mercoledì 10 agosto 2011

Incontro con un dissidente cinese che vive in clandestinità nel nostro paese.

di Sergio Di Cori Modigliani

La prima volta che incontrai un dissidente fu nel 1973, lo scrittore polacco Jerzy Pomianowski, fuggito in Italia per sottrarsi alla polizia segreta polacca. I suoi racconti mi colpirono molto. Ne rimasi davvero sconvolto. Così come mi colpirono molto i colloqui avuti con una  dissidente ceka negli anni'80 e con un dissidente cubano negli ann'90.
Oggi, 2011, capisco e comprendo che la situazione planetaria -dal punto di visto esistenziale- forse non è poi tanto cambiata. Se è vero che, incontrando un dissidente cinese che vive in Italia, e ascoltando le sue parole, sono rimasto davvero colpito, per non dire sconvolto, nè più nè meno di quanto non lo sia stato quando incontrai Jerzy Pomianowski, Ilonka Havel e Andres Ibarrieto.

“Viviamo dentro un gigantesco paradosso. Se mostraste il mondo politico internazionale di oggi a Mao, a Stalin, a Churchill a De Gasperi, nessuno, tra loro, crederebbe ai propri occhi.” Wu è un simpatico cinese che abita da tempo in Italia.
Lavora –neanche a dirlo- in un ristorante cinese di una grande città italiana.
 In verità, la sua competenza tecnica è ben altra. Ingegnere informatico, economista, abilissimo e sofisticato webmaster per conto terzi, è scappato via dalla Cina qualche anno fa “in cerca di libertà” ed è finito in Italia dove risiede con la donna che ha sposato da poco, una italiana.
Essendo un dissidente del regime, ed essendo l’Italia uno dei paesi maggiormente complici del regime staliniano di Pechino, fintantoché non sarà diventato cittadino italiano, deve operare nel nostro paese con nome finto, con lavoro finto, praticamente in clandestinità.

“Viviamo dentro un gigantesco acquario dove i pesci più grandi hanno capito che l’ossigeno sta per finire. I pesci piccoli non hanno neppure capito che stanno dentro un acquario”.
Parla in maniera –per noi- forse inusuale, pittoresca e insolita, com’è tradizione dei cinesi.
E’ impietoso nei confronti di tutti, senza riguardo per la classe politica al governo in Italia, in Francia, in Germania.
“La Cina è un paese comunista autoritario, sostenuto, in questo momento, da democrazie occidentali capitaliste di destra. Non è una novità. Anzi, è una banale ovvietà. Eppure la gente non ci vuole credere, preferisce credere alle favole che vengono raccontatre alla televisione”.
I cinesi che dissentono con il comunismo cinese, né più né meno di quanto non lo facessero i sovietici nel 1984 o i ceki nel 1978 o i polacchi o gli ungheresi nel 1969, non hanno grandi possibilità in giro per il mondo. “perché nessuno ci vuole”. Non esiste una guerra fredda con la Cina come c’era con l’Urss tra il 1945 e il 1989. E la classe dirigente conservatrice di destra, la più estremista e retriva e reazionaria (soprattutto Italia, Usa, Francia, Inghilterra e Germania) sta facendo di tutto per sorreggere il governo comunista e impedire che si apra all’interno del colosso cinese il fronte di dissenso sui diritti civili e sindacali. Questo è ciò che sostiene Wu.

“Oggi l’economia mondiale funziona così: le industrie all’interno delle singole nazioni capitaliste europee stanno distruggendo il proprio paese perché chiudono le aziende e le aprono in Cina. Depauperano così la ricchezza della propria nazione per via dei costi eccessivi dovuti al rispetto delle leggi sul lavoro, oneri fiscali, welfare sociali. Producono in Cina, creano ricchezza in Cina. La Cina con quei soldi acquista bpt e bot dei paesi europei che investono in Cina mantenendoli a galla. La globalizzazione non esiste. O, comunque sia, nel caso esistesse, non c’è più. C’è un’alleanza strategico-economica tra l’ala più radicale della sinistra autoritaria anti-libertaria in Cina con la destra retriva più autoritaria e più anti-libertaria in Europa e in Usa: altro che crisi. Non c’è la crisi. C’è il Grande Paradosso. Noi dissidenti non abbiamo l’appoggio di nessuno. Voi europei siete entusiasti all’idea di de-industrializzare le vostre singole nazioni e –nel nome della libertà sociale- sostenete economicamente un regime che ha bandito ogni libertà sociale per principio. E’ una totale follia. Siete tutti dei suicidi”.

Wu parla con altri dissidenti in Cina attraverso una complessa rete criptata costruita con abilità in rete. E’ consapevole che quando la polizia irrompe in Cina e scopre l’inidirizzo di un dissidente, per quella persona, per quelle famiglie, c’è soltanto il carcere duro, s enon la fucilazione. Non esistono processi, non c’è neppure accusa. Come accadeva in Urss nel 1952 o nel 1982.

“Se domani cominciassero a crescere manifestazioni sindacali in Cina, i manifestanti non potrebbero mai godere dell’appoggio dei liberali europei o statunitensi. Perché se in Cina crolla il regime autoritario comunista, crollano immediatamente tutti i governi di destra europei. Noi viviamo dentro questo gigantesco Grande Paradosso e quindi ci battiamo per qualcosa per voi di incomprensibile: vogliamo il fallimento economico della Grecia, della Spagna, dell’Italia, soprattutto della Francia, e il salvataggio dei democratici Usa. Soltanto se l’Europa fallisce, l’impatto negativo sulla Cina può accelerare un processo di lotta interna contro il regime. E noi vogliamo che anche in Cina si diffonda la libertà. La differenza tra prima e adesso è che prima eravamo schiavi, terrorizzati e poveri affamati. Oggi siamo schiavi, terrorizzati ma con soldi sufficienti per acquistare merci inutili. Quale sarebbe la differenza? Siete tutti complici dello schiavismo, della dittatura. Siete tutti liberticidi che votano per candidati anti-comunisti nel nome della libertà. Perché in Cina, al potere, ci sono i veri capitalisti senza scrupoli e in Europa al potere ci sono i comunisti di stampo burocratico sovietico. In Cina si auto-definiscono comunisti, in Europa si auto-definiscono di destra e conservatori. E’ il trionfo della pazzia, del non senso, della contraddizione presentata come linearità. Non c’è da stupirsi che accadano massacri come a Oslo o rivolte senza senso come a Londra. La gente, anche se non capisce nulla, “sente” qualcosa nell’aria. Il Grande Paradosso puzza: il suo odore, la gente comune, anche se ignorante e con pochi strumenti, lo sente, annusa l’inganno. Ma non sa né che cosa fare né che cosa dire. Una cricca planetaria di bastardi -cripto comunisti e neo-capitalisti liberisti camuffati insieme a braccetto-  sta spingendo tutte le popolazioni verso il suicidio e tutte le popolazioni ci vanno incontro cantando. E’ bene che lo sappiate. Noi dissidenti cinesi vi odiamo a tutti voi, in Europa. Per avere qualche euro in più avete scelto deliberatamente di appoggiare un regime autoritario, liberticida, sanguinario, regressivo, reazionario. E lo fate nel nome della libertà. A voi sembra una cosa seria?”.


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