mercoledì 10 ottobre 2012

L'oligarchia finanziaria attacca Beppe Grillo e lo definisce "pericoloso per il sistema".



di Sergio Di Cori Modigliani

"Il coraggio della ricerca intellettuale della Verità e la pratica politica, in questo paese, sono due pratiche inconciliabili tra di loro. Si è costretti a scegliere o l'una o l'altra".
                                                                                             Pier Paolo Pasolini. 1964


La necessità primaria (da parte dell’oligarchia finanziaria) di eliminare quanto prima Beppe Grillo dall’orizzonte elettorale.

Sul numero on line de “Il Fatto Quotidiano” di oggi, compare un articolo dal titolo “Grillo e il patto segreto di Francia e Germania” a firma di Michele Boldrin, economista liberista italiano, che è tra i fondatori del sito/gruppo/movimento (partito?) “fermare il declino”, il cui capo riconosciuto è l’altro economista liberista Oscar Giannino. L’articolo di Boldrin inaugura una nuova tappa nell’attuale campagna elettorale, ed è utile parlarne perchè riguarda tutti noi. Ed è anche un interessante termometro della sicumera della destra neo-liberista conservatrice italiana, ormai rassicurata dal fatto di aver preso possesso dell’intero territorio mediatico nazionale. Non a caso, i grandi difensori dello status quo sono ospiti di rigore in talk show televisivi “apparentemente di opposizione” come Piazza Pulita, oppure scrivono anche su Il Fatto Quotidiano.

L’esistenza di un Vuoto Culturale Perenne comporta ormai la totale latitanza di necessari distinguo,  per cui i codici si sono mescolati e tutto è diventato lecito. Il Fatto combatte per la salvaguardia dei Diritti Civili  – è il suo cavallo di battaglia- però non appena la magistratura condanna Sallusti per diffamazione e falso, affida al proprio vice-direttore, Marco Travaglio, la sua difesa. Nel corso della trasmissione “in onda”, qualche giorno fa, Sallusti  è stato intervistato ed è stato definito più volte “ vittima di questa sentenza……ecc” mistificando la realtà e facendo un davvero pessimo lavoro nel campo della democrazia di pensiero, perché è stata presa una verità oggettiva, è stata falsificata e poi capovolta. Sallusti, approfittando di tutto questo ben di Dio è montato in groppa al cavallo e ha fatto un comizio spiegando che “il vero cancro del paese è la magistratura”.
 E invece la vittima (come la sentenza ha spiegato) è il giudice diffamato e attaccato da un agente dei servizi segreti. Il giornalista denunciato, processato e condannato nel corso di un regolare processo in uno Stato di Diritto, risulta quindi “imputato trovato colpevole in seguito a inoppugnabile prova documentale”. Forse si è trattato di uno scivolone, forse è stato ingenuo, forse è stato ingannato. Io non lo so.  
Così funziona lo Stato di Diritto che tutti sostengono di volere.
Com’è possibile che soltanto in Italia, a conclusione di un regolare processo, il condannato –colpa ammessa- risulti vittima? Vittima, di che? Se non di se stesso?
Sono delle precisazioni semantiche che vanno fatte, perché si rischia un pericoloso contagio. Allargando il concetto ed estendendolo a diversi ambiti, se passa il principio tale per cui un imputato condannato reo confesso viene “trasformato in vittima” dalla propria corporazione di appartenenza (che quindi trasforma subdolamente il giudice diffamato in un persecutore, abolendo in tal modo l’essenza stessa dello Stato di Diritto) si può anche arrivare al punto di sostenere che Totò Riina sia un cittadino perseguitato dalla cattiveria e dall’invidia sociale, perché si abbatte e si elide il concetto cardine della società civile, colonna della democrazia: chi commette un reato, e tale reato viene documentato, provato e quindi sancito attraverso una sentenza nel corso di un regolare dibattimento dove sono state salvaguardate tutte le garanzie dell’imputato, ebbene, allora l’attore del reato deve pagare la sua colpa sociale; a seconda del tipo di reato si tratterà di multa pecuniaria, sanzione, servizi sociali, il carcere.
Questa confusione totale consente a persone come Fiorito di identificare se stesso come “vittima”. Anche Lusi si considera “vittima”.
Non capisco perché Sallusti debba essere considerato una vittima e Fiorito invece no.
E’ arrivato il momento di denunciare questo stato di cose per entrare nella necessità utopistica di “pretendere” l’applicazione del concetto elementare per cui “chi commette un reato paga le conseguenze del fatto di aver violato la Legge”: punto e basta.
 Altra cosa è discutere se quella legge sia una legge giusta, moderna, oppure no
O uno lo Stato di Diritto lo vuole. Oppure non lo vuole.
Urge immediata chiarezza per tutti noi, implumi cittadini allo sbando.

Veniamo all’articolo del prof. Michele Boldrin, il quale identifica Beppe Grillo in un “pericoloso nemico” spiegandone anche i motivi: il leader del M5S pretende che in Italia –e in Europa- paghino quelli che hanno affossato il paese e il continente, ovverossia i colossi finanziari, le multinazionali dell’energia e dell’alimentazione francesi e tedesche, l’intera classe politica dirigente attiva negli ultimi 30 anni.  Boldrin, invece, pretenderebbe che l’elite venga salvaguardata e a pagare siano i ceti sociali più fragili.
Dice l’economista nel suo articolo: “Durante la trasmissione “Piazza Pulita” di giovedì scorso ho affermato che Beppe Grillo, il leader del Movimento 5 Stelle (M5S) dice spesso “cretinate” quando parla di questioni economiche……Io sostengo che la “teoria” sia una “cretinata” inventata di sana pianta per dare agli italiani che si identificano con il M5S  – e sono giustissimamente incazzati per le misere condizioni in cui questa classe politica ha ridotto il paese – un facile nemico da odiare e contro cui scaricare la propria rabbia impotente. Con questa assurda teoria, Grillo assolve più o meno interamente i politici italiani ….. E non propone alcuna soluzione se non quella del default, ossia lo stupro di milioni di cittadini italiani che detengono tutt’ora debito nazionale o ben direttamente o ben attraverso i loro depositi bancari. Assurdità pericolosissime proprio per quegli umili cittadini che Grillo teoricamente difende e pretende rappresentare.
E qui sta il punto: il malessere, lo sdegno, l’incazzatura per la situazione economica e le mille truffe che questa classe dirigente (politica e non) ha fatto subire agli italiani da 40 anni a questa parte e che il M5S esprime sono, nella maggior parte, giustificate. Totalmente giustificate……….
Ma ingiustificate, assurde, “cretine” insomma, sono sia l’analisi delle cause di questi problemi sia i rimedi che il leader di quel movimento ed i suoi collaboratori più stretti propongono e propagandano, urlandole ai quattro venti…. Il fatto è che, da un lato, in Italia l’informazione economica è quasi uniformemente un disastro, ragione per cui anche i cittadini più volenterosi fanno fatica a capire se non sono degli addetti ai lavori. Dall’altro, le analisi e proposte avanzate dai partiti politici tradizionali sono altrettanto improbabili ed ugualmente dannose, nella misura in cui si limitano a far pagare ai cittadini comuni i costi dei disastri che questa classe politica ha causato senza offrire alcuna prospettiva per uscire dal declino e tornare a crescere. Diventa quindi comprensibile che molte persone vogliano illudersi che le semplicistiche ricette di Grillo funzionino. Però è anche pericoloso, proprio per quelle medesime persone oltre che per il resto del paese.
Detto altrimenti: Grillo è pericoloso non per quello che il M5S denuncia ma per l’analisi che fa e le politiche che propone.  È per questa ragione che vorrei sfidare Beppe Grillo (o chi per lui) ad uno, due, dieci, cento dibattiti pubblici sui temi di politica economica oggi sul tappeto. Dibattiti pubblici, con ugual tempo per ognuno dei due, con una parterre di giornalisti stranieri, prestigiosi e neutrali, che pongano le domande e controllino la veridicità dei fatti riportati. Dibattiti senza urla, senza insulti, senza parlarsi sulla voce. Dibattiti in cui si affrontano le questioni reali per ciò che sono, le si documenta e si propongono delle soluzioni verificandone la fattibilità. Io son qua pronto a farlo ogni volta che Beppe Grillo sia disposto.
avete presente il trio Berlusconi, Bossi e Tremonti? Ricordatevi che al peggio non c’è mai limite. Per questo occorre discutere con Grillo ed i vari dirigenti del M5S: per sbugiardarli davanti agli elettori. Io son qui, pronto a discutere, signor Grillo. Mi faccia sapere se le interessa, la palla è davanti ai suoi piedi, ora.”.

Se vi interessa, potete andare a leggervelo per intero sul blog de Il Fatto.
Un economista non è tenuto a saper scrivere ma  in quest’articolo esistono delle storture logiche che vanno chiarite. La prima, la più lampante, consiste nel fatto che l’articolista dimentica che sta parlando a un leader politico di una formazione, in piena campagna elettorale, che rappresenta – stando ai sondaggi- il secondo partito più votato dagli italiani. Mentre Boldrin (almeno per il momento) è ancora un professore economista. Sarebbe come se il prof. Bagnai domani sfidasse Angiolino Alfano, che Senso mai avrebbe? Perché mai un leader politico dovrebbe accettare una specie di duello con un docente universitario? In un mondo “dove vige il Senso” vanno rispettati dei criteri: i generali vengono sfidati da altri generali, i deputati da altri deputati, i segretari di partito da altri segretari di partito, e così via dicendo.  
La seconda argomentazione  consiste nel fatto che un economista sfida un leader politico  usando elementi pertinenti alla competenza tecnica degli economisti. Anche in questo caso si tratta di una trappola retorica. Perché Boldrin non si rivolge alla sua collega Loretta Napoleoni che insegna alla London School of Economics, ha accettato la consulenza tecnica per Pizzarotti a Parma e  non sfida lei? Perché non sfida Alberto Bagnai? O Brancaccio? O De Cecco? O Cesarotti?
Perché “Grillo è molto pericoloso” sostiene Boldrin. E quindi va sfidato.

Si tratta, quindi, di un atto politico e di  campagna elettorale.

Voi direte “ma guarda che il prof. Michele Boldrin è un noto economista, lui mica si occupa di politica, neanche se ne rende conto di queste cose”.

A me risulta il contrario.

Soprattutto agli americani. In Usa Boldrin è considerato un componente molto attivo della più oltranzista destra conservatrice americana, quella che sostiene Mitt Romney, quella che ha lanciato i tea-party, e il suo nemico giurato e dichiarato è Barack Obama. Tant’è vero che Boldrin, non appena Obama  è stato eletto nel novembre del 2008, immediatamente è stato cooptato (lui è attivo in Usa dove a metà degli anni’80 si è formato nella scuola di Milton Friedman a Chicago e poi insegna a St.Louis, Missouri) dalla destra repubblicana, mettendosi subito a disposizione per andare all’attacco delle riforme economiche promesse da Obama in campagna elettorale, e ha aderito al Cato Institute , think tank ultra conservatore. Il 9 Gennaio 2009 (Obama non era ancora insediato, entrò alla Casa Bianca il 14 gennaio) insieme agli economisti Vernon Smith, James M. Buchanan ed Edward Prescott firmò un manifesto/documento/appello –finanziato, promosso e sponsorizzato dal Cato Institute-  rivolto a Obama, denunciando l’idea economica keynesiana, protestando contro la politica di sviluppo economico neo-keynesiana promessa da Obama in campagna elettorale. Tale protesta venne pubblicata (a pagamento, costò diversi milioni di euro) su tutti i più importanti quotidiani americani, dal New York Times al Washington Post, dal Miami Herald al Chicago Tribune che vendono a chi paga le pagine destinate alla pubblicità. Da quel momento, Boldrin è in prima fila nella gestione dell’ala più radicale della destra ultra-liberista repubblicana statunitense (il suo collega Buchanan si compiace di auto-definirsi un fascista) oltre che al servizio di Rajoy in Spagna.
Ne conseguono tre considerazioni.
1). Un’ottima notizia maoista per Beppe Grillo: grillini militanti, tirate in aria il cappello! Come sosteneva il presidente Mao “so di stare sulla via giusta quando il nemico mi vede e si mette paura perché capisce che, per lui, io sono pericoloso”. Se la destra revanscista repubblicana statunitense ha scelto e deciso di far scendere in campo in piena campagna elettorale (sulle due sponde dell’Oceano Atlantico) le proprie truppe di esperti in economia per denunciare “quanto sia pericoloso Beppe Grillo”, allora vuol dire che gli avete messo davvero paura. Buona fortuna. Una logica elementare, la mia. Ma si basa sul Senso.
2). Questo punto è lievemente auto-referenziale. Devo ammettere di essere davvero una persona ingenua.  Per me, tutto ciò appartiene al “Regno del Mistero”. Siccome il mio cavallo di battaglia è l’assoluta necessità di ripristinare la logica del Senso, mi chiedo (e chiedo a voi, nel caso qualcuno abbia la risposta giusta) come sia possibile che su Il Fatto Quotidiano, dal 2011, sia presente la peggiore destra repubblicana statunitense. Come è possibile che una persona davvero meritevole di grande rispetto, sia civile che professionale, come Antonio Padellaro (35 anni di impeccabile curriculum alle spalle) il quale, ogni giorno, sulla sua testata, denuncia le nefandezze di Mario Monti, la necessità di una politica di equità, la salvaguardia dello stato welfare, poi ci fa spiegare le questioni economiche da un esponente di tal fatta? Qual è la logica, il cui Senso a me sfugge?
 Da cui si arriva al punto 3, che è il seguente:
3). La bulimia orgiastica della tecnocrazia economicista ha sommerso l’intera nazione sotto una cappa di delirio collettivo, consapevole o meno che sia. A farne le spese sono la Cultura e la Politica. Sotto le bandiere di supposte o presupposte teorie economiche si è spinto il dibattito (e la gente innocente che non se ne rende conto) verso l’angolo buio dove tutte le vacche sono nere, dove, approfittando della mancanza di strumenti culturali, si vocifera a proposito di monete, numeri, grafici, aliquote, percentuali, leggi immaginarie, teorie sull’economia, prospettive economiche, basate per lo più su sentito dire, slogan, parole d’ordine ad effetto, senza che dietro si vada a operare dei chiarimenti, dei distinguo, delle necessarie precisazioni per comprendere quale sia il progetto politico, quale sia la strategia politica, quale sia la tattica culturale; in utlima analisi: quale sia il Senso.

Michele Boldrin (ed è una proposta-sfida che qui sottopongo all’attenzione dell’intelligente Padellaro)  farebbe bene ad organizzare davvero un bel duello, ma non con Beppe Grillo, bensì con una delle migliori menti economiche di eccellenza italiana in giro per il paese –non a caso poco conosciuta- che, legittimamente, può essere considerata a pieno titolo “la Grande Mamma del neo-keynesismo europeo”. Si chiama Elena Granaglia.
Costei è professore ordinario di Scienza delle Finanze presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma Tre. E’ considerata la migliore esperta italiana nello specifico segmento di “ragioni di giustizia retributiva a favore delle politiche sociali”. Certo la prof. Granaglia ha un difetto: insegna in una università statale e non in una università privata.  La Granaglia, in tempi non sospetti, e cioè nel 2007, tentava di spiegare alla sinistra al governo che cosa non stava facendo e che cosa avrebbe dovuto fare per evitare la catastrofe nella quale ci troviamo. Tutte le sue analisi negli ultimi dieci anni e tutte le sue previsioni sono risultate azzeccate al millesimo. Ha un suo blog che si chiama “nel merito.com” molto specifico e dedicato a questioni di economia, di lavoro, di sviluppo in Italia. Ecco che cosa scriveva la prof. Elena Granaglia sul suo blog in data 9 ottobre 2008; in quella stessa data Boldrin se ne stava in Usa a mestare con la destra repubblicana finanziata da Goldman Sachs, quella che oggi considera Beppe Grillo davvero pericoloso. Analizzate da esperti di economia (parlo di gente del calibro di Stiglitz, Krugman, Roubini) queste sue proposte sono state considerate fattibili, sostenibili, eseguibili, efficienti, ma soprattutto efficaci. In grado di poterle far ingoiare perfino alla Merkel e Sarkozy.

NEL MERITO.COM
5 PROPOSTE PER USCIRE DALLA CRISI FINANZIARIA E LENIRE (L’ORMAI PROSSIMA) CRISI DELL’ECONOMIA REALE


09 ottobre 2008
La gravità della crisi finanziaria in corso richiede un intervento immediato, coordinato tra i paesi europei e fondato su cinque misure principali che tengono insieme aspetti finanziari e aspetti reali e che richiedono modificazioni dell’assetto istituzionale in vigore.

i) Ripatrimonializzazione delle istituzioni finanziarie
Intervento degli Stati con soldi pubblici nel capitale delle istituzioni finanziarie in difficoltà. Questa strada è preferibile a quella di acquistare i titoli ‘‘cattivi’’ intrapresa negli Stati Uniti in quanto ‘‘punisce’’ i colpevoli (azionisti e managers) e permette ai contribuenti di appropriarsi di un eventuale recupero nella redditività delle società. Il piano, che deve essere adeguato quantitativamente, per contribuire a tranquillizzare i mercati deve essere dichiarato ex ante (prima che il dissesto sia conclamato come è invece successo per Northern Rock, Dexia, Fortis) e deve essere preso di concerto da parte di tutti i membri della UE stabilendo regole comuni per l’intervento. Il contributo deve comunque essere in capo ai singoli governi che debbono rispondere delle scelte ai contribuenti: la scelta è politica in quanto comporterà forti ripercussioni distributive (tasse, inflazione). Alcuni accorgimenti importanti: a) le deroghe al principio della tutela della concorrenza e alla normativa su aiuti di Stato debbono essere limitate e stabilite in sede UE, b) l’eventuale immissione di capitali deve essere guidata dalle autorità monetarie visto che i recenti interventi dei governi in Germania, Regno Unito e Benelux sono stati alquanto maldestri, c) la partecipazione dello Stato deve essere finanziaria (azioni privilegiate), non deve entrare nella gestione e deve essere a termine, d) regole certe per l’intervento su banche transfrontaliere. La certezza delle regole dell’intervento è un punto chiave per restituire fiducia.

ii) Politica monetaria
La riduzione dei tassi di interesse da parte della BCE, tanto più perché coordinata con le altre Banche Centrali, è un segnale nella giusta direzione ma non basta. Occorre che l’ECOFIN fornisca esplicitamente alla BCE l’appoggio politico che faciliti per la Banca Centrale la gestione temporanea dell’emergenza allentando, ove necessario, la priorità assegnata all’obiettivo di inflazione e accompagnandola con l’obiettivo della stabilità del sistema finanziario. In questo modo, la BCE sarebbe agevolata a immettere tutta la liquidità ritenuta necessaria e potrebbe eventualmente fornire forme di garanzie sulle passività delle banche.

iii) Leva fiscale
Visto che, comunque, l’indebolimento ormai acquisito del sistema bancario produrrà un credit curnch con rarefazione dell’offerta di prestiti e ulteriore abbattimento della domanda aggregata, occorre una forte manovra fiscale, ben mirata e concertata a livello Europeo, a favore dei soggetti a rischio a valle del sistema finanziario ossia, imprese, soprattutto piccole, per le quali occorre prevedere strumenti di sostegno per agevolarne il sempre più difficile soddisfacimento degli oneri finanziari (es. riscadenzamento agevolato del debito), e strumenti di facilitazione dell'accesso al credito, anche da parte delle famiglie a medio-basso reddito le quali necessitano prioritariamente: a) di provvedimenti volti alla riduzione netta ed effettiva degli oneri finanziari a loro carico per i mutui prima casa in essere, sgravi fiscali su tutte le operazioni connesse, supporto alla copertura delle garanzie collaterali, b) un intervento di riduzione delle imposte delle persone fisiche.

iv) Allentare il patto di stabilità UE
Anche per favorire la possibilità da parte degli stati membri di entrare nel capitale delle banche, allentare immediatamente il Patto di Stabilità e crescita, o almeno ammettere che le attività acquisite nelle banche possano andare a detrazione del fabbisogno e del debito pubblico. Ciò che importa è che la disponibilità dei Governi di acquisire titoli delle banche venga considerata irrilevante ai fini del calcolo del fabbisogno e del debito pubblico.

v) Sviluppo
BEI e ad altre istituzioni, pubbliche o con forte garanzia pubblica ma comunque a livello comunitario, debbono emettere titoli destinati a finanziare un programma di investimenti nelle infrastrutture europee con titoli che godono della garanzia degli Stati europei. L’operazione mira a contrastare l’avvitamento verso il basso della domanda aggregata privata alimentato dalla crisi finanziaria e dalla connessa crisi di fiducia.
Questo mix di misure, coordinato a livello UE, permetterebbe di ridare fiducia al mercato, di stabilire regole certe per affrontare l’emergenza e di limitare gli effetti sull’economia reale. 


* Alla proposta ha contribuito anche 
Claudio Gnesutta.

Un duello tra Elena Granaglia (nel caso lei accettasse) e Michele Boldrin sarebbe davvero esaltante, utile, formativo per tutti. E’ciò di cui abbiamo bisogno. Di persone preparate, alimentate da una profonda e solida Cultura, in grado di usare la propria competenza tecnica acquisita per spiegare come stanno le cose. In tal modo, uscire dall’asfissiante moda del web e di facebook basata su parole d’ordine e su deliri settari messi in piedi da persone che (quando va bene) non sanno ciò che dicono perché prive di qualsivoglia prospettiva politica dietro.
Ed ora leggete con attenzione le righe seguenti, vediamo chi indovina:
La medicina per salvare la Nazione rimane l’inedulibilità della riappropriazione integrale della Sovranità, a partire dall’emissione della moneta di Popolo, capace di rompere le catene dei lavori forzati e della schiavitù che ci vuole essere imposta per “dogma di fede” dalla religione del profitto liberalcapitalista
Chi sostiene queste cose? C’è un programma politico dietro? Chi sono costoro?
E’ il manifesto programmatico del nuovo partito nazista italiano, è il glorioso ingresso di Alba Dorata sul territorio nazionale. Il sito dove potete andare a controllare è
http://socialismonazionale.wordpress.com/2012/10/10/gabellieri-e-ricattatori/
I loro simboli sono i fasci da combattimento. E poi c’è la consueta sbobba retorica che va di moda oggi. I Bilderberg, gli ebrei, i massoni, e tra un po’ immagino entreranno anche gli zingari, i suonatori di banjo e perchè no, già che ci siamo anche gli acquarellisti paesaggisti e i produttori di bibite analcoliche.
Il Vuoto Culturale di oggi comporta queste atroci confusioni.
E’ necessario, quindi, riflettere.
Il linguaggio usato da questi nazisti (consapevoli, nel senso che loro sono nazi con il sostantivo) è diverso da quello usato da Boldrin che, comunque, viene dall’esperienza sul campo dei tea-party che vogliono: abolire la legge sull’aborto, liberalizzare completamente il mercato della finanza, detassare le banche, le fondazioni e ogni istituto di credito, abbassare del 18% le tasse sui grandi patrimoni e aumentare del 20% quelle sui ceti più disagiati, abolire le pensioni passandole alle assicurazioni private, eliminare la riforma sanitaria di Obama e privatizzare tutta la sanità, aumentare subito del 22% il budget della difesa e istituire una legge marziale che consenta l’applicazione di speciali misure di sicurezza per eliminare fisicamente “occupy wall street”.
Come diceva un tale di cui adesso mi sfugge il nome: “devono andare tutti alle isole Barbados”
Questa non è propaganda, intendiamoci. E’ la speranza nei cuori di ogni italiano per bene, animato da buona volontà, da onestà interiore, da spessore spirituale.
Ma soprattutto dotato di Buon Senso.

Ciò che più manca, oggi, a questo bellissimo paese.

40 commenti:

  1. Non penso sia un caso se Boldrin e Zingales siano padovani ed entrambi esponenti della peggior destra neoliberista e neomercantile.

    Negli anni 70 sappiamo bene cos'era Padova.
    Ad oggi non è cambiato granchè.
    mm

    RispondiElimina
  2. Caro Sergio
    Boldrin è infatti ospite abituale periodico di Ballarò...a conferma della confusione totale, della nebbia guicciardiniana "voluta" tra il palazzo e la piazza?..oppure Floris non sa chi è Boldrin? o non lo sa il direttore di rai tre? ma la rai oggi "non è la rai" essendone padrone sappiamo chi...tanto più terribile, dunque l'andazzo ormai decennale o più.

    Il Fatto quotidiano, nato come giornale militante antimafia anticasta, anti Ber & Ber...non insiste troppo sulla linea economico finanaziaria...c'è "differenza di retroterra" tra direttore e vicedirettore? o "mancanza di retroterra" sul piano economico?..fino a un anno fa sembrava più urgente la denuncia della non politica dei partiti -comitati d'affari,sacrosanta... ma con il governo Monti il sipario si è alzato lasciando intravedere la cupola planetaria dei metonimici "mercati" e dei loro signori, invisibili ai più.
    grazie della chiarezza delle tue spiegazioni. m. grazia m.

    RispondiElimina
  3. Perché il Fatto Quotidiano regala spazio a Boldrin e compagnia? Semplice: chi abbaia (a volte non a torto) contro la politica marcia e la "Casta", chi difende acriticamente l'europa e la moneta unica, chi fa dei dogmi liberisti (le superstizioni del debito pubblico e dell'inflazione) leggi di natura, prima o dopo non può che abbracciare politiche economiche conservatrici.

    RispondiElimina
  4. Grazie per aver tradotto boldrin. In effetti l'uscita di questo per$onaggio a ballarò è sembrata molto strana a molti (come me) davvero poco informati a riguardo

    RispondiElimina
  5. Sergio ti spiego: il fatto è un giornale che cerca di dare spazio a tutti..pure Bagnai scrive sul fatto, poi sta al lettore in base alle sue conoscenze stabilire cosa è sbagliato o meno.

    Comunque sono d'accordo su ritrovare il Senso. Ne abbiamo davvero bisogno

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' la pratica consueta dell'Italia che è responsabile del Vuoto Culturale. Boldrin sta in televisione tutte le sere, Bagnai no. Quindi, vincerà sempre Boldrin. Se Il Fatto non se ne accorge e non ne è consapevole, vuol dire che sono complici oppure superficiali. In entrambi i casi a me non piace. Se Il Fatto per avere dieci contatti in più e guadagnare due euro in più prende chiunque per fare il misto con panna allora si prenda pure i consulenti di Goldman Sachs che spiegano le nefandezze dell'economia keynesiana accanto a chi le contesta, ma non pretenda poi di considerare se stesso il paladino di una Nuova Italia. Questa è un'Italia Vecchia, che ben conosciamo

      Elimina
    2. Sono le stesse perplessità che ebbi per la presenza asfissiante di Scacciavillani. Mi piacerebbe moltissimo chiedere qualcosa a riguardo a Padellaro o Gomez. Tu non hai avuto nessun contatto?

      PS perchè non cerchiamo di far invitare Sergio da Lerner o Santoro (Michele riprende a trasmettere il 25 p.v.)?

      Elimina
  6. Per quanto tempo ancora dobbiamo essere degli zerbini della finanza internazionale? Ci basta il contentino. Non abbiamo la statura di Argentina o Brasile o Equador o Venezuela o Bolivia o Islanda o Iran. Siamo solo la puttana d'uropa...

    RispondiElimina
  7. Nessun commento su quanto scritto. Solo una cosa: se uno le chiede un parere, anche se stupido a suo giudizio, lei "deve rispondere", come vuole, bene o male, ma "deve rispondere", altrimenti il SENSO di molte grandi parole da lei scritte affoga irrimediabilmente in un bicchiere d'acqua, e perché non devo certo dirle io che la rete ed i blog sono fatti per interagire (non con chi offende e basta ovviamente), altrimenti che ce li mette a fare i commenti?
    Mi stia bene

    P.S.
    Ovviamente mi riferisco alla domanda su Obama che le ho fatto nel post precedente

    RispondiElimina
  8. ...una precisazione: Marco Travaglio sul fatto Quotidiano non ha difeso Sallusti (tant'é che lo ha invitato ad ammettere l'errore, scusarsi con la vittima e arrivare ad un accordo con lui), ma ha criticato una pena (il carcere) eccessiva rispetto all'entità del reato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Appunto. Siccome il paese è virato verso la delinquenzialità diffusa e la diffamazione, la calunnia, e la sistematica distruzione delle carriere di persone per bene vengono considerate pratiche lecite, la magistratura è intervenuta pesantemente per fornire un segnale forte. Ha fatto molto bene. Il giudice da lui diffamato ebbe, allora, guai molto seri non da poco. Questo è diventato un paese molto molto pericoloso. ED arrivato il momento che comincino a pagare in prima persona gli autori dei singoli atti identificati come reati. Sarebbe ora. Così cominciano a darsi una calmata. Il fatto che tale sentenza mi consenta, in questo momento, di poter definire Alessanro Sallusti "un diffamatore provato e confesso" può aiutare e consentire a operare alcune connessioni. Vedrà che Sallusti, nel suo futuro, ci penserà due volte prima di andare a distruggere le carriere di persone per bene soltanto perchè aveva ricevuto un ordine politico. Questa non è informazione. E' un'altra cosa. Conosciamo molto bene il suo nome.

      Elimina
    2. Non si tratta neanche della classica "sentenza esemplare" (che non condivido, perchè il principio dell'art. 27 Cost. non è colpirne uno per educarne 100, bensì educare colpevole, affinchè comprenda l'errore commesso). Si tratta di una sentenza nella quale il Giudice ha applicato la legge, come determinata dal legislatore. La valutazione discrezionale operata ai fini della determinazione della pena (ai sensi dell'art. 133 c.p.) si è limitata a ritenere non applicabile la sospensione condizionale della pena perchè il Giudice (sulla base di un giudizio prognostico) ha semplicemente ritenuto Sallusti capace di reiterare il reato di diffamazione in futuro. E chi gli darebbe torto sul punto! Del resto, è stato lo stesso Sallusti a consentire ad una persona RADIATA dall'ordine dei giornalisti a pubblicare un articolo DIFFAMATORIO, senza una successiva smentita o delle pubbliche scuse.

      Elimina
  9. "Perché mai un leader politico dovrebbe accettare una specie di duello con un docente universitario? In un mondo “dove vige il Senso” vanno rispettati dei criteri: i generali vengono sfidati da altri generali, i deputati da altri deputati, i segretari di partito da altri segretari di partito, e così via dicendo. "

    dipende da che valore uno da' all'etichetta e quello che uno da' all'uomo. due uomini si possono sempre confrontare, al di la' dell'etichetta che gli e' stata affibbiata, o no?
    in fondo rimangono sempre due uomini con le loro capacita' individuali. anche Boldrin potrebbe diventare un generale, ovvero avere un seguito di soldati che fanno quello che dice lui, Grillo in fondo non e' nato generale, era un comico.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo è un caso particolare: si tratta di un economista che sfida un non economista su questioni specifico-tecniche di economia: è un'argomentazione retorica e subdola. E' come se Mazzarri, l'allenatore di calcio del Napoli (uomo di provata e lunga esperienza tecnico-professionale)in seguito a diverse polemiche sul mondo del calcio sfidasse me a un confronto "tecnico e specifico" sul mondo del calcio. Si tratta di banali trucchi semantici che sono caratteristici della tradizione propagandistica repubblicana (alla quale Boldrin è iscritto come membro attivo) legata alla tradizione ok corral del Far West. Non c'è bisogno di scomodare Noam Chomsky. Lo stesso Boldrin usa termini appresi quando l'ho conosciuto a UCLA, a Los Angeles nel 1988 e metteva su squadre di intellettuali italiani emigrati in Usa a Santa Fe per sostenere la famiglia Bush e attaccare il tentativo di golpe della sinistra (secondo Boldrin)che era rappresentato da Bill Clinton. Come vedi, siamo a un livello di squallore davvero molto ma molto solido. Il che è preoccupante.

      Elimina
    2. e stasera Mazzarri ha preso le mazzate ;) (Forza Juve) MG75

      Elimina
  10. Boldrin è uno dei promotori di FID (fermiamo il declino), quindi un concorrente politico di Grillo. Buona giornata.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo so benissimo. Nella mia mente (ma io sono sempre più realistico del re) ho trovato piuttosto curioso che Il Fatto Quotidiano non lo abbia specificato in bacheca. In tal modo ne ha automaticamente sposato sia i significati che i contenuti. A meno che non si rendano neppure conto di ciò che hanno fatto. Il che, oggi, è davvero possibile. Accade di tutto.

      Elimina
  11. ho trovato pure questo sul fatto: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/10/come-puo-giappone-convivere-con-debito-al-229/378021/

    che va in direzione opposta, probabilmente ha ragione m. grazia riguardo alla linea economica del fatto

    Rocco F.

    RispondiElimina
  12. Anche oggi a pag 22,sempre del F.Q.,Michele Boldrin scrive in totale appoggio a Squinzi sulla necessità, da parte delle imprese, di rifiutare qualsiasi sussidio di stato... altrimenti si premiano le imprese parassite e quella che non lo è è tentata di diventarlo ...lo Stato è dunque un intruso ingombrante che impedisce il meritocratico successo = profitto dei migliori.
    Ma di questa parola che riempie la bocca di tutti..."meritocrazia" appunto, si rendono conto, tutti quelli che la pronunciano, di cosa significa? la parola giustizia sociale non deve venire prima? o solo i meritevoli sono cittadini? e allora qualsiasi malato o portatore di handicap? e infatti il governo Monti etc etc..

    Mi permetto di segnalare questo link su cui mi sono imbattuta casualmente(?) quando mi sono affacciata in rete, e l'ho sempre riproposto...pochi lo conoscono o danno ad intendere di apprezzarlo
    http://www.syloslabini.info/online/?page_id=864
    m. grazia. m

    RispondiElimina
  13. sig- MODIGLIANI legga meglio un nostro articolo sul sito......intitolato: alba dorata o golden dawn il polverone greco e poi ne riparliamo invece di citarci a sproposito !
    Ufficio Stampa SN

    RispondiElimina
    Risposte
    1. accidenti? Avete pure un ufficio stampa! Quanto ci strombazzate? :D
      MG75

      Elimina
  14. Oggi le banche creano denaro tramite false scritture contabili, che senso ha "ripatrimonializzarle" ?
    La più grande caratteristica delle banche: la creazione del credito
    (Tratto da: New Paradigm in Macroeconomics, di Richard Werner*, edizioni PalgraveMacmillan, 2005; pp. 174-180):
    http://www.scribd.com/doc/56112013/La-piu-grande-caratteristica-delle-banche-la-creazione-del-credito?in_collection=2671842

    RispondiElimina
  15. Voglio complimentarmi con Di Cori Modigliani perché ha capito che noi redditieri, senza i servi che pagherebbero pur di rimanere schiavi, non potremmo continuare il nostro fastoso treno di vita. Grazie di cuore.

    Firmato: il Barone Rotto

    RispondiElimina
  16. Se Beppe sa che gli hai dato del "leader" gli si rizzano i capelli in testa.
    Grillo è "non" qualche cosa e questo gli permette di poter rifiutare qualsiasi confronto pubblico (anche via radio, visto che detesta la TV, anche via streaming, visto che ama le rete).
    In qualità di "non", sulla base del principio dell'interlocutore congruo nessuna categoria potrà soddisfare questa richiesta ...non sarà pertinente un economista, come un politologo, come un pasticciere ...tanto meno un leader (vero) di un partito (vero) ...sempre che si ricordi che per costituzione se vorrà partecipare alle politiche nazionali il suo movimento dovrà essere trasformato in odiato partito (come se nella parola partito ci fossero le tenebre e nella parola movimento ci fosse la luce).
    Beppe rifiuta qualsiasi confronto da sempre, e se anche fosse il Papa (anche quello precedente) il rifiuto ossessivo del libero dibattito è inaccettabile in una struttura democratica.
    Prima di prendere un medicinale salvavita preferirei assicurarmi che sul bugiardino alla voce effetti collaterali non ci fosse scritto che nel 50% dei casi ci lasci le penne_

    RispondiElimina
  17. Grillo fa paura perché in Sicilia sono sempre di più quelli che sono disposti a votare il M5S perché non ne possono più. Nella mia famiglia chi votava Berlusconi o Alleanza Nazionale va ai comizi di Grillo con entusiasmo. E sanno che non si risolvono i problemi, ma preferiscono scassare tutto piuttosto che rimanere imprigionati nel vecchio gioco di scambi di favore.

    E come dar loro torto quando ti raccontano che fra i candidati alla regione ci sono persone oneste, colte e preparate, ma anche persone di dubbia fama, prescritte o sotto inchiesta? Un conoscente mi faceva notare che uno dei candidati nelle liste di supporto è proprietario di sale giochi e slot machines. Un altro candidato, noto e onesto professionista, però potrebbe invece non essere eletto. E questo è un fenomeno che riguarderebbe ogni lista, al di là delle dichiarazioni di facciata.

    RispondiElimina
  18. Caro Sergio.
    Io faccio ancora fatica a capire come lei possa difendere un indifendibile quale è Beppe Grillo. Guardi, non mi interessa chi lo attacca (se da destra o da sinistra), ma non ha mai pensato che sia un gioco delle parti?
    Io penso seriamente che lei non conosca Grillo. Non conosce seriamente il blog di Grillo: uno di quelli dove si censura di più e non certo per una parolaccia o una bestemmia (quelle invece rimangono), ma perché alcuni commenti attaccano il guru del cavolo.
    Allora la invito a leggere questi 2 documenti:
    http://www.stefanomontanari.net/sito/images/pdf/grillo_microscopio.pdf
    http://www.calogeromartorana.it/grillo_storia.htm
    Il secondo è più vecchio ma rende l'idea del personaggio.
    Si renderà conto che portare lui e i grillini al Parlamento non solo è inutile ma anche dannoso. Inutile perché tanto non avranno MAI la maggioranza sia alla Camera che al Senato e quindi per le altre forze politiche il gioco è fatto: Monti bis. Dannoso perché anche come forza di opposizione non varrebbero NIENTE, perché non valgono niente intellettualmente (si offenderanno i grillini ma tanto è questa la verità), sono tutti robotini guidati da Grillo e lui automa guidato da Casaleggio. Io benchè preoccupato dalla situazione del Paese, mai mi affiderei a M5S, perché non servirebbe a niente. O vogliamo fare quando si votava la DC col naso turato perché gli altri partiti erano peggio? No Grazie.
    Saluti.
    Sergio (sì mi chiamo come lei)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. i grillini? che cosa significa? Sono persone. Poi grillini...e invece gli iperliberisti?i berluscones mafiosi? i traditori della socialdemocrazia in favore della finanza liberista del pd? Se pd sel e idv si fossero messi insieme escludendo ipotesi post elettorali con udc e ripulendosi dai liberisti magari grillo lo mettevate ko senza queste panzane allarmiste utili allo status quo. MG75

      Elimina
    2. ps:
      forse perchè non votavo dc ...
      mg

      Elimina
    3. Prima di attaccare il movimento 5 stelle e affermare che i candidati eventualmente eletti non valgono niente le propongo di vedere il video dell'ultimo consiglio comunale di Mira (VE) dove dopo 67 e dico 67 anni di governi di sinistra abbiamo deciso di cambiare...siccome dura 5 ore e mezza le risparmio la palla e si guardi le ultime due ore...a proposito il sindaco ha 26 anni...e sicuramente è meno sprovveduto di lei.
      http://www.youtube.com/watch?v=X2yPg-ab0Qs&feature=youtu.be
      Paolo Crivellari Mira (VE)

      Elimina
    4. embè. A parte che non mi sembra tutta questa cosa, poi M5S al massimo pùo gestire piccole realtà (e ripeto al massimo). Già con Parma sono in difficoltà perché hanno promesso cose che non potevano mantenere (vedi fermare l'inceneritore senza pensare che ci fossero contratti con tanto di mega penali firmate da tempo = inesperienza grave di M5S e oserei dire poca furbizia). Figuriamoci dare in mano a loro il Paese....
      Sergio

      Elimina
  19. Un altro bel personaggio di questi come Boldrin che trova ospitalità in un blog sul Fatto è un certo Scacciavillani che lavora per il Fondo sovrano dell'Oman e che non perde occasione per ribadire i soliti dogmi di questi invasati del mercato: la spesa pubblica è un cancro che va ad ingrassare solo i profittatori di stato alla Fiorito e quindi va drasticamente abbassata, le imprese e gli individui devono essere lasciati liberi di esprimersi per permettere l'esplicazione del gioco concorrenziale.
    Ogni intervento pubblico provoca danni maggiori dei benefici che apporta e va quindi evitato.
    Non è vero che in Europa la spesa pubblica in questi anni è diminuita, anzi è sempre cresciuta ed ecco perchè siamo in questa gravissima crisi del debito.
    Una marea di sciocchezze ideologiche, il solito armamentario della peggiore destra liberista; possibile che abbiamo lasciato campo libero a questi personaggi negli ultimi 20 anni?

    RispondiElimina
  20. Un amico mi ha chiesto di andare a vedere Giannino. Per educazione sono stato possibilista ma l'idea di lasciare la mia fanciulla a casa sola per ascoltare un uomo delle banche era una boiata. Le applico alcune riflessioni dal mio blog (altro che PD) e corro a iscrivermi a "nel merito.com".

    PD, SEL, Monti, PDL nessuno che dica questo: ECCO IL PROGRAMMA CHE GLI ITALIANI VORREBBERO O NON SANNO DI VOLERE!

    Le cose da fare subito sono:
    1) BCE che diventi prestatrice di ultima istanza.
    2) Debito comune.
    3) Tobin tax.
    4) Non può esser sopportabile un euro rigido che costringa al rigore sia il New Jersey teutonico ben sviluppato che la Lousiana italica arretrata. Da noi serve
    sviluppo e cioè investimenti mirati: I costi fissi non sono gli "investimenti". I secondi siano computati nel microciclo o nel mesociclo.
    5) Separazione delle banche tra quelle di deposito e quelle di investimento. (Vero Clinton?)
    6) Politiche keynesiane anti cicliche,:
    a) Sussidi ai disoccupati.
    b) Potenziamento ("rimpolpamento") dei salari che sono fermi da 20 anni (!).
    c) Lotta al nero potenziando la GDF esautorando la privata Equitalia.
    d) Creazione di parchi.
    e) Potenziamento tutele del welfare state, della coesione sociale e territoriale....
    7) Via finanziamenti a giornali, partiti, vitalizi, sconti e sconticini, auto blu, tripli mandati, quadrupli incarichi ,megastipendi.
    8) Liberalizzazione seria del mercato dove esistono lobbie (tasse occulte) in favore della libera concorrenza senza privilegi acquisiti.
    9) Referendum abrogativo del fiscal compact essendo modifica Costituzionale ottenuta attraverso parlamento di nominati e non rappresentativo, maggioranza ribaltonista e governo di non eletti.
    10) No alla vendita di patrimonio pubblico (a che serve è una goccia nel mare e l'anno dopo siamo da capo ma senza nemmen le mutande?).
    11) La BCE si nazionalizzi (europeizzi) stampi i soldi per gli investimenti e li fornisca come avviene ovunque (ad es. In Giappone ,con la FEDERAL Reserve in USA, in Norvegia e in ogni paese europeo prima dell'euro) che qua di rischi di inflazione non ce ne sono non circola un euro.
    In Italy non esiste NESSUNO che dica queste cose tranne qualche intellettuale.
    Questo dimostra che leggere quotidiani, seguire ciecamente una bandiera politica e vedere tv non
    serve a molto. www.marcogiannini1975.ilcannocchiale.it
    PS:
    MODIGLIANI..PERCHè NON C'è NESSUN ECONOMISTA O POLITICO O ASSOCIAZIONE CHE PORTI BAGNAI, STIGLITZ, KRUGMAN E QUELLI COME LUI A SCRIVERE SUL FATTO O IN TV A SVERGOGNARE MONTI?!?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. esattamente per questo motivo, perchè lo "svergognerebbero". Il prof. Bagnai usa argomentazioni razionali, le argomenta, e non interpreta nessuna religione. A lui interessa essere seguito dai suoi studenti, non penso proprio cerchi seguaci. Quindi è più pericoloso per il sistema perchè spinge a pensare e studiare, mentre altri spingono le persone a esaltarsi di neo-mitologie prive di senso che finiscono per alimentare il caos e quindi consentire a Monti di cavalcare la crisi come inevitabile uomo d'ordine.

      Elimina
    2. una volta credevo in RAI3 .... cavolo possibile non ci sia un media che adotti un Bagnai?
      Dico lui ma ce ne sono altri.
      Io arriverò presto al punto di stampare 200 fotocopie col mio programma diffondendolo e offrendomi a un confronto con 2 politici, uno del pd e uno del pdl...passerò per pazzo a Pietrasanta ma se tutti lo facessero farebbe notizia.
      Se passa dalle mie parti lo sa....l'aspetta un caffè!
      MG75

      Elimina
  21. X MG75:
    1) Intanto io mi sono rivolto a Sergio Di Cori Modigliani e non a te. Ma tant'è sono abituato a blog dove mi rivolgo all'autore e poi vengo aggredito da altri utenti di cui non sentivo affatto il bisogno che intervenissero. Ah lo sai? E' il metodo usato nel blog di Grillo che in ogni caso non risponde MAI da codardo quale è.
    2) Io ho fatto un post su Grillo proprio perché noto da tempo che Sergio fa diversi articoli su di lui appoggiandolo sostanzialmente. E allora però chiedo che si veda anche l'altra faccia di Grillo, quella che neanche i suoi detrattori tirano mai fuori (eppure avrebbero gioco facile, mah!) e quella che se tu avessi letto i 2 documenti forse ti avrebbero aperto gli occhi sul Beppe nazionale caro MG75 (ma forse c'è ancora troppo salame sugli occhi).
    3) Dove c'è scritto nel mio post che se non voto Grillo voterò uno dei partitacci ora presenti? Dimmelo perché io non lo trovo. Questo è un retropensiero che non mi piace per niente perché sta a significare che o si vota Grillo o è la fine. Ma per carità.... E comunque vedendola anche pessimisticamente sarebbe la fine in ogni caso.
    4)Sì i grillini sono persone, embè come li devo chiamare?
    E saranno anche persone oneste (ma io la mano sul fuoco non la metto) ma non so che farmene di un onesto idiota in Parlamento. Qui ci vogliono persone oneste ma con le palle perché i mafiosi non sono mica scemi e anzi molte volte sono anche capaci (nei loro sporchi affari purtroppo).

    Infine invito a riflettere sul personaggio Grillo perché attenzione, sarà una testa d'ariete (mah! per me è un'altra testa), ma tra non molto ci saranno le elezioni e si voterà anche con una legge porcata e M5S dubito che dirà "siamo solo una testa d'ariete ma poi non entriamo in Parlamento". Col cavolo!
    Saluti.
    Sergio (non di Cori Modigliani :-) )

    RispondiElimina
  22. ... guarda come è strano il destino: ieri sera la sfida tra Boldrin e la Napoleoni c'è stata e quat'ultima ha fatto un figura a dir poco barbina... Più che un'economista sembrava una capitata lì per caso

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.