sabato 9 luglio 2011

Tempi duri per gli impuri: flop di Beyoncè e allora la butta sul sexy hard.

di Sergio Di Cori Modigliani.

Annunciato con la consueta grancassa mediatica che i divi molto ricchi possono permettersi, Beyoncè, la regina americana del soul pop, ha lanciato sul mercato il suo nuovo disco "4", grazie al quale puntava a ottenere un risultato economico di circa 200 milioni di euro in tutto il mondo (si accontenta di poco).

Ormai senza sfrontatezza, non ci provano neppure a sostenere di avere l'arte nelle mire, la voglia di cantare, il gusto dell'espressione, l'ansia ispiratrice della vocalista nata. Dichiarano, con tragica onestà, che il loro obiettivo è una successiva ricchezza e i gonzi abboccano.

E invece, questa volta è andata mele. Anzi malissimo.

Aveva fatto una bella campagna lobbistica in Usa per lanciare il suo disco.

Aveva finanziato circa 250 associazioni femminili, a tambur battente, sulla questione "della mercificazione del corpo delle donne" creandosi una immediata cassa di risonanza in prospettiva dell'uscita del suo album.

L'album è andato male.

E allora, Beyoncè -new entry tra i campioni dei diritti civili annunciati- ha fatto un nuovo disco “Best Thing I Never Had“., un single.
Con l'aggiunta di un video.

Naturalmente sexy.

Anzi, molto sexy.

E anche molto volgare.

Certo, lei non è la Callas. Ma punta a emulare Emma Bonino.

Siccome è lei che ha scelto di mercificare il suo corpo per attirare i gonzi, allora -in questo caso- va bene, rimane pur sempre una eroina femminile di chi combatte contro la mercificazione del corpo della donna.

Sarà.

Qui c'è qualcosa di poco chiaro.

Anzi, a me sembra tutto chiarissimo.

Il disco, comunque, va davvero male: tempi duri per gli impuri.

Se non vende più neppure il sesso, tra un po' saranno costrette a mettersi a cantare.

Poverette. Che disgrazia

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