lunedì 12 dicembre 2011

Grazie a un fumetto uscito in Francia, esplode l'ira contro Sarkozy e la Merkel. E da noi?

di Sergio Di Cori Modigliani

E’ una divertentissima idea artistica a smuovere le acque in Europa, oggi.
Ma soprattutto un ottimo stimolo per comprendere alcuni trucchi, censure e truffe organizzate dagli oligarchi al comando delle operazioni planetarie.
La settimana scorsa era uscito in Francia un libro curioso, il secondo volume della storia “Quai d’Orsay” (il corrispondente francese della nostra “Farnesina”, termine che indica la sede del dicastero degli affari esteri). La particolarità di questo volume è triplice:
a). E’ una storia a fumetti.
b). Si conosce l’autore dei disegni, Cristophe Blain, ma non si conosce l’autore dei testi che si firma Abel Lanzac, preceduto dalla dizione “importante uomo politico francese che intende mantenere il proprio anonimato dietro questo pesudonimo”.
c). E’ il corrispondente francese –in tono minore e più spettacolare- di wikileaks, perché il fumetto descrive scenari, dialoghi, eventi, riunioni “effettivamente” accadute in Francia tra il 2002 e il 2007, ma per evitare guai legali imbarazzanti, i personaggi francesi hanno nomi di fantasia, come ad esempio il premier gallico che si chiama Taillard, nome fittizio.
Le Monde, l’autorevole quotidiano francese, non se l’è bevuta. E già da due mesi aveva identificato nel “gola profonda fumettistico” qualcuno molto vicino a Dominique de Villepin (se non addirittura proprio lui)  già ministro degli esteri nonchè primo ministro del governo di Francia quando era presidente Jacques Chirac. De Villepin è l’uomo che nel 2003, alle Nazioni Unite, votò contro la delibera di Bush per invadere l’Iraq mettendosi frontalmente contro gli Usa e chiamandosi fuori sia dall’invasione che dalla conseguente guerra in tutta l’Asia Minore, dichiarando a New York, nella più furibonda conferenza stampa mai registrata in campo diplomatico, che la Repubblica di Francia “non ha nessuna intenzione di essere coinvolta in un’azione militare pretestuosa, nata con l’esclusivo e dichiarato intento da parte dell’amministrazione Bush di risolvere problemi di politica interna, ragion per cui non appoggeremo mai nessun intervento militare ai danni dell’Iraq, mettendoci in una posizione chiara e netta di neutralità dichiarata. Non forniremo neppure aiuto logistico. Semplicemente, noi francesi, non abbiamo nessun interesse né voglia di essere coinvolti a nessun titolo in questo giuoco pericoloso, destabilizzante, che potrebbe addirittura portare a una grave e gigantesca crisi economica mondiale”.
Allora, in Usa, ci fu addirittura chi fece diverse interrogazioni parlamentari chiedendo la rottura delle relazioni diplomatiche con la Francia. Si scatenò una vera e propria isteria di massa, pompata da tutti i media che soffiarono sul fuoco dell’odio anti-francese, al punto tale che in tutti i bar statunitensi le patatine fritte che accompagnano di solito la birra o il cocktail, celebri con il nome di “french fries” (le francesi fritte) diventarono “patriotic fries”.
Ci furono zuffe, scontri, talmente violenti –tanto per fare un esempio- da costringere il regista Woody Allen a dichiarare al New York Times “me ne vado da New York e mi trasferisco per il momento in Europa che è un posto civile, dove mi ingozzerò ogni pomeriggio di french fries a volontà; girerò film in Inghilterra, Spagna, Italia. Non ritornerò mai più in Usa fintantoché le patatine non riavranno il loro nome che regge da più di 150 anni”.
E così fece.
Nel 2007 nel corso della campagna elettorale de Villepin attaccò Sarkozy sostenendo che era un uomo corrotto e che aveva preso delle tangenti, accusandolo di essere un semplice burattino nelle mani di “tecnocrati oligarchi delle multinazionali finanziarie il cui unico obiettivo consiste nel distruggere la nostra sovranità nazionale”. Perse le elezioni.
Sarkozy lo denunciò. La stampa, dopo le prime due settimane, decise di non occuparsi della questione. Dopo due gradi di giudizio ( e due anni) de Villepin è stato assolto.
Ieri sera, nella sala dell’Hotel Ritz a Parigi ha formalmente posto la propria candidatura alle elezioni del prossimo marzo 2012 sostenendo che “Sarkozy si è venduto ai tedeschi, piegandosi alle decisioni della signora Merkel che finiranno per distruggere la nostra sovranità nazionale, la nostra indipendenza, il nostro stato sociale: è arrivato il momento che i ceti moderati della classe media abbiano il coraggio di erigere uno sbarramento contro la prepotenza germanica. L’Europa, così, è finita”.
Sarkozy si trova quindi un inatteso guaio sul suo cammino.
Perché il fumetto piace da matti. Va a ruba e i francesi gongolano nel leggere le avventure di Monsieur Taillard che prende a schiaffi “quel cafone alcoolizzato di un bovaro texano” e racconta i misteri dei ministeri, gli affari sporchi e clandestini, nella migliore tradizione degli immortali romanzi di Honorè de Balzac.
In Italia, un editore di Bologna, specializzato in fumetti d’arte, ha acquistato mesi fa i diritti e ha appena pubblicato il primo volume (in Francia è giù uscito il secondo e il terzo si preannuncia al fulmicotone). L’editore si chiama  “Coconino Press-editore in Bologna”.
Al di là della notizia relativa al libro di fumetti (che consiglio ai cultori del genere e ai curiosi di politica estera e diplomazia) la notizia interessante consiste nella reazione di tutto l’occidente al summit di Bruxelles dello scorso venerdì.
La nostra truppa mediatica l’ha immediatamente archiviato come un successo e un progresso nella risoluzione dei problemi europei, mentre, com’è noto, gli inglesi hanno “ufficialmente” rotto. Ma in Usa, Svezia, Olanda, Slovacchia, Ungheria, Spagna e Portogallo, per tutta la giornata di domenica, hanno dibattuto sul “fallimento” della riunione.
Tranne che in Italia.
Gli Usa hanno risposto oggi, prendendosi due giorni di riflessione. Su tutti i loro giornali commentano la riunione definendola –per ciò che ci riguarda- l’ultima batosta per l’Italia.
L’esile Mario Monti non deve essere un campione di comunicazione, né deve aver capito la differenza tra accordi di vertice verificatisi tra membri di un club, riunioni tra bocconiani, e i tempi attuali del web, che è veloce e trasversale.
In qualche modo deve averlo spiegato ai tre sindacati. Forse l’avrà detto anche a Bersani, Alfano e Casini, magari perfino anche a Di Pietro e alla Marcegaglia e al papa.
L’aspetto più avvilente di tutta questa questione (l’intera stampa complice ad esclusione de “Il Giornale” di proprietà di Berlusconi) consiste nel fatto di accorgersi –toccando con mano- che il nuovo governo ha scelto di esercitare il potere in questo momento come se si trattasse di una funzione individuale o di un lavoro commissionato su delega a una sparuta squadra di esperti selezionati.
Ai cittadini non viene neppure riferito ciò che accade.
Il che mette la gente nella condizione di non poter operare scelte adeguate basate su informazioni reali, tipo: “chiamo il mio agente di borsa e gli dico di vendermi le mie piccole e magre azioni per un controvalore di 3.500 euro perché lunedì mattina la borsa andrà malissimo”. (consiglio dato dallo speaker della televisione portoghese al loro telegiornale che spiegava alla gente che ha già poco, anzi pochissimo, come salvaguardare i loro risparmi).
Si conferma la mostruosa spesa a favore dell’editoria (arriveranno a tutti centinaia di milioni di euro a grappoli) contando, quindi (a ragion veduta) sulla complicità di giornalisti, televisioni, editorialisti, opinionisti, e l’intero parlamento.
Bisogna andare all’estero per capire che cosa accade in Italia.
Qui, nessuno ve lo spiega.
Mario Monti ha detto soltanto una cosa, di ritorno da Bruxelles: “Il 15 gennaio 2012 vi sarà una riunione con Sarkozy e la signora Merkel a Roma, ospiti del governo italiano, nel corso della quale verranno chiariti i passi successivi che porteranno alla revisione dei trattati, da generare in maniera efficacemente propulsiva entro la fine del mese di marzo”.
A voi, questa frase, vi dice qualcosa?
A voi sembra una cosa normale?
Tutto ciò, a voi, sembra una procedura normale?


7 commenti:

  1. Non c’è stato un summit della UE giovedì notte, o meglio, quella farsa era solo farsa. Giovedì notte abbiamo visto la Germania finalizzare, con la piena complicità del criminale internazionale Mario Draghi, il suo terzo tentativo di distruggere l’Europa in un secolo. Ci provò due volte con le armi, e fu sconfitta. Al terzo tentativo ha usato l’economia, la Banca Centrale Europea, i Trattati sovranazionali capestro, e questa volta ce la sta facendo. Là dove i nazisti fallirono, i tedeschi democratici sono riusciti. Ce l’hanno nel DNA l’egemonia. E come nel 1939, l’Inghilterra si tira fuori, per poi combattere più tardi. Nella gravità di quanto sta accadendo, è da registrare la giurassica stupidità di Sarkozy, che non ha capito che la Merkel si sta portando la Francia a braccetto come un cagnolino solo per affondarla. Il rapporto fra Berlino e Parigi assomiglia in tutto al rapporto fra gli Evangelisti fanatici americani e gli Israeliani. I primi sostengono a spada tratta le ambizioni espansioniste d’Israele in Palestina solo perché, secondo la profezia biblica evangelica, una volta realizzate tali ambizioni il Cristo tornerà sulla terra e incenerirà ogni singolo ebreo che non si sarà prima convertito al cristianesimo. Il crollo dell’Europa voluto scientemente dalla Germania getterà la Francia nel baratro assieme a noi ‘untermenschen’ del sud. Questa per i francesi è una nemesi ben meritata: furono loro che ricattarono la Germania dicendole “o ci fai fare la BCE e l’unione monetaria come vogliamo noi, oppure ti scordi i prestiti per l’unificazione con la Germania dell’Est”. Berlino accettò, ma i tedeschi sono micidiali e ora Parigi la pagherà cara..

    http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=283

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  2. "consiglio dato dallo speaker della televisione portoghese al loro telegiornale "

    ahhh, ci mancava solo questa .

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  3. La francia a livello economico è tale e quale
    l'italia
    Tutti e 2 fanno 60 milioni di persone a stato
    entrambi hanno un mercato interno composto
    da tessile industra manifatturiera turismo cibo
    metalli e atomobili.
    L'inghilterra anche se sta fuori dal trattato
    ha un industria con i controfiocchi compreso lo sfruttamento del petrolio.
    La germania invece conta circa 80 milioni di persone e fa su per giu le stesse cose dell'italia e la francia inclusa la birra l'elettronica e i cantieri navali.
    Analizzando questi dati grezzi gentilmente offerti da wolframalpha si capisce che lo squilibrio è tutto politico (quantomeno italia germania e francia ).
    La domanda mia è questa: perchè i politici tedeschi sono riusciti a dettare la linea politica della nuova europa ?
    Che cosa hanno di più ?

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  4. il mio commento è sparito

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  5. E' la prima volta che scrivo un post su questo blog, e colgo l'occasione per fare i complimenti all' autore, in quanto trovo gli articoli proposti non solo interessanti, ma anche di alto profilo culturale, poiché vi è sempre un allacciamento con il passato. Conosci la storia per comprendere il presente.
    Detto questo arrivo al punto. Sono pienamente d'accordo che il summit di giovedì è stato un fallimento, perché è servito solo alla Germania a dimostrare ai suoi cittadini che se vuole può imporre l'austerità a nazioni che normalmente non l' adotterebbero, proprio come l'Italia, e questo è un obbiettivo molto piccolo vista la gravità della situazione. Quello di cui voglio parlare in questo commento è un articolo di Giuliano Amato sul sito del Sole24 ore che mi ha stupito, proprio perché a dire quelle cose è Giuliano Amato (http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-12-11/lintesa-ancora-troppo-debole-135627.shtml?uuid=AasJRJTE). Infatti Amato spiega che il vertice è stato un fallimento poiché è stata soverchiata la sovranità nazionale e il rispetto delle regole comunitarie. Ora io so bene chi è Amato e qual' è la sua storia, ma quello che mi colpisce è il suo essersi messo di traverso alla Germania. Ma il bello deve ancora arrivare, perché Amato dice di essere in sintonia con il "Gruppo Spinelli", un gruppo di europeisti doc che sul loro sito vanno contro la Germania e la sua neo politica europeista molto simile ad una politica totalitaria. Se andate a vedere su wikipedia la voce "Gruppo Spinelli" noterete che uno dei suoi più illustri membri è niente popò di meno che Mr Mario Monti, che , come spiega bene Cori di Modigliani, ha fatto filtrare la percezione in Italia che il summit di giovedì è andato più che bene.
    Se qualcuno ha qualche idee o informazione più completa a riguarda sono ben felice di accoglierla, ma onestamente io ancora non ho capito per chi lavora Mario monti, so solo, e questo lo devo all' autore di questo blog che è UNA CAPRA IGNORANTE!!

    Ciao a tutti!!

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  6. @anonimo 08.012.....la germania ha un forte senso dello stato; dopo il 2008 quando c'era stata la crisi finanziaria, la destra e la sinistra insieme hanno formato un governo per gestire la crisi, avendo come fine comune salvaguardare il proprio bene collettivo. Si sono ripresi. E lo hanno fatto a spese del resto d'Europa che non ha avuto l'intelligenza e l'intuizione di fare altrimenti. Oggi, la Germania è economicamente molto forte: ha un governo di destra con leggi di sinistra, una totale salvaguardia dei ceti più fragili, solidi ammortizzatori sociali e pretendono di imporre al resto d'Europa il loro stile. Dal loro punto di vista è comprensibile, ha anche una sua logica. Il fatto è che non funziona, questo è il problema, perchè altre culture (come quelle latine) sono molto conflittuali e con gravi problemi di struttura. La destra moderata tedesca è pragmatica, quella italiana è populista e corrotta e la destra francese è razzista e colonialista: sono incompatibili. In Europa non esiste più una linea politica; in Italia, Francia e Spagna hanno aderito a un neo-liberismo senza controllo che è stata una totale catastrofe perchè ha favorito le grandi dinastie locali aristocratiche e in Italia ha immesso la criminalità organizzata all'interno del sistema allargando la corruttela al rango di Norma. La Germania detta legge perchè è forte e pensa di poterselo permettere. Secondo me si è fatta i suoi conti e ha calcolato che se l'euro va in fumo, reggerà comunque l'urto, a differenza di noi e degli spagnoli e dei francesi dove la conflittualità politica interna impedisce l'investimento di energie produttive in senso economico. La Germania la si può contrastare solo con una forte classe politica. Ma come si fa a mettere d'accordo in Italia Cicchitto e Bersani, Casini e Vendola? I sindacati e il vaticano? Lo Stato e la Mafia, visto che lo Stato non esiste? I tedeschi, nel 2009 hanno chiuso un accordo con la svizzera e hanno tassato i capitali tedeschi depositati in svizzera con un'aliquota del 30%: hanno incassato sull'unghia circa 120 miliardi che hanno investito nel welfare. I tedeschi non hanno conflitti sociali interni. Da noi Monti sta ancora decidendo se alzare dall'1,5% al 3% l'aliquota, non dà la caccia ai grandi evasori, non vara la patrimoniale sui grandi capitali sia immobiliari che finanziari, quindi non viene nè intaccata nè alterata la parte malata del sistema. Il presidente di finmeccanica doveva andare in galera, invece ha usufruito di una liquidazione pari a 5 milioni di euro. un segnale per tutti i mercati speculativi del mondo, pari a "benssimo, in Italia rimane tutto uguale". Qualunque cosa dica o faccia Monti è irrilevante, finirà per peggiorare le cose: i soldi bisogna andare a prenderli da chi li ha e cioè le grandi famiglie, le grandi aziende, i grandi patrimoni. L'Italia ha una struttura di tipo dinastico-medioevale, non ha un capitalismo efficiente e competitivo. Oggi ne paghiamo le tragiche conseguenze.

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  7. Massimo Merighi12 dicembre 2011 12:28

    SPUNTA IL FORCONE CON MONTI
    http://www.youtube.com/watch?v=n9lHaMVnPCs

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