lunedì 8 ottobre 2012

L'oligarchia finanziaria battuta da Hugo Chavez in libere elezioni in Venezuela.



di Sergio Di Cori Modigliani


Come soffrono!
Talmente tanto che non sono riusciti neppure a mascherarlo.
Intendiamoci, non tanto per una questione di idee, di libertà, di diritti civili, o di altre nobili argomentazioni. Ma per una semplice questione di soldi. Tant’è vero che sei minuti dopo la dichiarazione di vittoria ufficiale di Hugo Chavez in Venezuela, il petrolio è crollato come titolo e l’intero listino planetario delle borse è andato in negativo facendo perdere diverse decine di miliardi di euro a questi signori e loro rappresentanti (Goldman Sachs, British Petroleum, J.P.Morgan, Citicorp, Royal Bank of Scotland, Unicredit, Shell corporated, Alcoa, Chase Manhattan Bank, Black Rock fund, gruppo mediatico Cisneros: ovvero i principali sponsor dichiarati del candidato perdente Capriles)  che davvero non pensiamo si dedicassero alla beneficenza nella salvaguardia dei diritti civili del popolo venezuelano. Una catastrofe!
Per loro, si intende. Per questi gruppi che ci avevano scommesso e la davano certa, la vittoria di Capriles. Tutti i sondaggi indicavano che ce l’avrebbe fatta, magari sul filo di lana. E anche se avviene in una regione lontana e molto remota, avrà un impatto simbolico molto forte dovunque in occidente.
Sulla carta, l’avevano giocata bene, puntando sull’assenteismo. I sondaggi davano Capriles vincente con un margine del 2% e un’affluenza al voto intorno al 60/65%; moltissima era la gente disgustata dalla conflittualità politica molto accesa, dalla violenza, dall’incertezza. La vittoria di Chavez (54,5% dei voti) è stata ottenuta grazie all’affluenza dell’80% della popolazione. E’ stato immediatamente attaccato –fornendola come prova che si tratta di un dittatore- perché nella giornata di sabato ha violato il codice del silenzio twittando continuamente dei messaggi invitando i contadini, gli abitanti nelle province più estreme e dimenticate, la gente che non voleva andare a votare, perché si recassero alle urne. Chavez si è giustificato sostenendo che era suo dovere farlo e che non aveva dato nessuna indicazione di voto, se non il fatto di sottolineare il “dovere di ogni venezuelano di dire no all’imperialismo dei colossi finanziari che ci vogliono portare via il nostro petrolio”.
I democratici elegantoni troveranno questa sua pratica disdicevole.
Io no.
La Well co. di Austin, Texas (famiglia Bush in comproprietà con il fratello saudita di Osama Bin Laden, un’accoppiata business che la dice tutta su come va il mondo) già si leccava i baffi perché si era assicurata la commessa d’appalto per nuove trivellazioni in Venezuela  e la consegna di almeno dieci grandi piattaforme petrolifere, per riprendere il controllo nei Caraibi e da Caracas (il Venezuela è la prima nazione geografica del Sudamerica) condurre la battaglia contro Brasile e Argentina, i due veri nemici dichiarati del liberismo selvaggio del Fondo Monetario Internazionale. La stessa Christine Lagarde, in un impeto di ritrovata passione per i diritti civili, venti giorni fa era arrivata a Caracas per sostenere pubblicamente il candidato Capriles a nome del Fondo, facendo intendere che un fiume di denaro si sarebbe riversato nelle banche venezuelane come credito agevolato alle imprese, comiziando sul tema dei diritti civili.
Una vera operetta da circo (con il senno di poi)  che avrebbe potuto diventare, invece, una tragedia mediatica post-moderna, sulla quale invito a riflettere tutti, perché è una tendenza in corso anche da noi in Europa. Era chiaro anche a un bambino che queste elezioni rappresentavano il primo scontro frontale tra i sostenitori del liberismo economico, dello schiavismo economico e sociale sostenuto dai colossi finanziari speculativi (da una parte) e dall’altra le esigenze di sovranità nazionale e di sviluppo economico locale, improntate alla difesa dello stato welfare e all’applicazione di economie di investimento e di sviluppo. Ma i sostenitori del liberismo selvaggio, a protezione della privatizzazione delle risorse energetiche, e grandi sostenitori delle politiche restrittive del Fondo Monetario Internazionale, avevano stabilito di costruire una campagna elettorale imperniata intorno al tema dei diritti civili, presentando il candidato Capriles come un campione del “socialismo che funziona”, la faccia giovane del “nuovo che avanza”.  Il candidato del FMI si era addirittura auto-eletto come grande sostenitore e amico del sindacalista brasiliano ed ex presidente del Brasile Lula da Silva, il quale aveva già fatto sapere che neppure lo conosceva, che non condivideva nessuna delle sue idee e non lo sosteneva affatto. Ma Capriles –grazie a un vasto controllo mediatico allestito dal gruppo media Cisneros- ha fatto tutta una campagna elettorale presentandosi come un socialista pragmatico e addirittura come nemico delle multinazionali e nemico della finanza anglo-americana.
E’ stata una campagna elettorale molto interessante, basata sulla totale confusione dialogica, per impedire di affrontare i veri temi in ballo: la assoluta necessità per le multinazionali dell’energia di riprendere il controllo dei Caraibi e del Sudamerica, lanciando un severo avvertimento a Obama e al resto del mondo. Le ultime settimane hanno visto scendere in campo i colossi della disinformazione della locale cupola mediatica, aiutati e spalleggiati anche da media francesi e soprattutto italiani (la più grande comunità di emigrati europei in Venezuela, dove i bloggers italiani sono seguitissimi e hanno avuto un loro ruolo tra i votanti) ma non sono riusciti a farcela. Centinaia e centinaia le presenze ben dissimulate tra i blog italiani che hanno partecipato in prima linea nello spiegare perché andava bene Capriles. Tra tutti, cirto il blog “cado in piedi” che venti giorni fa aveva pubblicato (così piovuto dal nulla) un articolo dal titolo “Venezuela, carcere e (in)civiltà” a firma Katia Anedda, una scrittrice presentata come una esponente nella salvaguardia dei diritti civili in Italia. L’autrice del pezzo raccontava la storia di un “carcere incubo” a Caracas dove era andato a finire un giovane milanese, finito in una situazione di disperazione esistenziale con la sua vita a rischio e si parlava dell’amorevole aiuto fornito dal consolato italiano; in questo caso incredibilmente attivo nel sostenere il nostro connazionale in diverse conferenze stampa a Caracas.  Nel corso dell’articolo, l’autrice raccontava anche la verità sulla storia. Il giovane, infatti, era stato arrestato all’aeroporto di Caracas con 100 grammi di cocaina in tasca. Interrogato dalla polizia che gli aveva mostrato anche diverse prove fornite dall’interpol, il giovane aveva confessato che quella non era la sua prima volta. E così era finito in un carcere incubo. Tutto vero. Il punto è proprio questo. Tre anni fa, in una famosissima (e affollatissima) conferenza stampa, lo stesso Chavez aveva annunciato che si era stufato di giovani criminali europei che arrivavano con la loro arietta colonialista in Venezuela, d’accordo con i narcos colombiani e con le mafie italiane, pensando di far su e giù tra il Sudamerica e l’Europa spacciando la cocaina. E aveva annunciato che tutti quelli che sarebbero stati beccati sarebbero finiti nel carcere più duro insieme ai grossi criminali. E così aveva fatto. Il giovane italiano veniva presentato nell’articolo come vittima  (con racconti della famiglia disperata) preda della mancanza di diritti civili in Venezuela. Finendo l’articolo, un lettore medio non poteva che sentire compassione e solidarietà nei confronti del proprio connazionale, incorporando l’idea che i venezuelani sono un popolo di selvaggi e che Chavez era un dittatore che non rispettava il diritto degli europei che invece sono tanto democratici L’ho trovato un articolo subdolamente osceno. E ’ un vero insulto nei confronti dei tantissimi giovani italiani che ogni giorno combattono in questa nazione per cercarsi un lavoro decente e pagato, purchè onesto. Chiedere la solidarietà (e la denuncia di Hugo Chavez) per un giovane che fa lo spacciatore di professione (per sua stessa ammissione) lo trovo fuorviante. Mi dispiace per lui, e per “cado in piedi”, ma io rispetto chi lavora, chi cerca un lavoro e chi soffre l’ansia e il disagio del precariato senza cedere alla criminalità organizzata e al guadagno facile disonesto. Non nutro nessun rispetto civile  per chi fa su e giù con il Sudamerica spacciando la cocaina. Se l’è andata a cercare, che si assuma le sue responsabilità. Ma di lui, ne potete star certi, non ne parleranno più, dato che le elezioni si sono svolte.
E così, il “socialista” Capriles (decine di milioni di dollari investiti nella campagna elettorale) è stato battuto dal “dittatore” Chavez.
Peccato che il dittatore abbia espulso le multinazionali dell’energia, che abbia triplicato il salario minimo, che abbia aumentato le pensioni minime per un 45% in più dell’indice d’inflazione e che abbia istituito una percentuale dei profitti ricavati dalla vendita del petrolio per creare “il fondo di solidarietà per studenti universitari provenienti da famiglie disagiate”, che abbia lanciato quella che io definisco una svolta esistenziale nel campo della solidarietà perché nel 2007 ha dato il petrolio e il gas gratis alla Repubblica dell’Ecuador che aveva optato per la denuncia del debito immorale, invitando poi sia Lula che Nestor Kirchner a dare una mano all’Ecuador contro le grosse multinazionali.
Splendido l’articolo scritto da Gennaro Carotenuto, un ricercatore italiano che vive a Parigi dove insegna all’università, e si occupa di questioni sudamericane. Lo consiglio a tutti. Così come appare davvero penoso l’articolo di Gianni Riotta su La Stampa, davvero preoccupato all’idea dello schiaffo in faccia che il continente sudamericano, in libere elezioni che si sono svolte legalmente, ha mollato al Fondo Monetario Internazionale, alla BCE, ma soprattutto ai colossi finanziari che sostenevano Capriles; guarda caso gli stessi che stanno finanziando Romney in Usa.
A dimostrazione del valore di una libera elezione. Se l’intelligenza e l’attenzione e la consapevolezza è alta, è possibile vincere contro lo schiavismo, contro il liberismo e contro coloro che vogliono riportarci nel medioevo.
Questa è la notizia, oggi.
Da qualche parte del mondo stanno dicendo no al Nuovo Ordine Mondiale.
E non è roba da poco.
Da notare, in conclusione, che nell’annunciare la sua vittoria, Hugo Chavez ci ha tenuto a presentarsi alla folla avendo accanto il premio nobel per la pace guatemalteco, Rigoberta Manchù e Piedad Cordoba, la più grande attivista sudamericana nel campo dei diritti civili, di nazionalità colombiana, da sempre in prima fila nella lotta contro il narcotraffico, contro la criminalità organizzata e contro i legami tra la finanza oligarchica e le mafie italiane che hanno bisogno di un Sudamerica debole, avvilito e servo, per farci sopra il grande business.

40 commenti:

  1. LA SPADA DI BOLIVAR PER L'AMERICA LATINA!!!!

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  2. Qualche riga fuori tema:
    Vedo che, seppur alla larga, ha mostrato sensibilità verso certi temi italiani. Mi fa piacere. L'intento del suo blog è nobile, e spero che le sue speranze sull'Italia vincano sul mio scetticismo. Le confesso che il fatto che lei ne abbia viste più di me, e nonostante tutto ci creda, mi ha indotto ad un'autocritica costruttiva. Questo paese ha bisogno dell'intelletto e della passione di tutti quelli che ne sono dotati. Spero siano tanti.
    Detto questo, confesso che non avevo un'idea chiara di Chavez e della sua politica, perché avevo sempre letto notizie abbastanza contrastanti. Quindi, se così stanno le cose, bisogna essere contenti di questa vittoria.
    A proposito di colossi finanziari e di Romney, mi da una sua opinione sul fatto che Obama sembra quasi che voglia perderle le prossime elezioni?

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  3. In qualche post passato si ipotizzavano le conseguenze di una sconfitta di Chavez, di Obama e del defoult definitivo della Grecia. Delle tre la cose cio' che mi preoccupava maggiormente era l'esito delle elezioni venezuelane. A mio modo di vedere stasera siamo tutti Venezuelani, a prescindere da quale fosse il candidato anti FMI.
    In Italia non ci sveglieremo fino a quando i nostri genitori avranno qualche migliaia di euro di risparmio (al netto di quelli che Monti & co gli soffieranno) da versare in tasse. Io, trentenne, condannato a non avere una pensione e a pagare un affitto per tutta la vita posso cercare di convincere i miei amici e conoscenti che stiamo vivendo in dittatura ( e caro Modigliani faccio fatica, da ragazzo del Sud, a vedere il cambiamento qui da noi di cui si parlava nel post precedente) ma purtroppo tutti i giorni mi rendo conto di quanto i miei sforzi siano vani. Viva Belen, viva Briatore, viva Balotelli. Io non smettero' di combattere. E soprattutto, se dovessi diventare padre, faro' di tutto per rendere mio figlio veramente libero. Con stima, Gerardo

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  4. Oggi servizio, non mi ricordo se su Rai News o TGcom24, sulle elezioni in Venezuela:

    "i cittadini venezuelani hanno preferito non prestare attenzione a temi importanti quali la lotta alla corruzione e si sono ancora rivolti a Chavez"

    (se non sbaglio era Rai News)

    Eh eh eh eh... E' meraviglioso vedere come schiumano di rabbia per la vittoria di Chavez!

    ps

    La Lagarde in visita a Capriles in piena campagna elettorale me l'ero persa, ma questa è roba minimo minimo da associazione a delinquere!

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    1. Per sapere la verità sopra la dittatura e corruzione del chavismo devi andare in venezuela e vedere quello che succede e dopo parli non ti fidare dei castrocomunisti (Fedel Castro)che comandano a Venezuela con il favore del ex corrotto di Chevaz devi sapere che quando ha preso il potere hera un morto di fame e un risentito sociale dico hera perche grazie a dio non ci sta più adesso a lasciato una immensa ricchezza, e ti dico che mi dispiace che he morto doveva andare in carcere per tutti i morti che ha fatto in Venezuela le carceri sono pieni di presi politici, il popolo he costretto a marciare alle loro manifestazioni o perdono il lavoro.
      Perdonami, non essere cieco e non dire quello che non sai. un saluto.

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  5. Ho seguito nella tv pubblica e privata la presentazione delle elezioni ed erano tutte schifosamente diffamatorie nel confronto di Chavez. Che poi ne hanno dato importanza solo il giorno prima...mentre l'interesse era altissimo, in tutto il mondo. Oggi un mio amico idraulico ha fatto la battuta che Carriles l'avevano candidato ma non voleva vincere, per paura di ritorsioni. Questo è quello che produce la nostra informazione sulle menti delle persone che non approfondiscono. Non è poco. Il tempo dedicato all'informazione, per scelta, è limitato ed è prezioso.
    Una scelta di vita.
    Matteo 76

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  6. Se mi posso permettere un suggerimento, consiglio la lettura di "Confessioni di un sicario dell'economia" di John Perkins. Un libro che mi ha aperto gli occhi e mi ha permesso di capire meglio alcuni post presenti in questo blog. Quel libro è stata un occasione per approfondire tantissimi avvenimenti e personaggi ai più poco noti(soprattutto tra i più giovani come me), ma di fondamentale importanza per capire la situazione attuale.

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    1. C'è anche un video su you tube, stesso titolo, sicuramente meno completo del libro (che non ho avuto il piacere di leggere) ma credo sufficientemente esaustivo per raggiungere comunque lo scopo di comprendere meglio la situazione politica ed economica attuale.

      Marzia

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  7. mi rendo conto di andare completamente fuori tema, pero' mi sembra che la faccenda dell' archiviazione del processo contro i criminali superstiti della strage di S.Anna di Stazzema non possa passare inosservata su questo blog, non tanto per il fatto in se', che e' assolutamente clamoroso e vergognoso, ma del resto dai crucchi c'era da aspettarselo, bensi' per l' ennesima dimostrazione che abbiamo avuto del fatto che siamo un paese presieduto da un personaggio incapace, la cui unica reazione e' stata dichiararsi sconcertato dell' accaduto, ma che veemenza !! roba da far impallidire Churchill !! Roba da chiodi , sinceramente ci vuole un bel coraggio ad essere ottimisti, per vedere la luce in fondo al tunnel ci vuole un bel binocolo !!

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  8. Riporto un commento del GOD su Modigliani, a proposito del post precedente.

    "Ora, a leggere questo passaggio, l’impressione è che l’amico Sergio Di Cori Modigliani non abbia letto affatto le opere di Niccolò Machiavelli (1469-1527), né studiato la sua vita.
    L’impressione che si ha è che l’amico Sergio parli soltanto riportando per “sentito dire” quello pseudo-concetto che comunemente anche i più incolti credono di conoscere del grande pensatore fiorentino: “il fine giustifica i mezzi”."

    Non commento. ;)

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    1. Io, invece, commento: se lei ritiene che God sia una fonte attendibile, legga pure God e non legga questo blog. In questo modo siamo tutti contenti. Mi sembra una prospettiva davvero incoraggiante per chicchessia.

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    2. Invece mi leggo il GOD e mi leggo lei. Per altri motivi, ovvio. Lei consente, nevvero?

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    3. Gli anonimi possono sempre fare ciò che vogliono, altrimenti non sarebbero anonimi.

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  9. Altro commento del GOD su Modigliani

    "A Noi, invece, caro Sergio, fa vomitare la tua disinvoltura nel parlare a vanvera, sparando sesquipedali cazzate, quando ti occupi di questioni solo orecchiate e nemmeno minimamente approfondite con un po’ di deontologia giornalistica, se non con acribia da autentico intellettuale."

    Se ne sono accorti tardi, i fratelli.

    Sono interessanti da leggere i magaldini e nonostante la mia prevenzione verso la massoneria (opinabile, non granitica, ma non immotivata) la loro analisi della situazione attuale è convincente come anche, in linea generale, le loro proposte. Non sono d'accordo coi metodi e devo dire nemmeno con l'eccessiva violenza del loro linguaggio, almeno però loro evitano quelle che con espressione fortemente icastica definiscono "sesquipedali cazzate". La sesquipedale cazzata in effetti da fastidio al lettore e nuoce non poco a chi la scrive. In generale oltre alla acribia da autentico intellettuale sarebbe gradita una maggiore (e più rapida) acribia nello scegliersi i compagni di viaggio. Comunque sia il sito del GOD sta nei miei bookmarks e ovviamente il libro di Magaldi lo comprerò appena esce. Sperando che esca...;)

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    1. E' cosi' a corto di lettori, il GOD, da aver bisogno di venire a scrivere qui?

      AlessandroV

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    2. Mi permetto:
      Continuerò a leggere GOD e Di Cori Modigliani pure io.
      Io stimo Gioele Magaldi e pure Sergio Di Cori Modigliani. Insieme a Bagnai sono tra i pochi che ascolto e leggo. Ho imparato moltissimo seguendo GOD (il sito) al punto da "propormi al Tempio". Proprio sul sito del Grande Oriente Democratico ho scoperto Sergio. Ci son stati periodi in cui ho consumato ogni energia divulgando il blog dei massoni democratici del Grande Oriente d'Italia e di Modigliani. Penso che adesso ci sia in moto qualcosa di consapevole grazie alla informazione di queste personalità. La stanchezza di uno è l'energia di molti. Anche da Modigliani ho attinto davvero tanto. Ho controllato e come era prevedibile, tutt'ora il sito di GOD propone il blog di Sergio come "da leggere" e questo dimostra molte cose.
      Spero di non esser risultato fastidioso inserendomi nella cosa.
      Riguardo il tema dell'articolo, consiglio di leggere "Momo" di Michael Ende. Chi è "formato" capirà chi sono i signori grigi e il modello sociale (ed economico!!!!! :D ) che vogliono!
      Marco Giannini

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  10. Così come nel post precedente, è fantastico leggere bene anche i commenti. Da' una precisa dimensione della profondità e obbliga ad un ragionamento, ad una scelta.
    Personalmente non amo le categorie né le dicotomie, ma si palesano due schiere contrapposte: quella del beneficio collettivo (che si attiene ad uno stimolo, ad una proposta) da sviluppare; e quella del vantaggio collettivo degli affiliati, esclusivo per chi aderisce, collabora o semplicemente si sottomette, mentre chi si oppone è deprivato di valore culturale e umano (può essere... attaccato o sacrificato). Il secondo è esattamente l'atteggiamento mafioso che ha rovinato l'Italia, altro che i quattro conti sballati del dopo euro!
    I mafiosi hanno la laurea, il master, onorificenze e fanno conferenze e consulenze. I mafiosi impongono un ordine per individuare presto chi sgarra. La massa incolore così si autocontrolla additando chi esce dal confine, di modo che risulta più facile ed efficace mistificare, barare e manipolare. Anche con grande sapienza e all'interno del circuito legale. Ne avevo scritto qualche giorno fa qui https://sites.google.com/site/liturgiadelquotidiano/numero-179---7-ottobre-2012/diari-notturni.
    L'esercizio della capacità critica è senza dubbio un antidoto contro le mafie, sia malavitose che governative o settarie, poiché hanno tutte un transito nell'informazione e nella divulgazione. C'è qualcosa nel loro linguaggio.
    Non posso certo accusare Francesco Maria Toscano di nulla, ma sono certo che i mafiosi gli invidiano la scrittura e la retorica.

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    1. Caro Muzacta, alla fine di questo suo contorto ragionamento, lei ha l'impudenza di scrivere in maniera del tutto gratuita: "Non posso certo accusare Francesco Maria Toscano di nulla, ma sono certo che i mafiosi gli invidiano la scrittura e la retorica". Non so da cosa scaturisca questa sua convinzione ma so che questo tipo di affermazione, alla fine di un preambolo come il suo, merita di essere approfondita in un aula di Tribunale. La prego quindi di indicarmi le sue generalità per poter procedere direttamente contro di lei senza dover coinvolgere il titolare del blog per responsabilità oggettiva. Le anticipo inoltre che non deve vivere questo mio intendimento come desiderio di vedere riparato alcunché. Soltanto però attraverso i canali giudiziari sarà possibile dissipare le ombre che avanza. Potrà infatti chiedere nelle sedi adeguate al giudice competente di effettuare una serie di indagini sul mio conto, in modo da trovare in concreto elementi che le permettano di sostenere nel merito "quelle accuse che ora non può fare".

      In attesa di un cortese cenno di riscontro, porgo cordiali saluti

      Francesco Maria Toscano

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    2. Naturalmente è "...un'aula...". Mi scuso per la distrazione.

      F.M. Toscano

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    3. visto che lei è così suscettibile per l'apostrofo, le rispondo ironicamente: io non l'ho apostrofata come mafioso. Mettiamola così: se io fossi un mafioso, a me piacerebbe saper scrivere come lei, che è tanto bravo. Ok?
      Io parlavo di un linguaggio escludente, una retorica che tende a saldare legami con chi è già d'accordo per motivi che esulano dal discorso mentre sapientemente si aggredisce con savoir faire l'altro - quello fuori dal cerchio (che è avversario come ad esempio nella sua risposta alla Tripodi su http://www.edicoladipinuccio.it).
      Ombre da dissipare non ce ne sono, perché tribunali orwelliani non ce ne sono.

      Polemica inutile, qui e lì.

      E poi se avessi una denuncia da fare la farei senza mezzi termini, l'accusa che ha acceso il suo risentimento era meramente linguistica, niente di criminoso. Per il resto l'ho conosciuta solo attraverso i commenti qui e sull'articolo citato prima (di conseguenza non credo che leggerò mai il suo blog moralista, l'aspettativa è bassa)

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    4. su su ragazzi, state accorti tutti e non cadete nelle provocazioni

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    5. Guardi, caro Mazucta, la Cassazione sul punto è chiarissima: "Poiché, qualunque sia la forma grammaticale o sintattica delle frasi o delle locuzioni adoperate, ciò che conta è la loro capacità di ledere o mettere in pericolo l'altrui reputazione, il reato si realizza anche quando il contesto della pubblicazione determini il mutamento del significato apparente di una o più frasi, altrimenti non diffamatorie, dando loro un contenuto allusivo, percepibile dal lettore medio". Lei infatti non mi ha dato direttamente del mafioso ma ha puntato su una formula allusiva. Le riformulo la richiesta di fornirmi le sue generalità per provvedere con rapidità a presentare giusta denuncia-querela. In caso contrario, sarò costretto ad agire contro il proprietario del blog per "responsabilità oggettiva".

      p.s. Io nono sono avversario della giornalista che lei cita. Mi sono solo limitato a fare alcune puntuali precisazioni senza alcuna "logica escludente"

      p.p.s Invece io, e lo dico senza ironia, sarò felice di fare la sua conoscenza in Tribunale. Perché, nonostante qualche spigolatura gratuita, ritengo che l'approfondimento delle questioni che lei solleva sia di pubblico interesse. Il mio, egregio signore, non è "risentimento" (per lei non provo nè sentimento nè, tantomeno, risentimento) ma desiderio di aiutarla a dissipare i suoi legittimi interrogativi. Mi creda, l'unico modo utile è quello che le ho prospettato. Su alcune questioni ritengo che sia corretto andare fino in fondo. Ho scritto molti pezzi sulla pericolosità della mafia istituzionale sul sito del dott. Gioacchino Genchi (http://www.gioacchinogenchi.com/), certamente portale più interessante di quelli che lei consiglia. Genchi, come sa, ha pagato un prezzo altissimo per avere denunciato alcune verità indicibili sugli anni delle stragi. Insieme a Salvatore Borsellino, fratello del giudice Borsellino, ha squarciato un velo di omertà che durava venti anni. Questo per dire che su alcune questioni è corretto andare fino in fondo. Di più: è un dovere etico, civile e morale. Io non ho nulla contro di lei. Ma per le ragioni sovraesposte è corretto che mi rivolga all'autorità giudiziaria per non assumere atteggiamenti omertosi. Nonostante questo, le assicuro, non provo alcun tipo di astio nei suoi riguardi che, sicuramente, sarà una persona affabile e gentile.

      In attesa di rapido riscontro, la saluto cordialmente,

      Francesco Maria Toscano

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    6. Senta, posso capire che la forzatura fosse infelice dal suo punto di vista, ma è chiaro che non c'era nessuna forma allusiva. Nel mio commento (il primo) dicevo di un'estensione del termine mafioso paragonabile a quella che c'è addirittura su wikipedia:

      Una organizzazione di potere

      Le analisi moderne del fenomeno della mafia la considerano, prima ancora che una organizzazione criminale, una "organizzazione di potere"; ciò evidenzia come la sua principale garanzia di esistenza non stia tanto nei proventi delle attività illegali, quanto nelle alleanze e collaborazioni con funzionari dello Stato, in particolare politici, nonché del supporto di certi strati della popolazione. Di conseguenza il termine viene spesso usato per indicare un modo di fare o meglio di organizzare attività illecite.

      Quindi il termine "mafioso" può essere utilizzato nel linguaggio comune per definire, per esempio, un sindaco che dia concessioni edilizie solo ai suoi "amici" o un professore universitario che fa vincere borse di studio a persone anche eventualmente valide ma a lui legate, o la nomina da parte di un governo di altissimi dirigenti anche eventualmente capaci ma "politicamente vicini" alla maggioranza di cui il governo è espressione.

      E fin qui lei non c'entra niente.
      Ne derivava un ipotesi di linguaggio formulato con stile ma con un intento precostituito di preservare un vantaggio sull'altro. Poi il ragionamento prosegue con la frase che altrimenti suonerebbe: non se ne può certamente fare una colpa al sig. F M Toscano se nel linguaggio c'è qualcosa che accomuna i poteri governativi, settari e dei mass media, ma magari ci sono malavitosi che ambirebbero ad avere proprietà linguistiche elevate. L'accostamento con il suo nome era semplicemente generato dal fatto che lei ha una scrittura invidiabile, con vis polemica (cosa ben sfruttata nei dibattiti scaturiti con altri utenti). Niente di più. Era un esempio, riferito poi al nome dei commenti pubblicati non alla sua persona, o alla sua attività. Oltretutto se poi lei fa quello che mi dice qui sopra, avrà modo di impiegare meglio il suo tempo e le sue energie. Le prometto di scriverle sul suo blog per un confronto diretto, schietto, ma prima lei rilegga con calma quello che ho postato e cerchi di non fraintendere.

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  11. Ma è interessantissimo. Da una parte un signore che nel suo blog propina ai lettori una caterva di opinioni sui massimi sistemi che ritiene di dover avvalorare con notizie, discorsi e dati spesso e volentieri falsi. Dall'altra i massoni del GOD che lo insultano pesantemente perché lo scrittore ha dichiarato che con un certo politico non ci berrebbe nemmeno il caffè dato che è indagato per reati decisamente imbarazzanti (non voglio minimamente insinuare che questo politico abbia dei legami con loro, anzi sono sicuro che non li ha!). Sarà vero dualismo? Una cosa ce l'hanno in comune, in effetti e cioè che ai miei occhi hanno entrambi perso ogni credibilità. Li seguirò ancora però perché sono troppo spassosi. Alla loro età poi...

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  12. Posso concordare col fato che l'oligarchia finanziaria ed apatrida, abbia dato una montagna di soldi per tifare ad Capriles. Pero' almeno questo denaro e' privato, cioe' i privati dell'Oligarchia, secondo l'informazione, hanno versato quasi 10 dollaro per ogni voto capriliano.
    Verso il lobby assai potente, e' naturale che Chavez ha dovuto impiegare la stessa quantita nella sua campagna. Pero' che una piccola differenza, Chavez no ha presso i soldi della sua tasca, perche e' veramente povero. Dunque ha dovuto usare i soldi di tutto il popolo venezuelano, incluso gli oppositori, che ovviamente mai sarebbe disposti ad finanziare la sua campagna.
    Questo per me sta violando il diritto piu' elementale.
    Iannaccio Donato

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    1. Se l'articolo indica la luna Lei che fa, guarda il dito?

      AlessandroV

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    2. Iannaccio, parli di soldi privati??
      Cosa significa per te privato in un simile contesto?
      di che provenienza sono??
      Soldi che probabilmente provengono da triangolazioni su paradisi fiscali come fanno tutte le società di capitale del mondo! Quei profitti non sono soldi privati, è denaro speculato, evaso, rubato!!
      C'è un intero pianeta che si spacca la schiena soffre e si ammala. E' con il sacrificio dei comuni mortali che queste genti possono giocare a risiko.
      Accidenti non serve mica la laurea in economia per farsi venire qualche dubbio .
      Potrei accettare che si affermasse che hanno giocato sporco entrambi...ma legittimare il denaro di questi gruppi (comunque li si voglia chiamare) definendolo denaro "privato" alla pari di quello che potremmo possedere tu ed io mi sembra una visione incompleta e senza offesa fuori luogo.

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    3. Ma scusa io devo leggere il post di Modigliani, o invece devo imaginarlo?
      E chiaro que si parla di:Goldman Sachs, British Petroleum, J.P.Morgan, Citicorp, Royal Bank of Scotland, Unicredit, Shell corporated, Alcoa, Chase Manhattan Bank, Black Rock e' cosi via. Questi signori sono ditte private, con tutti gli aggetivi denigranti per indicare questi ditte, pero la campagna di Chavez ha stato fata con soldi del popolo, compresi gli caprilisti. Sono due atti disonesti, l'uno e l'altro. Anche ti diro che a mio vedere Modigliani non conosce la Venezuela.
      In Venezuela, c'è una divisione sociale che non sarà possibile solvere, a mio parere, che è più vicino alla guerra civile che l'armonia.

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  13. Ottimo articolo, anche se purtroppo devo notare che c'è sempre qualche sbavatura: la percentuali di votanti è stata l'80,94% e non dell'88%.
    Le chiederei di correggere l'articolo perché spesso errori banali minano in alcuni lettori la credibilità dell'intero articolo.

    In chiusura il mio commento è: ancora un Sud che cammina a testa alta ;)

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    1. grazie per l'appunto, adesso lo correggo

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    2. complimenti per la correttezza e la capacità di seguire i commenti. La leggo sempre con grande piacere.
      Buona giornata

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  14. A me piace restare in tema, e la notizia della vittoria del comandante Chávez mi ha fatto molto ma molto piacere. Una bella fetta di mondo sta dicendo no al nwo e ai suoi organismi falsi e corrotti. Il fondo monetario dovrà farsene una ragione se ci sono ancora politici veri che sanno contrastare gli strozzini usurai internazionali. Una fetta di mondo, il Sudamerica, con tantissime risorse naturali, che davvero potrebbe diventare il nuovo motore del mondo, se li lasciano fare bene come ora. O se non li boicottano troppo, con qualche golpe di infausta memoria. Lunga vita al socialismo reale!

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  15. quindi io che non ho mai letto Macchiavelli rimarro' scemo a vita?

    diobono, non potevate dirmelo prima che per diventare intelligenti era sufficiente leggere Macchiavelli?



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    1. pensa che nel 1998, l'ultima volta in cui in Italia ci fu una polemica culturale (Umberto Eco vs. Alberto Asor Rosa vs Antonio Tabucchi)che verteva, per l'appunto, intorno alla figura di Machiavelli (definito allora da Asor Rosa "un banale scarso pensatore") Tabucchi venne talmente attaccato che decise di andarsene dall'Italia. Scrisse un pamphlet su questo argomento, ma per tigna lo pubblicò in Francia, scritto in francese, presso un grosso editore. In Italia venne censurato, neppure ne parlarono. Da Parigi si trasferì poi a Lisbona. Il libro si chiamava "La gastrite di Platone", è uscito poi in Italia intorno al 2005

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  16. Sposato con una venezuelana abbiamo preferito la Padania ai Caraibi nel 2009...saremo mica stati troppo ottimisti sulla capacità di ripresa del (Quasifu) BelPaese? A vedere i fatti pare proprio che sotto una dittatura ci siamo noi al di qua dell'Oceano....mi sta venendo la nostalgia della faccia di Bolìvar a Caracas :-D
    P.S.: A Caracas eravamo un bassista ed una commessa sorridenti...qui siamo un lavoratore in mobilità ed una OSS tirocinante...dove abbiamo sbagliato?

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    1. a non seguire il Cuore...

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  17. Questo post, cosi' come 'La guerra tra le due Cristine' di qualche giorni fa, ci mostra uno schieramento di paesi sudamericani: Argentina, Bolivia, Ecuador e Venezuela, contro il Nuovo Ordine Mondiale.
    Lascio fuori il Brasile, per tre ragioni: 1) il suo territorio e' quasi la meta della sudamerica. 2) il suo PIL e' superiore al insieme delle altre. 3) La sua forza armata e' autosufficente.

    Se questo team e`veramente contro il nuovo ordine mondiale, io non lo so. Io soltanto so quello che posso vedere da vicino.
    Per essempio, in riferimento della presidentessa argentina (chiamata qui Madame Toulouse- francese di Tolosa, piccolo paese dove ha nato) nelle ultime tre viaggi a New York, nel rientro ha portato insieme tre belle fotografie: La prima accanto al CEO della Barry Gold, ditta multinazionale miniera, che fa della polluzione ambientale il suo mestiere.

    La seconda accanto al CEO della Monsanto la multinazionale delle seme transgeni, e la terza in insieme niente meno che il sigor Soros, un predatore finanziario.

    Aprite cielo!!! Ma questi, non sono rappresentanti del Nouvo Ordine?

    Nello steso momento che parlava nelle Nazione Unite, contro la Lagarde (FMI cartellino rosso) e l'inghilterra(paese NATO), per la usurpazione delle Malvinas(Falkland); il suo ministro della economia era in viaggio per Londra, portato della mano per la J.P.Morgan, a chiedere soldi per sviluppare YPF, espropriata agli spagnoli (paese NATO).
    Allora non ricordo bene. J.P.Morgan aveva dato soldi a Capriles in Venezuela per la sua campagna contro Chavez, e la stessa che fa lobby per Argentina in Londra?

    Notare prego, che oggi l'argentina esporta piu oro che frumento (Barry Gold), la soia l'unico comoditie davvero importante (Monsanto) e Soros fa l'aquisto di tutta la terra che puo.
    Dunque si questi sono contro il Nuovo Ordine, sfortunatamente il Nuova Ordine puo andare avanti senza problemi.
    Iannaccio Donato

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  18. Conosco un signore che vive tra l'Italia ed il Venezuela, dove ha una fazenda e varie attività imprenditoriali. Da anni. Più volte abbiamo parlato di Chavez e da informato mi ha sempre risposto che anche in Italia ci vorrebbe un Chavez, pur non condividendo del tutto le sue politiche. I suoi interventi a favore della povera gente sono evidenti e lasciano bene sperare. Che poi anche lui come tanti abbia i suoi scheletri nell'armadio non è poi un mistero, ma perché buttare via il bambino con l'acqua sporca? Sempre meglio di Monti e della palude putrida dove stiamo sguazzando tutti.

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