domenica 3 luglio 2011

Li Bing BIng e l'elegante morboso erotismo della lontana Cina.


di Sergio Di Cori Modigliani

Si chiama Li  Li Bing Bing, un nome che per le nostre orecchie suona un po’ ridicolo e fa ridere i bambini (bisognerebbe chiedersi se per le orecchie orientali i cognomi Rossi o Verdi o Bianchi non faccia spanciare dalle risate i bambini cinesi) e fino a poco tempo fa era soltanto una bella ragazza cinese che tentava la carriera cinematografica.
Finchè, circa un anno fa, si è vista recapitare un messaggio.

Che ha cambiato, per sempre, il suo destino.

La missiva era arrivata in maniera antica, da tempi remoti.
Li Li Bing Bing, nonostante non abbia studiato molto, però, era al corrente del significato di quel gesto. Tutti sanno, nella remota Cina, ciò che vuole dire.

Piccola parentesi per spiegare al pubblico occidentale in che cosa consista la tradizione (insistiamo nel sentirci dei sapientoni arroganti e ancora oggi pensiamo che i cinesi siano una massa di contadini semi-analfabeti, di cui alcuni adesso hanno qualche dollaro e fanno delle orrende scarpette che vendono ai mercatini nei paesi della provincia italiana la domenica mattina, ma non è così). Pur essendo ormai high tech come il resto del pianeta –in Cina hanno regolarmente accesso al web circa 780 milioni di persone, di cui 600 milioni sono iscritti ai loro social networks-  questo grande paese orientale è stato in grado di trovare la formula giusta per la loro cultura: adattamento intensivo ai tempi che corrono, computer, cellulari dell’ultima generazione, ultra moderni treni ad alta velocità, applicazione nel quotidiano della tecnologia più avanzata, ma –ed è questo il “ma” interessante- ferma difesa e salvaguardia delle immortali tradizioni classiche dello scambio sociale in uso da circa 3500 anni. Le persone importanti, per tradizione, in Cina, non usano l’alta tecnologia.
Quella è soltanto per le masse.
Loro, in Cina, il problema delle intercettazioni telefoniche non ce l’hanno e non l’avranno mai. Ogni persona che un minimo conta, infatti, è munito di segretario personale che recapita di persona i messaggi: vocali o scritti.
Se l’emittente del messaggio è molto molto importante, la persona che riceve il messaggio si vede arrivare una lettera che preannuncia una visita. Dopo la lettera arriva un individuo che conferma, di persona, la volontà del mittente di incontrare il destinatario. Dopo qualche giorno, arriva un’altra persona, diversa, che comunica l’identità del mittente e chiede al destinatario se “intenda o meno mettersi a disposizione” per non violare la privacy. Se la risposta è affermativa, a quel punto, bisogna aspettare.
E’ quello che ha fatto Li li Bing Bing.
Ha atteso quattro giorni, a casa, senza mai uscire.

Finchè non si è presentata una ragazza che le ha comunicato che, di lì a sei giorni, sarebbero venuti a prenderla.
Ed è stato proprio così.
Una settimana dopo, un elicottero è atterrato sul prato della scuola elementare di Chiang Kshon, un paesino dell’entroterra di Shanghai dove insegnava come maestra, e quattro agenti speciali del servizio di sicurezza l’hanno prelevata per portarla al suo appuntamento, che lei aveva accettato.
Il mittente del messaggio era la donna più potente del pianeta.

Di stupefacente bellezza, molto colta, intelligente quanto discreta, si chiama Wendy Deng.

E’ la moglie di Rupert Murdoch, il proprietario di Sky tv, della Twentieth Century Fox e di 1578 testate giornalistiche nel mondo (in Europa ne possiede 670). Wendy Deng, inoltre, è l’unica donna al mondo che possiede un “personale” satellite delle telecomunicazioni in orbita permanente: costo, all’origine, per lanciarlo, equipaggiarlo e sistemarlo a 48 mila chilometri d’altezza è stato circa 2 miliardi di euro nel 1997. Lei ha pagato in contanti. Grazie al lancio di questo satellite, che seguiva l’abbattimento con un missile militare di due satelliti australiani di proprietà di Murdoch, il plurimagnate australiano ha capito l’antifona e si è presentato a Pechino sostenendo di essersi innamorato di questa bellissima donna che aveva visto soltanto in fotografia. I cinesi hanno apprezzato la sua improvvisa corte e hanno sostenuto l’dea delle nozze.
Nel 1998 si sono sposati fondando la più potente dinastia del pianeta.
A Murdoch è stato allora consentito di “usare” il satellite della moglie.
Come a dire –è un fatto noto tra gli esperti di comunicazioni- che la Cina, senza sparare neppure un colpo di pistola, senza far vedere neppure l’ombra di un soldato, senza pubblicità, senza clamore, ha, di fatto, occupato l’Europa Occidentale. Il 54% dei programmi televisivi visti da 400 milioni di europei, da Lisbona a Praga, vengono emessi grazie all’uso di tre satelliti cinesi, il cui proprietario unico è, per l’appunto Mendy Weng, la signora Murdoch.
 Il plurimagnate australiano ha anche lui un capo: in questo caso, la moglie. (va da sé che nel contratto pre-matrimoniale è scritta una clausola tale per cui nel caso di divorzio voluto da lui, Murdoch finisce, praticamente, a fare il posteggiatore tra i surfisti a Canberra).

Ma ritorniamo alla nostra storia.

Mendy Weng ha accolto a braccia aperte Li li Bing Bing e le ha detto che l’aveva scelta per lanciarla in campo cinematografico.. “Bisogna togliere un Li al tuo nome” le ha spiegato “nel mondo suonerebbe ridicolo”.E così è diventata Li Bing Bing. Neanche a dirlo, la ragazza ha accettato.
Tutto ciò per annunciarvi, al di là di questo retroscena esplicativo che spero vi sia piaciuto, l’uscita in Italia, in tutti i cinema, dal 5 luglio 2011, del primo film prodotto da Mendy Weng.
Distribuito dalla Eagle Pictures, esce “Il ventaglio segreto” una squisita storia di morboso erotismo ambientato nella Cina del XIX secolo. 'Il ventaglio segreto', è una  storia raffinatamente morbosa dell'amicizia particolare di due donne nella Shangai dell'Ottocento. Tratto dal romanzo 'Fiore di neve e Il ventaglio segreto', della scrittrice Lisa See (in Italia pubblicato nel 2006 da Longanesi) il film con la regia di Wayne Wang mette in scena la storia di Fiore di neve e Lily, due bambine di sette anni, vissute ai tempi della Cina del 19/o secolo. Due bambine che subiscono la fasciatura dei piedi alla stessa età e nello stesso giorno. Una cosa non da poco questo rituale estetico che deformava irrimediabilmente i piedi per dare alle donne di un certo ceto una particolare andatura molto apprezzata dagli uomini. Questo ingrato destino fonda un legame assoluto tra le due donne, che in cinese si chiama laotong, un vincolo che le unisce assieme per l'eternità. Ma i loro matrimoni le isolano. Le due donne, però, non rinunciano al loro legame e comunicano segretamente inviandosi dei messaggi scritti su carta e infilati tra le pieghe dei ventagli. Questi messaggi in Cina –ancora oggi usato- si chiama “nu shu”. Nel film c’è anche una storia parallela, sempre all'ombra del melodramma, ambientata questa volta nella Shanghai dei nostri giorni. Qui Nina e Sophia, due discendenti del laotong, cercano di mantenere salda la loro amicizia, nata sin dai tempi della loro infanzia, nonostante le loro carriere impegnative e le loro vite amorose complicate. Il tutto per farci vedere la roboante, spettacolare, ricchissima e affascinante metropoli del 2011, considerata la Parigi d’Oriente.

Il regista è un cinese, nato nel 1950, che si è trasferito a Hollywood nel 1975 dove ha diretto circa venti film, dopo essersi laureato in “cinema e televisione” alla "California College of the Arts".
Esordisce dietro alla macchina presa nel 1975 con A Man, a Woman, and a Killer, co-diretto con Rick Schmidt. Dopo una serie di film, nel 1993 dirige il suo primo film per Hollywood, Il circolo della fortuna e della felicità, ma ottiene riconoscimenti grazie al film Smoke che gli vale un Orso d'Argento al Festival di Berlino del 1995, nello stesso anno dirige Blue in the Face, ideale seguito di Smoke.
Negli anni seguenti alterna produzioni impegnate come Chinese Box e The Center of the World, a commedie leggere e disimpegnate come Un amore a 5 stelle e L'ultima vacanza.

Per gli amanti del cinema e per chi vuol conoscere la Cina, raccontata, immaginata, descritta in termini sia narrativi che visivi da chi la Cina la conosce per davvero dall’interno, consigliamo di andare a vedere questo film.

Ci potete scommettere che Li Bing Bing diventerà presto una grande star.
L'ha deciso Mendy Weng.

La Cina -immortale cultura dai tempi lenti- ha capito quanto sia fondamentale avere un esponente puro della propria etnia ben piazzato dentro lo star system mondiale.

Buon divertimento

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