martedì 4 settembre 2012

Il Futurista fa schifo. Il Potere Istituzionale all'attacco contro Beppe Grillo


di Sergio Di Cori Modigliani


Io non ci sto.
Parliamo oggi, com’ è inevitabile -data l’attuale situazione specifica dell’Italia- di politica, di media e informazione. Di conseguenza, di Beppe Grillo. Per cercare di comprendere, e quindi capire, se l’uomo sia o meno pericoloso; soprattutto, nel caso lo sia, PERCHE’, ma ciò che più conta in assoluto: PER CHI.
Iniziamo il post, quindi, parlando di Politica.

1). “Il Futurista” fa schifo.
L’immagine che vedete qui riprodotta in bacheca è la copertina dell’ultimo numero del settimanale che è l’organo politico-mediatico di informazione di una compagine che si chiama “Futuro & Libertà”, il cui capo riconosciuto è l’on. Gianfranco Fini. La particolarità di questo soggetto politico consiste nel fatto che è anche il legittimo rappresentante della terza carica istituzionale più importante, in via gerarchica, dello stato: è Presidente della Camera dei Deputati. Di conseguenza, questa formazione politica –e la pubblicazione che ne rappresenta l’immagine esterna ufficialmente- nell’interpretare la linea politica riconducibile al suo indiscusso leader, è allo stesso tempo un passaporto iconico (per ogni cittadino italiano) della presa di posizione politica delle istituzioni parlamentari italiane legalmente elette. Questi signori sono i rappresentanti dell’ala più radicale ed estrema del neo-liberismo conservatore, legati a doppio filo alla finanza oligarchica internazionale -e quindi combattenti attivi sul fronte della Guerra Invisibile-  ma ciò che più conta (nel panorama interno italiano) sono stati il polmone di Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti negli anni in cui hanno avviato, programmato, ed eseguito, il naufragio dell’azienda Italia, sia come nazione che (soprattutto) come popolo pensante. E a suo tempo, proprio grazie al loro indifesso appoggio, costantemente servile e acritico, hanno avuto la loro quota parte di guadagni ben assestati.
Poi, il 28 luglio del 2010, in seguito a uno scontro interno al PDL, si sono presentati come gruppo staccato dalla casa madre sotto il nome di Futuro e Libertà, comunemente detti i Futuristi. In 24 ore hanno scoperto che il loro caro leader (dodici giorni prima a un convegno sulla comunicazione, Italo Bocchino aveva definito Silvio Berlusconi “non soltanto il più grande statista che la Repubblica Italiana abbia mai avuto ma anche e soprattutto il più grande genio della comunicazione che l’Italia abbia mai prodotto, è soltanto grazie a lui che l’Italia è ancora leader nel mondo”) scoprendo che il loro caro leader, in verità, era una specie di dittatore. Il resto è cronaca nota anche ai sassi. Strada facendo, i Futuristi si sono montati la testa. Il loro leader, Gianfranco Fini, l’imbattibile e incontrastato maestro della “Suprema Ars Politica” italiota per eccellenza (attività sportiva che, se presentata alla domenica sportiva, sarebbe qualcosa del tipo “Doppio Salto Carpiato del Trasformismo Fascista”) si è auto-eletto a rappresentante dell’ala liberal-democratica, libertaria, pulita, rigorosa, onesta, garantista, ecc. No comment. Approfittando della cecità italiana, dovuta soprattutto alla scomparsa di una classe intellettuale attiva decorosa, Fini si è situato nell’agone politico avvantaggiandosi della confusione totale prodotta dalla cupola mediatica, sintetizzata dall’assunto “non fate capire a nessuno che siamo in guerra; non fate sapere agli italiani che stiamo dentro la Guerra Invisibile, ma soprattutto non fate loro capire dove sta il fronte, quali sono gli schieramenti e chi è schierato da una parte e chi dall’altra, soprattutto da che parte siamo schierati noi”. E così, cominciano a sostenere che “la Destra e la Sinistra non esistono più”, che ormai “la Politica è diventata un fatto trasversale” e culturalmente producono (e portano al successo) libri con titoli del tipo “Il fasciocomunista”  o “il fascista libertario” ossimoro pericoloso il cui unico fine consiste nel produrre confusione e gettare i semi della “Cultura della Pappa Piatta”, detta anche Pensiero Unico, per far passare il pensiero sottile e subliminare per cui Giorgio Almirante e Sandro Pertini erano, in realtà, la stessa persona. Mentre invece, esistono i Fascisti, i Comunisti, i Cattolici, i Laici, i Libertari, i Conservatori, i Progressisti, ecc. Soprattutto quando si sta in guerra, come adesso.
Eccome, se esistono.
Chi pensate che siano Mitt Romney e Paul Ryan?
Chi pensate che sia Anna Maria Tarantola, neo presidente della Rai?
Chi pensate che sia l’ex Presidente di Intesa San Paolo, attualmente Ministro dello Sviluppo Economico?
Chi pensate che siano Olli Rehn, Van Rompuy, Mario Draghi, Christine Lagarde?
Persone che sanno al 100% chi sono, quali interessi rappresentano, dove vogliono andare, come ci vogliono andare, quando e perché. Sanno dove sono situati, e sono consapevoli al 100% che stanno combattendo la guerra.
Sono Pierluigi Bersani e Niki Vendola che non hanno la benché minima idea di dove stanno, a fare che, e dove andranno a finire. Nel caso siano in buona fede, si intende.
La Destra Internazionale sta posizionando le sue truppe nello scacchiere internazionale per tentare l’affondo finale.
E in Italia, Beppe Grillo rappresenta quella che in sociologia si chiama “variabile impazzita”, ovvero “un elemento sociale di sorpresa, del tutto inatteso e sorprendente per le classi al potere, perché la variabile imprevista non consente più una pianificazione, una organizzazione, e una strutturazione dello status quo, in quanto il sistema non è in grado di sviluppare una quantità sufficiente di anticorpi, trovandosi davanti a un corpus che non riesce a inglobare dentro il consueto meccanismo: non era stato previsto dal Sistema”.
Beppe Grillo è il granello di sabbia -nel perfetto e oliato circuito meccanizzato della robotizzazzione del Potere- che inceppa il meccanismo e corre il rischio di farlo saltare.
E così le istituzioni rispondono.
E tutti tacciono, naturalmente.
Da cui, il numero de Il Futurista, che parla a nome delle istituzioni repubblicane.
Da cui, l’avvertimento, saggio e previdente, di Beppe Grillo, che ha il polso della situazione della sua baracca, e ha capito perfettamente che cosa bolle nella pentola dei supermarpioni al silicio.
La sua avvertenza non è stata un attacco di paranoia.
Non è stato neppure vittimismo becero, non ne ha bisogno, non è il tipo.
E’ stata una “comunicazione politica” che preannunciava l’ingresso in campo delle istituzioni. Se in piazza, si manda la polizia aggressiva; se sul mercato si manda la finanza; se l’opposizione si organizza in maniera contundente, allora ci pensa la CUPOLA MEDIATICA. Questa è l’utilità della truppa asservita.
I fascisti servono a questo. Da sempre.
E’ l’unico vantaggio della crisi perfida, oggi: lo smascheramento delle posizioni.
In condizioni estreme, ciascuno rivela la propria natura, è cosa nota. Tutti eleganti ed educati e amorevoli finchè si danza al ballo in prima classe insieme al comandante, poi, quando la nave affonda, si capisce chi è coraggioso e chi è vigliacco, chi è generoso e chi è avido, ecc.
Questa pubblicazione, presenta, oggi, settembre 2012 una grafica, una immagine, una composizione, un messaggio, un progetto politico, che corrisponde in pieno alla tradizione storica fascista del 1925: la satanizzazione dell’opposizione.
E’ ignobile, è disgustoso. E’ da veri fascisti, qui inteso come sostantivo e come aggettivo.
Intendiamoci, perché sorprendersi?
Questa è gente che viene da quella scuola e da quella tradizione, che a metà degli anni’70 definivano Augusto Pinochet un “grande combattente della libertà”, che hanno combattuto contro la legge sul divorzio, contro la legge sull’aborto, contro tutte le leggi sindacali, contro l’imprenditoria e contro l’industria a favore della finanza, che hanno riempito il Comune di Roma di ex terroristi criminali assunti in pianta stabile: da lì vengono.
Questo sono.
Sono i migliori per dare inizio al lavoro sporco.
Il la, come avviene sempre, è partito dal centro dell’Impero: Washington e Londra.
L’estrema destra oltranzista statunitense va all’attacco nel nome di Milton Friedman. E schierano in campo la truppa più oltranzista e conservatrice in assoluto mai vista nell’intera storia degli Usa. Per la prima volta, addirittura, con la Chiesa schierata a loro fianco, dichiarandosi orgogliosa di benedire i mega-miliardari corrotti.
In Europa, idem.
Non a caso, a fine giugno, Hollande, da poco eletto, si precipita a Londra a incontrare la regina Elisabetta (fatto davvero inusuale) bypassando il primo ministro, per chiedere garanzie e Mario Draghi, venti giorni dopo, compie un atto formale inaudito: la più importante comunicazione tecnica a nome della BCE la va a fare all’interno di un ristrettissimo club privato di finanzieri nella city di Londra, città che appartiene a un paese che non è neppure membro dell’euro. Inconcepibile. La Bundesbank è ancora sotto shock.
Per il Potere “la Simbolica” è la spina dorsale della propria comunicazione mediatica.
Come ai macabri tempi di Ronald Reagan e di George Bush, mentre la sinistra democratica europea si addormentava satolla perché aveva accettato di farsi corrompere accettando qualche fettina della grande torta della collettività, la Destra si è organizzata e va all’attacco. Questa rivista ne è un esempio.
In Italia la campagna d’autunno inizia così.
Il Futurista scende in campo con immagini e testi di chiara marca fascista contro Beppe Grillo. Perché di questo si tratta. O la gente lo capisce o non lo capisce, sta sotto gli occhi di tutti. Fa il lavoro sporco a nome di tutti gli altri. Ci si aggiunge Osvaldo Napoli, importante deputato torinese del PDL, il quale, a nome della direzione del suo partito dichiara “Grillo è semplicemente un teppistello qualunque”. Anche i socialisti di Giacomo Matteotti nel 1925 venivano definiti e chiamati “teppistelli”. Niki Vendola dovrebbe vergognarsi di se stesso per essersi accodato a gente come questa. Comprendiamo dalla sua dichiarazione “Grillo è soltanto un fenomeno da baraccone” le vere ragioni per cui il PD ha deciso, in Sicilia, di non appoggiare il candidato dell’Idv per le regionali, Claudio Fava, persona per bene e fiero oppositore della mafia, della criminalità organizzata e della dittatura della finanza oligarchica. Dovrebbero vergognarsi anche i pochi sostenitori di Sel ancora esistenti, soprattutto nel meridione. Dovrebbero essere rossi, non di ideologia stinta, retorica, e svuotata di ogni contenuto, bensì: rossi dalla vergogna.
Ciascuno si assuma le responsabilità politiche delle proprie scelte.

2). Brevissimo punto: Io non ci sto.
Quasi quotidianamente annoio i miei lettori ricordando che viviamo in un “vuoto culturale perenne” e che la vera tragedia di questo paese consiste nell’annientamento di una classe intellettuale pensante, nobile, rigorosa, competente, pulita. E questa va ristabilita. Perché senza una forte elite intellettuale non si va da nessuna parte. Incito sempre gli intellettuali a schierarsi, a manifestarsi, a uscire dal proprio isolamento perdente e pericolosamente suicida. Ogni tanto qualcuno pigola, elargisce briciole, poi si mette paura e ritorna nella tana. Ho cercato appoggi negli ultimi due giorni. Vani. Due anni fa erano soltanto irresponsabili, se ne fregavano. Un anno fa c’è stato un minimo sussulto decoroso. Oggi, c’è un dichiarato terrore. Appunto: terrore, mascherato da pigrizia. Tragica realtà. Stanno creando una situazione, all’interno della sinistra cosiddetta democratica, tale per cui si sta diffondendo la paura nel manifestare le proprie opinioni sulle libertà civili e a proposito di Beppe Grillo: è ormai un obbligo insultarlo, dileggiarlo, attaccarlo, isolarlo.
Io non ci sto.
Ritengo che questo numero de Il Futurista –proprio perché è una fonte a “firma istituzionale”- sia un termometro che segnala una deriva anti-democratica e un attacco contro l’opposizione all’attuale regime di corruttela consociativa. E quindi protesto. E denuncio il fatto all’opinione pubblica perché ne prenda atto, segua, controlli, si informi.
A questo servono gli intellettuali: “ad allertare”, ad avvertire, ad aiutare a fare le connessioni giuste per comprendere; poi, ci penseranno degli onesti amministratori a far sì di operare in campo pratico per cambiare le condizioni di vita della collettività.
Se passa il ”daje all’untore” contro Beppe Grillo (modello Il Futurista) sarà una passeggiata, in seguito, andare all’attacco contro le coppie di fatto, contro la legge sull’aborto, contro la fecondazione assistita, contro il riconoscimento delle coppie gay, contro la libertà nel web. Iniziano sempre così le “democriture”: eliminando prima la classe intellettuale, poi andando all’attacco dei politici di opposizione identificati come teppisti, e poi, in ultima battuta, applicando le leggi che servono e compiacciono l’oligarchia imperante.
E’ un dovere di ogni intellettuale pensante italiano denunciare queste manovre e sostenere il diritto di Beppe Grillo a essere identificato, definito, trattato e considerato per ciò che lui è: un “soggetto politico alla pari di tutti gli altri”, se non altro per il solo fatto che, in questo momento, e stando a tutti i sondaggi, ha un numero di voti equivalente al +500% di quello di Casini e di Vendola. E’ un diritto che bisogna garantire a Beppe Grillo così come va garantito a chiunque, sia di destra che di sinistra che di centro. Ma soprattutto da parte istituzionale dovrebbero baciargli i piedi (soprattutto dal Ministero degli Interni) quando cammina, e stendergli il tappeto rosso proprio per i motivi che invece gli contestano, proprio perché raccoglie e accoglie il disagio sociale, la disperazione, gli esuli in patria, lo sgomento, l’indignazione, l’ansia ribellistica, e la coagula, la alchimizza, la sintetizza e dà voce a chi pretende e chiede un cambiamento REALE. Se non ci fosse una formazione del genere, in Italia,  che funge da “ammortizzatore sociale civico” sarebbe già scoppiata la guerra civile e la senatora Anna Finocchiaro invece di andare da Ikea usando la scorta come valletti ci dovrebbe andare mascherata da palombaro e circondata da venti guardie armate di kalashnikov. Perché la gente non è stupida.
E la gente si è stufata.
Per il momento –quantomeno oggi- mi situo da solo. IL Futurista non è stato denunciato da nessuno, lo fa questo blog. Sono abituato. E’ il destino di ogni avanguardista. Ma non sono da solo. Gli altri –ce ne sono eccome- sono avviliti, depressi, isolati, ma soprattutto spaventati. Ma esistono, anche se di fatto latitanti. Chi appoggia Grillo, e il suo diritto all’opposizione, oggi, non lavora sul mercato mediatico. Questa è la realtà. Perché? Come mai?
Ecco perché.

3). Beppe Grillo è pericoloso?
Oh yes!
E’ pericoloso davvero.
Per chi, è pericoloso? E’ presto detto: è pericoloso (è la mia franca opinione) per la cupola mediatica nazionale. Beppe Grillo è stato il primo, e ahimè l’unico, che nella sua attività politica recente ha avuto l’ardire e l’ardore di denunciare e spiegare con nomi, cognomi, date e dati l’intero sistema consociativo di collusione del potere editoriale in Italia, cioè –in tempi mediatici come i nostri- il “cancro della nazione”.
Beppe Grillo è un chemioterapico, non è un teppistello. Si tratta di ben altro.
Forse potrà provocare qualche effetto collaterale, ma quando si ha il cancro e la consapevolezza di fronteggiare una malattia terminale, ben venga la radioterapia, ben vengano i chemioterapici. Hanno salvato la vita a milioni di persone nel mondo.
Il potere editoriale colluso e consociativo è il cancro del sistema.
Da lì discende tutto. Senza la truppa mediatica asservita, senza gli intellettuali corrotti ben pasciuti e strapagati, il Sistema sarebbe stato già spazzato via e gli attuali leader (tutti) starebbero in pensione o in amene vacanze all’estero perché condannati all’esilio.
Beppe Grillo, tutto ciò lo ha spiegato molto bene non ieri o tre mesi fa in campagna elettorale. Lo ha fatto nel 2009, in una serie di post fondamentali per avere accesso a una autentica e reale mappatura dell’intero meccanismo oliato della corruzione mediatica italiana. Il fatto poi che la gente –e soprattutto gli intellettuali-  abbiano scelto e deciso di non usare quelle informazioni, non usarle, non elaborarle, non verificarle, non diffonderle, non parlarne, non discuterne, oh beh…..la responsabilità è tutta di chi non raccoglie.
Ma soprattutto non accoglie.
Beppe Grillo li ha attaccati. Loro lo sanno. E tremano.
Tremano all’idea che qualcuno, non so chi, un giorno di questi, decida di prendere quei post e magari farne un servizio televisivo o farne parlare sui quotidiani o in rete. Per il momento sono passati sotto silenzio, nonostante si tratti di vere pepite d’oro.
Ecco qui di seguito, in copia e incolla, ripresa la parte finale di un lunghissimo post di Beppe Grillo pubblicato sul suo blog in data 2009 sotto il cappello di “La mappa del potere”.
E’ per questo post che è pericoloso.
Sono post come questo che lo rendono pericoloso, non le sue uscite elettorali sul podio.
Ma al potere, finora è andata bene: nessuno ne ha mai parlato.
E’ ora di riprenderlo in mano.
Niki Vendola se lo dovrebbe andare a leggere.
In quel post c’è la mappatura dell’accordo di mercato e sul mercato e nel mercato tra PD, PDL e Udc poi santificato da Mario Monti.
Soltanto un cerebroleso non ne capisce il Senso Politico Ultimo.
Ecco che cosa diceva nel 2009…..”"Grillo 168 inizia! Come il Polonio 210 deve diventare…..
La settimana è stata irta di cose. Stanno cercando di fare cose inenarrabili. Ci ha provato prima Levi, poi ci ha provato D’Alia, poi ci ha provato Cassinelli, adesso ci provano queste cellulitiche che sono in Parlamento. La Carlucci. Dobbiamo parlare di Rete con una che non sa un cazzo perché deve proteggere le major. Ma veramente … Qui siamo ridotti che ci sono tre milioni di disoccupati in più e questi parlano di bloccare la Rete, di bloccare i server….
E qui continuiamo a sparare 
cazzate. L’ultima cazzata del governo del nano – di Truffolo – è stata quella di dire che abbiamo il tasso di disoccupazione più basso in Europa. Sono balle! Sono balle. Il tasso di disoccupazione è un dato che non può neanche determinare. Infatti l’Eurispes viaggia coi tassi di occupazione. Il nostro tasso di occupazione è il più basso d’Europa. È al 58% con una media invece di occupazione del 67%. Sono palle di questa gentaglia qui.
Basta. Abbiamo visto di tutto. Manganellano gli studenti a Bergamo, a Pisa. Manganelli, la smetta coi manganelli! Per cortesia, la smetta! Non diventi per forza coerente col suo cognome. La smetta!
Non è possibile che i referenti delle istituzioni per i cittadini debbano essere dei poliziotti anti-sommossa. Quelli di Pisa volevano dimostrare che un piazzista come 
Pera. Uno che era tra i socialisti poi è passato di qua con un carpiato con un coefficiente di incasinamento incredibile – è passato di qua e di là – va a vendersi un libro: “come essere oggi cristiani …” Come essere oggi cristiani?! Vai a fare il piazzista dentro le università degli studenti e gli studenti che vogliono venire a dirti che cazzo fai li dentro li fai manganellare dalla polizia? Allora facciamo una cosa ragazzi. Invece di fare questi casini davanti alle università, fate voi un libro, fate una tesi: come non essere piduisti e mafiosi. E la portate a discutere in Parlamento. Se i parlamentari e i senatori dicono qualcosa, la polizia può caricare liberamente. Veramente quella gente lì va caricata. 
È successo qualsiasi cosa, per arrivare ad adesso che sono andato a Parma. Mi hanno di nuovo chiamato. Mi hanno di nuovo chiamato a Parma per la Parmalat. Sono andato a deporre, ho dovuto dire: “lo giuro, lo giuro, lo giuro dirò sempre la verità, lo giuro …” e poi ho ripetuto quello che sapevo nel 2001. Lo scandalo è successo nel 2003 a dicembre. Io nel 2001 dicevo della Parmalat. Ma non perché sono un mostro, perché sapevo le cose, chissà che 
controspionaggio facessi. Lo sapevano tutti, lo sapevano tutti. 
Perché allora un comico arriva a dire delle cose due anni prima del più grande scandalo finanziario in Europa. Perché? Ve lo spiego io perché. Per questa cosa qui. Vi faccio vedere la mappa del potere.
I giornalisti sapevano tutto, ma non potevano dirlo. Io che non sono un giornalista, lo dicevo. Però era troppo poco dirlo nelle piazze, nei palazzetti, per la strada. Sarebbe bastato un minuto di un telegiornale, di un telegiornale serio che facesse un servizio pubblico. Un minuto di un giornalista serio, coi contro-coglioni, che avesse detto quello che era. Bastava andare sul sito della Banca d’Italia, nel sito adatto, per vedere l’indebitamento delle società quotate in borsa. C’erano tutti. Sono andato là, ho portato tutti i documenti della Fiat e della Telecom, così si portano un po’ avanti col lavoro già che ci siamo. E perché non si può parlare e perché nessuno parlava di queste cose.
La mappa del potere. Prendiamo ad esempio il più grosso gruppo editoriale che abbiamo - l’industria editoriale, ormai una parola che non significa più niente, stanno fallendo tutti, stanno chiudendo quasi tutti – il Corriere, finanziato con 18 milioni di euro di soldi dal Governo. Ecco perché è filo governativo. Chiunque sarebbe filo governativo se il governo gli da 18 milioni di euro così, a babbo morto. Bene, il gruppo 
RCS Mediagroup SpA, quotato in borsa, vediamo chi sono, chi c’è dentro il gruppo. Ecco perché nessuno parlava e nessuno può parlare ancora oggi. C’è un conflitto di interessi che non è neanche più un conflitto. Ci sono tutte le banche. Dentro la partecipazione azionaria del gruppo RCS Mediagroup SpA ci sono: Merloni Invest SpA, Sinpar Società di Investimenti e Partecipazioni SpA col 2%, il Banco di Napoli SpA, Banca Imi con lo 0,005%, il 5,9% quasi il 6% UBS Fiduciaria, Pandette Finanziaria col 3,9%, Generali, Ina Assitalia, Toro Assicurazioni, Intesa SanPaolo con il 5%. Allora? Queste sono quelle quotate in borsa. Poi, dentro la proprietà ci sono anche aziende che non sono quotate in borsa, sempre dentro il gruppo. C’è la Sasa, Fiat, Societé De Partecipation Financiere Italmobiliare SpA, Saifin Sai, Sasa Assicurazioni e Riassicurazioni SpA, Partecipazioni Editoriali, la Sainternational SA, Dorint Holding, Franco Tosi, Edizione Holding, Siat Società Italiana Assicurazioni e Riassicurazioni. E poi ci sono i consiglieri che sono dentro. Io vorrei che voi vedeste questa mappa. Ve la faccio vedere. La vedete questa mappa? Quegli omini lì sono tutti veri, con nomi e cognomi. E abbiamo gente che è consigliere in 7 società contemporaneamente, che sono anche inconcorrenza. Vi faccio qualche nome, qualche ditta. Perché io non racconto delle balle. Tamburi Giovanni: Tamburi Investment spa - presidente e amministratore delegato, amministratore in Interpump group spa , è amministratore in Datalogic spa, amministratore in De longhi spa, amministratore in Immsi spa, amministratore in Zignago vetro spa, vice presidente in M&c management & capitali spa. Ligresti Jonella, la figlia di Ligresti, è nella Fondiaria sai spa - presidente del consiglio di amministrazione, è vicepresidente in Premafin finanziaria spa holding di partecipazioni, è nel consiglio di amministrazione di Rcs mediagroup spa, amministratore di Milano assicurazioni spa, amministratore di Italmobiliare spa, è consigliere di sorveglianza, perché sorveglia anche Mediobanca spa. E poi andiamo a De Benedetti, Diego Della Valle, Carlevaris, Delfino, sono tutti in assoluto conflitto di interessi. La Borsa andrebbe chiusa domani mattina. È questo che ho detto io!
Quindi io vi lascio alla prossima settimana. 168. Mi raccomando. 
Grillo 168, peggio del Polonio 210. Ciao!"
Secondo voi, un teppista parla così?
Mentre Beppe Grillo scriveva queste cose, quelli che oggi sono in Futuro e Libertà accoglievano in Rai la fila di valvassori buttati per terra in ginocchio a pregare di avere il subappalto del subappalto del subappalto di Pinco Pallino. Gli stessi che oggi definiscono Beppe Grillo “un teppistello pericoloso”.
Capito come stanno le cose, oggi?
Battiamoci per la salvaguardia della libertà di stampa, della libertà d’impresa, della libertà di lavorare, della libertà di far politica, della libertà di opinione, della libertà di culto, ma soprattutto e prima di ogni altra cosa: la Libertà di Pensare.
Non fatevi infinocchiare da Il Futurista, anche se lo dice il Presidente della Camera.
Quelli sono i Fascisti veri.
Sono ritornati a farci visita.
O meglio: non erano mai andati via.
Stavano lì, a nostra insaputa.
Questo è quanto.
Giù le mani da Beppe Grillo.
Non lo dice un fanatico. Non lo dice un suo seguace. Non lo dice un suo amico.
Lo dice un intellettuale italiano, indipendente e autonomo, che intende battersi per salvaguardare il diritto alla libertà di tutti, nessuno escluso.
Se non sosteniamo la libertà di Grillo a dire come stanno le cose, domani, nessuno di noi avrà più la possibilità di poter più dire nulla. Su nessuno. Su niente.
Ma soprattutto sulla Guerra Invisibile tra John Maynard Keynes e Milton Friedman.
Sta tutto lì.

18 commenti:

  1. la prima parte sul futurista la ignoro (non mi va di perdere tempo).

    mi interessa la primissima parte del punto 2), quella sugli intellettuali.

    mi trova assolutamente d'accordo.

    il resto anche lo lascio stare perché sinceramente è...troppo. Su Grillo etc. abbiamo ognuno la propria opinione.

    saluti

    RispondiElimina
  2. Concordo su tutto. L'articolo rappresenta in pieno la mia posizione nei confronti del M5S e di Grillo, che seguo con attenzione fin da quando fu estromesso dalla RAI per aver disturbato Craxi.

    RispondiElimina
  3. Forte Sergio! Però lasciami fare un domandina: ma tu veramente pensi che qualcuno legga quel giornale? Secondo me si parlano tra loro, quindi han fatto sapere da che parte stanno. IN quanto agli elettori, Grillo rompe perchè il suo elettorato è quello che non andava più a votare. Non è vero che è quello di sinistra o di destra. Vorrebbero che lo fossero, così riuscirebbero con qualche balla/contentino (oggi ho sentito Monti per la prima volta parlare di lavoro)a riconquistarlo. Ma non è così. O almeno era così fino a prima dei sindaci, non parlavano di lui pensando/sperando che gli abitanti di internet fossero troppo pigri e alla fine non sarebbero andati a votare. Dopo i sindaci è diventato impossibile evitare di parlarne, da qui gli attacchi concentrici. Il problema è che parlandone solo male, la gente che è incazzata fa il contrario. Se leggi i commenti della gente agli articoli sui sondaggi potrai verificare che nessuno crede al 15%. Tutti pensano sia lo stesso tentativo delle comunali quando indicavano un M5S inesistente (Ferrara in televisione su rai3 commentando gli exit poll diceva alla Berlinguer "portatemi un sindaco del M5S, fatemene vedere uno di sindaco" cercando di banalizzare il risultato). La strategia parlar male/banalizzare non funzionerà. Se aggiungiamo movimenti come quello di Fede, hai volgia fermarsi al 20. Ho letto di menti raffinate sostenere che lasciare a Grillo la libertà di raccogliere il dissenso permetterà di mantenere tutto immobile, un pò come con la lega. Due piccole obiezioni:1)quelli del M5S che andranno in parlamento non saranno culturalmente e intellettualmente come quelli della lega; 2) che a lasciarlo fare se la ruota inizia a girare nel mare di elettori che erano schifati del voto, la situazione potrebbe sfuggire di mano. (scusa se mi sono dilungato ma il tuo intervento mi ha emozionato).

    RispondiElimina
  4. E' deprimente che la politica italiana si stia riducendo a parlare male di Grillo e di chi non si fa gregge, mentre altri Paesi non europei si muovono e cercano soluzioni alternative alla destra iperliberista. Continuiamo ad essere provinciali, a considerarci il centro del mondo.

    Ci danno una rappresentazione edulcorata e falsificata della realtà, ma la verità si impone anche ai distratti. Stasera, nel giro di un'ora, in un comune medio della costa jonica siciliana, un tempo benestante grazie agli agrumi ed al commercio, una donna e due uomini con molta dignità e quasi scusandosi mi hanno chiesto, un euro, cinquanta centesimi, per comprare solo un po' di pane. Uno dei due uomini poteva essere sulla quarantina e s'è giustificato dicendo che era senza lavoro. Ai giovani trentenni con esperienza di lavoro vengono offerti appena 600,00 € per otto ore, anche al nero, prendere o lasciare.

    Io questa la chiamo la tassa occulta Monti, una maggiorazione che tutti stiamo pagando e siamo già solo ai primi di settembre. Ma per il monopolio dell'informazione, foraggiata dai fondi governativi, tutto va bene, madama la marchesa. Anche se la ghigliottina comincia a staccare qualche testa nobile...

    RispondiElimina
  5. Salve Sergio. Sono la calabrese che e' scappata via dalla Calabria 20 anni fa. Excellent! il suo articolo, ancora una volta ha fatto centro! Seguo Grillo dal 2008, quando lui parlava di interesse sul debito(i suoi video su Cesare Auriti), di moneta alternativa (a proposito, che ne e' stato?, a me sembrava una buona idea)ancora neanche Zeitgeist ne parlava, o quasi. Mi ricordo del suo intervento alla Parmalat. Sta facendo un ottimo lavoro, parla chiaro e non politichese, anche un bimbo capisce! Una ventata di aria fresca nel triste e trito panorama politico italiano. Rimane da vedere se il movimento sara' capace di formulare un programma e realizzarlo. Comunque bisogna appoggiarlo, non c'e' dubbio. Io sono anni che non voto, pero' se il M5S si presenta in Calabria, credo che questa volta faro'lo sforzo. E' da sempre che cercano di screditarlo. Qualche anno fa ne parlavo con mia sorella (che vive a Londra, io a quell'epoca ero in Spagna), che riportava commenti ascoltati in Calabria: "un comico che fa il politico". Ma perche', meglio le puttane di Berlusconi in parlamento?
    Berlusconi, Tremonti & co, secondo me, sono solo stati il culmine di qel progetto di naufragio dell'Italia, come dice lei, ma quel progetto fu avviato nel dopoguerra. Io ero ragazzetta, mi ricordo i miei parlare dell'omicidio Mattei da parte delle 7 sorelle, mi ricordo la SIR, mi ricordo il rapimento Moro e le bombe. C'era ancora in Italia allora una classe intellettuale pensante, nobile ecc, come dice lei, non mi sembra che abbia potuto evitare la catastrofe in cui ci troviamo. Il popolo ricorreva alla raccomandazione, vendeva il proprio voto per godere di quello che era invece un diritto. Voglio credere che finalmente il popolo sia oggi maturo (o forse piu' semplicemente, non ha niente piu' da perdere) per poter vedere un cambio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. per il "che ne è stato della moneta complementare"
      _ arcipelago Scec (progetto iniziato con il Movimento a Napoli 5 annetti fa, circa) http://www.progettoscec.com/

      _ consiglio anche la discussione sulle monete locali e la proposta presentata da M5s Torino (progetto, vedere blog di Chiara Appendino e Vittorio Bertola)

      - attualmente la moneta complementare dovrebbe farsi promotore dell'implementazione dei circuiti solidali o reti solidali http://www.aequilibra.it/upload/ricerche/3.pdf

      questo per una rapida visione (dal basso) del tipo di progettualità che anche il movimento propone/produce

      "Non solo Grillo" ....

      Ile

      Elimina
    2. Visto stamane: INCONTRO NAZIONALE di ARCIPELAGO SCEC a Crotone, KR sabato 15 settembre

      link per gli interessati:http://www.meetup.com/MoVimento-Cinque-Stelle-Catanzaro/events/81108592/

      Elimina
  6. Questa volta mi sento di concordare con quanto dici su Grillo. Non perchè non lo fossi, nei contenuti, quando ne parlavi nei tuoi precedenti articoli. C'è una verità assoluta che è determinata dalla logica dei fatti, mettere insieme i pezzi di un grosso puzzle non può che portare ad un unica verità finale. E tutto quello che dici non fa una grinza. Ma in tutto quello che facciamo c'è sempre una dose di relativismo.
    Ho letto di critiche e considerazioni sull'operato di Grillo (sui metodi, soprattutto) e sul M5S anche da parte tua (posso darti del tu?) che intelligentemente (dal mio punto di vista) hai messo da parte in questo post.
    Come te non sono un seguace o amico di Grillo. Ma il relativismo di cui ti parlavo sta proprio in questo: non c'è bisgono di essere intellettuali per capire che, oltre a Grillo, non esiste una vera componente antagonista alla casta politica. Volenti o nolenti, alternative non ne abbiamo. Grillo e il M5S, con tutti i se i i ma della sitazione, sono diventati a pieno titolo la scheggia impazzita (e soprattutto incontrollabile) che può far saltare il meccanismo.
    Non perdiamo tempo a discutere di metodi e sfaccettature, di cosa Grillo deve o non deve dire, come, quando, dove e perchè. Non è il momento e soprattutto, se ci perdiamo in questo, a mio avviso ci facciamo solo un autogol.
    Non ci sarà mai il poitico perfetto come non esiste l'architetto perfetto, il muratore perfetto, il geometra perfetto... la perfezione non esiste perchè in tutto c'è la componente soggettiva per cui la verità assoluta è comunque interpretabile.

    Utlima cosa: parli spesso di intellettuali e di elite culturale come la panacea dei nostri problemi, la scintilla da cui dovremmo ripartire... ma è davvero così importante, ora come ora, avere la competenza e la conoscenza di saper analizzare ed elaborarle le informazioni che ci andiamo a cercare o che persone in gamba come te sanno portare a galla?
    Non mi fraintendere, mi spiego meglio: lavoro nell'informatica. Informatica è = a matematica. In matematica 2+2 fa sempre 4. Inopinabile, ineccepibile, inconfutabile. Qui non c'è relativismo. E' una verità assoluta. E semplice.
    Nei tuoi articoli, tu fai esattamente la stessa cosa. Ed è perfetto. Non so nemmeno cosa sia la politica, ma per come esponi i fatti, non c'è margine di opinabilità.
    In sintesi... e te lo spiego con un esempio diretto: è davvero fondamentale sapere cos'è il keynesismo per capire cosa e come bisogna fare?
    Come un'azienda alza i prezzi quando il mercato lo permette e li abbassa quando soffre, allo stesso modo l'azienda Italia (o qualsiasi altra nazione) è costretta, in tempi di crisi, ad abbassare le tasse affinche i suoi clienti (noi cittadini) possiamo permetterci di comprare ancora i prodotti che l'azienda Italia ci offre.
    Non serve uno scienziato o un intellettuale per capire questo passaggio. Non serve uno scienziato per capire che questo è sufficiente a comprendere il marcio dei nostri politici.
    Sento insulti su Grillo e il M5S tutti i santi giorni. Eppure devo ancora trovare uno ed un solo esempio di critica nei suoi confronti supportata dai FATTI. No, mai. Sempre e solo Grillo è un teppistello, Grillo è un fascista, Grillo è così, Grillo è cosà. Mai una volta che dopo l'insulto venga pronunciata la parola "perchè" a giustificazione della propria tesi. Mai.
    Non si tratta di fare la Guerra sui contenuti, di proporre una soluzione piuttosto che un'altra, di portare tecnici, intellettuali, scienziati o chicchessia nel parlamento a discutere di leggi, proposte, bianco o nero, petto o coscia, carne o pesce.
    Dal mio punto di vista è tutto molto più semplice: serve solo portare a galla la verità. Ripeto, esattamente come stai facendo tu con i tuoi articoli. Ci vorrà tempo, la Rete non è universale, purtroppo un minimo di presenza su quotidiani e telegiornali sarebbe auspicabile per ottenere qualche risultato.
    Con ordine.
    Prima PULIAMO il marcio.
    Poi si riparte dalle basi.
    Volenti o nolenti, dobbiamo tornare al punto 0 e ricominciare.

    RispondiElimina
  7. La variabile impazzita è una meravigliosa invenzione di madre natura, ma mentre c'è chi la teme..i servi di cui sopra, altri la sfrutteranno cinicamente dopo che essa avrà dato fuoco alle polveri.
    Per "essi" intendo la cupola
    http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2012/02/di-sergio-di-cori-modigliani-chiedo.html
    Non mi va di fare il complottista, semplicemente mi chiedo cui prodest:
    siamo sicuri che eviteremo le rivolte sociali?? Di circo ne è rimasto oramai poco!
    Quindi se lo spettro delle rivolte sociali e quindi del collasso economico è reale, cui prodest?
    Leggo qui spesso la definizione di "oligarchia finanziaria",
    abbiamo a che fare con i padroni della moneta, nonché padroni dei sistemi di gestione, controllo, creazione e sopratutto DISTRUZIONE della moneta, loro sono proprietari dei software,loro sono i controllori..incontrollati.
    Come è possibile che oggi non si conosca l'ammontare della massa monetaria visto che le cifre che circolano sono oramai solo stime? ( sono anni ormai che la Fed non dichiara più la massa monetaria che emette e guarda caso un goa audit presso la Fed eseguito la scorsa estate rivelò che aveva elargito nel 2008 fondi salva-crisi per ben 16000 miliardi di dollari e non 800 come ci raccontarono..nessuno ne ha parlato)
    E' possibile perché non è necessario saperlo: il denaro virtuale si crea e si distrugge all'occorrenza.
    per questo non ha alcun peso per la cupola un collasso economico dell'europa.
    Siamo dipendenti energeticamente?? anche di materie prime??dopo il collasso una volta stremati ci faranno calare le mutande rinunciando ad ogni nostra sovranità.
    Il Potere è insaziabile ma abbiamo una consolazione: i cupolari sono anch'essi uomini e non vivranno in eterno perché il patto col diavolo giova solo a quest'ultimo, che gli venisse un colpo ad entrambi!

    E' GROTTESCO CHE UN CENTINAIO DI UOMINI CONTROLLI IL PIANETA!...SONO SOLO UOMINI NON DEI!!
    Bisogna dire che la moneta è una convenzione ed ha valore fino a che noi gli riconosciamo tale valore....

    p.s.
    Chi diede strumenti di pnl ai nazi prima ancora che la pnl venisse creata??

    RispondiElimina
  8. Intanto Monti e draghi recitano la parte del poliziotto buono, come da copione sgamato dal Magaldi e dalle persone che si riferiscono a lui, GOD e DRP.

    Quanto sarà balla, Sergio, quella che Hollande gli avrebbe confermato che la TAV si fa?

    RispondiElimina
  9. Caro Nino, la tassa Monti in Italia, almeno al Sud, c'e' da sempre. Io non ci vivo piu', sono scappata, ma amici mi raccontavano 10 anni fa che, se avevi la fortuna di trovare un lavoro, prima di assumerti ti facevano firmare la lettera di dimissioni. Una cassiera al supermercato non ha mai guadagnato piu'di 600 euro al mese (6 giorni per un minimo di 8 ore) molto spesso a nero. La 'ndrangheta ne pagava 1000 sei anni fa per un viaggio con la tua auto a prelevare un pacchetto...

    RispondiElimina
  10. In un mondo dove si stanno rompendo tutti i vecchi equilibri, dove le zone d'influenza delle vecchie potenze si stanno tingendo di altri colori, dove la corsa ai armamenti e' triplicata nei ultimi anni la nostra piccola classe dirigente ha raggiunto il sogno di ogni borghesia
    Quello di trasformare lo stato nel loro consiglio di amministrazione.
    Il costo e' stato enorme. Il paese e' diventato un paese di masse corrotte. Lo hanno voluto cosi per garantirsi il consenso e il silenzio.
    In un paese del genere per forza doveva arrivare un moralista. In un paese mentalmente non ancora uscito dal Medioevo per anni questa parte e' stata del giullare di corte. Che fosse l'Albertone o Toto' o il Pasquino di turno la parte la faceva. La parte giusta e corretta, quella di fare vedere al re le contraddizioni del suo operato. Questo re lo ha eliminato, non solo, lo ha interpretato lui stesso nei berlusconi, nella lega, nella corsa verso il consenso del ex pci.
    A parte qualche accenno in qualche film a finto carattere storico come Mediterraneo o il Postino o il coraggio di qualche direttore siciliano, mai premiato dal pubblico, un film come "Mani sulla citta'" non e' mai risuscitato.
    Il moralista che arriva e non solo non accetta di fare il comico di corte, ma si esibisce nelle piazze, guadagna consenso e li sfida la' dove loro non vogliono essere toccati chiaramente e' un criminale. Sveglia uno sguardo addormentato. Peggio lo sveglia in un momento in cui il falso mantenuto da un continuo incremento del debito pubblico si rivela per quel che e'.
    Io non mi preoccupo troppo delle manifestazioni di antipatia, di disprezzo o di odio verso Grillo, anzi le trovo l'unica parte sincera di questi personaggi, in un certo senso li rivelano a chi nutre ancora qualche dubbio su questa classe dirigente. Il problema
    per loro e' quanta parte del paese potranno mantenere dalla loro parte e per mantenere non intendo convincere, ma proprio comprare il
    loro appoggio. Da questo nasce il loro odio. In altri tempi avrebbero fatto spallucce. Adesso il problema lo hanno loro.
    Io non voterò Grillo. Io voterò lui o chiunque mi propora' una costituente per un nuovo stato. Un partito deciso a prendere questa
    pattumiera e buttarla via. E che mi dica quale modello di stato vuole. Senza questo percorso io non vedo soluzioni.
    Grillo ha fatto un enorme lavoro. Come si diceva una volta.
    Mi tolgo tanto di cappello.
    Faccia o promuova un altro passo.

    RispondiElimina
  11. ottimo articolo, da divulgare.

    RispondiElimina
  12. Scusi, ma sono strano io se considero che le sue posizioni sono alquanto schizofreniche? No, perchè qualche giorno fa ho letto questo, a firma Sergio Di Cori Modigliani http://www.you-ng.it/index.php?option=com_easyblog&view=blogger&layout=listings&id=729&Itemid=89
    Quale dei due dovrei reputare quello vero? Grazie.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sinceramente non trovo nulla di schizofrenico nei due post.
      Vuole cortesemente renderci edotti specificando i passaggi incriminati?
      Grazie

      Elimina
  13. Concordo con la lettura politica dell'articolo. Anche il paragone con il cancro dell'Italia lo trovo azzeccato. Assolutamente d'accordo che la chemioterapia rappresentata da grillo potrebbe eliminare gran parte della metastasi. Ma dire che la vera chemio ha salvato milioni di persone questo no. La chemio distrugge tutto, cellule sane comprese. Ci sono testimonianze in rete di medici che ai loro familiari con il cancro mai e poi mia la avrebbero somministrata. Per cortesia restiamo nell'analisi politica, senza urtare sensibilità che hanno gia' la loro parte di dolore quotidiano. Grazie.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. mi dispiace non volevo offendere nessuno e non mi intendo molto di medicina; nel mio post il mio intervento ha il senso della metafora, tutto qui, non intendevo parlare letteralmente dei chemioterapici nè avventurarmi in una discussione di carattere sanitario su come curare il cancro; pensavo che fosse chiaro

      Elimina
  14. http://informare.over-blog.it/article-l-errore-di-sergio-di-cori-modigliani-in-buona-fede-speriamo-109846744.html

    RispondiElimina