mercoledì 4 aprile 2012

Alla difesa hanno rubato i soldi per i nostri soldati. E intanto c'è chi seguita a guadagnare sulle olimpiadi a Roma.

di Sergio Di Cori Modigliani

“Se domani aprissimo un circolo culturale di liberi pensatori italiani, non stipendiati dai partiti, credo che difficilmente riusciremmo a trovare il quarto per giocare a carte”.
                                                                                            Indro Montanelli. 1995

Riferire le cose come stanno. Cercare, quando è possibile, di dare informazioni oggettive, date e dati, e l’interpretazione lasciarla a chi legge, contando sul passaparola dell’intelligenza., lasciando la dietrologia ai talk show televisivi, vera piaga italiota. Perché la Verità è contagiosa ed è una malattia, esattamente come la calunnia, il falso e la diffamazione: appartengono allo stesso segmento della comunicazione, ma posizionati nei poli opposti.
Non è tanto, non è neppure molto. E’ qualcosa. Si fa quel che si può.
Perché così facendo, poco a poco, chi gestisce la baracca comincia a sentire il fiato sul collo, il potere comincia a rendersi conto che è facile sbugiardarlo, smascherarlo. E cominceranno ad abbassare i toni, a diventare meno arroganti. Quantomeno, è ciò che auspico.

Per il momento è tutto ciò che mi sento di dire ai lettori che seguitano a chiedermi: che si fa? Che facciamo? A che serve seguitare a denunciare, smascherare, informare?
Ciascuno fa ciò che può realisticamente fare nel proprio campo specifico di competenza. Se non se ne ha nessuno, essere informati su alcuni fatti può intanto servire ad allargare lo spettro della propria consapevolezza: servirà domani. Quantomeno non si potrà dire (soprattutto a se stessi) “ma io non sapevo”.
Discutere oggi se Bossi ha preso i soldi o non ha preso i soldi è un esercizio inutile, va bene come chiacchiera amicale su facebook. Quel che conta è che la magistratura riesca a fare il proprio dovere in maniera, ci si augura, serena. E le notizie servono (per chi legge e ascolta) per valutare in seguito per proprio conto. Poi, spetterà ai singoli avere un intuito e cominciare a porsi delle domande.
A quel punto l’Italia può cominciare a cambiare.
Quando la gente (intendendo per “gente” le tante brave persone, ingenue e oneste, che hanno votato per la Lega Nord credendo che potesse essere un’alternativa al malcostume italiano) , magari in camera caritatis, nell’intimità del proprio focolare, la sera a letto chiacchierando con il proprio coniuge, consapevoli di non avere testimoni, all’improvviso dirà “certo che avere come tesoriere uno che ha avuto sei processi per truffa e assegni scoperti, che ha acquistato dei diplomi di laurea peraltro falsi e che notoriamente fa affari con la ‘ndrangheta, non è stata una buona idea. Chi l’ha avuta, questa idea?”. E poi da lì, avere il coraggio di andare a chiederlo. E poi decidere con la propria testa sulla base delle risposte che ottiene.
Per il tesoriere della Lega Nord, oggi vale lo stesso principio che per Lusi della Margherita: nessuno si era accorto di nulla, si tratta di una specie di schizofrenico con una doppia vita e i politici italiani (in questo caso Rutelli e Bossi) gente con più pelo sullo stomaco di un cinghiale selvatico, ne vengono fuori come mammolette candide truffate da un abile mago.


Ma occupiamoci di ciò che ci interessa, perché questi sono affari nostri correnti.
Ovverossia, la pessima immagine (davvero pessima) che Mario Monti sta dando del nostro paese all’estero. Non c’è giorno in cui l’Italia non venga identificata per un motivo o per l’altro come una nazione corrotta, inadempiente, truffaldina. E gli investitori prendono le distanze, mentre Monti (e la truppa mediatica asservita al seguito) insiste nel riferire e dichiarare roboanti successi di immagine, applausi, complimenti, che non esistono. Non è vero nulla. E’ semplicemente, e banalmente, non corrispondente alla realtà. Anzi, è –a dirla tutta- esattamente il contrario.  Si tratta, quindi, della fantasia di un mitomane, oppure –il che sarebbe molto peggio-  dei chiari falsi congegnati a tavolino con la speranza che il popolo non legga, non si informi, non sappia nulla di ciò che accade,

Oggi c’è davvero da sbizzarrirsi: dall’economia allo sport, dalla tragedia della guerra a una ennesima nuova farsa burocratica. C’è da scegliere. Poi, ciascuno giudichi come vuole.

In Usa e Gran Bretagna prosegue la campagna denigratoria del governo Monti.                                     
Incessante.
E lo fanno sul terreno che il ragioniere contabile adora più di ogni altro (visto che in altre materie più serie, tipo: economia, politica, filosofia, diritto, ha finora dimostrato una incompetenza e un demerito totale) ovverossia: cifre, dati e numeri indiscutibili.
Non è certo un caso che l’unica vecchia volpe seduta nel governo, persona di indubbia intelligenza e di notevole capacità (mi riferisco qui al ministro Corrado Passera) ha già iniziato a prendere le distanze da Monti (ma la stampa non lo può dire) rilasciando con squisita regolarità tempistica dichiarazioni totalmente contrarie a quelle di Monti, di solito circa 40 minuti dopo che Monti ha parlato. Lo ha fatto dodici volte negli ultimi sei giorni, non è poco.

L’attacco contro Monti è molto diverso da quello iniziato ad agosto del 2011 contro Berlusconi. Il sultano di Arcore era indifendibile per i motivi che sappiamo.
Mario Monti, invece, ineccepibile in quanto a vita privata e stile di vita, comincia a essere considerato all’estero (anche loro leggono i giornali italiani) più come un piazzista che un economista, più come un contabile che come un finanziere, ma soprattutto debole come struttura caratteriale. Abituato a compiacere i potenti fin da giovane, è in realtà un piatto esecutore privo di idee. Così lo definiscono oggi in Usa sia Bloomberg che il Wall Street Journal “Le manovre di Monti stanno peggiorando la situazione dell’Italia. Il piano di austerità lanciato dal governo italiano non soltanto non funziona ma sta provocando dei guai molto seri all’intera eurozona e il sistema Italia non crescerà. Le misure del governo italiano, in pratica, determinano la paralisi del paese”. Non lo dice Paolo Barnard, ma il Wall Street Journal. Mentre a Londra, il Financial Times insiste (rimandando al mittente le smentite del governo) che Monti “si è andato a ficcare da solo in un vicolo cieco facendo inceppare il motore dell’azienda Italia e non sappiamo come sarà in grado di gestire la situazione nel paese quando dovrà spiegare l’assoluta e inderogabile necessità di una nuova manovra economica a tempi molto brevi”.

Lo spread di nuovo alle stelle con conseguente aggravio della spesa pubblica, e diverse decine di miliardi di euro perse in borsa dalle aziende italiane: questi sono i risultati REALI del viaggio di Mario Monti in Cina, da lui e dalla truppa mediatica definito “un trionfo”.

Passando dall’economia allo sport è davvero sorprendente vedere ciò che pensano di noi all’estero. In Spagna, Portogallo, Germania, Inghilterra, Francia e Olanda (le nazioni, oltre all’Italia, dove il calcio è più seguito) i giornali, oggi, nel commentare l’esito della partita di calcio Barcellona-Milan notavano –e l’hanno fatto tutti, nessuno escluso- come la squadra italiana paghi la propria abitudine alla corruzione; al punto tale che i propri giocatori (pur sempre dei campioni) sono ormai “muscularmente abituati” a certi automatismi che provocano istintivamente falli in area che in Italia il più delle volte non vengono fischiati a squadre come Juventus, Milan e Inter da sempre più protette delle altre perchè pagano gli arbitri. “Se a Barcellona ci fosse andato il Catania, squadra minore ma ottimamente allenata e molto ben schierata in campo, forse avrebbe perso 5 a 0, ma di sicuro non avrebbe mai provocato un rigore, addirittura due, perché loro sono abituati a stare molto attenti in area non avendo santi in paradiso”. Così “L’equipe” il più importante settimanale sportivo d’Europa. Per non parlare delle altre testate che descrivono il nostro calcio come una palestra d’esercizio per miliardari della camorra e delle malavite europee che si danno appuntamento da noi.

Passando invece alla guerra, autentica tragedia il cui dramma esistenziale è fuori discussione, c’è oggi una notizia che non sarebbe niente di che, in un paese come questo, se non fosse per il fatto che sta mettendo a repentaglio l’incolumità dei nostri soldati al fronte in Afghanistan. Si tratta quindi di vera e propria azione di bassa criminalità e di assassinio dovuto a irresponsabilità. Il che è molto peggio dei soldi di Belsito o di Lusi, spesi per il lusso.
Naturalmente nessuno ne ha parlato.
E quindi la notizia non è venuta fuori.
A spizzichi e bocconi qualcosa si era venuto a sapere da alcuni bloggers americani dove scrivono soldati americani che spesso incontrano i loro colleghi italiani alleati al fronte.
Ma poco.
E invece qualche giorno fa una modesta testata “Metronews” (una free press distribuita nei bar e nelle stazioni ferroviarie a Roma) a firma Stefania Divertito ha pubblicato la notizia. Eccola:

Dopo l’ inchiesta di Metro sui nostri soldati in Afghanistan, la procura militare di Roma si muove

Afghanistan-L’ appalto e’ stato affidato: 254.000 euro per la costruzione di tre bunker in cemento armato in uno degli avamposti piu’ pericolosi per i nostri soldati in Afghanistan, Bala Murghab. I bunker, secondo il capitolato d’ appalto che Metro ha potuto visionare, dovrebbero essere muniti di un sistema di difesa detto “hesco bastion”, una sorta di muraglia di protezione dietro alla quale dovrebbero trovare rifugio i nostri soldati.
Dovrebbero, il condizionale e’ d’ obbligo perche’, come ci raccontano da Herat, nonostante la gara di appalto vinta, e i termini di costruzione fissati in 90 giorni e scaduti a fine gennaio, dei tre bunker non c’e’ traccia a Bala Murgab. Nessuna traccia dei bunker nonostante i solleciti da parte del comando operativo. Solo un po’ di ghiaia scaricata, qualche giorno fa, come a dire: “ Ci siamo quasi”. E intanto a Bala Murgab ci sono 400 militari che devono arrangiarsi con bunker sicuri solo per 40. 
Stefania Divertito.


Nessuno l’ha ripresa né commentata, né hanno intenzione di farlo. Ma l’informazione rivelata da Stefania Divertito è stata confermata. E’ proprio così.
In seguito a proteste ed appelli da parte del comando italiano a Kabul e a Herat, finalmente il ministero della difesa aveva dato il via in data 20 marzo 2011 per la costruzione di tre bunker in difesa dei soldati al fronte e sulla peggiore delle linee di fuoco: Bala Mourghab dove sono schierati 426 soldati, il 183esimo battaglione della folgore, il 21esimo genio guastatori di Caserta, e il 1°reggimento bersaglieri di Cosenza. Era stata indetta la gara d’appalto, vinta (potete immaginare da chi e come) in data 30 giugno con la consegna per iscritto che i lavori dovevano essere eseguiti entro e non oltre il 31 gennaio 2012 “pena l’emergenza bellica, essendo sulla prima linea del fronte, che provocherebbe la messa a repentaglio dell’incolumità dei nostri combattenti” (così è scritto nella delibera). I lavori non sono mai stati fatti,. I soldi sono spariti. La responsabilità è del governo precedente. Ma a gennaio del 2012, l’attuale ministro della difesa, ammiraglio di Paola, ha ricevuto comunicazione sia dal colonnello Luigi Viel del 151esimo fanteria di Sassari  che dal colonnello Massimiliano  Sforza dell’8° reggimento bersaglieri di Cuneo che hanno chiesto “l’immediata messa in opera dei bunker di difesa per i nostri soldati”. Il governo non ha fatto niente. E il 18 gennaio, in seguito ad un attacco (i nostri soldati si trovano allo scoperto nascosti dietro delle rocce) il caporalmaggiore Luca Sanna, 33 anni, originario di Oristano è stato ucciso. Qualche giorno fa è stato ucciso il sergente del 21esimo genio di Caserta, Michele Silvestri ed è rimasta gravemente ferita la 31enne Monica Contraffatto, in forza al 1° reggimento bersaglieri di Cosenza, originaria di Gela, ferita alla sua prima missione all’estero, insieme ad altri 4 militari. Non avendo neppure la possibilità di essere soccorsi sono stati aiutati dai colleghi americani. I feriti sono stati trasportati con gli elicotteri del Medevac (evacuazione-feriti) Usa a Delaram.

Io voglio sapere dove sono andati a finire quei soldi.

Come cittadino italiano, sento su di me il senso di colpa per la morte di questi ragazzi.

Io voglio sapere e vorrei che tutti volessero sapere e vorrei che ci fosse qualche deputato in parlamento in grado di fare una interpellanza parlamentare per sapere i nomi e i cognomi dei responsabili della società che ha preso i soldi, non ha effettuato i lavori provocando la morte di quei ragazzi.

Sono giovani disoccupati che vanno volontari perché così hanno un buono stipendio. Di solito, prima di partire si sposano. Perché pensano che morendo lasciano almeno una buona pensione alla loro moglie.
La trovo una cosa atroce.
Nonostante le diverse proteste da parte degli ufficiali del comando generale a Herat, nessun esponente dell’attuale governo ha avuto il pudore neppure di rispondere.

Tutto ciò è stato raccontato anche nella testata “Rivista militare dei nostri ragazzi al fronte”  una pubblicazione statunitense dove scrivono i soldati americani della Nato, che raccontano diverse storie di guerra, tra cui lo sconcerto nell’aver visto più di 400 soldati italiani mandati allo sbaraglio senza che nessuno a Roma abbia sentito il dovere di provvedere alla loro incolumità.

Non si tratta di una grossa cifra, perché siamo abituati a ben altre ruberie.
Ma questo io lo trovo disgustosamente rivoltante.
Ed è indegno non indignarsi per una simile faccenda.

Ritengo un dovere di tutti noi fare tutto ciò che è possibile nelle nostre modestissime possibilità per far sentire il fiato sul collo a chi esercita il potere affinchè, quanto prima possibile, venga data immediatamente disposizione per la costruzione dei bunker necessari per poter difendere e salvaguardare la vita dei nostri soldati.
Andare volontario nell’esercito non vuol dire suicidarsi.

Quantomeno non dovrebbe esserlo.
Pensavo che eventi di questo genere fossero accaduti soltanto nell’Italia fascista quando il duce mandò al fronte centinaia di migliaia di giovani con gli stivali di cartone sapendo che li stava mandando al macello perché con 20 gradi sotto zero sarebbero morti assiderati come è avvenuto.

Mi chiedono: che fare?

Ecco che cosa possiamo fare: premere affinchè il governo faccia.

Non ci sono polemiche né discussioni.

La procura di Roma ha aperto due giorni fa un’inchiesta.
Non basta. Durerà anni, in attesa della prescrizione.
E intanto?
Ai nostri soldati, chi ci pensa?

C’è qualcuno che dirà: “ma non ci stanno i soldi”.

Ah sì? Davvero?!.
E allora, ecco l’ultima notizia, questa sì farsesca.

Ricorderete tutti i grandi applausi a Mario Monti, due mesi fa, quando ha indetto una lunga conferenza stampa per spiegare le ragioni e i motivi per i quali non avrebbe candidato Roma alle olimpiadi del 2020. Applausi a non finire, complimenti per la maniera austera di far comprendere la necessità dei sacrifici.
Il mattino dopo ha ricevuto due telefonate, una di Gianni Alemanno e l’altra di Renata Polverini. Gli hanno chiesto comunque di mantenere la baracca aperta.
Monti l’ha fatto.
Mi spiego meglio.
In data 21 dicembre 2010, su decreto dell’allora governo Berlusconi era stata costituita la speciale commissione “Giochi olimpici 2020: gestione grandi eventi sportivi”. Circa 200 persone assunte con contratto governativo, più altre 500 con consulenze esterne pagate intorno a 5.000 euro al mese. Tutte queste persone non è ancora dato sapere che cosa avrebbero dovuto fare. Spesa dello stato: circa 100 milioni di euro all'anno.
Bene. In data 29 gennaio 2012, Mario Monti ha detto: niente olimpiadi.
Ma la commissione resta in piedi.
Con i soldi delle nostre tasse, si seguita a pagare fior di stipendi persone che lavorano per un ente che si occupa di qualcosa che non esiste. E che non esisterà mai.
Qualcuno ha protestato.
E allora, il governo ha istituito una nuova commissione che si chiama “Commissione incaricata di valutare l’iter abrogativo” (altri soldi, altri stipendi e altre consulenze). Tale commissione si deve occupare di seguire l’iter per abolire l’altra commissione ormai inutile perché (parole testuali di Mario Monti) “non è così facile né così semplice come si vuol far credere alla gente chiudere una commissione e cancellarla come se niente fosse: bisogna seguire delle procedure nel rispetto della Legge e applicare i singoli dispositivi dell’iter”.
La prima riunione della nuova commissione che si deve occupare della vecchia commissione si è riunita in data 28 marzo. Si è aggiornata al 30 giugno 2012.
Hanno fatto sapere ad Alemanno e alla Polverini che di lì rimanderanno a ottobre 2012 e poi si riesce a tirare fino ad aprile 2013. Così quelli seguitano a essere pagati finchè non ci saranno le nuove elezioni.

E dicono che non ci sono 350.000 euro per costruire dei bunker nel deserto per salvaguardare la vita dei nostri cittadini soldati?

Non è semplicemente vomitevole, tutto ciò?

C’è ancora chi sostiene che Mario Monti è una persona seria, ponderata, rigorosa, che sa ciò che sta facendo.
Preferisco pensarla come Maurizio Crozza.
Sperando che molto presto qualcuno gli tolga le pile.
Prima che finisca per spegnere definitivamente il paese.

5 commenti:

  1. ripugnante! mi fa girare i co..siddetti!! speriamo che facciano luce sulla faccenda, tutta la mia solidarietà ai soldati italiani

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  2. Monti collaborava già con Cirino Pomicino, ministro del bilancio negli anni 80, ai tempi del caf, quando in pochi anni il debito pubblico è quasi raddoppiato. E' uno degli artefici dei caos di oggi. Pensare che dopo tanto tempo sia diverso è solo ignavia, se si guarda al suo famoso curriculum. Ciò che è spregevole e immorale è che le loro scelte interessate le facciano pagare ai cittadini inermi come soldati, lavoratori, pensionati.

    L'ultima perla è l'Imu che le fondazioni bancarie non pagano sui loro immobili di valore perché tra i loro compiti c'è anche la beneficenza! Mentre il proprietario di una piccola casa che per motivi di salute vive assistito in una struttura residenziale pagherà la tassa per la seconda casa, anche se pensionato a basso reddito.

    Ma quello che sconcerta di più è che queste leggi vengono approvate anche da cattolici e laici che dovrebbero difendere le categorie più deboli in nome della solidarietà e dell'equità. Possibile che nessuno di loro si renda conto di questo palese squilibrio? Tutti ingenui e finti tonti? O palesemente parti di un'associazione criminale perché con la loro omertà stanno condannando milioni di concittadini alla sofferenza?

    Penso che non bastano più i distinguo e che bisognerà dissociarsi da queste scelte folli perché non sarà più credibile dire: ma io non lo sapevo, ma sembravano tutte brave persone, ma erano sparafucili come il trota o boyscout di lungo corso... Le elezioni sono una delle tante occasioni in cui manifestare le proprie scelte, ma non sono le uniche. Intanto fra un mese ci sarà una prima possibilità di mandare a casa sindaci e amministratori locali inaffidabili e conniventi.

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    1. e speriamo che alle elezioni politiche del 2013 ci sia una legge elettorale che ci consenta di scegliere i candidati altrimenti siamo sempre qui a parlare degli stessi boyscout

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  3. Carissimo Sergio di Cori Modigliani:
    ho scoperto il Suo Blog recentissimamente e tutti i giorni lo consulto. Desidero semplicemente ringraziarLa per l' opera che sta compiendo.
    Con i migliori saluti.
    Paolo V.

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  4. "Ma quello che sconcerta di più è che queste leggi vengono approvate anche da cattolici e laici che dovrebbero difendere le categorie più deboli in nome della solidarietà e dell'equità."
    Gia' un paese che e' stato governato da fascisti che erano per il popolo italiano, da cattolici che amano i poveri, da socialisti che volevano giustizia sociale, da comunisti che volevano uguaglianza sociale si ritrova con pensioni da 370E per i poveri e magari pensioni doppie, vitalizi e chi piu' ne ha piu' ne metta per questi signori.
    Molti di voi non avra' fatto il militare di leva e quindi si sorprende. Non sa dello sciacallaggio di beni,viveri,sottratti alla truppa che prendevano la via del mercato.
    La parte dello stato che dovrebbe avere la miglior logistica e' proprio la militare. E' il chiaro indice della efficenza di uno stato.
    In Italia la sensazione e' che chiunque entra nello stato va a spogliarlo. E quello che sorprende e' la continua sorpresa di cio' che tutti sanno. E cio' che sorprende e' che esistano ancora persone come Grillo o come alessandro che sperano
    "speriamo che alle elezioni politiche del 2013 ci sia una legge elettorale che ci consenta di scegliere i candidati altrimenti siamo sempre qui a parlare degli stessi boyscout"
    Qui non si tratta piu' ne' di nuove facce ne' di nuovi sistemi elettorali. Qui si tratta di fare una nuova Costituente per un nuovo stato, di cominciarlo a pensare almeno. Questo e' fallito, e' nato fallito fin dal dopoguerra, era gia' obsoleto ed e' stato tenuto in vita con tutta la sua struttura e non e' neanche colpa del fascismo se non quella di averlo lasciato in piedi cosi come era e di essereci pure andato in guerra con questo rottame.
    Nel 1848 due studenti tedeschi fecero una tesi sulla burocrazia dello
    Stato delle Due Sicilie.
    "...il legislatore fa una legge. Dopo un po' il burocrate scrive al legislatore che cosi come e' la legge e' di difficile applicazione e necessita della aggiunta di vari coma se non di una nuova riveduta legge. Quando arriva la nuova legge il burocrate riscrive al legislatore e all'esecutivo che se si vuole veramente applicare vi e' bisogno di nuovo personale. Le cose da controllare sono purtroppo aumentate..."
    Grillo finira' come Bossi. Chi entra in questa struttura non puo' modificarla, non fara' altro che riprodurla, ampliarla.
    Io fossi Grillo proibirei assolutamente d'andare a gestire la cosa pubblica cosi come e'.
    Pensare o almeno cominciare a pensare a un nuovo modello di stato. Io
    non vedo altra soluzione.
    Ma se pensate che basta cambiare facce fate pure.

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