mercoledì 31 agosto 2011

Nicola Saya insieme alla Cannizzaro e a Scilipoti presentano a Genova il 23 settembre il neo-nato Partito Nazista italiano

di Sergio Di Cori Modigliani



Settembre sarà senz’altro un mese molto lungo, problematico, conflittuale.
Lo scandalo Penati (a sinistra), lo scandalo Milanese (a destra) terranno occupate le segreterie politiche di PDL e PD che faranno di tutto per raggiungere un accordo comune trasversale il cui fine dichiarato consiste nel farla in barba alla Legge e ai magistrati, e le loro inutili dichiarazioni di principio –tanto per salvare la faccia davanti ai gonzi che li hanno eletti-  aggiungeranno ulteriori spezie alla già eccessivamente pepata zuppa nostrana.
Ci sarà la manovra economica che nel frattempo verrà riformulata chissà quante altre volte, con inedite mosse e contromosse probabilmente partorite in seguito a sbronze collettive, ci sarà lo sciopero generale della CGIL, lo sciopero degli statali della UIL, uno sciopero già preannunciato dai sindacati della scuola a metà settembre, un altro da parte dei ferrovieri alla fine di settembre, mentre la borsa valori vivrà i consueti dieci giorni di crollo dovuto a quello che i mascalzoni definiscono “attacco della speculazione internazionale” mentre si tratterà, invece, di oculate mosse e previdenti disinvestimenti dall’Italia -ormai identificata come una nazione a rischio eccessivo- da parte di chi ci dà bellamente per spacciati a breve termine.
Intanto c’è chi si arma.
Il popolo italiano di un pieno di pazienza e della sua consueta dose di masochismo, mentre altri inediti soggetti affileranno le armi vere.
Vediamo un po’ di chi e di che cosa si tratta.
Nel mese di luglio ho dedicato ben tre diversi post relativi all’autentico pericolo rappresentato dalla Lega Nord e dall’on. Mario Borghezio, scomparso dall’attenzione generale, in seguito ad una sua ufficiale sospensione dal partito per sessanta giorni, che, per l’appunto scadono il 20 settembre.
Nessuno decise di prenderlo sul serio, né tantomeno prendere sul serio la disgustosa kermesse di Pontida con dementi avvinazzati con l’elmo in testa, criminalmente rubricata dalla truppa mediatica di servi italioti con l’espressione “consueto folclore”.
Da allora, tre giorni dopo il massacro di Oslo, nessuno si è più occupato di lui. Eppure, nel frattempo, il nostro deputato europeo si è dato da fare eccome.
Di sicuro non è stato con le mani in mano.
Tutt’altro.
“Dal male dell’Italia nasce il bene della Padania”, ha affermato il sedicente “presidente del governo provvisorio della Padania” Mario Borghezio, ai microfoni di radio Zanzara in data 24 agosto. “Soffro in silenzio e mi sono autoesiliato a Nizza, a causa di questo iniquo provvedimento, ma sono contento di vedere che l’Italia sta precipitando perché dal suo affossamento ergerà la gloriosa bandiera della nazione padana. Bossi negli ultimi tempi si è borghezizzato e ne sono contento. Gli italiani non lo sanno ancora, i padani, invece sì.  I cittadini, padani e non padani, sanno che quello che dice Bossi è sempre vero. E Bossi ha deciso. Me l’ha detto e mi ha dato l’incarico di muovermi. Perché è arrivato il momento di dar vita al piano definitivo della Lega Nord”.
Applicando alla lettera il provvedimento di sospensione per 60 giorni, si è trasferito a Nizza così da lì può parlare –essendo al di fuori del territorio nazionale- dove ha imbastito un “ufficiale” centro di reclutamento europeo (il suo sponsor principale è la signora Le Pen a nome dell’estrema destra nazista francese) in vista del varo, in data 23 e 24 settembre, nella città di Genova, dell’uscita ufficiale del partito che “cambierà la storia dell’Italia” (secondo Borghezio, e a detta sua, anche dell’intera classe dirigente doppiogiochista della Lega Nord): il “Partito Nazionalista” che lancerà –presentandole al pubblico europeo- le “legioni per la sicurezza e la difesa della patria”.
E’ anche vero che il mondo, e l’Europa non fa eccezione, è sempre più remissiva nell’accogliere istanze deliranti di mitomani, screanzati, beceri e criminali di varia natura. Quindi, la reazione più chiara e sensata sarebbe quella di far finta di niente e lasciar perdere.
Questa era stata la mia prima reazione istintiva, basandomi sull’applicazione di un pragmatico buon senso che mi induce a risparmiare energie rinunciando ad andare appresso ai deliri di ogni deputato italiota. .
Ma nel mese di agosto sono accadute alcune  cosucce che l’intelligenza, l’esperienza, e la conoscenza dei propri polli, induce alla riflessione, che qui, diventa informazione per renderla collettiva.
Nell’indifferenza e nella distrazione generale, dovuto al caldo, all’inevitabile necessità di pensare alle vacanze meritate, e al fatto che l’economia la fa da padrone nell’assorbire l’attenzione di tutti, l’asse politico italiano si è clamorosamente piegato verso una deriva autoritaria di estrema destra recuperando toni e argomentazioni di chiara e documentabile provenienza mussoliniana e hitleriana. Il problema, che in questi giorni sta gettando ombre di nuova preoccupazione presso le menti più responsabili e mature della Repubblica Italiana, consiste nel fatto che la palude di estremismo nazi-fascista ha trovato dei megafoni inattesi, soprattutto l’Avvenire –il quotidiano organo ufficiale del Vaticano- che ha annunciato come “la Chiesa sia al centro di un violento attacco da parte della massoneria e dei radicali”, rei di star tentando chissà quale macabro complotto. In realtà, i massoni e i radicali sarebbero colpevoli di aver lanciato un forte programma politico di richieste affinchè la repubblica laica italiana avvii una revisione del concordato firmato in data 11 febbraio 1929 tra Mussolini e il Papa, pretendendo che il Vaticano paghi le tasse. Tutto qui.
Purtroppo, la sinistra cosiddetta democratica ha dato una risposta che ha gonfiato ancora di più l’ottimismo dei beceroni nostalgici. In data 22 agosto, infatti, in seguito alla forte richiesta da parte di Mario Staderini, segretario del Partito Radicale Italiano, per tassare i grandi patrimoni immobiliari e le rendite finanziarie del Vaticano, ha prodotto la seguente risposta ufficiale, a nome di Rosi Bindi, Presidente del PD. “Su questo siamo davvero tutti d’accordo, all’interno del partito, e lo dico a nome della segreteria. E’ da escludere al 100% qualunque appoggio da parte del PD a iniziative anti clericali e a richieste di tassazione sui beni della Chiesa. Siamo sempre stati fortemente contrari e seguiteremo ad esserlo”.
Ricordo ai lettori più giovani che ignorano la provenienza della Bindi, che fino a venti anni fa, l’attuale Presidente del PD era una democristiana di destra, cresciuta nel gruppo integralista della Azione Cattolica e che negli anni’80 era stata in prima fila nella lotta contro il divorzio e contro l’aborto.
Gli ha fatto da pendant, immediatamente, un nuovo fronte radicale della destra retriva –che io considero pericolosissima per via del loro vile camuffamento ipocrita e pernicioso- nascosto dietro una supposta bandiera di improvviso amore per le libertà democratiche liberali- il gruppo di FLI, che ha gettato la maschera. Per motivi (purtroppo non penso a nessun tipo di complotto, è semplice irresponsabilità mista a totale idiozia masochista) e ragioni politiche “apparentemente” incomprensibili, il gruppo futuro e libertà ha cominciato a diffondere la notizia che “l’Italia si trova al centro di un attacco sferrato dalla massoneria e dai banchieri ebrei di Wall Street che fanno capo al gruppo Bilderberg, i quali hanno deciso in una riunione in Svizzera datata 20 giugno, di distruggere l’Europa e l’economia delle nazioni europee” difffondendo un editoriale proposto da Wall Street Italia e finanziato dal gruppo mediatico Cisneros, già finanziatore di Pinochet e Videla in Sud America e grande riciclatore dei narcos colombiani.
I più giovani tra i lettori non possono né sapere né ricordare che l’intero castello delle argomentazioni di Mussolini e Hitler nel 1928 e 1932 ruotava intorno alla “immediata necessità di far fronte all’attacco plutocratico delle organizzazioni giudaico-massoniche che attraverso l’uso e l’esercizio delle banche europee intendono imposessarsi della nostra nazione” (discorso di Mussolini nel gennaio del 1929 e di Adolf Hitler nel 1932 ripresi –alla lettera- dal sito Wall Street Italia, da me già denunciato, e riproposto dal gruppo di Futuro e Libertà su facebook).
Sta nascendo in Italia un partito che gli indici di gradimento accreditano di un imprevisto largo, larghissimo consenso elettorale. Si chiama PNI: Partito Nazionalista Italiani.
Il Partito Nazionalista nasce da un accordo tra un certo Gaetano Saya “il nostro punto di riferimento è Augusto Pinochet, punto di riferimento delle democrazie sudamericane” e Domenico Scilipoti, responsabile del gruppo dei cosiddetti “responsabili”, i quali alla Camera garantiranno all’attuale maggioranza di governo i voti necessari per far passare la fiducia che inevitabilmente verrà chiesta da qui a un paio di settimane al massimo.
Gaetano Saya era presidente dell’MSI (ha ereditato il marchio da Gianfranco Fini) è sostenuto dalla massoneria deviata dell’estrema destra, tant'è vero che “ho avuto la benedizione, l’appoggio dichiarato e il sostegno attivo di Licio Gelli” ha dichiarato il 24 agosto, senza essere smentito da chicchessia. La cronaca ci ricorda che nel 2005 era stato arrestato per avere avviato il “Dipartimento di Studi Strategici dell’Antiterrrorismo” una specie di servizio segreto parallelo. Il gip aveva richiesto anche il reato di associazione a delinquere e banda armata. Per forte intercessione di Ignazio La Russa e Gianfranco Fini le accuse erano cadute e venne stabilito “il non luogo a procedere”.
Il 20 maggio del 2011 Saya ha proposto la presidenza del neo nato Partito Nazionalista a Scilipoti, il quale ha risposto che “preferisco prendere una pausa di riflessione per meditare sul da farsi in questa fase; onorato e orgoglioso che l’amico Saya abbia pensato a me”.
La presidenza, quindi, è stata risolta così: Saya al comando del Partito Nazionalista e la Presidenza dell’MSI a Maria Antonietta Cannizzaro, consorte di Saya. Tutto in famiglia.
Insieme hanno scelto come simbolo il sole nero hitleriano, il simbolo esoterico del nazismo, con il motto Nobiscum Deus, traduzione latina del nefasto celeberrimo Gott mitt uns   Hanno stilato un programma in 25 punti –fortemente approvato da Borghezio a Nizza, da dove il nostro onorevole europeo ha spiegato che “corrisponde in pieno con tutte le tematiche, progetti e programmi interni della Lega Nord” e che prevede il lancio della “Grande Italia” con un’ardita manovra economica di uscita dalla Ue sorretta dalla Lega Nord e da una parte del PDL, la “cacciata ufficiale di negri, omosessuali e comunisti, con immediata applicazione della pena di morte per usurai, profittatori e politicanti”. Un delirio, questo è chiaro.
Non appena, nel mondo politico italiano, la notizia si è propagata, tutti sono insorti trovando deplorevole tale comportamento, ma allo stesso tempo nessuno ha “osato” fare delle dichiarazioni pubbliche pretendendo l’immediato intervento del ministro degli interni e del Presidente della Repubblica. In soldoni, nessuno ha fatto nulla.
Con un’unica eccezione: Mara Carfagna.
Interpretando in maniera impeccabile la sua funzione di Ministro per le Pari Opportunità, l’on. Carfagna ha dato ordine al suo ufficio di aprire “una istruttoria ufficiale a carico di Saya, Cannizzaro e Scilipoti” facendo applicare la norma di controllo “sulle attività anti-discriminazioni che manifestano un programma e un’attività politica lesiva della dignità e della libertà dei singoli soggetti attivi italiani e aggressiva nei confronti di entità fisiche e liberi raggruppamenti di persone la cui operatività è liberamente garantita dalla Costituzione della Repubblica Italiana”. Ha preso il suo bell’incartamento e ha fatto ciò che doveva fare: una copia inviata al Ministero degli Interni, l’altra al comitato sui servizi segreti e l’altra a Giorgio Napolitano.
Hanno insabbiato tutto.
Non le hanno risposto.
Saya ha approfittato e ha replicato sul suo sito, con un testo ripreso da Scilipoti e letto per radio da Borghezio, da Nizza, qualche giorno fa, sostenendo che “interpreta in pieno le pulsioni e i pensieri della dirigenza leghista, soprattutto adesso che Bossi, il nostro leader, si è di nuovo risvegliato e ci sta illuminando e appoggiando”.
Ecco il testo che un deputato del parlamento della Repubblica Italiana, Domenico Scilipoti, ha sottoscritto, ed è relativo all’esercizio dell’attività da parte di una ministra regolarmente eletta nella sua carica.
““Non avendo ancora capito se questa specie di ministro si chiama ‘Mara Carfagna’ o ‘Mara Sta-fregna’, ci sembrava giusto puntualizzare che con la carta del ‘fascicolo’ aperto dal suo ufficio (probabilmente formato A4) non ci possiamo nemmeno pulire il sedere, in quanto trattasi di carta dura per lo scopo indicato. Ricordiamo che la Signora è diventata ministro della Repubblica Italiana grazie alle sue abili doti orali”.
Al di là dell’aspetto più deteriore nell’essere costretti a commentare un atto “ufficiale” relativo all’uso del linguaggio usato nel rivolgersi a un ministro in carica, in aggiunta c’è lo sconcerto e il raccapriccio nel dover informare i lettori che alla camera dei deputati la reazione è stata di ilarità collettiva e nessuno ha avuto il garbo di preoccuparsi né l’educazione o intelligenza di garantire alla ministra Carfagna, quantomeno, solidarietà, assicurandosi che la sua istruttoria vada avanti prima del 23 settembre. La stampa ha scelto di non occuparsi della vicenda. Nessuno.
Con un’unica eccezione: Il Fatto Quotidiano.
Il direttore della testata, Antonio Padellaro –tra le poche e residue menti ancora pensanti nel campo mediatico italiota- è andato a intervistare la signora Cannizzaro, in quanto presidente dell’MSI nonché associata di Scilipoti. Ecco la sua risposta a Padellaro:
““Noi diciamo basta a troie, froci e mao mao, lo troverà scritto anche sul comunicato del sito del Msi. Come? Troie non c’è? Sì, ha ragione ho scritto prostitute. Questo il comunicato: “Io sottoscritta M.A. Cannizzaro dichiaro guerra al governo Berlusconi che da anni perseguita la mia persona e tutti i componenti del mio partito, usando personaggi squallidi che lui stesso ha messo a governare: prostitute di basso livello come Mara Carfagna, finita a fare il ministro delle Pari opportunità per aver reso dei servizi di natura sessuale a Silvio Berlusconi e ad altri personaggi dell’attuale governo”.
E così, la Carfagna è rimasta sola, mentre questo trio di deliranti personaggi sta organizzando il lancio della loro organizzazione “europea” a Genova il 23 e il 24 settembre. Borghezio, in questo periodo si è auto-esiliato a Nizza dove sta montando l’appoggio del partito di Le Pen per lanciare il suo movimento.
Nessuno, in tutto il Parlamento, ha avuto il coraggio di sostenere la Carfagna, nonostante la ministra abbia –per lo meno quattro volte- allertato l’apposito ufficio del ministero degli interni a proposito dei rischi che l’ordine pubblico corre in una città come Genova il 23 e il 24 settembre, soprattutto visto il mese cui andremo incontro.
Le cosiddette donne democratiche, le associazioni femminili, le femministe, hanno scelto di tacere invece di sostenere la Carfagna, totalmente isolata e rea di aver applicato la Legge nelle sue mansioni di competenza.
E’ un segno dei tempi.
E’ il prodotto di quanto possa essere pericolosa e velenosa la faziosità quando si coniuga con l’idiozia irresponsabile.
 Chi mi conosce sa, o può immaginare leggendo i miei post, quale sia la mia attuale visione politica sia rispetto all’attuale governo sia rispetto alla mia idea delle donne.
Poiché non c’è stata nessuna associazione femminile italiana che ha avuto il garbo di ringraziare la Carfagna per aver applicato la Legge, lo faccio io.
Grazie ministra, se non altro, per aver tentato di aprire un’inchiesta senza aver trovato alcun appoggio politico in parlamento. Nessuno. Neanche uno.

Questi sono i risultati di un sistema che è collassato, e che non riconosce più la differenza tra goliardia e dibattito politico, tra folclore e atti parlamentari.
Proprio in virtù di questo considero davvero preoccupante la preannunciata manifestazione di Genova alla quale parteciperanno militanti dell’estrema destra francese, tedesca, svedese e italiana.
Vivendo, come stiamo vivendo, in un vuoto di potere,  basta poco per dei deliranti mascazloni andare ad occupare quei vuoti. Soprattutto quando si hanno ricchissimi finanziamenti, l’appoggio ufficiale di Licio Gelli e la possibilità di poter ricattare il primo ministro prendendolo per la gola: se Scilipoti decide di votare contro il governo, il governo cade.

Offro questo post come momento di riflessione.
Se lo leggono dei militanti o dei deputati o qualcuno che lavora dentro le istituzioni, ebbene: che si muova.
Si muovano soprattutto le donne italiane nel garantire alla Carfagna il massimo appoggio possibile in questa occasione, invece di passare il proprio tempo nei garantiti salotti femminili dove le privilegiate aristo-snob sciorinano melensaggini ideologizzate correndo dietro a fumose attività, e sottraendosi al proprio impegno civile, alla propria responsabilità repubblicana pur di non tirare la volata a una ministra perché non appartiene al proprio partito o al proprio schieramento politico.
L’Italia ha bisogno di efficienza, efficacia e pragmatismo. Tutto qui.
Se a proporlo è una ministra che, per un caso fortuito, è fisicamente avvenente, ben venga.
O vogliamo fare del razzismo alla rovescia riproponendo lo stereotipo vetusto tale per cui le donne o sono attraenti o sono intelligenti?
Ormai si giudica dai risultati e non dagli schieramenti.
Preferisco Mara Carfagna a Rosi Bindi.

2 commenti:

  1. Piena solidarietà al Ministro Carfagna.

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  2. vedi caro Sergio,
    la Carfagna non e' presa in considerazione da nessuno dei politici, ci sara' un perche'.
    di certo l'avvenenza non deve pesare alcunche' nel giudizio di merito di chi lavora ma il fatto che lei e la sua amica Minetti facessero davvero le troie le scomunica totalmente.
    non sono rappresentative del ruolo che ricoprono, al di la' che la Bindi sia un acaro delle poltrone.
    non c'e' una meno peggio, ci sono due obbrobri messi li' da partiti che rappresentano degnamente l'obbrorio italiano, gli umani italiani.
    tutto e' perfetto nella vita e tu lo sai.

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