venerdì 5 ottobre 2012

Paolo Barnard e la grande lezione che viene dalla Calabria. Per tutti noi.



di Sergio Di Cori Modigliani


Due o tre cose sul vento che cambia.
Più d’una volta ho sottolineato il fatto che questo blog fa propaganda, e riconfermo l’assunto.
Non faccio propaganda a un partito, ad un’ideologia, che rappresentano uno specifico interesse, faccio “propaganda passionale esistenziale” a tutto ciò che, sulla base dei miei strumenti, volta per volta identifico e interpreto come meritevole del mio investimento di passione civica, di energia mentale, di divulgazione intellettuale. Il fine è di fornire -a chi mi legge- un modesto contributo per andare a costruire l’unico fronte rivoluzionario italiano che a me, in questo momento, davvero interessa: quello della “rivolta esistenziale delle coscienze contro la cupola mediatica e contro la dittatura dell’oligarchia finanziaria planetaria, al fine di sviluppare nei miei concittadini italiani un salto di consapevolezza interiore che porti ad una assunzione di responsabilità in proprio di ogni italiano adulto, per formarsi interiormente di quella necessaria forza d’acciaio spirituale, culturale, psicologica e civile che faccia saltare questo sistema immondo di sfruttamento, oppressione, annientamento della libertà pensante, avvilimento dell’imprenditoria individuale, espoliazione costante della ricchezza; un sistema che produce sbandamento, caos emotivo, depressione affettiva, annullamento della volontà, nel nome di principi, regole e dispositivi, che nulla hanno a che fare con i desideri e i bisogni autentici della cittadinanza e il cui unico scopo consiste nel mantenere lo status quo a difesa dei privilegi di una casta medioevale che sta facendo affossare la nazione”.
Questo è il mio pensiero, questa è il mio obiettivo, questa è la mia strategia culturale. Poiché considero Machiavelli un pensatore scarso e banale, oltre che grande responsabile delle tossine nel dna culturale italiano (non a caso amato dal potere) la mia intera struttura pensante si basa sulla negazione politica del principio “il fine giustifica i mezzi” e sull’applicazione, invece, dell’assunto “per una nuova politica di progresso sociale equo e sostenibile, per una rivolta esistenziale che consenta l’evoluzione della collettività aiutandoci tutti a crescere come soggetti adulti e pensanti, è fondamentale applicare la regola tale per cui il mezzo e il fine devono sempre corrispondere, devono essere sempre in linea con saldi principi etici e morali”.
Oltre a bocciare Machiavelli per la banale sciocchezza delle sue piatte argomentazioni (ben altra cosa quelle del grande Guicciardini) ci aggiungo anche l’abbattimento di alcuni proverbi divenuti, oggi in Italia, molto pericolosi e fuorvianti perché hanno prodotto la genesi del clientelismo mafioso, come ad es.: “il nemico del mio nemico è mio amico”.
Falso.
Questo blog opta, invece, per la modificazione proposta e offerta a suo tempo da Mao Tze Dong, il quale di rivoluzioni davvero se ne intendeva, avendola pensata, voluta, organizzata, gestita. Ma soprattutto vinta (ed è ciò che conta nella Storia). Nel suo libretto rosso sosteneva, con saggezza cinese “quando il nemico mi applaude e vuole allearsi con me per un suo motivo tattico, allora vuol dire che è arrivato per me il momento di fermarmi, di interrogarmi, di pensare, di meditare. Perché se il mio nemico mi vuole sostenere, allora vuol dire che sono andato a finire sulla strada sbagliata. Poiché io combatto per la liberazione del popolo cinese dalla millenaria schiavitù perpetrata da un’oligarchia criminale di sfruttatori, il mio nemico deve essere spaventato sempre alla sola idea che io esista. Perché la rivoluzione non è un pranzo di gala. La rivoluzione non è un invito a nozze. La rivoluzione non è una vacanza estiva. La rivoluzione è un atto politico attraverso il quale una classe dominata e subalterna rovescia la classe dominante, l’abbatte, e istituisce un nuovo potere diverso, originale”.
La sua argomentazione ha un sapore forse obsoleto che va senz’altro storicizzato.
Ma a me piace il Senso che ne posso trarre, perché serve ad apprendere ciò di cui noi tutti abbiamo bisogno oggi: orientamento, bussole di navigazione, punti di riferimento solidi.
E’ il motivo per cui in diversi post precedenti ho sentito l’esigenza di chiarire la mia ferma distanza – all’interno della mia ferma opposizione alle politiche liberiste europee anti-sociali- dal fascismo sostantivo e, soprattutto, dal fascismo comportamentale (aggettivo). Chiarendo che sarà sempre il nemico della Cultura, della Libertà e del Progresso, e quindi mio nemico. Per mia fortuna, quei post hanno avuto il successo che speravo: ho ricevuto lettere di minacce, pubbliche, in privato, su facebook, dove in alcuni casi si prospettava l’idea di infilarmi in un forno. Se gli amici di Storace vogliono infilarmi in un forno, mi sono detto, posso andare avanti tranquillo, vuol dire che sto ancora sulla strada giusta.
A dimostrazione del pericolo attualmente in corso: pensare che destra e sinistra non esistano più,  che “le banche” siano il vero nemico  e quindi chi odia le banche è mio amico e fratello. Non è così e non è vero.
Le ideologie sono tramontate, questo sì. Ma le idee no.
Se oggi i giovani vivono in uno stato di sbandamento perché immersi in un vuoto culturale perenne, è perché la produzione di idee viene ancora combattuta, vilipesa, censurata. In mancanza di idee, prevalgono slogan, parole d’ordine e armi di distrazione di massa. Come ben diceva il grandioso autore italiano Ennio Flaiano ”a vent’anni ero anarchico, a quaranta ho capito che essere anarchici ed essere davvero eversivi, in un paese come l’Italia, vuol dire invece chiedere, volere, e pretendere il rispetto e l’applicazione delle leggi dello Stato a salvaguardia dello Stato di Diritto”.  Per il sottoscritto, il nemico principale, in Italia, rimane la criminalità organizzata, chi la sostiene, chi l’appoggia, chi si compromette con le varie mafie. Di conseguenza, diventa un nemico del popolo la classe politica e governativa che ha impedito, impedisce e seguiterà ad impedire il controllo totale dei bilanci, la trasparenza, il controllo sugli investimenti in attività speculative, l’esenzione dalle tasse, l’elusione di fondi statali coperti dal segreto occulto delle fondazioni, la nomina di funzionari, dirigenti e amministratori delle banche attraverso malleverie politiche e clientele politiche. Le banche finiscono per diventare degli autentici centri di strozzinaggio legale perché esiste un sistema politico che consente loro di non considerare le imprese produttive un legittimo referente, bensì di considerare come propri legittimi referenti i burocrati funzionari di partito che gestiscono quindi i fondi statali a fini clientelari, impedendo la circolazione della moneta presso i ceti produttivi attivi, ingessando il sistema che diventa così auto-referenziale: i partiti corrotti nominano i consigli di amministrazione delle banche, e appoggiano un governo che fa avere dalla BCE miliardi di euro alle banche che poi ritornano (attraverso le fondazioni che le presiedono) al partito di cui il presidente è in quota. Un’altra parte dei fondi ottenuti dallo stato finisce per ritornare allo stato non sotto forma di tasse (le fondazioni sono esenti da tasse; in Italia le banche non pagano più le tasse) bensì sotto forma di acquisto di bpt al mercato secondario, per far rispettare il pareggio di bilancio. Quindi si crea un giro asfissiante e mortale per cui lo Stato si indebita con se stesso alimentando le banche occupate dai clientes e dalla criminalità organizzata. Si tratta di un volgare trucco contabile, di una vera truffa. La moneta finisce così per circolare all’interno di un circuito che esclude i soggetti produttivi. Quindi, il mio nemico “non è lo Stato” e “non è l’Europa”, bensì “questo Stato mafioso” e “questa Europa mafiosa”.
Non comprendere questo, vuol dire, non avere un progetto politico, sociale, esistenziale.
A me, invece, interessa il progetto alternativo, non le parole d’ordine. A me interessa cambiare l’assetto sociale e restituire alla cittadinanza il Senso della propria esistenza come soggetto produttivo autonomo.
Questa era una necessaria premessa.
E adesso veniamo ai diversi punti del post di oggi.
Gira un vento nuovo per l’Italia, come confermato da più parti e da più persone.
E’ un vento tiepido, silenzioso, sotterraneo, che è un autentico sintomo rivoluzionario di un iniziale profondo e radicale cambiamento delle coscienze collettive.
Questo vento viene dal meridione, e vi invito ad andare a leggere i commenti di lettori meridionali comparsi su questo blog negli ultimi giorni per averne il sentore.
Il meridione comincia a muoversi eccome. Non si tratta di un partito, non si tratta di un movimento, di una organizzazione, di una entità specifica. Per questo vale di più. Da Catania, Palermo, Crotone, Cosenza, Taranto, Benevento, Caserta, arrivano forti segnali di presa d’atto e di coscienza individuale che si stanno manifestando in termini operativi, pratici. C’è chi comincia, con fatica, entusiasmo, sacrificio, in alcuni casi vera e propria abnegazione, a organizzarsi con micro-imprese locali che rifiutano la logica delle mafie locali ma allo stesso tempo rifiutano anche la logica clientelare partitico-statalista. I meridionali stanno iniziando a operare una furibonda rivoluzione esistenziale perché stanno tentando di creare “una realtà alternativa”. Hanno lo svantaggio di operare in un territorio dove ancora la presenza criminale è molto forte ed è reale, e ne sono consapevoli. Hanno lo svantaggio di non poter contare su grandi capitali né su referenti  attendibili, perché i partiti politici (nessuno escluso, e quando dico nessuno, intendo dire nessuno) negli anni e nei decenni hanno finito per intervenire nel territorio e sul territorio scendendo a patti e compromessi con la mafia locale, e quindi sono ormai caratterialmente e strutturalmente incapaci e inabili nel riuscire anche “soltanto a pensare” a una qualsivoglia attività che presupponga il non coinvolgimento del malaffare. Hanno il grande vantaggio (che i settentrionali non hanno) di aver alchemizzato nelle ultime quattro generazioni la costante, criminale e asfissiante presenza delle mafie locali che li ha portati a capire (e quindi comprendere dentro di sé) che la mafia produce sempre e soltanto miseria. Non si tratta soltanto di un fatto etico. E’ un fatto soprattutto economico. Le mafie affamano, depauperizzano, espoliano. E nel meridione la gente l’ha capito. Ma non perché qualcuno glie lo ha spiegato alla tivvù o perché è venuto il Dott. Ingroia o Caselli o Fava sotto elezioni a ricordarglielo. L’hanno capito perché l’hanno pagato con la memoria collettiva sulla loro pelle, perché sono stati testimoni muti, sofferenti e spaventati, per 60 lunghi anni, di ciò che le mafie facevano e di ciò che facevano i partiti i cui funzionari si accordavano con tali mafie. Oggi, la situazione sta cambiando. Tanti e diversi segnali ci stanno annunciando (e la considero una splendida notizia rivoluzionaria che induce davvero a un forte ottimismo) che da quelle parti il cambiamento è già iniziato.
E’ un vento invisibile proprio perché, in quanto originale e diverso, non cerca, non vuole e non ha bisogno di visibilità. E’ un vento, purtroppo, per il momento, inutile per il resto d’Italia perché non aiuterà la barca nazionale. Il vento soffia ed è autentico, ma la barca Italia ha le vele ammainate, e quindi è irrilevante che il vento soffi o meno. Ma c’è. E ci riguarda tutti. E bisogna alzare le antenne, e parlarne, poco a poco, con calma e senza retorica, perché a mio avviso si tratta della prima e vera rivoluzione culturale italiana che comincia a verificarsi in questo paese. E come tale, è diversa ed è originale. Ed è quindi post-movimentista (nel senso che rispetto all’attuale avanguardia calabrese e campana, tanto per fare un esempio, il M5S risulta vecchio e superato) è trasversale, composto da individualità forti, e devo dire dotato di una invidiabile “cultura esistenziale dell’alternativa”. Non indossano divise, non seguono nessuno, perché la loro originalità consiste nel fatto che hanno scelto di seguire la propria coscienza e la propria creatività prendendo atto di muoversi nel deserto totale, con una disoccupazione reale intorno al 50%, che tocca punte del 75% per quanto riguarda il genere femminile. E’ la nuova generazione di chi ha accettato di vivere la condizione di esule in patria e stanno avendo il coraggio di trasformare la nostalgia in utopia. Sono i nuovi emigranti dell’Italia che cerca di cambiare. Gente che da Crotone emigra a Crotone. Da Siracusa emigra a Siracusa. Da Cosenza va a Cosenza. Perché si sono spostati nella loro geografia interiore. I segnali vengono dappertutto e sono reali e non c’è nessun marpione al silicio che possa andare lì a cavalcarli perché sono incalvacabili: perché loro neppure sono. Nel regno del Paradosso della Surrealtà, cominciano a manifestare la loro libertà nel loro essere nel nulla che c’è. Per dirla proprio tutta: hanno capito che la macchina s’è definitivamente rotta, sono scesi dall’automobile e se ne vanno a piedi per la loro strada, male che va fanno ginnastica.
Non è una realtà da sottovalutare. Non esistono link. Non esistono nomi. Non esistono neppure luoghi definibili. Come direbbe l’artista visivo Stefano Davidson “è l’apoteosi del NON, è il luogo dove l’essenza si manifesta nella NON apparenza”. Ma sono. E sono vivi.
Senz’altro molto più vivi dei senesi, dei varesotti e dei riminesi dove hanno sede diversi ricchissimi centri propulsivi finanziari completamente permeati dal consociativismo partitico-mafioso di cui, quelli in buona fede, non sono consapevoli. Nel settentrione stanno davvero all’età della pietra: non sanno neppure che si muovono nel territorio della nuova criminalità organizzata e quindi non sono in grado di attuare le necessarie misure di costruzione di anticorpi. Nel meridione oggi c’è l’unica novità evolutiva dell’Italia che non vuole cambiare ed è sbandata. Non è certo un caso che la personalità, in questo momento, più illuminata, più propositiva, meno compromessa della Confindustria, sia l’imprenditore Ivan Lo Bello, due giorni fa invitato a Lamezia Terme dal PD, dove si è recato e, davanti a un impallidito Pierluigi Bersani, che stava già con il pallottoliere contavoti in mano, ha ben spiegato che “non interessa più a nessuno nel meridione la consueta danza di alleanze dubbie con soggetti criminosi, e il PD non può non prendere atto che deve assumersi le sue responsabilità per aver appoggiato in Sicilia un individuo davvero deprecabile come l’ex presidente Lombardo; deve spiegare perché lo ha fatto e comprendere la nuova realtà nella quale ci stiamo muovendo”.
L’aspetto a mio avviso positivo è che non ne parlino i media mainstream. Del NON è impossibile parlarne. Non può essere neppure visto, se uno non ha certi occhi.
Alla fine di luglio di quest’anno, a Reggio Calabria, nel corso di un mini festival locale delle arti (nient’affatto reclamizzato) è arrivato il nostro grande Riccardo Muti, un grande artista, un uomo di solito schivo, discreto. Ha partecipato con entusiasmo a quella manifestazione con un bellissimo discorso che iniziava “sono orgoglioso di essere un terrone” spiegando che stava toccando con mano ciò che sta succedendo al Sud. Ha valore perché non si tratta di eventi, non si tratta di mode. Si comincia a manifestare una “diversa modalità essenziale dell’esistenza”: è da qui che parte la rivoluzione italiana. Merita più di una riflessione.
Proprio perché da diversi mesi seguo con grandissima curiosità i segni di questa nuova realtà esistente nel meridione, ero rimasto molto colpito, in modo positivo, dal fatto che si volesse portare la MMT in Calabria, ma ero anche molto perplesso nel vedere che si voleva partecipare  a cuor allegro a una kermesse gestita, sponsorizzata e sovvenzionata dalla classe politica meridionale compromessa con la mafia locale, con i più importanti esponenti già inquisiti nonché tuttora indagati dalla magistratura. Il post odierno scritto da Paolo Barnard ha fatto dirottare di 180 gradi l’intera vicenda, aprendo però un fronte sul quale sarebbe bello, oltre che profittevole per tutti, partecipare in un confronto costruttivo. Barnard ha candidamente ammesso di non sapere chi fosse Scoppelliti e ha emesso il seguente comunicato:
 Ho licenziato dalla lista dei relatori, e da future collaborazioni con me in Italia, Stephanie Kelton, Marshall Auerback e James Galbraith, per gravi violazioni di ordine deontologico ed etico. Costoro, assieme agli altri MMT Bill Black e Pavlina Tcherneva, hanno accettato di offrire il prestigio accademico della MMT al Presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti (e ad alcuni suoi faccendieri diffamatori e amici di massoni in seconda). Scopelliti è un politico pluri inquisito, gravato da una condanna in primo grado, e da altri seri problemi giudiziari, come ampiamente riportato dagli atti e dalla cronaca, che io colpevolmente ignoravo o sottovalutavo. Mi sono ravveduto, in fretta. Ritengo infatti che se la MMT viene portata in pompa magna, e pubblicamente, a dar lustro a un politico così legalmente compromesso, si rischia la fine della sua credibilità in Italia, di tutto il mio lavoro di tre anni, e di quello di chi ha faticato con me, con un danno tragico al beneficio che la MMT può offrire a questo Paese in crisi disperata. La MMT può e deve andare come consulenza a (quasi) chiunque la richieda,ma non come marchio di prestigio pubblico di un politico o di un partito, meno che meno di quelli indagati o condannati. Significa bollarla e squalificarla per tutto il resto della cittadinanza. I miei ex relatori Kelton, Auerback e Galbraith, con Black e Tcherneva, non hanno avuto alcuna remora nella loro scelta, devastante, e ciò che più m’indigna è che nel loro Paese – dove per molto meno qualsiasi personaggio pubblico viene distrutto nella reputazione – essi non si sarebbero neppure sognati di compiere una simile scelleratezza. Fra l’altro trovo comico (e indecente), mi si permetta, che il prode criminologo Bill Black siederà pacioso a fianco di un politico già condannato e pluri indagato. In ogni caso essi non posseggono più da questo momento i requisiti di trasparenza ed etica necessari a contribuire a ciò che io, e chi lavora con me, stiamo cercando di costruire in Italia con la MMT. A noi rimangono Warren Mosler, Alain Parguez e Mathew Forstater, un team eccezionale.

Esprimo subito la mia opinione al riguardo: la trovo nobile e coraggiosa da parte di Barnard, e gli fa onore.
Allo stesso tempo, però, apre, inevitabilmente una serie di dovute considerazioni proprio sul movimento dei giovani della MMT. Con questa dichiarazione, Barnard ammette di essere stato, diciamo così, ingannato, non avendo lui informazioni adeguate. E va benissimo. Contemporaneamente questo vuol dire che lui non segue ciò che accade in Italia, e neppure quelli della MMT seguono ciò che accade in Italia, altrimenti avrebbero capito subito come stavano le cose. Il che dimostra l’inutilità di qualsivoglia teoria economica se non è seguita, accompagnata, strutturata, sostenuta e preceduta da una corposa e adeguata formazione culturale e politica.  Le stesse identiche persone che fino a due giorni fa erano totem intoccabili, considerate come vere e proprie divinità in grado di diffondere il Nuovo Verbo della Verità (Barnard la chiama addirittura “Salva Vita”, mi auguro per tutti che sia auto-ironico) personalità che sono state presentate come la massima eccellenza sul pianeta, all’improvviso, con un comunicato, vengono identificate come persone eticamente abbiette, e cancellate dal panorama intellettuale. Capisco lo sconcerto. Il problema è un altro, che io avevo posto qualche tempo fa, ma è stato impossibile anche interloquire, perché il problema (il problema c’è eccome se c’è) consiste proprio nell’aver abdicato alla Cultura, nell’aver rinunciato al Progetto Politico, e nell’aver costruito una neo-religione dogmatica con persone come la Kelton che in patria sono considerate dei modesti docenti provinciali, completamente privi di qualsivoglia capacità e pertinenza culturale (se non una specifica competenza tecnica e tecnicistica quella davvero molto molto americana) che non sanno nulla dell’Italia, dell’Europa, del complesso modo di produzione italiano; persone che neppure fanno attività politica, e vanno dove li chiamano purchè paghino. Tutto qui.
Tradotto, questo vuol dire, lo esprimo con fiera chiarezza “se invece di esserci il già condannato Scoppelliti ci fosse stato invece un onesto amministratore, le stesse persone avrebbero seguitato a essere divinità intoccabili e tutti li avrebbero ascoltati a bocca aperta”.

Quindi le cose sono due: o il movimento della MMT fa un salto ed entra nella realtà,  comprende che è una entità politica  e che una entità politica in Italia non può non rendersi conto di che cosa vuol dire andare a fare un convegno finanziato da istituzioni corrotte in Calabria, oppure  va dove vuole, dove la invitano, dove la chiamano, insistendo in un atteggiamento dogmatico privo di critica costruttiva e di progetto culturale. Se non altro per non sbandare ancora di più e non trovarsi delusi. Quando si costruisce una illusione, si sa ciò che può accadere. Passare da un’illusione a un’altra illusione non cambierà neppure di un grammo la realtà italiana.
La svolta, secondo me, consiste nel cambiare pattern, uscendo anche da questo asfissiante provincialismo xenofilo italiano, per cui “la salvezza” viene sempre dall’esterno, il Verbo ce l’ha sempre uno straniero, possibilmente made in Usa, con annesso il brand e il  marketing. Il cambiamento è situato da un’altra parte e non esistono scorciatoie di comodo. Non è che alla religione montiana di T.I.N.A. si risponde con una religione opposta. Le religioni sono tutte uguali, in quanto religioni.
La svolta sta nel laicismo.
La svolta sta nel recupero della grande tradizione italiana per compiere e realizzare la necessaria rivoluzione culturale (di cui l’economia è soltanto un aspetto tecnico parziale) per costruire tutti insieme il cambiamento.
La svolta non sta nel cercare nuovi dei dopo il dio Berlusconi o il dio Monti.
La svolta sta nel cercare “il divino che è dentro ciascuno di noi” e volere il laicismo nel sociale.
Il meridione sta cambiando proprio perché lì hanno deciso e stanno scegliendo ogni giorno di non credere più a nessun dogma, nessuna promessa, nessuno specchietto per le allodole.
Le rivoluzioni non si esportano.
Tantomeno le si importano.
Chi va in giro a caccia di nuovi dei, deve mettere in bilancio l’idea di poter essere deluso perché ha scelto deliberatamente di credere in una illusione.
Ripropongo, quindi, la domanda (per quelli della MMt davvero oscena visto come reagirono in maniera convulsa quando la posi a suo tempo) che è dettata da comune buon Senso: “voi davvero pensate che in Italia non esista, in questo momento, nessun soggetto politico attivo, nessun pensatore, nessun economista, nessun intellettuale, in grado di fornire elementi utili per il cambiamento?”.
Prima della svolta di oggi (cioè il comunicato di Barnard) mi dissero di no.
Ripostulo, quindi, la domanda.
E vi suggerisco (non è una divinità, ma è un intellettuale economista italiano, tra l’altro molto ma molto più stimato nelle sedi competenti di quelli americani) che si chiama Sergio Cesaratto; vi consiglio di andare a dare un’occhiata a un e-book da lui presentato due giorni fa che si chiama “Oltre l’austerità” e che contiene all’interno prospettive e dibattiti forniti dal contributo di ben 50 valenti economisti italiani e di cui, qui di seguito, vi propongo un breve brano che ha la particolarità di essere laico, e di rappresentare una delle tante modalità di fornire una prospettiva culturale e politica.
Ecco il testo che trovate dovunque in rete:

SERGIO CESARATTO – Crisi, cambiare la diagnosi per cambiare la cura

Cosa proponiamo? Crediamo che in primo luogo la sinistra dovrebbe assumere di fronte al paese l’impegno a perseguire i propri obiettivi storici che sono la piena occupazione e la giustizia sociale nel nostro paese – ai quali non si può piegare nessun altro mal riposto ideale, quello europeista “a prescindere”, tanto per dare un esempio a caso. Sebbene con qualche punto di domanda, un’Europa federale quale quella sopra evocata è un traguardo di lungo periodo per cui battersi. Nel breve periodo, un obiettivo europeo della stabilizzazione del rapporto debito pubblico/Pil accompagnato dalla garanzia illimitata della BCE a ridurre i tassi sui titoli sovrani ai livelli pre-crisi consentirebbe politiche fiscali espansive (due conti del droghiere lo dimostrano). Questa politica sarebbe compresa dai mercati e approvata dal mondo intero. E’ urgente che ci si batta già da ora per questo obiettivo.
La ragione ci suggerisce che i motivi economici e politici per propugnare queste idee in Europa non mancherebbero: solo per questa strada l’Europa può uscire vincente dalla crisi, socialmente coesa e politicamente forte sì da poter affrontare un mondo globale in cui difendere i grandi valori della democrazia sociale. Ma con quale realismo si può ritenere che queste ragioni possano prevalere? Davvero i tedeschi accetteranno, seppur lentamente, un’Europa solidale e redistributiva in luogo di una Germania che si ritaglia il ruolo di Svizzera dell’economia globale? E per non dare solo a loro tutte le responsabilità, questa Europa neppure è desiderata dal capitalismo internazionale, nemico del pieno impiego redistributivo; e neanche dai suoi cantori nostrani (che all’unisono si sono infatti ieri riuniti in un coro pro-Monti). Ecco allora gli avversari, molteplici e formidabili, interni ed esterni. Ma allora, più coraggio nel predisporre una agenda europea più efficace e per quella ci si batta (come sostenuto oggi su l’Unità da Lanfranco Turci). Non sembrerebbe infatti vincente nei confronti dei “moderati” – la cui vacuità intellettuale è inversamente proporzionale al numero di volte in cui citano la parola “serietà” – denunciare la loro posizione supina verso l’Europa dell’austerity? Non sembrerebbe vincente rinfacciare loro l’illimitata tolleranza verso gli effetti nefasti dell’austerità su occupazione, crescita e standard di vita, sul futuro dei nostri figli e del paese? Non sembrerebbe vincente rivendicare che la salvaguardia di questi valori è la priorità della sinistra italiana, l’Europa se ci aiuta è la nostra Europa, sennò noi sapremo scegliere? Se dette da uno statista screditato queste affermazioni suonano ridicole; se dette dal leader della sinistra suonano vincenti all’interno e un monito all’Europa. Così aiuteremmo noi e l’Europa (e fatemi dire, anche l’economia globale che rischia grosso a causa dell’austerità europea).

Nessuno mai verrà a fare la rivoluzione per voi.
E non ci sarà leader che tenga.
Al massimo, possono essere ben accetti generosi fornitori di qualche bussola occasionale.

Il meridione ce lo sta insegnando a tutti noi.

Il grande cambiamento passa solo e soltanto attraverso una modificazione della propria comportamentalità individuale, ma soprattutto passa attraverso la ricerca di una verità comune, condivisibile collettivamente, che possa funzionare senza dover seguire dei, divinità, miti, icone, slogan, parole d’ordine.

La libertà di pensiero non la si acquista al mercato.
E’ un traguardo.
Le religioni sono sempre un’ottima scusa per declinare le proprie responsabilità.

Rimango un ferreo sostenitore del laicismo come motore propulsore della libertà collettiva.

Anche se, in un momento di così grave incertezza, capisco e comprendo che sia più facile, più esaltante, e più comodo, aderire a un gruppo che adora dei nuovi dei. E’ rassicurante.
Di falsi miti, il paese ne ha avuti fin sopra i capelli.

Per questo mi sto innamorando della nuova realtà meridionale.
Non ha nome. Non si vede. Non ha marca. Non si sa neppure dove sta.

Ma c’è.

Come ebbe a dire un nostro grande genio, eppur si muove.

Noi abbiamo bisogno di movimento.
Non di movimenti.
C’è ancora chi vuol credere che la Terra sia quadrata e che è fissa e immobile.
Non è così, per fortuna.

Apritevi allo spirito costruttivo laico e lasciate perdere gli dei. 

L’uno vale l’altro.




P.S. Stefano Davidson è l'unico vero surrealista italiano ancora attivo. Nel 2009 ha presentato una mostra patrocinata dal Ministero per i Beni Culturali dal titolo NON, basata sul concetto tale per cui "il NON è un urlo muto che cerca di rimarcare quanto possa oggi essere vulnerabile la cultura"........in quanto il NON individua nell'assenza la grande protagonista di questo inizio di secondo millennio.

73 commenti:

  1. Mah, Barnard e' arrivato esattamente dove era prevedibile supporre sarebbe arrivato con la MMT portata avanti come una religione economica: al capolinea. Glielo avevo preannunciato mesi fa, prima del suo seminario di Rimini dove per la prima volta intervenne la pattuglia acrobatica dei professori americani. Francamente non ho ancora capito se l' uomo e' veramente cosi' ingenuo o se il suo candore e' sporcato da una vena di arroganza filtrata da un po' di cretineria. Fatto sta che condivido pienamente il tuo pensiero che non si puo' nemmeno ipotizzare di gettarsi nella mischia con uno strumento che potrebbe avere una sua efficacia(la MMT) senza pero' avere le istruzioni per l' uso (il progetto politico).
    Tra l'altro il suo tipo di impostazione (una setta economica) fa a pugni con il comunicato qui sopra. Se a Paolo non interessa alcun progetto politico ma di fatto e' il piazzista, il rappresentante in Italia dei Prof. americani e di Parguez, dovrebbe interessargli poco chi compra il suo prodotto, sia esso Scoppellitti, Penati, ErBatman o Formigoni, essendo interessato solo alla fase economica. Misteri del cuore e dell' animo delle prime donne. Peccato perche' intorno al progetto MMT forse si poteva costruire qualcosa lavorando tutti insieme. Cosi' restera' il suo inutile giocarello.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No: le cose sono avvenute in modo molto più semplice.

      Quei soggetti - di cui io non faccio il nome, ma il cui nome così come i loro curricula sono facilmente reperibili su internet e parlano da soli - hanno organizzato un convegno in Calabria al fine di piegare la MMT al loro scopo. Che non è quello di uscire dall'euro, bensì di persistere con lo scellerato mantra del «PIU' EUROPA, PIU' EUROPA».

      MI SPIEGO MEGLIO: siccome la MMT è una teoria economica e non una dottrina politica, e siccome la MMT spiega come uno stato debba funzionare per raggiungere l'obiettivo della massima capacità occupazionale e produttiva di una nazione e quindi spiega il PERCHE' l'euro e la struttura della zona euro hanno come effetto pratico quello di distruggere l'economia, eliminare la democrazia, e perciò condannarci alla schiavitù perenne, allora questi signori che hanno organizzato questo convegno in Calabria - che sono in realtà dei PRO EURO - vogliono lanciare questo messaggio: «sì, l'euro non funziona molto, però se ci impegniamo a livello europeo affinché la MMT diventi la politica economica dell'Unione Europea allora la MMT è una occasione per il rilancio del progetto europeo...».

      Io adesso mi chiedo, e vi chiedo: ma c'è qualcuno sano di mente che possa pensare che l'euro, costruito con lo specifico proposito di essere una perfetta macchina di morte per la nostra economia e per la nostra democrazia, possa essere riformato e fatto diventare uno strumento di benessere?

      Visto che l'euro lo hanno strutturato appositamente per mettercelo in quel posto, ma cosa vuoi riformare?!?!

      Ma ci vuole la MMT per dirci: «PIU' EUROPA, PIU' EUROPA»? Ce lo stanno dicendo tutti i giorni, apri il Sole24Ore e ogni giorno non fanno altro che continuare con questo bombardamento, come se cedere ancora più sovranità fosse la nostra salvezza!

      Mi dispiace per gli economisti che hanno accettato di fare parte di questo convegno calabrese, a mio avviso non si rendono conto in quale tana si stanno ficcando...

      CON L'EURO LO STATO VIENE SOSTITUITO DALLE BANCHE CHE DIVENGONO ESSE STESSE STATO. OSSIA NELL'EUROZONA LO STATO E', PER TRATTATO, CONTROLLATO DALLE BANCHE E NON DAI CITTADINI!

      CI HANNO SPEDITI TUTTI NELL'EURO, IL NUOVO LAGER NAZISTA!

      E non sto esagerando, basta guardare la Grecia. Sondaggio di due settimane fa in Grecia: ALBA DORATA AL 22%.

      AL 22%! MA VI RENDETE CONTO!

      Così finirà che si scontreranno due nazismi: da un lato ci sarà il nazismo della TROIKA e dall'altro il nazismo di ALBA DORATA.

      Cioè sapete chi vince comunque? IL NAZISMO!

      CON L'EURO NON SI SCAPPA: SIAMO IN MANO A DEI NAZISTI!

      SENZA L'EURO L'ITALIA RINASCE!

      Elimina
    2. Concordo in pieno con Fr@ncesco CH.
      E' l'Europa che è fascista, anzi più giustamente come dice NAZISTA. E ce l'hanno imposta di nascosto, firmando trattati che nessun essere pensante con 2 neuroni che si connettono, avrebbe MAI firmato.
      L'ultimo, l'ESM, è addirittura disgustoso!!! Lidia Undiemi ne parla abbondantemente.

      Elimina
    3. Qui ci si diletta spesso, anche a sproposito, a discettare di fascismo come aggettivo anziché come sostantivo, o viceversa.
      Perdendosi in labirinti pregiudiziali foderati di lana caprina, coerentemente con l'inconcludenza parolaia tipica delle "elites" della gauche nostrana. Veri intellettuali dé noantri.
      Intanto il germe nazista prolifera, alimentato dai soliti tedeschi -bastardi nei secoli- e favorito dal cretinismo franco-britannico. Gli USA stanno a guardare.
      Storia già vista.
      EURO MACHT FREI. E' questo il nostro destino?
      Non vorrei urtare la sucettibilità di qualcuno, ma trovo delle analogie tremende tra l'atteggiamento germanico odierno nei confronti dei popoli europei, e quello nazista verso i popoli da sottomettere o cancellare, senza nemmeno un Mussolini a difenderci schierando le truppe al Brennero.
      Qualcuno dei poveracci nei lager ha mai conquistato la libertà attraverso il sudore?
      E' giusto illuderci/illudere che divenendo virtuosi ci si possa "riabilitare" nell'Europa del rigore finanziario?
      E' inaccettabile, ottant'anni dopo, essere ancora messi sotto scacco da una nazione di psicopatici. Da un Götterdämmerung a un altro, cosparsi di croci di ferro e inghirlandati da decine di milioni di morti. Ci mancava solo il Papa ex-hitlerjugend.
      Modigliani, tu sei ebreo. Piantala con gli alti profili intellettuali, scendi dal piedistallo e infilati i guantoni. Accetta la realtà di ciò che sta accadendo senza cercare di spulciare tra fascismi estetici o di sostanza, potremo tornare a confrontarci e a dividerci dopo. Il NAZISMO sta arrivando ADESSO ed è una tragedia incombente sia che lo guardi da destra che da sinistra.

      Elimina
    4. Senza che ricominciamo la solita solfa sul fascismo e dintorni (che HA PERSO la guerra e non e' responsabile di questo mondo di stretta marca ANGLOAMERICANA ) Barnard non ha capito e si ostina a non capire che la MMT da sola non serve a nulla. O meglio puo' essere utilizzata da chiunque, anche dai sostenitori dell' Euro perche' e' uno strumento. Come una pistola. Allora la MMT va accoppiata in maniera inscindibile ad un movimento POLITICO che la utilizza per il raggiungimento del suo programma economico e sociale. In caso contrario avremo modo di farci quettro risate. Io tutto cio' lo avevo previsto prima di Rimini e l' ho scritto in tutte le salse ma purtroppo la nostra Wanda Osiris del giornalismo d'inchiesta e' troppo impegnato a contemplarsi i bicipiti cerebrali per ricordarsi di pensare. Ed ecco il risultato

      Elimina
    5. A me pare che Barnard non appena si sente messo da parte se la prende sul personale e allora indovina l'ancora per passare da giusto e illibato.
      Mi spiace ma gli resta Mosler che non è uno stinco di Santo.Preferisco un altro tipo di socialdemocrazia a sto punto quella di Krugman, Stiglitz e Keynes. (Colombe)
      MG75

      Elimina
  2. Sergio, mi dispiace, ma sei fuori strada. L'idea di fare un evento MMT Calabria è venuta a me, Francesco Toscano. Per realizzarlo ho chiesto l'aiuto delle istituzioni, in primis della provincia di Reggio Calabria, istituzione che, guarda caso, ha promosso, l'evento del maestro Muti che ti è piaciuto tanto per opera dell'assessore Lamberti Castronuovo. E' stato proprio Barnard, cosa che ignori, a pretendere di ricevere un invito ufficiale firmato da quello stesso Scopelliti la cui presenza ora lo indigna.
    " ...la trovo nobile e coraggiosa da parte di Barnard, e gli fa onore". Questa tua chiosa rispetto al volgare post di Barnard non fa onore a te, caro Sergio. E' nobile mistificare la realtà? E' nobile fare come la Volpe che non raggiunge l'uva? E' nobile insultare chi riserva un atteggiamento cordiale, propositivo e amichevole con epitati come "faccendiere" (sarei io) e "massone in seconda"? (sarebbe Gioele Magaldi, consulente strategico dell'evento MMT-Calabria). Abbiamo idee molto diverse di concetti come "nobiltà" e "coraggio".

    Con amicizia,

    Francesco Maria Toscano,
    www.ilmoralista.it

    RispondiElimina
    Risposte
    1. io di questa storia non so nulla, e onestamente non la voglio neppure sapere; con uno come Scoppelliti io non ci prendo neppure il caffè e tantomeno ci parlo, questo è ciò che so; il personaggio in questione è un referente tuo, di Barnard, non ne so nulla e non voglio sapere nulla; comunque vadano le cose è una cosa vostra, tua di Barnard e di tutti coloro che si sono voluti mettere dentro, di sopra, al fianco, di tangente, di sguincio, quello che è. Per quanto riguarda le modalità linguistiche di Barnard veditela con lui, non con me. Sei sufficientemente adulto per sapere come è fatto Barnard, prenditela con lui. Io che cosa c'entro? Ma vi rendete conto che queste sono chiacchiere da pollaio e che fate tutti a gara a manifestare il vostro narcisismo, manipolando giovani, ingenui desiderosi e bisognosi di sapere, offrendo loro dei vanitosi saccenti statunitensi che voi avete promosso e portate in giro come se fossero padreterni, i quali, se paragonati ai proff. (e dico i primi che mi saltano in testa) Bagnai, De Cecco, Zezza, Brancaccio, Bevilacqua, Cassano e tanti tanti altri non valgono un bel nulla? Questi americanini esili esili, provincialotti ignoranti crassi che pensano che Dante Alighieri sia una marca di scarpe della Tod's, ve li litigate l'un l'altro e li avete trasformati in divi del nuovo trend montiano-draghiano: la Magna Religio di cui bisogna oggi parlare: l'economia, la moneta, e affini. Non voglio essere coinvolto nelle vostre beghe, nelle quali per mia fortuna io non c'entro. Io non mi occupa di convegni calabresi con provinciali decotti della oscura e retriva provincia americana. Io, per mia scelta e fortuna, mi occupo di Cultura.

      Elimina
    2. Meno male. Allora si vede che il pezzo incommentabile e impreciso di cui sopra non l'hai scritto tu ma un tuo omonimo. Dici però al tuo omonimo che sarebbe buona regola quella di scrivere di cose che si conoscono. Scrivere così, tanto per passare le giornate, è esercizio perlopiù narcisistico e fine a se stesso. Siccome so che tu non scriveresti mai di cose sulle quali, per tua ammissione, "non sai nulla", ti prego di chiedere al tuo impreciso e saccente omonimo maggiore rigore nello scrivere e nel commentare. Complimenti comunque per i centimetri...

      F.M. Toscano

      Elimina
    3. sergio di cori modigliani scrive:

      17 settembre 2012 alle 09:30

      "complimenti vivissimi, con tutto il mio cuore civile; vedo che qualcuno ha finalmente raccolto il mio acuto grido di sconcertante allarme, bravo Toscano."
      Caro Sergio ho ritrovato con stupore questo tuo commento sotto il mio pezzo "Paolo Barnard non faccia l'ipocrita e sacrifichi il suo narcisismo alla buona causa della MMT" scritto per "Il moralista" (clicca per leggere http://www.ilmoralista.it/2012/09/16/paolo-barnard-non-faccia-lipocrita-e-sacrifichi-il-suo-narcisismo-alla-buona-causa-della-mmt/). Non solo era quindi a conoscenza di tutta questa storia, anche se ora come il Barone Zazà ti sforzi far vedere che voli alto, ma ti eri pure espresso nel merito manifestandomi il tuo compiacimento. Ora cambi le carte in tavola per motivi solo a te noti. Occhio a recitare troppe parti in commedia, rischi di confonderti da solo.

      Con rinnovata amicizia,

      Francesco Maria Toscano

      Elimina
    4. Sara' provinciale e decotto un Warren Mosler...mah... date una occhiata al suo CV viene solo per quello il mal di testa a Bagnai, De Cecco, Zezza, Brancaccio, Bevilacqua, Cassano se si dividono il compito....

      Gabriele

      Elimina
    5. Warren Mosler è un geniale investitore di moneta

      Elimina
    6. Il 26 di questo mese, alla Sapienza di Roma, si svolgerà il convegno:

      "PUBLIC DEBT MANAGEMENT"

      Tra i relatori, Warren Mosler e Mario Draghi.

      Questo è l'invito, ricevuto da Warren Mosler, per venire a Roma e partecipare come relatore:

      https://fbcdn-sphotos-g-a.akamaihd.net/hphotos-ak-snc6/182500_4155621367631_383191792_n.jpg

      Questa è la relazione che Mosler leggerà a Roma (bozza):

      http://www.moslereconomics.com/wp-content/pdf/rome-draft.pdf

      Qui una breve intervista (in Italiano) a Warren Mosler:

      http://www.youtube.com/watch?v=JVjQN1_aZNw

      trascrizione

      GIORNALISTA: Il governo Monti ha scelto l'austerità, quindi una manovra pesante da venti miliardi di euro, forse anche tagli della spesa pubblica - al momento pochini. E' questa la soluzione giusta?

      WARREN MOSLER: L'austerity è stata un errore. Hanno provato ad aumentare le tasse e a tagliare le spese, ma hanno peggiorato le cose. E' stata una richiesta della Banca Centrale Europea, dell'Unione Europea. Queste sono condizione che l'Unione Europea ha imposto all'Italia, alla Grecia, a tutti. La riduzione del deficit è un errore per l'economia, fa aumentare il tasso di disoccupazione, e fa aumentare anche il deficit in realtà, e penso che la Grecia lo dimostri. Quando aumenti le tasse e tagli le spese, l'economia crolla e dopo non raccogli nemmeno tasse perché la gente non può pagarle, e anche la spesa pubblica aumenta a causa della disoccupazione. Quindi, alla fine, quello che chiamiamo "l'austerity" fa aumentare il deficit. Per l'economia è un disastro, per le persone è un disastro. Se qualcuno capisse cosa stanno facendo, e non credo che questo accada, potrebbe quasi chiamarli criminali, moralmente criminali. Potevano avere una disoccupazione al sette per cento e lasciare salire il deficit stimolando la crescita, invece hanno fatto salire il tasso di disoccupazione fino al dieci per cento e hanno distrutto l'economia. Viaggiando per il Paese si vedono persone spaventate, ferite, tristi, non sanno cosa fare.

      GIORNALISTA: Secondo lei, all'Italia conviene stare nell'euro o ritornare alla lira?

      WARREN MOSLER: In un mondo perfetto, se la Banca Centrale Europea garantisse il debito e se fossero consentiti deficit per combattere la disoccupazione, se il patto di stabilità imponesse deficit del sei, sette per cento, allora consiglierei di restare nell'euro. Ma se la zona euro e l'Unione Europea insistono a gestire la moneta così, mantenendo la disoccupazione al dieci per cento, allora non conviene più restare nell'euro. Allora dovete tornare alla vostra moneta per abbattere la disoccupazione fino al tre, quattro, due per cento, vicino allo zero. Noi abbiamo un detto: "per uscire dalla buca devi smettere di scavare". Non dovete ripagare il debito, lo pagate quando volete. Non siete obbligati a pagarlo, potete dichiarare il default. Se tornate alla lira, ed era già così negli anni ottanta, fino alla conversione, lo Stato dovrà prima spendere e poi raccoglierà le tasse. Come il governo degli Stati Uniti: prima spende dollari, poi li raccoglie. Il downgrade non ha creato problemi. Negli anni ottanta l'economia italiana era forte, bassa disoccupazione, buona crescita, prosperità, e l'inflazione era al dieci per cento: era un problema? Che succederebbe se l'Italia tornasse a quei giorni? Sarebbe un bel periodo no? Lei che ne pensa?

      Elimina
  3. La cosa che più mi piace, dopo aver letto il post ed i commenti, è la vignetta iniziale.
    Posso dire con orgoglio, meno male che non c’ero.
    Se queste sono le premesse della nuova resistenza, poveri noi.
    Non so chi si è con coinvolto personaggi turpi, quali Scopelliti, ma a mio modesto avviso chiunque lo abbia fatto dovrebbe solo tacere, meglio ancora se per sempre.
    Personalmente non conosco di persona ne Barnard, ne Toscano, ne Magaldi, ne gli economisti americani, quindi i miei giudizi non sono di natura personale, ma questa vicenda puzza di marcio e la puzza si appiccica ai protagonisti mettendoli tutti sullo stesso piano.
    Come è possibile che Barnard, giornalista di mestiere e co-fondatore di programmi di attualità come Report, non sapesse chi sia Scopelliti?
    Come è possibile che i paladini dell’alternativa vadano a cercare il consenso e la sponsorizzazione di amministrazioni corrotte, quali quella calabrese?
    A già, dimenticavo che Barnard ci aveva appena spiegato che la corruzione è una risorsa economica. È vero, se non ci fossero i morti i becchini non potrebbero lavorare, se non ci fossero i malati, i medici sparirebbero. Quindi che si fa? Si implementano malattie e morti per garantire la piena occupazione?
    E con la corruzione che facciamo? Perché non bandire un bel convegno della MTT in Calabria, con la partecipazione della N’Drangheta? In fondo c’è sempre bisogno di nuovi picciotti.
    Sinceramente, andate a cagare!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono d'accordo, complimenti: crudo ed efficace.

      Elimina
  4. mi perdoni ma ha volte ho delle domande al quale non trovo risposte ed ho pernsato di potermi servire del suo aiuto : se per esercitare qualsiasi cosa che implichi l'interazione con i propri simili è necessario esserne abilitati ( per guidare la patente , per fare il chirurgo la lauresa per costruire palazzi idem )perchè per poter esprimere il voto che serve alla costruzione del governo non c'è bisogno di niente ?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono assolutamente d'accordo con Lei.

      E' per questo che ci siamo ritrovati con degli autentici ignoranti votati da degli analfabeti conclamati.

      La pura razza padana che fà tanto rima con pura razza ariana... di hitleriana memoria.

      Abbiamo avuto persino un tale che, rimando serio, ci ha raccontato che "con la cultura non si mangia"...

      Avete sentito qualcuno dirgli " Ahooo grullo... ma che minchia stai a dì"

      Io no!

      Elimina
  5. Secondo me, più correte dietro ad un Brand (MMT)d'importazione, da qualunque parte vada (In Calabria piuttosto che da Barnard), più state perdendo tempo.
    Quello che mi rattrista è vedere sempre, in occasioni del genere, ricorrere all'idea della "salvezza" che viene dall'esterno (I fantomatici economisti americani). Che poi è la stessa idea su cui c'hanno propinato l'Euro (la salvezza che viene dal vincolo esterno).

    MMT (All'Italiana)? NO GRAZIE!!!

    VIVA Alberto Bagnai, Sergio Cesaratto, Gennaro Zezza, Claudio Borghi, Luca Fantacci, Marino Badiale, Paolo Becchi etc etc... e tantissimi altri intellettuali ITALIANI che stanno facendo una corretta informazione e divulgazione della materia economica e sociale. Senza brand, senza pretese di "salvezza" di ordine religioso, in maniera plurale e pluralista, e con una SERIA prospettiva di idee per il futuro.

    RispondiElimina
  6. E LA CHIAMANO CURA MONTI (IL CAVALLO DI RAZZA DA TENER FUORI DALLA BATTAGLIA SECONDO BERSANI.... :D ) GUARDATE IL GRAFICO E QUESTI SONO FATTI! MAI VISTO IN POCHI MESI UNO SFACELO DI QUESTA PROPORZIONE , NEMMENO IN 150 ANNI! Impennata esponenziale della disoccupazione!!!! http://www.rischiocalcolato.it/2012/10/il-bilancio-del-governo-monti-parte-2-la-disoccupazione.html
    AUMENTANDO IL COSTO DELLA VITA (TAGLI E TASSE) LO SA ANCHE UN PICCIONE CHE IL LAVORO CHIUDE BOTTEGA E IL SALARIATO SCHIANTA.
    MG75

    RispondiElimina
  7. Non mi è arrivata notizia di nuovi Campanella dell'Italia di oggi, ma ammetto che potrei essere io l'ignorante. So chi è Barnard per aver letto uno suo libro "Perché ci odiano", che ha contribuito in maniera fondamentale ad aprirmi gli occhi sulla politica estera degli Stati Uniti. Detto questo, non so cosa sia l'MMT, ne cosa stia combinando ora Barnard. Ero rimasto al suo giornalismo libero e coraggioso. La mia stima per aver scritto quel libro resta immutata.
    Onestamente se un risveglio culturale del meridione fosse in atto sarebbe un fattore dirompente per un vero cambiamento italiano. Ma non ci sono tracce visibili per ora, al di là di poche menti illuminate e coraggiose senza dubbio, per il resto la maggioranza dei giovani (e non solo) del sud, ed io mi reputo tale, pensa ancora, ed a ragione, che emigrare geograficamente (emigrazione anche interna magari) sia la maniera migliore per vedere chiaro il proprio futuro. Non esiste una sola argomentazione valida dal punto di vista culturale, politico, ed economico, che spinga un giovane laureato di oggi a spendere il proprio futuro a Cosenza, Crotone, Foggia, Bari, Napoli, Palermo, Siracusa, piuttosto che a Milano, Torino, Barcellona, Londra, Berlino.
    Vede Modigliani, io magari non saprò cos'è l'MMT, ma quello che so ad esempio è che tutti i miei amici sono già andati a costruirsi il proprio futuro fuori dall'Italia. E con loro conoscenti, conoscenti di conoscenti, una catena invisibile, lunghissima, destinata a crescere purtroppo. La disoccupazione giovanile la viviamo sulla nostra pelle, giorno dopo giorno. Stage che continuano ad essere non pagati(la riforma Fornero non ha mosso nulla). Contratti schiavisti altro che atipici. Adesso si lavora solo a progetto, pare che tutti debbano essere liberi professionisti con partita Iva in questo paese. Il lavoro dipendente va scomparendo. Il contratto a tempo determinato è la nuova utopia. Le statistiche, seppur gravissime, sulla disoccupazione giovanile, raccontano solo in parte il dramma dei giovani italiani oggi. La crisi ha aggravato tutto, ha reso una giungla ancora peggiore (difficile immaginarlo) il mercato del lavoro italiano. Le aziende si sentono in diritto di fare le peggiori porcate in questo momento. Lo Stato è assente, lo permette. Lo Stato deve pensare allo spread, al proprio debito. E se ci azzardiamo a scendere in piazza, ad essere incazzati neri, furiosi, per tutto ciò, ci manganellano, e finisce che ci sbattono dentro. Noi, il futuro dell'Italia.
    Ma lei lo sa quanti giovani greci se la sono data a gambe? Ne ha la più pallida idea? Io neanche. Si tratta di un'ondata storica.
    E allora? Filosofeggiamo sui massimi sistemi? Va bene, è piacevole, ma non aiuta. Non ci aiuta.
    Io ho 32 anni, ho scelto di essere indipendente da un pezzo, convivo con la mia ragazza, pago affitto e bollette con lavori saltuari, se non ci fosse la mia famiglia ad aiutarmi nei momenti difficili non ce la farei. Questa è la mia realtà. La realtà di molti altri è ancora peggiore. Gli vada a parlare di MTT veda un po cosa le rispondono.
    Magari le rispondono che questo paese fa schifo, che è diventato una metastasi di finanza e corruzione, che loro non vogliono essere contagiati, non vogliono diventare gli ennesimi martiri, LORO SE NE VANNO E BASTA.
    Cosa gli controbatte?
    Gli parla della rivoluzione culturale al sud?
    Allora a quel punto le consigliano di farsi un giro nelle Università del sud, magari ci trova ancora qualcuno chissà, e poi risalire fino al centro, ecco da Reggio a Roma, un bel giro. Le dicono di ascoltare le storie dei giovani italiani, le loro storie, la loro idea dell'Italia, i loro progetti per il futuro, e se includono o meno questo paese.
    Ecco poi magari dopo questo bel giro di venire e riparlare di MMT e di sussulti culturali del sud. Tutti sarebbero curiosi di ascoltarla a quel punto.

    P.S.
    E' andato già oltre il movimento? Non faccia come Icaro.

    RispondiElimina
  8. Carissimo Sergio,
    Come sai sono un MMTer, ma da tempo sto esponendo a loro, ciò che Tu hai scritto oggi, così abilmente. Ci vuole coscienza civica. Il gesto di Barnard è stato un passo che mi trova totalmente d'accordo. La vicenda "Cesarotto-Barnard" ha alcuni lati oscuri dove il narcisismo di entrambi impera e non porterà a nulla (da quello che mi risulta il comportamento del buon Cesarotto non è stato molto limpido). Il tragitto è ancora lungo e il tempo è poco. Saluti Nicola

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Avendo seguito tutta la faccenda, posso affermare con cognizione di causa che non c'è stato narcisismo da parte di Paolo Barnard bensì da parte di Sergio Cesaratto. E mi dispiace, perché è chiaro che anche un economista italiano come Cesaratto sarebbe stato di grande aiuto.

      Elimina
  9. Beh insomma....ci sarebbero diverse puntualizzazioni da fare al post,tipo quella di una grande rivoluzione al sud che francamente fatico un po' a vedere (vero é che Di Cori dice invisibile),come peraltro anche il sig.Nunzio Corso,ma lascio perdere.
    Faccio solo notare la grande difficoltà che la politica si accordi con la morale,o meglio che le leggi oggettive del potere,del condurre una nazione spesso confliggono nella coscienza anche dei più onesti...scegliere l'etica o il bene dello stato,che spesso non coincidono.Lo Stato non é una parrocchia.E il citato Mao di questo anche s'intendeva,non solo di rivoluzioni.Circa poi la storia del nemico del mio nemico é mio amico,vorrei ricordare a Di Cori quanto successo nella seconda guerra mondiale...non sempre incerti momenti l'assioma é sbagliato.
    Un conto é il dover essere,un altro l'essere...
    Detto questo,bene però ha fatto Barnard a comportarsi come ha fatto,tenendo conto anche di certi massoni che appoggiavano l'evento.
    Certo che se dessimo però un'occhiata ai governatori di altre regioni,forse il convegno MMT avrebbe dovuto tenersi in Svizzera magari....
    Quanto all'MMT,non dimentichiamo che in fondo si tratta di Keynes,opportunamente aggiornato.
    I professori americani (nei cui confronti mi pare che Di Cori sia anche un po' ingeneroso),restano quelli che erano a Rimini,dei conferenzieri,nessun dio o guru.
    Non è che in Italia non ci siano economisti validi,ma mai sono arrivati al grande pubblico,e questo é il merito di Barnard,e se ora anch'essi godono di un certa popolarità in rete,indirettamente é anche merito suo e delle polemiche scaturite.Mai si é vista tanta gente discutere di economia in rete.
    Ma vengo al punto centrale del discorso,e cioè la sponda politica a cui dovrebbe appoggiarsi MMT.E qui é molto più importante quello che Di Cori non dice,forse sarò malizioso...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' indubbio che il merito di Barnard è stato quello di offrire al grande pubblico l'idea di questi economisti; tant'è vero che questo blog l'ha a suo tempo propagandato perchè lo ritenevo oggetto di una ignobile censura. Io sono sempre stato molto schietto nelle mie posizioni. Ma nel mio post sono stato chiaro sulla mia idea di Machiavelli; per me il fine deve corrispondere ai mezzi. La stessa identica censura nei confronti della benchè minima critica o dissapore viene praticata dai seguaci della MMT nei confronti di chi osa anche accennare al fatto che forse non è la migliore tra tutte le teorie del mondo. Questo lo trovo disdicevole. E' stato costruito un movimento che -purtroppo- per mancanza di cultura e di chiarezza di idee ha sperperato il bel lavoro di Barnard trasformando il tutto in un'attività da setta. A me interessa il dibattito aperto e il progetto politico evolutivo per tutti, invece. Se discutere di economia vuol dire sostenere tesi (sarebbe l'ultima novità in diverse pagine di sostenitori della MMT) che bisogna "tatticamente" sostenere Berlusconi o chiunque sostenga la MMT, allora preferisco non parlare di economia. Rimane ferma, in me, e molto molto chiara, quella linea di frontiera che separa una opposizione evoluta verso un nuovo modello alternativo dalle mode che si seguono alla ricerca disperata di una identità. Lo capisco e lo comprendo, ma non lo sostengo. Non mi piacciono nè i modi nè i modelli autoritari, e non esistono verità intoccabili. Sarà tattico, ma a me personalmente l'idea che Tremonti adesso sia diventato il padre dell'economia neo-keynesiana e che Roberto Maroni vada in giro a dire che la MMT è una meraviglia e che Barnard abbia scelto come propria palestra la trasmissione di Paragone che ha allietato gli italiani per anni sostenendo il governo fascista di centro-destra capeggiato da Berlusconi, lo dico con il cuore in mano, a me, tutto ciò mi fa letteralmente vomitare, così come mi fanno vomitare i discorsi tra Barnard, Toscano, i loro vari amici e queste squallide polemiche da quattro soldi tutte incentrate -alla fine- intorno ai soldi, al potere, alla Rai, alle istituzioni nelle mani dei mafiosi. Ma siamo seri, su. Voi davvero pensate che con atteggiamenti comportamentali come questi c'è anche una probabilità su un milione di costruire una vincente opposizione ai marpioni maledetti che ci governano e ci comandano? Andando in giro a elemosinare qualche applauso a Tremonti, Maroni e Rai2? A questi che hanno devastato il paese?

      Elimina
    2. Mi pare un po' riduzionistico il pensiero di Machiavelli condensato nella frase "il fine giustifica i mezzi"...a mio vedere,il suo merito maggiore fu quello di staccare la morale dalla politica (e non sempre col significato negativo che si attribuisce),che non é la stessa cosa,come nel post ho cercato di illustrare.Ha fatto un'analisi realistica ed oggettiva ancora in uso in tutte le cancellerie del mondo.Sarebbe bello che le due cose si accordassero,ma a me pare oggettivamente molto improbabile se non come eccezione,a meno di scivolare in uno Stato Etico,una sciagura...
      Anche a livello antropologico non può essere che confermata dalla Storia passata e presente la visione pessimistica sull'uomo,checchè ne dica Guicciardini, che sosteneva il principio del particolare sia domestico che politico;seguendo il proprio interesse particolare,il proprio egoismo si ottiene anche il bene dello stato.
      Le ricorda qualcosa?

      Mi sembra che lei generalizzi molto sulle reazioni degli aderenti all'MMT,non mi pare proprio frequentando il loro sito.Se un certo estremismo esiste é anche questione, per molti non addetti ai lavori, di aver trovato uno strumento economico che contrasti il neoliberismo sul piano teorico.Non é certo una novità,ma bisogna anche capire che la teoria é stata spesso attaccata,anche per motivi tutt'altro che nobili o disinteressati,dando luogo a certe reazioni.Che poi Paolo abbia esagerato coi salva vita et similia é solo per motivi mediatici.Sappiamo tutti bene che una teoria economica é solo una parte dei problemi.
      Anche il fatto di generalizzare con "che bisogna "tatticamente" sostenere Berlusconi o chiunque sostenga la MMT",non corrisponde alla realtà.Sono solo idee di qualche iscritto al sito.Anzi,vedo il contrario,una estrema cautela nel non farsi accalappiare dal primo venuto.
      E che vuol fare,impedire ai vari Maroni,Tremonti....di usare la MMT? E' una teoria di tutti,non c'è un diritto di proprietà o un copy su Keynes!Altro conto é associarsi politicamente,ovviamente.
      Probabilmente,per evitare questo,il gruppo uscito da Rimini avrebbe dovuto porsi come punto di riferimento sempre più credibile,essendo stato il primo e il più attivo movimento nel propagandarlo in vari modi e tralasciando le soliti beghe interne e il carattere non certo facile di Paolo,più per passione che altro.Ma non si potrà mai impedire che altri usino la teoria....

      Guardi che non sono certo questi che lei indica i motivi (Paragone,liti da cortile...) che impediscono una vera opposizione agli aguzzini che ci ritroviamo.Ve bene la coerenza,ma non esageriamo...!
      La politica é prassi reale,non teoria religiosa di puri.
      E' bene ricordare intanto che stiamo parlando di una teoria economica e non di un movimento politico,cosa venuta alla ribalta del gruppo da non molto tempo.
      Ed è questo il motivo principale,manca il braccio politico di rifermento per unire teoria economica e ad altri inputs indispensabili ad una opposizione.
      Solo che con l'aria che tira non sembra cosa facile.Lei che suggerisce in merito?

      Se poi vuole la mia opinione personale,io penso che senza una vera rivolta generale dei popoli che accompagni il resto,non se ne esce da questa situazione,e cioè andarsene da questa Europa non modificabile in nessun modo.
      Possiamo scrivere tutti i programmi che vogliamo,referendum,denunce,voto...non vedo alcuna alternativa politica in termini ragionevoli di tempo.Ma lei ha presente il nostro panorama politico? Vede all'orizzonte una Kirchner o simile?

      A proposito,complimenti per il bell'articolo sulle due Cristine,con dettagli interessanti e poco conosciuti.Pubblicato anche sul nostro blog,Dallapartedeltorto.

      Elimina
  10. Alain Parguez filosofo, storico e ovviamente TEORICO dell'economia del circuito monetario(l'MMT europea.
    Per rapporti famigliari e incarichi di prestigio in Francia, conosce nei minimi dettagli il progetto criminale dell'Euro. Sergio, mentre qualche tempo fa esaltavi a uomo "de sinistra" Hollande, Parguez lo definiva più a destra della Merkel.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questa è la grandezza di Alain Parguez.

      Su Parguez ne ho sentite di tutti i colori, che è pazzo, che è rimbambito, che falsifica le citazioni, che non si capisce niente quando parla.

      Parguez è invece una delle persone più lucide, argute, intelligenti al livello europeo, non è solo un economista di primissimo rango: è anzitutto un fine intellettuale.

      Quando ho sentito per la prima volta Parguez affermare che "l'euro è un progetto voluto dalla Francia, i tedeschi lo hanno solo subito", non capivo bene. Poi ho iniziato a rifletterci su, e mi sono reso conto che il sistema di Bretton Woods fu fatto saltare da De Gaulle, e se non fosse saltato Bretton Woods non si sarebbe mai fatto l'euro. E non c'era alcuno motivo per fare saltare Bretton Woods, cioè il governo francese lo fece perché l'intenzione era di arrivare all'euro. Cioè Parguez ha ragione: è stato il governo francese.

      Fortunatamente il tempo è galantuomo e ora, solo a distanza di pochi mesi dalle elezioni francesi, si capisce che ciò che Parguez aveva detto su Hollande era tutto giusto.

      Elimina
    2. Se lo ha fatto ha sbagliato. Hollande sta sudando sette camicie per salvaguardare in Francia la tenuta dell'occupazione e il suo stato welfare e mantenere un minimo di coesione sociale. Non è Che Guevara, ma non è neppure un bieco tecnocrate liberista. Bisogna saper operare dei distinguo. Mi sembra che ci sia un po' troppa gente in giro a caccia di applausi. Ormai lo hanno capito anche i bambini che basta dire sì alla sovranità monetaria, odiamo le banche, no al signoraggio, si riempiono i teatri e si acquistano voti, ok...e dopo....che si fa? La rivoluzione necessaria in Italia passa prima di tutto nella modificazione comportamentale, individuale e nella capacità esistenziale di ciascuno di essere in grado di rompere schemi obsoleti, vecchi, stantii, triti e ritriti di retorica e demagogia e faciloneria. Altrimenti, prepariamoci a una serie di Fiorito e Minetti nel nostro prossimo futuro ben più abili, strutturati e meno eclatanti che seguiteranno a operare nello stesso identico modo dei predecessori.

      Elimina
    3. Altro che Fiorito e Minetti!

      Parguez ha raccontato di quando il presidente Mitterand lo chiamò per diventare suo consigliere economico.

      Fanno il colloquio, alla fine a Parguez viene detto:

      «da oggi i suoi problemi economici sono finiti. Il suo stipendio le verrà mensilmente accreditato, in franchi svizzeri, su un conto cifrato svizzero...»

      Elimina
    4. Andiamo pure con cautela su Hollande...non sarà l'assatanato tecnocrate,ma nemmeno molto più semplicemente quello delle promesse elettorali.Ricordate che diceva sul fiscal compact e sull'Europa?
      Ora sparito da ogni discorso,anzi a me pare il cagnolino della Merkel,magari in nome di qualche favore alla Francia...
      Non é Monti,ma poco ci manca,d'altronde i francesi se ne stanno accorgendo....assomiglia molto ai cari burocrati europei...

      Elimina
    5. Non è Monti: è peggio di Monti.

      Vado a memoria, perché non è che posso avere una banca dati al posto del cervello, ma Parguez ha riferito cosa ha detto Hollande sull'austerità quando in privato gli hanno fatto notare che essa avrebbe portato alla distruzione delle prospettive occupazionali delle giovani generazioni francesi:

      «questo servirà a forgiare l'uomo nuovo che noi vogliamo».

      Siamo cioè ai livelli di Goebbels! QUESTI SONO DEI NAZISTI! Io ve l'ho detto. Non so se qualcuno ha visto il filmato (reperibile anche su youtube) in cui Hollande va a parlare nella Grande Loggia a Parigi. C'è Hollande che parla e questi qui che lo ascoltano e di cui non si vede il viso, con il viso coperto perché nessuno deve sapere chi sono al di fuori della loggia. Adesso, ma secondo voi una persona sana di mente va a fare un discorso in posto che sembra uscito da Eyes Wide Shut di Kubrick?

      Aspettate. Aspettate e vedrete.

      Alla fine del suo mandato (se Hollande ci arriverà, alla fine del suo mandato) vedrete la Francia come sarà ridotta. Voi non potete nemmeno immaginare la Francia come finirà con un presidente così.

      Elimina
    6. Chi ha letto e studiato 'Il più grande crimine' o ascoltato i video su youtube sa perfettamente che siamo alla fase finale di questo progetto criminale contro le popolazioni europee.
      Nessun parlamento 'pulito', nessun nuovo partito, nessuna nuova loggia potrà arrestare questo processo che porta alla distruzione delle Sovranità Nazionali europee.
      Nel quadro c'è anche la bella Germania con tutto il suo bel PIL. I Monti, gli Hollande e compagnia, sono stati 'eletti' per portare a termine questo crimine. Complottista? Eh no! i complottisti sono loro, l'elite esclusa dalla democrazia.
      Molti fatti confermano quanto sta succedendo e quanto hanno preparato per le nostre prossime generazioni.
      Siamo i paganti, godiamoci lo spettacolo disgustoso.

      http://www.youtube.com/watch?v=wpzGgo1XZRo

      ASCOLTATELO e LEGGETELO:

      http://paolobarnard.info/docs/ilpiugrandecrimine2011.pdf

      Elimina
  11. A F.M.Toscano.....ti ho già detto che io, in questa storia non c'entro e non voglio entrarci; sono affari tuoi, di Paolo Barnard e di tutti quelli coinvolti, a nessuno interessano le vostre beghe. Ti riconfermo (mi auguro definitivamente) il mio punto di vista. Io non voglio avere nulla a che fare con Scoppelliti e con amministratori corrotti e con chiunque abbia rapporti con loro di nessun genere e a nessun titolo. E' chiaro, questo? Mi auguro che lo sia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi stupisce e delude che un uomo della tua sensibilità possa esprimere punti di visti così primitivi. Cosa vuol dire "non voglio avere nulla a che fare con Scoppelliti e con amministratori corrotti e con chiunque abbia rapporti con loro di nessun genere e a nessun titolo". Che se la Istituzione che rappresenta intende favorire la riuscita di un convegno finisce con l'appestare inerzialmente idee, luoghi e relatori tutti? Ma ti rendi conto della mostruosità della tua posizione? Che vuol dire "chiunque abbia a che fare con Lui"? A chi ti riferisci? A chi lo incontra al bar? A chi accetta un suo invito? A chi si presenta alle sue feste di compleanno? Chi sono "questi tutti" che scansi come la peste perché così indegni da credere che perfino Scopelliti possa essere trattato come un essere umano? Se è così devi essere conseguenziale: proponi pubblicamente che Scopelliti, o altri che come lui, tu giudichi indegni di vivere (perché questo gli rimproveri: vivendo intrattiene rapporti umani)venga deportato in un campo di concentramento. Solo così avrai la certezza che la sua sola presenza non finisca con l'insozzare l'aria che respirano galantuomini come te e alcuni tuoi arguti commentantori. Tempo fa leggevo un tuo interessante post nel quale ti vantavi di essere tollerante e aperto. Mi auguro che questo di oggi sia solo un passaggio a vuoto sul quale avrei modo di riflettere. Altrimenti, credimi, le uniche persone con le quali certamente non bisogna avere a che fare sono quelle che sprimono concetti di così inaudita violenza vernale, totalitari e violenti.

      Elimina
    2. "...con i mascalzoni non prende neanche un caffé"

      Credo lo dicesse il Generale Dalla Chiesa!

      MaomoaM

      Elimina
  12. Scopelliti è indagato in 3 procedimenti, ed è stato condannato in primo grado a 6 mesi. Su 50 consiglieri regionali, 3 sono stati arrestati, 18 sono stati coinvolti in vare inchieste. Tutta la giunta reginale è indagata. Per non parlare dei dirigenti esterni nominati da Scopelliti. E' notorio che la Multiservizi di Reggio, al tempo di Scopelliti Sindaco, veniva gestita dalla n'drangheta. Vogliamo aggiungere altro.
    Le coperture massonico-mafiose gli hanno evitato l'arresto.
    Speriamo che i calabresi non perseverano con questa gentaglia al servizio delle mafie.

    RispondiElimina
  13. Posso andare OT (fuori tema) ? Poiché nell'articolo "Parla la Voce della Siria libera" io,commentando, dicevo:

    "Non tornano troppe cose e la guerra è, come detto in altro articolo dallo stesso Di Cori Modigliani, principalmente mediatica. ....Credo ne sia vittima lo stesso intervistato.
    Ricordo bene quello che veniva propagandato su Gheddafi "assassino del suo popolo", che lo bombardava etc. etc. ......La storia è un po' troppo simile, no ?"

    Modigliani, mi rispose:
    "Non siamo d'accordo. La storia è completamente diversa, anzi è tutta un'altra storia. Ciò che vogliono far credere, per l'appunto, è che si tratti della stessa storia, cosa che non è. Gheddafi era diventato il principale alleato di Gran Bretagna, Italia e Usa. Assad, invece, è il principale alleato di Russia e Cina. Il teatro è totalmente diverso, in tutti i sensi."

    Apprendendo oggi, 7 Ottobre, che le bombe di mortaio sul villaggio turco erano di marca NATO, (Die Granaten auf die Türkei sind NATO-Munition - http://alles-schallundrauch.blogspot.it/2012/10/die-granaten-auf-die-turkei-sind-nato.html)
    e
    "According to the chief editor of the Turkish daily Yurt”, Mr. Merdan Yanardag, the newspaper has received reliable information that Turkey has supplied the grenades to the so-called “Free Syrian Army” (FSA), which later killed five civilians in the Turkish border town of Akçakale"

    E così a me continua a sembrare la stessa storia, sempre, come d'uso, condita di abbondanti attacchi false-flag (una lunga ininterrotta tradizione, prima e dopo il capolavoro, le Torri Gemelle).

    Era abbastanza ovvio che l'assassino Assad non avesse alcun interesse ad attacare un villaggio turco, ..... eppure le balle vengono dette e credute. (Goebbels disse: ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità)

    Cordiali saluti,

    Paolo II

    RispondiElimina
  14. Sono l'Anonimo di sopra.
    Sergio rispondi al più presto alla redazione di Grande Oriente.
    Sono loro probabilmete, insieme ad altri, che proteggono il "grande" attuale Governatore calabrese, l'uomo del "cambiamento" - viene da ridere a sentirlo- l'uomo del "modello Reggio". Comune che rischia il commissarimaneto per infiltrazioni mafiose e si trova in una gravissima crisi debitoria causata dall'Amministrazione Scopelliti.
    Quanto ti ho riportato nel precedente post è facilmente e concretamente riscontrabile, anche da specialisti di un linguaggio mistificatorio e abili nello sviare, quando gli è utile, quali i redattori di Grande Oriente.
    In Calabria si diceva che, appena trasferito Pignatone sarebbero partite le inchieste sulla politica, e sono puntualmente partite.
    E' un fatto chiaro a tutti che il comune di Reggio Calabria, quando era sindaco Scopelliti, veniva di fatto gestito dalla n'drangheta. Lo hanno spolpato.
    Per non parlare dell'indagine in corso che vede indagato il nostro caro Governatore calabrese per aver inventato e attribuito senza i requisiti richiesti, un posto apicale alla moglie del giudice Giglio, attualemte rinchiuso in carcere per collusioni con la n'drangheta. Parlo della sig.ra Alessandra Sarlo, commissario prima, dell'azienda sanitaria di Vibo Valentia sciolta per infiltrazioni mafiose.
    Il consigliere regionale Rappoccio, arrestato con accuse gravissime, era un fedelissimo di Scopelliti.


    La MMT in Calabria sarà sicuramente un'iniziativa mirabile, unica, ma ha tutte le premesse per diventare l'ennesima passerella per Scopelliti, per publicizzare quel suo falso progetto di "cambiamneto".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La penso anch'io come te; per quanto riguarda GOD ho già risposto in precedenza a tutti insieme e a me non interessa la polemica, a me interessa combattere la mafia e battermi per il risveglio collettivo.
      Benvengano notizie circostanziate come quelle che tu proponi, aiutano gli scettici.

      Elimina
  15. Quando ero appena adolescente mio padre mi fece una piccola, ma essenziale, lezione di civiltà: lui era conducente in una azienda privata di trasporti, dove noi figli potevamo viaggiare gratis, e quando iniziai le scuole superiori, per raggiungere l'istituto avrei dovuto attraversare la città, servendomi dell'azienda municipale degli autobus. Il giorno prima che iniziasse la scuola, mio padre mi mise in mano un blocchetto di biglietti e mi fece questo discorsetto: papà porta a casa lo stipendio perchè le persone che viaggiano con noi pagano il biglietto; anche nell'azienda municipale ci sono i papà che portano lo stipendio alle loro famiglie; se da noi nessuno pagasse il biglietto papà non porterebbe lo stipendio a casa, vale lo stesso per gli altri. Per questo motivo è indispensabile che tu salga sull'autobus sempre col biglietto, e non dimenticare di obliterarlo.
    E' da allora che cerco sempre di pagare il mio biglietto.
    Pagarlo vuol dire: non scomodare l'amico per farci fare prima la tac; non andare al pronto soccorso per un malessere di lungo corso solo perchè ci secchiamo di aspettare la prenotazione in ospedale: il paziente con l'urgenza sarà costretto ad aspettare, e magari muore; vuol dire che l'infermiere non si porta a casa la carta igienica e il cotone idrofilo, perchè poi l'ospedale non avrà i soldi per comprare l'agocannula, e chi ha necessità di tante iniezioni si troverà con le braccia a colabrodo; vuol dire chiedere la ricevuta fiscale ai dottori, che con la scusa dell'iva fanno finta di farti lo sconto: basterebbe sapere che sulle prestazioni sanitarie non si applica l'iva per esempio...;vuol dire che con i soldi del pizzo un commerciante potrebbe pagare un dipendente in più e che se tutti i commercianti e gli imprenditori denunciassero in toto i loro estorsori, vorrei vedere chi li minaccia più, e vorrei vedere quanti posti di lavoro si liberebbero in Calabria! Vuol dire che ogni comportamento corretto genera un movimento virtuoso, e che non si può dire sempre che uno solo non cambia il mondo, quindi tanto vale approfittare delle circostanze. Vuol dire che se la smettessimo di chiedere raccomandazioni allora si che sarebbe il merito la discriminante quando facciamo un concorso! E vogliamo continuare su quante migliaia di opportunità truffaldine ci si presentano e ne approfittiamo senza curarci delle conseguenze sugli altri?
    Finché sarà questa la mentalità predominante, se continueremo a votare gente la cui provenienza è stranota e alquanto discutibile, finché il nostro familismo amorale sarà la nostra regola di vita, cosa vogliamo che cambi in Calabria?
    Se ognuno pagasse quel biglietto...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ragionamenti come questo mi fanno davvero ben sperare, benvenuto chiunque tu sia

      Elimina
    2. Anonimo

      lodevole...ma tu credi che si risolverebbero così' i problemi? Questo vale per todo el mundo...se tutti fossero cittadini modello...
      Qui però manca un altro attore,per un quadro completo...e anche un terzo che é l'Europa di Maastricht e di Lisbona...questi il biglietto non lo pagano mai...

      Elimina
  16. Sulla Siria....sarà pure diverso il teatro delle alleanze,ma il procedimento é sulla linea Libia.
    Questa é un'altra finta rivoluzione,un tentativo di golpe...e se ognuno stesse a casa propria?
    Questo sarebbe già un passo avanti nell'etica della politica...se poi mi si viene a parlar di dittatori,di democrazia,di interventi umanitari....in primis bisognerebbe far saltare in aria l'Onu,dove siedono fior di aguzzini che addirittura discettano di diritti umani,e poi basta solo guardarsi intorno.
    Ma noi sappiamo che tutte queste belle bufale nulla c'entrano...solo ben precisi interessi e molto concreti.

    RispondiElimina
  17. OT
    Siamo alla frutta ..
    che è marcita e mancano i soldi per il caffè..
    Che si fa?
    Se la gente prende coscienza non fa gruppo:
    fa BRANCO,
    per la semplice ragione che oggi deve lottare per sopravvivere di fatto e non sente ragioni,
    non deve lottare per far sopravvivere una ideologia/sentimento/emozione.
    Quindi se la gente si sveglia scoppia il caos.
    Chi ci governa non ha la percezione di tale pericolo, ha coscienza pari a zero, esegue ordini.
    Come prevenire la quasi scontata catastrofe voluta dai nazi che manovrano indisturbati da 80 anni?

    RispondiElimina
  18. Sinceramente inizialmente pensavo che il curatore del sito web il moralista fosse una brava persona. Adesso non dico che non è una brava persona, non lo conosco personalmente e sono poco informato. Però due cose saltano all'occhio:
    1) dai contenuti del sito emerge complessivamente una critica al sistema delle raccomandazioni politiche, alle consulenze pagate profumatamente a parenti/amici di politici.
    2) dai contenuti emerge un atteggiamento di disfavore nei confronti di Berlusconi e presumibilmente del suo partito.

    Ora, veniamo a sapere che il curatore del sito il moralista fa parte dello Staff del Presidente della Provincia di Reggio Calabria Giuseppe Raffa, incarico ben retribuito. Giuseppe Raffa è stato eletto nelle fila del Pdl ed è stato al centro di uno scandalo su una presunta parentopoli calabrese (i curiosi clicchino qui e cerchino "Palazzo Foti, parentopoli vera" http://www.stopndrangheta.it/file/stopndrangheta_1329.pdf).
    Volendo escludere che il curatore del sito il moralista sia tra i raccomandati, anche se è indicato tra questi nell'articolo di cui sopra, da buon moralista anche se estraneo alla parentopoli non dovrebbe NON LAVORARE IN UNO STAFF CHIACCHIERATO? Altrimenti che Moralista è?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gentile Lorenzo,

      Non so se collaborare con il Presidente Raffa faccia immediatamente perdere la patente di "brava persona". Può darsi che sia come dice lei, mi informerò meglio. Si stupisce del fatto che io rimanga libero di esprimere le mie idee anche collaborando con un Presidente espressione del Pdl? Non le viene in mente che, magari, Raffa mi ha chiesto di collaborare con lui proprio sulla base di una valutazione che esula dall'appartenenza partitica? Non riesce proprio a capire che l'Istituzione non va confusa con l'uomo nè tantomeno con il partito? L'articolo che lei riporta col piglio di un mediocre fariseo, denuncia la circostanza che Raffa, nello scegliere alcuni suoi collaboratori personali (segreteria particolare), abbia inteso valorizzare alcune figure di cui si fida (due di loro sono lontani parenti del Presidente) con contratti a tempo determinato a meno di mille euro netti al mese. Ma se vuole decidere lei, caro Lorenzo, quale figura è più adatta per tenere l'agenda del Presidente Raffa invii una sua proposta. La girerò agli uffici competenti. Per quello che mi riguarda declino il suo nobile invito a prendere le distanze in maniera solenne dal Presidente Raffa, reo di avere uno staff fiduciario come tutti i presidenti di questo mondo. Per quanto riguarda il concetto di raccomandati (e quindi incapaci e bisognosi di spinte), le ricordo che un uomo si valuta anche da quello che scrive. Ognuno è libero di valutare la grande profondità di pensiero dei suoi ragionamenti. Di certo, un osservatore come lei non avrà mai bisogno di spinte nella vita. Non si muoverebbe comunque.

      p.s. il compagno dell'autrice del pezzo che lei riporta, ha lavorato, rivestendo un ruolo apicale, nella società che provvedeva a reperire fondi per il giornale sul quale scrive la compagna attraverso la raccolta pubblicitaria. Ma io non mi sognerei mai di affermare che la giornalista in oggetto possa avere mai ottenuto qualsiasi tipo di vantaggio dalla circostanza, magari fortuita, di essere compagna di un uomo che per un periodo è stato ai vertici della società che si occupa della raccolta pubblicitaria del giornale che la ospita. Sarà che non sono malizioso. Anche se lo scarso livello di alcuni presunti scoop legittimerebbe il dubbio.


      Cordialmente,

      Francesco Maria Toscano

      Elimina
  19. @paolo tinti: finché i politici che andiamo a votare saranno quelli che ci fanno comodo al momento e non quelli onesti e che pensano alla collettività, nessuno ci informerà davvero sull'euro, se sia conveniente o no rimanerci dentro, perché stiamo vedendo tutti i giorni quello che ne fanno della politica e dell'economia. La gente non si informa, i canali che ha a disposizione sono al sevizio di questi elementi che NOI tutti abbiamo votato! E ci diranno quello che vogliono in una gara a chi fa scendere più in basso il livello culturale e più in alto l'opportunismo. Non è prescindibile il cambiamento economico e sociale da quello morale di ognuno di noi. Chi pensa ad un mondo più equo, più colto, più responsabile, più ricco, più giusto, prescindendo dalla sua morale, è solo un ipocrita che vuole che le cose cambino per sè stesso e non per tutti. Un opportunista, appunto.

    RispondiElimina
  20. Volevo fare i complimenti alla lucidità in generale dei suoi post, avendo scoperto da poco il suo blog...e in particolare alla'analisi contenuta nell'introduzione di questo ultimo post...esprime in toto anche la mia posizione a cui sono arrivato dopo tanti anni di vita, ossrvazione della realtà italiana, letture, ma in maniera cosi' chiara che non potrei mai fare.

    Noto poi delle assonanze tra l'elogio del "nuovo meridione" con alcuni passi del discorso tenuto da Vendola ad Ercolano in occasione della sua candidatura alle primarie...immagino inorriderà all'accostamento, ma se lo vada a sentire nel caso non l'avesse già fatto, forse la sorpenderà. Rispetto alle posiziono del MMT, ho trovato assonanze con i contenuti del libro che ho appena letto di Luigi Canfora per Laterza : "Ce lo chiede l'Europa: falso!". Professore all0università di Bari, Meridionale doc! Che ne pensa?

    Cordiali saluti

    Marco

    RispondiElimina
  21. Gentile Sergio,
    Lei è un uomo di grande cultura e si vede. Ha, inoltre, una notevole capacità di sintesi e connessione di notizie provenienti dai più remoti nodi della rete e non solo.
    Però....mi permetta: ho la vaga sensazione che molte (iniziano a diventare troppe) notizie che Lei utilizza per tessere le belle tele mentali che poi si concretizzano nel mondo virtuale di internet nei suoi efficacissimi post, siano frutto solo della sua fantasia; frutto non di una loro indipendente e oggettiva manifestazione nel reale, bensì parto di un suo intimo e privato desiderio che un dato fatto accada, in modo da potere completare il suo bellissimo affresco.
    Dalle pertinentissime osservazioni di Gioele Magaldi su aspetti filosofici di alcuni interventi che hanno fatto emergere sue grossolane lacune culturali, alla superficialità con cui ha commentato le interviste di Del Vecchio attribuendogli parole mai pronunciate (come ha fatto osservare l'internauta GIANO), al post sulla (rivelatasi poi finta) autointervista di Kissinger che rasenta uno stato di allucinazione (come indicato dall'internauta VERDADERO), per finire infine, alla difesa di Paolo Barnard contro Francesco Maria Toscano, NONOSTANTE l'eloquente Carteggio che Gioele Magaldi ha pubblicato sul sito, Carteggio che, piuttosto, dovrebbe seriamente far preoccupare tutti noi dell'incostanza e della superbia di determinati personaggi che si ergono a eroi solitari e salvatori del mondo.
    Mi creda Sergio, Lei è stata una forte delusione per me.
    E solo a causa di questo mio rattristato stato d'animo, e non per altro, che La invito, in futuro, a:
    1) non credere che una notizia sia vera solo perchè verosimile;
    2) non credere che una notizia verosimile sia vera solo perchè "sta al posto giusto" e completa il bell'affresco che si ha nella mente;
    3) verificare la fonte di ogni notizia e di ogni citazione, altrimenti si rimarchi (visto che si parla ad un vasto pubblico, non all'osteria) che è una propria opinione;
    4) informarsi sui dati di fatto nudi e crudi (anche su quelli che apparentemente sembrano essere divergenti e non collimanti con la propria idea, la quale altrimenti diventa oggetto narcisistico di autoerotismo mentale) e non sul "sentito dire" o peggio su sensazioni soggettive, prima di scrivere e dare giudizi su qualsivoglia manifestazione umana.

    Senza astio e rimpianti, ci risentiremo, spero, su altri lidi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ne prendo atto: tenterò di sopravvivere lo stesso.

      Elimina
  22. salve sono il bravo pittore emarginato,salvo lombardo,e i miei dipinti si trovano su www.salvolombardo.com.siciliano di nascita,abito il mondo dell ironia e del sarcasmo,e nonostante regalo emozioni e sensazioni attraverso le mie opere,migliorando e colorando la grigia e misera esistenza,giornaliera,questo sistema,non mi permette di campare,se non rubacchiando qua e la,e di dipingere, in quanto non ho i soldi per comprarmi le tele e l occorrente per farlo,attualmente,quando la creativita mi chiama,lo faccio dove mi capita,prediligendo,le lenzuola espropriate dal sole.ho una compagna,che percepisce una pensione mensile di 128 euro,ed attualmente siamo ospiti in una casa di campagna,di n signore che vive all estero.conosco bacche,verdura,frutta selvatiche e commestibili,so pescare e catturare conigli,istrici selvatici solo quando devo mangiare.sono un esperto d arte moderna e contemporanea,e so riconoscere a vista,stili,tecniche ed autori,e bacche selvatiche da sballo!ho letto di recente di modigliani,sara parente del grande pittore?e siccome i blog intelligenti servono a dire che esisti,se hai delle idee,e delle qualita da mettere al servizio dei piu deboli e a dare fama e potere,a chi li detiene a, chi li possiede,credo che in italia,per combattere la disoccupazione il lavoro nero,e tutte la mafie,in primis quella dell arte,in mano a un pugno di massoni scrocconi ed egoisti,bisognerebbe nazionalizzare l unica risorsa che abbiamo,la manodopera,in modo che tutti,compreso le multinazionali,le imprese,gli artigiani,i commercianti,e via sfruttando,per assumere dovrebbero farlo tramite questa agenzia nazionale.grazie e viva l italia,l italia che pro=dUCE|

    RispondiElimina
  23. Ho letto tutto il carteggio fra Toscano e Barnard e le considerazioni del GOD di Magaldi. E nell'insieme condivido le opinioni di Sergio. A differenza sua e di Barnard, mi è bastato leggere il nome di Scopelliti per capire subito dove si andava a parare. Sarà perché vivo al Sud e conosco la mafia e i politici locali piuttosto bene non mi sento di dividere le istituzioni dalle persone, come fa l'avv. Toscano con un discorso che mi sa molto di sofismo e di logica gesuitica. Chi ha l'esercizio del potere, in qualsiasi istituzione pubblica, ha l'obbligo morale di apparire onesto, oltre che di esserlo. Non può gestire il bene pubblico ed i soldi dei cittadini se c'è il minimo sospetto che abbia conoscenze chiacchierate, e questo vale ovviamente anche per i magistrati e per quanti dipendono da un ente pubblico, che si tratti di un usciere o di un rettore universitario. Del resto l'attività politica non è una professione, ma un mandato che si esercita volontariamente. Chi vuole essere libero di frequentare chiunque, ha solo da non candidarsi. Tutto qui, molto semplice. Il resto sono solo egoismi, schizofrenie, sfoggio di retorica, personalismi da persone frustrate, che fanno capire perché questo nostro dannato paese si trova dove si trova. E sarà ancora peggio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Scusi signor anonimo, non mi sforzo nel tentare di farle apprezzare la nostra Costituzione sul punto che, fortunatamente, demolisce il suo impianto totalitario ma, di grazia, se dice di aver letto il carteggio, saprà che la richiesta di ricevere un invito ufficiale da parte di Scopelliti è opera di Barnard.

      Francesco Maria Toscano

      Elimina
  24. "Chi ha l'esercizio del potere, in qualsiasi istituzione pubblica, ha l'obbligo morale di apparire onesto, oltre che di esserlo."
    Parto da qui, ultimo commento (by Anonimo). Tutto bello e giusto.
    Ma qui parliamo di chi si è speso, come Toscano, ed è stato attore protagonista della vicenda. Non lo conosco personalmente ma, leggendo il suo blog, le ombre che vengono gettate su di Lui da molti commentatori e da Sergio (sono sicuro a sua incauta insaputa) fanno cadere le braccia.

    Perchè con Scoppelliti non ci dovrebbe prendere nemmeno un caffè, e rinunciare a qualsiasi appoggio ISTITUZIONALE ad una meritevole battaglia civica?
    Troppe insinuazioni sul conto del mio coetaneo Francesco, nei commenti. Si insinua che sia un raccomandato? un ingenuo? o addirittura si copiaincolla la miserabile immagine che ne fa barnard?
    Il carteggio restituisce Senso al tutto, per fortuna.

    Ciò nondimeno mi preme sottolineare come ho trovato stonatissime e maleducate le "tirate di orecchie" fatte da i signori di GOD a Sergio. Si potevano esprimere le stesse identiche critiche senza scadere in epiteti e locuzioni violentemente offensivi.
    Io non sono nessuno e non so nè leggere nè scrivere, ma contestualizzando (Sergio, oltre a essere tutto ciò che Voi giustamente ricordate, è anche una persona sulla 60ina) mi sembra che quelle scelte linguistiche siano state una becera golardia, che da presunti Maestri non mi aspetterei.
    Andiamo avanti e speriamo nelle Persone, in Sergio, Francesco e tutti noi

    Diego

    RispondiElimina
  25. Comunque malgrado tutto sono godibili i carteggi. Toscano che rosica come un castoro per le risposte di Barnard!!

    RispondiElimina
  26. Ecco, Diego mi ha fatto finalmente capire cosa in tutto ciò mi lasciava un retrogusto amaro: la veemenza delle parole di DRP. Ce n'era così bisogno? Mi ha dato la cattiva impressioni di picchiatori in rete. Sono parecchi mesi che che seguo Di Cori e lo ammetto, a volte vengo preso dal dubbio se pensare che le sue trame siano frutto di una sognante fantasia oppure di una micidiale capacità interpretativa. Ma tant'è, buono per allenare la capacità di discernimento e comunque lo leggo sempre con interesse. Ciò che lascia interdetti però, lo riaffermo, sono i toni di tutti

    RispondiElimina
  27. Non so da quali risposte deduce che "rosico come un castoro". Le mie risposte erano finalizzate a creare un clima collaborativo per la riuscita dell'evento. Barnard chiedeva un alto compenso? Provavo ad accontentarlo. Voleva gli inviti ufficiali della Provincia? Eccoli. Della Regione? (che ora disprezza)Pronti. Voleva che ci fossero come relatori Mosler e Parguez? Accordato. Lei questo lo chiama rosicare? Forse è inutile dialogare. In questo blog oramai troppi somari ragliano.

    Francesco Maria Toscano

    RispondiElimina
  28. @Toscano


    Il carteggio è uno spettaccolo, parla da solo e designa senz'ombra di dubbio non il paraguru, ma altra figura, il ben noto paraculo nostrano. L'insostenibile logorrea supponente e offensiva di Toscano, evidente fin dalle primissime mail senza motivazione oggettiva alcuna, ha logorato la serietà e la vera professionalità di Barnard che giustamente ha interrotto i contatti: da subito infatti ha fiutato il pericolo passerelle e lustro per i politici o personaggi dalle finalità poco chiare, ma spacciate per idealismo! tra i quali lo stesso Toscano e il suo amico massone Magaldi. Scopellitti l'ha voluto Barnard? Ma se fin dalla prima missiva viene manifestata l'intenzione di Toscano di coinvolgere le istituzioni calabresi? Il Sig. ScritturaRetoricayLeziosa (ma i Borboni non erano andati via?) pensa che siamo tutti minus mentali da non saper leggere? e se c'è il coinvolgimento delle autorità, come minimo si richiede invito uffuciale!
    E tutto questo parlare poi delle università...infine dove si farà l'evento? La settimana scorsa ho chiamato le università Mediterranea, della Calbria e quella per stranieri, nessuno aveva mai sentito parlare di questa iniziativa. Infatti la Lectio Magistralis si terrà presso il Consiglio Regionale della Calabria...come commentare?

    E dove sarebbere l'avida sete di denaro di Barnard? in che punto chiede €15000 per sè? il Sig. Toscano ha diffamato un onesto e autentico giornalista da cui avrebbe solo da imparare.



    @dicorimodigliani



    non so da che fonte Le viene la certezza che Cesaratto, Zezza e Bagnai siano più stimati all'estero dei prof. menzionati da Barnard...Il prof. Cesaratto da lei elogiato, nel discorso introduttivo al suo libro, tenuto alla camera, utilizza le tesi e perfino alcuni termini che sono gli stessi del prof. Wray. Pare che dopo lo scambio piuttosto acceso tra di loro sulle cause della crisi europea, sia passato dall'idea che principalmente fosse dovuta allo squilibrio nelle partite correnti, alla realizzazione che il problema è il "difetto iniziale nel disegno dell'eurozona".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Chiara, capisco che l'innamoramento spesso offusca la ragione ma c'è un limite oggettivo al tuo desiderio di mistificare. Nella sua prima mail Barnard mette in chiaro che lui si muove solo se invitato dalle AUTORITA'. Altrimenti nulla. Da subito chiede 15.000 euro a relatore ed è evidente che lui si considera uno di questi. Infatti, in seguito, di fronte alla nostra controproposta di euro 5000, il tuo idealista risponde: "per ma va bene, spero che anche gli altri accettino". La strumentalità della sua posizione attuale contro Scopelliti è dimostrata dal fatto che lo stesso Barnard, una volta chiusi i rapporti con me, disse chiaramente:"mi chiarirò direttamente con il Presidente". Ti pare questo il comportamento di chi "ha fiutato il pericolo passerelle per finalità poco chiare"? O, più verosimilmente, quello della volpe che non raggiungendo l'uva dice che è acerba? Il fatto, poi, che Barnard usi due pesi e due misure sul caso Lombardo e quello Scopelliti non ti fa venire il dubbio che la sua posizione sia dettata solo da personale capriccio e risentimento? P.s. Non perdere tempo a chiamare le segreterie delle Università calabresi. Vai sul sito www.mmtcalabria.it dove troverai il profilo del prof. Massimiliano Ferrara, tra gli organizzatori dell'evento, Pro rettore dell'Università Dante Alighieri per stranieri di Reggio di Calabria.

      p.p.s. Abbiamo deciso di optare per la sede del consiglio regionale calabrese perché il Parlamento rappresenta tutto il popolo. In quelle sede tutte le figure accademiche coinvolte possono partecipare. Scegliendo invece l'aula magna di una singola Università avremmo finito per forza con l'irritare le altre.

      Francesco Maria Toscano

      Elimina
  29. http://www.repubblica.it/cronaca/2012/10/09/news/scioglimento-44197399/?ref=HREC1-4

    RispondiElimina
  30. Penso che i fatti,lo scioglimento del Comune di Reggio Calabria con le forti motivazioni espresse dal rapporto del Prefetto Piscitelli, siano da soli sufficienti a smontare ogni abilità dialettica del moralista di turno. Se c'è un totalitarismo è proprio quello espresso da una classe politica e dirigente che pensa, con Machiavelli, che il fine giustifica i mezzi. Manipolando la realtà e falsificandola. Ebbene non è questa la cultura e la civiltà giuridica che ho in mente.

    Detto questo non significa che anche Barnard sia senza colpe. Nessun innamoramento. Anche Paolo è un narcisista machiavellico e non credo che ignorasse chi fosse Scopelliti, da vecchio giornalista investigativo. E se lo avesse ignorato, doppiamente responsabile e quindi poco affidabile nelle sue filippiche da moderno savonarola. Comunque vedremo quanti economisti MMT verranno a parlare in una città commissariata per mafia.

    RispondiElimina
  31. "Comunque vedremo quanti economisti MMT verranno a parlare in una città commissariata per mafia. "

    LOL

    Qualunque cosa si pensi di Barnard, è chiaro che su questa vicenda ha vinto lui!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Prima ci si informi.... guardati sto link, comunque la si pensi ha fatto LUI una gran figura di m....
      http://www.grandeoriente-democratico.com/L_ineffabile_Paolo_Barnard_individuo_rivelatosi_bugiardo_ingrato_meschino_ipocrita_diffamatore_e_tirannico.html
      MG75

      Elimina
  32. Ma perché in una città commissariata per mafia non può parlare più nessuno? E' stupefacente la capacità di alcune persone di scrivere nefandezze senza arrossire. In ogni caso, se ho capito bene, l'anonimo di cui sopra intende con ironia attaccare Barnard perché voleva portare i suoi economisti dal presidente siciliano Lombardo, lui sì, a processo per mafia. Anche se non ho alcuna simpatia per Barnard, da questo punto di vista mi sento di difenderlo. E' barbaro fare accostamenti di questo tipo solo perchè Barnard si vantava di dialogare con "Beppe de Santis, che sta al piano di sotto di Lombardo". Barnard ha tanti difetti, ma non merita di subire tali ingiustificati sospetti.

    Francesco Maria Toscano

    RispondiElimina
  33. Pongo all'attenzione di tutti questo pezzo di GOD.
    Questo perchè è giusto che chi mette tutti sullo stesso piano si renda conto prima dei dati e dei carteggi.

    http://www.grandeoriente-democratico.com/L_ineffabile_Paolo_Barnard_individuo_rivelatosi_bugiardo_ingrato_meschino_ipocrita_diffamatore_e_tirannico.html

    STIMO PAUROSAMENTE SERGIO ma su Barnard non la penso come lui. Non entro nelle polemiche ovviamente, ma la mia impressione su Barnard si è rafforzata. Il GOD ha messo a nudo il cambio di rotta e l'incoerenza di tale individuo. Se leggerete il carteggio potrete capire tutto da soli.
    Le mie opinioni invece le trovate su www.marcogiannini1975.ilcannocchiale.it
    Marco Giannini 75

    RispondiElimina
  34. La verità è che il Prof. James Galbraith NON si è fatto vedere a Reggio Calabria per tenere la sua Lectio Magistralis del 22 ottobre 2012, come era stato annunciato p.e. qui:

    http://www.ilmoralista.it/2012/09/16/paolo-barnard-non-faccia-lipocrita-e-sacrifichi-il-suo-narcisismo-alla-buona-causa-della-mmt/

    http://www.youtube.com/watch?v=Os3zrjgboOY&feature=relmfu

    Francesco Maria Toscano, fattene una ragione, hai perso!

    RispondiElimina
  35. Oh mio Dio! Quelli degli slogan!Ecco quello del "fattene una ragione, hai perso!" ...
    che ha "perso" lo dici tu! Essere autoreferenziali già è bambinesco ma addirittura esserlo in forma anonima è un autogol! Dallo stile verrebbe da pensar male :D
    Comunque se sei un buona fede e leggi il carteggio ti renderai conto che Barnard non ha lasciato a causa di Scopelliti e quindi, almeno nel mio caso, ha perso uno che lo ascoltava.
    Per il resto non sono affari miei ma quando si leggono frasi in stile silvio non ce la faccio a non rispondere...
    MG75

    RispondiElimina
  36. Vedo che si sta scivolando nel caso psichiatrico...

    Si, certo, hai ragione tu, ma non agitarti, prenditi un calmante...

    RispondiElimina
  37. "Quando le persone non sanno come rispondere,passano alle offese", disse un saggio. ;)
    MG75

    RispondiElimina
  38. 16684 parole e ONESTÁ (sostantivo) non appare neanche una volta....mi fa pensare...

    RispondiElimina
  39. Sig. Sergio di Cori Modigliani ho letto qualche suo articolo in questo blog. e fino ad ora concordo perfettamente con quanto esprime. M5S, MMT, divi. MMT: in un altro post lei definisce Paolo Barnard innamorato dell' MMT. Sinceramente gli atteggiamenti di Barnard a me sembrano mossi da disperazione, più che innamoramento. Disperazione e paura fanno perdere lucidità alla ragione, tanto da confondere indottrinamento con conoscenza. Parlo del congresso di Rimini. Quindi prima di Scopelliti questo. Resta Alain Parquez? Direi che è preoccupante. Sia ben chiaro che le mie osservazioni si basano sulle modalità di espressione e svolgimento e non sui contenuti (anche se alcune cose, sebbene sconcentrata, non mi tornano, ma le valuterò tra un po' di tempo per via testuale).

    RispondiElimina