sabato 27 ottobre 2012

Siciliani! Nel nome di Luigi, Salvatore e Leonardo: regalateci un'utopia.



di Sergio Di Cori Modigliani


Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.

                                                                                      Salvatore Quasimodo






Va presa molto alla lontana, perché noi italiani veniamo da lontano.
La novità geo-politica del momento viene dal continente americano, dall’altra parte  dell’Oceano Atlantico, soprattutto dal Sudamerica.
Noi europei, e soprattutto noi italiani, siamo in netto ritardo con gli appuntamenti della Storia. Gli americani (dal Canada al polo sud) hanno un grande vantaggio su di noi: sono giovani, dinamici, vivono proiettati nel futuro. Sono più leggeri, e quindi più coraggiosi, sfrontati, azzardano di più, cercano meno sicurezze, perché vogliono crescere in maniera spensierata. Noi, invece, ci portiamo appresso l’inevitabile peso del fardello dei millenni che ci hanno preceduto. Ma abbiamo un unico grandioso vantaggio, ed è su quello che dobbiamo puntare: il grandioso rovescio dovizioso di quella pesante medaglia. Perché dalla Storia, o ci si fa travolgere dal suo impietoso peso, oppure se ne traggono delle succose verità, esperienze, precedenti, suggestioni, bussole, mappe psico-geografiche collaudate nei lungi secoli che ci hanno preceduto.
Su questa prospettiva, ancora una volta, la Storia d’Europa si ripresenta fedele a se stessa. Parliamo qui dell’esito delle elezioni regionali in Sicilia il 28 ottobre.
Perché tutto ciò che ha determinato il destino dell’Italia è nato sempre prima in Sicilia.
Davvero un affascinante destino. Forse questo è il “Senso di essere un’isola”.
Come la Gran Bretagna per ciò che riguarda l’Europa continentale del settentrione.
La Sicilia è stata sempre l’avanguardia dei più importanti sommovimenti politici e culturali non soltanto negli ultimi 50 anni, bensì negli ultimi 2500 anni.
Quando l’Europa era ancora semi abitata, nel V. secolo avanti Cristo, e le popolazioni erano per lo più composte da piccole tribù locali la cui attività principale consisteva nel sopravvivere alla meglio, nell’isola siciliana,  gli abitanti, il giovedì sera, si radunavano a Segesta e Selinunte per  andare a godersi lo spettacolo colto della rappresentazione teatrale delle tragedie scritte da Eschilo e Sofocle. Dopo essersi sfogati in disperati pianti collettivi, ritornavano nelle piazze affollate a mangiare e ballare insieme,  dove rimanevano alzati fino a notte fonda a discutere sul Senso dell’esistenza.    E da lì, poco a poco, famiglie dinamiche con il gusto del viaggio e dell’esplorazione, cominciarono a risalire la penisola, portandosi appresso i primi germi del dna culturale depositato in quella terra feconda che gli storici chiamano, da sempre, Magna Grecia.
La Sicilia, dopo l’affermazione dell’impero romano, divenne il centro propulsivo dell’incontro e scambio, sia commerciale che culturale, delle etnie e mercanti che provenivano dall’Africa, dall’Asia Minore e dagli imperi persiani e indiani. La Sicilia fu l’avamposto strategico, sia militare che culturale, dell’imperialismo romano. E fu la prima zona d’Europa a essere contaminata dal cristianesimo, già intorno al 50  dopo Cristo. Lì avvennero le prime grandi rivolte contro l’impero centrale di Roma per la ribellione e rivolta degli esattori locali che intorno alla fine del III secolo cominciarono a protestare con sempre maggiore virulenza. E quando crollò l’impero, nel 476, la Sicilia fu l’unica a non essere invasa dai barbari che provenivano dall’Europa dell’est, mantenendo la propria autonomia e indipendenza, posizionandosi come una delle zone più ricche e dinamiche dell’intero bacino del Mediterraneo. Per centinaia di anni, l’Europa venne attraversata da orde di barbari aggressivi che distrussero e devastarono tutto ciò che trovavano. A Roma, intorno all’anno mille, abitavano non più di 20.000 persone, per lo più pastori di greggi, piccoli contadini, e non esisteva nessun tipo di attività, nessun rapporto con il mondo esterno, mentre in Sicilia il fermento dei nuovi tempi produceva già i primi cambiamenti di una nuova epoca e di lì a breve avrebbe prodotto quella che i sociologi e gli antropologi inglesi definiscono “la più grande rivoluzione culturale mai verificatisi in Europa negli ultimi 1000 anni” prodotta e guidata da una poderosa nuova classe intellettuale siciliana. E’ stato in Sicilia che è nato l’Umanesimo, poi diffuso in Toscana. E’ stato in Sicilia, intorno al 1260, che è stato gettato il germe del “dolce stil novo” che ha completamente capovolto l’immaginario collettivo dell’epoca, dando vita alla costruzione di una civiltà europea evoluta e colta. Lo stesso Dante Alighieri riconobbe la paternità siciliana del movimento, piazzando il suo leader e fondatore nel Purgatorio, dove ne parla in maniera davvero eccelsa. Fu un siciliano a gestire e cambiare completamente la prospettiva dell’idea del mondo in quell’epoca. Si chiamava Jacopo da Lentini e di professione faceva il notaio, ma in Sicilia era stato “formalmente” eletto come responsabile rappresentante di Federico II di Svevia, l’unica personalità che allora contava, in un’Europa spenta e addormentata. Grande viaggiatore curioso, aveva portato in Sicilia la tradizione del canto provenzale, e aveva introdotto tra i nobili dell’epoca il ritorno all’esercizio della cultura e delle arti lanciando il primo programma mai inventato sulla Terra di istruzione di massa. Cambiò la coscienza collettiva perché modificò gli status symbol: il più nobile e rispettato non era più colui che aveva più terre e più ricchezze, bensì colui che riusciva a diffondere il più alto grado di istruzione tra i propri schiavi dipendenti, i quali avevano la possibilità di guadagnarsi la promozione sociale sulla base di un merito culturale e scientifico acquisito. Se andate a Stratford on Avon, all’ingresso del museo locale destinato al Grande Bardo, trovate una curiosa placca accanto a un foglio originale dell’epoca “A Jacopo da Lentini, con eterna gratitudine, per avere inventato il sonetto d’amore”, firmato William Shakespeare. Risale a quei tempi l’amore per la Sicilia da parte degli inglesi.
Jacopo da Lentini inventò la poesia moderna, il sonetto, la ballata, la canzone d’amore, e codificò il concetto di galanteria “inventando” la seduzione tra maschio e femmina e quindi penalizzando lo stupro –in una lettera al Papa lo definì un attributo del diavolo e un insulto all’umanità di ogni cristiano- denunciando l’applicazione dello jus primae noctis, e l’imposizione del matrimonio come norma giuridica che non presupponeva l’approvazione da parte della femmina, considerata priva di anima e di capacità legale di comprendonio. Essendo il notaio del Papa e di Federico II di Svevia, era il custode della Norma: cambiò i contratti di matrimonio istituendo l’attribuzione di facoltà sentimentali alle donne, creando un nuovo modello d’immaginario collettivo maschile: la donna andava conquistata con la poesia e non con la forza. Tutte le accademie europee sono d’accordo già da molto tempo nell’aver identificato in lui il più importante “rivoluzionario mediatico” (tanto per capirsi) dell’epoca, vera e propria avanguardia di un movimento di pensiero che avrebbe prodotto i primi germi dell’Italia. Non è azzardato sostenere oggi che “L’Italia è nata nel 1265 in Sicilia”. Jacopo scriveva in siculo (i sonetti e le canzoni) e in latino la corrispondenza con papi e re. Ma ben presto “inventò” una nuova lingua di comunicazione per aumentare la relazionalità tra popolo e aristocrazia: la vulgata, cioè la lingua italiana. La prima sintassi della nostra lingua è nata lì, sulle spiagge siciliane, 747 anni fa. Dante Alighieri e le corti toscane furono i grandi raccoglitori, i divulgatori di quel preziosissimo seme che il grande fiorentino ebbe la geniale intuizione, e l’indubitabile talento, di raccogliere e farlo proprio..
Pensare a un’Italia senza la Sicilia è inconcepibile: è la nostra patria legittima.
Siamo tutti figli della Sicilia, in quanto italiani.
Lì è nato militarmente il Risorgimento verso l’unità d’Italia, lì è nato il primo nucleo originario del movimento fascista, nel 1919, attraverso la costituzione dei primi nuclei di contadini che combattevano contro la prepotenza dei latifondisti sotto la sigla “fasci siciliani di combattimento”, e lì è nato anche il primo nucleo di resistenza contro i nazisti; lì è nato l’attuale mondo moderno governato dalla cupola planetaria, quando nel 1943 Franklin Delano Roosevelt, raccogliendo le pressioni del generale Eisenhower, chiuse un accordo strategico con Lucky Luciano per garantirsi la copertura territoriale da parte della mafia locale nello sbarco dei marines, per liberare l’Europa dai nazisti. Lì si misero le fondamenta dell’accordo Stato-Mafie, e la criminalità organizzata venne promossa e accolta all’interno del mondo finanziario globale delle banche. Tutto ciò che oggi succede, e a noi sembra una novità, è semplicemente una logica conseguenza di scelte strategiche planetarie condotte e realizzate allora. Da lì, dalla Sicilia, a metà degli anni ’40 si posero le prime pietre del nuovo ordine mondiale che si sarebbe dovuto costruire sulle ceneri dell’impero tedesco hitleriano: un mondo suddiviso in zone di influenza e di competenza, gestito da un’oligarchia nascosta e clandestina che avrebbe potuto usare la criminalità organizzata come proprio braccio armato, vero e proprio esercito consolidato nel territorio, in rappresentanza dei colossi finanziari appartenenti alle grandi dinastie del privilegio.    Ma già nel1946, i siciliani, tutto ciò l’avevano capito. Così come avevano capito che l’avanguardia della lotta passava attraverso la lotta cruenta contro il latifondo e lo sfruttamento da parte dei padroni agrari. E lì, il nuovo potere democristiano al servizio dell’America business che investiva sull’Italia serva (il piano Marshall) usò subito la mafia come proprio braccio armato anti-sindacale. La strage di Portella delle Ginestre rimarrà sempre impressa nella memoria collettiva della nazione Italia, come la punta dell’iceberg delle intenzioni dei nuovi custodi dello status quo. Eppure, quelle vittime innocenti, autentici martiri di una lotta appena agli albori, non fu vana. Perché partì proprio dalla Sicilia l’inizio istituzionale del miracolo economico italiano. Fu nel febbraio del 1951, dopo un lunghissimo e franco colloquio tra Alcide De Gasperi e il sindacalista Giuseppe Di Vittorio, che il leader democristiano si rese conto che l’Italia non sarebbe mai potuta entrare nella modernità se prima non fosse stata varata una gigantesca (e autentica) riforma agraria. E decise di accogliere il piano prospettato dai siciliani. Furono le lotte dei contadini siciliani e dei lavoratori edili a Gela, nel siracusano, nel messinese, che protestavano contro lo strapotere della nuova industria del cemento e del mattone, a dare il via alle grandi rivolte sindacali che poi infiammarono il paese, portando la nazione alla conquista di evoluti risultati nel campo del sacrosanto Diritto del Lavoro e Diritto al Lavoro. E fu sempre in Sicilia che iniziò la denuncia del consociativismo tra classe politica e mafia, di cui Pio La Torre prima, e Giuseppe Fava poi, divennero gli emblemi, entrambi assassinati. E fu lì, in Sicilia, il luogo in cui il nuovo ordine mondiale chiarì subito agli albori degli anni’70 –come mònito alla classe degli intellettuali e ai professionisti dei media- che i giornalisti ficcanaso che invece di aderire alle consegne dei partiti intendevano denunciarne la complicità con la mafia, sarebbero tutti finiti come Mauro de Mauro e nel decennio susseguente come Mauro Rostagno.  Lì avvenne la prima rivolta contro la dittatura del partitismo, già a metà degli anni’80, e per l’ennesima volta fu la mafia a prestare il proprio braccio militare per soffocare la rivolta nel sangue. E in Sicilia nacque l’humus che avrebbe poi determinato l’esplosione di tangentopoli, perché lì si inceppò il sistema, grazie alla centinaia di inchieste aperte dai siculi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che dal 1982 cominciarono a pestare senza tregua la corruzione locale, di cui scoprirono i tentacoli nelle affluenze derivate del settentrione, e ancora oltre. Senza i faldoni e i dossier delle loro precedenti inchieste, la Procura della Repubblica di Milano avrebbe potuto fare poco o nulla. Non è certo un caso fortuito che per Licio Gelli e la mala pianta dei piduisti fosse di strategica rilevanza promuovere subito ai più alti livelli “certi siciliani”.
Perché la Sicilia deve essere sempre “bonificata” prima, e i siciliani devono stare sotto il tallone di ferro proprio per impedire che germoglino, che prolifichino, che producano Cultura: è troppo forte la ricchezza del dna culturale locale, viene troppo da lontano e non può più essere sradicata, va semplicemente repressa e addormentata. E così, si sono susseguiti negli ultimi venti anni dei semplici ragionieri caporali, veri e propri “comandamenti” il cui compito consisteva nell’espoliare l’isola di ogni risorsa,  promuovere la nuova generazione criminale dentro al polmone finanziario settentrionale ed entrare in parlamento con gli avvocati siciliani per disossarlo di ogni funzione, in pratica abolendo ogni attività utile alla collettività.
Fino alla primavera del 2012.
Lì è di nuovo cambiato tutto.
Quando Mario Draghi ha ricevuto –in strettissimo riserbo- il rapporto confidenziale di Fitch e Standard & Poor’s in cui gli spiegavano che la Sicilia stava fallendo e la dichiarazione ufficiale del suo default avrebbe comportato una immediata reazione a catena sui mercati finanziari, prima quelli italiani,  la settimana dopo sarebbe toccato all’intera Europa. In poche settimane avrebbe finito per travolgere il continente: un buco di ben 9 miliardi di euro non sanabile.
Non sono riusciti a metterci una pezza.

Non è più possibile metterla, la pezza.
Hanno semplicemente rimandato la data.
La Sicilia, dallo scorso marzo, è già “tecnicamente” andata in default molto più profondamente della stessa Grecia, e gli analisti finanziari ne sono ben consapevoli.

E’ per questo che hanno indetto le elezioni: sono un referendum per cercare di capire “quanto” e “come” e “fino a dove” il popolo che vota ha capito il reale stato della situazione reale. Per sapere fino a dove possono arrivare impunemente.

Chiunque vinca tra Miccichè, Musumeci e Crocetta, sarà irrilevante, sono intercambiabili. Vincerà sempre e comunque Lombardo, il Grande Tessitore di sintesi in grado di saper interpretare e gestire gli interessi della BCE, dei grandi colossi finanziari, dell’attuale governo, dell’oligarchia fondiaria, dei rentier  parassitari siciliani e la criminalità organizzata delle grandi famiglie mafiose.

Ma se vince Grillo, l’onda d’urto la si sentirà fino alla Marmolada e fino alla cima del Monte Bianco.
Non perché Grillo, nel caso vincesse, abbia la benché minima possibilità di risolvere subito gli irrisolvibili problemi della Sicilia attuale, quanto piuttosto per il fatto che farà da diga, e l’ennesima emorragia sarà evitata, ai siciliani prima, e dopo qualche mese al resto del paese.
Non tanto per ciò che c’è nel programma di Beppe Grillo, quanto piuttosto per ciò che non c’è. Quello, davvero conta, e fa la differenza. Perché è la prima volta nella storia della Sicilia moderna che un leader politico e il movimento che lui rappresenta non offrono nulla. Perché sanno che non c’è nulla da offrire.
Chi vota per Grillo non otterrà mai neppure uno straccio di lavoro, nessun grillino, infatti, ha proposto lo scambio attraverso i suoi clientes. Ma se vincono gli altri, non ci sarà comunque uno straccio di lavoro per nessuno, perché nessuno tra Musumerci, Miccichè e Crocetta è in grado di mantenere neppure una delle promesse fatte in campagna elettorale, e niente di ciò che loro dicono ha un qualsivoglia legame con l’autentica realtà siciliana.
Da questo punto di vista, la crisi economica gioca a favore di un clamoroso esito elettorale. A Roma, e a Bruxelles, i soliti soldi a perdere, in cambio di voti, non ci sono più.
Non solo.
Inizieranno i licenziamenti a raffica, pena l’ufficiale commissariamento da parte dell’Europa, nel caso non lo voglia fare il governo nazionale.
E’ un’occasione storica da non perdere.
Chi pensa che votando per un certo candidato riuscirà comunque a ottenere anche un esiguo profitto o qualche vantaggio di posizione o un lavoro, ha fatto molto male i suoi conti. Nessuno avrà nulla.
I candidati, ad esclusione di Beppe Grillo, sono semplici esecutori fallimentari che devono esercitare una loro precisa e specifica competenza ai danni della popolazione siciliana.

Se il popolo siciliano avrà questa consapevolezza, potrà godere di una libertà che non ha mai potuto esercitare dal 1946, sempre ricattati nel nome del bisogno, sempre illusi nel nome di una prospettiva, sempre ammaliati con il ricatto di una possibilità, di una speranza, di un forse domani. Non c’è nessun domani.
Lo scorso giugno Lombardo ha ottenuto 456 milioni di euro che sono serviti soltanto a pagare il 56% degli interessi passivi aggiunti e garantire la tenuta degli stipendi.
I conti veri (e su questo la BCE è molto attenta) son ben altri. E li dovranno trovare a Roma, dove useranno il solito giochino dell’odio anti-meridionalista per giustificare una necessaria manovra suppletiva per scadenze inderogabili, dato che ci sono almeno dieci colossi finanziari che vantano crediti per miliardi di euro e non intendono certo rinunciarci.

E’ una occasione unica per i siciliani per dare una spallata e regalare al resto d’Italia il “la” al paese continentale. Perché la Sicilia è sempre avanguardia in Italia. Perché la Sicilia ci ha regalato nel secolo scorso, certamente non a caso, tre giganti del pensiero e della Cultura, Luigi Pirandello, Salvatore Quasimodo e Leonardo Sciascia. La poesia e la narrativa esistenziale è nata in Sicilia, prima con la tragedia greca, poi attraverso Jacopo nel medioevo e infine attraverso la rifondazione del romanzo e della poesia. La Sicilia è inoltre l’unica regione italiana dove c’è stato un imprenditore indipendente nel campo editoriale che ha messo su (dal nulla) un’impresa autonoma con i propri soldi e ha sfondato sul mercato senza mai cedere: Elvira Sellerio. In tutte le altre regioni, quelli che hanno avuto successo, dopo un po’ hanno ceduto, mantenendo soltanto il marchio ma vendendo le quote a Rizzoli o a Mondadori, la grande industria culturale responsabile della narcolessia massificata omologata.

E’ l’argomentazione sloganistica usata da Beppe Grillo nel corso della sua campagna elettorale, che fa la differenza.

Se n’è andato in giro per l’isola a dire a tutti “votate per voi”, ricordando che chi vota per lui non otterrà un bel nulla, se non la soddisfazione di aver recuperato la propria autonomia e sapere che sta facendo tremare il quartiere generale di chi gestisce il privilegio.
I siciliani hanno sempre votato per qualcuno che non faceva i loro interessi perché si sono ammalati di amnesia, dimenticando di essere sempre stati l’avanguardia della nazione, vittime della paura, della rassegnazione, dimèntichi di sé. E’ sulla paura che vince l’oligarchia. E’ su questa paura che investono, speculano e lucrano passando all’incasso.
Se in Sicilia vince uno dei soliti, il risultato verrà interpretato, gestito, e usato come semaforo verde per seguitare a organizzare un sistema scientifico di espoliazione di ogni minima risorsa rimasta ancora disponibile. E verrà considerato come un grande applauso nei confronti della classe “superiore” (così pensano di essere) da parte della classe “inferiore” (così pensano che i siciliani siano).

I siciliani hanno la possibilità di lanciare un segnale forte.
Di regalare un’utopia e un progetto al resto dell’Italia, di illuminare la strada per il resto degli italiani, come hanno sempre fatto.

Siciliani,  voi sapete come si fa, visto che fa parte della vostra Cultura.

E illuminateci a tutti.

L’Italia sta veramente nel buio pesto.
Si ascoltano voci delle più strane categorie urlare dentro un tunnel oscuro, ammaliati e ipnotizzati dal miraggio di una luce in fondo, che sanno tutti non è mai esistita e non c’è.

Abbiamo bisogno di un terremoto culturale, come quello che ci avete regalato a suo tempo con Luigi, Salvatore e Leonardo.

Restiamo in attesa.

Ne abbiamo davvero bisogno tutti, come nazione e come Stato.

37 commenti:

  1. Forza Sicilia: siamo tutti nelle vostre mani!!!

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  2. Beppe Grillo a Cefalù
    "Volevo dirvi una cosa sui forestali, che sono qua presenti in gran numero. Desidero dirvi che i forestali sono una risorsa veramente importante per una regione a forte rischio idrogeologico come la Sicilia. Perché di solito gli interventi vengono messi in atto solo dopo che i danni si sono già verificati, con le modalità dell'emergenza, mentre è sulla prevenzione che bisogna puntare. E i forestali sono la prevenzione."

    http://parcodeinebrodi.blogspot.it/2012/10/beppe-grillo-cefalu-per-sgarbi-vi.html

    Tanto per dare due numeri:
    la Sicilia ha 27.000 forestali.
    Il Piemonte ne ha meno di 400,
    la Liguria 280.

    Le stesse promesse di tutti gli altri politici.

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  3. Beh, non credo che nemmeno grillo possa mantenere ciò che ha promesso...senza contare poi che ha fatto parecchi annunci e show(grande la sparata che la mafia non esiste in sicilia....quindi le associazioni antimafia sono gente dalla vita monotona e per questo in cerca di emozioni forti...) ma di programma zero: se questo è il nuovo che avanza

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    1. ti rispondo come dice sempre lui ..."meglio un salto nel buio che un suicidio assistito"... perciò anche per te davide che non vedi novità non hai altra scelta che beppe, anche se non vedi nessun programma, che invece c'è, anche se ti aggrappi ad una frase.... ma devi capire che il movimento è cosi rivoluzionario che occorre liberarsi da quella mentalità vecchia di politica..è un ritorno alla DEMOCRAZIA, ALLA PARTECIPAZIONE ALLA ONESTA' POLITICA ALLA CHIAREZZA, dove anche tu potrai dire la tua e potrai sentirti parte di un processo decisionale politico,lasciandoci alle spalle tutti i tumori della politica

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    2. E no! Ha ragione Davide: se questo è il nuovo che avanza... La sparata sulla mafia è incredibile ma perché seguita un minuto dopo da una frase che la smentiva (della serie: se Grillo non ha un copione è perso):
      "Io assemblo persone, controllo se chi entra nel movimento è incensurato. Per trovare 80 incensurati in Sicilia - chiosa ironico - mi sono fatto un culo così..."
      Già la parola assemblare mi sa tanto di fascistoide. E poi in un minuto è riuscito a prendere per il culo (e offendere) 2 volte i siciliani. Figuriamoci quanto li prenderà per il culo alla Regione.... Per non parlare della ridicola traversata dello stretto di Messina: infatti è stato accostato subito a Mao ma anche a Mussolini e Putin tutti famosi per i metodi democratici.
      No io salti nel buio con questi incompetenti, peracottari, fascisti non li faccio. I siciliani poi di buio ne hanno avuto anche troppo!
      Altro che TINA: in Sicilia ci sono 2 alternative: o mafiosi o grillini. Bene non me ne piace per niente neanche una. Possibile che in Sicilia non ci sia un movimento di persone serie e colte (quindi non mafiosi e corrotti, ma neanche grillini sempre attaccati ad internet aspettando l'ordine del giorno del loro guru) che si organizzino insieme e lascino perdere corrotti ma anche guru da strapazzo (per me sono la stessa cosa)? Non ci voglio ancora credere, però aspetterò il risultato delle elezioni e poi trarrò le mie conseguenze.
      Un'ultima cosa per Sergio di Cori Modigliani (che apprezzo): ma non l'hai ancora capito che Grillo è un sola?
      Saluti a tutti.
      Sergio

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    3. e tu l'hai capito?
      Come tutti attacchi il M5S criticando le stravaganze del suo portavoce senza capire che per arrivare alla massa spesso bisogna uscire dalle righe.
      Tacciare Grillo di fascista è uno sbaglio, dire che non ha un programma è una menzogna mediatica e serve solo a mettere un muro di fronte agli ideali e i valori che il movimento promuove. Non sto dicendo che Grillo è il salvatore della patria ma nemmeno che è una sola, raramente leggo critiche costruttive sui contenuti. Il M5S non ha mai governato ma già lo poniamo alla stregua degli altri partiti, ma secondo quale logica?
      La trasparenza nei bilanci non mi sembra un valore fascista ne tantomeno l'incandidabilità dei condannati o la partecipazione attiva dei cittadini.
      Abbiamo bisogno di un'etichettare tutto e tutti, Grillo va inquadrato in qualche stereotipo altrimenti ci fa troppa paura.
      Purtroppo non possiamo più permetterci di scegliere fra destra o sinistra ma soltanto fra chi farà i nostri interessi e chi non.

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    4. x bioetico: parole degno del miglior politicante che, in luogo di rispondere alla critica, utilizza termini evocativi come rivoluzione che sono semplicementi dei contenuti vuoti: mi chiedo come si possa fare una rivoluzione stando fermi, quando invece c'è bisogno di prendere delle decisioni sul futuro dell'Italia e dell'Europa.... riguardo l'anonimo voreei dirgli che destra e sinistra sono modi d'intendere la società quindi esprimono in se dei valori ed ideali: sarebbe interessante sapere quali sono questi valori ed ideali del m5s e che visione della società propone e quali sono le sue soluzioni per l'Italia e l'Europa alle presa con la crisi finanziaria....per questo è necessario prima o poi fare una scelta semmai sul come i propri interessi leciti possono combaciare sulla visione di società proposta dalle varie porposte politiche...diversamente sarebbe solo qualunquismo misto ad anarchia pura: premesso che grillo non mi fa paura in se e per se ma per l'idea di democrazia che propone ovvero un capo con dietro i suoi seguaci obbedienti e acritici...

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    5. Sono quasi sicura che abbia detto "aggrego" e non "assemblo", c'è differenza, le parole sono importanti!!!
      Marzia

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    6. Stando poi a quanto sostieni ci sono i mafiosi e ci sono i grillini (che sicuramente sono meglio dei mafiosi, quelli li abbiamo già provati) e niente altro. Adesso vorrei capire (senza usare termini "evocativi"), e tu che fai? Stai nel mezzo fermo a guardare, in attesa di alternative? Non sei da meno di quel 52% di siciliani che non sono andati a votare, fermi nel deserto in attesa che arrivi la manna dal cielo. O forse la tua posizione è diversa?
      Marzia.

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    7. A scanso di equivoci io non sono siciliano. Ma se lo fossi sarei in quel 52%, sì cara Marzia. Ti sei chiesta da dove arrivano i voti del M5S? Se i grillini dovevano convincere la gente a tornare alle urne, bè hanno toppato. Io ho una mia idea da dove hanno captato i voti ma la tengo per me,non vi piacerebbe comunque.
      Cara mia svegliati e ricordati che c'è il diritto sacrosanto al non voto. E comunque volendo fare proprio lo sforzo di andare a votare col naso turato, sbaglio o c'era il movimento dei Forconi? Almeno quello avrebbe rappresentato meglio lo spirito siciliano. E no, invece il grassone genovese ha preso la scena (a partire dalla traversata ridicola dello stretto fino alle cazzate che sparava un minuto sì e l'altro anche) e quindi movimenti più umili ma magari più seri sono stati oscurati. Bravi grillini internettari (che fa rima con cazzari) avete fatto un doppio favore al sistema: avete allontanato ancora di più la gente dalle urne (e qui non mi potete smentire i numeri sono numeri) e avete incasinato ancora di più la governabilità della Regione Sicilia, cosa di cui non si sentiva il bisogno. Complimenti e complimenti ai gonzi che ci sono cascati!
      Sergio

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  4. La Sicilia, con un altro Luigi, il politico, ha indicato ai cattolici l'impegno per unirla l'Italia.
    Quando leggo Pirandello, Quasimodo e Sciascia mi sento più europeo che italiano.

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  5. La sicilia non e'povera e' diseguale, grillo non ha detto una sola volta come rimuovere gli ostacoli per condentire lapartecipazione all organizzazione politica sociale economica della nostra terra.ilreddito minimi non ti da il soldi per leggere studiare viaggiare ecc.oggi occorre la verita' con sincerita' e voraggio.ad maiora semper

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  6. Premessa la simpatia e l'adesione a tante delle sue considerazioni.Vorrei comunicare quanto segue.Dopo la caduta dell'impero romano d'occidente Napoli si costitui in Ducato.Durò circa VI secoli.Michelangelo Schipa e Bartolomeo Capoasso cosi scrivono : Napoli fu una delle poche isole della nazione italiana-I napoletani li rinchiusi combatterono ogni giorno per seicento anni per difendere la loro autonomia,il perchè di tutto ciò è da ricercare nelle profonde radici culturali che si svilupparono nei tempi precedenti. Intorno al "risorgimento"tutt'ora questo paese che lei giustamente vede mai uscito dalla mentalità che ha espesso il fascismo, non racconta la sua storia: Bronte, Casalduni,Pontelandolfo e decine di altri paesi rasi al suolo,bixio, cialdini,Fenestrelle,Mongiana,Vilella,Crocco,Passannante,Musei criminologici,Lombroso,emigrazione etc etc....... la camorra e garibaldi-http://www.youtube.com/watch?v=hv-NpHIfvJ0..."per capire il mondo guardalo dal sud"
    Saluti da un suo oramai affezionato lettore. Osvaldo in meetup X municipalita Fuorigrotta-Bagnoli dove è invitato se viene a Napoli.
    Con simpatia

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  7. Io voto per me. Punto.
    Tessera elettorale in mano. Vado.

    Forza M5S. Io ci credo.
    E questo, per me, basta.

    Baciamo le mani, from Palermo.

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    1. Del M5S alcuni parlano bene, altri no. Tuttavia nessuno prima aveva mai detto come anonimo qui sopra. Per me questa è la novità e se ci saranno tanti come Lui: COME SE LI COMPRANO TUTTI? Anche se il M5S e Grillo fossero etero diretti o nacondono qualche piano segreto, non importa! Quelli come anonimo from Palermo se ne accorgeranno e proseguiranno da altra parte. Questa è la novità.

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  8. Sono appena andato a votare per le regionali e dopo ho letto il suo post. Forse sono uno di quei siciliani, come dice lei, vittima della rassegnazione e della paura e francamente mi sento anche molto sconfortato, ma le dico sinceramente che farebbe bene a non illudersi sul risultato elettorale siciliano. Non mi sono mai considerato un pessimista ma piuttosto un realista, e cosi com'è vero che c'è stata una notevole attenzione nei confronti del m5s, è altrettanto vero che ascoltando la gente in sicilia non puoi non farti prendere dallo sconforto. Ancora il voto di scambio è una terribile realtà. Gente convinta (o forse solo disperata) disposta a dare il voto al potente di turno per un posto di lavoro per il figlio (sappiamo come andrà a finire). Inoltre molta gente invece di avere una mente critica, discutere sui programmi o sulle singole persone, fa il tifo come se si trattasse di un campionato di calcio (purtroppo ho paura che stia diventando una realtà anche italiana). Quello che le sto per dire non me lo sono inventato, mi deve credere: Si sentono palermitani parlare male di Musumeci perché è catanese e quindi si deve votare Miccichè perché è palermitano, e a Catania è uguale. Si sentono cose incredibili. Un mio collega universitario ha scritto su facebook: "Nel segreto dell'urna Dio vi vede, Stalin no" Una frase che mi ha fatto congelare il sangue e rizzare i peli. Una frase che si poteva sentire negli anni '60 e che di certo non mi aspettavo di dover "sentire" da un giovane. Le potrei riportare altri esempi ma ho paura di annoiare tutti. Spero tanto di sbagliarmi, lo spero col cuore, ma qualcosa mi dice che non ci sarà nessun cambiamento. Chiedo scusa a tutti per il mio sfogo. Buona domenica.

    Emanuele.

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    1. Non si preoccupi, non è che vada meglio nel resto d'Italia, ma la fede è salda e l'ottimismo non è una opinione caratteriale, è una necessità per ritornare a pensare anche in termini utopistici

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  9. Il compendio della storia della mia isola nativa mi ha prodotto un magone ed una commozione indicibile. E' una condizione antropologica quella che ti lega al suolo natio anche dopo 60 di vita al NORD! Sono d'accordo , la Sicilia deve dare la 'scossa' per fare in modo che si crei la base per nuove e diverse soluzioni. Strano che sia un'altro ligure dopo Garibaldi che si offra, pilotato o meno, per iniziare questo cambiamento. Io spero che non abbia lo stesso risultato. Mi viene in mente Sciascia ed il suo 'Consiglio d'Egitto'.

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    1. Infatti, in quel bel libro c'è proprio tutto

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  10. C'e' solo un popolo migliore del siciliano in Italia ed e' il sardo.
    Lo so e' solo un parere personale. Detto da un trentino prendetelo come volete.
    La Sicilia non e' un isola o almeno e' un isola di una penisola
    rimasta fuori per troppi anni dal normale sviluppo di un normale paese.
    La nostalgia dell'Austria che affligge i miei e' solo nostalgia di un paese che aveva una buona amministrazione. Tanto per farvi capire la differenza alla prima leva dopo la I Guerra il 90% dei trentini sapeva leggere e scrivere in italiano. Questa percentuale si abbassava mano a mano che si scendeva a sud fino ad arrivare a situazioni opposte.
    Diciamo che se un popolo ha nostalgia di una amministrazione vecchia di 200 anni vuol dire che la nostra attuale e' peggio.
    Se volete di meglio andate pure a Malta per capire cosa ha fatto una amministrazione inglese nello stesso tempo. Ora se un popolo non e' capace di amministrarsi da solo sono inutili le nostalgie, le critiche, lo sperare da altri che, che cosa.
    O si e' capaci finalmente di costruire uno stato delle comunita' italiane o non lo so, ditemi voi.
    Grillo non e' il cambiamento, per ora e' solo il perno su cui far leva per togliersi dai piedi questa classe dirigente.
    Non e' poco. Non e' sufficiente. Ma almeno capire che senza un nuovo modello di stato da questa situazione non si esce.
    Io non so quale tipo di dibattito vi sia dentro il m5stelle ma se rimane solo
    il movimento della moralita' dubito che se ne esca.
    C'e' troppa discussione sul debito, teorie economiche, moralita', uscita dall"E,
    dalla Europa. Molto poco sullo struttura stato. Come creare una nuova classe dirigente, che tipo, modello di stato vogliamo ecc.
    Per ora conteremo i voti di chi li paga e di quelli che non sono pagati. E poi
    ci conteremo.


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  11. La poesia di Salvatore Quasimodo è la mia preferita da sempre, essenziale e profonda, di una verità semplice e forte.
    La cultura della Sicilia viene da lontano, esattamente come ben descritto in questo articolo che trovo splendido perché è un richiamo alla memoria storica di questa terra e dei suoi abitanti.
    Nonostante tutto io credo che sia possibile un inizio di riscossa, a partire proprio da qui, oggi.
    Molti siciliani non esprimono apertamente le proprie idee politiche ed esistono molti giovani siciliani che hanno mente critica e ancora speranza di cambiare

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  12. Per favore quando fate le vostre dotte rd approfondite analisi almeno cercate di non sabgliare i nomi.

    Il giornalista ucciso dalla mafia era "Giuseppe Fava" non "Cludio Fava".

    Claudio Fava è il figlio; ex rete, ex segretario regionale PDS, ex rifondazione, attuale vendoliano, che dopo avere imposto la "lista Fava" alle regionali per contrastare Crocetta si è accorto di essere incandidabile per questioni di residenza lasciando la sinistra siciliana con il cerino in mano.

    E poi il leader del movimento dei forconi si chama "Mariano Ferro" non "Tiziano Ferro" (quello è un cantante)

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  13. "Il giornalista ucciso dalla mafia era "Giuseppe Fava" non "Cludio Fava"."

    E lo so, Modigliani è così; è sommario, pecione, non mette i link...d'altronde ha tenuto dei corsi al centro di Fritjof Capra dove ha conosciuto il nuovo premio Nobel dell'economia; sapete sono amiconi...quindi se ha scritto Claudio Fava invece di Giuseppe Fava aveva i suoi buoni motivi, no? Non fatevi troppe domande se non volete perdere il Senso della Cultura, che poi Sergio vi sgrida.
    pffffahrahrahr...un blog molto spassoso, questo sì. ;)

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  14. Ad un peana augurato...con tale ritmo tirtaico qualche svista si può pedonare...c'è sempre chi corregge! il blog si fa tutti insieme.
    Raro trovare un entusiasmo come questo nel ripercorrere la storia a grandi passi..
    "maravigliosamente
    un amor mi distringe...
    era un notaio, un uomo di legge infatti il poeta d'amore della corte federiciana,[Jacopo da lentini detto il notaro].
    temo nonostante tutto il risveglio di domattina ...perché non inizia subito lo spoglio delle schede?

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  15. Un post molto bello , illuminante come il blog.
    La rinascita dell'italia può passare solo dalla riscoperta del suo immenso patrimonio culturale.
    Grillo può non piacere ma certe sue battute trasudano una verità profonda:
    "scavi una buca in sicilia e spunta un Normanno"
    "meglio un salto nel buio con questi che un suicidio assistito con quelli"
    Il salto del buio può spaventare ma nel suicidio non c'è speranza.

    Sergio , qui a Parma abbiamo fatto il salto nel buio , ma da quando leggo il suo blog (un paio di mesi) ho capito il perchè :
    "la peggior sconfitta per l'uomo è quella che arriva dalla battaglia che ha deciso di non combattere"

    Con ammirazione e gratitudine un suo lettore.

    Paolo Conforto.

    ps: in un suo video su youtube mi ha fatto capire cosa siano il sapere e l'economia. Grazie di nuovo


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  16. Sto seguendo in qualche modo i risultati delle elezioni in Sicilia. Io non sono siciliano, ma ritengo importantissime queste elezioni per i segnali che manderanno, ha ragione Sergio di Cori Modigliani. E i segnali sono .... sconfortanti.
    Partiamo dall'affluenza alle urne: meno del 50% degli aventi diritto è andato a votare. Non critico assolutamente chi non è andato a votare perché molti si dimenticano che come c'è il diritto al voto c'è anche il diritto al non voto (che io stesso eserciterei).
    Ma qui si passa al secondo punto. Dalle proiezioni, exit-poll ecc. pare che M5S sia abbastanza avanti se non è primo forse secondo comunque un buon risultato per la gioia di quelli che qui adorano Grillo (sì sono quell'anonimo di nome Sergio che cerca inutilmente di svegliarvi su chi è Grillo). Allora si può sapere chi ha votato M5S? Cioè i grillini non dovevano captare i voti dei delusi? E invece a quanto pare i delusi se ne sono rimasti a casa (tranne qualche pollo ma quello lo trovi sempre) e hanno fatto benissimo.
    E allora ripeto chi ha votato M5S? Io ho una pessima sensazione: che abbiano votato M5S non i delusi della politica ma i delusi dei partiti da cui non hanno ottenuto "certe cose".
    Ecco adesso succederà questo grazie alle leggi elettorali assurde della regione Sicilia: che il primo partito, chiunque sia, con la maggioranza RELATIVA otterrà la presidenza ma poi dovrà fare accordi con gli altri.
    Sapete che vi dico: spero che vinca M5S ossia Cancelleri perché poi voglio ridere quando vedrà il casino che succederà e fotograferò la sua faccia.
    Buona fortuna.
    Sergio

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  17. Auguri ai siciliani, spero che succeda qualcosa di positivo...... io ho una brutta sensazione ...... ma che volete non sono siciliano ed in più molte cose non le capisco, sono una persona semplice, mal che vada farò come tante persone, non solo italiane ma anche europee, se voglio un futuro vado dove mi permettono di costruirlo, questaè la tragica realtà, ma molta gente proprio non la vuole o non può capire. Buonasera.

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  18. a proposito di elezioni e Sicilia alcune mie considerazioni su www.marcogiannini1975.ilcannocchiale.it
    Purtroppo M5S primo partito ma non basta e ne parlo proprio sul mio blog.

    Riguardo al post ... è una cornice!
    Una raffinata cornice.
    MG75

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  19. E adesso esaminerò i danni fatti da M5S in Sicilia.
    1) astensione: 52%. Bravi grillini. Dovevate essere quelli che dovevano riportare alle urne i disgustati dalla politica o almeno gli indecisi. Invece l'astensionismo è aumentato (e di molto) e mi sa tanto che i disgustati erano anche disgustati da voi e dal vostro guru. Sarò cattivo ma mi viene da pensare: da dove avete preso i voti? Alcuni partiti storici in Sicilia sono crollati e se 2+2 fa 4 ....
    2) M5S è il primo partito. clap clap.... capirai. E a che serve?. La legge elettorale (assurda a mio parere) fa sì che diventa presidente quello che raccoglie più voti e quindi ha vinto Crocetta perché faceva parte di PD+UDC+lista sua. Solo che adesso lui deve fare accordi. E qui si viene al punto 3
    3) Adesso cosa succederà? Che o Crocetta è un abile diplomatico e riesce a coinvolgere più forze politiche (tranne voi perché siete i duri e puri e non fate accordi - mi sa tanto di Lega "noi ce l'abbiamo duro") e quindi voi avrete fallito il vostro obiettivo perché tanto vi metteranno in minoranza e potete sbraitare quanto volete (in questo siete bravi) tanto non vi faranno fare niente; oppure si ritornerà a votare. Bene, solo che rischiate perché ci sono 2 opzioni: o vi votano di nuovo quelli che vi hanno già votato + i delusi (su questi ultimi non ci conterei) oppure i siciliani si rompono le scatole e vanno a votare solo i partiti tradizionali.
    4)Avete tolto spazio a movimenti come i Forconi (è solo un esempio) che forse potevano dare più significato nel consiglio (vivendo più da vicino e sul campo i problemi non come voi - sì sono cattivo) invece di piazzare internettari cazzari da strapazzo. Bravi sapete solo fare danni.
    E adesso buona fortuna, godetevi lo stipendione del consiglio regionale.
    Sergio (contro M5S)

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    1. Amico caro, astensione al 52% significa fine del voto di scambio!

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    2. Ah ci credi davvero?
      Beato te.
      Sergio

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    3. Sorry... ho sbagliato textbox!
      Ne sono sicuro!

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  20. Risposte
    1. Di nuovo... beato te che credi alle favole.
      Sergio

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    2. E comunque ammesso e non concesso che sia vero, perché i cittadini liberati dal voto di scambio non sono andati a votare M5S? Lascia perdere e ragionaci meglio sull'astensione.
      Sergio

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    3. Sono quello di prima quello del "sorry".
      Sai che ti dico... hai ragione, hai proprio ragione!
      Ho ragionato meglio e... hai ragione tu!
      Tu sai tutto... bravo!

      Sei un tuttologo!

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