venerdì 16 dicembre 2011

Lo squallore dei giornalisti italiani come la Annunziata: non date retta alle loro bugie quotidiane condite in salsa mediatica. E strapagata.

di Sergio Di Cori Modigliani

Chi sa, parli, questo è il momento. L’Italia sta attraversando un momento di grave, gravissima difficoltà. I cittadini hanno il diritto di sapere che cosa sta accadendo, come stanno le cose, quali decisioni verranno prese da chi opera dietro le quinte e che nel futuro avranno un peso su tutta la nazione, così come chi sa ha il dovere di parlare, di dire le cose, adesso. Diritti e doveri, a ciascuno il suo, questo è il pilastro della democrazia che noi dobbiamo salvaguardare”.
Paolo Borsellino, 8 giugno 1992, la sua ultima intervista, a la Repubblica.

Due mesi dopo quest’intervista, il compianto giudice Paolo Borsellino veniva barbaramente assassinato, decretando, con la sua morte, l’inizio dell’agonia della Politica in Italia di cui, in questi giorni, stiamo assistendo alla sua funebre capitolazione.
E’ ormai sempre più chiaro come l’oligopolio al comando dell’Italia e dell’Europa, ben coadiuvato dalla truppa mediatica dei servi beceri, abbia scelto di confondere le idee agli italiani affinchè non possano capire che cosa sta accadendo, e gli spazi di comprensione si assottigliano, mentre, poco a poco, le notizie vere (nel senso che hanno una relazione e una rilevanza con eventi reali) scompaiono sia dai quotidiani che dalla televisione.
Di solito, quando accadono dei fatti interessanti, sui giornali e in rete se ne parla, se ne discute, si elabora, ci si insulta, quantomeno si parla di ciò che è accaduto.
Non più in Italia.
Dovendo riferire di ciò che accade, in realtà è necessario ormai fare un lavoro avvilente e faticoso, perché invece che godersi la libertà di espressione nel discutere ciò che accade, bisogna riferire ciò che non accade.
Sto parlando qui delle notizie che non danno più.
Ma soprattutto della sconcezza operativa che i servi mediatici dell’oligarchia manifestano nella piattezza davvero amorale delle loro irrilevanti chiacchiere.
Non c’è da stupirsi, quindi, se la destra parla come la sinistra, la sinistra parla come la destra, nel tentativo fin troppo ovvio di gettare fumo negli occhi e impedire, non dico di sapere, ma quantomeno di essere informati al livello minimo di decenza su ciò che accade.
Ieri sera, tra le ore 20 e le ore 20.30, è andato in onda (telegiornali vari) il livello più basso mai raggiunto dall’informazione in Italia: tutte non notizie.
La palma dello squallore assoluto, davvero infame, è stato raggiunto dalla collega Lucia Annunziata, ex presidente della Rai, sedicente democratica, la quale, nel corso della sua trasmissione “½ ora”, annunciata con rigogliosa enfasi, aveva fatto sapere che avrebbe realizzato una “fondamentale” intervista al più importante (ufficialmente) massone italiano, il Venerabile Maestro Raffi, il capo del Gran Oriente d’Italia. C’era quindi da attendersi un pepato scambio dialogico.
Raffi si è presentato all’intervista accompagnato da un signore, introdotto dalla Annunziata come un (così ha detto) “cultore di cose massoniche e uomo politico italiano di provata fede repubblicana” certo Francesco Nucara.
L’intervista ha offerto quindi questa bella coppietta che è stata presentata all’ignaro pubblico italiano dei gonzi, che ancora guarda Rai3 pensando di avere delle notizie, come due simpatici buontemponi, praticamente in pensione, che hanno dipinto la massoneria né più né meno di una specie di club dopolavorista di vecchi parrucconi che amano cimentarsi su aneddoti risorgimentali da scuola media. Questo, almeno, è il ritratto che Lucia Annunziata ha voluto offrire al pubblico. La notizia, quindi, non sta, in ciò che è stato detto, bensì in ciò che non è stato detto. La notizia –nel caso lo fosse- è consistita nella conferma definitiva dell’osceno servilismo compiacente beota di Lucia Annunziata, la quale si è rifiutata di a) spiegare al pubblico chi fossero, b) fare domande pertinenti, c) fornire notizie e informazioni relative a questi signori.
La massoneria è stata presentata come una organizzazione compatta, un’associazione di studi che si ritrova la sera per discutere dell’infanzia e adolescenza di Giuseppe Mazzini a Londra. La Annunziata non ha chiesto a Raffi come mai è finito denunciato da alcuni suoi fratelli che hanno contestato legalmente il suo operato e la liceità della sua leadership; né tantomeno ha chiesto su quali basi –tanto per fare un esempio qualunque- avesse scelto, venti anni fa, di assumersi la responsabilità di sponsorizzare la famiglia Lavitola, presentando e imponendo (come fece) il medico psichiatra napoletano  Peppino Lavitola, inviato al carcere speciale dell’Asinara come medico personale di Raffaele Cutolo, il capo storico della camorra napoletana; né ha chiesto a Raffi di raccontare i viaggi che Peppino Lavitola faceva due volte la settimana da Napoli all’Asinara e dal carcere di ritorno prima a Napoli -per riferire ad Antonio Gava- e poi a Craxi e allo stesso Raffi, suo punto di riferimento, che lo ripagò gentilmente presentando in una loggia lucana il figlio dello psichiatra, il nostro pescivendolo Ladolcevitola, tuttora latitante in quel di Panama.
Sarebbe stato interessante se poi, rivolgendosi a quell’altro signore, Francesco Nucara, presentato pochi attimi prima come un modesto pensionato, cultore di Giuseppe Garibaldi, gli avesse ricordato che nel 1991 era finito sotto la lente d’ingrandimento prima e nel mirino della Legge poi, di Paolo Borsellino, il quale aveva aperto ufficialmente un incartamento su di lui (trasformatosi qualche mese dopo in ordine d’arresto) sotto l’accusa di aver ricevuto una tangente di 1 miliardo di lire di allora dalla ditta Lodigiani per avere (come infatti ottenne) l’appalto per la costruzione del nuovo centro direzionale di Reggio Calabria. Ma Borsellino non ce la fece. Prima di essere assassinato, però, ebbe la saggia intuizione di inviare l’intera documentazione a due colleghi di cui si fidava, Borrelli e Colombo, a Milano, dato che la società aveva sede lì. Sei mesi dopo, Borrelli, Colombo e Di Pietro gli saltavano addosso. Ma il nostro baldo pensionato riuscì a farla franca, grazie a Raffi, finendo nel PDL dove dal 2001 al 2006 è stato sottosegretario ai lavori pubblici oltre che vice-ministro all’ambiente con “speciale delega per la gestione dei rapporti con la Regione Calabria”, anni durante i quali da tale ministero sono stati elargiti sovvenzionamenti pari alla cifra di complessivi 420 milioni di euro (così specificano gli atti parlamentari) per realizzare “grandi opere di riconversione e ristrutturazione del dissesto idro-geologico della regione Calabria” (mai realizzato nulla e non si sa dove siano finiti si soldi) gestiti dalla famiglia Macri, di Crotone, di cui Oreste Macri, un cugino figlio di zii emigrati in Argentina nel lontano 1945, è diventato governatore della città di Buenos Aires ospitando insieme Raffi e ladolcevitola, (che Raffi ha sempre chiamato “Valterino” perché si era autodefinito suo “padrino spirituale”) nella sua tenuta di Olivos. Ultima chicca, il nostro pensionato Nucara, a casa Raffi, neppure un anno fa, decideva di dar vita insieme a Domenico Scilipoti, altro Maestro Venerabile presentato anche lui, illo tempore, da Raffi in una loggia meridionale, al gruppo dei Responsabili alla Camera dei Deputati, con il dichiarato obiettivo di garantire il sostegno al governo Berlusconi.
Lucia Annunziata non ha chiesto un bel niente. Non ha detto un bel niente. Non ha dato nessuna notizia su nessuno dei due,.Nada de nada. Rien de rien. Nothing at all.
Li ha presentati come due pensionati a riposo, avulsi ormai dal contesto politico italiano.
Basterebbe questa vergognosa e squallida vicenda per comprendere lo sconcerto che attraversa in questo momento le coscienze pensanti delle tante brave persone della sinistra democratica che sono state turlupinate (e seguitano ad esserlo) dai servi sciocchi della truppa mediatica.
In compenso, oggi, in rete, neppure una riga sull’intervista.
Contrariamente al solito, nessuno ha “osato” fare un commento.
La seconda notizia non data (che fa da pendant alla terza) viene da Londra, direttamente da uno dei colossi responsabili dell’attuale catastrofe finanziaria, Goldman Sachs, ed è la seguente: ieri mattina, alle ore 9.15 (come ci ha gentilmente informati lo specifico sito business del quotidiano britannico The Guardian) Goldman Sachs ha reso pubblico un documento di 45 pagine, inviato ai propri clienti, relativo allo stato di salute delle aziende di Berlusconi attive in borsa “identificando in Mediaset una situazione finanziariamente malsana, con un crollo verticale di introiti della pubblicità e una previsione negativa per il prossimo trimestre” a tal punto da far concludere il prospetto con la parola che per ogni analista di borsa suona come un allarme rosso da panico SELL, cioè vendere. Ha indicato anche il prezzo delle azioni 1,75 euro (oggi ne vale 2,10) “e poi una volta raggiunto il livello 1,75 riconsiderare l’analisi per stabilire ulteriori definizioni di conto”. Una notizia prettamente finanziaria, tecnica, ma che diventava politica perché ci consentiva di comprendere come mai Silvio Berlusconi, all’improvviso, si precipitasse a Roma in pubblico citando Mussolini e facendo tintinnare una campana a morto per il governo Monti entro “un tempo molto breve dato che il nuovo primo ministro è disperato”.
La terza notizia viene da un altro colosso finanziario, da New York, J.P.Morgan che ha riferito –come riportato dall’attendibile sito finanziario Bloomberg, poi ripreso dal Financial Times e dai siti finanziari cinesi- che la troika ha lasciato Atene dopo aver firmato un accordo con il premier Papademos che prevede il licenziamento entro il 10 gennaio di 158.000 dipendenti pubblici dell’amministrazione. Non solo. L’analisi della J.P.Morgan ha specificato che, così facendo, la Grecia riduce la propria resistenza finanziaria a soli tre mesi e ha indicato nel 30 marzo 2012 la data del default, seguita il 10 aprile dal default del Portogallo. In Italia le notizie non sono state diffuse.
La quarta e ultima notizia l’apprendiamo dall’Olanda, poi rimbalzata in Inghilterra e da lì in Usa (mai arrivata in Italia) e che si riferisce all’esternazione del ministro Corrado Passera il quale ha dichiarato agli olandesi nel corso di un convegno pubblico ieri mattina che “la situazione in Italia è più grave di quanto il governo non avesse previsto, i conti sono peggiori di quanto non ci avessero detto, il che ci fa comprendere che non oltre il marzo del 2012 sarà necessaria, molto probabilmente, una nuova e ben più robusta manovra di assestamento”. Bloomberg calcola intorno a una cifra oscillante tra i gli 80 e i 150 miliardi di euro, sulla base di quanto suggerito da Passera.
Di tutto ciò, in Italia, nessuno ne parla.
Tantomeno il PD che, è ormai chiaro e lampante, ha dato ordini alla truppa mediatica che ha fatto assumere, di mettersi al servizio di chi garantirà loro, quantomeno, un salvacondotto e un passaporto per sostenere l’urto. Altrimenti la Annunziata avrebbe spiegato al pubblico chi erano quei due buontemponi pensionati e avrebbe posto le domande di rigore che ogni giornalista appena iscritto all’ordine avrebbe saputo e dovuto porre per fare informazione. Anche un neofita l’avrebbe fatto.
La buona notizia –perché c’è eccome se c’è, anche se è soltanto per gli adulti- consiste nel ricordare a tutti quanto sia sempre il potere personale la chiave di volta e di svolta nelle vicissitudini umane, e di come le nazioni, i popoli e le etnie abbiano sempre la possibilità di prendere in pugno le redini del proprio destino e combattere per la propria dignità. Dipende da noi non cedere alle suggestive falsità e bugie che ormai ci vengono ammannite quotidianamente sia dalla destra che dalla sinistra, ormai lanciate in un chiaro programma di salvaguardia delle loro clientele personali e basta. Non è più tempo di proteste, cortei, scioperi, manifestazioni, che lasciano il tempo che trovano e non fruttano alcun risultato.
Ma e’ fondamentale avere notizie. E’ importante sapere ciò che accade davvero, per poter stimolare la propria creatività individuale individuando nuove strade da battere, alternative di vita esistenziale, sottraendo se stessi ai giochetti proposti dalla cosiddetta “classe politica italiana” che di politico non ha nulla.
L’enorme confusione di ruoli operata dalla truppa parlamentare è uno specchietto per le allodole. Non ha nulla a che vedere con le reali esigenze del paese.
E noi dovremmo cominciare a dibattere tra di noi sull’organizzazione della nostra vita per il dopo, come stanno facendo, con realistica lungimiranza, in Usa, dove comincia a diffondersi una curiosa coltre di ottimismo perché hanno incorporato lo squisito paradossale concetto (fondamentale elemento di comprensione della Surrealtà attuale) che non ci sarà nessuno sfacelo, nessuna catastrofe, nessuna grave sofferenza, se non per le banche, per gli oligarchi, per tutti coloro che insistono quotidianamente nell’istillarci paura e confusione facendoci pensare che accadrà chissà che. Accadrà per loro: la catastrofe sarà per i funzionari di Banca Intesa che invece di guadagnare 2 milioni di euro l’anno si dovranno accontentare sì e no di 50.000 (i più fortunati) e così via dicendo per tutti gli altri.
Cominciamo a pensare al dopo.
Cominciate a pensare al dopo, vedrete come iniziate subito a sentirvi meglio.
Condividete nuove soluzioni con amici fedeli, persone che vi amano e vi stimano e voi amate e stimate e cercate di leggere tra le pieghe della loro fronte e tra le righe dei discorsi inutili e fuorvianti che ci offrono ogni giorno; vi accorgerete che sono loro, gli oligarchi ad avere paura.
Basta non cadere nella trappola di pensare che l’attuale classe dirigente italiana ed europea sta lì per cercare di risolvere una questione che non può più essere risolta, per il semplice motivo che non ha soluzione.
Il sistema mondiale di merci e il sistema planetario della gestione economica iper-liberista ha mandato in tilt il meccanismo che si è rotto. Tutto qui. E’ anche inutile pensare a ciò che poteva essere fatto un tempo. Oggi è così e basta.
Pensiamo, in questo natale, a come inventarsi un modello diverso.
Perché chi lo vedrà, chi lo capirà e soprattutto chi lo accetterà, ebbene, riuscirà prima a sopravvivere e poi a costruirsi una vita degna e dignitosa. Soprattutto evoluta.
Vivere ascoltando ogni giorno bugie sapendo che sono bugie, non è una buona ricetta per vivere bene. Tantomeno ingannare se stessi, nel nome di antichi valori di identificazione ormai obsoleti, cercando di convincersi che Bersani, Casini, ecc.,ecc siano in grado (e soprattutto vogliano) offrire soluzioni vincenti.
Questi signori qui sono tutti perdenti. E terrorizzati, perché sanno che sta andando in fumo il loro mondo, le loro verità, i loro interessi. Non i nostri.
In un mondo futuro e futuribile, ma molto molto più vicino di quanto non si possa credere, Lucia Annunziata  farà la segretaria di qualche operatore della comunicazione, magari un giovane per bene, che oggi non guarda la televisione, non segue neppure le notizie in rete, che non sa neppure la differenza tra lo spread e la bibita sprite e che quando ascolta, di straforo, Mario Monti, non capisce nulla, ma a lei/lui una cosa appare molto chiara, anzi chiarissima: quel signore che sta parlando è un perdente che appartiene a un mondo che esiste ormai soltanto nelle elucubrazioni contabili inserite nella mente di un piccolo ragioniere ossessivo.
Sembrano ormai una sintesi tra degli zombies e dei robot, peraltro, mal confezionati.
Parlare oggi con giovani e  giovanissimi intelligenti è veramente divertente e riempie di ottimismo. I
I più vivaci, solari, allegri, vitalisti hanno già capito che bisogna pensare al dopo. Lo consiglio vivamente a tutti.
I più attivi e veloci cominciano già ad organizzarsi.


15 commenti:

  1. Lucia Annunziata in 1/2 ora del 15-12-2011: http://www.rai.it/dl/portali/site/articolo/ContentItem-4217d159-4e10-4cbd-bc5f-e0237b86f6cb.html

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  2. Fra le non notizie da approfondire: secondo un controllo del giornalista Franco Bechis i bilanci delle prime cento società italiane quotate in borsa sono in ottima salute, nonostante la crisi. Alla fine di settembre il 75% ha aumentato gli utili, a parte le banche. E la crisi? E' solo per le piccole aziende e per i soliti? O il controllo nasconde qualcosa o c'è dell'altro.
    Nipu

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  3. comincio a pensare anch'io come ho letto in qualche commento che qui non scriva solo sergio di cori ma ci siano più persone a scrivere
    perchè i post sono troppo differenti tra di loro
    e ci sono troppe notizie che risalgono al passato
    comunque va bene così

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  4. @anonimo delle 11:51
    quando le informazioni sono buone (come queste ) è facile anzi molto facile che nel giro di qualche mese tali pensieri arrivano anche nelle teste di molta gente comune.
    Anche io sono propenso a pensare che questo sito è una specie di laboratorio di idee,tuttavia se il fine non tanto velato è quello di preparare la gente a fare i conti con un modello sociale completamente diverso da come lo è oggi,allora ben vengano le notizie shock come queste.


    Tyler Darden

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  5. "Cominciate a pensare al dopo, vedrete come iniziate subito a sentirvi meglio."

    dunque..... tra un po' comincia forum e dopo di quello mi guardo la moglie di costanzo e stasera l'isola dei famosi.
    la gente ci pensa al dopo, eccome se ci pensa! per questo la societa' e' com'e' oggi.

    il pensiero crea e oggi il pensiero e' quasi totalmente influenzato dalla tv, col resto dei media che fanno da spalla.

    quindi? a sanremo ci va celentano a fara' il pienone di ascolti, con la gente che ci parlera' sopra per almeno un paio di settimane.

    quindi? la gente ha gia' il modello che desidera, ha SEMPRE il modello che desidera.
    adesso ha voglia di parlare dietro agli altri, bene, ne hanno l'occasione. le gente ha voglia di piangersi addosso e ne ha l'occasione.

    non e' ancora il momento del cambiamento, dobbiamo ancora sperimentare il kali yuga fino in fondo, ci manca il dessert.
    poi e solo poi si fara' il nuovo, alla fine del pasto, adesso abbiamo ancora fame.

    in italia sta passando il periodo di rabbia e sta subentrando il periodo di delusione che dovra' fare il suo corso, il poi si vedra'. c'e' ancora tanta vaselina in giro, :-)

    ;america e' un pelo piu' avanti, hanno cominciato prima degli altri a sperimentare il materialismo. il resto del mondo ne ha ancora parecchio da sperimentare, ci sono esigenze diverse in giro.

    se devo dire la mia, in questo momento aiuterei l'italiano a sperimentare il piu' in fretta possibile quello che gli rimane di questo giro di giostra, cosi' da partire quanto prima col nuovo. quindi va bene quello che stanno facendo, mi sembra perfetto. accesso facile al credito per comprarsi gli ultimi modelli di tecnologia fino a che non ne puo' piu', dipendenza dal denaro il quanto piu' possibile fino a che non ne puo' piu', deresponsabilizzazione portata all'eccesso, autodenigrazione pure. dobbiamo toccare il fondo per avere il coraggio di lasciare il vecchio per il nuovo, questo sconosciuto che fa tanta paura. bisogna arrivare a dire: in fondo cos'abbiamo ancora da perdere? ecco, li' nasceranno tante cose diverse.

    @nipu
    "Alla fine di settembre il 75% ha aumentato gli utili, a parte le banche. E la crisi? E' solo per le piccole aziende e per i soliti?"

    il padrone guadagna bene, sono i dipendenti che non fanno altrettanto.

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  6. @ Indopama
    Purtroppo hai ragione ma io combatterò fino alla fine.Jack

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  7. Jack
    il combattere il nemico crea il nemico, cosi' funziona la vita, queste sono le sue regole.
    per creare il nuovo occorre concentrare il pensiero sul nuovo desiderato ignorando il vecchio che automaticamente si dissolve.

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  8. Purtroppo non mi sento di concordare con l’ottimismo dell’articolista.
    I giovani sono belli perché è bella la gioventù. Non sono ancora completamente contaminati dalle nefandezze del mondo.
    Basterebbe girare per le periferie delle grandi città, parlare con loro, con quelli ai margini, che sono la maggioranza, per comprendere il vuoto, la confusione, la mancanza di valori, se non i valori mafiosi dell’omertà e della deresponsabilizzazione dalle loro azioni. Certo, non sono tutti delinquenti, ma sono tutti depressi. La descolarizzazione è in aumento ed anche quelli che frequentano un corso di studi lo fanno senza interesse, per dovere verso i genitori, e senza imparare davvero nulla, in una scuola che non da praticamente nulla. Sono tenuti in uno stato di sostanziale ignoranza, per diventare poi consumatori della scemenza che passa sui circuiti televisivi.
    Uno studio sui giovani di Roma e Milano (non ricordo la fonte, ma tempo fa ne è stato data notizia su diversi quotidiani) ha confermato ciò che già tutti sanno: l’80% di persone nella fascia tra 15 e 25 anni ha fatto uso di sostanze stupefacenti e circa la metà ne sono consumatori abituali. Se a questo aggiungiamo l’uso quotidiano di alcolici, l’abuso degli stessi nelle serate canoniche del Venerdì e Sabato, allora il quadro risulterà completo.
    Occorrono delle risposte e occorrono urgentemente, ma si tratta di risposte che le istituzioni non possono dare. Occorre cercarle da se, ognuno per se stesso, oppure rassegnarsi alla vita subumana che ci viene proposta.
    Ecco, questa è la rivoluzione che dovrebbe essere fatta. Noi più anziani dovremmo dire alle nuove generazioni che c’è qualcosa di meglio che guardarsi la De Filippi. Che impegnarsi, cercare di capire, studiare con interesse, ti fa vivere una vita migliore.
    Ma forse ha ragione Indopama nel dire che il Kali-Yuga deve arrivare al suo fondo, prima di poter solo parlare del nuovo.

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  9. Buongiorno è molto che leggo le vostre notizie ed i commenti, mi è chiaro quello che sta accadendo, ma ora vi chiedo, visto che dietro un nickname è facile parlare e discutere, perchè non uscite allo scoperto iniziando a metterci la faccia e la persona coinvolgendo materialmente le persone creando gruppi di incontro e discussione?
    Cosi' state facendo un lavoro a metà. E' apprezzabile il lavoro di divulgazione che fate ma se restate chiusi in questo contesto credo che alla fine restino solamente parole scritte e niente altro. efrix@tiscali.it

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  10. http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3684

    In estrema sintesi diremo soltanto che, secondo Cayce:

    1 - La vita nell’Universo è regolata dalla legge del karma, secondo la quale le anime attraversano un certo numero di cicli vitali, sotto forma di esistenza umana, finchè raggiungono la conoscenza e la purezza sufficienti per tornare alla loro origine creatrice.

    2 – L’elemento principale che determina il loro percorso sulla terra è il libero arbitrio. In qualunque momento della sua esistenza è sempre l’individuo a determinare l’esito ultimo degli avvenimenti in cui è coinvolto. In diverse occasioni Cayce avrebbe dichiarato - sempre in stato di trance – che “nemmeno il Creatore è davvero in grado di prevedere con precisione l’esito di un certo evento”. (Questo richiama da vicino certi aspetti della fisica quantistica, proponendo una curiosa consonanza fra scienza moderna e metafisica).

    3 – La finalità del percorso di crescita degli esseri umani (inteso nell’insieme dei loro cicli vitali) è di abbandonare la tendenza a soddisfare gli impulsi egoistici di tipo materiale, a favore di un comportamento altruistico, che abbia come scopo ultimo la realizzazione di appartenere tutti ad una singola “umanità”. (E’ in questa luce, fra le altre cose, che in seguito Cayce avrebbe spiegato la strana “abitudine” della Fonte di parlare sempre al plurale).

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  11. @enrico

    Non credo sia utile metterci la faccia in rete, il web è un luogo virtuale per sua natura, ciò che deve circolare sono le IDEE.

    La faccia bisogna metterla nella nostra vita, quella REALE.

    @democrito

    Condivido il tuo commento, ma frasi come:
    "l’80% di persone nella fascia tra 15 e 25 anni ha fatto uso di sostanze stupefacenti e circa la metà ne sono consumatori abituali.", rivelano una visione della vita che non condivido.

    La droga ha una storia vecchia come il mondo e cercare di "alterare il proprio stato di coscienza" è cosa buona e giusta, che apre la mente.

    È il proibizionismo a far danni, il business, come al solito.

    guru

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  12. guru,
    il giusto e lo sbagliato sono valori soggettivi e non sono insiti nelle cose o nelle situazioni, quindi sia tu che democrito siete nel giusto, ognuno dal proprio personale punto di vista.
    e' il "personale" che siamo qui a sperimentare, l'io e' il centro della nostra esistenza e quanto grande esso sia dipende dalla nostra conoscenza attuale. le emozioni sono gli ingredienti del minestrone, le cose e le situazioni sono l'acqua che li contiene e li fa cambiare di posizione e relazione.
    non sono tanto importanti i fatti in se' quanto il nostro modo di porsi di fronte ad essi, tu e democrito infatti di fronte ad uno stesso fatto vi siete posti in due modi diversi, ognuno per quello che gli sembrava giusto.
    le regole e le leggi sono una gabbia per l'esperienza umana poiche' non lasciano spazio, se si decide di seguirli, alla singolarita' dell'individuo di fronte ad una scelta su cio' che "sente" giusto o sbagliato. te lo dice qualcun'altro cio' che e' giusto o sbagliato e non resta che seguire come un robot, qui e' il momento di massimo avvilimento dell'Essere che non sa di essere.
    ci siamo vicino e nel momento in cui ne diventiamo consapevoli parte il cambiamento.
    tutti i vari detentori della verita' e di cio' che e' giusto o sbagliato fare hanno vita breve, sia che stiano dallla parte dei buoni o cattivi. fanno entrambi parte del momento di minima liberta' e cadranno insieme.

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  13. @ Indopama h 23.59
    Beh,forse stiamo semplicemente esprimendo lo stesso concetto con parole diverse,tu lo chiami "creazione del nuovo",io lo chiamo "lotta contro pregiudizi e luoghi comuni,lotta contro l'adesione acritica,ecc..." In parole povere,lotta contro l'ignoranza;però credo che la sostanza non cambi.Jack

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  14. Sull'intervista dell'Annunziata, se togli le CAZZATE che hai scritto non ci resta nulla. Quel pensionati, Nucara per intenderci, non solo è un parlamentare ma è anche il segretario nazionale del PRI...e l'Annunzuata lo ha detto, ma forse a Te piace solo fare polemica spicciola.

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