giovedì 28 luglio 2011

Le ragioni di Mario Borghezio: perchè sono contrario alla sua censura

di Sergio Di Cori Modigliani

L’incidente Borghezio è stato chiuso. O meglio, non è stato neppure aperto.
Troppo presto derubricato come un’esternazione dovuta all’eccessivo caldo, alla ricerca di pubblicità, o al gusto perenne di una ricerca di atteggiamenti stravaganti con la dichiarata idea di procurarsi voti di mitomani, Mario Borghezio ha chiesto “ufficialmente” scusa e non se ne parla più.

Eppure, lui, aveva le sue ragioni.
Ma non gli è stato dato tempo, spazio e occasione, per spiegarcele.
Peccato.

Perchè sono queste che a me interessano e sono queste che offro qui ai miei lettori.

Da un’accurata analisi sintattico-grammaticale delle 1836 pagine del "Manifesto 2083: la Dichiarazione d’Indipendenza dell’Europa" si trovano diversi passi –almeno dieci- identici (ma davvero identici) ad articoli pubblicati sul quotidiano la Padania negli ultimi due anni, identici adlmeno venti discorsi effettuati nei comizi di alcuni candidati della Lega Nord e perfettamente in linea con quanto detto dall’on. Borghezio ieri l’altro, perché Borghezio ha ragione quando sostiene “io sono uno che ha coraggio, ho il coraggio delle mie opinioni e non ho nulla da ritrattare; la base della Lega Nord la pensa come me, io ho semplicemente esternato il pensiero corrente all’interno del mio partito. Quando parlo io interpreto la voce di  50.000 persone che mi hanno dato il voto per andare in Europa a rappresentarli, pensano esattamente ciò che io sto dicendo adesso, ovverossia: nel manifesto di Breivik esistono diverse solide argomentazioni che vanno sostenute, salvaguardate e che appartengono alla tradizione culturale della Padania. Noi padani vogliamo le stesse cose”.

Anche Adolf Hitler veniva definito nel 1928 in Germania un "imbianchino mitomane e niente di più: non farà mai nessuna strada" (geniale profezia dell'allora borgomastro di Berlino).

Chi considera oggi Mario Borghezio una specie di buffone da non prendere in considerazione, commette un grave errore. Va ascoltato. Va invitato a parlare e a raccontarci quello che i leghisti pensano e dichiarano di volere quando stanno tra di loro.
Perché soltanto ascoltando delle voci dall’interno è possibile comprendere la realtà delle cose.

Purtroppo, in Italia, è stata conmpiuta la peggiore delle scelte possibili: l’intera classe politica a spingerlo via, ma nessuno ha voluto intervistarlo, fargli domande, chiedergli l’origine delle sue idée.
Soltanto comprendendo, sapendo, capendo, è possibile armarsi delle necessarie armi razionali e legali per poter combattere la diffusione della irresponsabile idiozia che finisce poi per produrre –in menti già alterate da sconquassi chimici interni- fenomeni tragici, dall’esito criminale, come quello verificatosi in Norvegia.

Qui di seguito pubblico alcuni brani che i quotidiani inglesi, svedesi, statunitensi, danesi e tedeschi hanno identificato come il perno intorno al quale ruota l’ideologia delle persone che hanno sostenuto e tuttora sostengono l’assassino di Oslo.

Riguarda –e non è certo un caso- la sessualità.

Perché l’aspetto di cui in Italia non si è parlato e si sta in questi giorni censurando (gravemente, a mio avviso, molto gravemente) consiste nel fatto che il manifesto non parla di politica, se non in minima parte, non parla di terrorismo e di stragi se non in una percentuale davvero esigua.

Parla di sesso.

Parla soprattutto della sessualità tra maschio e femmina in Occidente sostenendo la tesi di quell’idea del mondo che in Italia il mondo mediatico ha scelto di definire il celodurismo della Lega Nord.

Ecco di seguito il brano centrale che non commenterò.

Un’unica considerazione devo, ahimè farla.
Sulla quale invito i lettori pensanti a riflettere.
24 ore dopo il massacro norvegese, il Parlamento italiano ha affossato la legge sull’omofobia con esultanza massiccia di Borghezio che ha ritenuto fossero ormai maturati i tempi per poter cominciare a diffondere la vera natura del programma ideologico dietro le sue “cosiddette” esternazioni.

Ecco il testo.
Delle 1518 pagine di cui è composto, questa è la sezione 2.89 intorno a pagina 500, dopo quattrocento pagine in cui spiega la storia della sessualità in occidente identificando nel femminismo il nemico storico dell’Europa.

Così scrive l'assassino norvegese: Non esiste aspetto dell’attuale cultura europea all’interno della quale non sia ormai preminente l’ideologia femminista. Il potere europeo gestito dalle banche ha un unico dichiarato scopo: trasformare l’intera società da patriarcato in matriarcato, facendo in modo di negare e quindi abolire l’intrinseco valore dei maschi eterosessuali Cristiano-Europei, gli unici veri nativi del nostro Continente. Il cancro doloroso e pernicioso consiste nella femministizzazione della Cultura Europea che ha avuto inizio intorno al 1830, la cui prima tappa, da poco conclusa per loro vittoriosamente, consiste nella evirazione morale e psicologica del maschio, trasformandolo in una sotto-specie…esistono delle pubblicazioni e dei seriali televisivi dagli effetti perniciosi che sono stati abilmente confezionati allo scopo di produrre questi effetti di evirazione morale del maschio eterosessuale Cristiano Europeo: il primo e più velenoso prodotto è stata la serie di “Sex and the city” perché ha veicolato uno stile di vita che ha comportato la propagazione dell’immoralità sessuale femminile, introducendo il concetto di legittimità della promiscuità femminile, ed evidenziando il Capitale Erotico usato dalle donne per manipolare i maschi. La degenerazione della nostra società è intimamente legata a questa epidemia di malattie sessuali trasmissibili anche a livello emozionale, soprattutto come “impatto emotivo”.  Il destino della Civiltà Europea consiste nella capacità dei maschi di saper resistere in maniera soddisfacente contro la barbarie del femminismo Politicamente Corretto”…...seguono diverse decine di pagine in cui viene spiegata la resa delle donne europee all’invasione dei maschi islamici e poi riprende... “la chiave della ripresa dell’Europa e del trionfo della Cultura Europea consiste nella garanzia del controllo dei corpi delle donne e dei loro organi riproduttivi. Bisogna limitare il loro accesso alla riproduzione tecnologica e quindi deve essere un impegno da parte delle avanguardie maschili più sensibili far sì di impedire l’accesso delle donne a un livello avanzato di specializzazioni e di studi abbassando il numero di donne laureate e diplomate. Non bisogna dimenticare che stiamo vivendo all’interno di un cerchio suicida che comporterà la scomparsa della Cultura Europea organizzato e gestito dalle femministe, non a caso le più furiose sostenitrici del multiculturalismo. Dobbiamo lentamente ritornare alla costituzione della venerazione del Guerriero, del Maschio Guerriero, perché la femministizzazione del maschio europeo  corrisponde alla femministizzazione dell’Europa per intero. Vigliacca per definizione e dimenticanza –un tempo virile e casta- l’Europa si è sottomessa allo stupro etnico piuttosto che correre e accettare il rischio di magari profonde ferite nel resistere all’attacco esterno.”

L’idea della donna che l’attuale classe dirigente italiana veicola; la preferenza per donne ministre che provengono –come curriculum vitae- dai calendari erotici piuttosto che dalle scuole di specializzazione della Harvard School of Echonomics; la difesa da parte di Libero, il Giornale e la Lega Nord delle azioni dell’autore di questo manifesto, e il fatto che –come immediata risposta politica- 24 ore dopo il massacro, il sonnolento parlamento italiano abbia immediatamente votato, risvegliandosi, per affossare la legge che denunciava l’omofobia…..sono tutti questi, elementi sui quali riflettere.

Per confrontarci. Per dibattere. Per abituarci a pensare.

Come commento, aggiungo l’opinione di Jane Claire Jones, prestigiosa giornalista della ADN Kronos, editorialista e opinionista dell’attendibile quotidiano inglese The Guardian che, nel pieno rispetto anti-censorio della grande tradizione culturale democratica britannica, ha pubblicato il Manifesto perché la gente legga, sappia, comprenda, si confronti.

Ecco la conclusione di una ottima giornalista europea pensante, la britannica Jane Claire Jones:

“A differenza di Breivik, noi dobbiamo essere in grado di saper resistere alla facile tentazione di operare superficiali collegamenti e connessioni azzardate. Nessuna informazione relativa al passato, gli studi, le amicizie, i lavori, la religione e l’etnia di appartenenza e le esperienze individuali esistenziali di quest’uomo, possono essere utili per giustificare le sue azioni. E’ e rimane un vile assassino e niente più di questo. Il suo lingugaggio tecnico e freddo nel descrivere quella che lui chiama “operazione marketing” per costruire l’Europa ci regala il ritratto di un essere completamente privo e sprovvisto di umanità il che deve indurci a riflettere sulla relazione tra idee e azioni quando si è in presenza di individui privi della capacità di esercizio della compassione umana. Ciononostante, mentre il comportamento del signor Breivik deve e può essere considerato –e quindi capito e accettato- come il frutto di una mente folle annebbiata dalla malattia mentale, noi non renderemmo un buon servizio alla memoria dei morti innocenti e al nostro desiderio di europei che vogliono evolversi se ci fermassimo soltanto a questa considerazione piatta. C’è di più. E’ per questo che dobbiamo confrontarci”.

Svegliamoci. Cerchiamo di comprendere e riflettere e dibattere.

2 commenti:

  1. Ho scoperto questo blog da un paio di giorni ed e' gia' in testa ai preferiti. Moltissimi stimoli, riflessioni e divertimento puro nelle parti dedicate al cinema. Davvero bello, grazie.

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  2. grazie a te per l'attenzione, davvero...ti auguro una buona domenica, soprattutto...fresca!!!

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