grazie al fatto che gli italiani hanno preso atto che “esisteva” una crisi economica in atto da ben 4 anni e negata, celata e nascosta del precedente governo e dall’opposizione fittizia) arriva una notizia che non può che fare del bene a tutti: “perché ci spinge ad avere i piedi in terra e fare un bagno di realtà”.
L’Italia finisce appaiata con Perù e Colombia, i due più importanti paesi produttori di cocaina al mondo, e con loro, invece di vincere lo scudetto, finiamo con il marchio BBB+. L’Italia è il più importante paese distributore di quella stessa cocaina (prodotta da Colombia e Perù) che attraverso la ‘ndrangheta, la mafia e la camorra organizzata inondano quotidianamente il mercato urbano nazionale. Siamo il loro più importante cliente e distributore. E’ giusto, quindi, che ne condividiamo la sorte, sottraendoci alla mitomania del PD (“non esiste in nessun caso e in nessun modo una questione morale all’interno del PD e non esiste nessuna situazione neppure dubbia o ambigua in ogni amministrazione regionale, provinciale o comunale nella quale eletti del PD sono al governo in cui esista neppure un’ombra sul loro operato”. On. Pierluigi Bersani, Pesaro 20 luglio 2011) alla mitomania irresponsabile del ragionier Monti (“abbiamo messo i conti in sicurezza, l’Italia è definitivamente fuori dalla soglia di incertezza finanziaria; le nostre banche sono solide, solvibili e liquide. Adesso possiamo pensare con tranquillità e ottimismo alla crescita e alla ripresa, i mercati stanno rispondendo molto bene e verremmo presto premiati”. Roma 2 Gennaio 2012) e a tutta la truppa mediatica asservita –soprattutto quella di deriva democratica- caduta con tutti i piedi dentro la trappola del “tecnicismo” becero che segue gli indici della borsa valori di Milano come se fossero veri, che descrive il mercato finanziario italiano con termini inglesi e irrilevanti sciocchezze da parvenu dell’ultim’ora che giocano a fare i grandi capitalisti come se in Italia esistesse un mercato libero e come se l’Italia fosse un paese capitalista democratico invece che una nazione medioevale dove al mercato sono ammessi soltanto e unicamente i soggetti aristocratici di sangue nero (neologismo che indica l’aristocrazia finanziaria italiana, Black Blood, ovverossia coloro che vengono ammessi valorizzati e promossi soltanto se presentati e sostenuti da partiti politici che li garantiscono) e a tutti i ben pagati televenditori dei talk show che nei loro telegiornali quotidiani parlano di compravendite di banche come se si trattasse di istituti di credito invece che di luoghi di incontro tra capitale illegale di origine criminale, imprenditoria corrotta e funzionari di partito prezzolati.
Finalmente possiamo uscire allo scoperto e sottrarci alla mitomania.
Questo sì che ci aiuta. Questo cì spinge verso una prospettiva ottimista per il futuro, perché ci aiuta a recuperare il furto più grave che sia stato realizzato sulla pelle del popolo italiano depauperandolo culturalmente prima, socialmente poi, e inevitabilmente, infine, anche economicamente: ci hanno rubato il Senso e il Significato della realtà oggettiva. Ascoltare Maurizio Gasparri che dichiara “siamo contro il governo delle banche perché storicamente la destra è sempre stata per l’equità” o Gianfranco Fini dichiarare “siamo in prima linea nell’abbattere i privilegi della casta che io personalmente ho sempre fieramente combattuto” o Pierluigi Bersani sostenere che “questo governo è sorretto dalla nostra responsabilità, sta sulla strada giusta e ci sta portando fuori dalle sacche”, tutto ciò non appartiene più né al Senso né al Significato. E’ surrealtà pura.
E’ per l’appunto Insensato, Senza Senso, Insulso, Contro Senso.
Mettetela come vi pare, ma è sempre comunque il frutto di una mitomania, di un falso ideologico, di una volontà di abili consulenti della comunicazione che hanno capito come appiattire il dibattito, destrutturare il linguaggio per spingere gli italiani in perenne stato di confusione e narcolessia al fine dichiarato di NON VEDERE LA REALTA’ DELLE COSE PER CIO’ CHE ESSA E’, quindi, poterla manipolare a proprio piacimento. Con ovvia penalizzazione del bene collettivo e produzione di dati oggettivi negativi.
Finalmente siamo riconosciuti per ciò che siamo diventati, in termini reali: un’economia inceppata, decadente, dove il controllo dei movimenti di capitale è nelle mani della criminalità organizzata, ragion per cui ogni manovra economica del governo è irrilevante, inutile, priva di alcun senso, senza valore aggiunto, perché non intacca in alcun modo la natura essenziale del problema: ripulire il mercato dalla corruzione, affidare alla giustizia i criminali responsabili, valorizzare le imprese virtuose e ordinare alle banche di far circolare il danaro a favore di chi produce lavoro, ricchezza materiale e benessere sociale.
Non può che fare del bene a chi è malato di cancro e gli hanno fatto credere che aveva una semplice bronchite, sapere, invece, che finalmente c’è chi ha identificato la autentica natura del male; lì per lì angosciante all’idea di trovarsi davanti una diagnosi impietosa ma che rivela un grandioso vantaggio: il cancro, per quanto perfido, è semplicemente un’anomalia biologica, una malattia che, se presa in tempo, grazie a terapia adeguata può essere combattuto e battuto. Quindi esiste possibilità di cura e di guarigione.
E noi siamo ancora in tempo.
Ma se andiamo avanti come mitòmani che si ingozzano di aspirine e tisane pensando di battere così le cellule cancerose immettendo soltanto pensieri positivi e inventando scenari che non esistono, allora si arriverà troppo tardi.
Tutti i conti, bilanci, investimenti delle prime 50 banche italiane (al 100% sotto totale controllo manageriale di PDL PD UDC API FLI LEGA NORD) sono falsi e alterati perché devono nascondere provenienze finanziarie illecite. Al vaglio di solerti ispettori super partes,viene fuori l’inghippo. Idem per ciò che riguarda la maggior parte delle competenze professionali statali elargite non sulla base del merito ma della acquiescenza a una obsoleta struttura politica che non ha come obiettivo le uniche tre condizioni che possono rilanciare il paese: pragmatismo, efficienza, efficacia.
Siamo un paese di serie B: o lo accettiamo e ci adeguiamo trovando spunti positivi nella nostra ritrovata retrocessione, oppure ci rimbocchiamo le maniche per ritornare in serie A.
La preoccupazione (non fatevi fregare cadendo in questa trappola) non deve essere nostra, rispetto al downgrade in serie B: “tecnicamente” non ci riguarda. Ma è utile per consentire ai più distratti, riottosi, eccessivamente ottimisti, superficiali e scettici tra i cittadini, per avere la possibilità di cominciare a ragionare in termini realisti. E quando si comincia a parlare di dati reali, allora aumentano le possibilità di affrontare la realtà e quindi modificarla a proprio vantaggio.
Il sistema bancario italiano è malato gravemente e sta colando a picco. Potrebbe essere salvato dall’attuale governo con l’aiuto della BCE e del Consiglio d’Europa senza dover iniettare neppure un euro, senza varare nessuna manovra, senza dover gabellare il popolo con una nuova tassa. Basterebbe dare il via al ministero degli interni e a quello di grazia e giustizia affinchè svolgano il loro lavoro e pongano immediatamente fine all’impietoso arrembaggio dei politici corrotti collusi con la criminalità organizzata. Se non lo farà, tra due mesi (la previsione è di Moody’s e di Fitch) finiamo in BBB-, secondo tutti gli economisti e analisti finanziari in BB a giugno, in B a ottobre e non più tardi della primavera del 2013 finiamo addirittura fuori dal sistema finanziario mondiale, con la stessa CCC della Grecia. Il motivo? E’ semplice: il 75% della finanza depositata nelle banche italiane non viene dichiarata perché è di provenienza illegale e illegittima e di conseguenza necessita di copertura per far quadrare i bilanci che comporta la creazione di una coperta virtuale che finisce per inquinare il mercato mondiale. Al mercato mondiale non piace tutto ciò, non perché siano galantuomini o gente di grande spessore etico, nient’affatto. Il motivo è un altro, ben più basso: non li possono controllare, tutto qui.
Siamo una nazione pericolosa, perché fuori controllo legale.
La Spagna è molo meno pericolosa di noi, questo è il motivo per cui loro non sono stati retrocessi. Noi sì.
I rapporti degli organismi mondali sulla legalità relativi all’Italia sono impietosi, e per tradizione e consuetudine, una copia viene sempre inviata a tutte le agenzie di rating. A questo bisogna aggiungere il dato che l’Italia quest’anno è stata retrocessa come nazione al 69esimo posto come nazione più corrotta del mondo, siamo finiti dopo il Ghana e prima della Bolivia. L’affaire Cosentino –e questa AVREBBE DOVUTO ESSERE LA NOTIZIA DEL GIORNO- è arrivato sui tavoli di chi segue la vicenda Italia, ha avuto un effetto dirompente e ha spinto Standard & Poors ad accelerare la propria decisione anticipandola di venti giorni: era prevista per il 31 gennaio. Sono proprio loro a dirlo, bocciando in una botta sola il governo del ragionier Monti e il comportamento di Mario Draghi: “l’incapacità degli organismi istituzionali dell’eurozona nel prendere decisioni efficaci mescolata a una situazione interna, come nel caso dell’Italia, dove il quadro politico è tutt’ora traballante e non sembrano esserci adeguati controlli sui dispositivi legali che controllano la veridicità dei bilanci bancari, molto spesso inattendibili perchè non verificabili, inducono fortemente nello spingere a identificare un trend negativo al ribasso” (pag. 12 della motivazione di Standard & poor’s).
Da ieri, il resto d’Europa ha un motivo in più per considerarci inattendibili e irresponsabili.
Hanno ragione.
Per noi cittadini comuni non cambierà nulla né in un senso né nell’altro. Non ci saranno aggravi né tantomeno miglioramenti.
La considero una buona notizia perché l’Italia ha bisogno soprattutto di un bagno nella realtà. E’ stato bocciato il governo Monti,. l’intero sistema bancario nazionale, l’intero sistema industriale e tutta la classe politica irresponsabile.
Ci hanno mandato un segnale. Spetta a noi tutti fare in modo di cambiare rotta.
A pagine 76 del rapporto annuale sullo stato delle diverse nazioni compilato dalle diverse agenzie di rating consegnato ai membri del Consiglio d’Europa si legge che “in Italia è stato calcolato nella cifra di circa 800 miliardi di euro, la quantità di risorse economiche che il crimine organizzato nella Repubblica Italiana ha sottratto al mercato nazionale senza che nessun governo abbia attuato alcun dispositivo di sicurezza interno a salvaguardia dell’economia nazionale e della capacità imprenditoriali dei soggetti economici virtuosi che rispettano i codici e i parametri legali del libero mercato internazionale applicando con efficienza, e rispetto dei parametri, i dispositivi richiesti dai rispettivi trattati che regolano la distribuzione delle merci all’interno dei paesi comunitari”.
La responsabilità è, da oggi, al 100% di Mario Monti e di Giorgio Napolitano, non dei mercati.
Pretendiamo da loro che ci spieghino che cosa intendono fare per fermare questo processo. Se non ce lo dicono vuol dire che nascondono la verità ma è un nostro DIRITTO costituzionale esserne messi a conoscenza.
Dobbiamo, con tutte le nostre forze, esigere che il governo vari IMMEDIATAMENTE delle misure eccezionali contro la criminalità organizzata e che varino un piano tale da consentire alla magistratura il controllo tecnico di tutti i bilanci, di tutti i depositi e di tutti i prelievi dei singoli istituti finanziari ai quali la BCE darà dei soldi per salvarle.
Sono soldi sottratti al mercato dei capitali. Se finiscono per ricadere a pioggia nelle mani delle cosche che seguiteranno a inquinare il mercato, meglio finire quanto prima possibile in serie C. Sperando, nel frattempo, che qualcuno dentro i partiti della cosiddetta sinistra democratica si decida a fare L’UNICA COSA che devono fare: l’autodenuncia.
Pretendiamo che ritrovino quel senso di dignità sociale, di etica civile, di rispetto per chi paga le tasse tale da spingere i funzionari più responsabili dei partiti a denunciare i propri polli, in tal modo evitando la trappola dei guelfi e ghibellini. Vogliamo, ad esempio, dal PD che cominci a spiegarci come mai la regione Emilia-Romagna è attualmente considerata dalle prime 10 agenzie internazionali che si occupano di monitorare le attività illegali criminali “la regione d’Europa” con il più alto tasso in assoluto di penetrazione mafiosa nel sistema bancario, addirittura sei volte maggiore che in Sicilia.
Vogliamo che ci spieghino come sia possibile che la Banca Popolare dell’Emilia Romagna abbia 44 sportelli a Crotone non avendo neppure un’azienda emiliana che opera in Calabria e ci piacerebbe sapere come sia possibile che dal 2007 al 2011 in tale banca sono affluiti circa 20 miliardi di euro di depositi ma che, allo stesso tempo, il titolo in borsa è passato da 23 euro ad azione a 5 euro, finendo –essendo una banca di credito cooperativo- per depauperare i correntisti locali della regione Emilia e provocando la messa in mora e conseguente bancarotta di circa 17.000 piccole e medie aziende. In compenso la diffusione delle concessioni autorizzate dalla regione per giochi d’azzardo è aumentata del 1456% in cinque anni; nessuna delle concessionarie è in regola con il pagamento delle tasse richieste dallo stato. Vogliamo sapere quando la Consob e la Banca d’Italia invieranno delle apposite ispezioni per controllare tutti i libri contabili nell’ultimo decennio.
Degradandoci in serie B, Standard & Poor’s ci ha fatto un enorme piacere.
Sta aiutando il paese a smascherarci. E’ ciò di cui abbiamo bisogno.
Le belle notizie, oggi –e mi auguro anche domani e dopodomani- devono essere quelle legate alla realtà delle cose non a presupposte manovre della fase 2.
L’unica fase percorribile è quella della immediata denuncia della totale presa di possesso da parte della criminalità organizzata dell’intero sistema bancario nazionale.
Non esistono alternative, non esistono misure, non si tratta di aliquote.
O il governo e i partiti politici che intendono farlo, scendono in campo subito e dichiaratamente contro l’esproprio coatto dell’imprenditoria che lavorava e produceva ricchezza, oppure –nel caso non lo faccia- seguiteremo ad essere retrocessi, di un gradino ogni tre mesi.
Da informazioni più che attendibili, sappiamo con certezza che fior di magistrati incorruttibili (altra buona notizia, davvero ottima, esiste eccome tanta brava gente per bene che lavora per noi) sono pronti con le carte in bocca e aspettano soltanto un semaforo verde, sono ai blocchi di partenza, ma non viene dato loro il via.
Per evitare che facciano il loro lavoro c’è chi sta spingendo a tutto vapore per nuove elezioni  subito sapendo che le vinceranno approfittando del marasma generale.
Dobbiamo invece approfittare della nostra serie B per ripulire casa nostra.
Non esistono alternative dato che ci hanno sottratto il Senso.
Non c’è fase due, né manovra, né inutili discorsi fuorvianti.

O Cosa Nostra o Casa Nostra.

Queste sono le due uniche vere alternative, oggi, nella Repubblica Italiana.
Lo sanno tutti, che è così.

Vogliamo un chiaro segnale politico che ci indichi quale delle due strade si intende percorrere.

Tutto il resto è pura fantasia, quindi cattive notizie.


2 commenti:

  1. Questo è un post molto coraggioso e probabilmente tra i tuoi più belli.
    Lo dico da Bolognese. E da ex sostenitore del "pensiero positivo".
    Ma anche io, come te, rimango un inguaribile ottimista.

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  2. Movimento 5 Stelle.
    La nostra unica speranza :-D

    Complimenti per il post

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