sabato 16 luglio 2011

Una ricerca australiana svela le fantasie erotiche femminili

di Sergio Di Cori Modigliani

In un paese retrogrado come l’Italia, parlare di sesso, è praticamente impossibile. Intendiamoci: è impossibile per chi ne voglia parlare -e affrontare il tema- secondo un’ottica adulta, di scambio culturale, di curiosità personale, di crescita esistenziale, con il dichiarato obiettivo di allargare lo spettro di luce sul più sensazionale, appassionante e misterioso aspetto dell’avventura umana sul pianeta Terra: la Nostra Mente Erotica.
E’ impossibile parlarne oggi, luglio 2011, perchè (con le uniche eccezioni–nei secoli precedenti- del quindicennio tra il 1918 e il 1933 e poi il ventennio tra il 1970 e il 1990) l’Italia è regredita ad un livello di tale povertà del dibattito da aver prodotto come risultato un isolamento totale –le cifre parlano chiaro: totale- a livello internazionale.
E quando dico “internazionale” intendo dire i testi, i libri, le conferenze, le chiacchiere, idee, opinioni, dati, cifre, statistiche, proclami, che vengono scambiati in giro per il mondo pensante tra neurofisiologi, psicoanalisti, sociologi, pedagoghi, pornologi, sessuologi, scrittori, filosofi, politici, icone erotiche, giornalisti, che si incontrano, si scrivono, dibattono e poi diffondono il risultato di chiacchierate individuali, seminari, conferenze, progetti, cifre e dati, programmi da fornire come strumento al vasto pubblico dei connazionali.
L’ultimo sondaggio statistico parla chiaro: l’Italia viene dopo l’Iran, il Senegal e il Paraguay come “nazione nella quale su 1000 saggi pubblicati, 1000 conferenze nazionali effettuate, 1000 programmmi di ricerca lanciati, 1000 romanzi pubblicati entrati in classifica vendite, il sesso viene rappresentato  come tema centrale della discussione nazionale".
Nella repressa e repressiva lontana Persia, oggi Repubblica Islamica dell’Iran, dove possiamo soltanto immaginarci quali terribili legacci stringano le povere menti che aspirano a dispiegarsi nella libertà, se ne parla di più e più liberamente. Me l’hanno detto, di recente, alcuni amici iraniani che là ci vivono (dissidenti e quindi non in odor di servi del regime) dove esiste una libertà maggiore che in Italia, purchè vengano salvaguardati i santini del regime: chador, rispetto e citazione costante del Corano, devozione agli ayatollah che stanno al potere, qualche dichiarazione di odio contro gli Usa e Israele, dopodichè, trascorsi i consueti tre minuti di incitamento all’odio contro tutto e tutti, possono dire ciò che vogliono, maschi e femmine insieme. Lo fanno. Anche in Iran. Anche in Paraguay. Non più da noi.
L’Italia, il più retrogrado paese del mondo occidentale, paga oggi –senza rendersi conto fino in fondo del salatissimo prezzo- il lento filtraggio del berlusconismo mescolato al leghismo mescolato all’integralismo cattolico mescolato al doppiogiochismo ipocrita comunista che ha prodotto ciò che oggi siamo: un paese dove quando si parla di sesso, purtroppo, si è costretti a dire o ad ascoltare le ritualità sporcaccione del premier, le volgarità dei ministri leghisti, le furbate prostituorie delle ministre, e quando –ogni tanto c’è un colpo di fortuna- si parla anche di sesso, il tutto finisce ghettizzato in una bella scatola pre-confezionata dall’ideologia per cui va bene soltanto se lo scambio è “in tondo” ovverossia soltanto tra le persone che ne fanno parte. In psicologia si chiama “discorso auto-referenziale” : è la sconfitta –la certezza è matematica- di qualsivoglia sistema di comunicazione.
In Italia, infatti, le lesbiche parlano della loro sessualità tra di loro, così come lo fanno i gay, gli etero, i trans, i bisex, i pansessuali e probabilmente anche i panda nati allo zoo di Roma.
Non solo. L’aspetto ghettizzato si è trasferito, per contagio, anche ad associazioni civili “apparentemente” evolute; di fatto ghetti. Con la novità di essere “nuovi ghetti”.
Ma il ghetto è ghetto. E ha una caratteristica che lo fa identificare subito: discrimina.
E così, in tutto il mondo occidentale, soltanto da noi le femministe italiane sono regredite agli anni’70. Nel resto del mondo occidentale, infatti, da almeno quindici anni tutte le associazioni femministe hanno inglobato anche quelli che loro chiamano “maschi evoluti”. In Italia no.
I gay si vedono con i gay e poi ogni tanto abbiamo le figurine massa per il pubblico beone: Platinette, Vladimir Luxuria, il gay totem la lesbica famosa che girano da un talk show all’altro facendo la spola da Gad Lerner a Bruno Vespa da Floris a Santoro, tanto per far vedere che siamo anche noi moderni. Sono sempre le stesse quattro persone la cui autentica (e unica) finalità consiste nel conquistarsi un numero sufficiente di consensi per farsi eleggere alle  elezioni, garantirsi adeguata pensione e pubblicare libri appoggiati dal responsabile della comunicazione di quel singolo partito.
Questa era una premessa, tanto per chiarire ciò che penso sulla nostra collettività.
Poiché la “Mens Erotica” mi ha sempre affascinato e gli ho dedicato decenni di studi, pensieri, libri ed esperienze personali, dato che ora sto in Italia, grazie al telefono che costa poco, Skype e Facebook che costano anche meno perché non costano nulla, parlo –morendo dall’invidia- con amici in giro per il mondo, soprattutto Sud America, Usa, Australia, Gran Bretagna e Germania.
Queste seno le nazioni in cui seguo ciò di cui parlano e sulle quali ho dei dati a disposizione.
Tutto ciò per dire che un interessantissimo libro pubblicato da una coppia di ricercatori australiani, Ogi Ogas e Saji Gaddam “A billion wicked thought”  (tradotto sarebbe qualcosa come “un pensiero lungo un miliardo di perversioni” che si occupa di affrontare lo stato del comportamento sessuale oggi nel mondo occidentale ci regala dei dtai che provocano sorpresa e divertimento. 
Tralascio -per pudor di patria- le poche righe nel loro libro a proposito di noi italiani. Ce la siamo cavati con dieci righette che ci identificano come "guardoni regrediti, repressi istituzionalizzati, repressori inconsapevoli, emuli di un capo lenone autoritario e mentalmente impotente: la loro invidia sessuale si rovescia su un maschio impotente, inevitabile che abbiano finito per incorporare fantasie impotenti".
Lasciamo perdere e andiamo avanti.
L’aspetto interessante, negli altri paesi, rivela una modificazione immensa rispetto a qualche decennio fa, con l’accettazione di un “nuovo” principio della sessualità adulta che io trovo davvero evolutivo e vincente. “la sessualità funziona come un binario parallelo: esiste una vita reale e una vita mentale; non è detto che siano in sintonia, eppure devono riconoscersi e coesistere pena l’insorgere di disturbi gravi. Compito di un processo di consapevolezza e liberalizzazione consiste nel trasformare geometricamente le parallele in un intrico caotico dove le figure possono essere perpendicolari, quadrate, triangolari, tangenziali, ecc, ecc: a seconda del proprio gusto. Perché i gusti, sono qualitativamente tutti alla pari: appartengono alla soggettività della mente erotica individuale”.
I ricercatori –due very simpaticoni- entrambi bisessuali (un maschio e una femmina) che hanno fatto outing, si sono concentrati sull’effetto che le immagini erotiche della rete, internet, social networks hanno soprattutto sulle donne. Il libro parla di donne.
Ne è venuto fuori un divertente campionario variegato, con delle sorprese inattese, anche per loro.
E’ stato appurato, ad esempio, come ci spiega Louise Lush, intellettuale lesbica che gestisce un sito erotico (circa 2 milioni di visitatori) che si chiama forthegirls.com e dirige il mensile erotico (famosissimo) Filament  “che almeno 100 milioni di donne, da Canberra a Mosca, passando per la California, Milano, Parigi e Berlino almeno una volta l’anno cercano siti, video e immagini prodotte da gay per gay. Si eccitano nell’incorporare immagini di maschi per i maschi che nella loro mente diventano una leva per far scaturire desideri inespressi sottostanti”. Nel più affollato sito erotico per donne –fatto da donne: sono dodici webmasters a gestirlo: quattro etero, quattro lesbiche, un trans e una bisex- che si chiama fanfiction.net (ha 1,5 milioni di vistatori al giorno) le donne chiedono in questo momento di “curiosare nel mondo maschile gay traendone un’eccitazione”.
Secondo i ricercatori, questo elemento è dovuto al fatto che oggi “la donna è libera sessualmente di poter dire a se stessa –per fare un esempio- di essere sessualmente etero nella vita reale con il proprio partner maschio al quale è fedele e devota ma avendo una mente da maschio, il che, se si ragiona da persone evolute, non vuol dire affatto che la propria femminilità viene intaccata. Anzi: la esalta. E così, il maschio finisce per accettare questo che un tempo sarebbe stata chiamata “orrenda perversione” perché la sua donna è con lui più calda, più appassionata. Più libera di esprimersi”. In un altro settimanale erotico che va per la maggiore e si chiama Syzygay  il contenuto è ormai “dedicato a storie e immagini solo per donne che amano i maschi ma soltanto nella vita reale; vogliono leggere racconti scritti da altre donne e vedere immagini di maschi che si divertono con altri maschi”.
Come sappiamo esiste un vasto settore di pornografia specializzata per gay fatta da gay.
Non è questo il caso.
Qui si tratta di un fatto più sofisticato: sono storie e immagini di “maschi con maschi” che sono elaborate, fotografate, descritte e raccontate da femmine eterosessuali e lesbiche (insieme) ad uso esclusivo delle donne. Sono pubblicazioni e siti che non piacciono ai gay, piacciono soltanto alle femmine. I maschi etero se li guardano o s’incazzano o si rattristano o si avviliscono. Oppure, l’accettano: quelli che lo fanno lo definiscono “una specie nuova versione del vibratore: funziona per la mente: attiva delle sinapsi”.
L’esperienza raccontata da Alex Beecreft in un affollato talk show alal televisione australiana a Canberra, trasmesso anche in Canada e in Germania, è stata accolta con enorme favore. “Io sono un maschio eterosessuale, lo so per certo. Mi eccito con mia moglie e soltanto con le donne. Ma nella mia mente sono anche gay. E così siccome mi sento mentalmente intrappolato perchè non posso esprimere con il corpo questa parte, allora ne parlo scrivendo. E scrivo storie tra maschi ma soltanto per il pubblico femminile: lo faccio da due anni con uno pesudoninmo femminile: mia moglie è la mia più accanita lettrice. La salute sessuale del nostro matrimonio è migliorata”

Sono le donne che oggi cercano sesso sulla rete e su facebook. Non il maschio.
Soprattutto in Italia. Solo che da noi, non lo dicono. (e lo fanno molto poco).
In altre nazioni lo dicono spudoratamente, senza problemi.

"La donna è più variegata del maschio" sostengono i due ricercatori "quindi cerca ed esplora di più; la mente sessuale del maschio è come una lampadina: basta poco a farla accendere, un gesto, il lembo di una calza di nylon, una scollatura procace e il maschio diventa escandescente. Si illumina, brucia, poi esplode e si spegne. La femmina, invece, anche mentalmente funziona come un ferro da stiro: ha bisogno di tempo per riscaldarsi, ma se ha trovato la presa giusta dove infilare il filo della corrente, può rimanere calda costantemente. Non si spegne più. Tutto sta a mettersi d'accordo sapendo che cosa siamo".

Il libro ha avuto un enorme successo accendendo un divertente dibattito che furoreggia in occidente (Italia esclusa naturalmente) e che ruota intorno al tema della "mente erotica".

Perchè una cosa è chiara a tutti: siamo in una fase di decadenza e di caduta ed è necessario ricostruire l'armonia tra il maschile e il femminile incontrandosi e non scontrandosi.
La base è l'accettazione reciproca del nostro diverso modo di vivere la sessualità comune, tra etero, gay, lesbiche e bisex. Ma bisogna concentrarsi sull'obiettivo.
E la meta è comune. L'incontro e non lo scontro. La sintonia e non la distonia.
L'armonia tra diversi.

Siamo pronti in Italia?
Lo sono, le coppie?
Lo sono i maschi?
E le femmine?

buon week end

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