mercoledì 3 ottobre 2012

Dalla Calabria con amore. Per un nuovo senso civico



di Sergio Di Cori Modigliani

Ho ricevuto questo contributo come commento da parte di una nobile cittadina italiana, calabrese, che si firma anonima (e in questo caso fa molto bene a farlo).

Questo è ciò che auspico e di cui parlo quando uso il termine "necessaria mutazione antropologica" oppure "rivoluzione culturale".

Non ho da aggiungere molto, se non accoglierla e darle lo spazio che merita.


RACCONTO UN EPISODIO: SONO CALABRESE, MIO MARITO E' STATO IN POLITICA PER UNA LEGISLATURA, ALLA FINE, DISGUSTATO, SE N'E' USCITO. SIAMO ENTRAMBI LIBERI PROFESSIONISTI, ONESTI, DI QUELLI BRAVI CHE FACCIAMO LA FILA, NON TELEFONIAMO AGLI AMICI DEGLI AMICI, E QUANDO ANDIAMO IN GIRO PER BUROCRATI, SIAMO ARMATI DI LEGGI E SENTENZE A DIMOSTRAZIONE DELLE NOSTRE TESI E RICHIESTE. IN QUEL PERIODO (E POTREI RACCONTARE MILLE EPISODI SCONCERTANTI) USCI' UN BANDO DI ASSUNZIONE NELLO STESSO COMUNE DI CUI MIO MARITO ERA CONSIGLIERE, PROPRIO PER LA NOSTRA PROFESSIONE: SONO STATA L'UNICA DEL RAMO A NON PRESENTARE DOMANDA, CHE NON SI DICA MAI CHE HO OTTENUTO IL LAVORO PERCHE' MIO MARITO ERA CONSIGLIERE! A TUTT'OGGI CHIUNQUE MI DA' DELLA CRETINA PERCHE' NON NE HO APPROFITTATO QUANDO IN MOLTI HANNO SISTEMATO I PARENTI E GLI AMICI. NON HO MAI VARCATO LA SOGLIA DI UN UFFICIO COME LA "MOGLIE DI", DETESTO VENDERE LA MIA DIGNITA', FIGURIAMOCI PER QUINDICI MINUTI DI TEMPO! MOLTI MI DICONO CHE QUANDO HAI LE BOCCHE DA SFAMARE DEVI SCENDERE A COMPROMESSI: NESSUNO HA CAPITO CHE FINCHE' QUESTO ALIBI VERRA' USATO DA NOI STESSI PER GIUSTIFICARE IL NOSTRO ESSERE FURBETTI, CI SARANNO SEMPRE PERSONE DA SFAMARE, E' LO SCOPO DI CHI E' AL POTERE QUELLO DI FARCI SUDDITI. EBBENE, IO VI DICO CHE I MIEI FIGLI NON VESTONO FIRMATO, DI QUALITA' SE POSSO, SE NON POSSO, NADA, COME FACEVA MIA MADRE, CHE COMPRAVA BENE DA PERSONE SERIE SOLO QUANDO POTEVA; ADESSO PUR DI APPARIRE VESTIAMO FINTO DI MARCA, VERO CINESE, CI SIAMO RIDOTTI COME DEI CAPRONI IN UN MONDO DI SCHIAVI. SPERO DI RIUSCIRE A FAR COMPRENDERE LORO CHE LA DIGNITA' NON SI BARATTA CON NIENTE, CHE MORIRE E' UNA VOLTA PER OGNUNO, E SICCOME NESSUNO VIVE IN ETERNO SE NON NOSTRO SIGNORE, ALLORA MEGLIO MORIRE DA UOMINI LIBERI, GUARDANDO I NOSTRI FIGLI NEGLI OCCHI CON COERENZA, E PARTENDO DALLE PICCOLE COSE DI OGNI GIORNO: FARE LA FILA, E PAZIENZA SE E' LUNGA, CI SI PORTA UN LIBRO; NON ROMPERE I GIOCHI DEL PARCO; NON GETTARE CARTE A TERRA, ANZI ARMARSI DI SACCHETTO E GUANTI E RACCOGLIERE I RIFIUTI ALTRUI DA SPIAGGE, PARCHI; SCANDALIZZARSI DELLE RACCOMANDAZIONI, MA IN PRIMIS NON CHIEDERLE! FERMARSI SULLE STRISCE, NON SUPERARE I LIMITI DI VELOCITA', RILASCIARE LE FATTURE, REGISTRARE I CONTRATTI, PAGARE IL TICKET... DARE L'ESEMPIO!!! NON GUARDARE LA TV!!! DIRE NO E INDIGNARSI NON BASTA, NON POSSIAMO SEMPRE ASPETTARE CHE SIANO GLI ALTRI AD AGIRE AL POSTO NOSTRO. E SE TI FANNO TROVARE UNA TANICA DI BENZINA, CHIAMA LA POLIZIA.

11 commenti:

  1. Davide Isidoro Pitasi3 ottobre 2012 14:30

    sono calabrese anche io e condivido pienamente il post, pur con alcuni distinguo: vorrei osservare che molte volte, se non sempre, non scendere a compromessi vuol dire emigrare dalla calabria, in quanto vuoi perchè il mercato è saturo, vuoi perchè ci sono gli amici e gli amici degli amici,vuoi perchè la calabria è quella che è ovvero non offre quasi niente, ma alla fine ti ritrovi, magari dopo anni di studi e sacrifici, sia economici che tempo libero, disoccupato e senza alcuna prospettiva. Per questo dico, che va bene il non accettare raccomandazioni, ma fin quando non si darà l'opportunità a tutti di poter vedere premiati i propri sforzi sarà (quasi) inutile, almeno per chi vuole rimanere in calabria: attenzione non parlo del vestito firmato, ma parlo semplicemente della possibilità per una persona di poter realizzare un progetto di vita o, più banalmente, togliersi una soddisfazione ad esempio un viaggio, la macchina nuova o quant'altro.; e ciò può avvenire solo tramite il lavoro, almeno fino a quando esso sarà la fonte di sostentamento. Perchè è vero che non bisogna essere attaccati alle cose materiali ma privarsi anche delle soddisfazioni minime mi sembra esagerato...ovvero va bene fare gli idealisti e va bene il mutamento antropologico ma purchè porti benefici a tutti, altrimenti con l'idealismo e l'antropologia difficilemte risolveremo il problema della disoccupazione, perciò: basta teoria, vogliamo lavorare ed essere felici perchè è un diritto di ogni uomo

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    1. non hai capito niente del post!!!!

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    2. concordo... e non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire...

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  2. Bel post.
    Semplice e bello.
    Io nel mio piccolo il 10 ottobre concorro per un posto da operaio comunale in un piccolo paesino della Garfagnana (Camporgiano).
    Non contano niente le mie due specializzazioni pisane con 110Lode (con tesi assolutamente FORTI tipo quella sulla gestione della pesca nel Mediterraneo).Ho potuto accedere grazie ad altri requisiti)(es. non avere pendenze penali) e ad alcune qualifiche abbastanza rare e "manovali": per questo mi ha colpito che siamo in 60 per un posto! Per lo più nel paesino sperduto! Tutti mi dicono che non ce la farò perchè sanno già a chi darlo in questi casi il posto, ma c'è cmq una graduatoria e poi se non sarà questa vincerò il prossimo perchè di solito quando ho il tempo di ripetere (non stavolta) divento un M18 e non mi ferma più nessuno..Un momento però!Qualcuno potrebbe pensare
    "MA COME? TU GIOVANE, LAUREATO, VIVO(!)nel senso reale e più bello della parola, vuoi farel'operaio?
    La risposta è si...perchè ormai conta solo il posto fisso e la gente si ammazza per questo...ecco perchè trionfa la malavita. Siamo un paese con al centro coloro che hanno rovinato l'Italia con personale improduttivo e sono gli stessi che adesso sostengono al centro MONTI.
    Spero per loro in un 14 luglio, se lo meritano tutto.
    Marco Giannini 75

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  3. La Calabria non offre quasi niente e se non scendi a compromessi non mangi. E' vero e lo sarà sempre e sempre di più finché non cambierà la mentalità, se non avverrà il mutamento antropolico-culturale, non ci sarà miglioramento economico, né prospettive. Quando si parla di ideali e di metterli in pratica, non vuol dire rinunciare al firmato solo perché non te lo puoi permettere, ma proprio perché in coscienza hai scelto un'altra strada (ma l'abbigliamnto fimato è solo un esempio), e questo spesso comporta fare delle rinunce, a volte anche a sei zeri, ma che te ne fai se poi per avere quei sei zeri ti sei dovuto svendere? Non concepisco tante cose, e potrei scrivere per ore e sconfinare nelle tematiche più disparate, ma mi piace sempre parlare per esempi. Sicuramente gli idealisti non si riesce facilmente ad esserlo se ti sparano alle gambe, ti bruciano il negozio, ti minacciano i figli, e per carità, nessuno ci chiede per forza di essere degli eroi, però c'è chi lo fa, vedi i nostri tanti sindaci che sono costantemente minacciati ma resistono: sono quelli i politici che ammiro, perché ci vuole coraggio a restare, non ad andare via. Però quel mutamento non può avvenire prescindendo dalla quotidianità, e qui mi piace "raccontare" la mia terra, che amo fino al punto di restare, ogni giorno, analizzando, e sviluppando le mie personali teorie.
    La Calabria non ha niente da offrire: ti voglio smentire subito, e ti posso indicare una strada, come esempio, per uscirne. Estate 2012, polemiche a non finire sulla pulizia del mare, lo stato del turismo, e via dicendo. Amici milanesi scendono in vacanza, stanno un mese al mare, tutte le mattine vanno al bar a fare colazione, ma non un caffettino al volo, proprio seduti al tavolino, caffellatte brioches cornetti latte di mandorla e vai così fino a spendere almeno 20 euro, OGNI mattino, caso strano perché da noi i turisti di solito sono parenti che si fanno ospitare e non lasciano nella nostra economia che pochi spiccioli. Ora: se io fossi stata gestore del bar, alla terza mattina che vedevo questi ordinarmi mezzo bar alla volta, avrei fatto trovare fiori freschi e tovaglia di lino ricamata a mano! e invece che fa il proprietario? Quando gli chiedono un caffé d'orzo gli rifilano un fondo di caffé già usato, pensando che la gente sia stupida e non capisce che la stai prendendo per i fondelli! Stai insultando anche i tuoi colleghi gestori che invece lavorano come Dio comanda e rovini la reputazione anche a loro. Ma questi che fanno l'anno prossimo? Se ne vanno a Rimini che il mare fa schifo ma in quanto a ospitalità ci fanno un baffo! Di storielle così se ne possono raccontare a migliaia, io le vivo quotidianamente, ma se ci scandalizziamo, facciamo notare, ed ognuno nel suo piccolo gesto scorretto cambia il modo di agire da qui a pochi anni le cose possono cambiare, ed io ci credo ancora. Perchè abbiamo una terra meravigliosa, il profumo di mare che ti inebria, dei boschi da fiaba, e tanto amore e coraggio che rimane latente in noi perchè è assopito dal torpore generale in cui viviamo. Potremmo vivere di turismo, agricoltura d'eccellenza, e ricerca, perché abbiamo dei veri geni che lavorano in tutto il mondo, però preferiamo scomodare questo e quello perché dire che hai un amico in quell'ufficio ti fa sentire importante. Ma se siamo tutti raccomandati è come se non lo fosse nessuno, con la differenza che siamo tutti in obbligo verso qualche signorotto del posto. Bisogna rompere questa catena. Bisogna riappropriarci della nostra morale, e staccarla dal contesto: la morale o esiste o non esiste, se a Milano non butti la carta a terra non la devi buttare neanche a Reggio Calabria! Punto. Se sei in grado di fare le piccole cose riuscirai a poco a poco a fare quelle grandi. Dobbiamo porci umili e come bambini imparare a camminare. Di nuovo. Un bacio a tutti i calabresi, e gli italiani, di buona volontà.

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  4. Gli italiani in tutti questi anni,educati in un certo modo hanno perso quello che avevano ritrovato subito dopo finita la guerra:LA DIGNITA'.Sentire oggi persone che dicono quello che la sig.ra ha scritto è RARO.Eppure è vero ci sono ancora pochi italiani che sanno cosa è la DIGNITA',il rispetto per la legge,le regole etc. putroppo è il BISOGNO che ci rende servi di questi potenti di Turno,pur di avere un lavoro,un aiuto siamo disposti a fare qualsiasi cosa.Oltre alla DIGNITA' ci manca la LIBERTA' di pensiero e di scelta.Siamo stati educati negli ultimi 40 anni dai media (Amici,X factor Grande Fratello,l'ISola dei famosi)che per ottenere tutto si deve essere disposti a tutto anche a calpestare le propria DIGNITA' e buttare via la LIBERTA'.Occorre una rivoluzione culturale occorre spegnere i cellulari e la TV usando la rete per diffondere un progetto comune.So benissimo che il mio pensiero è UTOPICO,ma credetemi negli altri stati lo stanno già realizzando.Per le prossime elezioni non votiamo il vecchiume politico , non fatevi fregare dalle solite promesse (ti sistemo tuo figlia/o tua moglie etc.) non date un altra opportunità a questi farabutti.Alzate la testa anche contro la Chiesa se essa vi darà indicazioni di VOTO.TORNIAMO AD ESSERI LIBERI E FORTI PER AVERE UN PAESE LIBERO.
    Salvatore.

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  5. Davvero notevole, complimenti!!
    Ma la Signora mi sembra ancora ottimista perchè, alla fine, parla di indignazione...che io non vedo...
    Vittorio

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  6. Buongiorno,
    qualche giorno fa citando:"Per conoscere il mondo bisogna guardarlo dal sud",pensavo e penso a come questa chiave di lettura si coniuga per la conoscenza del nostro paese.Siamo stati e siamo influenzati da pensieri che l'immaginario nazionale della"cultura ufficiale" ha propagandato per decenni.
    Da oltre quarant'anni amici miei in Calabria esprimono una rivista "Quaderni del sud",una casa editrice "QualeCultura"un movimento "Movimento Meridionale"che hanno sempre praticato un modo diverso di porsi a quello dominante, dove la Cultura si coniuga con il Sociale, la Politica con tutte le conseguenze che questo comporta nel nostro Sud.Signor Modigliani la invito ad informarsi. la Signora che scrive è parte e non la sola, nobile sicuramente.
    Grazie da Napoli. Osvaldo Balestrieri

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  7. Si parla della Calabria come della mela marcia d'Italia. Da cosentino sono d'accordo ma con una precisazione: la Calabria è una mela ancor più marcia in un cesto di mele marce.
    L'Italia, ormai, è una Calabria in versione maxi. E chi non se ne accorge, fa come i milanesi degli anni '80-'90 che negavano la presenza della 'ndrangheta nel loro territorio, spiegando con superbia che se la stessa avesse tentato di infiltrarsi con i suoi tentacoli, gli "anticorpi sociali" padani l'avrebbero naturalmente respinta.
    Oggi, grazie alle inchieste di una coraggiosa magistratura milanese sappiamo che la 'ndrangheta è padrona lì al nord anche grazie all'omertà, ed in alcuni casi la complicità, degli imprenditori milanesi, brianzoli, varesotti, etc...
    L'Italia, grazie all'ignavia della maggioranza dei suoi cittadini, si sta completamente calabresizzando.
    Se qualche differenza ancora esiste, sta solo nell'aspetto "estetico" delle cose: noi siamo "brutti, sporchi e cattivi", voi, al momento, "brutti e cattivi".
    Cattivi dentro, brutti fuori come diceva già 40 anni fa il più grande intellettuale italiano del XX secolo: Pier Paolo Pasolini (che per questa affermazione fu tacciato dal panzone, all'epoca comunista, G. Ferrara di essere "lombrosiano").
    Abitanti del resto d'Italia, studiateci...ma attentamente: per voi sarà come guardare nel vostro prossimo, immediato, futuro.

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  8. copia/incolla da http://vistedinamiche.blogspot.it/2012/10/un-assassinio-di-stato.html

    Un assassinio di stato...

    Ricordate Salvatore Giuliano? Il bandito siculo assassinato da un "collega".... quello additato come stragista assieme alla sua banda?

    A fine 2003, l'amministrazione americana ha tolto il "vincolo" del segreto militare, ai fascicoli dell'OSS relativi alle attività in Italia nell'immediato dopo guerra.

    Ci sono cose agghiaccianti.

    L'OSS (Office of Strategic Services), costituito nel 1942, era il servizio segreto di quei simpaticoni nipotini dello zio Sam durante la seconda guerra mondiale, e diventò CIA (Central Intelligence Agency) nel 1947.

    In pratica era l'organizzazione che si occupava di eseguire tutti i "lavori sporchi" in giro per il mondo. Tipo quello che negli anni '70 fecero in America Latina, Cile su tutti e per ultimo in Iraq con l'impiccagione di Saddam....

    sul blog il resto

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  9. Giorgio Lattanzi4 ottobre 2012 10:53

    L'argomento che lei ha sollevato con questo post mi interessa molto. Il cambiamento culturale (anzi, per essere più precisi userei l'espressione Rivoluzione etica): è possibile che sia generato dal basso, dalle persone stanche del loro marcio modo di vivere? Dall'adattamento a nuove istanze ambientali o storiche?
    Usiamo come strumenti speculativi la storia e la sociologia (l'antropologia culturale si occupa di gruppi sociali più piccoli). Un cambiamento del genere può avvenire in due modi: spontaneamente, dal basso; oppure imposto dall'alto, deciso dall'elite al potere.
    Prima opzione: per avvenire spontaneamente ci deve essere un grosso shock culturale (storico) a cui deve seguire un dibattito e una riscrittura collettiva del patto sociale. Mani pulite è stata una buona occasione, ma evidentemente non è stata sufficiente.
    Il ruolo della classe intellettuale e dei media in un dibattito del genere sarebbe fondamentale, ruolo di guida e di indirizzo. Purtroppo non abbiamo né classe intellettuale né media indipendenti. Quindi sarebbe il governo a indirizzare la discussione, che perciò porterebbe dove ci sono i maggiori interessi per l'elite al potere.
    Seconda opzione: immaginando che il governo sia improvvisamente posseduto da uno spirito ugualitario, socialista e popolare, come dovrebbe operare questo governo ideale per educare gli italiani a questo nuovo modo di pensare, di operare, di vivere?
    Si tratta di un'opera gigantesca di ingegneria sociale che potrebbe durare per molti piani quinquennali. Lo Stato per primo dovrebbe dare l'esempio, imponendosi tutta una serie di comportamenti virtuosi e dominati da logiche completamente opposte a quelle attuali. Si dovrebbero spendere molti soldi nell'istruzione, nelle arti, nel tempo libero, nella propaganda (è uno strumento, si può usare anche a fin di bene), nella creazione di posti di lavoro di qualità, nel creare un clima economico favorevole al ritorno dei tanti laureati che sono dovuti emigrare (questi sì che potrebbero portare degli stili di vita nuovi da usare come modelli).
    Teoricamente non è impossibile, è molto difficile, è vero, ma si può fare. Ci sono dei precedenti: la rivoluzione culturale di Mao Tse Tung, e la restaurazione Meiji in Giappone.
    Purtroppo tutto ciò è dimaetricalmente opposto al paradigma attuale: crollo dell'istruzione pubblica, rovina delle arti e della cultura, dominio cognitivo della televisione, supremazia dei valori materiali. E questa non è solo una tendenza italiana ma di tutto l'occidente. In Italia poi dobbiamo aggiungere all'equazione: debolezza dello Stato, corruzione, malavita organizzata, sistema politico bloccato (democrazia apparente, plutocrazia reale), colonizzazione anglosassone, familismo amorale.
    Quindi la sua è una bella utopia, che purtroppo non ha nessuna possibilità di diventare raltà.

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