mercoledì 27 luglio 2011

Il Vaticano annuncia di aver trovato documenti che provano come Papa Pio XII abbia salvato la vita di 11.000 ebrei. Ma nascondono la vera natura dei rapporti amichevoli tra Pacelli e Adolf Hitler

di Sergio Di Cori Modigliani



L’argomento è spinoso.
In teoria, dovrebbe essere addirittura “controverso”.
Ma non esiste alcuna controversia. Anzi. Il solo fatto di usare il sostantivo “controversia” è fuorviante e provocatorio, perché si suggerisce e si incita a una manipolazione della Storia e alla negazione di fatti, di natura opposta, ampiamente dimostrati da tutti gli storici del pianeta.
Ci riferiamo qui alla scelta politica (presentata come “scelta religiosa”) dello Stato del Vaticano di fare santo Papa Pio XII, ovverossia colui che sedeva sul trono di S. Pietro il 16 ottobre del 1943 quando iniziò ufficialmente la deportazione degli ebrei italiani nei campi di sterminio nazisti, con l’irruzione nel ghetto della città di Roma. 
Ne parlo oggi perché c’è una notizia. Eccola:
Lo storico e ricercatore Michael Hesemann, rappresentante per conto della Repubblica di Germania dell’organizzazione “Pave the Way foundation” insieme all’ebreo Gary Krupp hanno scoperto dei documenti che proverebbero come “l’azione diretta di Pio XII abbia salvato la vita ad almeno 11.000 ebrei nel corso della seconda guerra mondiale. Tali documenti sono stati scoperti soltanto qualche mese fa nei sotterranei della Chiesa di Santa Maria dell’Anima, la chiesa nazionale della Germania nella città di Roma”.
Fine della notizia.
Il Vaticano ha diffuso oggi, 27 luglio 2011, con enorme grancassa mediatica, questa notizia, considerandola “definitiva e fondamentale al fine di dimostrare la liceità della canonizzaione e santificazione di Papa Pio XII”.
Non ho alcun elemento né prova per poter emettere un qualsivoglia giudizio su tale documentazione, perché non l’ho vista, non l’ho letta, non l’ho controllata.
La prendiamo per buona.
Sono contento per tutti noi.
Qui di seguito (visto che si parla di STORIA) ricordo al lettore interessato alle vicende europee e alle questioni inerenti alle libertà civili nei rapporti tra lo Stato del Vaticano e le istituzioni laiche statuali, alcuni frammenti di fatti relativi alla vita di Pio XII, noti a tutti, comprovati, verificati, documentati, diffusi a livello mondiale.
Per non dimenticare.
Per non falsificare.
In data 1933, Adolf Hitler assume, grazie alla vittoria elettorale, il comando del potere politico in Germania. Immediatamente Monsignor Pacelli, il nunzio apostolico vaticano a Berlino –che sarebbe poi diventato Papa con il nome di Pio XII- si incontra con il barone Franz Von Papen per definire e siglare gli accordi inter-statali del “concordato politico tra Stato della Germania e Stato del Vaticano” che vengono firmati e ratificati a Roma con grande pompa in data 20 Luglio 1933. Con tale documento, il Vaticano garantiva al nazionalsocialismo il pieno appoggio della Chiesa Cattolica di Roma.
Nel 1935, in data 24 aprile, quando il fascismo si poneva come leader incontrastato della rivoluzione conservatrice europea, il conte Ciano, allora Ministro degli Affari Esteri, di ritorno da Berlino, scrive a suo cognato, il Cavaliere Benito Mussolini, capo del governo del Regno d’Italia, riferendosi proprio a questo “dovremmo affrontare, prima o poi, e a viso duro, le nostre relazioni con l’imbecille di Berlino, soprattutto adesso che conta sul totale appoggio del Vaticano visti gli stretti, fortissimi, rapporti personali istituiti tra Pacelli e Von Ribbentrop. E’ assolutamente necessario prendere le distanze da questi autentici beceri tedeschi prima che finiscano per coinvolgerci in una alleanza che finirebbe per erodere nelle fondamenta il senso stesso della rivoluzione fascista. Non vi è dubbio che l’imbecille di Berlino è un nemico dichiarato del fascismo, così come lo è il Vaticano. La nostra grandezza consiste nell’approfittare di questa loro alleanza per porci come solitaria avanguardia di una rivoluzione totale che escluda entrambi. E’ una opportunità storica da non perdere e salvaguardare con impeto e gelosia di patria. Sarò a Roma dopodomani, da te, per consegnarti un rapporto esaustivo e completo sui colloqui avuti in Germania…..”
Nel febbraio del 1938, in seguito alla morte di Pio XI, a Roma si apre il conclave per eleggere il nuovo Papa. Dalla stazione ferroviaria di Francoforte sul Meno parte un treno “speciale” carico di lingotti d’oro, per un controvalore di circa 3 milioni d marchi –corrispondente oggi a circa 100 milioni di euro- con una lettera personale per Pacelli, firmata da Adolf Hitler al “mio amico personale” e consegnata a mano dal Maggiore Rupert Hauptmann “per dare il contributo alla nostra causa comune e aiutare gli altri cardinali nel corso della elezione”. Dai documenti storici acquisiti –si trovano a disposizione di chiunque nella Harvard Library del dipartimento di Storia Moderna e Contemporanea dell’università di Harvard, sezione archivi, sesto scaffale del terzo piano, quarto corridoio, identificati con il numero 345/ATR- si ricava anche il nome dell’operazione “Eitles Gold” stabilita in seguito a una riunione tra Adolf Eichman, Von Ribentropp e Martin Bormann, sotto la supervisione di Heinrich Himmler, il quale diede ordine di far arrivare il treno direttamente dentro la stazione ferroviaria interna al Vaticano. Il conte Ciano protestò allora con enorme vigoria con Mussolini –una feroce lite che provocò l’inizio della rottura tra i due- sostenendo che il treno andava fermato alla stazione Ostiense e sottoposto a regolare verifica da parte delle guardie doganali fasciste. “Non lo posso fare. Quel treno deve arrivare in Vaticano. Basta così” rispose Mussolini a Ciano in una lettera nota a tutti gli storici.
Sei mesi dopo, l’8 novembre 1938, il governo fascista istituiva le “Leggi di discriminazione razziale nei confronti degli ebrei a difesa e salvaguardia della razza ariana”.
Un anno dopo, Pio XII riceve con tutti gli onori in Vaticano, Pavel Pavelic, (fervente cattolico nonché ideatore e fondatore del movimento nazional-fascista degli ustascia croati) accompagnato dall’arcivescovo di Zagabria Alojzije Steipnac, approvando i massacri compiuti nel corso dei primi mesi del 1939 nel campo di concentramento di Jasenovac, dove migliaia e migliaia di macedoni e bosniaci di etnia mussulmana vengono trucidati, da milizie armate guidate da Padre Simic, parroco della diocesi di Knin, già responsabile dell’assassinio di 15000 mussulmani nei pressi di Banja Luka. Pavel Pavelic, il 24 novembre del 1948, viene scortato da ufficiali della nuova polizia di stato della neo-nata Repubblica Italiana,  e imbarcato a Genova, sulla nave “Sestriere” dove raggiunge New York con un passaporto vaticano sotto il nome di Anton Pocelic. In cambio di questo “favore” il Vaticano trattiene la cifra di 200 milioni di franchi svizzeri in oro e diamanti dal conto personale di Pavelic presso la agenzia 23 del Credit Suisse a Ginevra dove aveva accatastato una fortuna personale in seguito alle razzie ai danni della popolazione di etnia mussulmana nel Kosovo e in Bosnia Herzegovina.
Ultimo dato -acquisito da circa quindici anni in tutti gli archivi storici del pianeta- ci segnala che in data 20 Gennaio 1942, nella Villa dei conti Bonsvieder sul Lago Wansee, il plenipotenziario Reinhard Heydrich insieme a quindici alti gerarchi nazisti approvano all’unanimità “l’attuazione del piano per l’esecuzione tecnica della soluzione finale degli ebrei d’Europa”. Sulla base della confessione testimonianza resa da Adolf Eichmann, nel 1954, nel corso del suo legittimo processo (lui era uno dei partecipanti a quella riunione) “avrebbero dovuto essere eliminati 11 milioni di ebrei in Europa, corrispondente all’82% della popolazione ebrea europea. Il 9 febbraio del 1942, su ordine personale di Adolf Hitler, io stesso comunicai al papa Pio XII l’esito di quella riunione ricevendo una confortante risposta e la garanzia che intendevamo ottenere”.

Il fatto che questo papa venga dichiarato “santo” impone, dunque, quantomeno, alcune perplessità.
Soprattutto ritengo non casuale, e davvero molto pericoloso, dare oggi 27 luglio 2011, l’annuncio di un evento storico che lo identifica come un benefattore.
Non mi piace, questa storia, tutto qui.

Ho scelto e scelgo di non esprimere la mia opinione in maniera esaustiva.
Ho scelto, invece, semplicemente, di riportare alcuni fatti storici già da molti anni archiviati negli istituti storici di tutto il pianeta.

2 commenti:

  1. perche' il 27 Luglio 2011 non sarebbe una data casuale?qual'e' la coincidenza?

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  2. perchè Pio XII, come figura simbolica, nella mente distorta di alcuni irresponsabili e di criminali psicolabili è identificato come la figura di riferimento nella lotta crociata contro i nemici del cristianesimo guerriero occidentale. Dopo i fatti di Oslo si presuppone l'esercizio di prudenza, cautela e presa d'atto che in una società globale e internettizzata è necessaria una dose di responsabilità quando si diffondono notizie. A questo bisogna aggiungere il fatto di come tale notizia venga usata dal terrorismo anti-ebraico planetario. Non è un caso che la notizia è finita sulle prime pagine di tutti i media della repubblica araba unita, -in Italia non se n'è parlato- in Iran e in diversi siti estremisti siriani come prova "tangibile e chiara che l'olocausto è una invenzione degli ebrei e che non si è mai verificato: oggi anche il Vaticano lo sostiene" (notizia diffusa dall'agenzia di stampa statale della Repubblica dell'Iran, telediffusa dal network Al Jazeera e Al Arabiya e in lingua spagnola in tutto il continente americano)

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