martedì 24 aprile 2012

Per una nuova Europa libera dal pensiero neo-liberista liberticida.



di Sergio Di Cori Modigliani




Nello stato di natura, la biologia ci qualifica come animali. E’ ciò che siamo.
Nello stato comunitario, l’animale Essere Umano si evolve e diventa Civile, perché lavora. Il lavoro può manifestarsi come schiavitù, e allora viene privilegiata la dittatura, oppure come necessaria e naturale espressione dell’animale nella sua funzione sociale, e allora nasce la Civiltà.
Per consentire alla Civiltà di affermarsi ed espandersi, l’animale umano deve necessariamente uscire fuori dallo stato naturale di solitudine, solipsismo e narcisismo infantile, porsi come membro adulto e responsabile di una collettività e fondare una modalità di vita comune, con regole, usi e consuetudini basate sull’identificazione di beni comuni. E’ ciò che Aristotele definiva “la nascita dello zoon politikòn”: l’Animale Politico.
Se il lavoro è legato soltanto ed esclusivamente allo stato di bisogno e necessità dipendente dal concetto di sopravvivenza, l’Essere Umano resta legato a una concezione animale del proprio sé interiore. Se invece il lavoro diventa espressione individuale della propria caratterialità e specifica competenza, coniugandosi alla partecipazione comunitaria nella propria quota parte, allora l’Essere Umano diventa Cives. 
Cioè libero cittadino.
Il lavoro non rende liberi. Il lavoro schiavizza l’Uomo e lo rende animale.
Ciò che rende liberi è la qualità del lavoro, la modalità della sua applicazione, la quota garantita di espressività individuale all’interno di una specifica mansione.
L’animale è costretto dallo stato di necessità a lavorare per vivere, altrimenti muore.
L’essere civile sceglie di lavorare, altrimenti muore come essere sociale e decade.
Il lavoro, pertanto, può e deve essere quantificato per poter essere qualificato.
Ma non può essere monetizzata la necessaria quota di espressività individuale.
Se il lavoro viene ridotto a mera monetizzazione, si qualifica come pura schiavitù.
Se una società monetizza se stessa e attribuisce al “denaro” un valore feticistico, attribuendogli una funzione di status che esula dal suo uso puramente strumentale, l’uomo si riduce in schiavitù senza accorgersene.
E’ la visione del mondo e della società che si trova alla base della concezione neo-liberista dell’esistenza, dove l’espressione lavorativa viene posta come dato aggregato statistico che finisce per inserirsi in una funzione, in un grafico, in un numero. Ma non nell'esistenza.
In tal modo l’Essere Umano Civile diventa “concetto d’uso” e non più “esistenza pulsante”. Per far modo di spingere l’Essere Umano a perdere la sua “essenza” è necessario sottrargli il Senso. Così facendo, il concetto stesso di Civiltà viene abbattuto perché l’Essere Umano si animalizza. 
E’ la differenza chiave tra l’Animale allo stato puro e l’Essere Umano allo stato puro. 
Il castoro, le api, le formiche (grandi lavoratori) non si interrogano sulla propria condizione, la loro attività è vissuta come geneticamente naturale. Per l’Essere Umano Civile, invece, il Lavoro è una conquista: la possibilità di esprimere la propria individualità all’interno di una collettività nel nome di un fine comune. Gli Esseri Umani devono interrogarsi.
Da questo punto di vista, l’invenzione del concetto di “macchina” va interpretata come un alto grado di liberazione dell’uomo, perché riesce a far svolgere lavori disumani a macchine inerti. 
Se il Senso dell’esistenza viene sostituito dal feticcio Moneta, l’umanità viene ridotta dallo Stato di Complessità alla Stato di Linearità. La Civiltà regredisce e ogni sottoclasse scompare vanificandosi. Lo zoòn politikòn di Aristotele si riduce a un mero scontro-incontro tra dittatori e schiavi inconsapevoli.

Sulla barriera d’ingresso del campo di concentramento tedesco di Auschwitz-Birkenau, in Polonia, c’era una grande scritta che accoglieva i deportati: “Il lavoro vi rende liberi”.
Questo concetto è un falso ideologico.
E’ la base strutturale del pensiero nazista.
La maggior parte degli europei, oggi (tanto più si perde la memoria individuale perché i sopravvissuti di quell’epoca scompaiono di morte naturale per limiti biologici) mantengono un ricordo iconografico del nazismo. Si pensa ai discorsi isterici di Hitler, agli ebrei con il pigiamone spinti dentro a un forno, agli ufficiali della Gestapo con la giacca di pelle nera e lo sguardo perfido, agli impietosi soldati della Wermacht con la mitragliatrice sempre pronta allo sterminio.
Ma il nazismo, essenzialmente, fondamentalmente, costitutivamente, è stato prima di ogni altra cosa “un movimento politico il cui fine consisteva nella schiavizzazione sistematica dell’Essere Umano, assoggettato a una ristretta elite di Esseri Superiori, il cui perno centrale consisteva nell’idea di lavoro come obbligo e non come espressione”.
Tutto qui.
Il resto era ciarpame pubblicitario e pubblicistico per ipnotizzare i gonzi.
Tant’è vero che, nel 1937, in Germania i lavoratori erano i soggetti peggio pagati nel mondo occidentale, senza nessuna garanzia né legale né sindacale, e i turni di lavoro erano stati maggiorati fino a 12 ore al giorno continuate, consentendo all’industria tedesca di esplodere in termini di produttività, profitto, espansione predominante nel mercato. Ancora oggi, raramente vengono mostrati documentari sulla “qualità” del lavoro in Germania. Si mostra soltanto l’immagine simbolica e iconica di riferimento.
I tedeschi, invece, ne sono ben consapevoli. Loro sanno che cosa hanno fatto e hanno costruito per sé un modello civile. Tant’è vero che, oggi, la Germania, mèmore del suo passato, ha il miglior stato welfare dell’occidente, e il rispetto per la qualità umana del lavoro è massimo in tutti i campi.
E’ una nazione altamente civile. Non vi è dubbio.
Schiavizza all’estero. Un’idea geniale. Diabolica, efficace, efficiente.
Noi siamo il loro estero.

Auschwitz (come simbolo) è stato un esperimento sociale. E’ costato all’Europa 100 milioni di morti in sette anni, il 21% della popolazione.

Domani è il 25 aprile e si celebra la liberazione. Non si tratta, in questo 2012, della consueta retorica e demagogia, purtroppo malamente strumentalizzata dall’ideologia banalmente resa superficiale da una sinistra amnesica, superficiale, e censoria,
Io la celebro, nel mio cuore.
Perché il 25 aprile si celebra la “liberazione dal nazismo come idea pensante dell’Europa”.
E perché, oggi più che mai, quella specifica idea ritorna. Senza ebrei con il pigiamone, senza giacche lunghe di pelle nera, senza mitragliatrici, senza carri armati, senza campi di concentramento, senza sterminii di massa. Ritorna secondi i canoni del mondo post-moderno globalizzato e mediatico.
Ma non per questo meno contundente ed efficace. Anzi.
Ben peggiore.
Perché è clandestino e poco esposto.
Perché non è dichiarato ma è mascherato.
Perché non è ideologizzato ma è pragmatizzato.
Perché non rappresenta le idee dei popoli, ma l’idea di una oligarchia.
Perché è gestita da anonimi contabili mascherati da autorevoli badanti sociali.
Ma il fine è lo stesso di allora: la soluzione finale.
Mettere definitivamente la parola fine a quel percorso di fondamento della civiltà comune europea che ha reso immenso e insostituibile il nostro continente; un percorso durato 300 anni, che viene da John Locke, da Voltaire, da Rousseau, da Kant e che ha consentito in questi tre secoli la liberazione di centinaia di milioni di individui, da Lisbona a Mosca, da Stoccolma a Palermo. Persone che da Animali (grazie al contributo generoso di chi, nei secoli, ha pensato lavorato e prodotto per le future generazioni) sono diventate Esseri Umani Civili.
L’unica alternativa alla soluzione finale è la soluzione iniziale.
Cambiare i paradigmi. Cambiare i presupposti. Cambiare l’esistenza.
Questa è l’unica alternativa: iniziare un’altra Storia d’Europa.
A conclusione vi racconto una storia emblematica, che è nata nell’aprile del 1938 nello studio ovale della Casa Bianca a Washington e che mi è stata raccontata dal suo protagonista.

In una fredda mattina di primavera, Eleanor Roosevelt, consorte del presidente americano, dopo aver trascorso una notte insonne, compì un atto piuttosto strano, oltre che illegale. Donna molto intelligente, di grande temperamento, innamorata del suo lavoro che consisteva nello studio della pedagogia infantile, aveva premuto con tutta se stessa con il marito per spingerlo a lanciare un gigantesco piano di investimento nel campo dell’istruzione pubblica, applicando le teorie della rivoluzionaria italiana Maria Montessori. E c’era riuscita. Qualche sera prima era venuta a visitarla un suo vecchio amico, compagno di studi all’università per quattro anni. Invece che dedicarsi all’attività accademica, si era specializzato in analisi comportamentali caratteriologiche ed era finito a lavorare per i servizi segreti (allora la Cia non esisteva, si chiamava OSS, Organized Secret Service). Era un funzionario di alto livello. Comunicò a Eleanor che i nazisti avevano iniziato a eliminare fisicamente le persone nei campi di concentramento, e che sulla base delle sue attendibili informazioni, un loro professore che loro avevano tanto amato e stimato, psichiatra esperto in problemi infantili, era stato deportato e sarebbe stato ucciso, insieme ai suoi assistenti. Eleanor rimase sconvolta da quella confessione. Ci pensò tre giorni, dopodiché prese una decisione estrema e avventata, com’era nella sua natura.
Violando la Legge, si presentò nell’ufficio del marito quando lui non c’era e fece convocare dalla segretaria (che era una sua amica d’infanzia) l’ambasciatore tedesco, il quale si precipitò pensando di essere stato chiamato dal presidente. Lo ricevette in una sala attigua chiedendo ragguagli in merito, mettendo l’ambasciatore in una situazione di insostenibile imbarazzo. Dopo un po’ si aprì la porta ed entrò Roosevelt sulla sua sedia a rotelle. Non conoscendo di persona l’uomo, pensò si trattasse di un amico personale della moglie. Ma presentandosi, lo sconosciuto si qualificò come ambasciatore del Terzo Reich. Il presidente (che conosceva sua moglie) tremò capendo subito che stava per esplodere una bomba che avrebbe anche potuto mettere a repentaglio la sicurezza degli Usa. In qualche modo riuscì a calmare la moglie e alla fine chiuse con lei un compromesso. Si rese conto che un giorno, tutto ciò, avrebbe avuto un costo molto alto. Ma la moglie non gli concesse scampo. Franklin Delano accettò la condizione imposta dalla moglie Eleanor: l’immediato rilascio del professore e dei suoi due assistenti. L’ambasciatore chiese un giorno di tempo per comunicare con Berlino e dopo due giorni si accordarono. Gli Usa consegnavano quattro agenti segreti nazisti arrestati a Chicago e in cambio consegnavano questi tre studiosi. Eleanor non si fidò e pose la sua condizione “Me li vado a prendere di persona”. Il presidente le spiegò che era un fatto inaudito ma non ci fu nessuna possibilità di calmarla. “Se non mi dai copertura ufficiale io ci vado da sola con un aereo civile, parto questa notte”. Roosevelt si arrese. E così, Eleanor si presentò di persona, accompagnata dall’ambasciatore americano a Berlino, direttamente nel campo di concentramento di Buchenwald. Firmò una dichiarazione nella quale dimostrò che i tre erano cittadini americani mostrando i loro passaporti. Li prese e se li portò in America, dove il prof. Bruno Bettelheim fondò la più importante scuola di pediatria e psicologia infantile americana a New York. Fine della prima parte.
Passano 50 anni.
E arriviamo all’autunno del 1988.
Mi trovavo negli Usa dove lavoravo come corrispondente del quotidiano l’Unità.
Il Washington Post pubblica alcuni documenti provenienti dall’archivio dei servizi segreti americani che erano stati consegnati a venti istituti di studi storici eccellenti, perché erano trascorsi 50 anni e applicando la Legge erano stati aperti non considerandoli più pericolosi per la sicurezza nazionale.
Apriti cielo.
Esplose una gigantesca polemica che paralizzò l’attenzione del pubblico americano per mesi e mesi. Non si parlava d’altro. Fu la prima gatta da pelare che il neo-presidente George Bush, appena eletto, si trovò sul suo tavolo.
Perché, al di là dell’aneddoto relativo a Eleanor (che la rese immediatamente una icona del movimento femminista e di tutte le organizzazioni per i diritti civili) vennero fuori due aspetti ignorati dalla massa del pubblico che sconvolse la nazione: 1). Nel 1938 gli Usa erano il più importante partner commerciale del Terzo Reich e facevano affari insieme in funzione anti-sovietica. Da questo punto ne discendeva il 2). Gli Usa erano perfettamente informati dell’esistenza dei campi di sterminio ma in virtù di superiori interessi economici globali avevano scelto di non agire e non dire nulla, il che vanificava il processo di Norimberga.
Il World Jewish Congress (Congresso ebraico Mondiale) andò su tutte le furie pretendendo che tutta la documentazione venisse resa pubblica. Nacque una tortuosa e complicata, nonché complessa, trattativa con il governo. Durò sei mesi. Tra le tante persone che partecipavano alla trattativa c’era Steven Spielberg che, grazie a quell’occasione, venne a conoscenza dell’eroica storia dell’ariano Schindler (tre anni dopo divenuto film). Chiusero un compromesso, salomonico quanto ipocrita, dagli storici considerato un capolavoro diplomatico di Bush. Poiché c’era una forte insorgenza e recrudescenza di pensiero nazista e cominciavano a diffondersi tesi negazioniste, considerando però il fatto che, pur nella sua parte finale, si stava ancora dentro la guerra fredda, le parti si accordarono nel seguente modo: gli istituti storici accettavano l’idea di prendere visione del materiale soltanto in forma consultiva con il divieto fino al 2028 di poter diffondere le notizie facendo riferimento a specifiche “fonti ufficiali accreditate”; nessuno avrebbe potuto rendere pubbliche le notizie se non sotto forma di fantasia romanzata oppure presentate come opinione personale, correndo il rischio di colossali denunce multimiliardarie di querela sanguinosa; le organizzazioni ebraiche garantivano che non avrebbero reso pubblico il materiale aspettando altri 40 anni; in cambio si autorizzava la nascita di un archivio privato che avrebbe potuto avvalersi –come garanzia storica- del materiale governativo, il quale non sarebbe stato né diffuso né messo a disposizione, ma si sarebbe detto che “esiste ed è presente pur nella sua impossibilità di diventare materiale pubblico”. Erano coinvolti, infatti, molti personaggi, persone, aziende che nel 1988 si trovavano ai posti di comando nel mondo. E così, Spielberg tirò su la Shoah foundation. Poiché l’accordo venne siglato alla Casa Bianca, è garantito diplomaticamente nel caso qualche nazione europea dovesse in un domani “ufficialmente” sostenere che i campi di sterminio non sono mai esistiti. A quel punto, verrebbe tirato fuori il materiale. 
Che, ancora oggi, è sconvolgente e non se ne può parlare.
Il mondo non è ancora in grado di sapere con esattezza provata ciò che è accaduto in Europa tra il 1935 e il 1945. Così come, nel caso la specie umana sia ancora viva, passeranno molti ma molti decenni prima che si possa sapere (e accettare) ciò che è accaduto in Europa tra il 1982 e il 2012.
Poiché mi trovavo in Usa  e facevo il giornalista, approfittai e andai a intervistare il prof. Bruno Bettelheim, 85enne, in seguito alla pubblicazione dell’aneddoto relativo ai suoi rapporti con Eleanor Roosevelt. Venne pubblicata sul mio quotidiano nell’estate del 1989.
C’è un aspetto tra i tanti che Bettelheim mi ha raccontato allora che oggi trasferisco alla vostra attenzione. Per meditarci sopra.
Perché ha a che vedere con il Lavoro.
Con la dignità del lavoro.
Con la dignità dell’Essere Umano.
Ed è a questo che dobbiamo cominciare a dedicare dei pensieri in un’Europa dove il pensiero nazista post-moderno, mascherato di neo-liberismo mercatista, comincia a manifestare la sua truce recrudescenza. Ecco il racconto del prof. Bruno Bettelheim:

·         “Era una giornata di fresca primavera. Ci avevano fatto mettere in fila, di ritorno dal lavoro alla miniera di carbone, in attesa del rancio, nel grande spiazzo antistante le docce. C’era un gruppo di donne, circa una cinquantina, che stava già lì ad aspettare. Le avrebbero fatte spogliare e poi spinte dentro per la doccia collettiva disinfettante. Le stesse docce dai cui bocchettoni, tre anni più tardi, avrebbero cominciato a spruzzare il gas zyklon B. C’erano circa venti soldati armati di mitragliatrice disseminati lungo la fila. Di lato, seduto su una poltroncina, c’era un alto ufficiale della Gestapo con dei fogli in mano. Accanto a lui, un ufficiale di rango minore, in piedi, aveva dei fogli che poi passava a un altro soldato. Diede un ordine e un soldato andò a prendere le donne e le spinse davanti a noi, pronte per la doccia. Le fecero spogliare e accatastarono i pigiami sopra una specie di barilotto. Le donne rimasero completamente nude. Un soldato si avvicinò per controllare le braccia, spostandole e mettendole in fila, in modo tale che il numero che avevano scritto sul braccio risultasse in maniera progressiva. Noi tedeschi siamo sempre stati molto meticolosi, tutto deve essere sempre fatto in modo giusto. A un certo punto l’ufficiale chiama due soldati e dà loro un ordine. I due corrono via e tornano dopo pochi minuti. Uno portava un grosso scatolone e l’altro un grammofono con l’altoparlante incorporato, che sistemò  sopra una cassa di legno. L’ufficiale si alza in piedi e chiede: “Chi è Helga Fishmann?”. Nessuno risponde. Lo chiede ancora, ma non ottiene risposta. Indispettito, chiama un soldato e gli dà un foglio indicando con il dito qualcosa. Il soldato si avvicina alla fila e con il foglio in mano controlla il numero sul braccio. Infine, prende una giovane donna dalla fila e la sposta di lato. Si avvicina l’ufficiale. “Tu sei Helga Fishmann?”. La donna, aveva lo sguardo inebetito. Non era più un essere umano. Era una vacca. Un animale. Anche io lo ero, come tutti gli altri, ma penso che per le donne sia stato peggio che per i maschi. Ripetè la domanda ancora una volta e lei assentì con la testa. L’ufficiale chiese ancora “Qui risulta che sei la prima ballerina classica dell’Opera di Vienna? E’ vero?”. Lei assentì. L’ufficiale fece un cenno al soldato che si avvicinò con lo scatolone e lo scoperchiò. L’ufficiale tirò fuori un disco e lo consegnò al soldato dicendogli qualcosa. Il soldato andò di corsa a mettere il disco, avviò la manovella e lo fece suonare.  L’ufficiale guardò la donna e le disse: “Adesso balla. Fammi vedere che cosa sai fare. Balla”. La donna rimase immobile. Io ero a pochi passi, ricordo ancora il suo sguardo perso, una persona incapace di manifestare più reazioni emotive. L’ufficiale insistè. Lei non reagì. A un certo punto notò che la donna aveva spinto la mano destra dietro e stringeva la mano di un'altra donna nella fila. Sfilò la rivoltella dalla fondina, la puntò sulla tempia dell’altra donna e le disse: “Balla. Se non ti metti a ballare, uccido subito la tua amica davanti a te, per colpa tua”. L’altra donna cominciò a guaire, a piagnucolare. E la ragazza rispose: “Va bene, ballo”. L’ufficiale fece ricominciare la musica. Era Johann Strauss. La donna uscì dalla fila e cominciò a muoversi. All’inizio in maniera ridicola, patetica, sembrava un pupazzo, un essere inerte. L’ufficiale stava davanti a lei osservandola. Poi, poco a poco, poco a poco, la donna cominciò a trasformarsi. Si dimenticò di essere un animale. Si ricordò che era Helga e che la sua professione era la ballerina. Le guance le si arrossarono, e i passetti flosci cominciarono a recuperare gli automatismi e il suo corpo emaciato e privo di sostanza acquistò vigore, i glutei si contrassero e lei cominciò a volteggiare. Helga si mise a ballare perché si ricordò chi era. Ruotava, ruotava, e sorrideva. A un certo punto vidi che i suoi occhi era come se si accendessero. Ballava e ballava e recuperava psicologicamente l’idea di sé. La musica finì. Helga con un guizzo da pantera si avventò su un soldato, gli diede un calcio, gli strappò il mitra e uccise subito l’ufficiale. Poi sventagliando il mitra uccise altri tre soldati. Infine, un soldato le sparò addosso tutto il caricatore. Si afflosciò a pochi passi da dove stavo io. Non dimenticherò mai il suo volto. Sorrideva. Perché era morta da persona libera. Non era più un animale. Era di nuovo un essere umano civile. Non era morta come numero. Era morta come Helga che aveva una specifica professione. Perché la civiltà nasce dove esiste l’espressione del proprio sé nel lavoro che fai, qualunque esso sia. Il nazismo era questo: la sottrazione della dignità del lavoro alle persone. Gli ebrei erano stati soltanto i primi della lista. Poi, in breve tempo, sarebbe toccato agli architetti, agli ingegneri, agli osteopati, ai notai, ecc. Come diceva Dostoevskij: togli a un essere umano la dignità del suo lavoro, e lo avrai in pugno per tutta la vita”.

Fine del racconto.

W il 25 aprile.

18 commenti:

  1. Grazie per questo bellissimo post

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  2. Sì, e quindi i cattivi liberisti ci stanno privando del "senso" spingendoci ad accettare l' idea della monetizzazione del lavoro. Mi dice come fanno? Sono l' uno per cento della popolazione abbiamo detto, che metodo usano per convincere l' altro 99? Il problema vero è questa perfida idea liberista senza volto o il fatto che il 99% della popolazione mondiale la accetta pur senza averla capita razionalmente? Siamo sicuri di sapere cos' è questo "senso" e che possa interessare anche gli altri?
    Siamo sicuri che sia un "senso" possibile per tutti? Mi stupisce che ancora si citi John Locke e Voltaire, davvero significa essere restati un tantino indietro. John Locke investiva i suoi soldi di democratico "superatore" di Hobbes nelle azioni Royal Africa Company ossia la maggiore compagnia che si occupasse di traffico degli schiavi dall' Africa. John Locke scrisse la Fundamental Constitution of the Carolinas in cui sancì per iscritto l' assoluto dominio del padrone sui suoi schiavi neri che non hanno quindi alcun diritto all' autodeterminazione. Naturalmente nel suo modo di vedere di "schiavo greco" di un patrizio che investiva nel nuovo mondo (il primo conte di Shaftesbury), questa non era altro che un' ulteriore prova della somma benevolenza da parte del padrone bianco che in nome dei "buoni principi" si incaricava di prendere lui le decisioni che riguardavano lo schiavo che come risultava evidente a chiunque, era solo parzialmente umano, dotato sì di anima ma non completamente razionale (anche se di certo superiore a un animale, questo va detto).
    Lo stesso Locke, lo stesso servo alle dipendenze di Lord Anthony Ashley Cooper, scriveva che le "unenclosed" terre dei nativi Indiani potevano tranquillamente essere espropriate dal bianco apportatore di progresso (proprio perché "unenclosed", interessante vero? Il proletariato schiavizzato europeo è appunto nato con le "enclosures" e nella mentalità del servile Locke ciò che è "unenclosed" non appartiene a nessuno, ovvero una comunità "altra" -etnicamente o socialmente altra- da quella degli aristocratici non ha diritto a una "proprietà in comune" ossia "unenclosed").
    Voltaire anche lui investiva nelle compagnie di schiavisti ma di lui resta celebre soprattutto la splendida frase:
    "Il me paraît essentiel qu'il y ait des gueux ignorants" alla quale pocodopo, nella stessa nobile lettera seguono le parole: "Quand la populace se mêle de raisonner, tout est perdu". Lei condivide?
    Il punto è che queste idee di democrazia che lei ha tirato fuori, e che altri in certi altri siti rispolverano con pari alacrità, erano (e ovviamente sono anche oggi) rivolte esclusivamente a un ristrettissimo ambiente. Si parlava di diritti degli uomini, di contratti sociali vari etc ma si partiva da un' idea di uomo che non includeva tutti gli esseri umani ma solamente gli appartenenti a una certa classe. Gli altri erano i "niggers", "les gueux", la "populace", "la ggente" con due g.
    E le idee neo liberiste tra l' altro, storicamente, vengono proprio da lì e non certo dal nazismo pre o post moderno, da questa visione falsamente democratica e progressista ma intrinsecamente conservatrice e aristocratica che si riesce a spacciare per "bene comune" operato dalla "mano invisibile", liberista, libertaria, liberale e foriera di democrazia. Io per adesso qui e in moltissimi altri siti vedo solo discussioni sui principi, sui massimi sistemi e su ciò che è giusto o sbagliato. Mi piacerebbe leggere qualcuno che mi spiega "come" pensa di riuscire a coinvolgere il famoso 99% con argomenti diversi da: "perché è giusto così", "perché io vi restituisco il senso".

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  3. Correzione:

    "non appartiene a nessuno, ovvero una comunità "altra" da quella degli aristocratici -etnicamente o socialmente altra- non ha diritto a una "proprietà in comune" ossia "unenclosed").

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  4. A quanti non credono come si possa perdere il senso del proprio lavoro e allontanarsi da se, invito a dare uno sguardo a quello che succede in Grecia e Portogallo. L'impotenza di un genitore disoccupato chiamato dalla scuola quando il figlio sviene in classe per la fame, , le file alla caritas interminabili, 1750 suicidi per motivi economici , costretti ad accettare qualsiasi lavoro per pochi euro.. non è forse allontanarsi da se? privarci dal senso di se? o per capirlo dobbiamo anche noi trovarci a frugare fra i rifiuti come gli animali? ... come già fanno in alcuni paesi africani? c'è un evidente parallelismo fra nazi-fascismo finanziario e nazifascismo nel senso classico del termine.

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  5. Vabbè, ho capito. Uno potrebbe obiettare che il nazismo è un' ideologia non cosmopolita e soprattutto anti capitalistica; che il liberismo sfrenato e cosmopolita è figlio dei Locke, dei Voltaire, etc etc altro che nazismo; che questi tre secoli hanno consentito la "liberazione" di centinaia di milioni di individui solo ed esclusivamente al prezzo della brutale schiavizzazione di altri miliardi di poveri cristi che però facciamo finta che non siano mai esistiti e senza i quali noi saremmo rimasti all' ancien régime in quanto a rapporti sociali(ora che di mondo da colonizzare non ce n' è più i nodi vengono al pettine); che quindi come tutti sanno la schiavizzazione dell' essere umano non è "nazista" ma ovviamente "capitalista" perché quel sistema, molto più longevo e pericoloso del nazismo, si basa fin dai tempi delle "enclosures" inglesi sulla creazione artificiale di masse sterminate di miserabili senza speranza. Evidentemente piacciono molto le parole d' ordine anche banali (chi può essere così delinquente da sostenere il nazismo degli sterminatori?) e ogni nuovo gruppetto, o vecchio gruppone ramificato, ha le sue per improbabili e paradossali che siano. Improbabili, paradossali ma soprattutto "svianti".

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  6. Uno dei padri del liberismo è stato il filosofo ed economista scozzese Adam Smith, le cui teorie oggi sono ancora da supporto alle politiche neo e iper liberiste, soprattutto la sua concezione del mercato e del denaro. All'epoca le sue idee apparivano rivoluzionarie, e tali erano perché, come i bocconiani d'oggi e la Scuola di Chicago, erano un formidabile sostegno ideologico alle classi neo borghesi dominanti nell'Ottocento.Come Locke, Voltaire e gli altri pensatori "illuminati", cui ancora oggi ci riferiamo come giganti sulle cui spalle ergersi sopra le masse,sono serviti alla schiavitù dell'uomo, ovviamente in termini più subdoli. Proprio come il Cristianesimo e l'Ebraismo sono stati utilizzati dall'impero romano, dai papi, ed dal sionismo per giustificare la sofferenza dell'uomo, che deve farsi perdonare il "peccato originale" o per riconquistare l'amicizia con Javhè e diventare "il popolo eletto" realizzando così la sua mission.

    In passato queste ideologie erano più rozze e pochi avevano gli strumenti cognitivi per smontarle. Oggi,l'evoluzione del pensiero e della tecnica, ci permette di avere un accesso più facile alle informazioni e di agire di conseguenza, non accettando più passivamente le "verità rivelate". Però, se vogliamo liberarci da ogni schiavitù, dobbiamo imparare a liberarci dai condizionamenti culturali di appartenenza, per cui chi non appartiene al mio gruppo religioso politico sociale diventa automaticamente un infedele da combattere sino alla sopravvivenza. Una logica di clan che mantiene ancora intatte le prerogative del potere e che continua a favorire la schiavitù umana, soprattutto se camuffata da libertà.

    Eleanor Roosevelt, Bettlheim e la ballerina Helga ci hanno dato una lezione di dignità e la prova che soltanto mettendo insieme le proprie forze si può sconfiggere una società basata sull'odio e sulla paura. I fiumi e le onde del mare diventano potenti e distruttive quando agiscono tutte insieme e in poco spazio, se sono regolamentate possono produrre energie ed essere utili. Ma se si disperdono singolarmente in un vasto territorio evaporano senza alcuna utilità, nonostante siano miliardi e miliardi di metri cubi.

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  7. il parallelismo è inteso nel senso storico: lo spazio vitale di allora non è altro che la tendenza tedesca di oggi di trovare il suo naturale sbocco di mercato. Non a caso gli stati periferici europei s'indebitano per acquistare prodotti tedeschi ed è scentemente negata dalla Germania ogni forma di condivisione dei debiti onde scongiurare effetti inflazionistici (da qui ancora il parallelismo storico del timore dei tedeschi per l'inflazione, scottati dall'esperienza del primo dopoguerra), come l'abbassamento del tasso BCE, Eurobond o forme di coesione della politica economica e dei territori, che conterrebbero l’egemonia tedesca. La Grecia si poteva salvare, ma le note resistenze e titubanze della Germania, hanno portato la culla della civiltà europea al collasso. Mi scoccia fare la parte dell'antitedesco, ma questa è la realtà. L’egoismo tedesco nega misure espansionistiche ai paesi meridionali, quando la Germania fino al 2009, con un forte tasso di disoccupazione, ha fatto largo uso del deficit spending per sostenere le imprese tedesche. Se all'unione monetaria non ne segue una politica ed economica, il rischio è che dal fascismo finanziario si ritorni a quello vero, visto l'ascesa degli ultra-nazionalisti in tutta Europa (Le Pen, Wilders, ecc). L'euro non è un'area valutaria ottimale e pertanto non consente alle economie più deboli di difendersi dalle economie come Germania e (forse) Francia. Imporre sacrifici senza misure per la crescita è puro egoismo e criminale. Tutto ciò è altresì più “fascista” (nel senso di ancient regime che combatterono Locke e Voltaire) e antidemocratico perchè la tecnocrazia europea non eletta è subordinata a poteri occulti della finanza e del turbo-capitalismo, mentre noi siamo tutti privati della sovranità monetaria e della scelta di politica economica (oltrechè circondati da politici incapaci e corrotti) e l'egemonia è basata di fatto su una ideologia neo-liberista. In cio concordo con serylam che le scellerate politiche da "iper-mercato" sono figlie delle ideologie e dei teorizzatori della mano invisibile del turbo-capitalismo (semprechè “capitalismo” sia preceduto dal suffisso “turbo” o “iper” perché in se il capitalismo non è da demonizzare, in quanto se efficientemente regolato dalla mano pubblica, con adeguate forme di redistribuzione e protezione sociale, produce benessere e ricchezza dei cittadini) che semmai sono più attribuibili ad Adam Smith, non tanto a Locke e Voltaire. Ma d’altronde non è colpa di Smith se non ha avuto l’occasione di conoscere John Maynard Keynes (o Marx… come piacerebbe a serylam citare…)… al contrario Merkosì, Monti, Papademos, Van Rompuy & Co. possono rifarsi a tutte le teorie della storia delle dottrine politiche e scegliere quella migliore per il benessere dei cittadini comuni. Quanto “all’aristocratico” Locke (riconosco che era un po’ “aristocratico”), mi piace ricordarlo come quello che ai giorni nostri avrebbe esortato il popolo alla rivoluzione (non necessariamente quella di Gandhi..) contro la governance oligarchica tecnocratica, ormai non più rappresentativa degli interessi legittimi dei cittadini europei. Mi piace ricordare il “ricco borghese Voltaire della Compagnia di Gesù” come quello che ai giorni d’oggi avrebbe cercato d’illuminare il dispotismo dei tecnocrati, magari suggerendo, da buon costituzionalista, di modificare la “costituzione” dell’Europa, per assegnare al Parlamento Europeo (unica istituzione eletta dal popolo) il ruolo di rappresentanza della sovranità dei popoli europei.

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  8. Tutte le volte che si ragiona in ottica di "buoni" e "cattivi" si dà forza ad una dualità che in realtà non esiste. I nazisti cattivi e gli americani buoni, gli islamici cattivi e gli occidentali buoni, i capitalisti cattivi e i socialisti buoni e così via.
    Purtroppo non è così semplice, poiché facciamo tutti parte, ormai, di un meccanismo che ci travolge più profondamente e "trasversalmente". Solo che adesso la valanga è più vicina a noi, quindi ci stiamo arrabbiando con chi riteniamo responsabile di tale drammatico evento, dimenticando che abbiamo contribuito tutti, chi più chi meno, a seconda del ruolo che giochiamo. Questo fantomatico 1%, cinico e cattivissimo, nell'immaginario collettivo sta schiavizzando il rimanente 99% per... cosa? Essere potente? lo è già. Ricchissimo? Lo è già. Mantenere lo status quo? E' più facile farlo senza esasperare il tutto, altrimenti il rischio è che la gente davvero si ribelli. Quindi?
    Quindi anche loro sono nell'ingranaggio, sebbene a livelli infinitamente più alti dei nostri. E non è il possedere tutto che li rende più liberi di chiunque di noi.
    Proprio perché la libertà è interiore, non legata a fattori contingenti.
    La schiavitù peggiore è quella del servo inconsapevole. E questo pericolo lo abbiamo superato (per anni lo siamo stati). Ora c'è la fase del risveglio. Un regalo dell'1% cinico, potente e cattivissimo. Sta a noi farne buon uso.

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  9. "Proprio perché la libertà è interiore, non legata a fattori contingenti."

    Sì, ora la vado a incidere nel marmo.

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  10. Capisco. L'importante sono i grandi temi.

    Io faccio una domanda anzi la lascio fare a un certo Sergio Bologna citandolo.

    "E’ sul rapporto di lavoro che l’uomo perde la sua dignità, quando si accetta come normale e persino lodevole che giovani, soprattutto laureati, lavorino per mesi gratuitamente in cosiddetti tirocinii con la speranza di essere assunti (ma perché mai se ci sono altri mille pronti a prendere il loro posto gratis?). E’ qui che muore la democrazia, è qui che sta morendo il diritto di sciopero, anche se nessuno lo ha tolto dalla carta costituzionale. Muore nei fatti.
    Ma la politica, la vera politica, è quella praticata dalla società, non dai partiti, dai milioni di uomini e di donne che giorno per giorno cercano di rendere più civile l’ambiente in cui vivono, più giusta la relazione tra persone, di quelli che non fanno alcun atto di eroismo né alcun gesto da prima pagina.
    Molte di queste pratiche sociali – unico baluardo di una democrazia sostanziale – sono note. Ma rimane ancora da capire come si fa a rovesciare il degrado dei rapporti di lavoro. Gli stessi giuslavoristi affermano che non è più questione di produzione legislativa ma di contrattazione. Come si fa a inculcare nei giovani la volontà di ribellarsi a questo, come si fa a trovare nuove tecniche di autotutela e di negoziato con le gerarchie aziendali? Queste sono le domande centrali. Ci sono riusciti operaie e operai analfabeti, che vivevano in condizioni miserabili, ci hanno messo mezzo secolo (dalle prime società di mutuo soccorso ai primi sindacati industriali). Perché non dovrebbero riuscirci milioni di giovani scolarizzati, overeducated?"

    Il mondo cambia , la fabbrica unificava, anzi militarizzava risponderei io a questo signore.
    Io ho lavorato in un settore di circa 300.000 addetti in tutto il mondo. Ma non esiste una associazione ne tanto meno un sindacato. Questo e' il futuro. E questo ci obbliga a pensare a un altro modello sociale, a un nuovo tipo di stato, a nuovi tipi di garanzia sociale unificanti e uguali per tutti. L'unica cosa che ci unisce e' l'esperienza singola di questo modello e noi l'arma dello sciopero, di un possibile sindacato che ci unisca non l'abbiamo. Noi non siamo piu' in condizione di trattare salario, condizioni di lavoro, orari di lavoro.
    Per noi o si apre la trattativa collettiva per un nuovo stato sociale o pure si apre il sogno, la speranza, l'attesa delle destre. La fantasia di un ritorno all'"age d'or".

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  11. Al di là degli aneddoti su Bettelheim che conoscevo e che mi ha fatto comunque piacere rileggere, mi è piaciuta del post questa frase:
    "Ma il nazismo, essenzialmente, fondamentalmente, costitutivamente, è stato prima di ogni altra cosa “un movimento politico il cui fine consisteva nella schiavizzazione sistematica dell’Essere Umano, assoggettato a una ristretta elite di Esseri Superiori, il cui perno centrale consisteva nell’idea di lavoro come obbligo e non come espressione”.

    Mi viene in mente un nome: IG FARBEN. Le lettere nelle quali le industrie tedesche ordinavano "due soggetti maschi adulti" ai dirigenti dei lager, al fine di eseguire sui detenuti esperimenti. La frase che un giorno disse candidamente una mia insegnante di neurofisiologia, durante una lezione: "Certo queste cose si possono osservare solo attraverso la sperimentazione e solo sugli animali. Purtroppo non si possono più fare esperimenti sugli esseri umani".
    Sono d'accordo. Se fosse possibile raccontare fino in fondo come le industrie tedesche si avvantaggiarono della completa mano libera sulla forza lavoro, e di il modello schiavistico e disumanizzante nazista sia così simile a quello neoliberista, ci renderemmo conto che di quella ideologia è rimasto molto, in gran parte del mondo. Forse hanno tolto solo le svastiche.

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  12. Appunto; uno dovrebbe riflettere sul fatto che questa crisi economica e la progressiva ATTUALE disumanizzazione della società sono l' opera di chi "vinto" la seconda guerra mondiale non dei nazisti che l' hanno persa. Quindi lo scopo dei vincitori è sempre stato esattamente lo stesso dei nazisti ossia la schiavizzazione di una parte del genere umano. Il mondo occidentale "democratico" ha commesso Olocausti pari se non peggiori di quello dei nazisti, di sicuro per molto più tempo (secoli, non dodici anni): il genocidio di milioni di uomini, donne e bambini e la secolare schiavitù dei neri africani ad opera di mercanti ebrei, cristiani e musulmani; la stessa cosa per gli indios sudamericani; il genocidio fisico e culturale dei nativi nordamericani; le varie guerre contro l' Imperatore cinese per imporre a quel paese il consumo dell' oppio inglese (piaga che stava distruggendo il tessuto sociale cinese e per questo contrastata dall' Imperatore) il cui monopolio era stato sottratto ai Parsi di Mumbai dalla famiglia Sassoon; la "libera concorrenza" dei "liberisti" inglesi della British East India Company che per impedire il confronto commerciale con i prodotti tessili indiani autoctoni, mandava i Sepoys a tagliare il pollice delle filatrici locali indipendenti; il depauperamento e la totale distruzione culturale degli aborigeni australiani; i crimini mostruosi della politica coloniale in Africa nel XIX secolo ma anche nel XX (tanto per dire, a proposito di Mugabe: quando fu eletto con il sostegno degli inglesi ebbe il permesso di ammazzare 20.000 Ndebele, che praticamente nessuno sa chi siano, senza che nessuno dicesse "ah"; quando ha cominciato improvvisamente a prendere a calci nel sedere i bianchi proprietari terrieri, ma senza ucciderli, è improvvisamente diventato un criminale); non ultimi i milioni di operai anche minorenni distrutti o uccisi da condizioni lavorative spaventose nella nostra storia europea. Parlare di nazismo è del tutto fuori luogo perchè quello che occorre, e questa è l' ultimissima occasione, è capire che bisogna rendersi conto che quello che ci hanno inculcato sulla democrazia , la "libertà" personale, la "libertà" di impresa, il rispetto della "legge" sono solamente pseudo concetti che hanno un contenuto "apparente" e una sostanza che ha l' unico scopo di spingere le masse idiote ad asservirsi inconsciamente alla classe dominante (ossia a considerare come proprio fine l' appartenenza a una classe superiore a quella di partenza invece di imparare a fortificare il proprio senso di appartenenza originario). Chi si mette a parlare di nazismo impedisce che la gente apra gli occhi sulla realtà attuale che va smascherata con urgenza perché tra poco tempo arriverà il game over definitivo.

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    1. Alleluya fratello Serylam!! Senza dimenticare che lo stesso nazismo fu un prodotto del capitalismo in quanto a è risaputo che diverse banche occidentali finanziarono i nazisti, molte delle quali in mano all' alta borghesia ebrea. Per esempio Prescott Bush, nonno del penultimo presidente degli stati uniti finanziò i nazi fino al '41 in quanto presidente della manhattan chase di new york. Il petrolio usato per la macchina bellica tedesca era importato in Germania dalla Standard Oil di Rockfeller, grazie a navi mercantili con equipaggio tedesco e con bandiera panamense. La seconda guerra mondiale ha solo rafforzato la società liberale in occidente. D' altro canto come ha fatto Hitler in sei anni a portare la Germania da paese distrutto dalla Repubblica di Weimar ad una super potenza mondiale? Solo grazie a manodopera a basso costo? Naaa.. Qualcuno gli ha dati soldi e materie prime..

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  13. Ave Fratello Govinda, ma quello che volevo dire è appunto che sarebbe ora di finirla di parlare di queste cose. L' Olocausto più terribile è quello materiale e spirituale ai danni delle classi subalterne lungo tutto il corso della storia. E' in nome di questa appartenenza di subalterni massacrati e ingannati da secoli che dovremmo ribellarci. Solo che per farlo bisogna rendersi conto della propria situazione e di tutta la storia prima di noi; bisogna convincere quel 60% minimo di servi che ama il suo padrone o che si accontenta dei suoi avanzi; bisogna capire che solo partendo dalla solidarietà verso chi sta peggio di noi (ossia "rimettendoci") che ritroveremo la nostra dignità di gruppo etc etc...troppo vasto programma, temo.

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    1. Infatti ho capito benissimo il tuo intervento. Ho voluto solo far notare che anche i Nazi erano un prodotto della società Liberal-Imperialistico-Colonizzatrice d' Occidente.

      Comunque mi auspico e mi auguro che presto inizi una nuova era per l' umanità.

      Si dovrebbe partire dal controllo delle nascite nei paesi più poveri, che però senza la prole necessiterebbero di uno spostamento di benessere dai paesi benestanti per "equalizzare" le ricchezze. E poi bisognerebbe buttarsi sulle rinnovabili in quanto il benessere occidentale consuma più di quanto questa terra possa offrirci,visto che siamo il 18% della popolazione Mondiale e sfruttiamo l'82% delle risorse mondiali. Ma con le rinnovabili in tutti i settori il benessere potrebbe arrivare a tutti in questo pianeta, e forse solo allora tutti insieme appassionatamente potremmo occuparci della nostra elevazione Immateriale... Lo so, sto sognando il mulino bianco, ma tutto questo per farti capire che condivido il tuo pensiero a pieno....

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    2. Due obiettivi urgentissimi di cui nessuno parla.

      1) I lavoratori devono arrivare a poter partecipare almeno in parte alla gestione dell' azienda, proprio come in Germania. Vedrai quanti scioperi in meno e quanto rigore in più nel far rispettare il contratto anche ai padroni più prevaricatori (e quindi quanta dignità in più).

      2) BISOGNA METTERE FRA LE MATERIE SCOLASTICHE ECONOMIA E STORIA ECONOMICA. Almeno due argomenti di storia all' anno vanno studiati dal punto di vista economico. Un ragazzo alla maturità DEVE aver capito cos' è il denaro, come sono nate le banche, cosa sono i derivati, cosa vuol dire "finanza internazionale", come funziona il debito pubblico.
      Ci siamo mai chiesti perché "Economia" non figura fra le materie scolastiche pur essendo l' argomento di maggiore attualità e importanza della nostra vita? Un motivo ci sarà, che dite...?
      Queste sono lotte non violente alle quali nessuno può dire di no e che sono fondamentali per cominciare ad aprire gli occhi anche dei servi più compiacenti e se non i loro quelli dei loro figli.

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    3. Un' altra volta mi ritrovo a dover dire "Alleluya Fratello Serylam". Infatti poco tempo fa ho avuto una discussione nel merito dell' ignoranza economica con uno psicologo dell' usl. Ora io gli facevo notare l' attuale follia che stiamo vivendo. Notavo che non mi seguiva, ed io sono solo un cassiere di provincia. Allora gli ho chiesto se aveva mai sentito parlare dello Spread e lui mi ha naturalmente detto di si, ma quando gli ho chiesto cos'è lo spread ha fatto scena muta. Allora gliel'ho spiegato e gli ho fatto notare l' inutilità del concetto stesso di spread, che oggi ci viene posto come termometro del nostro benessere, ma sappiamo tutti che non è così. Ora immagina se gli spiego cosa sono i cds, i cdo, i derivati, i mutui subprime, oppure il leverage di una banca( La lemhan quando è fallita aveva un leverage di 1 a 30, oggi la BCE ce l'ha di 1 a 29), immagina se gli spiegassi come realmente viene fabbricato il denaro ecc ecc. Lui è un laureato in psicologia ed ha un ottimo lavoro "sicuro". Io ho la 3a media ma studio tutti i giorni. Lui ha 40 anni è sposato e ha 2 figli, io ho 26 anni e non intendo fare figli, ma quello più preoccupato sono io. Il sistema ha voluto questo. Hitler bruciava libri. I liberali non ti insegnano l' economia e poi la applicano manco fossero dei cow boy. Temo che le nostre belle idee, fratello Serylam, rimarranno inascoltate, e riempiranno solo i commenti di blog molto interessanti come questo, unico spazio rimasto in questo mondo alla libertà di pensiero, che ci è stata tolta affinché noi popoli non reagissimo. Requiescat in Pacem, Libertas

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