giovedì 14 giugno 2012

Quest'uomo non sta facendo gli interessi della nazione. Ci sta svendendo. Ci sta affondando. E lo fa in piena consapevolezza.



di Sergio Di Cori Modigliani


Subdolamente, il sole24ore, ieri mattina, titolava “Schnell frau Merkel!”.
L’idea di base consisteva nel ricordare ai propri lettori, a nome della Confindustria, che la situazione italiana oggi, sarebbe –secondo loro- com’era nell’ottobre del 2011 quando decisero di eliminare Berlusconi.
Ricorderete che, in quei tumultuosi giorni, il quotidiano economico titolò “Fate presto” con anomale lettere cubitali, schiacciando il campanello d’allarme.
Il secondo significato, retrostante questo titolo, consisteva nel fornire un viàtico d’accompagnamento per il ragionier vanesio che stava partendo per Berlino, incitandolo a metter fretta alla Merkel, sapendo che a Berlino, a Wall Street, alla borsa di Londra, ilsole24ore è un giornale che viene letto quotidianamente con la lente d’ingrandimento, con il microscopio e con esperti interpreti di cose italiane, per comprendere che cosa stia accadendo nel nostro paese.
La Merkel ha risposto –ed era fin troppo chiaro che la frase era rivolta all’industria italiana- addirittura di persona. In un breve commento rilasciato a un giornalista di Der Spiegel ha detto: “L’Italia è un paese solido che sta facendo molto bene. E’ un momento delicato e ne siamo consapevoli. Non c’è fretta. Non c’è alcuna fretta”. Fine della trasmissione.
Poche ore dopo, in conferenza stampa, il nostro premier si è dilungato nella sua consueta melensaggine, imboccando la truppa mediatica asservita perché gli facessero la domanda giusta, che, va da sé, è puntualmente arrivata.
“Lei ritiene, signor presidente, che ci troviamo nella situazione in cui sarebbe il caso di prendere in considerazione l’ipotesi di dare il via alle dismissioni del patrimonio pubblico italiano?”.
Risposta ufficiale: “Le dirò di più, se è per questo. Posso tranquillamente dire che non soltanto è un ipotesi, ma stiamo studiando il progetto che è in fase avanzata, l’abbiamo già preparato, e sarà mio compito e dovere quello di informare molto presto sia il parlamento che l’opinione pubblica della scelta che il governo farà, in merito alla questione”. Fine della trasmissione.

Travolti dallo spread, rigore, tagli, ecc., la vendita del patrimonio pubblico verrà presentata come necessità, addirittura richiesta a gran voce da tutti, con l’aggravante suicida di un sospiro di sollievo, perché così si evita una manovra suppletiva per evitare che la massa sia costretta perfino a rinunciare all’ombrellone in spiaggia. Il che, in questo paese di bèceri, potrebbe far scatenare tumulti sociali. Per la serie TINA: non c’è alternativa. “O vendiamo o c’è il baratro”.
Così stanno organizzando la faccenda.

Ciò che non viene spiegato (approfittando dell’amnesia italiota) sono i precedenti.
Ricorderete il 10 gennaio 2012.
Il governo si era insediato da due mesi, era passato il decreto salva-Italia (???) con l’applicazione dell’Imu, il taglio delle pensioni, l’aumento dell’iva e la manovra suppletiva. Tutti adoravano Mario Monti dove contava, in Italia, su un saldo 75% di gradimento.
Il nostro baldo premier, sull’onda del successo, vola a Londra dove rimane tre giorni.
Ritorna più pimpante che mai.
Vengono rilasciate diverse dichiarazioni ufficiali nelle quali non si dice nulla di nulla. In teoria non si capisce neppure che cosa sia andato a fare in Gran Bretagna se non a prendere dei gran applausi, onorificenze varie, medaglie, premi e cotillons. Si disse, allora, che era un investimento d’immagine per mettere una pezza con gli inglesi laddove il sultano di Arcore aveva creato uno spaventoso vuoto di credibilità. Tutti d’accordo. Abbasso la fellatio, evviva la sobrietà!

Chiedo scusa ai lettori perché qui devo fare un’autocitazione, ed è davvero imbarazzante.

Questo blog fu l’unico, in Italia, a dare la notizia che Monti, in Inghilterra, si era incontrato con il management finanziario che gestiva fondi d’investimento in Italia presso la Black Rock hedge funds gestito da Goldman Sachs, emiri arabi, gruppi oligarchici della massoneria conservatrice inglese, e aveva chiuso un accordo che ruotava su questi princìpi: dava in garanzia (cioè vendeva) parte delle riserve auree dell’Italia (di cui non è tenuto a dar conto al popolo italiano –sorretto dalla Legge- perché la notifica, il presidente del consiglio la deve dare al ministro dell’economia (che è lui) il quale la deve poi sottoporre per approvazione al ministro del tesoro (che è sempre lui) e poi farla sottoscrivere dal governatore della Banca d’Italia, dal presidente e dal vice-presidente (da lui appena eletti in carica); in cambio otteneva la garanzia che la Royal Bank of Scotland e la Banca d’Inghilterra avrebbero acquistato bpt italiani fino a portare il differenziale di spread intorno ai 150 punti entro tre mesi al massimo; si accordò con il potere finanziario oligarchico che da sempre ha come sogno e come ambizione quello di appropriarsi dei gioielli italiani che appartengono allo Stato, quindi al popolo che paga le tasse, vendendoli di lì a sei mesi. In tal modo, si andava ad attaccare la spina dorsale della ricchezza della repubblica italiana statale, calcolata intorno ai 2000 miliardi di euro (unica garanzia per evitare di finire come lo Zimbabwe) oltre al fatto dell’importanza geo-strategica nell’avere sotto controllo statale ENI, ENEL, FINMECCANICA, ITALGAS (gestione delle risorse energetiche e militari); si andava ad intaccare la più importante risorsa italiana non finanziaria in assoluto: circa 10.000 opere d’arte e 2.500 edifici storici per un valore riconosciuto intorno a diverse centinaia di miliardi di euro; gran parte delle opere d’arte si trovano nei caveaux sotterranei della Galleria Uffizi, nei sotterranei sotto al Campidoglio, in Umbria, in 150 caveaux sigillati controllati dalla Guardia di Finanza; si consentiva il via libera nel conferimento delle licenze d’esercizio ad uso capione della battigia di tutto il litorale adriatico da Ravenna al Gargano, comprensivo di un piano d’investimento turistico-alberghiero che avrebbe visto la gestione proprietaria in joint venture dei Lloyd’s di Londra e della Allianz di Francoforte che avrebbe, inevitabilmente, finito per strozzare tutto il settore alberghiero gestito come impresa a conduzione familiare, e che dà da mangiare a circa 2 milioni di persone dal Veneto alla Puglia, passando per Romagna, Marche, Abruzzo. Poiché nell’accordo entrava anche la finanza araba, interessata sia a Eni (così vendono il petrolio a se stessi e il profitto finisce a Riad) sia alle grandi banche italiane (così gestiscono sia il patrimonio immobiliare del nostro paese sia la possibilità di avere gangli importanti per il lavaggio veloce di capitali di dubbia origine) venne garantita, in quell’occasione, che la imminente ricapitalizzazione della più importante banca “made in Italy” (così come richiesto dalla BCE) cioè Unicredit, sarebbe avvenuta in modo tale da far passare il pacchetto di maggioranza di controllo a un pool gestito da dodici emiri della EAU (Emirati Arabi Uniti) nel Golfo Persico, in tal modo liberi di poter intervenire a proprio piacimento nella gestione della finanza italiana.

Dieci giorni dopo, inizia la ricapitalizzazione ufficiale di Unicredit che si conclude con successo intorno all’ 8 febbraio. Il controllo del gruppo passa alla Aqbar Investment che sceglie come delegato a rappresentarli ufficialmente in sede di consiglio di amministrazione Luca di Montezemolo.
Il 10 febbraio 2012 il titolo valeva 4,76 euro.
Oggi, ne vale 2,34.
In data 6 giugno 2012, Corrado Passera ha definito Unicredit “una banca solida in piena salute”. A voi sembra possibile che sia in piena salute un’azienda che in tre mesi perde in borsa il 51% del proprio capitale?
La Aqbar ha fatto spostare circa 40 miliardi di euro, di cui non deve dar notifica a nessuno, per coprire parte dei quali sono state necessarie delle richieste alla BCE, immediatamente accettate. 
La banca è diventata un colabrodo ambulante.
Comunque sia, non è più italiana. La pubblicità televisiva recita un falso di mercato.

Quaranta giorni dopo, il 28 febbraio, il differenziale di spread scende fino a 274 punti. Certamente non lo fu grazie alle manovre economiche del premier, bensì grazie al fatto che i partners privati dell’accordo stavano rispettando la parola data. Esaltato dalla propria onnipotenza, Mario Monti annuncia in quel fatidico giorno: “Non vedrete più alcuna impennata di spread, ne potete star certi; stiamo calcolando il grande piano di investimento nazionale per la crescita basandoci sulla certezza che tra breve il differenziale di spread sarà ritornato a un sostenibile 150/200, forse, ma non voglio peccare di eccessivo ottimismo, addirittura sotto i 100 punti. In tal modo gli interessi che l’Italia deve pagare saranno molto ma molto inferiori a quelli precedenti e attuali”.

Tre mesi e mezzo dopo, cioè oggi, è a 480, il 232% in più delle previsioni del governo.

Calcolando (al millesimo) le aspettative del premier fatte in quel momento, e l’esatta ratio del mercato, mancano altri 32 miliardi di euro che devono essere coperti.
 A questo punto viene spontanea una reazione: sono degli incapaci, sono somari.
Magari!

Sono bravissimi, invece.
Il punto è che il loro obiettivo non consiste nel fare gli interessi dell’Italia.
Il loro obiettivo non consiste nel salvaguardare il patrimonio nazionale, quello finanziario, industriale, immobiliare, energetico, strategico, paesaggistico, geologico, artistico, culturale.
Il loro obiettivo non consiste nel pianificare una potenziale ripresa per impedire la svendita.
Proprio no.

Il loro obiettivo consiste proprio nel gestire la svendita.

Strozzata dall’accoppiata Berlusconi/Monti, l’Italia è in saldo al peggior offerente.

Sono bravissimi, non vi è dubbio: a fare interessi terzi.
Sono bravissimi, non vi è dubbio: a servire chi ha interessi strategici nel mettere in ginocchio la ricchezza del paese.
Sono bravissimi, non vi è dubbio: a garantire l’uscita dell’Italia (fino a pochi anni fa leader planetario nella produzione di merci, beni e servizi) dalle nazioni che contano perché sono ricche di loro.
Sono bravissimi, non vi è dubbio: a far credere al paese, per la seconda volta in otto mesi, che “o è così o il baratro”.

Anche Adolf Hitler propose se stesso, nel 1932, come unica alternativa possibile per recuperare la dignità perduta dal popolo tedesco.
Anche George Bush jr. propose se stesso nel 2000 come unica alternativa possibile per la ripresa economica planetaria e per la diffusione della pace nel mondo.
Ecc., ecc.

Quest’uomo non mi piace.

Non fa gli interessi del mio paese.

E io, al mio paese, davvero ci tengo.

Riguarda la destra e riguarda la sinistra, i settentrionali e i meridionali, i giovani e gli anziani.

E sia chiaro che non ha nulla a che fare con il nazionalismo.

Si tratta della inderogabile presa di coscienza collettiva che dobbiamo assumerci le nostre responsabilità individuali e cominciare a pensare in proprio, senza aspettare che arrivi l’uomo del destino o qualche potenza straniera a salvarci.

Sono otto mesi che l’uomo del destino è arrivato.
Sono otto mesi che le potenze straniere si sono schierate a disposizione per darci una mano.

I risultati odierni stanno sotto gli occhi di tutti.

La bagarre tra americani, inglesi, tedeschi e austriaci, su chi attacca oggi l’Italia e chi, invece, la difende, non è altro che una squallida giocata a poker tra squali bulimici e impietosi, seduti al tavolo dove li ha messi a giocare Mario Monti, garantendo tutti che le carte sono truccate, perché lui è il mazziere.

C’è chi strilla perché vuole un ulteriore sconto prima di passare alla cassa.

Tutto qui. Né più né meno.

“It’s just business”.

Sulla pelle di tutti noi.

Contano sul fatto che tanto gli italiani si bevono qualunque cosa.

Personalmente, preferisco fare lo sciopero della sete.

15 commenti:

  1. Già, come si era intuito già da tempo e come Barnard aveva preannunciato nel 'più grande crimine'.
    Ma noi poveri cristi a 1000 euro al mese (e ci teniamo ben stretto il posto di lavoro ritenendoci fortunati per avere un lavoro) come possiamo reagire? Come possiamo impedire che tutto ciò avvenga? Scioperando e manifestando? (tanto 'loro' se ne fregano come se ne fregano dei referendum) diffondendo? piangendo? cosa, cosa possiamo realmente 'fare'?

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    1. Il minimo che possiamo fare è parlare di queste cose rendendo consapevoli o almeno discutendone con più persone possibili. Affinchè ogni cambiamento avvenga bisogna raggiungere una massa critica di persone disposte a sostenerlo. Questa cosa possono farla tutti, poi chi può, da il suo contributo in più.

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    2. Mi sembra un suggerimento molto saggio e propulsivo

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    3. Premesso che l'articolo è impeccabile come sempre ti soppongo questo quesito. Dal mio punto di vista allo stato attuale una manciata di intellettuali liberi pensatori stanno cercando, prevalentemente online, ma con alcune importanti eccezioni nella realtà, di generare una consapevolezza profonda della situazione reale, delle sue cause e di ragionare su una possibile teorica via di salvezza per creare un humus su cui poi procedere ad un positivo rinnovamento sia della situazione economica che della nostra società tutta. Il problema che ravviso è che la materia pare altamente complicata e di ostica spiegazione/comprensione per la popolazione. Ritengo che solo una minoranza possa comprendere e che solo una ristretta parte di questa minoranza abbia la voglia e spesso purtroppo anche solo il tempo da dedicare alla lettura/ascolto/visione del materiale disponibile. E' vero che ci sono degli studi che asseriscono che esista una fascia di utenti/persone che riescono poi ad influenzare la maggioranza, non sono però sicuro che questi influencer (http://en.wikipedia.org/wiki/Influencer_marketing) possano arrivare ad un numero sufficiente con queste modalità di diffusione. Quello che mi chiedo è se non sia il caso di generare del materiale sempre preciso e impeccabile, ma semplificato, per permettere la diffusione ad un pubblico più vasto.
      Per andare al sodo: piaccia o non piaccia le persone sono pigre, se io stampo il tuo articolo così com'è e lo appiccico in una bacheca a scuola per intero lo leggeranno in "pochi", se avessimo però un 'volantino' più immediato e diretto, facilmente comprensibile e credo con facilità condivisibile e introiettabile da chi legge potrebbe divenire più facilmente fruibile, magari affiancato da un articolo di approfondimento. Occorre a mio avviso realizzare una specie di piccola stampa anti regime per consentire la generazione di un sistema di contro propaganda più diffuso e capillare.
      Un'altra idea potrebbe essere quella di fare un foglio A4 settimanale con le "ultime dal fronte" che sia stampabile e distribuito in negozi/uffici/aziende/bar
      Non è più pensabile che le informazioni si possano solo trovare in rete o per passaparola, se non ci evolviamo rientrando nella vita reale dovremo attendere 10-20 anni quando ormai non ci sarà più nulla da salvare...

      Dario

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    4. nonperfarpolemica15 giugno 2012 08:59

      ciao Dario, condivido in pieno il tuo pensiero ma anche leggere il giornale non è per i soliti pigroni di italiani...ormai tutto gira intorno alla TV: il 90% del tempo passato in casa si sta con la televisione accesa, per vedere i soliti, il più delle volte, squallidi programmetti che ci propinano o alle volte solo per farci compagnia. questa tendenza ci porta anche ad assimilare informazioni senza neanche rendercene conto. Loro lo sanno e infatti stanno utilizzando questo strumento per distogliere la nostra attenzione dai loro intrallazzi. sicuramente non è un'impresa facile, ma a mio avviso, uno dei pochi modi per far aprire gli occhi a tutti è attraverso il piccolo ma potentissimo schermo presente in tutte le nostre case...mobilitiamoci, occupiamo le reti televisive! disintossichiamo le nostre menti da tutte le bugie che ci raccontano!!

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    5. @ Anonimo 3:52 :
      Giusto,giustissimo,io cercavo e cerco ancora di parlarne a tutti quelli che mi capitano a tiro ma solo in pochissime occasioni riesco ad ottenere qualche risultato apprezzabile,l'idea dei volantini mi era già venuta in mente perchè credo che possa rappresentare un messaggio più forte

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  2. Sappiamo, e non ci vuole un economista, che per salvare un paese nelle condizioni dell'Italia le cose logiche da fare sono:
    1) utilizzare il patrimonio pubblico come garanzia sul debito in modo da togliere la cartuccia più efficacie in mano alle agenzie di rating.
    2) spendere i soldi pubblici in parte per risanare il debito e in parte per riattivare il ricircolo dei capitali affinchè imprese e famiglie possano ottenere prestiti e mutui più facilmente e possano così progettare un futuro.
    3) investire sulla scienza e tecnologia senza tentennamenti, e sulle energie rinnovabili che lo dice la parola stessa sono inesauribili a differenza degli idrocarburi.

    Le cose illogiche da non fare sono:
    1) dare i soldi pubblici alle banche senza pretendere poi da esse che ne prestino una parte ai privati a tassi agevolati
    2) non svendere il patrimonio pubblico a banche(che lo comprano coi nostri soldi) e multinazionali.
    3) tassare, temporaneamente le rendite maggiori molto di più delle rendite dei cittadini comuni, si può chiedere al milionario di rinunciare per un anno a 10 ville o 5 yacht oppure 50 automobili di lusso e via dicendo, non si può chiedere ad un pensionato o un operaio o un disabile di rinunciare nemmeno per una settimana alla spesa alimentare, ai soldi dell'affitto e alle medicine.
    4) affossare la ricerca e il mercato delle energie alternative per obbedire alle multinazionali dell'inquinamento.

    Il governo sta facendo tutte le cose illogiche e lo fa non per imperizia ma sistematicamente, da quando è stato nominato. Non ascolta critiche, obbedisce solo ai desiderata di certi settori i quali non fanno nemmeno finta di giocare dietro le quinte, anzi si fanno avanti senza troppi scrupoli e fanno la voce grossa affinchè i loro interessi non siano nemmeno scalfiti.

    Quando il conducente va dritto verso un burrone sapendo quello che sta facendo, nonostante i passeggeri gli urlino di fermarsi, significa che si cerca apposta un incidente, per far sì che poi ci siano polizia, ambulanze e soccorsi, che arrivino sul posto curino i feriti e poi consegnino ai passeggeri il conto dell'ospedale, sgomberino i rottami del veicolo e poi consegnino il conto dello sfascia carrozze e del rimorchio.

    Mi meraviglia che ancora un quasi 50% degli italiani continuino a dare fiducia a questi curatori fallimentari truccati da governo. Ma forse è più disperazione che fiducia.

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  3. Ottimo articolo! Ho postato un articolo sul mio blog questa mattina (http://freetaly.blogspot.cz/2012/06/saldi-anticipati.html). L'oligarchia illuminata che ha ordinato Monti a gran sacerdote d'Italia ha accelerato i piani per il raggiungimento dei proprio obiettivi: impadronirsi dei 15.000mld di Euro (patrimonio ricchezza Italia) dei cittadini italiani, di cui 8.000mld di Euro compongono il patrimonio immobiliare, a prezzi di saldo. L'ultima mossa, che inizialmente era incomprensibile, e' stata il prestito alla Spagna (100mld di Euro) senza meccanismi di controllo ed a tassi obiettivamente troppo convenienti rispetto al costo del denaro in Spagna ed Italia.
    Infatti l'Italia dovra' contribuire per 20mld di Euro che andremo a raccogliere sui mercati al tasso del (ca.) 7%, cioe' piu' del doppio di quanto ci viene garantito. Ne consegue che il nostro indebitamento cresce esponenzialmente e dovremo indebitarci ulteriormente per ripagare, badate, gli interessi sul prestito concesso agli Spagnoli.
    Monti, forte del "o cosi' o a elezioni", ottiene carta bianca da Angelino, Gargamella e Azzurro che avallano l'operazione di svendita.
    VERGOGNA!

    Ora, cazzo! Ci svegliamo o continuaiamo a fancazzeggiare in internet? Ci uniamo tutti e li mandiamo a casa o no???

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  4. diciamo che quello che manca veramente oggi e: cosa va fatto per riprendersi?
    nessuno lo dice.

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  5. non e' vero che non lo dice nessuno!!!
    Basta girare in rete e si trovano tante idee, proposte, movimenti, bloggers. Il messaggio e' univoco: sovranita' all'ITALIA!

    Partire dal cittadino, ricerca, imprese, lavoro per i giovani...tutte cose realizzabili senza sforzi e con i soldi che gia' spendiamo.

    Ti invito a leggere questa bozza di programma http://freetaly.blogspot.cz/p/programma.html e vedrai che troverai molto di concreto. Cosi' come lo troverai nelle proposte di Barnard, Allam, Undiemi e molti altri!

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  6. Vi ricordate cosa dicevano Berlusconi e Tremonti? L'Italia sta meglio degli altri paesi perché a fronte di un elevato debito pubblico c'è molto risparmio privato, quasi 9 mila miliardi di euro. E siamo arrivati a questo punto! Anche Monti continua a sostenere che non dobbiamo preoccuparci perché le famiglie hanno molti risparmi, però non si capisce perché il 10 per cento che possiede il 50 per cento del patrimonio non debba pagare in proporzione.

    Intanto si prospettano futuri da brivido, chiusura di bancomat, niente medicine, per convincerci a mettere mano ai risparmi a favore di questo stato fallimentare e criminale. La svendita sarà presentata come una panacea, mentre il malato rischia di morire.

    E allora? Bisogna bucare il silenzio, far conoscere ciò che sappiamo e che in rete circola da anni. Ma come? Un sistema potrebbe essere ritardare il pagamento dell'Imu per vedere l'effetto che fa se vengono a mancare tanti miliardi. E poi sperare che le elezioni in Grecia, il G20 della prossima settimana, la riunione europea del 28 giugno portino delle novità. A questo punto penso che elezioni anticipate, crollo dell'euro o quant'altro disastro siano sempre meno dannosi di questa ignobile truffa. In Argentina hanno sofferto per qualche anno, ma poi sono stati meglio. Noi rischiamo di vedere distrutte le nostre ricchezze e la nostra storia millenaria a beneficio dei nuovi barbari della finanza.

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  7. Sul G20 non riporrei alcuna speranza, menre le elezioni in Grecia potrebbero dare una spinta importante al movimento di tutti i cittadini europei che hanno aperto gli occhi. Anche le elezioni anticipate, credo, rimarranno solo un sogno perche' ABC prenderebbero i voti giusto di mogli e fidanzate, forse neanche quelli. Personaggi tutti ricattabili, basta guardare al "salva Penati" che e' passato sotto silenzio, in cambio Monti ha ottenuto anche dal PD carta bianca.
    E' indubbio che stanno mettendo le mani sul nostro patrimonio, l'obiettivo duplice di impossessarsi delle nostre ricchezze ed annullare la coscienza popolare e' chiaro, direi esplicito.
    Dobbiamo informare, informarci, impegnarci politicamente affinche' tutti gli italiani abbiano a vedere quanto sta accadendo.

    http://freetaly.blogspot.cz/2012/06/saldi-anticipati.html

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  8. Segnalo una minuzia tipografica: "bpt" è errato, i buoni del tesoro poliennali sono "btp".

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  9. Scusatemi.....
    rispondo solo ora perchè ne sono venuto a conoscenza di questo articolo solo in questo momento!

    Complimenti per l'articolo, il Suo lavoro quotidiano Signor Modigliani è preziosissimo!!! GRAZIE MILLE!

    Ma è vero che il 95% degli italiani non sa nulla di tutto ciò....
    L'idea dei volantini cartacei è buona, ma non basta... bisogna unirsi tutti quanti insieme!!!

    E' QUESTA LA NOSTRA FORZA!!!

    Da soli non valiamo nulla, ma uniti siamo MOLTO PIù FORTI del 2/3% che comanda!!!

    Ogni giorno ognuno di noi nel suo piccolo può fare la differenza.... DIVENTIAMO CITTADINI "CONSAPEVOLI"!!!

    Guardate ad esempio il MOVIMENTO 5 STELLE nessuno gli dava ascolto, adesso lo danno al 21% a 4 punti dal PD.

    Uniamo le forze di tutti i movimenti con partecipazione popolare dal basso e lavoratori (es. FIOM), organizziamo un programma comune, facciamo le primarie per scegliere un porta voce (non un delegato) e andiamo a presentarci alle elezioni....

    SCENDIAMO IN PIAZZA TUTTI QUANTI E CHIEDIAMO LE ELEZIONI IL PIù PRESTO POSSIBILE! PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI E SVENDANO IL PAESE SOTTO I NOSTRI OCCHI....

    SCEGLIAMO UN GIORNO IN CUI TUTTO IL PAESE INCROCIA LE MANI IN MODO DA FAR CAPIRE CHI TIRA AVANTI LA BARACCA E CHE IL POPOLO ITALIANO HA DETTO STOP!!!..... MAGARI AD OLTRANZA!

    E SE TUTTO IL POPOLO SCENDE IN PIAZZA E BLOCCHIAMO L'INTERO PAESE (CHE SIAMO NOI - non loro) SONO OBBLIGATI A RISPONDERCI!!!

    Facciamo la nostra PRIMAVERA ITALIANA!!!

    Siamo noi gli artefici del nostro destino..... RIPRENDIAMOCI IL NOSTRO FUTURO!!!

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