venerdì 23 marzo 2012

Un consuntivo sul governo di Mario Monti. Tutti i media mondiali d'accordo: è un disastro.

di Sergio Di COri Modigliani


Facciamo il punto della situazione.
Quattro mesi buttati via. Letteralmente.
E chissà quanta gente si è arricchita nel frattempo. I nomi non li sapremo mai.
In condizioni di emergenza, sia essa sanitaria, sociale o economica, il Tempo svolge un ruolo cruciale. Si può anche attendere a lungo al pronto soccorso se avete il piede fratturato e qualche ossa rotta. Fa male, ma vi fate forza e aspettate. Se avete avuto un infarto al miocardio, o interviene un cardiologo oppure siete fritti. Prima si interviene meglio è. Lo sanno anche i bambini.
L’Italia, alla fine di ottobre del 2011 era infartata. Non è una sorpresa.
Sapevano (sapevamo) tutti che il sultano di Arcore era il principale responsabile. Non per il fatto che fosse l’unico, per carità: era un mero strumento. In quanto capo del governo e leader di una poderosa maggioranza parlamentare pur di salvaguardare i propri interessi personali e di casta parentale, si era prestato a varare, o meglio, a non varare alcun provvedimento utile per la nazione dando un poderoso contributo all’affondamento della nazione.
Una volta che è stato defenestrato, abbiamo tirato un sospiro di sollievo e abbiamo sottoscritto tutti, chi più chi meno, un credito di fiducia al governo Monti.
Non ne ha azzeccata una. Il che vuol dire che soprattutto come “tecnici” non sanno fare il loro lavoro, sono incapaci oppure inetti oppure poco intelligenti. Comunque sia, non sono in grado di produrre nessun vantaggio per la nazione.
L’idea del governo “tecnico” è stata una furbata mediatica di stampo pubblicitario.
O meglio, avvalendosi di una prosopopea e di una arroganza degna di miglior causa, l’attuale governo in carica  è riuscito a interpretare pedissequamente gli interessi anti-nazionali di una ristretta oligarchia di squali parassiti con un dichiarato obiettivo politico. Squisitamente politico. Essenzialmente politico.
Mascherato da economicismo, tecnicismo, e una sedicente competenza tecnica eccellente, che fa da pendant a quella della mitologia precedente relativa a un Berlusconi grande imprenditore, ha irretito e imbrigliato la sinistra democratica e ha ottenuto –conti alla mano- in quattro mesi di esercizio, quattro risultati economici indiscutibili.
Gli unici. I risultati parlano da soli. Cioè, come piace a loro “parlano le cifre”.
Visto che adorano ragionare in termini contabili piatti, facciamo pure i conti.
1). Il disavanzo pubblico (l’abbassamento del quale era considerato il primo e immediato obiettivo richiesto e preteso dalla BCE) è aumentato secondo una progressione che non si registrava dal 1983. “L’austerità necessaria, le risposte effettive ed efficaci che il mio governo darà in termini di aggiustamento dei parametri economici, provocherà inevitabilmente un immediata contro-tendenza e il mostro della spesa pubblica, già dalle prossime due settimane inizierà la sua inizialmente lenta, ma sempre più progressiva e inequivocabile discesa, avviandosi verso il pareggio di bilancio che il sistema paese l’Italia raggiungerà entro il 2013, andando incontro alle richieste dell’Europa”. Mario Monti, intervista televisiva in data 2 dicembre 201. Un colossale fallimento. La spesa è aumentata.
2). La modernizzazione dell’Italia sul piano del mercato del lavoro che avrebbe dovuto mettere le basi a una immediata ripresa in termini di consumi interni, di occupazione e rilancio degli investimenti imprenditoriali “dando un sereno impulso all’economia che conta e che produce e che darà subito i primi frutti  –mi si consenta la metafora dal gusto meteorologico che qui ben si adatta al rinnovato spirito di ottimismo e di volontà condivisa dalle forze parlamentari che appoggiano il mio governo-  già questa primavera, dato che gli indici e le previsioni economiche registrano una forte reazione positiva dei mercati che annunciano il ritorno degli investimenti esteri in Italia con un apprezzamento per l’impressionante sforzo compiuto che da ogni parte si leva applaudendo i sacrifici coraggiosi che il paese sta compiendo”. Conferenza stampa in data 11 gennaio 2012. Bene. E’ arrivata la primavera. I dati, conti alla mano sono i seguenti: investimenti esteri arretrano del 35% rispetto alle previsioni fatte da Confindustria nel novembre del 2011. Il pil viene dato come previsione annuale in contrazione di 1,5% con un iniziale abbassamento dello 0,5% nel primo trimestre, il dato più negativo degli ultimi venti anni. Il consumo interno è crollato ai livelli del 1982, la richiesta di mutui alle banche si è abbassata del 32% prospettando una potenziale caduta del mercato immobiliare interno nazionale. Mario Monti è detestato in Usa e ormai dileggiato al punto tale da averlo soprannominato “Mario three hands Monti” (l’uomo del gioco delle tre carte). Gli americani sono pragmatici: danno fiducia ma poi fanno i conti e giudicano sulla base dei risultati. L’Italia è vista, oggi, come una nazione che Mario Monti sta affondando inesorabilmente.
3). “Siamo definitivamente fuori dalla crisi come avevamo preannunciato già in diverse occasioni, preannunciando la ancora lenta ma indubitabile ripresa del paese grazie all’applicazione del decreto salva-Italia e posso tranquillamente prevedere e dare un dato in anticipo; lo dico con rinnovato orgoglio: di sicuro non vedrete mai più il differenziale di spread tra i nostri bpt e i bund tedeschi aumentare perché la forbice si restringerà sempre di più ed è questione di settimane, per non dire giorni e financo forse, ore, il veloce allineamento intorno alla quota di 200 se non di meno. Solo questo dato comporta un risparmio per la nazione di circa 20/30 miliardi di euro”. Dichiarazione entusiastica rilasciata il 15 marzo 2012 con lo spread a 275 punti base (soltanto otto giorni fa). Da allora è aumentato del 22% raggiungendo la cifra di 330 con un aggravio di 32 miliardi di euro per la spesa pubblica soltanto per interessi passivi e una previsione pessimistica da parte di tutti gli economisti.
4). “Non appena varata la norma relativa alle liberalizzazioni che cambierà in maniera rivoluzionaria la storia di questo paese, ci occuperemo subito della questione relativa alle nomine della Rai che spetta, come è noto, al governo in carica”. Dichiarazione rilasciata in data 10 gennaio 2012. La norma sulle liberalizzazioni non ha liberato nulla, è passata in parlamento soltanto chiedendo la fiducia (voto contrario Lega Nord e Idv) comprese all’interno delle decisioni per le quali la ragionieria di stato ha già annunciato (come denunciato sia in parlamento che in conferenza stampa da da Antonio Di Pietro) che non esiste la copertura economico-finanziaria e quindi si sa già che il Consiglio di Stato la boccerà cancellandola. Sulla Rai, il governo ha fatto sapere che non se ne occupa.
Questa è la realtà dei fatti.
Perché, dunque, il PD ha scelto di essere complice di un suicidio annunciato?
Che cosa si nasconde dietro?
E’ vero come preannunciato dai giornali economico-finanziari inglesi nei primissimi giorni di gennaio, che tutte le aziende del gruppo Mediaset sono in rosso fisso, che Berlusconi rischia (come imprenditore) di fallire perché ha complessivamente debiti per circa 20 miliardi di euro (la politica in Italia costa e la truppa asservita mediatica si è fatta ben pagare) provocando un ennesimo terremoto finanziario, e il PD e l’Udc gli hanno garantito la tenuta condividendo quindi l’esito virtuoso del salvataggio?.
Per dirla in soldoni: il governo sta lavorando per salvare Berlusconi, visto che lui da solo non era in grado di farlo.
E’ vero che stanno facendo passare la legge che abolisce la concussione, confermeranno la depenalizzazione del falso in bilancio per aiutare i criminali e i mascalzoni, e non vareranno nessuna manovra anti-corruzione?
E’ vero che l’India preme per annunciare se stessa come grande potenza economica asiatica in aperta concorrenza con la Cina, desiderosa di far spostare investimenti italiani da Pechino a Nuova Delhi (bypassando l’Italia) che non vede l’ora di entrare tra i primi dieci paesi al mondo e punta addirittura entro il 2014 a soppiantare l’Italia spingendola addirittura fuori dal G10? Così viene presentata la situazione estera del nostro paese dai media internazionali più accreditati. The Nation (rivista conservatrice di area moderata, in Usa considerato uno strumento di informazione imprescindibile in campo di politica internazionale) definisce la politica estera del governo Monti “per gli interessi dell’Italia, senza alcun dubbio la peggiore che il paese abbia avuto dal 1940”.
E’ vero come sostiene Cofferati, ex grande dirigente sindacale, oggi euro-parlamentare che “è irrilevante e inutile tutto questo parlare dell’art.18 e tutto ciò di cui si sta parlando da 20 giorni a questa parte: è tutto fumo negli occhi. Che senso ha parlare di una legge che riguarda il lavoro se il lavoro non c’è? Parlano di una cosa che in Italia non esiste”.
E’ vero come sostiene il filosofo prof. Massimo Cacciari che “tutte queste discussioni, polemiche, strappi sull’art.18 e liti interminabili tra sindacati, governo e Confindustria, sono inutili e finiranno per non servire a nulla. L’unico aspetto utile per il paese consisteva nel garantire l’incremento della flessibilità in ingresso, diminuire le tasse agli imprenditori che assumono per rilanciare il lavoro e l’occupazione. Invece nulla. Il governo non ha fatto nulla. Non fa nulla. E non c’è neppure nessuno che glie lo chiede. Nulla. Zero assoluto”.
Ma allora, se queste persone (e ho citato dei moderati che conoscono bene la politica italiana e sono stimati) sono tutte concordi nel sostenere che la cosiddetta cura-Monti non funziona, che le sue manovre hanno peggiorato l’Italia, che per colpa di Mario Monti l’Italia peggiorerà, ci sarà più disoccupazione, meno libertà, ma soprattutto rende tutti scontenti, infelici, avviliti e incazzati, perché la sinistra democratica lo sostiene?
Come mai –e soprattutto su quali basi- la sinistra democratica italiana (e riguarda anche Nichi Vendola ovviamente) appoggia Mario Monti e il suo esecutivo che non riesce ad eseguire un bel niente?
Perché lo fanno?
Nel nome di quale principio, di quale interesse, di quale obiettivo?
Oggi, soltanto domande.
La sinistra, infatti, non risponde.
Non rispondono più. Hanno staccato la spina. Ma non dal governo Monti. L’hanno staccata rispetto al resto del paese. Tant’è vero che non rispondono. Seguitano a sostenere che Mario Monti ci salva dal baratro.
“Quale baratro?”.
Come è possibile che dei delegati politici non siano in grado neppure di rispondere a domande elementari?
Come mai la sinistra italiana ha accettato in totale passività complice la cancellazione del reato di concorso esterno in associazione mafiosa (di cui vedete il simbolo in bacheca)Perché?

Appoggiare Mario Monti, oggi, è un suicidio per la nazione.

E chi dice che non c’è alternativa o non conosce la vita oppure è in mala fede.


5 commenti:

  1. La sinistra fa fare il lavoro sporco a Monti per presentarsi immacolati e puliti alle prossime elezioni, celandosi dietro il noto slogan "there is no alternative".. La gente sta valutando... forse inizia a capire che non è più tempo di fare i tifosi e agitare bandiere di questa o quell'altra squadra.. ora è il tempo di smettere di stare a guardare! la sinistra inizi a dire qualcosa di sinistra.. la gente non dimentica.. la sinistra si è cannata la possibilità di opporsi alla modifica del pareggio di bilancio in costituzione (mossa suicida e miope).. ultima possibilità: l'articolo 18.. qua la partita si gioca sul tema più caro alla sinistra, il lavoro. Nessun errore è tollerabile sul lavoro.. pena portarsi un onta e un macigno sulla groppa per sempre..

    RispondiElimina
  2. E’ vero come sostiene il filosofo prof. Massimo Cacciari che “tutte queste discussioni, polemiche, strappi sull’art.18 e liti interminabili tra sindacati, governo e Confindustria, sono inutili e finiranno per non servire a nulla. L’unico aspetto utile per il paese consisteva nel garantire l’incremento della flessibilità in ingresso, diminuire le tasse agli imprenditori che assumono per rilanciare il lavoro e l’occupazione. Invece nulla. Il governo non ha fatto nulla. Non fa nulla. E non c’è neppure nessuno che glie lo chiede. Nulla. Zero assoluto”.
    Quello che non dice Cacciari e nessuno dice e' che flessibilita' significa un nuovo modello di Welfare. Ora si usa il garantismo -enorme occupazione (e in continua espansione) nello lo stato e con stato intendo tutto Enti Regioni Provincie- e provate voi a conoscerne il numero e gia questo dovrebbe dire qualcosa sul come siamo ridotti.
    (Un italiano su sei sembra)
    http://blog.panorama.it/economia/2007/09/20/un-italiano-su-6-e-dipendente-pubblico-ma-e-un-affare-solo-ai-piani-alti/
    A questo sommiamo la situazione che tutti conoscono delle grandi fabbriche.
    Tagliando corto una persona allo stato costa 5000E al mese e detto brutalmente si possono mantenere 20.000.000 di disoccupati con quei soldi.
    Inutile ripetere il perche'. Sono le clientele, la base elettorale dei partiti, dei sindacati ecc.
    Allora si capisce che tutte queste discussioni sul 18 sono "utili".
    Si puo' "abbandonare" la classe operaia ma non il P.I.
    Senza il P.I. i partiti sono morti.
    Arriva Monti o chi che sia, dovrebbe fare il lavoro sporco da buon testa di legno, e si ritrova col consenso di una nazione.
    Basta adesso che questo signore si alzi, vada in televisione dica
    "Si va alle elezioni e mi presento col mio staff"
    I partiti sono "dead men walking"
    Il boia e' pronto. (Lo fara' non lo fara'? )
    Siamo noi che non siamo pronti.
    Cosa vogliamo noi?
    Siamo pronti noi come la Camuso a difendere i nostri interessi?
    Abbiamo capito almeno quali sono i nostri interessi?
    Vuoi un bel posticcino nello stato stai con Camuso and &.
    Vuoi una buona paga quando lavori e un paracadute per i tempi neri?
    Senza un vero movimento sono tutte parole.
    Per ora siamo servi e i servi non vogliono la liberta', il servo sogna solo un buon padrone.

    RispondiElimina
  3. Secondo me, una spiegazione è che gran parte della classe politica e dirigente è ricattabile, tanto a destra quanto a sinistra. Bisogna indagare a fondo l'accordo Stato-Mafia e poi risalire indietro nel tempo per capire che molti hanno interesse a mantenere in vita questo sistema. E c'è chi se ne approfitta se Berlusconi ha miliardi di ero di debiti e se la sinistra non può fare la sinistra perché ha troppi scheletri nell'armadio. Insomma c'è tanta mala fede e tanta informazione è pilotata.

    Quando un pensionato o un lavoratore medio si trova circa mille euro l'anno in meno come entrate e mille in più come uscite (per imu, iva, benzina e varie) significa che al mercato vengono sottratte duemila euro. Come si fa a produrre di più in queste condizioni? E chi compra, visto che un milione di persone non possono consumare come venti milioni? Tant'è vero che aumentano le chiusure di fabbriche e negozi. Altro che nuovi posti di lavoro.

    Il problema è il sistema che va cambiato in toto, dalla politica monetaria al resto, dato che liberalismo e marxismo sinora non hanno aiutato le popolazioni a viver meglio, a parte le minoranze al potere.

    RispondiElimina
  4. FABIO v.
    E' chiaro che bisogna partire dal periodo 1992/93 e dall'accordo tra pezzi infedeli dello Stato e la Mafia, più che un accordo è stato la resa dello stato,per capire dove siamo finiti oggi! Le strutture sociali vitali per lo stato repubblicano(scuola,sanità,politica,imprenditoria) sono state fatte volutamente "ammalare" nel corso dei decenni, così le mafie,n'drangheta in testa hanno potuto infiltrarsi a fondo in qualsiasi ambito sociale,innestando nella società grazie ai media Berlusconiani (Mediaset,Rai e parte di TV locali)i loro non valori. Ci stanno indebolendo da tutti i punti di vista perchè vogliono far diventare l'Italia come la Calabria, in cui la gente non osa ribellarsi. Temo che l'Italia continuerà a vivere anni bui,dovrà nascere una nuova Resistenza fondata questa volta su valori cristiani per poter vincere il male che ci circonda; ovviamente la forma nella quale si svilupperà la nuova Resistenza ancora non lo so, ma certamente ci sarà!

    RispondiElimina
  5. Se la maggioranza del PD si è A)fumata il cervello, B) venduta, C) ha cambiato idea, D) è sotto ricatto (ognuno scelga la sua preferita), perché continuate a considerarlo sinistra? forse perché meno di destra di altre formazioni?
    Se ho un vasetto di marmellata, me la mangio quasi tutta e ci metto tanta cioccolata fino a riempirlo nuovamente lasciando l'etichetta vecchia io lo chiamo vaso di cioccolata.
    Le soluzioni che vedo possibili sono solo due: o butto la cioccolata e riempio di nuovo di marmellata o butto il vasetto e ne faccio uno nuovo con della vera marmellata...
    Non so bene come procedere con la sinistra ma inizierei a smettere di chiamare sinistra chi di fatto non lo è!

    Dario

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.