martedì 2 ottobre 2012

Stanno ritornando i fascisti. O meglio, non erano mai andati via. Come Giuseppe Fava ci aveva ben spiegato nel 1983.



di Sergio Di Cori Modigliani


Ogni cultura, ogni etnia, ogni paese ha dei suoi specifici simboli, sintagmi, espressioni, che sintetizzano e determinano l’immaginario collettivo di quel popolo. Se andate a Omaha, Nebraska, e mettete su un partito con l’immagine del fascio littorio, forse trovate tre adepti e la vostra trovata elettorale non avrà alcun impatto. A loro, quel simbolo, non evoca nulla. Se le stesse persone, con identica argomentazione, una grafica uguale e gli stessi slogan, fanno la stessa cosa a Sarzana o a Reggio Emilia, inevitabilmente ci sarà una reazione distinta. E così via dicendo. Se mettete su un movimento come “occupy wall street” e basate la vostra argomentazione sul principio noto “1% contro il 99%” in un paese, come gli Usa, in cui pagare le tasse è norma consolidata e lo fanno tutti; dove le banche –per tradizione- da novant’anni finanziano imprese e idee; dove i meccanismi di corruzione vengono perseguiti con vigore, e quando qualcuno viene beccato, non esiste patteggiamento, e se gli va bene perché non finisce in galera, sparisce per sempre dalla vita politica; dove esistono forti precedenti di una gestione politica (vedi Roosevelt e Truman) che ha messo le banche e la borsa sotto severissimo controllo, accade che possa accadere ciò che sta accadendo da diverse settimane nella contea di Manhattan, dove un giudice ha messo sotto accusa il colosso finanziario J.P.Morgan il cui management finirà presto alla sbarra, dove il governo e una folta maggioranza parlamentare sta aprendo un incartamento giudiziario sulla bolla esplosa dei mutui nel 2008, ecc. Ma se mettete su lo stesso identico movimento, con le stesse parole d’ordine e con la stessa spinta volitiva, in un paese come l’Arabia Saudita, dopo un giorno finite arrestati, condannati a morte senza processo e fucilati all’alba. Se lo fate in Danimarca o in Svezia, tutta la casa reale scende in campo, e ogni giorno se ne parla in parlamento finchè il governo è costretto a intervenire con appositi dispositivi, leggi, controlli, decisioni.
In Italia, negli ultimi mesi, e soprattutto nelle ultime settimane, si è manifestata l’ennesima finzione italiota, che da surrealismo bello e buono, diventa dramma civile, sociale e collettivo, perché è praticamente impossibile denunciare che è un falso.
Perché ciò che oggi in Italia esiste è, mi ripeto, la traduzione di mode importate, riadattate e applicate nel tessuto italiano in modo rassicurante, a garanzia che nulla verrà cambiato mai, che non ci sarà nessuna modificazione.
L’Italia è un paese antico ed è vero.
Non siamo come il Qatar che è stato inventato a tavolino dalla Gran Bretagna nel 1970, o come la Giordania dove inglesi, americani, francesi e tedeschi hanno preso uno qualunque e gli hanno detto “da domani tu se il re e questo è il tuo popolo”.
Non siamo neppure come gli Usa, una gigantesca ed efficiente confederazione, vero e proprio laboratorio dinamico umano e fucina di idee e di innovazioni, il cui principale collante storico, per ovvi motivi, è sempre stato il business.
Si può discutere per ore e decenni sulla solita storiella che siamo soltanto una espressione geografica, perché gli italiani non sono stati mai fatti ma questa, è ormai un’argomentazione obsoleta e non corrisponde affatto alla realtà dei fatti sociali, psicologici, legali ed esistenziali.
Gli italiani esistono, eccome se esistono.
Siamo stati unificati, eccome se siamo stati unificati.
Siamo un tutt’uno, eccome se siamo un tutt’uno.
Ogni differenza tra un brianzolo e un catanese, un frusinate e un vicentino, sono davvero quisquilie antropologiche; si tratta delle stesse identiche differenze di lingua locale, usi tradizionali, costumi psicologici che si trovano tra una casalinga puritana di Cape Cod, sulla East Coast statunitense e una sua omologa cattolica sulla spiaggia di San Diego sulla West Coast: diversissime in tutto, se non nella loro omologazione che le rende (per noi che le vediamo dall’esterno e le riconosciamo) squisitamente americane.
L’Italiano ancora non esisteva nel 1968. E’ iniziato a esistere nel febbraio del 1970, grazie all’irruzione della televisione, della ideologia faziosa e dell’ignoranza, usate come furibonde armi di distrazione di massa. Fu la prima grande mutazione antropologica che andò a costruire la prima fase dell’omologazione come nazione, quella che Pasolini denunciò allora come una tragedia epocale (per lui lo era). Avvenne, allora, con un atto politico-economico che unificò il paese (a sua insaputa) genialmente orchestrato dai due leader che condussero l’operazione e che poi, grazie a questo successo, presero il controllo operativo dei loro due grandi partiti: Giulio Andreotti ed Enrico Berlinguer. Gli italiani ancora non esistevano, e il paese era attraversato da una autentica sollevazione sociale di stampo generazionale che correva il rischio di unificare il paese verso forme evolute davvero molto pericolose per i gestori e garanti dello status quo. E lì avvenne un episodio, anzi due, che unirono il paese, perché si verificarono uno a Torino e l’altro a Reggio Calabria, unendo quindi in un sottilissimo filo di complicità l’austera classe dirigente efficiente piemontese e quella meridionalista calabrese. C’erano, allora, due pericolosi (per il potere) focolai: a Torino la Fiat era in grave crisi. Ben ingerita e digerita la trionfante stagione del modello 500, si era trovata in un momento di riassestamento del capitalismo europeo, ma la famiglia Agnelli (come ha sempre fatto) invece di aver scelto (anni prima) di investire i loro profitti in ricerca avanzata tecnologica, innovazione, aumento della produttività, accettando l’esistenza della concorrenza di altre marche italiane, aveva optato per gettarsi nel campo della finanza speculativa trasformando la Fiat in una semplice cassaforte da usare per fare soldi con gli strumenti finanziari più evoluti allora in voga, senza praticare nessuna politica industriale. In seguito alle lotte sindacali e all’aumento della concorrenza di Renault, Citroen, Opel e Volkswagen, era finita in crisi. Per “fingere” che la propria crisi era tragica, con grandiosa abilità dirottarono nel 1968 il corrispondente di oggi di circa 50 miliardi di euro verso insospettabili “casseforti” all’estero, il tutto intestato a società di comodo. Nel pieno delle lotte sindacali si presentano allo Stato centrale e paventando la bancarotta (con i conti alla mano truccati) sostengono che dovranno licenziare circa 25.000 persone subito. Inizia una trattativa, gestita soprattutto da Riccardo Lombardi (PSI) Luciano Lama (CGIL) e Berlinguer (PCI) scelti con abilità da Amintore Fanfani come i migliori mediatori del momento. Gli unici che con Lotta Continua ci potevano parlare. Contemporaneamente, però, in Calabria erano insorti i meridionali, manifestandosi con rivolte di popolo contro lo strapotere delle banche, contro lo strozzinaggio delle banche, contro le politiche di austerità del settentrione, gestite da un leader locale che si chiamava Ciccio Franco, pilotate dal MSI al grido di “Boia chi molla”, con scontri nelle strade, incendi, devastazioni, morti. Mentre a Torino ci si scontrava contro la polizia al grido di “polizia fascista”, a Reggio Calabria ci si scontrava contro la polizia al grido di “polizia serva dei comunisti”. Risolsero il problema. Magicamente arrivò da Mosca una proposta commerciale alla Fiat per dare inizio alla prima automatizzazione di massa del popolo sovietico; vennero accettate dalla Fiat tutte le richieste sindacali, l’azienda garantì il lavoro, decise di espandersi assumendo altri 8.000 operai nel settentrione. In cambio, ottenne dal governo il corrispondente di oggi di circa 50 miliardi di euro come “prestito d’incentivazione”. E il giorno dopo il fratello di Giovanni Agnelli annunciava la propria candidatura nelle file della DC per le elezioni seguenti, in modo tale da garantire alla sua famiglia che quei soldi non sarebbero mai stati restituiti. Una settimana dopo, in un celebre discorso alla Camera dei deputati, l’allora ministro dell’economia, Emilio Colombo –che in quel momento lanciò nell’arena Giulio Andreotti- annunciava la risoluzione definitiva della questione meridionale. Minacciò i meridionali sostenendo che se non la smettevano subito avrebbe inviato l’esercito e li avrebbe fatti prendere a cannonate. In compenso, garantiva a nome del governo che al massimo entro 72 ore, sarebbe diventato esecutivo il più grande piano mai realizzato di investimenti nel meridione per lanciare il sud verso la modernità. Per far ciò –e poterlo fare in fretta- data la situazione di “grave emergenza che ci obbliga a intervenire subito e data la responsabilità che abbiamo anche come membri fondatori del mercato economico europeo, chiedo un atto di responsabilità civile agli onorevoli colleghi dell’opposizione per appoggiare con favore un decreto legge d’urgenza che consenta la risoluzione immediata del disagio delle popolazioni meridionali”. E lo ottenne. Fu la prima volta che il PCI votò compatto all’unanimità un decreto del governo democristiano. E così, mentre al settentrione la Fiat, attraverso la mediazione di CGIL e PCI rubava “letteralmente” i soldi dalle tasse degli italiani, nel meridione, in 24 ore, a nome del governo, Giulio Andreotti istituisce nella sola Calabria 1.789 enti inutili nati dal nulla che consentono di annunciare in aula, due giorni dopo, che la settimana entrante sarebbero state assunte, nella sola Calabria, 26.860 persone. Come avvenne. Finirono tutti assunti a far poco o nulla in entità fittizie il cui compito consisteva nel non produrre nulla, se non la pace sociale necessaria per garantire lo status quo.  L’unica cosa chiesta in cambio era che il management di province, enti, assessorati, ecc, fosse messo nelle amorevoli mani di burocrati democristiani. Accettarono tutti. E così il meridione, pur di mangiare, accettò di entrare nella mentalità della clientela sussidiaria parassitaria al soldo e agli ordini della Democrazia Cristiana (e in Calabria in connivenza con il PSI) mentre in Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, la grande industria entrava alla grande nel meccanismo del sussidio nazionale mediato dall’opposizione. Tutte le agitazioni di piazza scomparvero nel nulla. Per far fronte a questa situazione, la Banca d’Italia fu costretta a battere una quantità strabordante di danaro. Dieci mesi dopo, l’inflazione era salita del 320% e lentamente ci si avviava verso la grande crisi economica del 1972.
Lì nacquero gli italiani.
Uniti come popolo e nazione, al di là della loro faziosità, al di là dello schieramento ideologico, al di là delle loro differenze, al di là della loro posizione geografica, incorporarono dentro di sé la mala pianta nevropatica dell’odio/amore verso lo Stato, considerato come nemico ma allo stesso tempo amorevole mamma accudente dei propri bisogni primari.
La seconda fase, fondamentale nella nascita degli italiani è stata quella perpetrata e organizzata alla grande da Silvio Berlusconi e i suoi compari.
Ancora nel 1989, la criminalità organizzata –pur sempre mostruosamente forte- aveva come roccaforti la gestione, amministrazione ed esercizio del potere locale regionale, suddivisa in mafia siciliana, ‘ndrangheta calabrese, camorra napoletana, sacra corona unita pugliese, che trovavano soprattutto nella destra fascista e democristiana la copertura necessaria per svolgere il loro malaffare.
Con Berlusconi tutto ciò cambia e la criminalità organizzata, da meridionale, diventa nazionale. Vent’anni dopo, tutte le più importanti organizzazioni criminali meridionali mantengono nel meridione una posizione territoriale più che altro psico-politica. Come ben spiegato dal magistrato Caselli e dal procuratore Grasso, nel 2010 “il 70% delle attività finanziarie delle mafie si svolge e si realizza nelle quattro grandi regioni settentrionali”.
In questo ventennio, le mafie –come persone, come concetto, come antropologia, come modalità d’affari, come cultura- entrano nel sistema industriale, finanziario e bancario del settentrione e se ne impossessano.
L’Italia realizza finalmente la propria unità nazionale.
Il mafioso siciliano non esiste più oggi. Se non nella sua obsoleta (seppur ancora viva) manifestazione di bullismo criminale locale legato a tradizioni familiari micro-delinquenziali. L’Italia diventa mafiosa e criminale nella sua perdurante attività quotidiana. ED E’ QUESTO CIO’ CHE INCEPPA IL SISTEMA E INGESSA IL MERCATO non le banche. E’ questa mentalità che esalta e piace ai colossi finanziari internazionali che vedono in questa furiosa debolezza e fragilità etica la ghiotta occasione per espoliare la nazione appropriandosi delle nostre ricchezze. Non è certo un caso che tutti questi siti, pagine di facebook, quotidiani on-line dove ogni giorno si legge il consueto piattume demagogico contro le banche (vera e propria arma di distrazione di massa di facilissimo appeal emotivo perché manipola l’autentico disagio collettivo) neanche una volta parlano di mafie, se non per raccontarci irrilevanti notizie.
Siamo diventati unità nazionale.
L’Italia è Fiorito, per i maschi. Ed è Nicole Minetti per le femmine.
Che ci piaccia o non ci piaccia, questo è il paese: sono entrambi invidiati.
E’ soltanto attraverso una rivoluzione esistenziale interiore che si può arrivare a compiere quella necessaria mutazione del nostro dna culturale per cambiare per davvero la nostra realtà. E ciascuno sa in che cosa consiste il suo “personale e individuale modo di essere rivoluzionari oggi in Italia”, non lo sfogo contro le banche, bensì il disprezzo per i Fiorito e per le Minetti (qui assurti a simbolo rappresentativo) di un intero sistema che è, prima di ogni altra cosa in assoluto, un fatto mentale. Un fatto interiore.
Non spetta alla magistratura il compito di pulire il bianco, il rosso, il verde. L’hanno già fatto nel 1992: non è servito a nulla.
Per ogni Fiorito che va in carcere oggi, per ogni Minetti che si pavoneggia per la sua furbizia, c’è un altro Fiorito ad Alessandria, Siracusa, Ancona, Grosseto, pronto a sostituirlo.
Va cambiato la mentalità d’approccio.
Invece di sentirsi particolarmente intelligenti o puliti perché su facebook si vomitano insulti contro Berlusconi, Monti o Goldman Sachs, è bene che ciascuno cominci a interrogarsi sulla propria istintiva tendenza alla clientela, al piagnisteo che chiede sussistenza, alla querula lamentela di chi finge di voler essere imprenditore quando l’unico vero obiettivo consiste nel metter su (se va bene) un baracchino che poi verrà sovvenzionato dallo Stato in un qualche modo.
L’Italia non sta in crisi perché non può battere moneta. E’ FALSO.
Il “sistema Italia è andato in crisi perché l’Europa non consente più all’Italia di mantenere un gigantesco esercito di burocrati inutili, assunti per malleveria partitica o vaticanista, che producono soltanto rendite passive e non merci competitive”.
E la Germania, va da sé, gongola e approfitta di questa situazione. Lo fa anche la Francia, e adesso il Qatar, e i colossi finanziari all’arrembaggio.
Siamo esposti e a rischio.
Siamo esposti all’unità nazionale che, in totale consociativismo, hanno costruito per noi, sapendo che così sarebbero stati votati.
Non a caso (e l’unico a darne la notizia è Il Fatto Quotidiano, colpito proprio da un “sintagma della memoria storica”) Casa Pound e Forza Nuova annunciano sfracelli a Rimini e in Emilia Romagna mobilitando la piazza “contro il mercatismo e contro il signoraggio” e con parole d’ordine che vanno da “fermiamo le banche” a “eliminiamo le banche” ma dove, guarda caso, da ieri è ritornato a primeggiare il mai sopito “Boia chi molla”. E Il Fatto Quotidiano annuncia l’evento facendolo squillare come un campanello.
Il nemico vero è dentro di noi. Spetta a noi strapparselo dalla carne viva, anche a morsi se è necessario. Ciascuno a modo proprio.
Qui di seguito, vi ripropongo un estratto di una grande vittima innocente della nostra Bella Italia che non esiste più. E’ un brano tratto da un testo dello scrittore italiano Giuseppe Fava, assassinato dalla mafia perché divulgava  Cultura. Il libro si chiama “I siciliani” ed è stato pubblicato nel lontano 1983. L’aspetto più agghiacciante –da cui la necessità di questo post- consiste nel fatto che 29 anni dopo non ha perso neppure un grammo della sua cronachistica attualità psico-esistenziale dell’etnia italiana. Eccolo per voi.
Meditateci su, vale la pena.

Il brano è inserito in un capitolo il cui titolo è: “Paura, Vergogna, Stupidità”.

Perché questi sono, purtroppo, i veri tre colori della nostra bandiera nazionale, oggi. Fiorito docet.

Eccolo:
“Non ti lamentare perciò se […] a Napoli la camorra ha sostituito lo Stato nella pubblica amministrazione, nella distribuzione degli appalti, nella amministrazione privata della giustizia e perfino nella coscienza della gente, e in Sicilia e dovunque la mafia è padrona di ciò che ha comunque valore economico e politico, assassina chiunque sgarra o gli da soltanto fastidio, […] Non ti lagnare amico mio se tutto questo accade, non ne hai il diritto. Il primo lazzarone sei tu e la storia ti paga per quello che merita la tua maniera di concepire la politica e quindi la tua stessa dignità!
Solo che ora non hai più molto tempo. Lo vedi tu stesso quello che ci circonda e assedia: amministratori che divorano, terroristi che avanzano menando strage, l'inflazione che ogni giorno ti rende sempre più miserabile, finanzieri che portano il denaro all'estero ed ogni giorno rendono questa tua miseria più infame, logge segrete come immense piovre in tutti i vertici dello Stato, mafiosi praticamente padroni anche della tua sedia di lavoro!
La necessità di una rivolta morale è diventata una necessità per sopravvivere.
Io allora non ti dico per quale partito votare, perché penso che tu abbia avuto almeno la lucidità per fare una tua scelta ideale. Ti chiedo solo che, all'interno di questo partito al quale affidi la tua coscienza di cittadino, di scegliere uomini intelligenti, soprattutto uomini onesti.
E se hai coraggio e passione, allora stai tu dentro quel partito a lottare per la tua parte.
So quanto sia difficile, poiché manigoldi e ruffiani sono riusciti finora ad emarginare o eliminare gli intelligenti e gli onesti.
Ma bisogna tentare, disperatamente, quotidianamente lottare e sperare. Altrimenti ignoranti, ladri e imbecilli ti affonderanno definitivamente!”.

Ci hanno affondato, infatti.
Spetta a noi riemergere



32 commenti:

  1. Ottima l'introduzione, come sempre.
    I difetti nazionali li conosciamo, così come siamo consapevoli che la contaminazione di ceppi e provenienze ha fatto sì che, spesso, un milanese possa essere più imbroglione di un napoletano. O magari un siciliano più laborioso di un brianzolo. Di tipi così ne ho conosciuti. Ci siamo abbracciati nel peggio, perfetta epìtome di secoli di storia tanto confusi e pasticciati da produrre questo presente informe e senza memoria.
    Che gli Agnelli siano una famiglia di ignobili cialtroni, sostenuti e sostenitori allo stesso tempo di una classe politica di manigoldi, non è una scoperta. Come non saranno le sparate del furbastro e complice Della Valle ad aggiungere alcunché. Del resto, ne sono convinto da tempo: la parabola di Lama e Berlinguer ha prodotto come risultato finale l'operaio metalmeccanico meno pagato d'europa.
    Il bofonchiare ripetitivo di Susanna Camusso nei suoi stucchevoli comizi rinnova al ribasso questa tradizione di lotte mancate e di tradimenti.
    Non essendoci più pagine pubblicitarie da comprare sull'Unità o stabilimenti da aprire in Russia, la Fiat non ha altra alternativa che il "ritorno" ai padroni naturali, così ben rappresentati dalla famiglia Elkann nei suoi tipi grotteschi.
    Non sono per natura pessimista, mi definisco piuttosto un ottimista al ribasso.
    Permettimi quindi di considerare le tue grida per una "rivoluzione esistenziale interiore" un tantinello velleitarie, perché espresse in un momento in cui, anche se non vuoi ragionare "di pancia", i più la devono per forza ascoltare, perchè è vuota.
    Non sono quindi assolutamente d'accordo sulla separazione delle cause, sul voler per forza scegliere TRA, anziché connettere i vari aspetti, le varie anime della corruzione, da te magistralmente definita il "collante che tiene insieme il Paese" in un precedente post.
    Così come non trovo per nulla fuorviante prendersela con Monti o Goldman Sachs, magari anche con Berlusconi e Bersani. Sono le poche facce esposte di un sistema complesso opaco e irriformabile, ma comunque sono parte attiva di esso.
    Affermare che è FALSO asserire " L’Italia non sta in crisi perché non può battere moneta" è FUORVIANTE.
    Perchè in realtà è ANCHE per questa ragione che siamo così rapidamente caduti nella rete preparata da quella che spesso definisci la destra oligarchica.
    Dopo decenni di inquinamento ideologico che ha fatto più inconsapevoli adepti (chiamali anche utili idioti) tra la cosiddetta sinistra che non nella destra fascistoide, pateticamente rappresentata dai "boia chi molla" fatti squillare dal Fatto.
    Non è del resto del tutto inatteso il paventare un presunto ritorno del fascio proprio in stile mussoliniano, così goffo e caricaturale e proprio per questo riconoscibile dalle masse, come "la minaccia che incombe", quella capace di compattarle e irregimentarle.
    Così distante dai profili del fascismo vero, quello che si annida nelle ben arredate stanze delle grandi banche (ebbene sì...), nelle sale ovattate dove le peggiori massonerie si incontrano (sempre le stesse), nei simposi dei vari Bilderberg o altro, nonché nelle sacre stanze di una Chiesa che, dimenticando Cristo per abbracciare il dio denaro, ha forse inconsapevolmente scelto la propria dissoluzione per offrire l'ultima testimonianza.
    Progredire antropologicamente attraverso un percorso interiore fatto di rinnovamento culturale ? Lo auspico con tutto il cuore.
    Prima però, permettimi, dovremmo cercare di rompere il giocattolo con cui questi assassini si divertono tanto. Usando i pochi mezzi, soprattutto informativi, che abbiamo. Perchè se il nemico è troppo alto, è uno sforzo inutile cercare di colpirlo al volto. Meglio iniziare spezzandogli le gambe (in senso lato, ci mancherebbe...).

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  2. Grandioso, bellissimo appello che legittima alla responsabilizzazione collettiva..
    Per quanto il definirsi onesti sia una valutazione esprimibile solo al termine della nostra esistenza penso che questo appello sia onesto ed indirizzato a tutti coloro che trasversalmente alle culture sono orientati all'onestà.
    Un piccolo appunto: non dovremmo parlare di banche ma dei padroni del denaro perchè non coincidono..
    Grazie Sergio

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  3. Anche i film di Totò "non ha(nno) perso neppure un grammo della sua (loro) cronachistica attualità psico-esistenziale dell’etnia italiana".

    Se pensi alla politica di oggi e a "Vota Antonio - Vota Antonio" non ci vedi nessuna differenza.

    Siamo fermi e da tempo immemorabile.

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  4. Per una situazione particolare, anni fa, ero entrato in confidenza con un vecchio del PCI.
    Un giorno mi disse - Sono stato uno dei primi a iscrivermi al partito.- Fece un gesto con le mani quasi indicandomi il numero di tessera.- Nel 21 andavo a caccia di fascisti, feci tutto il ventennio in clandestinità. Mi ero trasferito a Milano. Lavoravo in una grande fabbrica. Sa quanti comunisti eravamo in tutta la fabbrica? Tre.
    Quando Mussolini dichiaro' guerra era tutto una saluto fascista, operai che gridavano Viva il Duce. Lo ricordo bene quel giorno.
    Ero disperato. Fini per chiudermi nel cesso. Li trovai i miei due compagni. Uno piangeva. E' un brutto ricordo.
    Con uno di loro feci tutta la Resistenza. L'altro non lo vedemmo mai più. E forse aveva ragione.
    Quando le porte del partito si aprirono nel dopoguerra quanti operai entrarono. Gli stessi di quel giorno.

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  5. I suoi post sono meravigliosi: GRAZIE di cuore.

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  6. Premetto che se sono qui a commentare ciò che lei scrive e descrive e' perché condivido il pensiero. Aggiungo che anche grazie alla sua visione molto acquista un Senso. Questa volte però non mi spiego come mai lei attribuisca al molto poco Senso. È mi spiego! Non crede che il problema del battere moneta o meno moneta (ossia €uro si o €uro no) meriti qualche parola in più (proprio la sua che riesce a dare vita alle parole) piuttosto che un semplice E FALSO? A noi non basta affatto! Lei in questo caso raggiunge una conclusione, anzi ci sottopone la sua deduzione senza condividerne le motivazioni. La esorto ad illuminar quindi anche su questo tema anche perché credo, e lei spero possa convenirne, ci proietti nel futuro con o senza monti&c.

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    1. Provo a rispondere, scusandomi per la presunzione e sperando di interpetare bene la figura del Di Cori.

      Sergio ha affrontato in altri post il problema, dalla sua peculiare visione esistenzialista (c'è un post non più vecchio di 1 mese-mese e 1/2 con dei bellissimi passaggi Keynes Vs Friedman).

      In questi ultimi post, invece, mi pare si dedichi con più attenzione ad analizzare quelle caratteristiche etniche e antropologiche che ci impediscono, come popolo, di essere protagonisti della modernità.

      Sergio si concentra su quello che gli riesce meglio, ma a quanto ne so, sostiene e/o segue con interesse quelle posizioni che sviscerano con più competenza le questioni che tu poni, vedi keynesblog.com e ilmoralista.it

      Diego

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  7. RACCONTO UN EPISODIO: SONO CALABRESE, MIO MARITO E' STATO IN POLITICA PER UNA LEGISLATURA, ALLA FINE, DISGUSTATO, SE N'E' USCITO. SIAMO ENTRAMBI LIBERI PROFESSIONISTI, ONESTI, DI QUELLI BRAVI CHE FACCIAMO LA FILA, NON TELEFONIAMO AGLI AMICI DEGLI AMICI, E QUANDO ANDIAMO IN GIRO PER BUROCRATI, SIAMO ARMATI DI LEGGI E SENTENZE A DIMOSTRAZIONE DELLE NOSTRE TESI E RICHIESTE. IN QUEL PERIODO (E POTREI RACCONTARE MILLE EPISODI SCONCERTANTI) USCI' UN BANDO DI ASSUNZIONE NELLO STESSO COMUNE DI CUI MIO MARITO ERA CONSIGLIERE, PROPRIO PER LA NOSTRA PROFESSIONE: SONO STATA L'UNICA DEL RAMO A NON PRESENTARE DOMANDA, CHE NON SI DICA MAI CHE HO OTTENUTO IL LAVORO PERCHE' MIO MARITO ERA CONSIGLIERE! A TUTT'OGGI CHIUNQUE MI DA' DELLA CRETINA PERCHE' NON NE HO APPROFITTATO QUANDO IN MOLTI HANNO SISTEMATO I PARENTI E GLI AMICI. NON HO MAI VARCATO LA SOGLIA DI UN UFFICIO COME LA "MOGLIE DI", DETESTO VENDERE LA MIA DIGNITA', FIGURIAMOCI PER QUINDICI MINUTI DI TEMPO! MOLTI MI DICONO CHE QUANDO HAI LE BOCCHE DA SFAMARE DEVI SCENDERE A COMPROMESSI: NESSUNO HA CAPITO CHE FINCHE' QUESTO ALIBI VERRA' USATO DA NOI STESSI PER GIUSTIFICARE IL NOSTRO ESSERE FURBETTI, CI SARANNO SEMPRE PERSONE DA SFAMARE, E' LO SCOPO DI CHI E' AL POTERE QUELLO DI FARCI SUDDITI. EBBENE, IO VI DICO CHE I MIEI FIGLI NON VESTONO FIRMATO, DI QUALITA' SE POSSO, SE NON POSSO, NADA, COME FACEVA MIA MADRE, CHE COMPRAVA BENE DA PERSONE SERIE SOLO QUANDO POTEVA; ADESSO PUR DI APPARIRE VESTIAMO FINTO DI MARCA, VERO CINESE, CI SIAMO RIDOTTI COME DEI CAPRONI IN UN MONDO DI SCHIAVI. SPERO DI RIUSCIRE A FAR COMPRENDERE LORO CHE LA DIGNITA' NON SI BARATTA CON NIENTE, CHE MORIRE E' UNA VOLTA PER OGNUNO, E SICCOME NESSUNO VIVE IN ETERNO SE NON NOSTRO SIGNORE, ALLORA MEGLIO MORIRE DA UOMINI LIBERI, GUARDANDO I NOSTRI FIGLI NEGLI OCCHI CON COERENZA, E PARTENDO DALLE PICCOLE COSE DI OGNI GIORNO: FARE LA FILA, E PAZIENZA SE E' LUNGA, CI SI PORTA UN LIBRO; NON ROMPERE I GIOCHI DEL PARCO; NON GETTARE CARTE A TERRA, ANZI ARMARSI DI SACCHETTO E GUANTI E RACCOGLIERE I RIFIUTI ALTRUI DA SPIAGGE, PARCHI; SCANDALIZZARSI DELLE RACCOMANDAZIONI, MA IN PRIMIS NON CHIEDERLE! FERMARSI SULLE STRISCE, NON SUPERARE I LIMITI DI VELOCITA', RILASCIARE LE FATTURE, REGISTRARE I CONTRATTI, PAGARE IL TICKET... DARE L'ESEMPIO!!! NON GUARDARE LA TV!!! DIRE NO E INDIGNARSI NON BASTA, NON POSSIAMO SEMPRE ASPETTARE CHE SIANO GLI ALTRI AD AGIRE AL POSTO NOSTRO. E SE TI FANNO TROVARE UNA TANICA DI BENZINA, CHIAMA LA POLIZIA.

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  8. gran bell'articolo che centra perfettamente il bersaglio.

    pero' come vedi Sergio, anche nei commenti si continua a vedere il nemico "la' fuori" e a non prendere in considerazione se' stessi.

    la paura dell'analisi di coscienza e' ancora grande, perfino in quei pochi che arrivano a leggere i tuoi articoli, figuriamoci nella massa adoratrice del dio tv...

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  9. Ok sono sul punto, e sono d'accordo con lei, ma secondo me manca un tassello fondamentale alla sua tesi, il motivo fondamentale per cui ci siamo ritrovati così in basso culturalmente, nella pienezza, totalità, che il termine cultura significa per me, cioè conoscenza della propria realtà, spirito critico, pensiero logico, un minimo di erudizione, e tanto altro ancora. All'Italiano medio manca tutto questo. Perché? La risposta è in un solo sintagma: LA SCUOLA. Che non c'è più, aggiungo io. E non so se c'è mai stata sinceramente in Italia, lei potrà saperlo più di me, visto che io sono nato "solo" nel 1980. Modigliani la scuola pubblica italiana, di per se già debole perché non al passo coi tempi, bisognosa di una riforma strutturale e quindi di investimenti, al contrario negli ultimi decenni è stata impoverita, mortificata, derubata, in maniera indecente. Perché un paese, che si dice democratico e civile, rinuncia volutamente a educare, formare, istruire, le giovani generazioni? Lei lo sa meglio di me Modigliani, una causa c'è sempre. E qui non si tratta di miopia e incapacità dei politici, oppure di soldi che non ci sono. Non è così. La scuola italiana faceva schifo già negli anni '80, quando i soldi giravano eccome. Questa strategia di impoverimento culturale delle masse è stata portata avanti da taluni consapevolmente, e favorita dall'inettitudine di altri. In parole decriptate i politici massoni agivano liberamente favoriti dai politici di sinistra che si preoccupavano principalmente di accontentare sigle sindacali di ogni risma, allo scopo di creare finta occupazione (precariato alla massima potenza) partorendo veri e proprio mostri burocratici (vedi alla voce graduatorie), che nulla hanno a che fare una scuola funzionale e meritocratica.
    Un cittadino istruito e informato è un cittadino pericoloso da questo punto di vista, sia e destra che a sinistra lo hanno capito perfettamente.
    E le Università Italiane poi? Vogliamo parlarne? E' una caso che siano sparite (ma ci sono mai state? Medioevo escluso) dalla galassia degli atenei migliori, tranne alcune rarissime eccezioni? Le Università Italiane sono mostruosamente inutili. E voglio precisare, e lo stesso vale per il discorso precedente fatto sulla scuola dell'obbligo, che mi riferisco ad un sistema mostruoso, inefficace, e non ai singoli uomini, professori in questo caso, che spesso si trovano ad essere, loro malgrado, parte di questo sistema. Aggiungo però che altrettanto spesso, purtroppo, favoriscono con il loro comportamento il sistema stesso, a tutto scapito dei ragazzi.
    Le Università Italiane sono state, continuano ad essere(anche con meno soldi) mostri predatori di danaro pubblico, fucine di sprechi e scandali, baluardi a difesa delle logiche clientelari.
    Non c'è nulla, ma proprio nulla (solo il coraggio e la volontà di giovani eroi) nell'attuale condizione delle Università italiane, che favorisca la ricerca e lo sviluppo. ZERO. Pochi soldi, spesi male. Stipendi mostruosi ai tantissimi baroni (con doppio, triplo incarico spesso), facoltà inutili, inutili convegni, celebrazioni, banchetti, e compagnia bella. E di contro aumento delle tasse, dei libri, diminuzione delle sessioni d'esame, aule non riscaldate o non raffreddate. E ancora, professori sessuofobi e ricattatori, dottorati pilotati, e quanto altro ci sarebbe da aggiungere ... ma non sembra mai abbastanza purtroppo per tutti noi.
    Le confido una cosa Modigliani, sono un laureato, uno che voleva essere professore e c'ha rinunciato perché preso in giro troppe volte, un testimone di tutto quello che ho appena detto, un vecchio giovane che non crede più in questo paese, e che ha deciso di mollarlo, di andare via per cercare di cambiare la propria vita.
    Eeh ... ho detto tutto ... come diceva il grande Peppino. Saluti a lei.

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  10. sinceramente...la frase "L’Italia non sta in crisi perché non può battere moneta. E’ FALSO." è falsa a sua volta, a meno che lei non voglia controbattere alle argomentazioni portate da numerosi economisti nazionali (e non).

    Cordialmente

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  11. Mi sgomenta constatare come una mente brillante puo' infine perdersi....sempre che ti si continui a riconoscere buona fede in cio' che scrivi, caro Sergio. Non mi piace l'approccio ed ancor meno mi piace il tentativo di "distrazione", e questa si che e' vera distrazione, dai veri punti sensibili alla base della nostra tragedia. Sicuramente io e te affondiamo le nostre radici in due culture diverse ma per quanto possano essere lontane, vi sono verita' che non possono essere negate.
    Non si puo', ogni volta, scientificamente, mescolare elementi concreti e verificabili con altri che sono di pura fantasia, messa li' solo per costruire teoremi. Francamente ci siamo rotti le palle dei teoremi. Se poi si vuole dimostrare che i banchieri sono una categoria in odore di beatitudine, che gli Stati Uniti sono il faro che illumina il mondo, che i nostri problemi cono endogeni e che verremo spogliati di tutto per colpa della Mafia&C., se e' questo che si vuole teorizzare, ebbene allora nasce anche il dubbio che vi sia malafede. E mi duole dirlo. Poi mi chiedo anche...ma come fa una persona intelligente come Sergio a dichiarare che la perdita' della sovranita' monetaria non e' alla base delle nostre attuali ambasce ? Preso nell'insieme il pezzo qui sopra pare filar liscio ma Toto' amava dire.... e' la somma che fa il totale.... e quindi se proviamo a scomporlo in teoremi, li sommiamo e li depuriamo dalla prosa sempre all'altezza, il quadro che ne esce e' a dire poco sconcertante. Talmente sconcertante da chiederti ...ma tu cosa vai cercando ? Io aborro (per dirla alla Mughini) il consolato democristian comunista ed ancora di piu' quel che ne e' seguito ma non posso non ricordare che gli italiani hanno messo un po' di soldi da parte e si sono comprati la casa quando stampavamo moneta ed avevamo una inflazione a due cifre. Eravamo ricchi caro amico e questa e' storia. Trovo molto divertente il doppio binario Fiat, fatti di Reggio ma non ci hai rivelato nulla di nuovo pero' ed il colore di cui e' intriso il tuo scritto non fa storia, rende solo piu' piacevole la lettura. Infine c'e' questa fisima, questa fissazione, oserei dire questo delirio per il fascismo....Te l'ho gia' scritto un'altra volta in un pezzo sul mio blog. Sei fuori strada. Cosa caspita c'entra l'Italia di Andreotti e Berlinguer, oppure quella degli Amato, dei Ciampi, dei Draghi, dei Mario Monti e compagnia cantante con il fascismo....mah..vallo a capire. Distrazione anche in questo caso ? Il Fascismo, quello vero, fu una cosa seria...una cosa talmente seria che prese le armi ed affronto' quel mondo anglosassone che tanto pare attrarti ed affascinarti, perche' e' li' che nascono i nostri guai, ancora oggi. Anche con la Mafia che ci e' stata offerta gentilmente in dono dai "liberatori" dopo che ce ne eravamo liberati con non poca fatica. Dunque caro Sergio dovresti fare piu' attenzione a cosa scrivi oltre a come lo scrivi. Essere bravi e' un dono di Dio e non deve essere utilizzato per mettersi al servizio del Diavolo

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    1. "Poi mi chiedo anche...ma come fa una persona intelligente come Sergio a dichiarare che la perdita' della sovranita' monetaria non e' alla base delle nostre attuali ambasce ?"

      Eh, già...come fa? Ma soprattutto...perché lo fa?

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  12. "...So quanto sia difficile, poiché manigoldi e ruffiani sono riusciti finora ad emarginare o eliminare gli intelligenti e gli onesti.
    Ma bisogna tentare, disperatamente, quotidianamente lottare e sperare. Altrimenti ignoranti, ladri e imbecilli ti affonderanno definitivamente!..."
    Mi sà tanto che questo paese è arrivato alla metastasi.

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    1. Gia'...la metastasi e gente che fa troppe parti in commedia......

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  13. Negli anni 70 la situazione mineraria italiana era disastrosa.
    Per risolverla si creo' un ente, l'EGAM. Gia' negli anni 60 si erano distribuiti diversi miliardi e si era istituito in Sicilia un altro ente l'Ems che a sua volta aveva creato il Sochimisi, una societa' per la gestione delle miniere. Oltre il ridicolo di continuare a creare enti vari il risultato era questo:
    La Regione Sicilia spendeva 20 miliardi all'anno per tenere in piedi
    12 miniere che impiegavano 3500 persone in una attivita' che produceva solo debiti. L'articolo di quei tempi continua dicendo che se si fosse fatta la scelta di pagare i minatori per starsene a casa si sarebbe risparmiato 10 miliardi all'anno. (Ferdinando Scianna-Le miniere dei debiti-L'Europeo)
    Ora se uno mi dice che ci troviamo in questa situazione perche' abbiamo perso la sovranita' e non riusciamo piu' a stampare moneta io mi sento molto imbarazzato. Tutto diventa una discussione inutile.
    Anche lo stesso post di Modigliani sul risorgente fascismo mi sembra fuorviante.
    Che stia nascendo un nazionalismo che attribuisce tutti i mali a
    tutti gli altri e non a noi stessi sono d'accordo. Che questo nazionalismo possa essere usato da destre, sinistre e partiti che ci hanno portato a questo sfacelo per crearsi una nuova verginita'
    sono d'accordo.
    Che qualcuno ancora ci caschi fa parte delle circostanze e dei suoi desideri. Questo paese non puo' uscire dalla crisi se non tocca
    il vero problema. Il suo stato fatiscente e senza speranza.
    11 mesi di Monti hanno rivelato soltanto la volonta' di non volerlo cambiare. Lo stato attende, aspetta e spera l'uscita internazionale dal tunnel, non vuole modificare niente. Non se lo puo' neanche piu'permettere. Nessuno vuole suicidarsi.
    Una cosa bisogna capire. Quando si uscira' dal tunnel ormai certi paesi saranno anni luce davanti a noi. Allora noi ci dovremo saziare col nostro nazionalismo. Che sapore avra' non lo so.
    Andremo in guerra (figurata per carita') col nostro milione di baionette? Sperando che l'aleato le vinca per noi? E poi per salvare
    la nostra vergogna cercheremo un paese piccolo, piccolo come la Grecia per farci prendere a ceffate anche da loro. La propaganda
    e' bella, lucida e patinata, puoi anche comprare il prodotto se te
    lo reclamizzano bene ma poi quando lo assaggi sai che cos'e'.
    Se poi lo ricompri si vede che ti e' piaciuto.

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    1. Nessuno ma proprio nessuno sostiene o sosterra' mai che la panacea di tutti i nostri mali e' il ritorno alla sovranita' monetaria o se preferisci alla sovranita' tout court. I mali che ci affliggono sono molteplici e necessitano di una terapia abbastanza articolata della quale pero' la sovranita' monetaria e' parte imprescindibile. Il nazionalismo non c'entra nulla in tutto cio' e credo che esista una giusta misura tra essere nelle mani di quattro culattoni di Bruxelles ed un regime autoritario, anche perche' oggi siamo non solo succubi di un regime autoritario ma esso trae la sua fonte di legittimita' addirittura altrove. Non in Italia. Se ti sta bene cosi' accomodati, vedrai che ti troverai in numerosa compagnia a riprova che la madre dei deficienti e' sempre incinta. Da parte mia sono nato libero e tale intendo morire.

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    2. Non si nasce liberi. Si nasce dipendenti. La prima cosa che fai
      e' attaccarti a le tette di tua madre. Tu devi essere un'eccezione.
      La sovranita' monetaria basta uscire dall'Euro o esserne cacciati.
      E' chi gestisce questa sovranita' il problema.
      Ora se tu credevi che sulle autostrade dopo 25 anni potevi scorrazzare liberamente, allora conosci benissimo il concetto di sovranita'.
      La banda del buco adora la sovranita' e lo stampare moneta. Si e' creata cosi la struttura del potere. Sara' la prima cosa che faranno.
      Non ti preoccupare. Sta con la tua compagnia.
      Io purtroppo la sto cercando. Non mi piacciono i quattro culattoni di Bruxelles, non mi piacciono i miei sovrani.

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    3. al di la' dell'argomento, ma non vi vergognate del linguaggio che usate ('culattoni', 'la banda del buco')? Come potete parlare di politica e cultura quando siete ancora all'eta' della pietra? O non vi rendete conto?
      Alessandra

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    4. ...poi magari per voi i fascisti sono quegli altri!
      Alessandra

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    5. @anonimo/alessandra , l'idea che si debba uscire dall'euro è supporta da evidenze scientifiche della dottrina economica, non buttiamola in caciara con la solita tiritera dei politici spreconi.

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    6. @simone: il mio commento non vuole entrare nel merito della questione. Mi indigna piuttosto il linguaggio che si usa, che denota una omofobia degna dei piu' efferati squadristi fascisti! E mi dispiace che devo anche spiegarlo, indica che manca la base...scusami, sai, lo dico con tutto il rispetto, perche' io rispetto anche i fascisti e gli idioti.
      Alessandra

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  14. Un po'... forte, ma condivido.
    Va bene l'esame di coscienza e il giusto peso alla cultura, ma è anche ora di sporcarsi le mani su qualcosa di concreto e deciso, al di là di voli pindarici sicuramente suggestivi, ma che non portano da nessuna parte.
    Con tutto il mio più sincero rispetto per la compagine radical-chic che qui spesso scrive e commenta.

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    1. Gia'.....tutti a parlare del pane, a decantarne le lodi, a descriverne il profumo e la croccantezza poi pero' nessuno vuole andare nel forno a sporcarsi di farina. E si scandalizzano pure per una parola un po' forte.....Dio del creato ! Meritiamo ogni singola sofferenza che ci viene inflitta, non meritiamo altro che quel che abbiamo. Siamo un popolo di invertebrati ! Con nessun rispetto...ma proprio nessuno...per le compagnie radical-chic, spacciatori di letame !

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    2. Ovviamente non capisce! E allora non vale neanche la pena sprecare il mio tempo con gente come lei. Ribadisco: con tutto il rispetto! Che fa tutta la differeza tra i fascisti e non!
      Alessandra

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    3. Ma quali radical chic. Questa è un' accolita di borghesucci balzacchiani che cercano di darsi un tono, basta leggere la risposta sprezzante di Alessandra "non vale la pena di sprecare tempo con quelli come lei".

      L'articolo di Modigliani è una bancarella di rigattiere piena di cianfrusaglie ideologiche miste a chiacchiere da bar.

      Il problema dell' euro è fondamentale e chiunque abbia un minimo di cognizione avendo letto che Modigliani tifa per l'Argentina di Kirchner dove i difetti italiani di corruzione e mentalità truffalsina sono storicamente portati addirittura al parossismo, ma che se forse si salverà sarà perché qualcuno si è deciso a far uscire il paese da un sistema di cambi fissi; chiunque si renda conto di questa lampante contraddizione non può non porsi dei dubbi sulle parole scritte in questo post.

      Poi se qualcuno esprime i suoi dubbi e altri lo aggrediscono verbalmente questi dubbi diventano certezze.

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  15. Borghesucci balzacchiani...radical chic...ma perche' questo bisogno di etichettare tutto? Io mi ritengo semplicemente una testa pensante, ne' piu' ne' meno. E il mio commento non e' sprezzante, vuole dire semplicemente quello che dice, ne' piu' ne' meno: e cioe' che se uno non capisce concetti cosi' basici, terraterra direi, e' inutile perdere tempo a spiegarglieli! Quando sara' il momento, capira'...speriamo! E neanche mi sembra di aver aggredito verbalmente nessuno: ribadisco il mio rispetto anche per i fascisti, gli idioti e gli ignoranti.
    Alessandra

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    1. Tu a quale delle ultime due categorie appartieni..?

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  16. @Simone Previti, concordo con Lei uscire dall'euro è una necessità e, non si tratta di uno slogan, lo dimostrano i numeri!

    La FED è gia al terzo "quantitative easing" le presse statunitensi lavorano a pieno regime con una media del +18% negli ultimi 12 mesi contro un +2.6% della BCE. Una miseria!

    Il risultato di questa montagna di carta stampata dagli americani si è tradotto in una diminuzione della disoccupazione (dato odierno) sceso al 7.8% praticamente a livello del gennaio 2009 (
    una bella spinta per Obama [click]
    ), l'aumento dei posti di lavoro è dovuto ad un incremento della produzione industriale che impatta evidentemente con una crescita del PIL. Come ampiamente documentato dalla legge di Okun.

    Tutto bene? Nossignore! Tutta questa inflazione del biglietto verde tende a mantenere alti i costi delle materie prime in primis il petrolio (pagato in dollari) che non si schioda dalla soglia dei
    100 USD [click]
    .

    Ma questo evidentemente agli yankee non interessa.

    Guy Fawkes

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  17. @simone: le chiedo scusa per la mia reazione, capisco che alla base c'e' stato un equivoco da parte sua nell'interpretare il mio commento, e sono saltata! Siccome pero' siamo in tema - fascisti/nonfascisti - per farle capire le racconto una cosa: guarda caso, proprio ieri, dopo questa polemica, mi ritrovo tra la posta un opuscolo del Citizen Advice Bureau (un'agenzia pubblica che offre assistenza legale gratuita ai cittadini) sul 'hate crime'. L'introduzione dice questo: "hai il diritto di essere chi sei. Se ti attaccano a causa della tua disabilita', genere, razza, religione o orientamento sessuale, si tratta di un delitto di odio"; e poi va avanti a spiegare che l'attacco puo' essere: verbale, sessuale, intimidazione, minaccia ecc., e dove denunciare e ricevere aiuto. Quando io sento usare termini quali 'culattoni', per me e' lo stesso che dire 'sporchi negri' o 'musulmani di merda', lo stesso che se qualcuno mi tocca il culo sull'autobus (qui non mi e' mai successo, in Italia si')! Lo trovo inaccettabile, da eta' della pietra, per l'appunto. Mi rendo conto che vivo in un altro mondo, thank God!
    Alessandra

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  18. Vabbè, Di Cori, adesso lei è convinto che basta eliminare gli enti inutili dalla Calabria, e da altre regioni?
    Al di là del fatto che poi questi enti cosiddetti inutili magari in molti casi non sono poi inutili, ma semplicemente non dànno profitto, che come lei mi insegna è una cosa diversa.
    Qui se l'Europa non ci mette i soldi, se non finanzia programmi di costruzione e manutenzione di infrastrutture, un reddito minimo garantito, la sopravvivenza dello stato sociale, non ce la faremo nella maniera più assoluta ad avere una qualsivoglia ripresa economica.
    Con questo non voglio sostenere, fosse pure implicitamente, i signoraggisti e Forza Nuova, che non mi piacciono per niente, ma non creder che potremo riprenderci con altri, diciamo, dieci anni di austherity... io in fondo a questo scenario non vedo nemmeno la Grecia, ma la Siria, o la Libia.

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  19. Il problema dell'Italia non sono i tanti Fiorito e le tante Minetti che siedono nel Parlamento nazionale e negli enti più o meno inutili. Questa è solo la punta dell'iceberg. Il problema in realtà siamo noi, tutti gli Italiani, perché come diceva Petrolini, a chi disturbava il suo spettacolo: Io non ce l'ho con te, ma con quelli che ti stanno accanto e non ti buttano de sotto!

    Se tutta questa feccia occupa il nostro Paese è perché nessuno ha mai fatto pulizia come si deve. Siamo buoni a brontolare, a protestare, ma prontissimi ad arraffare qualcosa appena possibile. La prima rivoluzione dunque deve avvenire dentro di noi, il resto sono solo chiacchiere e pinzillacchere.

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