domenica 22 luglio 2012

La cura del Pinguino Impazzito. Così l'Italia si salverà.



di Sergio Di Cori Modigliani


L’Italia è malata.

Lo hanno capito tutti, anche i più riottosi, lo sanno ormai tutti.

Alcuni, i più ideologizzati e manipolatori, sostengono, invece, che l’Italia è in crisi, dando ad intendere che i fondamenti sono sani, che le banche sono sane, che l’industria è sana, che lo Stato è sano, ecc.,ecc. Non è così. E’ Falso. La crisi dell’Italia è la conseguenza della malattia. Se si superasse la crisi la malattia resterebbe, quindi il corpus sociale seguiterebbe a soffrire esattamente come prima, anzi, più di prima. Con l’aggravante che non ci sarebbe più nessuno a registrarne i dolori. E’ bene dunque, per chiunque sia interessato al futuro potenziale dell’Italia, non farsi illusioni e dedicare pensieri, energie e possibili soluzioni per guarire il malato. La crisi, quindi, fintantoché non viene aggredita la malattia, non si risolverà mai e diventerà perenne. E in economia –così come nel sociale e nella psicologia- quando la  crisi diventa perenne e non è più limitata e circoscritta nello spazio e nel tempo, si trasforma in un fatto endemico, quindi in un agente patogeno costante che produrrà soltanto ed esclusivamente soggetti e situazioni ad alto rischio patologico, finchè quella specifica etnia prima regredisce, poi decade, e infine si estingue spazzata via da altre etnie sane. Le malattie socio-psico-economiche, anche se il mondo è ormai globalizzato, vanno identificate, riconosciute, e quindi diagnosticate, nella specificità del loro localismo originale. L’unica novità, rispetto alla precedente fase della modernità pre-globale consiste nel fatto che, oggi, la “cura localistica” deve essere tale da poter essere riconosciuta come “compatibile” con le esigenze del resto del globo. Questo vuol dire, in termini politici, “sviluppo eco-sostenibile”. Se una nazione –tanto per fare un esempio qualunque- sta in crisi ed è mussulmana, è assolutamente privo di senso (oltre che inefficace e inefficiente) proporre, o addirittura peggio, imporre, una qualsivoglia medicina non gradita e non consona alle tradizioni e usi dei mussulmani. E così via dicendo per tutti e dovunque. Basterebbe questo per far comprendere la motivazione per cui i diktat della BCE sono risibili e l’idea teutonica di base potrebbe (alla lunga) rivelarsi un agghiacciante boomerang per la Germania: spingerebbe quella nazione a riesumare il loro personalissimo cancro di sogno egemonico imperialista di una razza superiore agli altri. E la Germania finirebbe per ammalarsi di nuovo gravemente. Chi è malato va curato con la cura che funziona per quell’individuo; in questo caso, per quell’etnia o quel paese. In Europa, la Grecia sta come l’Italia: sono in crisi e sono malate. Anche la Spagna. La Francia no. E’ in crisi ma non è affatto malata. Idem la Gran Bretagna: gravissima crisi socio-economica al limite del baratro (molto peggio dell’Italia) ma non ancora malata. La Germania non è in crisi affatto e non è neppure malata, provoca le crisi degli altri perché ha costruito un anello invisibile di anticorpi che funzionano soltanto per loro. La “peste mediterranea” si ferma alle alpi austriache e torna indietro. E così via dicendo.

L’Italia sta vivendo in questo momento una fase di totale delirio collettivo, in parte, forse, a sua insaputa (quantomeno me lo auguro: meglio irresponsabili e ignoranti che criminali).

L’attuale governo, infatti, è composto al 100% -cioè la somma di ministri, sottosegretari e dirigenti- da individui che rappresentano la malattia e ne sono la Sintesi Suprema. E’ il peggior governo che l’Italia abbia avuto dal 1861 a oggi, in assoluto. Perché rappresenta soprattutto ed esclusivamente gli interessi principali dell’ala clericale della nostra repubblica, dell’aristocrazia fondiaria, dell’oligarchia tradizionale di stampo medioevale. Non esiste neppure una persona (intendo dire neanche 1, cioè meno di 2) che sia cresciuta in un mondo moderno di capitalismo avanzato laico; sono tutti, assolutamente tutti, individui che provengono da un ceto sociale esclusivo pre-selezionato, abituato per tradizione consolidata familiare al mantenimento dello status quo. Individui ai quali, all’età di diciotto anni, una volta preso il diploma delle scuole superiori, gli è stato comunicato come dove e quando sarebbero diventati ordinari universitari nelle accademie; quali mansioni direttive sarebbero state date loro, e che tipo di carriera avrebbero fatto. Nessuno di questi ha mai pensato di “doversi cercare” un lavoro oppure “costruirsi una carriera”. Sono cresciuti (e hanno avuto ragione) che, a loro, era dovuto. Non esiste nessuno attualmente al governo (neppure i consulenti) che possa mai dire di se stesso di essere stato “a self made man” “a self made woman”, ovvero una persona che si è fatta da sola, sulla base dei propri meriti e della propria competenza tecnica acquisita, per l’appunto: il cancro dell’Italia. La malattia della nostra etnia: la cultura clerico-fascista.

Non esiste neppure 1 probabilità su 100 che questo governo possa (soprattutto voglia) far qualcosa per superare lo status quo. Perché dallo status quo dipende la loro sopravvivenza, il loro privilegio, il mantenimento della loro discendenza. Soltanto nel caso che si verificassero dei comportamenti suicidi, o masochisti, le probabilità porrebbero aumentare. E’ come in Arabia Saudita.

L’Italia berlusconian-montiana è l’Arabia Saudita d’Europa.

La cura?

C’è, ed è soltanto una. “La cura del Pinguino Impazzito”.

Ce la suggerisce Charles Darwin, quando dice (e ha ragione ) “Le specie quando si trovano in presenza del rischio di estinzione si comportano tutte nello stesso modo: mutano”.

Ecco la cura.

E’ necessaria “una mutazione metafisica”.

Lenta e faticosa, come è stato all’inizio qualche milione d’anni fa, quando i nostri antenati per non estinguersi per mancanza di proteine, sono scesi dagli alberi e sono diventati carnivori.

Ma nel sociale, per fortuna, i tempi sono più brevi.

A questo serve la Cultura.

A catalizzare la necessaria mutazione. Ad accelerare il processo.

La “mutazione metafisica” consiste in un ribaltamento concettuale dell’esistenza che ritorni (o vada) ad attribuire Senso e Significato a specifici Valori, fondamentali per la nostra etnia: se non accade ci estingueremo. La specie “Italia” si estinguerà perché avrà scelto di sacrificare l’intera comunità agli interessi di uno sparuto numero di oligarchi, come avviene tra i gorilla. E la necessaria mutazione viaggia attraverso modificazioni comportamentali, individuali e immediate, impossibili ormai da rimandare. Chi lo capisce ed esegue il dispositivo che consente la mutazione, si evolverà. Gli altri scompariranno senza neppure rendersi conto di ciò che sta accadendo loro.

Che cosa c’entrano i pinguini?

Ecco la storia. Di cui io mi sono appropriato per usarla come necessaria metafora per noi. Viene, invece, dalla biologia marina e sta alimentando negli ultimi mesi un furibondo e interessantissimo dibattito in diversi luoghi del pianeta.

Tutto è iniziato un anno fa. E allora scrissi un post sull’evento.

E’ accaduto in Australia, nello stato del Queensland.

Un mattino, dei bambini in spiaggia vedono divertiti una coppia di pinguini e vanno ad avvertire il bagnino, il quale, esterrefatto avverte lo zoo che manda il suo personale. Nessuno può credere all’evento. Uno, il maschio, è stremato dalla stanchezza e dalla fame, ma è vivo, sano e vegeto. L’altra, la femmina, è moribonda, non ce la farà. Lo trasportano allo zoo e immediatamente gli costruiscono in fretta e furia un habitat per lui compatibile. Arrivano da tutto il mondo biologi marini e zoologi per osservare l’evento.  Com’è noto, i pinguini (circa un milione) vivono soltanto nell’Antartide argentina, stanno tutti lì perché si nutrono di ciò che lì c’è e la temperatura a loro gradita è intorno ai -10 gradi di media annua. Grandi nuotatori e imbattibili surfisti, scorrazzano nelle vicinanze senza mai allontanarsi troppo. Senza iceberg soffrono e periscono. Come mai una coppia di pinguini aveva nuotato per 12.000 chilometri finendo in un caldo mare del sud? A farci che? Perché? Come mai? Tutti gli zoologi concordi: “il pinguino è diventato matto; gli è frullato qualcosa nel cervello, ha perso la rotta ed è finito qui”. Due uniche proteste, di uno zoologo australiano e di una biologa californiana: “Non è così, stiamo assistendo a un fenomeno unico nel suo genere: questa coppia è l’avanguardia evoluta che ha geneticamente captato in anticipo il fatto che i ghiacci si stanno sciogliendo e al massimo tra 60 anni moriranno tutti, quindi, cercano nuove soluzioni mutanti per adattarsi al nuovo clima e vedere se riusciranno a mangiare anche in posti come i nostri”. I due sono stati considerati due dementi misto new age e greenpeace e silenziati. Il governo ha deciso che il pinguino doveva essere riportato con un aereo frigorifero nel Polo Sud subito. I due hanno protestato sostenendo che era sbagliato. Si sono anche rifiutati di mettergli il microchip. L’hanno riportato laggiù. Quaranta giorni fa, due eventi: uno piccolo, di scarso impatto. Quattro pinguini ( due coppie) si arenano nella costa settentrionale del Cile al confine con il Perù, mare caldo, sabbia. Tre sopravvivono. Tre giorni dopo, invece, un evento clamoroso: 516 pinguini si arenano su una spiaggia tropicale del Brasile, nello stato di Rio Grande do Sud, nei pressi dell’equatore, alcuni arrivano addirittura nella spiaggia di Ipanema a Rio de Janeiro. Si arenano perché non sono ancora abituati alla sabbia che non conoscono. Sono morti tutti di fame. Perché? Sono tutti impazziti? E se sì, che cos’è che li ha fatti impazzire? I zoologi si stanno scannando sulle motivazioni, perché i pinguini si affacciano ogni tanto (pochissimi) anche al nord, ma mai a quella latitudine. Certamente, quei pinguini sono un po’ strani. Gli altri pinguini stanziali li considerano folli.

Splendida metafora.

Da cui “la cura del pinguino impazzito”.

Dei pazzi.

E se fosse un pinguino impazzito Paolo Barnard?

E se lo fosse Gioele Magaldi?

E se lo fosse Oscar Giannino?

E se lo fosse Antonio Ingroia che si dimette se ne va in Guatemala per un anno? Che ci va a fare uno di Palermo a Tegucigalpa?

E se lo fosse, in campo mediatico, (a destra) Filippo Facci che un mese fa, intervistando in diretta il sottosegretario Martone (uno sano) che in allegria sosteneva “l’Italia sta su un’ottima strada perché Monti sta spingendo l’Italia esattamente verso una situazione come quella della Spagna” l’ha interrotto e gli ha detto “ma lei si rende conto di ciò che sta dicendo o non ha la minima idea di ciò che sta dicendo? Che fa? Ci prende anche in giro, adesso?” e che tre giorni fa all’ex direttore rai Alberto Minzolini gli ha chiesto “ma lei non si vergogna di aver fatto la scelta che ha fatto?”; e non sarà forse un pinguino impazzito (a sinistra) il giornalista Antonello Caporale che si è dimesso da la Repubblica ed è passato a Il Fatto Quotidiano per una cifra nettamente inferiore “perché ho voglia di dare un Senso alla mia professione di giornalista”?

Non sarà un pinguino impazzito il premio Nobel Joseph Stieglitz che ha annunciato l’affondamento dell’Italia entro ottobre, contestato e protestato da Mario Draghi (uno sano) che ha detto “l’Euro è sano, l’Italia è sana, gode di ottima salute e l’euro sta benissimo, non esiste nessun motivo di preoccupazione” cominciando a diffondere la calunnia che Stieglitz ha perso la testa ed è diventato matto?

Non sarà un pinguino impazzito il vice-presidente della Confindustria, l’imprenditore anti-mafia Ivan Lo Bello che ha dichiarato “La Sicilia è a rischio default immediato, si corre il rischio di una sollevazione popolare e in quell’ambiente può essere un evento pericoloso” definito dal governatore Lombardo (per l’appunto) “un pazzo” al quale ha augurato “meglio che vada a morire ammazzato”?

Non saranno, forse, tutti questi, soltanto dei “pinguini impazziti” che, chi a destra chi a sinistra, chi in un luogo chi in un altro, ci stanno ammonendo sulla necessità di una immediata mutazione metafisica?

Fa paura a tutti nuotare nell’oceano caldo, per noi pinguini abituati ai rassicuranti iceberg perenni, me ne rendo conto.

Ma non esistono alternative.

O si rimane nel mucchio, tutti appicccicati, sperando che il ghiaccio non si sciolga, e ci si affida alla bontà di Dio, oppure è meglio impazzire. Seguire la propria follia e imparare ad abituarsi alla sabbia, a una temperatura diversa, a mangiare altri pesci, altri plancton. Le prime avanguardie, come i 516 pinguini finiti ai tropici, sono destinate a perire,  morendo di fame. Ma ne arriveranno altri, e cominceranno ad adattarsi.

Quei pinguini impazziti sanno che il milione restante, prima o poi, finirà spiaccicato sulla fredda battigia del Polo Sud; moriranno tutti di stenti, di fame, di caldo.

Gli altri, intanto, al calduccio si saranno già abituati.

In quanto pazzi, si sono mutati.

A questo serve la Cultura.

Secondo me, quelli sono Pinguini Colti.

Meglio soli ed evoluti che tutti insieme verso la nuova Auschwitz del pensiero unico tecnocrate.

 

 

14 commenti:

  1. giusto. o si cambia testa, o si cambia paese, o si diventa completamente schiavi.
    come alternativa, ci si puo' anche sparare in testa.

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    1. e no caro anonimo
      come alternativa si può anche sparare in testa

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    2. Ma schiavi di chi? Secondo me il problema è qui. Possiamo insorgere, ma contro cosa? Il governo? E' l'ultima pedina. Anche se si abbattesse non cambierebbe nulla. Andiamo contro gli USA? E come? coi forconi? Il nostro è un nemico invisibile sovranazionale, forse abita sulla Luna :), forse non è nemmeno terrestre, ma alieno :). Ci resta solo goderci lo spettacolo...
      E vivere sorridendo.

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  2. Bella metafora davvero. Solo un appunto su Facci, per lui ci vorrebbe una categoria a parte, quella dei voltagabbana, che cercano di stare a galla colpendo a casaccio. Anche un orologio rotto e' esatto per due volte al giorno. Ma dura poco.

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  3. Bello , hai ragione, siamo al medioevo e anzi, lo vogliono ancora di più, ovvero che si lavori per produrre benessere per nemmeno un dieci per cento della popolazione.
    PERCHE DARSI DA FARE?
    QUESTO VI DOVETE CHIEDERE ... ne vale davvero la pena? NO, io mi sono risposto, non ne vale proprio la pena che lavori un anno per avere una settimana di vacanza e col prestito a interessi, che non mi possa permettere un dentista e che possa curarmi con quello che voglio io. Arrangiatevi, il gioco è truccato e io mi defilo: Fatelo tutti e vediamo che medioevo costruiscono ... voglio ribadire che quello che hanno messo in piedi l'hanno fatto con le nostre forze!

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  4. Il gabbiano Jonathan Livingston :)

    http://digilander.libero.it/RJ04/eBook/Il%20gabbiano%20Jonathan%20Livingston.pdf

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  5. @*Dioniso*777*
    daccordo.
    Ma defilarsi come? Cambiando paese? E per andare dove, oltre che in Germania, visto che ovunque si è in crisi?
    E quando, stante così le cose, la crisi magari arriverà anche lì?
    Oppure defilarsi come?
    Non lavorando? Non pagando tasse?
    Purtroppo non credo si possa fare..
    Sottolineo che la mia non è una critica al commento, ma solo disperata voglia di capire come possiamo sopravvivere.

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    1. Lavora solo lo stretto necessario al mantenimento di una vita dignitosa. Cerca di non dipendere troppo da "altri". Incomincia a sviluppare una rete di solidarietà con chi la pensa come te. Il tuo poco, unito al poco degli altri, diventa il tanto che vi consente di godere del bene più prezioso che abbiamo: il tempo.

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    2. questa mi sembra davvero una bella proposta.

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    3. allora sono già pronto.
      La cosa più difficile è la rete di solidarietà.

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  6. Il neo-ultra liberista e totalmente inaffidabile Giannino (vedere http://www.youtube.com/watch?v=yw2NVxKzbF4 per credere ) non lo accosterei nemmeno per sbaglio a Barnard-Magaldi,in quanto a Facci,sta forse cercando nuovi padroni?

    Consiglio a DiCoriModigliani: occhio a fare certi accostamenti,sono pericolosi e intaccano il valore ( alto ) del suo blog e dei suoi post

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  7. Meglio essere considerato un pinguino impazzito, e salvarsi le pinne, che una rana riscaldata a fuoco lento sino a diventare lessa, oltre che... fessa.

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  8. Bello TUTTO, ma la soluzione, e dentro di noi. Quanti di noi, prendono in mano il destino del cambiamento?
    Pochi, anzi nessuno.
    L'italia ormai fallita, si sa da tanto tempo. ma, la soluzione dov'è.
    Io personalmente, non vedo nessun cambiamento...e voi, Popolo Italiano, vedete qualche miglioramento?
    La mia domanda sorge spontaneo, tutti sanno del fallimento dell'Italia, Scenziati, tantissima gente colta, ma mi ripeto, il cambiamento dov'è.
    Per favore se qualcuno possa dare la risposta, glie ne sono grato.
    Grazie.
    Dimenticavo...viva a tutti i Deputati menzonieri.
    Sanno mentire bene.
    FALSI...MA ALMENO UNO STIPENDIO DA NABABBI, NON GLI LO TOGLIE NESSUNO.
    DIMENTICAVO...
    LA POVERA GENTE, DOVE LA METTI?
    SI, NON C'E' POSTO.
    SE, CI FOSSE UN PREMIO, I NOSTRI DEPUTATI, SONO I PRIMI AL PREMIO
    NOBEL, PER LA FALSITA'.
    GRAZIE.

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