domenica 3 luglio 2011

Intervista a Gioele Magaldi: 14 domande e risposte al Venerabile leader della Loggia Grande Oriente Democratico:.

di Sergio Di Cori Modigliani

copyright Sergio Di Cori Modigliani. blog: Libero Pensiero: la casa degli italiani esuli in patria.
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Si parla di P4, della P2. Si parla di continuo della Massoneria. Ciascuno sembra avere una opinione netta e precisa. Ma quanti la conoscono? Che cosa ne sanno? Che cosa si sa, con esattezza di questa associazione nella quale aderirono con entusiasmo Goethe, Mozart, Mazzini, Garibaldi? Per aiutare i miei connazionali a capire qualcosa di più, evitando di emettere opinioni personali prive di contenuto, mi sono rivolto a un Maestro Venerabile della Massoneria italiana, Gioele Magaldi, il quale si è reso disponibile a rilasciarmi, in esclusiva per questo blog, la seguente intervista. 14 domande e risposte sul significato, compiti e obiettivi della più discussa e dibattuta organizzazione associativa presente nella nostra Repubblica
1). Che cos'è la Massoneria?

Per capire adeguatamente cosa sia stata, cosa sia e cosa dovrebbe essere la Massoneria, rimando al libro di imminente pubblicazione (novembre 2011) MASSONI. Società a responsabilità illimitata, Chiarelettere Editore, scritto dal sottoscritto insieme ad una brava giornalista d’inchiesta.
In questa sede, vorrei sinteticamente sottolineare che la Libera Muratoria è stata per secoli una straordinaria scuola di elevazione filosofica e spirituale, così come una formidabile forza motrice di progresso culturale, socio-economico, scientifico, civile e politico.
Non credo di esagerare affermando che la Massoneria si è letteralmente inventata la società moderna e contemporanea basata sullo stato di diritto, sul passaggio degli individui dallo status di sudditi a quello di cittadini, sul progressivo allargamento delle libertà civili e politiche per ogni essere umano, a prescindere dalla religione, dalla razza, dal ceto, dal censo e dal sesso.
Non tutto è stato realizzato in un sol colpo e non sono mancate (come tuttora non mancano) contraddizioni ed aspre dialettiche fra una “destra” e una “sinistra” massonica, ma alla fine l’anima democratica e libertaria ha sempre prevalso.
Custode di affascinanti ed antichissime tradizioni sapienziali “eretiche ed eterodosse” rispetto alle dottrine codificate delle religioni positive, la Libera Muratoria ha saputo conservarne intatta la memoria (scritta e orale), mettendola a disposizione della libera ricerca spirituale di ogni essere umano insoddisfatto di risposte dogmatiche e semplicistiche sul mistero dell’esistenza.


2). Perché l'italia, nazione nella quale gli ideali risorgimentali si sono sposati a quelli della massoneria, ha "satanizzato" l'organizzazione?

In realtà, la “demonizzazione” della Libera Muratoria presso alcune fasce della pubblica opinione ha cause sia esterne che interne alle Istituzioni massoniche.
Certamente, a partire dal 1925 ( prima approvazione nel maggio della legge sulle associazioni, cosiddetta “contro la massoneria”, legge n.2029 pubblicata il 28 novembre 1925 sulla Gazzetta Ufficiale) e durante tutto il periodo della dittatura fascista, con la piena complicità delle gerarchie cattoliche,  non soltanto la Massoneria fu messa di fatto fuori legge, ma fu oggetto di una generale demolizione culturale ad opera del neonato stato clerico-fascista.
L’educazione della gioventù divenne monopolio delle associazioni cattoliche e di quelle fasciste: per quasi vent’anni le nuove generazioni furono cresciute nel culto del principio d’autorità e nel dogmatismo spirituale e politico. Una nazione che, a partire dal 1861 era stata costruita, nel bene e nel male, su fondamenti massonici di laicità, tolleranza, liberalismo, emancipazione delle minoranze religiose e razziali, si vide catapultata per due decenni in un abbrutimento dispotico, illiberale e confessionale, sino alla tragedia ignobile delle leggi razziali contro gli ebrei.
In realtà, furono davvero perseguitati solo i massoni autenticamente democratici e libertari: purtroppo, come spiegherò nel citato libro di imminente pubblicazione, alcuni settori della massoneria italiana non furono estranei (per usare un eufemismo) alla nascita dei Fasci di combattimento del 1919 a Milano e successivamente nell’apporto attivo alla costruzione del regime fascista.
Già in questo caso si può notare come, oltre che dall’esterno dell’Istituzione libero-muratoria, una pesante opera di destrutturazione venne anche dal suo interno, con ricadute negative postume.
Caduto il fascismo e affermatasi nel Secondo Dopoguerra una democrazia bloccata e incompiuta per l’assenza, in Italia, di un partito socialdemocratico o socialista-liberale di massa che potesse costituire un’alternativa di governo alla DC (e per la presenza di un forte partito comunista con strutturali legami con l’Unione Sovietica) come partito di maggioranza relativa, le varie obbedienze massoniche e in particolare la più importante e influente, cioè il Grande Oriente d’Italia, scelsero una vita di poteri e relazioni sotterranee. Ciò, anche per impulso dei vari governi USA succedutisi nel tempo (dai secondi anni ’40 in poi) e dei networks massonici euro-atlantici, i quali puntarono sulla Democrazia Cristiana quale principale referente e baluardo politico popolare e pubblico contro il comunismo italiano, suggerendo alle varie massonerie peninsulari di occuparsi delle retrovie, del back-office del potere, e di tralasciare la scena pubblica. Le amministrazioni Usa e i fratelli occidentali erano disposti a concedere un’egemonia culturale e spirituale della Chiesa Cattolica-frenando le velleità laiche e libertarie di alcuni massoni nostrani-pur di combattere efficacemente il pericolo comunista. Così, si realizzò un compromesso fra Santa Sede, DC, partiti laici minori e comunioni massoniche: ai liberi muratori piena facoltà di espansione sul piano della politica e della cultura “occulta”, a democristiani (di cui non pochi, comunque, transitarono per i templi latomistici) e gerarchie cattoliche il semi-monopolio della politica e della cultura pubblica, in contrasto con quella comunista. Questo svolgimento occulto e sotterraneo della vita massonica italiana dal Secondo Dopoguerra in avanti (colpa dei massoni stessi), preceduto dall’opera di destrutturazione e disinformazione compiuta durante il ventennio clerico-fascista, cui fece seguito la latente cultura anti-americana e anti-liberale di matrice cattocomunista e neofascista post-bellica- integrata ad una generale ignoranza popolare sull’argomento massoneria-ha determinato, nell’immaginario collettivo italiano, una nozione negativa della Libera Muratoria. Se a ciò si aggiunge la secolare demonizzazione ecclesiastica di ogni esoterismo, di ogni via spirituale non irreggimentata nei dogmi canonici del Magistero curiale, e si considera lo scandalo mediatico del fenomeno P2, ecco spiegata con chiarezza la percezione “satanica” di questa organizzazione. Un’organizzazione che, fuori dai confini italiani, è rispettata come la più importante creatrice e custode dell’ethos moderno e contemporaneo, fondato sulla libertà di religione, di coscienza, di pensiero, di espressione, di critica; fondato sul dubbio metodico, sulla tolleranza, sulla laicità e sullo stato di diritto.


3). Qual è il fine e l'obiettivo, oggi, nel 2011 della massoneria nel suo complesso?

Va assolutamente ridisegnato e ricalibrato. Non soltanto in Italia.
Anche altrove, specie in alcuni ambienti statunitensi e francofoni (con qualche aurorale ispirazione anche in Gran Bretagna, territorio della Massoneria più conservatrice e tradizionalista), sta sorgendo la consapevolezza che un ciclo massonico si è chiuso e occorra inaugurarne un altro.
La Libera Muratoria, per sua tradizione, anche al di là dei propri landmarks formali, negli ultimi tre secoli si è posta come l’avanguardia spirituale, sociale, civile e metapolitica del pianeta.
Per continuare ad esercitare una simile influenza culturale benefica e feconda, tuttavia, la Massoneria deve cambiare passo. In una ecumene globalizzata che essa stessa ha contribuito a fondare in modo determinante, la scelta drammatica è fra proseguire in modo ancora più raffinato sul sentiero della democrazia e delle libertà (materiali e spirituali), oppure nel trasformarsi tragicamente in una oligarchia semi-occulta ed elitaria che governa processi macroculturali, macropolitici e macroeconomici nell’ombra, in barba al consenso popolare e nell’indifferenza del benessere generale.


4)  Lei ritiene che la Massoneria, oggi, possa svolgere un ruolo propulsivo benefico nello spingere la nostra nazione verso una evoluzione civile e democratica?

Assolutamente si. Ma solo a determinate condizioni. Se all’interno della comunione massonica italiana più importante per numero e qualità degli affiliati-il Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani-“Grande Oriente Democratico” riuscirà ad imporre l’affermazione maggioritaria delle proprie idee e proposte, allora anche nella società italiana in generale sarà possibile realizzare un Nuovo Risorgimento.

5). Perchè, secondo lei, si sono verificate stagioni come quella della famigerata p2?

Esattamente per le ragioni storico-sociololgiche che le spiegavo nel corso della risposta alla sua seconda domanda. Dopo la destrutturazione avvenuta durante il ventennio clerico-fascista (i cui tratti politico-culturali Ernesto Rossi seppe bene illuminare nel suo libro del 1957, Il Manganello e l’Aspersorio. La collusione fra il Vaticano e il regime fascista nel Ventennio), nell’immediato periodo post-bellico il network massonico euro-statunitense e l’amministrazione USA assegnarono al Grande Oriente d’Italia un ruolo di back-office, delegando il front-office principalmente alla Chiesa Cattolica e alla Democrazia Cristiana, ritenute più adeguate, in un paese culturalmente arretrato e semi-analfabeta come l’Italietta anni ’40 e ’50, per raccogliere consensi popolari in funzione anti-comunista e filo-atlantica. La Loggia P2, con i suoi tratti conservatori, reazionari, illiberali e autoritari, con la sua opera di tessitura occulta di rapporti trasversali tra centri di potere formalmente antagonisti (come gerarchie cattoliche e gerarchie massoniche), è la diretta conseguenza dell’oblio dello spirito “garibaldino”, libertario, democratico, solare e limpido che un tempo caratterizzò la migliore Libera Muratoria italiana.


6) Esiste un legame o una affiliazione tra la P2 e quella che oggi viene definita la P3 e la P4 o è soltanto una denominazione di carattere mediatico-giornalistico?

Come ho avuto modo di spiegare in altre interviste (di recente, ad esempio, nel corso della trasmissione La Zanzara del 24 giugno 2011 su Radio 24), da un punto di vista formale c’è una notevole differenza tra P2 e P3 e P4. La Loggia Propaganda 2 (all’origine solo Loggia Propaganda) era un’officina massonica regolarmente costituita all’interno del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, con una storia che va dalla seconda metà dell’Ottocento sino alle gestione di Licio Gelli su mandato di ben tre diversi Gran Maestri del G.O.I. (Giordano Gamberini, 1961-1970, Lino Salvini, 1970-78, Ennio Battelli, 1978-82). La P2 era perfettamente consustanziale a Palazzo Giustiniani, al contrario di quanto vorrebbe far credere l’attuale (illegittimo ed abusivo) Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Gustavo Raffi. Le cosiddette P3 e P4, denominazioni di origine giornalistica, invece, non fanno riferimento ad alcuna realtà massonica regolarmente o ufficialmente costituita. Tuttavia, alcune delle persone coinvolte nelle inchieste relative sono riconducibili a due precisi circuiti massonici border-line, uno rappresentato in Italia dal Fratello Piduista Luigi Bisignani (per conto di interessi massonici e para-massonici a cavallo tra paesi occidentali e paesi dell’Est Europa), l’altro riconducibile a quella che, tra il 1991 e gli anni ‘2000, è stata la loggia “fatta in casa” dal Fratello Berlusconi, la cosiddetta “Loggia del Drago” di Arcore (che però non si riuniva solo a Villa San Martino). Nel caso di quest’ultima, come ho già avuto modo di accennare in altre occasioni, si trattava di un consesso utile ad intercettare interlocutori massonici extra-italiani particolarmente qualificati, con il pretesto formale della comune appartenenza iniziatica.

7) Da fonti ben informate risulta che Silvio Berlusconi ha sempre avuto un penchant per gli aspetti esoterici della associazione, arrivando al punto di organizzarsi, all'interno della massoneria, una propria Loggia individuale che ruota intorno alla sua persona, entrando in rotta di collisione con altre logge di antichissima tradizione e ben più potenti: lei conferma?

E’ esattamente quanto le illustravo in risposta alla precedente domanda. D’altra parte, tale “Loggia personale” (operante in tutto e per tutto con raffinati rituali della tradizione massonica), prima di “entrare in collisione”, di recente, con alcune realtà massoniche del circuito cosiddetto regolare ed ufficiale, ha avuto non pochi “fiancheggiamenti” e sostegni da parte di precisi personaggi e ambienti della Libera Muratoria italiana ed estera (specie di area francofona, est-europea, nord-africana e medio-orientale).


8) E' vero che tutta l'interpretazione data al teatro della realtà da Berlusconi ruota intorno al numero 22, cui lui attribuisce un valore sacrale, ermeneutico e magico a tal punto da aver spinto per presentarsi in parlamento -nel momento in assoluto più delicato della sua carriera- proprio il giorno 22?

E’ vero che Berlusconi e non pochi della sua cerchia più intima (in particolare i fratelli Dell’Utri, Marcello e Alberto) coltivano da sempre particolari interessi numerologici di ascendenza neo-pitagorica ed ermetico-kabbalista. Ma, in questa prospettiva, il numero 22, pur importante, non è il solo ad aver assunto un carattere ricorrente nella teoria e nella prassi politica e aziendale di area berlusconiana. Certo, 22 sono gli Arcani Maggiori dei Tarocchi, la cui tradizione, lungi dal costituire quella sorta di divertissement cialtronesco per fattucchiere e ciarlatani, rappresenta una sorta di arca dei principali archetipi esoterici ed iniziatici dell’Occidente. 22, poi, sono le lettere dell’alfabeto ebraico così come sono immortalate anche nel famoso Sefer Yetzirah, uno dei più antichi testi kabbalistici (primi secoli era volgare). Per cosiddetta “riduzione teosofica”, poi, 2+2 dà come risultato 4. E quattro sono le lettere dell’alfabeto ebraico in quello che è forse il più importante dei “nomi di Dio”, il cosiddetto “Tetragramma”, formato da Jod, He, Vau, He.
In ogni caso, con una puntuale ricognizione (che sarebbe improprio fare in questa sede) è facile individuare una serie di “numeri privilegiati” dell’immaginario di Berlusconi e di alcuni suoi fraterni amici.


9). Quale attrattiva può avere oggi, nel 2011, per un italiano sensibile e democratico, l'ideale massonico?

Non solo nel 2011, ma sempre, a patto di vivificare interiormente sino in fondo i principi costitutivi della Weltanschauung massonica, non c’è contesto migliore per coltivare ideali democratici e libertari. Anzi, occorre ricordare che, senza l’azione di eroici massoni che hanno dato la propria vita e le proprie migliori energie per questo, democrazia e libertà sarebbero solo un sogno lontano o perduto. E vivremmo ancora sotto qualche forma di Ancien Régime, sudditi e non cittadini, oppressi da dogmi religiosi e da leggi dispotiche. Né vi sarebbe la possibilità di alcuna libera ricerca spirituale o scientifica, se non al rischio di torture e roghi di libri ed esseri umani.


10)  Lei che rappresenta, con la sua persona, un filone democratico, legalitario e libertario all'interno della massoneria, come vive la sua "fratellanza" con gli iscritti alle logge cosiddette "deviate'?

In realtà, il cosiddetto status di “fratellanza”  ha molte sfaccettature. Da un punto di vista “tecnico-iniziatico”, se qualcuno riceve l’iniziazione libero-muratoria, diventa per ciò stesso un “fratello” di altri che hanno compiuto la medesima esperienza rituale. Si tratta dello stesso conferimento “sottile” (di per sé indelebile) che caratterizza il sacerdozio cattolico o quello di altre religioni. Ma tale condizione condivisa di fratellanza rituale non significa che, in seguito al cattivo uso del libero arbitrio, invece di ben adoperare gli strumenti iniziatici della Libera Muratoria (lavorando sulla propria pietra grezza e trasmutando la propria “egoità”) qualcuno non amplifichi piuttosto il proprio narcisismo, percorrendo la via della contro-iniziazione (nel migliore dei casi) o quella della pura e semplice strumentalizzazione profana dell’appartenenza massonica. Lo stesso può accadere per dei sacerdoti o per dei vescovi o cardinali della Chiesa Cattolica.  Costoro non cessano di chiamarsi “fratelli” in Cristo, in ragione della comune esperienza rituale-iniziatica che hanno condiviso, ma questo non significa che tra di loro non vi siano “deviazioni” reciproche in relazione a quella che ciascuno ritiene la retta via spirituale e terrena. Perciò, personalmente, pur essendo “fratello” in senso tecnico di tante persone che critico e di cui non condivido o addirittura aborro il percorso esistenziale, percepisco un autentico e più alto senso di “fratellanza” soltanto con coloro che si nutrono degli stessi ideali e principi che informano una determinata concezione della Massoneria. Una concezione per la quale la Libera Muratoria deve, sempre e comunque, essere scuola di libertà (materiale e spirituale) per individui e popoli e i massoni devono porsi al servizio di tutti gli altri esseri umani, combattendo per l’altrui dignità ed emancipazione, con coraggio e senza eccessiva preoccupazione per il proprio particolare interesse o per la propria sicurezza. In effetti, il concetto di “deviazione” viene spesso adoperato in modo improprio, come quello di “regolarità massonica”. A mio parere, è molto più “deviato e irregolare” un massone che, pur appartenendo ai circuiti maggioritari, vive da asino la propria devozione alle anacronistiche Costituzioni di Anderson (1723), quasi si trattasse di un testo vergato dal Grande Architetto, piuttosto che coloro che, inseriti in Gran Logge minoritarie o “di frangia”, partecipano criticamente della propria esperienza massonica e vivono con equilibrio la tensione fra tradizione e progresso. Se poi per “logge deviate” si intendono quelle che compiono reati di natura penale, violando le leggi dello stato e tramando contro le istituzioni democratiche, allora bisogna riconoscere che si tratta di una definizione impropria. Tanto all’estero che in Italia esiste una dialettica veemente tra coloro che, in quanto massoni si ritengono legibus soluti (al di là dell’ossequio formale e retorico alla Costituzione dello Stato democratico) e coloro che fanno dell’osservanza delle leggi e della democrazia-liberale un tratto qualificante dell’ethos libero-muratorio. Ma tra quelli che pretenderebbero di essere super-legem o extra-legem ci sono fior di “fratelli” appartenenti all’establishment dei circuiti “regolari e maggioritari”, ivi compresi alcuni storici nemici di Grande Oriente Democratico, insediati in posizione di vertice a Palazzo Giustiniani e dintorni…


11). Perchè si verificano le cosiddette deviazioni?

Come  dicevo nella precedente risposta, esistono diversi modi di intendere la cosiddetta “deviazione”. In realtà, direi che non esistono logge deviate o massoni deviati: esiste piuttosto uno scontro fra una destra massonica (tendenzialmente propensa a ritenersi un’elite al di sopra delle regole e delle leggi che valgono per gli altri esseri umani) e una sinistra massonica (che considera le istituzioni liberal-democratiche come una sua creazione e si ritiene felicemente vincolata da esse). Naturalmente, tale distinzione tra “destra” e “sinistra” massonica non coincide automaticamente con quella tra destra e sinistra in ambito “profano”.


12) Lei ritiene che la cosiddetta P4 possa rappresentare un pericolo per le istituzioni?

Ogni circuito di potere che si alimenti di progetti occulti, che non si dichiari nelle sue finalità alla pubblica opinione, che anteponga il favoritismo per i suoi membri all’interesse generale, che cerchi di influire indebitamente, per trarne vantaggi particolari e illegali, su organi dello stato, rappresenta un pericolo per le istituzioni repubblicane. Se coloro che sono coinvolti nel cosiddetto “scandalo P4” hanno messo in opera tali condotte, allora certamente hanno tentato di inquinare la vita democratica e liberale dello Stato italiano.



13) Se la P4 esiste, com'è nata e qual è il suo fine?

Su ciò che realmente siano la P3 e la P4, credo di aver già risposto esaurientemente nel contesto della domanda n°6.


14). Qual è il suo giudizio globale e definitivo sull'apporto odierno della massoneria alla libertà civile goduta dagli italiani?

Credo che l’apporto attuale della più importante Comunione massonica italiana-il G.O.I. di Palazzo Giustiniani- fintanto che essa sarà (mal) guidata dall’illegittimo ed abusivo Gran Maestro Gustavo Raffi, sia di scarso rilievo, caratterizzato soprattutto da vana retorica, insignificanti proclami e dichiarazioni pompose cui non segue alcun impegno concreto. Tuttavia, essendo nato in seno al G.O.I. (con progressiva adesione anche di massoni aderenti ad altre obbedienze italiane) Grande Oriente Democratico, questo Movimento opererà non soltanto per determinare un cambiamento di “regime” nel Grande Oriente d’Italia, ma anche per vigilare sulla tenuta complessiva delle istituzioni liberal-democratiche della Repubblica italiana. G.O.D. non lascerà né a Raffi la possibilità di affossare definitivamente i più sacri principi dell’idealità e della prassi massonica, né ad altri Grandi Fratelli seduti a Palazzo Chigi- e alleati con eversori secessionisti di marca leghista- di fare scempio dello stato di diritto e di quello che resta della coesione sociale e civile della nostra martoriata penisola. Parola di Gioele Magaldi e dei suoi “fratelli garibaldini”.






3 commenti:

  1. Mi risulta che un tempo la Massoneria fu di grande attrattiva per molti Ebrei che la considerarono uno spazio aperto e libero di espressione democratica in anni in cui la democrazia era messa in crisi e discussione, come valore e come prassi, come ai tempi del Fascismo. Non a caso si parlva, con scherno, di demoplutogiudomassonico... Oggi, dopo le mille situazioni ambigue in cui la Massoneria Italiana si è andata a ritrovare, specie in quell'ambito che nell'intervista si definisce di destra, è difficile immaginare un recupero positivo della Società

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  2. E' interessante Sergio, soprattutto la conclusione, e la risposta alla domanda 10. Da indagare, ma interessante

    ciao, grazie
    Danilo

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  3. Chiedo l'assenso a ripubblicare l'intervista, citando la fonte, sul blog http://lapillolarossa.blogspot.com.

    Grazie in anticipo.

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