giovedì 19 luglio 2012

Io mi schiero per la Minetti. Perchè diventi una battaglia della sinistra



di Sergio Di Cori Modigliani



Una battaglia persa. Un’occasione persa, ancora una volta, dalla sinistra democratica italiana (compresa l’intera pattuglia della truppa mediatica asservita); ma soprattutto –ed è ciò che più mi addolora augurandomi che qualche donna intelligente, libertaria e libera della sinistra, nel frattempo si dia una smossa- un’occasione persa dall’intero genere femminile che si identifica nella sinistra per approfittare dell’occasione e costruirci su un dibattito, e un confronto aperto sui temi dei diritti civili, sull’omofobia,  sul moralismo d’accatto della destra rampante clerico-fascista, e soprattutto sul disgustoso morbo che permea la società italiana, con la sinistra cosiddetta democratica in prima fila: la misoginia.

Non ne parlano mai, infatti. Le potenti giornaliste italiane (della sinistra) fanno quadrato intorno ai loro capi e capetti che lì le hanno schiaffate ed eseguono compiacenti gli ordini di scuderia. Come Conchita De Gregorio che ha esordito nella sua collaborazione a la Repubblica intervistando non una donna, non una libertaria, non una combattente dei diritti civili, bensì il penoso pentito Marrazzo, sostenendo il suo punto di vista, e cioè “i travestiti sì che sono le vere femmine”.

Due unici casi isolati in tutta la Repubblica Italiana che vanno in contro-tendenza: A) il gruppo (di cui ignoro l’entità numerica) del Grande Oriente Democratico –spero che siano parecchi- e un rigoroso intellettuale, bravo onesto professionista in forze al corriere della sera, il meritevole  Paolo Rastelli. Per il resto, silenzio, perché bisogna appoggiare in tutti i modi l’opus dei, uno dei datori di lavoro da sempre di Mario Monti, e gettare le fila della grande battaglia autunnale per sferrare il colpo decisivo per far abolire la legge 194, andare all’attacco dei consultori femminili e spianare la strada per il passaggio di risorse pubbliche dall’istruzione e ricerca pubblica a quella privata gestita dai clerici nostrani. . Con un presidente del PD come Rosy Bindi, le donne della sinistra democratica non possono dormire sonni tranquilli. Lo dico per il loro futuro. E per il nostro. Perché le tematiche –quando sono sociali- esulano dal genere, appartengono a tutti. La violenza sulle donne è una violenza sociale del collettivo, è indice di imbarbarimento della società, riguarda tutti, non solo le donne. I maschi violenti e bastardi non sono soprattutto e soltanto nemici delle donne, bensì sono soprattutto nemici dell’intera collettività.

Tutto ciò per chiarire che mi schiero apertamente per Nicole Minetti.

Ed ecco le mie ragioni, confortate dalle notizie degli ultimi due giorni.

La sua vicenda è nota. Personalmente non ci vedo niente di riprovevole nel fatto che un essere umano, dotato di attributi fisici eccellenti, scelga di usare il proprio corpo per ricavarne un guadagno.  A condizione che sia consenziente e abbia operato una libera scelta, escludendo quindi la violenza imposta. Quale sarebbe la differenza tra una persona che usa il proprio corpo (scegliendolo) rispetto a un’altra persona che mette il proprio cervello a disposizione di padroni criminali ben più efferati (scegliendolo)? Non capisco perché Sophia Loren va bene ma la Minetti no, quale sarebbe la differenza? Dal mio punto di vista la differenza consiste nel fatto che la Minetti ha più buon gusto ed è più intelligente perché si è scelta come padrino uno che non l’avrebbe mai sposata così non se lo doveva cuccare tutta la vita, bravissima. La povera Sophia per far una carriera facile ha scelto di stare accanto a un uomo –purtroppo per lei molto longevo- fisicamente orrendo, davvero ributtevole, dotato di un carattere pessimo, un vero caimano doc, corrotto fino al midollo, grande evasore fiscale (anche lei) al quale piaceva essere sadico con le donne perché le odiava: era consapevole del fatto che poteva averle soltanto pagandole, quindi quando le capitava una sotto tiro gli piaceva farle soffrire. Ne ha rovinate parecchie, com’è noto. Con l’aggravante che la Loren se n’è andata in giro per il mondo –e tuttora ci ammorba- come ambasciatrice della perfezione familiare e dell’immagine della donna italiana. Per carità. Per fortuna la maggior parte delle donne erano e ancora sono ben altra cosa da lei e molto meglio e più in gamba. Le italiane sono centomila volte meglio della Loren.

L’aspetto più disgustoso di questa vicenda dell’immonda Italietta piccolo-borghese clerico-fascista consiste nella modalità con cui l’intera truppa mediatica asservita ha presentato la notizia in questi giorni come se niente fosse, ovverossia descrivendo la Minetti come una furfante che trattava il prezzo della sua buona uscita. E invece non è così. Perché lei ci tiene a fare la consigliera regionale, saranno affari suoi. Non vuole cedere. Ha fatto sapere al premier: non c’è prezzo, non me ne vado. E’ molto meglio di Daniela Cardinale, nei confronti della quale nessuno ha mai osato scrivere un rigo (più avanti spiegherò chi è). E’ molto meglio perché –così risulta dagli atti- è diligente, fa il suo lavoro da impiegata e non aspira a partecipare ad appalti o a giochetti lesivi del bene comune. Non ha mai fatto niente di egregio, ma non ha mai fatto neppure del male a nessuno. Danni non ne ha fatti. E in Politica, ciò che conta è questo. Soprattutto in un paese come questo dove i soggetti politici aspirano a poltrone per cominciare a rubare soldi alla collettività. La Mussolini e la Santanchè (le sue grandi nemiche di oggi, guarda caso) hanno attivamente collaborato alla distruzione delle finanze della Repubblica Italiana, così come ha fatto nel Lazio Renata Polverini. Forse se la Minetti fosse stata la governatrice del Lazio, a Viterbo e Frosinone se la passerebbero meglio. L’aspetto grave (per questo la considero una occasione perduta) consiste nel fatto che il cosiddetto “nuovo  corso” del PDL viene presentato alla plebe rincreitinita da due maschi abominevoli come Cicchitto e Alfano, laddove per nuovo corso si intende l’organigramma presentato dal cardinale Tarcisio Bertone per far trionfare la morale ipocrita perbenista piccolo-borghese, cominciando dall’idea di  bastonare le femmine, soprattutto quelle più sensuali (forse negli ambienti della destra circolano prove che lei sia impossessata dal demonio e la proporranno per farla bruciare come strega). Come mai il PDL non cambia il suo corso buttando a mare i mafiosi che da loro abbondano? Vi sembra un caso che comincino proprio da una donna che ha fatto della sensualità il suo business (e sono affari suoi) e non da un maschietto? Perché le donne della sinistra non elaborano questa vicenda spiegando la differenza tra cultura di sinistra (libertaria e aperta) e cultura della destra (verticistica, omofoba e chiusa)? Questa era una buona occasione. Non perché la Minetti meriti di essere difesa in quanto “soggetto politico” (non vale molto in quel campo, per niente) bensì perché come soggetto politico è sempre stata “innocua”. E lo è tuttora. E’ molto meglio della Tarantola che è pericolosa perché è il presidente della Rai ma rappresenta –notoriamente- gli interessi delle lobby finanziarie internazionali più squallidamente agguerrite. Preferisco le ballerine alle tecnocrati, visto che sono costretto a scegliere tra queste due opzioni in questo paese clerico-fascista addormentato che offrre poco di più. Daniela Cardinale è molto ma molto peggio. Vi spiego chi è. Nel 2008 quando bisognava far le liste elettorali con il porcellum, Walter Veltroni si presenta in Sicilia e va dal più importante esponente siciliano del PD, l’on. Salvatore Cardinale, ex ministro delle poste e delle telecomunicazioni del governo Prodi, passato alla storia come l’uomo che, insieme all’estrema sinistra parlamentare, impedì che venisse varata la legge sul conflitto di interessi accordandosi con Berlusconi. Veltroni voleva metterci l’allora presidente della commissione parlamentare anti-mafia. Cardinale disse: no, neanche morto. Nacque un braccio di ferro. Veltroni era disperato. Chiamò gli altri e spiegò la faccenda. Arrivarono tutti a Palermo: tutti, nel senso di Bersani, Bindi, D’Alema, ecc. Parecchie ore riuniti chiusi in una stanza. Alla fine decisione salomonica. In lista ci mettono Daniela Cardinale, una studentessa universitaria fuoricorso (molto molto somara) di 24 anni di età, figlia di papi papi modello Sicilia sinistra, che a stento sa coniugare i verbi. Viene eletta come record da Guinness: la più giovane deputata d’Europa. Alla prima seduta viene nominata presidente della commissione bilancio. Nell’aprile del 2013 andrà in pensione (vitalizio congruo e assicurato e blindato) all’età di 29 anni, con gli applausi del PD. Esperti di lavori parlamentari mi hanno spiegato che la ragazza ha combinato diversi danni, non pochi. Lo sanno anche tutti i dirigenti del PD.

Questa onorevole sarebbe meglio di Nicole Minetti?

Preferisco una donna innocua a una donna pericolosa per la collettività.

E’ tutta invidia perché lei è bella e sensuale.

“Come mai i partiti quando decidono di fare i repulisti invece che cominciare dai mafiosi cominciano dalle donne, per lo più sensuali?”.

Avrei sperato che fosse stata qualche leader femminista di sinistra a sollevare la questione. Macchè. Tutte in coro zitte zitte a dare addosso alla strega da bruciare. Così apriranno la strada alle monache perverse.

Ma dico, che cosa ci vuole per capire che in Italia, in questo momento, la destra clerico-fascista sta andando all’attacco?

Ma dico, e concludo, che cosa ci vuole per capire e sapere che stanno andando all’attacco delle menti dissenzienti, degli intellettuali scomodi, dei veri oppositori e che da sempre, nelle società medioevali maschiliste (come l’Italia medioevale) le donne sono sempre le prime della lista?

Non lo sapete che si chiama “caccia alle streghe”?

L’onorevole Daniela Cardinale, quella sì che è una strega pericolosa.

La Minetti è semplicemente una poveretta che ha cercato di svoltare.

E io se devo scegliere tra i furbi corrotti figli di marpioni corrotti e i poveretti, mi schiero sempre dalla parte dei poveretti. Che siano maschi o femmine è irrilevante.

E’ una questione sociale. Non morale.

Questo vuol dire occuparsi di Politica, evitando la trappola del gossip vaticanense..

8 commenti:

  1. A mio parere, ognuno del proprio corpo e' libero di farne cio' che vuole, anche prostituirsi.
    Non ho cambiato parere sulla Minetti: mignottocrazia, che non nasce e' vero con l'avvento in politica della igienista dentale, e' il termine che le si addice.
    Farne una santa martire del femminismo non mi sembra il massimo.
    Poi se debba dimettersi o meno sono affari della Minetti.

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  2. Tu ti schieri per la Binetti ?
    Tu ti schieri per la Bindi ?

    Destra e Sinostra.

    Ma non ci sono persone più disgraziate per cui schierarsi… non “regalandogli” ( tra parentesi ) il salvifico pesce ma la canna da pesca ?

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  3. Se le cose stanno come dice Sergio,allora viva la libertà della Minetti,ma stanno davvero così?

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  4. Suvvia, non è che Daniela Cardinale sia proprio da buttare, soprattutto da quando si è rifatta il naso, da buona donna rampante della politica italica.
    Del resto la categoria è trasversale: Daniela Garnero (in arte Santanchè), Nicole Minetti, persino Rosi Mauro fa sfoggio di turgidità sospette.
    Forse il senso dell'articolo è che, mentre Daniela Cardinale è il risultato di una marchetta del padre, la povera Minetti le marchette se le è dovute fare da sola.
    Forse per questo va difesa la "bella" (de gustibus) Nicole: la strada, in tutti i sensi, se l'è fatta tutta lei.

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  5. Non possedendo la tv ho una visione della realta' diciamo oltremodo pietosa e decisamente sfalsata. Sinceramente non so neanche chi e' la signora Minetti..
    Suppongo sia una o uno dei tanti che i partiti sistemano da qualche parte per le loro competenze, qualita', merito.
    Io riporto quel che leggo:
    "Silvio Berlusconi, che prima si è dato da fare per sponsorizzarla come consigliere della Lombardia, presentandola al governatore Roberto Formigoni, e poi, due anni dopo, starebbe tornando sui suoi passi per dare l'idea di un cambio di immagine dentro il partito in forte crisi."
    La signora chiede un risarcimento per la mancata fine legislatura in Lombardia.
    "Ovvero: il mancato vitalizio (che scatta a partire dai 60 anni ma che viene accumulato nel tempo) e il mancato emolumento per altri due anni e mezzo, composto dalla parte fissa e dai rimborsi, più l'indennità di fine rapporto. Si tratterebbe quindi di almeno di 3-400mila euro più altri 400mila."
    Vede lei dal suo punto di vista "femminista", io dal mio punto di vista di lavoratore sosteniamo la Minetti.
    Mi sembra giusto che dopo due anni di lavoro si arrivi
    alla pensione o come si voglia chiamarla, disgraziatamente pagata solo a 60 anni. Mi sembra oltremodo giusta una buona uscita.
    Mi sembra inoltre che questo cambio di immagine sara'
    sconvolgente. Un passaggio storico nel rapporto tra datori di lavoro e maestranze.
    Sosteniamo con forza la Minetti.
    Il giorno che anche noi avremo delle leggi alla Pery Mason il nostro avvocato potra' presentare a nostro favore " causa Minetti". Forse anche adesso visto che la legge e' uguale per tutti. Ma penso se anche ci trovassimo di fronte a dei Borsellino, Falcone, questi giudici ci riderebbero in faccia.
    Sosteniamo la Minetti.

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  6. onestamente sulla faccenda Minetti concordo...e mi fa alquanto schifo che venga strumentalizzata per nascondere sotto il tappeto ben altra immondezza...la Minetti a quanto risulta non ha mai rubato soldi pubblici preso mazzette o truccato appalti(quindi non ha mai rubato ai cittadini) e si dovrebbe dimettere quando personaggi a dir poco equivoci come Penati(è il primo che mi viene in mente ma ce ne sono decine...da una parte e dall'altra) rimangono al loro posto...ma perchè? perchè è una donna? o semplicemente perchè ha meno le mani in pasta e meno personaggi influenti su cui tacere e tra l'altro essendo carina fa + notizia?

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  7. A Yalta, mentre si spartivano il mondo, Stalin e Roosevelt prendevano in giro Churchill dicendogli che era il piu' conservatore. Churchill rispose qualcosa come -Indubitabilmente, ma anche orgogliosamente il Premier di un paese che mi puo' cacciare via in qualsiasi momento con un semplice voto."
    Di Lincoln e' famoso -
    Un governo dal popolo, del popolo e per il popolo-
    Per gente abituata a Gran Consigli ed a Comitati Centrali e' solo un altro talk-show. Il talk-show che maschera la loro impotenza. Senatore, deputato, consigliere regionale o qualsiasi altra carica elettiva rappresenta il popolo italiano.
    A quelli che si riempiono continuamente la bocca con la parola sovranita'.
    A loro ricordo

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  8. La Minetti è una fallita,nessuno le ha mai impedito di stupirci,
    di dimostrarci di avere delle idee ma non si può cavar sangue
    dalle rape.
    Nicole è la marchetta di un miliardario che non
    riesce a essere liberale neanche quando va a
    mignotte,socializza persino la prostituzione,
    nessuno c'era mai riuscito.
    E' una goccia nel mare ?
    Si certo,ma è una questione di mercato,domanda e
    offerta,500.000€ per una trombata,
    dov'è la spending review ?

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