giovedì 6 settembre 2012

Tutti in riga: parla Paolo Barnard. Che sa da sempre chi sia Beppe Grillo.


di Sergio Di Cori Modigliani


Così non se ne esce proprio.
Vedo nere nuvole di atroce confusione narcisista addensarsi sui cieli che noi tutti osserviamo, in cerca di speranza, di qualche stella che ci orienti,  assetati di bussole etiche, di punti di riferimento, ma soprattutto – quantomeno per ciò che mi riguarda-  di segnali che indichino il recupero del Senso.
E di conseguenza del buon senso. E’ ciò di cui, oggi, abbiamo davvero bisogno.
Mi riferisco qui al post odierno di Paolo Barnard relativo al no di Beppe Grillo.
Sintetizzo i fatti: Paolo Barnard ha deciso di organizzare un secondo meeting a Rimini sulla teoria della MMT, da lui promossa prima a Totem e infine a Dogma, in quanto tale indiscutibile: prendere o lasciare.  Aveva invitato Beppe Grillo (o qualcuno lo aveva fatto a nome suo)  a partecipare come leader politico a nome del M5S. Nel corso di tale evento, Grillo avrebbe dovuto chiarire ed eventualmente dichiarare  che il suo movimento sposava la causa della MMT, che quella sarebbe stata la linea economica guida del suo movimento e, in un futuro potenzialmente possibile, a elezioni avvenute, si sarebbe battuto per farla applicare. Paolo Barnard e la MMT così sarebbero diventati “l’ala economica” del movimento a cinque stelle. Grillo ha risposto: “grazie dell’invito, a Rimini io non ci vengo”.
Paolo Barnard ha risposto con un post pubblico sul suo blog.
In realtà il post si qualifica da sé e non meriterebbe commenti, ma penso invece che possa essere utile per confrontarci tutti insieme e comprendere le tragiche difficoltà da affrontare nell’andare a costruire una alternativa efficiente, ma soprattutto efficace.
L’argomentazione di Barnard è quella classica della favola di Fedro  “La volpe e l’uva”.
Offeso dal no di Grillo, il Re dell’Economia Buona ci spiega che è contento del no ricevuto. Non solo. Insulta i propri seguaci che avevano “osato” auspicare una presenza di Grillo al meeting ricordando che lui (nel senso di Barnard) è l’unico in Italia ad aver detto e spiegato chi era Grillo, ovverossia uno a cui non glie ne importa nulla di nessuno, tantomeno degli italiani e della condizione dell’Italia e che sta manipolando la gente. Come sostiene pubblicamente il PD e come penso che sostengano anche Mario Monti e Corrado Passera..
L’argomentazione è talmente fiacca che non varrebbe neppure la pena di contestarla. Valga per tutti un’unica annotazione: come mai se Paolo Barnard sapeva (l’unico e il primo in Italia a saperlo, come ci ha tenuto a precisare) quanto cinico e indifferente fosse Grillo, allora lo ha invitato?”.
Così facendo, inevitabilmente, si aprono voragini di dubbio. Si finisce per provocare confusione, malanimo, ennesime spaccature e continui conflitti. A che pro?
Non ne ho idea.
So ciò che a me arriva. Una istintiva insofferenza per la new entry modaiola del momento: il tecnicismo ossessivo – al limite del parossismo- di un gruppo di persone che parlano soltanto di economia (teoria si intende) che considerano l’economia l’unico argomento sul quale dibattere, che considerano la MMT non una potenziale e possibile soluzione alla crisi attuale, bensì L’UNICA panacea a tutti i mali del pianeta. Non solo. L’ossessione per l’economia (che è ciò che vogliono Monti e Draghi) esclude qualsivoglia argomentazione che includa temi della Cultura, del Sapere, della Scienza, dell’Esistenza. Nada de nada. Bisogna studiare a memoria i testi di un gruppo di professori americani (che dell’Italia sanno poco o nulla se non che si tratta di una variopinta e caciarona espressione geografica nel Mar Mediterraneo) dichiararsi devoti a loro in maniera acritica e incorporare un concetto unilaterale di accettazione di complesse argomentazioni tecniche, sotto la dizione “o capisci e ti adegui oppure vuol dire che sei corrotto o stupido”.
A che cosa serve tutto ciò?
Non ne ho idea.
L’unica persona invitata al convegno, che non è di stretta scuola economica, è un intellettuale americano con almeno 40 anni di esperienza politica alle spalle, che è stato un protagonista del dibattito politico democratico in Usa, John Kenneth Galbraith, il quale non è né ben visto né gradito a “occupy wall street”; lo trattano con rispetto ma a dovuta distanza perché ricordano molto bene che cosa è accaduto nel 1995, quando Galbraith era uno dei consulenti più ascoltati di Bill Clinton (allora presidente Usa) e si era appena usciti da una forte crisi economica e Galbraith (gigantesco conoscitore di cose americane) voleva rilanciare la supremazia statunitense; fu così che dal cappello dei suoi dieci consulenti più pregiati, Bill Clinton tirò fuori l’idea e la mossa che ha prodotto il mondo osceno in cui noi oggi viviamo. Varò una legge “The Seagall Act Law” con la quale dichiarava conclusa l’esperienza rooseveltiana del new deal; dichiarava conclusa per sempre l’emergenza economica e toglieva alla finanza oligarchica le manette ai polsi che Roosevelt e Keynes (genialmente) avevano messo loro nel 1933. La legge Clinton abolì la distinzione tra banche d’affari e banche di conto corrente, liberalizzò il mercato dei capitali e dichiarò la “non soggettibilità di controllo a qualsivoglia transazione finanziaria operata dalle banche attive sul territorio nazionale” mentre il suo vice Al Gore pompava dollari nella Silicon Valley che diedero vita all’e-commerce e “inventarono” su richiesta governativa nuovi strumenti finanziari, i cosiddetti derivati speculativi. E’ iniziato tutto da lì. Perché questa legge (votata con l’84% dei voti al Congresso Usa) sancì anche un patto di alleanza di ferro con la Cina. A quel punto, per la finanza oligarchica era fatta. Un anno dopo gli Usa entravano nel biennio di più grande espansione economico-finanziaria mai registrato nella Storia. Bastava aspettare che Clinton finisse il suo mandato, prendere il potere (forse) con dei brogli elettorali, inondare immediatamente il resto d’Europa di carta straccia inutile, senza alcun valore, trovando così i soldi per finanziare la più disastrosa e immonda guerra nella Storia Usa, quella dell’Iraq, costata al contribuente Usa 4.000 miliardi di dollari, la maggior parte dei quali garantiti da titoli tossici che sono finiti dentro le banche europee. Stanno ancora lì.
Perché dovrei andare a Rimini ad ascoltare l’idea del mondo di gente che nel 1995 ha fatto cose del genere?
Perché non c’è un intellettuale italiano, non c’è un libero pensatore italiano, non c’è una mente italiana, non è neppure previsto un discorso di 5 minuti su un qualunque aspetto dell’esistenza che non sia la teoria della MMT? In compenso ci sono dei signori statunitensi che nel 1995 applaudivano la scelta di Clinton e che - l’altro ieri- si sono svegliati e hanno detto: “ops non ha funzionato”.  Si erano dimenticati che pompando soldi da investire in tecnologia e in tecnocrazia avrebbero costruito un mondo robotizzato anti-umanista. Perché, allora, il fine ultimo (era il Totem della fine anni’90) era il nasdaq: la borsa dei titoli di alta tecnologia avanzata per lanciare il mercato su internet, finanziato a debito (con soldi dello Stato) garantiti da titoli tossici speculativi.
A me interessa l’ Italia, in questo momento.
A me interessano i movimenti italiani, in Italia.
A me interessa ciò che noi possiamo fare qui, adesso, domani mattina, per cambiare.
E mi occupo di Cultura e Media e Arte che sono il mio specifico.
Con molta modestia ascolto dove c’è da imparare. Certamente non dai tecnici statunitensi.
La MMT rischia di diventare una moda.
Come al solito, e neanche a dirlo, una moda americana.
E’ il nuovo rock degli esuli in patria, disperatamente a caccia di identità.
Preferisco  Mick Jagger, se questo è il loro stile.
A conclusione, un’ultima annotazione.
Buon per Paolo Barnard che sa e ha sempre saputo chi è Beppe Grillo.
Io non lo so.
So però che venti giorni fa ha mandato a quel paese il PDL e Berlusconi dichiarando che lui e il suo movimento non vogliono avere niente a che fare con i principali responsabili della catastrofe italiana e che sia chiaro a tutti per sempre. L’ha scritto sul suo blog.
Questo è ciò che so.
Il resto è pura dietrologia, con quell’inevitabile tocco di delirio narcisista che accompagna sempre chi si costruisce un baracchino che funziona e pretende che tutti indossino la divisa di ordinanza e adorino il Totem di turno, il Dogma della setta.
Che la divisa sia quella nera o rossa o bianca, o quella della MMT, sempre divisa è.
A me, le divise non piacciono.
Preferisco l’abbigliamento  casual.
Elegante sì, quando è possibile.
Ma pur sempre “casual”.
Com’è il pensiero quando è libero e non è inceppato da dogmi.
E’ sempre casual ed è situazionista. Si adatta alle circostanze.
E le circostanze odierne parlano molto chiaro: non abbiamo bisogno di nuovi diktat.
Questo è poco ma sicuro.
Anzi: oh yes!

67 commenti:

  1. A proposito di Barnard...http://www.ilmoralista.it/?s=barnard

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  2. Piccola precisazione: l'invitato a Rimini è James K Galbraith, figlio di John, morto nel 2006

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    1. Accidenti Modigliani, che gaffe. Sta a vedere che non ha neanche le stesse idee del padre...

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    2. Leggi il mio commento qui subito più sotto.

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  3. Un'altra volta centro, complimenti Modigliani.
    L'abolizione del Glass Steagall Act è esattamente come è stato rappresentato nell'articolo: la prima mossa da ko tecnico ai danni delle democrazie occidentali. La seconda è stata la creazione della BCE.
    L'inizio della fine è stato quello. Tutto quanto è avvenuto dopo, ne è stata semplicemente la logica e inevitabile conseguenza.
    Nel nostro Paese abbiamo potuto misurare bene cosa è stato della nostra economia dopo la cosiddetta "mani pulite". Solo quella povera mammoletta di Di Pietro, non a caso, si ostina a disconoscere il ruolo inquietante (per non dire fondante) svolto dal Dipartimento di Stato USA nella decapitazione giudiziaria della I Repubblica italica.
    Oggi dà comunque un tremendo fastidio vedere l'orrido bambolotto Clinton galvanizzare masse oceaniche di americanioti (non esistono solo gli italioti), incitando al voto per il J.I.Joe abbronzato, che tanto piace perchè, diciamocelo, uno con quel colore non può che avere sempre ragione. L'unico razzismo ammesso nell'epoca del politically correct è quello sociale.
    Come se il bivio fosse tra Obama e Romney.
    Come se la scelta fosse tra morire impiccati o nella camera a gas.
    Mi spiace per Barnard, il suo evidente e montante disagio che manifesta con momenti di intolleranza compulsiva, rischia di offuscare una vita professionale che è, e resta, di primissimo ordine. Barnard è una persona intellettualmente onesta che ha qualcosa da dire, anche se a volte i suoi toni possono urtare.
    Sarò al seminario di Rimini, a ottobre, sulla MMT. Cercherò di capire se, e in quale misura, possa davvero rappresentare una concreta e praticabile alternativa al nostro capitalismo morente.
    Quanto a Grillo: avanti tutta.
    La trasmissione di questa sera su "La7" a lui dedicata non è che l'antipasto dell'immenso pentolone mediatico che gli stanno preparando e che sentiremo ribollire sempre più spesso. PD e PDl ce la metteranno tutta. Anche giocandosi il jolly dell'enfant prodige Renzi, campermunito e con l'anatema di D'Alema a fornirgli una patente di credibilità, per quei poveri compagnucci che orfani delle direttive del partito non possono proprio restare, non se la sentono proprio di levarsi il celebre ombrello dal sedere. Meglio tenerselo in attesa che qualcuno, ma un poco alla volta, glielo apra.

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    1. Invece è proprio l'incontrario:

      Galbraith è stato l'unico economista - ripeto: L'UNICO - ad avere criticato l'Amministrazione Clinton quando c'era Clinton, beccandosi per questo lo scherno e la derisione dei suoi colleghi, per capire meglio leggere qui:

      http://italiadallestero.info/archives/14213

      Circa undici anni fa, ricorda James K. “Jamie” Galbraith, centinaia di suoi colleghi economisti risero di lui. Davanti a tutti. Alla Casa Bianca. Era l’aprile del 2000, e Galbraith era stato invitato dal Presidente Bill Clinton a parlare in una commissione sul surplus di bilancio. La scelta era caduta su Galbraith per mera logica. Professore di politica presso l’Università del Texas ed ex economista capo della Joint Economic Committee, scriveva di frequente articoli e presiedeva al Congresso.
      Ma c’è di più. Suo padre, John Kenneth Galbraith, era stato il più famoso economista della sua generazione: professore ad Harvard, scrittore di best-seller e amico fidato della famiglia Kennedy. Jamie si è fatto carico di proteggere e promuovere l’eredità paterna. Ma se Galbraith spiccava in quella commissione era a causa del suo messaggio non convenzionale. La maggior parte degli economisti considerava il surplus di bilancio come un dato favorevole: un’opportunità per ripagare il debito, tagliare le tasse, rinforzare i diritti acquisiti o per dedicarsi a nuovi programmi di spesa. Lui lo vedeva invece come un pericolo: se il governo ha un surplus, il denaro si accumula nelle casse del governo invece che nelle mani della gente comune e delle aziende, dove dovrebbe essere speso aiutando così l’economia.“Io dicevo che secondo gli economisti la presenza di un surplus significava un aumento della pressione fiscale”, continuava, “e loro con 250 economisti se la ridacchiavano”. Galbraith afferma che la recessione del 2001 – seguita a qualche anno di surplus – ha dimostrato che aveva ragione.

      A distanza di dieci anni, quando il deficit in forte crescita del bilancio federale ha ormai assottigliato le differenze politiche ed economiche a Washington, Galbraith è preoccupato soprattutto dei pericoli di contenerlo. È una figura chiave in una discussione centrale tra gli economisti in merito al fatto se i deficit siano importanti e in che modo. La questione ha diviso gli economisti americani più illustri e ispirato appassionati dibattiti nei circoli accademici. Qualunque di questi due punti di vista venga sposato dai legislatori potrebbe avere effetti su tutto, dall’occupazione, ai prezzi, alle tasse. In contrasto sia con i “falchi del deficit”, secondo cui è necessario tagliare le spese e aumentare le entrate per attenuare il deficit, sia con le “colombe del deficit”, secondo cui le misure di austerità vanno prese solo quando l’economia si è risollevata, Galbraith si può definire un “gufo del deficit”. I gufi certamente non pensano che il bilancio vada riequilibrato subito. In realtà pensano che non ci sia proprio bisogno di riequilibrarlo. I gufi vedono la spesa del governo che porta al deficit come connaturata alla crescita economica, anche in tempi non di crisi.
      Il termine non è di Galbraith, ma è stato inventato da Stephanie Kelton, professoressa presso l’Università del Missouri a Kansas City, che insieme a Galbraith fa parte di un piccolo gruppo di economisti che hanno concluso che ognuno – membri del Congresso, componenti di think-tank, l’intero circuito della professione economica – ha equivocato il modo con il quale il governo interagisce con l’economia. Se la loro teoria – soprannominata “Modern Money Theory” o MMT – è giusta, allora tutto quello che sappiamo sul bilancio, le tasse e la Banca Federale è sbagliato.

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    2. Ottimo contributo, ragione in più per essere a Rimini in ottobre.

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  4. Salve Modigliani.

    Lei qui scrive:

    "Grillo ha risposto: “grazie dell’invito, a Rimini io non ci vengo”."

    Di grazia, mi potrebbe dire dove posso reperire la risposta di Beppe Grllo?

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    1. (Infatti me lo domandavo anch'io: ma dove l'avrà vista la risposta?) O_o

      (Ale Manetta)

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  5. Gentile Modigliani,

    ha visto la puntata di Piazza Pulita di stasera ? Cosa ne pensa ?

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  6. Ahahahahaha!!

    un'altra bufala di Modigliani...

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    1. Perché continuare a guardare il dito che indica la Luna discutendo se è bianco o nero, come se la visione del nostro pianeta dipendesse solo dal colore di chi lo indica?

      Ci fissiamo su particolari insignificanti, denunciamo gli errori di ortografia, ma perdiamo di vista l'essenziale. Facendo così il gioco di chi continua a comandare dividendoci ed illudendoci. Tutto questo can can su Grillo, MMT, è sospetto e, secondo me, fa parte della solita tecnica: disinformare, creare un falso nemico, impedire che i cittadini abbiano gli strumenti culturali per scegliere degli amministratori efficienti ed onesti. Si tratta di una trappola mediatica che ci impedisce di parlare dei problemi veri, di coordinarci, di crescere come paese democratico. Ora che spread sta calando, ma fa tutto parte della sceneggiata preparata a tavolino, diventa più facile farci accettare misure più rigide, cheap, denaro elettronico e tutto ciò che serve a controllare, non certo ad evitare l'evasione fiscale, la corruzione, la deriva democratica.

      Spiace che in questo blog, frequentato da persone bene informate e da teste pensanti ci sia ancora chi spara nel mucchio e solo per fare tanta confusione, senza portare validi argomenti dialettici.

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    2. Ma li hai letti i commenti di Fr@ncesco CH che lo smentiscono al 100%? Anzichè il dito o la luna guarda la realtà.

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    3. ma quale smentire???? Sergio ha scritto la sua opinione.Anzi la sua interpretazione.Cioè qualcosa di più vato.
      Osserva e dice la sua.
      Venir qua a sottolineare le piccole inesattezze spingendo a dimenticare i concetti è tipico della disinformazione.
      Di solito sono i pddini e i piddiellini a farlo.
      Qua mi pare siano i tifosi della MMT.Dico io: Perchè screditare qualcuno ,magari dopo tanti complimenti, non appena si distingue ? Possibile io sia uno dei pochi che ha le sue idee senza tifare? Comunque il mio commento principale è l'ultimo essendo tornato adesso dalle vacanze. Per chi volesse apprendere che chi parla non è nè il perfetto grillino nè il perfetto mmt basta scenda in fondo . Marco Giannini

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  7. Caro Modigliani,
    come ha detto Barnard stesso nel suo post, Grillo non ha detto nulla, semplicemente "non l'ha cagato" per usare un eufemismo. Non sono un fan di Barnard, di cui non condivido i toni messianici e la disperazione perpetua, tuttavia apprezzo la sua passione e la sua onestà intellettuale, che per altro anche lei ha apprezzato in altri post. Non occorre diventare nemici di Barnard o altro, basta solo dispiacersi che sia così difficile trovare gente che lavori per le assonanze piuttosto che concentrarsi sulle differenze. Vale per Barnard e vale per Grillo (cui comunque la politica economica fa difetto)... spero non valga almeno per lei. Credo inoltre dovrebbe approfondire il ruolo di K. Galbrait se è vero il post di Fr@ncesco CH. Grazie

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    1. Io ho postato la traduzione italiana effettuata da vocidallestero, che fa sempre delle ottime traduzioni. L'articolo originale in lingua inglese è stato pubblicato sul WASHINGTON POST del 19 febbraio 2012 è si tratta di un lungo reportage del quotidiano sulla MMT.

      Ecco il link con di seguito il brano originale in lingua inglese:

      http://www.washingtonpost.com/business/modern-monetary-theory-is-an-unconventional-take-on-economic-strategy/2012/02/15/gIQAR8uPMR_story.html

      About 11 years ago, James K. “Jamie” Galbraith recalls, hundreds of his fellow economists laughed at him. To his face. In the White House.

      It was April 2000, and Galbraith had been invited by President Bill Clinton to speak on a panel about the budget surplus. Galbraith was a logical choice. A public policy professor at the University of Texas and former head economist for the Joint Economic Committee, he wrote frequently for the press and testified before Congress.

      What’s more, his father, John Kenneth Galbraith, was the most famous economist of his generation: a Harvard professor, best-selling author and confidante of the Kennedy family. Jamie has embraced a role as protector and promoter of the elder’s legacy.

      But if Galbraith stood out on the panel, it was because of his offbeat message. Most viewed the budget surplus as opportune: a chance to pay down the national debt, cut taxes, shore up entitlements or pursue new spending programs.

      He viewed it as a danger: If the government is running a surplus, money is accruing in government coffers rather than in the hands of ordinary people and companies, where it might be spent and help the economy.

      “I said economists used to understand that the running of a surplus was fiscal (economic) drag,” he said, “and with 250 economists, they giggled.”

      Galbraith says the 2001 recession — which followed a few years of surpluses — proves he was right.

      A decade later, as the soaring federal budget deficit has sharpened political and economic differences in Washington, Galbraith is mostly concerned about the dangers of keeping it too small. He’s a key figure in a core debate among economists about whether deficits are important and in what way. The issue has divided the nation’s best-known economists and inspired pockets of passion in academic circles. Any embrace by policymakers of one view or the other could affect everything from employment to the price of goods to the tax code.

      In contrast to “deficit hawks” who want spending cuts and revenue increases now in order to temper the deficit, and “deficit doves” who want to hold off on austerity measures until the economy has recovered, Galbraith is a deficit owl. Owls certainly don’t think we need to balance the budget soon. Indeed, they don’t concede we need to balance it at all. Owls see government spending that leads to deficits as integral to economic growth, even in good times.

      The term isn’t Galbraith’s. It was coined by Stephanie Kelton, a professor at the University of Missouri at Kansas City, who with Galbraith is part of a small group of economists who have concluded that everyone — members of Congress, think tank denizens, the entire mainstream of the economics profession — has misunderstood how the government interacts with the economy. If their theory — dubbed “Modern Monetary Theory” or MMT — is right, then everything we thought we knew about the budget, taxes and the Federal Reserve is wrong.

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    2. @mausab...sono d'accordo sulla necessità di incontrarsi sulle assonanze e non scontrarsi sulle differenze, ma è necessario anche essere realistici. Il limite di Barnard e Grillo (è un limite pragmatico) consiste nel fatto che attribuiscono alle persone soltanto la funzione di osservatori e spettatori e non esiste nessuna possibilità di interazione; loro non parlano, comiziano. E lo capisco pure. Ma non esiste scambio e quindi non c'è flusso di idee e loro rimangono nel punto di equilibrio che hanno trovato e da lì non si spostano. Per quanto riguarda l'articolo di Francesco CH, mi conferma quanto ho espresso nel mio articolo, al di là del mio svarione di aver spacciato il figlio per il padre: è stato cancellato (e soprattutto eliso ed eluso) tutto l'aspetto politico concernente l'accordo politico-culturale tra Clinton e la finanza oligarchica, i militari, le fondazioni che avrebbero invaso di soldi le università e i centri di ricerca per costruire la nuova realtà dell'e-commerce su internet.(e i due Galbraith, mi sono informato, c'era tutta la famiglia e gli economisti della MMT allora applaudivano) I risultati sono la realtà di oggi.
      Per dirla in sintesi: è divertente parlare tra di noi gratis, avere twitter, facebook, wikipedia, la posta, i giochi, l'azzardo, siti porno, video-games, enciclopedie di alta cultura, tutto ciò che a ciascuno di voi garba, sulla rete c'è tutto. Ce l'hanno costruita, ce l'hanno data, ce l'hanno fornita.
      Probabilmente, da qualche parte dei palazzi alti dei poteri planetari che davvero contano, in questo momento, qualcuno starà dicendo, magari a un giornalista curioso "Ma che cosa si era messa in testa questa gente che oggi protesta? Pensavano che noi avremmo costruito per loro tutta questa messe e tutto questo ben di Dio, gratis? Soltanto per divertirli? Soltanto per renderli felici? Che stiano zitti e ringrazino il cielo senza lamentarsi, visto che la sera, quando tornano a casa, invece di prendersi una bottiglietta intera di prozac vanno in rete e si divertono pure. E' tutto grazie a noi. Che stiano zitti e si godano la vita. Abbiamo dato loro ciò che volevano".
      Il guaio è che a questo megabig, quando dice questo, bisogna anche dargli ragione.

      Pensavate che tutto ciò non avrebbe avuto mai un costo economico, politico, culturale, ma soprattutto... Esistenziale?

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    3. Scusi Modigliani,

      le risulta che un altro cattedratico abbia criticato DA SINISTRA la politica economica dell'amministrazione Clinton quando c'era Clinton alla Casa Bianca oltre a James Galbraith?

      Ora lei potrà dire: "James Galbraith si è potuto permettere di criticare la politica economica del governo USA perché era figlio di John Galbrath", ed è vero (che è il figlio) però intanto lui l'ha fatto.

      Ci sono mille cose criticabili del governo USA, e lei ha citato molti punti importantissimi, ma se tu fai il SURPLUS DI BILANCIO come Clinton ha fatto − e Monti fa adesso qui in Italia − allora LA RECESSIONE E' ASSICURATA!

      Questo è ciò che James Galbraith ha pubblicamente affermato alla Casa Bianca davanti ai suoi colleghi cattedratici venendo per questo deriso e vilipeso. Salvo che, con il senno di poi, molti si sono dovuti ricredere riconoscendo che James Galbraith aveva ragione.

      Ora io non dico che si debba essere d'accordo con tutto quello che gli economisti della MMT affermano, ma almeno evitiamo di sputare nel chiasma ottico a quelli − come James Galbraith − che ci avevano preso. Visto che ci avevano preso, forse sarà il caso di ascoltare con attenzione cosa hanno da dire.

      ps
      E gli economisti MMT non applaudivano, come non applaudono ora, alla politica economica USA. Affermare una cosa simile significa portare avanti un vero e proprio falso storico.

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  8. Questo periodo mi ricorda tanto il periodo delle Enclosures, la recinzione dei terreni comuni in Inghilterra. Il grande capitale quasi fosse una nuova aristocrazia si riappropria di tutto.
    Si parla tanto di operai e pubblico impiego. Del piccolo artigiano e del bottegaio ci si scorda. In America non esistono piu'. Anche aprire un restaurant e' un problema. Arriva la grande catena o ti compra o coppia il menù. Senza parlare poi dei salari in picchiata.
    Sono tutte cose per loro passate. Per noi al di la'di venire nel suo impatto sociale.
    Si annuncia una massa enorme di gente senza lavoro e proprieta'.
    Faranno come
    Elisabetta, 1572: i mendicanti senza licenza e di più di 14 anni di età debbono essere frustati duramente e bollati a fuoco al lobo dell’orecchio sinistro, se nessuno li vuol prendere a servizio per due anni; in caso di recidiva e quando siano al di sopra dei diciotto anni debbono esser.., giustiziati, se nessuno li vuol prendere a servizio per due anni; ma alla terza recidiva debbono essere giustiziati come traditori dello Stato, senza grazia.
    Lo MMT o qualsiasi altra XXX teoria salvando il mondo continuera'
    in questo continuo spostamento di settori sociali verso la poverta' o il grande afflusso di credito determinera' un cambiamento di tendenza?
    E perche' poi? Domande, semplici domande.
    Che offre in concreto qualsiasi teoria economica sul terreno sociale?
    Grillo che offre con la sua gestione onesta della stessa baracca?
    Ripeto -domande-
    Non so se qualcuno avra' tempo o sara' cosi gentile di rispondere.
    Per il momento mi sembrano piu' che altro la copertura fumogena
    del vuoto che si sono lasciati dietro i partiti. O peggio.
    O qualcuno e' ancora convinto di poter tornare all"eta' dell'oro?

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    1. Comprendo e capisco, mi sembra che la tua lettera ben interpreti e sintetizzi l'autenticità del disagio pragmatico collettivo. Un'unica notazione: "il vuoto" i partiti, in Italia, non se lo sono lasciati dietro, affatto. Lo stanno costruendo scientemente oggi e per il futuro. Loro sono i custodi del Vuoto. E' compito e dovere di tutti noi andare a riempire quel Vuoto il più rapidamente possibile. E nel far ciò, vedrai, trovi tutte le risposte che stavi cercando. Stanno tutte lì.

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    2. Chiariamoci.
      I partiti non sono il vuoto. Sono la disgrazia. Ma ancora capaci di garantire lavori e finanziamenti alle loro clientele. Hanno una base
      sempre meno ideologica ma sempre interessata.
      Il vuoto e' quello che hanno lasciato dietro. Loro che che ne creda lei lo sanno benissimo, gli effetti dirompenti dei movimenti sociali li conoscono bene. Quello che offriva il PCI anni fa, il controllo dei movimenti di lotta non entra piu' nella loro politica. Possono ancora delegarlo per certi settori operai al sindacato ma gli altri settori sociali sono scoperti come il sedere di un bambino.
      Bambino perche' non sa neanche dove sta andando.
      In questo vuoto si muovono destre e sinistre. Quando io dico "O peggio." Intendo che se queste forze sono coscienti sono criminali se incoscienti sono cretine. Persino Casa Pound fa sorridere se lei
      ricorda i programmi del PCI degli anni 50-60 e ha letto il loro programma. Sono solo il mugugno di una stagione che non si e' ancora aperta. Quando si aprira' la stagione che cosa si vuole offrire? Il mago con la bacchetta magica MMT che non puo' usare o il signorino tanto onesto da gestire diligentemente il negozio del
      concorrente? O il vecchio programma del partito unico cosi risparmiamo, uno solo che mangia, e ci rivediamo Ugo Tognazzi nella Marcia su Roma che cancella mano a mano che va vanti tutti i punti del programma?
      Che si offre a questo bambino che sta crescendo?
      Un nuovo modello di assistenza sociale? O le mille lire al mese che offriranno i vari concorrenti senza cambiare di una sola virgola lo
      stato che le deve erogare? L'abolizione delle regioni o ne facciamo una nuova? Il vigile di quartiere o l'unificazione della polizia?
      Il matrimonio dei gay o la liberta' di convivere.
      Non sono le risposte. Io non sento neanche le domande.

      Elimina
  9. Anche fosse "James K Galbraith, figlio di John" non modifica il fatto che a Rimini gli invitati parlino e si preoccupino UNICAMENTE di economia. Inoltre che Grillo abbia detto di no oppure ignorato l'invito è poco rilevante rispetto alle osservazioni di narcisismo e di gentile richiesta di maggiore apertura mentale e di vedute che colgo nel post (magari anche un poco di umiltà e rispetto per il prossimo non sarebbe male).
    La MMT viene veramente presentata come religione, provate a documentarvi personalmente e a fare qualche domanda "scomoda", vi diranno che o non avete letto o non avete capito un cavolo e quindi siete ignoranti, tutto è spiegato e risolverà tutti i nostri problemi.
    Sergio è un grandissimo blogger e secondo me i suoi post vanno letti con lo scopo primario di avere materiale su cui poi andare a documentarsi, pensare e farsi un'opinione. E' inutile attaccarsi ai dettagli. Giuste le precisazioni, ma spesso le trovo poco rilevanti nei confronti del messaggio.

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  10. Nello scontro tra Barnard e Grillo, mi sembra evidente che gli insulti di Barnard siano ampiamente motivati, come anche il rifiuto di Grillo.
    Non è possibile infatti che un partito con il 15% dei voti e con ambizioni di rovesciare l’assetto politico italiano, non abbia una credibile proposta di politica economica. Non sto dicendo l’MMT, sulla quale nutro molti dubbi possa essere adottata in Italia e in Europa in generale, ma non si capisce davvero cosa proponga Grillo per uscire dalla crisi, a meno che non venga presa per buona la demagogia sulle fonti di energia alternativa o sui pannolini riciclabili.
    Su Barnard, invece, voglio fare una riflessione opposta. Lui ha in mano una proposta economica che considera vincente ed è consapevole che senza un veicolo politico, non ha in mano nulla.
    Le proposte di qualunque natura vanno veicolate dalla politica, altrimenti sono destinate a cadere nel nulla. Barnard lo sa è tenta disperatamente di trovare una sponda politica che lo accolga, ma lo fa in modo scoordinato e contraddittorio, raccogliendo quindi solo atteggiamenti repulsivi.
    Non si può pubblicare una lettera-appello a Berlusconi, cercare l’appoggio di Temonti e, ultimamente, del padano Maroni e poi chiedere a Grillo di sposare le proprie teorie. Ci manca solo Bersani e il quadro è completo.
    Le teorie economiche hanno il limite di essere solo teorie, possono funzionare solo se applicate ad un contesto culturale ed etico appropriato.
    Non lo capì il grande K.Marx, non lo capì Lenin, dei giganti nei confronti nostri e di Paolo Barnard, i quali erano convinti che la mutazione delle condizioni avrebbe prodotto la mentalità, la cultura e l’etica appropriata. Sbagliavano.
    Nonostante possa fare tesoro della Storia, ancora non lo capisce il nostro Barnard. Cerca appoggio politico dovunque e fa di ogni erba un fascio.
    La politica italiana è marcia dalle fondamenta. Grillo vorrebbe porsi come alternativa, ma non ha al momento lo spessore necessario per essere un’alternativa credibile e questo lo penalizzerà sul lungo periodo.
    Prevedo per l’Italia una nuova fiammata di destra, stile Le Pen per intenderci, che al momento è allo stato embrionale con movimenti tipo “Casa Pound”. Ma Barnard nel caso andrà a chiedere appoggi anche a loro?
    E il potere gongola. I complottisti stanno litigando su come gestire il potere, prima ancora di averlo conquistato.

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    1. Sono in gran parte d'accordo con questa lettera, praticamente ineccepibile. Beppe Grillo è un ariete di sfondamento ed è utile a tutti perchè smaschera la nudità del re e chiarisce che "con questi qui non si parla" perchè sono marci fradici e corrotti nella loro spina dorsale. Ha ragione. Il suo limite sta nel non essere capace (o forse neppure lo vuole) di costruirsi intorno uno zoccolo duro di combattenti con la bava alla bocca e grande competenza specifica Ma è utile (intendo dire a tutti noi). Ieri sera su La7 una perversa trasmissione che intendeva farlo a fette e c'erano quasi riusciti finchè non è arrivato Roberto D'Agostino che ha preso tutti "letteralmente" a ciaffate sulle guance difendendo Grillo, non perchè lui sia un grillino -cosa che non è- ma perchè è consapevole (come il sottoscritto) che Beppe Grillo è l'unico che li mette nei guai veri: li denuda. Può liberarci, intanto, da questo immondo fardello.
      E' purtroppo vero altresì che la Destra adesso gongola, stanno lì con il pallottoliere a far la conta; finiranno per raccogliere profughi, esuli, dispersi e disperati e finiranno per fare il pieno. Ma non sarà merito loro.
      Sarà demerito nostro.
      Sta a noi organizzarci.
      Ma lo si fa aprendosi, unendosi, convogliando forze ed energie, non disperdendosi e costruendo sette o ghetti.
      Ma soprattutto con realismo e rispetto delle reciproche specificità.
      Beppe Grillo è un leader.
      Paolo Barnard non lo è, tutto qui.
      Noi abbiamo bisogno di unificare leader diversi per costruire un fronte compatto e unico, non abbiamo bisogno di baruffe da conventicola per salvaguardare un proprio personale baracchino cercando a destra e manca una copertura. Non vorrei aggiungere eccessivo alcool al fuoco, ma nel rispondere alla tua ultima domanda (nient'affatto retorica)posso soltanto aggiungere che Casa Pound, la Meloni e Storace sono seguaci della MMT. Si tratta, infatti, di una teoria "tecnica" che può anche avere (dietro) un governo fascista. Ed è proprio questo che mi induce ad atroci sospetti dietrologici (e non solo). Preferisco -se devo- il keynesismo soft alla De Gasperi intinto in salsa realistica locale. L'Italia è alla deriva, ma per davvero. Non sarà un trucco contabile della BCE a salvarla. Serve un cambio di passo di pensiero ma soprattutto di comportamentalità esistenziale. E da lì che si parte. Prima che sia davvero troppo tardi.

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    2. Democrito, non saranno i pannolini riciclabili a risolvere la crisi economica, ma certamente nemmeno le battutine banali ;)
      Faccio notare che nel settore delle rinnovabili esistono progetti molto promettenti (come il Kitegen) che potrebbero contribuire a quote non marginali del mix energetico nazionale, e stiamo parlando di brevetti italiani. Nel settore del riciclaggio dei rifiuti poi si potrebbero fare grandi cose, dando lavoro a un sacco di gente e con grandi benefici ambientali ed economici. Non so, io l'economia del futuro non me la immagino tutta carbone e consumismo, come il secolo scorso, se non altro per oggettivi limiti del pianeta. Tu?

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    3. Oh intendiamoci, anch'io sono del parere che nel M5S ci sia un drammatico vuoto di proposte in tema economico, soprattutto per quel che riguarda l'euro. Su questo, l'atteggiamento di Grillo rasenta il ridicolo.
      Volevo solo contestare la tua affermazione secondo la quale consideri demagogigi argomenti come rinnovabili o rifiuti.
      Se fossi dittatore assoluto, è invece proprio su settori come questi che investirei vigorosamente (anche in termini di spesa pubblica). Certo che anche Grillo ci investirebbe, ma non dice dove troverebbe i soldi, il che lo rende... ecco... diciamo poco credibile? Ecco sì, poco credibile, dai, siamo gentili.

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  11. Che fa un grande giornalista, e Lei Modigliani lo è, quando prende una CANTONATA ?
    Si scusa ?
    Rettifica l'articolo e per capire meglio partecipa al Summit di Rimini ?
    Oppure nicchia, fa finta di niente ?

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    1. Se sta parlando di Galbraith senior spacciato per Galbraith junior, ha ragione. Sono stato informato male, e chiedo scusa, la responsabilità è tutta mia. Ero stato contattato da alcune persone della MMT e io avevo manifestato le mie perplessità su raduni di economisti a go go con grave latitanza di filosofi, scrittori, pensatori. Mi è stato detto che partecipava anche Galbraith che era il punto di forza, in quanto celebre intellettuale americano. Sarà! ho detto. A questo punto, è chiaro, la responsabilità è mia, bastava andare a vedere su wikipedia e si scopriva che il vecchio era morto. Mi dispiace per la scivolata. E quindi chiedo scusa a tutti per l'imprecisione.
      Ciò non toglie nulla alla mia argomentazione, che qui ripropongo:

      come mai al convegno non vengono voci interessate e soprattutto interessanti? Tipo (tra gli economisti)il prof. Bagnai, la giovanissima e intelligente Lidia Undiemi, la professoressa Loretta Napoleoni che sta sul campo (è attualmente consulente della pianificazione economica del comune di Parma, il prof. Diego Viale autore di un eccellente strumento di rivolta contro il liberismo? Perchè nessuno di loro? Perchè sono italiani e non fa figo?
      Non saranno certo gli economisti a salvarci.
      Comunque sia, non saranno soltanto e soprattutto loro.
      Perchè se qualcuno lo pens, allora vuol dire che quel qualcuno pena che sono stati gli econonmisti ad affondarci.
      E' stata invece la Politica.
      E la Filosofia dell'Esistenza che c'era dietro.
      Senza filosofi, senza Cultura, senza esperti di comunicazione, senza epistemologi, senza biologi, senza fisici teorici, senza artisti, senza agronomi, ecc.ecc non si andrà mai da nessuna parte.
      La guerra non è tra "scuole tecniche" della serie Bocconi vs MMT, la guerra è tra Tecnocrati e Umanisti, tutta un'altra storia. Sostituire la religione degli iper-liberisti con una nuova religione non cambia nulla. Io sono laico.
      Leggetevi la scuola austriaca di Mises e Bohm Baverk degli inizi del '900, di grandissimo impatto sociale nelle coscienze degli economisti. E a questo punto, che si fa? Si apre il "club sostenitori della grande scuola austriaca" e si sequestra Mario Draghi chiedendo il riscatto?
      A me interessa la liberazione dai dogmi.
      Alla fine dei conti, in sintesi, che a spingermi dentro al forno del pensiero ottuso sia Hitler nel nome della razza pura oppure sia Stalin nel nome del proletariato, per me, francamente è irrilevante.
      Mi sono strarotto i coglioni della caccia alle streghe, comunque e dovunque.
      Quando uno mi dice "io ho la verità in tasca ed è questa: o la accetti e segui i miei ordini oppure sei un deficiente oppure corrotto" allora io preferisco andarmene a casa a fare un video game.
      Se non altro, quando faccio il video game ho una possibilità di salire di livello.
      Con gli inquisitori, il livello non sale mai.
      La Storia lo insegna.

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    2. Io credo che alcune risposte a queste diatribe siano nella vecchia versione del 'più grande crimine' di Barnard.
      Barnard non è solo un semplice giornalista, è giornalista d'inchiesta, praticamente colui che tutti temono e devono temere, il cane arrabbiato a guardia del Potere, qualunque esso sia, economico, finanziario, farmaceutico, militare.
      Nel suo saggio ha scoperchiato il calderone infernale dell'istituzione 'Europa', l'infiltrazione di teorie distorte economiche in tutti i testi universitari, il mantra del debito pubblico 'cattivo', la colpevolizzazione alle famiglie (!) del debito (!) - quante volte abbiamo sentito in tv che su ogni neonato grava l' x cifra di debito pubblico? -
      Non solo, ma tutto questo è stato consolidato con l'invenzione della moneta unica europea. Ogni Stato europeo ha perso la propria Sovranità Monetaria.
      Barnard ha studiato e documentato il passato e osserva il presente. Quello che si fa oggi sarà il futuro delle nostre generazioni.

      Grillo è carente, dice cose giuste, ma probabilmente non ha, o fanno in modo che non abbia, una visione appunto Umanistica. D'altra parte ha esordito come comico, criticando la politica, come un qualsiasi Crozza fa attualmente, e si è trovato a dover sostenere questo ruolo. Lo considero un po' come Pinocchio, che mentre va a vendere l'abbecedario con ottimi propositi, incontra il 'Gatto e la Volpe' (i suoi manager casaleggiassociati). Pianterà l'alberello degli zecchini, ma lo fregreranno (i suoi impresari).
      GAIA non può vivere e la 'Vision' è Prometeus. Peccato per i tanti grillini onesti e volenterosi. Ha ragione Barnard: devono studiare di più, e non solo scienze economiche.

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    3. La metafora di Sirio Bianca la trovo divertente, la favoletta su Pinocchio e il Gatto e la Volpe mi sembra piuttosto azzeccata. E' necessario mettere in piedi Nuclei di Formazione Culturale immediati, velocissimi, efficaci, pragmatici, elaborando nuove forme di strategie avanzate di comunicazione. Già quella di Grillo non è male: ottenere la massima visibilità assoluta in tivvù attraverso la mancanza, cioè con l'Assenza. Li ha inondati con il suo non-essere. Fantastico. Basterebbe, ad es. (come hanno fatto con enorme successo in alcune zone geografiche del pianeta) mettersi d'accordo che su certe reti televisive, per certi specifici programmi, "per principio" non si acquistano i prodotti reclamizzati in quello spazio. In alcune parti ha prodotto risultati egregi. E' pervasivo, anonimo, economico. E' soprattutto efficace.

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    4. quelle dei Nuclei di Formazione Culturale è una grandissima idea,che la cultura si chiami arte,MMt,Keynesismo,matematica,scienze,filosofia,ecc poco conta,in questo siamo perfettamente d'accordo,caro Modigliani

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  12. Gentilissimo Sig. Modigliani,
    Seguo Lei e Barnard da qualche tempo e devo dire che tra i vostri scritti ho trovato molti spunti di riflessione. Credo che oggi siamo arrivati ad un bivio e come Lei da tempo scrive, siamo in guerra, una guerra invisibile, filosofica e culturarle. La posizione di Barnard reputo sia questa, ovvero la domanda che pone a tutti è: voi con chi state? Con Keynes (MMT) o Hayek, Friedman? Lei con chi sta? E' ora di prendere posizione e agire. Con stima Nicola Bonazza

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    1. Guardi, carino lei (mi scusi il tono ma Barnard e i barnardiani fanno davvero saltare la mosca al naso anche ai santi)io sono stato buttato fuori dal comitato redazionale de Il Manifesto nel 1977, allora giovanissimo, perchè sostenevo Keynes e l'applicazione di un "new deal laico" all'economia italiana. Ancora nel 1985 Keynes era considerato un fascista obsoleto in quanto "razionalizzatore dell'imperialismo avendo come fine l'espansionismo e il consumo delle masse" e anche nei primi anni'90 Keynes lo si poteva studiare soltanto di nascosto, quando Barnard scalpitava con le persone giuste dei partitin giusti nei corridoi giusti in Rai e io, per mia fortuna, li avevo già mandati a cagare tutti, ma proprio tutti, e me ne ero andato in California a vivere. Una vita intellettuale vera e divertente. Soprattutto libera. La Rizzoli, come gruppo editoriale, agli inizi del 2000 si è perfettamente allineata praticando la censura preventiva nei confronti di intellettuali e pensatori troppo scomodi per il sistema italiano. Però accoglieva con applausi -e soldi- il libro di Barnard. Se non avesse litigato per via della sua caratteriologia con la Gabanelli, la MMT non sarebbe mai diventata di moda in Italia e lui starebbe ancora lì a prendere ordini dalla figlia di Enrico Berlinguer.
      Is it enough, as an answer?

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    2. Non mi pare che la ragione della lite con Milena Gabanelli sia il "carattere" di Barnard.
      Caro Modigliani, cerca di essere meno tranchant e più obiettivo, anche con chi ti sta sulle palle.
      Magari prenditela con la mosca...

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    3. Il motivo del litigio con la Gabanelli è diverso, è la famosa solita storia della 'protezione legale' in caso di inchieste 'scomode'. D'altra parte lo scorso anno ricordo che anche la Gabanelli ne fu vittima.
      Chi di spada ferisce di spada perisce, dicono.

      Altra cosa: non mi stupisco che 'il manifesto' cacci chiunque sia ritenuto 'nemico' del sistema (loro). D'altra parte con 'mani pulite' si sono salvati, guarda caso, i membri del PCI, eppure anch'essi implicati fino al collo nei finanziamenti illeciti ai partiti. Sarebbe meglio domandarsi perchè. Io personalmente una ideuzza ce l'ho, forse le famose cooperative rosse emiliane e romagnole facevano più business di quanto si pensasse.

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    4. Fuoco, focherello, ma non si può dire. Il consociativismo non è nato oggi, già Mattei usava i partiti come taxi e le cooperative bianche e quelle rosse facevano affari insieme, ieri come oggi, con l'aggiunta della Compagnia delle Opere di CL e altre organizzazioni...

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    5. Gentissimo Sig. Modigliani,la mia era una provocazione ma non conoscendo la Sua storia mi perdoni se l'ho giudicata nel merito. La scuso per il tono, ma sappia che sono sempre favorevole ad un onesto confronto. Come ben sa la vita riserva molte sorprese, le quali a volte lasciano l'amaro in bocca, sopratutto verso le aspettative di ognuno di noi. Chi ha avuto a che fare col vero potere (il sottoscritto indirettamente) o si allinea o viene sbattuto fuori. Per questo reputo Barnard un "intellettuale" onesto, come Lei del resto, perché avete conosciuto la vera realtà delle cose, ci avete sbattuto contro. Credo che "ravvedersi" sia una buona cosa, non trova? Cordiali saluti Nicola Bonazza

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    6. "Credo che "ravvedersi" sia una buona cosa, non trova?"

      Sì e anche rinsavire è una cosa buona.

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    7. Col ravvedersi era inteso il sig. Barnard, dopo l'aver conosciuto il vero potere. La pregherei di mettere almeno nome e cognome per onestà. saluti

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  13. Condivido, condivido e ricondivido.
    È ora che ci svegliamo!

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    1. Beh...io mi son ben svegliato, ma se il sogno era un incubo qui siamo nel limbo!
      Bisognerebbe premere il bottone rosso e resettare il sistema.. c'è davvero da auspicare che a fine anno una tempesta solare faccia piazza pulita dei grandi sistemi globalizzati per permettere un ritorno all'economia locale sostenibile.
      Non mi so esprimere con la raffinatezza di molti di voi, progmaticamente, che piaccia o meno, quando una miniera viene sfruttata all'esaurimento è più efficace scavarne una nuova che non scavare mille disperati cunicoli nella vecchia..con il rischio che crolli.
      Il problema è a monte ed irrisolvibile, so di essere semplicistico,è un mio limite:
      se sulla terra valgono le leggi della fisica allora il denaro che si moltiplica per mezzo degli interessi e la rendita come tale sono una violazione delle leggi naturali di questo pianeta (quindi la miniera crollerà!)

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  14. Lungi da me il voler trarre conclusioni valide per tutti da questo proliferare di opinioni variegate e composite, oltrechè interessanti e stimolanti senz'altro, a Sergio il merito di riuscire a produrre tutte queste riflessioni e approfondimenti (e non è poco, e proprio per questo le sviste sono perdonabili, nessuno è perfetto), ma vorrei far notare che da sempre la politica è l'arte del male minore o del bene maggiore... Grillo e il suo movimento hanno evidenti scompensi, in rete si trovano numerose testimonianze di come i commenti del suo blog siano pilotati, certi argomenti spariti (su tutti si può leggere questo testo di Michele Di SAlvo http://neuroneproteso.files.wordpress.com/2012/05/chi-cc3a8-dietro-grillo-2.pdf). Anche Barnard ha i suoi demeriti e difetti, e probabilmente pure i suoi scheletri (li ha accennati Sergio che certamente lo conosce meglio di noi, e sicuramente la motivazione ufficiale del divorzio con la Gabanelli fu la "censura legale", ma credo che il caratterino ego-centro-medianico di Barnard non sia stato facile da digerire a tutta la redazione di Report, non solo alla Gabanelli), ma il punto è trovare una via, una strada, un alternativa a questo disastro in cui i partiti istituzionali ci hanno portato e ci stanno portando). Per una volta ho apprezzato il punto di vista di D'Agostino, stiamo a guardare la pagliuzza negli occhi del M5S e ci perdiamo la trave che stiamo sopportando da questi delinquenti... Sia Barnard che Grillo sono una valida alternativa, molto imperfetta (ma chi è perfetto scagli al prima pietra, io per primo, e Sergio -mi perdoni- per secondo), l'una politica e l'altra economica, valida allo status (del cazzus) quo. Vanno incoraggiati e diffusi, e se si incontrassero e mettessero in comune il loro patrimoni farebbero bene all'Italia. E se non lo fanno il problema è loro. A noi capire come gira il fumo e, al momento in cui sarà possibile, votare il meno peggio per il bene di questo paese male in arnese ma mai domo (almeno nelle sue avanguardie)...

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    1. Piuttosto che niente è meglio piuttosto.

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  15. John Kennet Galbraith é morto qualche anno fa, a Rimini verrà il figlio James.
    Sergio sarebbe un onore averti a Rimini! Con gente come Alain Parguez non si parlerà solo di teoria economica. Ti aspettiamo a Rimini e sicuramente troveremo il tempo per un tuo intervento.

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  16. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  17. c'e' un grosso ERRORE di fondo nei vostri commenti qualunque essi siano e cioe' il fatto che vi aspettate che il cambiamento nella vostra vita personale (E QUINDI NELLA CONSEGUENTE FELICITA') derivi da un qualcosa che cambia LA' FUORI.

    E' INVECE L'OPPOSTO. la' fuori e' ESATTAMENTE come voi lo volete, anche se NON ne siete consapevoli per cui una uno o l'altro NON FA DIFFERENZA, entrambi VI fanno rimanere nella situazione di dipendenza, cioe' schiavi.

    e' una scelta. la schiavitu' deriva dall'accettare come personale sentimento quotidiano la PAURA, la liberta' invece il CORAGGIO.

    state rimescolando nell'illusione (realta') alla ricerca di un qualcosa (la felicita', l'amore) che sono invece fuori da questa illusione e del cui controllo e fonte non sappiamo proprio niente.

    felicita', amore non si sperimentano coi 5 sensi, quindi attraverso cio' che voi illusoriamente chiamate realta'.

    SIETE COMPLETAMENTE FUORI STRADA. con affetto.

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    1. in sostanza, nessuno LA' FUORI puo' farvi felice perche' nessuno la' fuori ha il controllo sulla vostra felicita'.

      la felicita' non deriva dalle situazioni in se' le quali possono essere belle per me e brutte per un altro.

      quindi il cercare di regolare le situazioni in modo che arrivi la felicita' e' un atto PURAMENTE ILLUSORIO, derivato da una grossa ignoranza dell'essere e di cio' che soggettivamente sperimenta.

      e' un'illusione portata avanti pensando che cio' che ci ha fatto felice una volta ci faccia felici anche in futuro.
      senza conoscere a fondo il meccanismo della creazione della felicita' e' assai da ignoranti pensare in questo modo, e' appunto ILLUSIONE o, come qualcuno la chiama, maya.

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    2. voi avete esposto vari punti di vista, la situazione REALE dal mio punto di vista e' la seguente:

      commentare questo articolo, ADESSO, mi fa entrare amore, o anche con un altro nome felicita'.

      piu' in la' di adesso non riesco a conoscere la verita'.

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    3. Siamo tornati indietro ai dualismi ottocenteschi fra spirito e materia? Ma Fammi il piacere.....

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    4. @indopama Sei fuori strada. "Dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio..." In questo blog si parla del mondo, non dello Spirito. In ogni caso migliorare il mondo è qualcosa che anche gli esseri spirituali hanno il dovere di fare(lo dimostrano santi e maestri venuti di tempi in tempo). Per cui non si può osservare dall'alto dello spirito chi si batte per migliorare le cose nel mondo, con altezzosità o scherno. Il distacco non è questo. Occorre sporcarsi le mani, e poi magari meditare anche.

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  18. from National Geographic
    August 1986
    Argentina's new beginning by Bryan Hodgson

    ..."This is a police mortuary, abandoned since 1983.. A policeman who had worked there remembered incidents like this:
    "...the three bodies of the subversives, still alive, were thrown to the ground; the doctor administered two injections to each,
    directly to the heart, with a red, poisonuos liquid. Only two died, but
    the doctor said all three were dead. They were loaded in a truck of the Brigade and taken to Avellaneda....Afterward we went to clean up
    and change clothes, because we were covered with blood...Shortly we
    went to the Police Headquarters where.... a priest...told me that the things we had done was necessary, that it was a patriotic act and that God knew was good for the Nation."

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  19. La MMT è un ottimo solco a parer mio ma non va presa tutta in blocco. Inoltre come dice Di Cori Modigliani non si può prendere l'Italia come un monolite perchè troppo varia.
    Mi distinguo dal post in quanto non adoro particolarmente Grillo (seppur speri utopicamente che ottenga il 50% + 1).
    Grillo ha tante idee ottime ma manca di una politica economica chiara e sarebbe bene ne parlasse adesso e non dopo le elezioni.Anche nell'interesse suo e dei suoi politici che possono almeno identificarsi e non andarsene al primo alito di vento. Reputo le politiche neokeynesiane di cui la MMT è solo una di quelle più radicali quelle che rispecchiano il mio modo di intendere la società.
    Spero il rifiuto di Grillo sia indirizzato a Barnard e al suo pool di cui magari è sospettoso e che presto se ne esca indipendentemente con ricette simili. Se invece ciò è dovuto alla molta gente ex berlusconiana imbarcata che odia le politiche per il popolo allora tanto vale fallisca pure l'ex comico.
    Buono ricordare che le politiche ultraliberiste e quelle finanziarie nocive non sono la stessa cosa. L'ultraliberismo è un modo per intendere l'economia mentre il dominio delle banche è finanza che prevale sulle economie e sulle democrazie.In questo momento nel nostro paese ci troviamo dissanguati dalla seconda che utilizza la prima come pseudo cura vendendola al popolo bue e ignorante come qualcosa con cui metterci in riga dopo chissà quale peccato originale.
    Le politiche ultraliberiste partono da Reagan e quindi sono precedenti a Clinton. Apprendo che le politiche finanziarie nocive risalgono quest'ultimo, interessante! Marco Giannini

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  20. Starei attento ad attribuire agli USA la paternità delle leggi che hanno unificato nelle banche le facoltà speculative con quelle creditizie.
    Infatti se non ricordo male, questa unificazione (finanziarizzazione dell'economia) è avvenuta in Italia prima che negli Stati Uniti e la legge che ha reso possibile da noi questo cambiamento è stata l'applicazione di una normativa Europea.
    Se questa ricostruzione è storicamente corretta cade la tesi di chi attribuisce all'America la genesi politica di questa crisi, focalizzando l'attenzione sull'Unione Europea e le sue basi politico-culturali.

    P.S. Io non sottovaluterei l'opinione dei “pazzi”, lo era Georg Cantor Il più grande matematico di tutti i tempi...

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  21. Prima di criticare Barnard,io consiglierei di leggervi "il più grande crimine".Qui tutti siete buoni a criticare ma nessuno e dico nessuno,oltre Barnard, ha mai organizzato un summit,guidato da economisti di fama mondiale, nel quale si discutono i problemi di oggi e COME USCIRNE.Nessuno ha fatto di più per promuovere la MMT(fino ad ora,unica teoria che permette di uscire da questa spirale ovale che ci sta distruggendo sempre più,chiamasi Euro) in Italia di questo uomo. Quindi consiglio a tutti di venire al summit di rimini,chissà forse potrebbe servivi da spunto e cominciare realmente a capire come funziona l'economia,perchè a differenza di ciò che dice colui che ha scritto questo articolo,l'economia oggi è tutto,se non la conosci non potrai mai parlare di "cambiamenti".Se vogliamo davvero, ma DAVVERO, salvare il mondo dalla sofferenza e dalla crudeltà bisogna sporcarsi le mani con quella cosa grigia, tecnica, fredda come la morte, pesante, che si chiama economia.Non c’è nulla al di sopra, è il punto d’arrivo di qualsiasi lotta per l’umanità del vivere, tutto ciò che gli sta sotto, o di fianco, o da altre parti è inutile.


    "Abbiamo compiuto il passo che non andava fatto, cioè aprire l’accesso dei cittadini allo strumento di potere che le elite hanno sempre tenuto per sé: l’Economia, e l’unica economia che il Vero Potere teme, la Modern Money Theory, il Circuitismo, cioè John Maynard Keynes portato a oggi. Questo, e solo questo, terrorizza il Vero Potere. Solo questo può davvero fermare la loro pianificazione."

    William Black a Rimini, 24/2/2012: "Voi siete il peggior incubo dei Banchieri"

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  22. c'è un'imprecisazione di fondo quando si parla di Grillo con la logica del partito. Grillo non vuole sposare scelte, vuole informare le persone affinchè possano scegliere e quindi agire per diventare cittadini consapevoli e responsabili del loro futuro. Probabilmente se fosse andato a Rimini la gente, anche molti "grillini", avrebbero interpretato la sua partecipazione come adesione totale alla MMT e si sarebbero accodati solo per fede magari evitando di informarsi o capirla. Così è già successo anche per le sue parole sull'euro che sono state interpretate, più o meno in buona fede, come se volesse uscirne detto fatto. Nel programma del M5S c'è già un'indicazione della direzione in cui vuole andare e, se guardate qualche discorso pre.elettorale di Grillo nelle piazze (al momento mi viene in mente quello di Palermo ma ce n'è di meglio) ci trovate già belle tracce sulle quali poi i cittadini potranno approfondire o meno il solco. Ritengo anche che Grillo abbia più competenze e conoscenze di quello che sembra. E' a contatto con grandi nomi e pare (pare perchè non ne ho conoscenza diretta)che ne abbia dato conferma nelle università estere in cui è andato. Fra i due, Barnard e Grillo, per ora l'unica cosa che vedo in comune è il carattere, diverso ma brutto in entrambi.
    Complimenti al Signor Modigliani! Ho scoperto per caso il suo blog questa sera e lo trovo molto interessante ed intelligente. Ormai l'ora è tarda e mi spiace dover abbandonare ma troverò il tempo per leggerlo perchè ho bisogno di conoscere ed imparare. Condividere le conoscenze e le informazioni in maniera civile è una forma di generosità e la ringrazio.

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  23. Sig. Cori Modigliani,
    secondo me, la Sua analisi non è corretta.
    Lei sta dipingendo il Sig. Paolo Barnard come un giacobino-economista-centrico, e vede in lui l'ennesimo esempio di "personaggio modaiolo" (che nella cultura italiana, sta diventando il nuovo personaggio principale dell'approccio di ognuno di noi italiani alla res-publica). Le posso garantire che, il messaggio di Barnard, NON è questo. Barnard semplicemente dice : " Signori, siamo nella merda perchè chi ci tiene in merda crea un sistema economico con cui un 1% sta bene e un 99% sta male, cornuto e mazziato, ovvero A SPESE di quell'1%). Quindi, impariamo l'economia, mettiamola in un gradino più alto, anche se è una disciplina pallosa, in modo da mandare a fare in culo quell'elite". E basta. La sfido a pensare che il Barnard abbia voglia nella vita di mettere l'economia al centro della propria vita. Ma, se vogliamo stare bene, sia culturalmente che "praticamnente", è purtroppo risaputo (ahimè) che, volenti o nolenti, dobbiamo vivere in un sistema economicamente-giusto.
    Semplicemente. Se possiamo stare bene, poi abbiamo tutto il tempo di amare la vita per quello che è, ovvero lo stare bene,il coltivare l'arte e la scienza, ognuno secondo le proprie tendenze/attitudini/storie personali.

    Spero di essermi spiegato, La abbraccio.
    Roberto

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    1. L'economia come scienza è notoriamente figlia della matematica e della filosofia, il che -in teoria- presupporrebbe la conoscenza di entrambe. Al di là di questo, io contesto l'atteggiamento da setta, tutto qui, e la xeonofilia piccolo-borghese. In Italia, in questo momento, ci sono almeno 10 economisti con le super palle che a quei simpatici signori della scuola del Missouri potrebbero dare diverse lezioni di stile, di scienza, di cultura, di organizzazione del libero pensiero antagonista. Tutto qui.

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  24. Articolo scritto con intento palesemente denigratorio nei confronti di Paolo Barnard, e oltretutto proprio con i piedi.

    A questo proposito, è sufficiente notare come l'autore dell'articolo si riferisca a JOHN Galbraith come colui che verrà ai summit MMT in Italia di Rimini e Cagliari, peccato che JOHN Galbraith è morto nel 2006!!!

    Al summit MMT di Rimini e Cagliari verrà invece JAMES Galbraith il cui pensiero economico è ben diverso da quello di JOHN Galbraith.

    Ma almeno fare un controllo prima di fare queste figure di cioccolata no?

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    1. La trovo un po' patetico; le avevo già risposto in diversi suoi precedenti commenti. Le ho anche spiegato che a me non piace eseguire ordini di nessuna scuderia. Il mio post è su quello. Mi occupo di cultura e di libertà di pensiero per costruire e formare un fronte vincente antagonista al neo-liberismo, non di far propaganda a certe persone che non sanno nulla -ma davvero proprio nulla, nel senso di O- della anòmala situazione della "Azienda Italia" che è ciò che a me interessa. Basterebbe pensare al Giappone, nazione che applica la MMT dal 1964 (in realtà l'hanno inventata loro) rivisitata per la loro economia. I giapponesi, però, non fanno notizia. Nessuno si è mai posto la domanda sul perchè come e quando la loro economia funziona.

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    2. Signor Modigliani,

      adesso le spiego cosa è successo: su un altro blog ho letto - riportato - questo suo articolo, e lì avevo scritto il commento di cui sopra.

      Dopo un po', su quell'altro blog, il detentore del blog mi ha risposto dicendo che lui avrebbe avuto cura di farle avere questo mio commento.

      A questo punto io gli ho detto: guarda faccio prima a riportarlo direttamente io sul blog di Modigliani.

      Personalmente non mi piace aprire inutili fronti polemici con alcuno, purtroppo il rischio è che una disattenzione poi si riverberi in giro amplificandosi sempre di più e provocando il cosiddetto effetto "palla di neve".

      Chiaro è che, se oltre al suo post fossero stati riportarti anche i commenti sotto al suo post, io mi sarei astenuto dall'intervenire nuovamente.

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  25. Caro Roberto, sono persone come Monti e Draghi che vogliono "economicizzare" la società e costringere tutti a studiare economia, occuparsi di economia, parlare di economia, dato che tutti i gestori attuali del potere planetario insegnano economia. I filosofi e i liberi pensatori sono pericolosi, perchè parlando di "sostanza intellettuale" minano le basi strutturali del pensiero liberista. Il mondo è stato cambiato da scrittori e filosofi non da economisti. Se non ci fosse stato John Locke, John Maynard Keynes avrebbe fatto il barbiere, come professione. Ma lui è diventato Keynes perchè, all'università, Locke se l'è studiato tutto a memoria. Senza dibattito intellettuale, l'economia è inutile e fuorviante, diventa un esercizio piatto di ragioneria. Io me ne fotto di un mondo gestito da ragionieri, fiscalisti ed esperti tributari. A me interessa la salvaguardia delle persone, delle intelligenze, delle vite vere di persone vere. L'abbraccio anch'io e le auguro una buona domenica.

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    1. Caro Sergio,

      sono un suo lettore e la stimo per l'impegno e anche per il coraggio. Per questo mi piacerebbe continuare a leggere notizie così circostanziate e oggettive come per la maggior parte dei suoi articoli, grande esempio di come dovrebbe essere l'informazione pubblica... E' per questo che mi spiace quando anche lei si fa trascinare troppo dall'emozione fino a sconfinare in una sorta di livore, sentimento umano che andrebbe gestito per poter mirare alla perfezione, obiettivo assolutamente alla sua portata. L'articolo porta come sempre delle verità ma questa volta un pochino "manipolate" e non so se per volontà o ignoranza, in senso latino ovviamente. Lo scivolone sul passato di Galbraith non riguarda solo una confusione fra padre defunto e figlio, che già è grave quando ci si avventura in giudizi ma il punto è che se anche si fosse trattato del Galbraith padre, ciò che lei descrive di lui è il contrario del motivo per il quale lui si batté e venne addirittura allontanato dalla casa bianca. Questo è un fatto grave perché pone delle ombre sulla credibilità assoluta delle sue affermazioni, in passato e in futuro. Questa è una cosa che conosco personalmente e così dopo avere assistito qui sopra a un pò di tafferugli e botta-e-risposta, ho deciso di dire la mia con cognizione di causa ma in tante altre occasioni ho letto suoi articoli e mi sono fidato di ciò che lei ha descritto. Ora mi viene un dubbio. Ho fatto bene a sposare le sue idee e farle mie? O devo andare a verificare tutto? Credo che in questo caso, per qualche motivo che mi sfugge ma non è questo il problema, abbia perso il "controllo della tastiera" per motivi emozionali, un sorta di sfogo crescendo. Ma questa non è informazione. Dire che senza gli studi filosofici che hanno spinto tutti i movimenti della storia dell'umanità, Keynes avrebbe fatto il barbiere, fa pensare che lei abbia studiato filosofia, conosca solo quella e la sostenga dogmaticamente e si trovi un bel pò a disagio a parlare di economia. Anche perché, l'aspetto filosofico è senz'altro una componente importante, che dovrebbe essere interpretata dalla politica nella gestione dell'economia la quale, comunque, decide dello stato d'animo prima e dello stato sociale poi, dei popoli. Cose molto connesse e indivisibili. Mio modesto parere. Nulla da dire sul resto ma mi piacerebbe pensare che potrò continuare a leggerla con una certa serenità e complicità, senza dover mettere in dubbio la sua oggettività e preparazione sulle materie che tratta.

      Con sincera stima,
      Stefano

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    2. Perfetto Stefano, hai riassunto in maniera corretta.
      Aggiungerei che tra filosofi ed economisti l'interconnessione è evidente, ma considerare Keynes come un potenziale barbiere; vedere un economista come un ragioniere di cui fottersene, al cospetto dei lungimiranti filosofi, è un idea che non mi piace e sulla quale ritengo inutile anche controbattere.
      Antonio

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    3. Eh invece Antonio quello che dici è importante e secondo me merita un approfondimento. Il rapporto fra l'aspetto filosofico e quello economico è fondamentale per poter arrivare a gestire un'azione così complessa come il governo di un popolo in modo corretto. Attenzione perché poi bisogna fare i conti con la natura dell'uomo e allora così come la filosofia ha una tendenza fisiologica verso i dogmi enunciati dalla politica, l'economia porta di per se all'inevitabile prevaricazione sui mercati nonché sulle classi sociali. E' solo amalgamando bene questi due componenti che si possono superare i limiti di ciascuno.

      E ti dirò... mi piacerebbe sentire l'amico Sergio a proposito del nostro scambio.
      Stefano

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  27. Ottimo articolo, complimenti. Vorrei aggiungere una nota importante che secondo me squalifica la MMT sul nascere: questa teoria propugna comunque la continuazione dell'idea che uno stato - anziché emettere moneta sovrana come la Cina o l'Iran - debba per forsa indebitarsi coi banchieri mannari privati. Quelli che non solo hanno messo in ginocchio mezzo pianeta, ma che ormai riescono a ricattare tutte le istituzioni "democratiche" trasformando il sistema in un democrazismo totalitario pagato con assegni "cabriolet"...

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  28. Avere scambiato il vecchio Galbraith col figlio James mette in gran sospetto l'articolo del signor sergio di cori modigliani:preferisco le teorie economiche con una precisa finalità che articoli con l'intenzione di mettere in cattiva luce.

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