mercoledì 13 giugno 2012

Questa donna si porta appresso il futuro del mondo. E' stata assunta da due giovani turchi.



di Sergio Di Cori Modigliani


Ho scelto quest’immagine, e la notizia che il messaggio annuncia, perchè mi sembra che rappresenti una eccezionale sintesi che ben rappresenta i mali d’Europa e ci mostra inequivocabilmente come, in questo momento, in tutto il pianeta, sia in atto una volontà politica di non risolvere un bel nulla.

La donna che vedete in bacheca è una normale modella professionista, scelta apposta per catturare l’attenzione. E’ stata consigliata da esperti pubblicitari e mi auguro davvero che possa portare fortuna.
Ciò che conta è l’oggetto che la donna sta trascinando.
Sembra una normale grande valigia.
Non lo è.
Vediamo un po’ se riuscite a indovinare.
Osservate con grande attenzione l’immagine prima di proseguire nella lettura e cercate –se vi riesce- di capire che cosa sia.

E’ un oggetto che potrebbe risolvere diversi problemi molto seri nella vita di tutti.

E’ il frutto dell’investimento di idee, merito, competenza tecnica di due europei.

E’ il risultato di studi molto seri realizzati in una grande città italiana.

L’oggetto misterioso ha avuto un enorme successo, durato 48 ore.

Poi, è stato deciso e scelto di silenziarlo.

Ecco di che cosa si tratta.

“E’ un’automobile”.
Fatta di gomma dura e di fibre al titanio, che si muove grazie a delle potenti batterie elettriche solari sistemate dentro le ruote. Una vettura biposto. Ha tre ruote. Non fa rumore, non produce emissioni, si muove a una velocità massima di 80 km/h. Ma ciò che è più interessante (e io lo trovo davvero geniale) consiste nel fatto che la vettura, con tre semplici manovre, si piega in quattro pezzi incastrati e diventa una valigia trasportabile su ruote con maniglia e quindi non necessita l’uso del parcheggio. Ve la portate in ufficio e la sistemate dietro la vostra sedia di lavoro..

Si chiama “Soleil project car”.

Gli autori sono una coppia di giovani turchi, Emre Gurel e Caghan Engin Cesmeci.
Il primo è ingegnere meccanico, il secondo designer industriale.

Hanno realizzato questo prototipo e l’hanno presentato al Michelin Designer Challenge, una specie di concorso internazionale che premia le innovazioni tecnologiche in campo metalmeccanico con l’applicazione specifica al mondo delle quattro ruote, che si celebra ogni anno in Usa. 
Va da sé che ha attirato la curiosità e l’ammirazione di tutti e i colossi della produzione automobilistica mondiale si sono precipitati per informarsi sulle potenzialità della commercializzazione. E nel giro di due giorni, la macchina è stata bocciata.
Per via del prezzo.

Lo capisco, il mercato ha la sua logica.

Il fatto è (vera e propria tragedia) che il problema di questa vettura, priva di qualunque contro-indicazione, sta proprio nel prezzo: non costa nulla produrla.
E’ stata bocciata perché il prezzo è troppo basso, intorno ai 1500 euro chiavi in mano.
“Sconvolgerebbe l’industria metalmeccanica planetaria provocando un terremoto” ha confessato con aperta franchezza l’ingegnere della Chrysler che l’ha visionata, esplorata, guidata.
E così, non se ne farà nulla.

Il geniale designer di questa chicca, Caghan Engin Cesmeci, si è laureato nel 2010 al Politecnico del Design di Milano in “Transportation Design & New Technologies”. Insieme a un collega laureato in ingegneria meccanica hanno realizzato questo prototipo.

L’industria planetaria ha deciso e scelto di non proporlo sul mercato.

Non usa carburante inquinante, costa troppo poco, non occupa spazio.

Queste sono le tre argomentazioni usate dai potenti detentori delle leve dell’economia mondiale che governano le nostre vite per giustificare il loro disinteresse; quelli ai quali, un giorno sì e un giorno no, i governi e le nazioni accorrono al loro capezzale portando miliardi di euro per salvarli dal fallimento.

Le soluzioni, come vedete, esistono.
Anche i cervelli.
Anche le idee.
Anche i soldi.
Anche le innovazioni.
C’è tutto.

Manca soltanto un’autentica volontà politica di voltare pagina da parte dell’occidente ben compatto, alleato e ben sostenuto dai governi orientali che rappresentano un miliardo di mussulmani e il 75% dell’attuale produzione di petrolio. Sono tutti insieme.
Non vogliono cambiare un bel nulla.

Il resto, sono chiacchiere.

A noi ci spaventano tutti i giorni con annunci di catastrofi imminenti, di risparmi forzati, di tagli, di austerità, spiegandoci perché devono assumere migliaia e migliaia di super consulenti costosissimi per risolvere problemi giganteschi di traffico urbano, inquinamento asfissiante, malattie sociali, parcheggi, contrazione di consumi, ecc., ecc. e quando arrivano due ragazzi ingegnosi e in gamba come questi, l’unica risposta che sanno dar loro è: “Ragazzi, andate a casa e fateci lavorare per bene, sappiamo noi come si fa”.

Siamo proprio nella surrealtà.

15 commenti:

  1. c'è anche la macchina ad aria, Airpod fatta dalla MDI e Tata

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    1. E' una bufala: basta conoscere un po' di fisica oppure leggere qui
      http://www.motori24.ilsole24ore.com/Tecnologia/2012/06/auto-aria-compressa-eolo-bufala.php

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    2. beh e' una bufala.. per ora il giornalista che ha scritto l'articolo espone solo i suoi dubbi, e riguardo la diatriba legale , se ce' stata, lo apprendo solo ora, avrebbe almeno dovuto spiegare a cosa si riferisse , cosi' lascia intendere qualsiasi cosa, in ogni caso bisogna vedere l anno prossimo se in Francia , dove dice l'MDI ha le maggiori commesse , viene o non viene commercializzata

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  2. quando la realtà supera la fantasia da un lato, dall'altro quando l'interesse (leggi privilegio) di pochi risulta anteposto all'interesse generale (leggi progresso e qualità della vita) - by lorenzo.

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  3. Con una simile tecnologia, vivremmo tutti meglio. Va ben oltre ogni immaginanzione di Ivan Illich...un taxista

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  4. ero troppo distratto dalla modella per capire inizialmente cosa fosse quel coso lì... non so se mi sentirei sicuro in quella scatoletta e non è certo una macchina per fighetti, da parcheggiare fuori dal bar per prendere l'aperitivo in piazzetta o per scarrozzare i figli in seggiolone, caricare la spesa o fare lunghi viaggi con amici, ma sarebbe una soluzione per il traffico, i parcheggi e l'inquinamento almeno dentro le città. Io me la comprerei, anche se dovrei chiedere al mio capo se posso parcheggiarla in ufficio...
    Pare che in un'ottica di risorse non infinite (il petrolio e il gas dureranno ancora altri 50? 70 anni?), il mondo scientifico guarda gli autoveicoli ad idrogeno con un certo interesse (ricordo che questa è stata una delle poche battaglie di Beppe Grillo che mi sento di appoggiare). Ma si sa… contano solo i biologi e gli scienziati al soldo dei Fucking millionaire, gli altri zero meno che zero! ..anche se vincono un Nobel o semplicemente fanno notare che l’acqua H2O è composta da idrogeno e ossigeno… eeeh quanto idrogeno c’è nell’oceano…

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  5. Qualcuno dica ai 2 bravi inventori che in italia abbiamo 2,3, o più stabilimenti di auto chiusi di cui non si sa cosa farne. Qualcun'altro dica al ragioniere Vanesio che ci sono 2 bravi inventori pronti a produrre un prodotto vendibile nell'attuale mercato.

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  6. Avevo indovinato alle prime righe, come consolazione. Idea geniale, come tante ce ne sono state, e tutte occultate per gli stessi motivi. Ricordo che la marijuana fu proibita negli anni trenta in usa per volere dei Rockefeller, quando seppero che Ford produceva automobili di canapa che viaggiavano ad etanolo di canapa. I lobbisti sono vere macchine da guerra, hanno soldi e mezzi per convincer qualunque politico, sappiamo ormai tutti come funziona il sistema. La Fiat con i prototipi ad idrogeno degli anni settanta, mai usciti dai garage. E prima ancora, quel genio di tesla e la sua energia liberae gratuita. Il mondo potrebbe essere un posto magnifico per tutti, se non ci fossero quei pochi che si credono eletti e migliori, mentre a livello umano valgono meno di un ameba.

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  7. Le soluzioni ai problemi di oggi ci sono, in tutti i campi. Ciò che manca è la volontà di adottarle perché il potere non lo tollera. Sino a quando non ci sarà una vera rivoluzione culturale, con l'Uomo al centro di ogni intervento, continueremo a rimanere prigionieri di un'illusione in attesa dell'arrivo dell'angelo sterminatore o del salvatore.

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  8. Ho parlato con il designer tramite facebook...dice che è una tecnologia che sarà pronta per il 2030.

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  9. Ciao, vorrei sapere dove hai trovato le informazioni al riguardo dell'intervista all'ingegnere, e se esistono alcune foto "reali" del mezzo, su internet ho trovato solo foto fatte con programmi grafici e niente di reale.

    Grazie
    Simone

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    1. puoi parlare con il designer su facebook, lui te lo spiega

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  10. http://michelinchallengedesign.com/MCD_2012/mcd_2012_gallery_d26.php

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  11. Il concept qua rappresentato è interessante, non c'è che dire. Il suo unico problema sta nel fatto che è un concept. Ossia un progetto totalmente da sviluppare, se sviluppabile: dubito che si riesca a coniugare una struttura del genere con un crash test, a meno che non vogliamo aggiungere 2-3 zeri alla cifra di 1500€, che già di per se è risibile, visto l'impiego di batterie ricaricabili e la trasmissione del moto alle ruote adottata...
    Inoltre, dal sito del concorso, si evince che Emre Gurel non è un ingegnere meccanico, ma un laureato in economia: i miei dubbi sul fatto che questo concept sia un mero esercizio di stile sono ormai delle quasi certezze...
    Mi permetto di aggiungere, e poi chiudo, che uno dei problemi dell'industria dell'auto è proprio questo: le auto vengono prima immaginate da designer, coadiuvati dal marketing, che giustamente di ingegneria non sanno nulla, e poi una pletora di ingegneri cerca di far funzionare il tutto, e pazienza se la base di partenza era una ciofeca,e il risultato finale non può essere il meglio: il prodotto è accattivante, si vende, e al padrone tanto basta. Se alla base di ogni prodotto ci fosse uno studio di ottimizzazione serio, avremo auto che pesano la metà, consumano un quarto e dal costo uguale o inferiore ai bidoni che ci propinano al giorno d'oggi, senza bisogno di utilizzare chissà che tecnologie***. Chiaro è che contemporaneamente c'è bisogno di un deciso aumento della consapevolezza (e penso/spero che in questo il web stia aiutando) da parte dei milioni di indifferenti che infestano questo pianeta (quelli che, se i problemi ci sono, in ogni caso a loro non interessano).
    Saluti
    Tom

    *** Lo stesso discorso si può fare per qualsiasi ambito produttivo che abbia a che fare col consumismo.

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