domenica 18 marzo 2012

Il fascino sottile del sessismo: voi mandereste i vostri bimbetti in una scuola dove c'è una maestra bellissima? O vi preoccupereste, invece, se è brava?




di Sergio Di Cori Modigliani

“E quando mai l’umanità si risveglierà da questo sogno perenne?”
Alexis lo guardò e gli disse: “La Bellezza. Sarà la bellezza che salverà il mondo”.
                                                                                         Fedor Michailovitch Dostoevskij




La notizia è piccola, niente di più di un modesto fatto di cronaca locale in una regione mitomane e sovrastimata, in quel di Emilia-Romagna. Per la precisione, a Valle del Samoggia, provincia di Castello di Serravalle, nelle vicinanze di Bologna, il cuore dell’Emilia.
Una maestra di scuola elementare, Michela Roth è stata trovata “colpevole” dalla comunità locale di essere “troppo bella” e in conseguenza dell’aggressione sociale subìta dalla sua comunità, ha dovuto partecipare a una assemblea pubblica per giustificarsi e chiarire non il proprio comportamento, non il proprio carattere, non la propria competenza, non il proprio merito, bensì la propria essenza naturale.
E’ come avere la pelle nera, o gli occhi verdi o marroni o grigi, o i capelli lisci o ricci, o essere troppo alti o troppo bassi.
Tutto è avvenuto perché moltissimi genitori dell’asilo locale, dopo essersi messi d’accordo, hanno ritirato i figli dalla locale scuola elementare presentando per iscritto un esposto ai danni della maestra accusata di “essere troppo bella”. La notizia non sarebbe stata resa pubblica se non fosse per il fatto che gli eventi non sono passati sotto silenzio perché a protestare sono stati i bimbetti (età media 8 anni) che a casa sono diventati capricciosi, irascibili e insostenibili perchè privati della loro bella maestra e dei loro amichetti, senza una ragione. La maestra in questione, infatti, è bravissima. Una che ci sa fare con i bambini. E’ mamma anche lei, del resto. Regolarmente coniugata e felice del marito. Con due passioni nella vita: fare la maestra elementare perché adora la pedagogia, e fare la modella di una linea di capi di biancheria intima per una ditta statunitense perché è esibizionista. L’estate, quindi, dopo la chiusura delle scuole, insieme alla sua famiglia si trasferiscono negli Usa (da dove è arrivata venti anni fa e poi è rimasta per sempre, dato che si è innamorata di un bolognese che ha sposato) e lì fa le fotografie. 38 anni d’età, l’anno scorso aveva vinto la fascia provinciale e regionale di “Miss mamma italiana”.
«Per me fare la modella è un secondo lavoro. E lo faccio soprattutto d’estate quando l’asilo è chiuso. Vengo ritratta sempre vestita e mai nuda. La notorietà, fra l’altro, non mi ha portato nessun vantaggio. Forse avrei potuto intraprendere questa strada, ma adoro fare la maestra. E’ questo il mio obiettivo nella vita” sostiene la signora Roth “ Come dice George Elliot, i bambini sono tuttora il simbolo dell’eterno matrimonio tra l’amore e il dovere. Ecco perchè ho scelto il cambio di un pannolino, l’abbraccio di un bimbo con il nasino sporco, e non un servizio fotografico oppure una sfilata come primo lavoro. L’unico giudice del nostro lavoro è il bambino».
Non solo.
Nella cittadina di Castello di Serravalle, la Roth, ha aperto di propria iniziativa dei laboratori di inglese per i bambini, ha messo su una specie di teatrino e una volta alla settimana porta i bimbetti al teatro Testoni di Bologna per educarli. La preside della scuola elementare è stata obbligata per legge a svolgere un’inchiesta che ha rivelato un comportamento inappuntabile da parte della maestra, per non parlare del fatto che i bambini portati via dalla scuola sono disperati perché adorano la loro maestra e sono orgogliosi che sia bella. Quindi, è stata organizzata una assemblea dentro la scuola con i genitori perchè, non esistendo reato, non c’era alcun motivo di rendere pubblica la vicenda. Da aggiungere –proprio per essere più realisti del re- che la Roth, a scuola, indossa sempre un camice nero lungo.
Per un po’ lei ha partecipato a queste assemblee, poi, giustamente si è irritata e ha detto: basta.
«Presto aprirò una scuola materna a Monteveglio. E sarà un luogo speciale a misura delle coppie di genitori lavoratori. Il mondo del lavoro è cambiato e c’è chi spesso fa turni serali. Sto studiando una fascia oraria per le mamme che lavorano dalle 18 alle 22. Questo anche per evitare che non vedano mai i loro figli. La scuola sarà sempre aperta anche durante le vacanze. E poi, daremo un servizio per la pausa pranzo studiato per le mamme lavoratrici: potranno prenotarsi per venire a mangiare con i figli alla materna. Sono sicura che verrò apprezzata per il mio lavoro perché propongo un’idea efficace ed efficiente che va a coprire un vuoto sociale».

Si tratta della più ignobile forma di sessismo, quella che esclude l’applicazione di una rilevazione basata sul merito, competenza tecnica e comportamento decente, e inchioda un essere umano sulla base di una sua caratteristica naturale.
E’ una modalità del berlusconismo maschilista.
Si vuol far passare l’idea che le donne, se attraenti, devono andare ad Arcore o alla tivvù o, al massimo, ai concorsi di Miss Italia. Quelle racchie, invece, devono studiare. E se una bellissima donna vuol fare la biologa, l’economista, l’assessore al bilancio, insegnare filosofia morale all’università o fare la zoologa e dar da mangiare agli orsi allo zoo? Che cosa fa? Si uccide? Finisce per umiliare se stessa andando a pregare Emilio Fede che le trovi un buon lavoro mettendola in fila?
Gli emiliani di quel piccolo paesino dovrebbero vergognarsi.
E mi dispiace tanto per quei bimbetti spaesati. Ogni pedagogo e psicologo infantile sa che avere da piccoli una maestra bella e dolce non può che essere un meraviglioso passaporto per la vita.
La cronaca è piena di impeccabili donne arcigne che poi –ogni tanto- si scopre nascondono impulsi sadici scatenandoli sugli innocenti.
Una donna bella e libera di viversi il proprio gusto e la propria ambizione sarà sempre un dolce faro nell’illuminazione della realtà di tutti noi.

Altrimenti, davanti all’ingresso del Louvre non ci sarebbe la Venere di Samotracia ma la fotografia di Elsa Fornero.

Un episodio sul quale riflettere per dedicargli dei pensieri.

10 commenti:

  1. Ma la copra signor Modigliani. Ma non si rende conto?
    Io mando i miei bambini solo e soltanto alle scuole cattoliche.
    Qelle italiane certo. Mica li mandarei a quelle americane.
    Anche li che schifo.
    Pensi che c'e' ancora gente che fa vedere ai bambini Ombre Rosse o li fa leggere Boule de Suif.
    Suvvia siamo nel 2000.

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  2. Ciao a tutti è la prima volta che commento ma vorrei aggiungere un elemento che forse solo apparentemente può sembrare non pertinente a ciò che è stato raccontato.
    Io abito proprio in Valle di Samoggia,un comprensorio della provincia di Bo che comprende 3-4 comuni.Quando sono arrivato la cornice del posto mi apparì molto bella. Piena campagna,verde,alla mattina no rumore degl'autobus o delle auto ma cinguettio di uccellini e starnazzi di fagiani. Vivendola ho iniziato a sbirciare sotto la tela. Qua l'inciviltà è assoluta,nei percorsi tra i giardini pubblici e i campi coltivati è pieno di rifiuti. Non sacchi di rifiuti ma spazzatura comune,il succo del bambino finito e buttato per terra,il pacchetto di sigarette e cosi via ...e i cestini non mancano,e sono anche cambiati regolarmente. Per non parlare degl'escrementi dei cani...piu volte ho visto proprietari dei cani fregarsene del buon senso e lasciar tappeti di escremtni negli spazi pubblici. Proprietari dei cani...e residenti in bellissime villette; potrei dire piccoli borghesi o contadini arricchiti. Gli stessi che poi s'indignano quando per il comune passeggiano quelle due tre famiglie di immigrati musulmani. S'indignano non tanto per l'umiltà e la discrezione di queste famiglie(non per essere mieloso,ma è così),ma piuttosto per il velo che portano le mogli. Non il burka,ma l'hijab. L'impressione generale che si avverte è un sepolcro marcio nell'animo.
    Concludo che qua la domenica mattina se vuoi parcheggiare nei pressi della chiesa non trovi posto,non azzardo nell affermare che la stragrande maggioranza del paese la domenica non manca la messa,anche se non ho mai capito perche ci si deve tirare(vestire) "a sera" in questi contesti,per di piu di prima mattina...boh. Forse quello che ho detto non centra niente,o forse c'è un filo che collega tutto. Se volessi riassumere in due parole dire Inciviltà e Ipocrisia, ....lo specchio del paese.

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    1. Ci avevo visto giusto leggendo il post di Sergio,qualcuno o qualcosa aveva "condizionato" in modo più o meno evidente l'opinione di quei CAPRONI che si sono scagliati contro la maestra

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  3. Facciamo una cosa signor Modigliani, me l'ha suggerito l'ultimo suo lettore.
    Chiediamo a tutti perche' non si butta la carta per terra.
    Essendo un paese di cristiani la risposta dovrebbe essere comune e semplice. E non e' uno scherzo. Non e' la soluzione della crisi.
    E' il grado di civilta' di una nazione.

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  4. Io la foto di Elsa Fornero l'ho appesa davanti al WC
    e... funziona!

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  5. Io vivo in Emilia e conosco abbastanza bene la comunità montana di Castello di Serravalle. E' un borgo di pochi abitanti, molti contadini. Penso sia normale che desiderino, per i loro figli, un modello educativo differente da quello americano, estetico, anche cosmopolita se volete. Forse sarebbe più indicata una maestra del posto, che la domenica va a messa e prepara i tortellini. Fa bene ad andare a Monteveglio che è transition town, più propensa alle novità.
    Enrico

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  6. Il cammino per emanciparci è ancora lungo. Basta pensare alla Lega Nord e a tutti quei movimenti che agiscono sulla pancia e le paure della gente. I bambini, per loro natura, accettano tutti e non giudicano in base all'aspetto, ma su quel che sente il loro cuore. Ecco perché amano la loro maestra, che sa capirli e sa dare loro tutto l'amore di cui hanno bisogno. Mentre i genitori si occupano dell'apparenza e le madri temono che i mariti s'interessino troppo alla bella maestra, secondo i triti e ritriti canoni della commedia all'italiana.

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  7. Personalmente la notizia mi lascia abbastanza indifferente, fa parte dei costumi del luogo, criticabili, esecrabili ma non certo degni di ancor più beceri commenti come quelli letti. Scritti inoltre da chi mastica Curtura come voi.
    "Gli emiliani di quel piccolo paesino dovrebbero vergognarsi."... "l'opinione di quei CAPRONI che si sono scagliati contro la maestra" Non ho parole !!!!

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