venerdì 11 maggio 2012

Paolo Barnard propone l'unica geniale soluzione immediata. E gli indignati contestano il Re dell'Indignazione.



di Sergio Di Cori Modigliani


           Fare un passo avanti: diventare cacche!


                                                                              Paolo Barnard, 10 maggio 2012. Titolo del suo ultimo post.


Questa mattina, presto, andando a spulciare la rete e facebook sono rimasto davvero colpito, il che non capita spesso. Al di là delle consuete notizie, ce n’era una in particolare che attirava la mia attenzione: lo sdegno, sui social networks, di parecchi seguaci del giornalista Paolo Barnard contro di lui.

Il cosiddetto popolo degli indignati che si indigna contro il Re dell’indignazione.

Per me, equivaleva a una notizia.

Alcuni di loro li conosco personalmente anche nella vita reale e ho visto, più tardi, che nelle loro bacheche hanno manifestato apertamente il loro dissenso contro Barnard. E così, sono andato a leggermi l’articolo che aveva suscitato una così feroce levata di scudi. Che cosa avrà scritto? (pensavo mentre il computer caricava il sito) Magari è diventato il segretario del nuovo PDL di Alfano, o ancora peggio propone a tutti una colletta per investire in derivati di Goldman Sachs oppure sostiene di andare in giro a mettere delle bombe in parlamento. 

Morivo dalla curiosità, e avevo deciso che non sarei intervenuto.

 

Leggendolo, più volte e con attenzione, ciò che più mi ha colpito è stata la mia reazione: un enorme sollievo, perché mi ha chiarito (e risolto) un mio profondo disagio di questi tempi.

Tutto ciò, prima ancora di introdurre l’argomentazione, per dire che plaudo e appoggio al 100% l’interpretazione attuale di Paolo Barnard; mi beccherò la mia quota parte di dissenso avendo scelto deliberatamente di sostenere con vigore la sua elaborazione contestata.

Chi conosce e segue Barnard sa come il suo linguaggio così vivido sia sempre intriso di una indubitabile rabbia manifesta (è uno che scrive con la bava alla bocca) il che lo accredita di un plusvalore perché sintetizza gli umori di noi tutti e rende autentica e percettibile la sua scelta di vita; ma allo stesso tempo, più d’una volta, (è una mia modesta idea personale) corre il rischio di essere fuorviante perché fa perdere l’autenticità della solida argomentazione, troppo intrisa di livore per poter essere contundente come dovrebbe.

Qui di seguito, cito in copia e incolla, alcuni brevi passaggi, e invito i lettori ad andare a leggerselo.

Scremato dalla sua rabbia, sono due le potentissime argomentazioni di Barnard che hanno indignato gli indignati: 1). Piantatela di fare i bèceri, e mettetevi in testa che dovete rimboccarvi le maniche e studiare. Perché davanti a voi non c’è un esercito di beceri analfabeti (tipo il Trota) bensì fior di cervelloni con venti lauree in economia che vi mangiano in padella quando e come vogliono. 2). Preso atto del primo punto, ne consegue che la più intelligente –e unica- battaglia da fare in questo momento tragico, consiste nell’andare dagli imprenditori più evoluti, sensibili e intelligenti, e spiegare loro che l’alleanza che può rappresentare la svolta consiste nel diventare finanziatori sponsor degli studiosi intellettuali che tireranno fuori come frutto dei propri studi ed elaborazioni la maniera migliore (la più pragmatica, efficace ed efficiente) per abbattere gli squali. E’ soltanto dall’incontro tra menti eccellenti /pensanti /contemplative /studiose/analitiche e industria imprenditoriale che può nascere il cambiamento. Senza idee, massimo sei mesi da oggi, la CONFINDUSTRIA sarà stata spazzata via dal mercato (la previsione è mia non è di Barnard) perché senza idee non ce la faranno. Ma chi produce idee, oggi, è fuori dal mercato e ha bisogno di finanziamenti. Quindi, ci si mette insieme: L’INDUSTRIA CHE PRODUCE e la CULTURA CHE PRODUCE.

Dal mio punto di vista, in Italia, la Vera Rivoluzione Democratica tanto auspicata.

E invece, tutti indignati.

Basterebbe questo tipo di reazione per comprendere quanto e profondo sia difficile, in questo momento, organizzare un contro-attacco vincente contro l’attuale piano economico-politico lanciato dalla oligarchia finanziaria sovra-nazionale per eliminare gli stati, cinesizzare il mercato del lavoro, espoliare le nazioni della loro locale spina industriale, annientare la classe media, nazificare il pensiero, silenziare le menti pensanti, e chiudere una volta per tutte (secondo loro) l’arrogante e presuntuosa pretesa degli esseri umani europei di aspirare e combattere per l’affermazione di quei princìpi di libertà, fratellanza e solidarietà che dai tempi di Locke e Voltaire sono stati la base formativa che ha creato ricchezza collettiva e Bene Comune Condiviso. 235 anni di Storia.

Che intendono spazzare via con un colpo secco.

E ci stanno riuscendo.

Lo volete capire, o no?

 

Scrive Il Re degli Indignati contestato:

Basta teatro. Basta. Sono anni che chiedo di piantarla coi teatrini dei movimenti, predicatori di internet, associazioni, grilli, agnoletti, benettazzi, chiesaioli, barnardini, beni comuni, noTavolani, twitteri ecc. Sono anni che dico che si deve studiare come pazzi e poi reclutare cervelli eccezionali almeno fin dove ci è possibile. Bisogna reclutare imprenditori e fargli capire che siamo nella stessa barca, noi dipendenti e loro, e da questi farci sponsorizzare quei cervelli, cioè creare Fondazioni e Think Tanks che lavorano per noi. Vi ho portato a Rimini cinque esperti proprio per impostare un flebile inizio su livelli di grande professionalità. Non sto vedendo nulla di competente nascere da ciò, solo fuffa di internet e gruppi che dopo 5 pagine di MMT già pensano che a Citigroup gli tremano le gambe a leggerli nei blog.

 

Impietoso quanto veritiero. E’ proprio così. La nuova realtà ci offre oggi, in Italia, una miriade di liste civiche, pseudo raggruppamenti, collettivi, movimenti, i quali –nella migliore delle ipotesi- non saranno in grado di prospettare nessuna alternativa né fattibile né credibile per il semplice motivo che latitano di pensiero intellettuale, di Cultura, cavalcati, alimentati da chi manipola il disagio attuale già pregustando di realizzare la propria ambizione nel divenire (se va bene) dei ben accolti valvassi o valvassori nel Nuovo Medioevo Eterno che hanno intenzione di costruire per noi.
E’ necessario un altro passo. Un’altra mentalità. Bisogna mettersi in gioco personalmente, individualmente, esistenzialmente, anche a costo di correre il richio di rinunciare ai minimi argini di sicurezza ottenuti finora. Perché è chiaro come il sole che anche quelli, in breve tempo, verranno risucchiati via dalla marea. Mica avvertiranno prima.

Sostiene il Re degli indignati contestato:

Guardate che per loro noi non siamo neppure cacche. Una cacca non è alcun pericolo, ma almeno la noti. Non essere neppure cacche significa che proprio noi, per loro, non sussistiamo. E devo dire che dal loro punto di vista, il punto di vista del Vero Potere, in effetti non può che essere così. Questo siamo, o sarebbe meglio dire non-siamo, io, voi, ovvero tutti quelli che sono nati cittadini comuni con occupazioni comuni e che poi più tardi hanno scoperto che esiste il Vero Potere Neoclassico, Neomercantile e Neoliberista, e che si sono decisi a combatterlo. Per il Vero Potere non siamo neppure una cacca letteralmente. Non si sono mai curati neppure di sapere se esistiamo o no. Vi scrivo questo solo per darvi il senso realista delle proporzioni fra gli schieramenti in questa lotta, perché sono veramente stanco di far parte di sto circo della rete dove forse proprio nessuno ha capito quanto seria è la questione di come affrontare il Vero Potere. Io sono nel web non per scelta, sia chiaro, sono qui al confino, costretto all’esilio in sto luogo, che detesto, dalla censura di chi sui media non mi vuole più neppure in fotocopia, cioè tutti. Voi potete fare quello che volete, mentirvi quanto volete, essere ridicoli eppure credere di essere in gamba, ma io sono stanco, non ne posso più di movimenti, di predicatori di internet, di associazioni, grilli stellati, agnoletti, benettazzi, chiesaioli, barnardini, beni comuni, noTavolani, twitteri ecc. Non ne posso più di internettari tossici all’ultimo stadio che mi scrivono “Barnard ha visto sto video? Sconvolgente!!!! Cosa ne pensa?????”. My God! Adesso lo guardo e poi chissà che cosa succedeeeeee. E quelli che aprono le pagine su Facebook… quelli lì, QUELLI LI’, tenetemi fermo…
Le proporzioni fra tutta sta agitatissima fuffa e loro, il Vero Potere, sono deprimenti come poche cose al mondo. Guardate, vi posso dire una cosa certa, ma certissima, ok? Nelle stanze di Citigoup o dell’IIF o di Business Europe o della Trilaterale, o della Exor, del Lotis, del WTO, di AXA, o di Carlyle, della Commissione UE nessuno mai neppure per 30 secondi ha pensato una sola volta a tutti voi movimenti, predicatori di internet, associazioni, grilli, agnoletti, benettazzi, chiesaioli, barnardini, beni comuni, noTavolani, twitteri ecc. Cioè, detta alla bruta, non ci cagano neppure di striscio, proprio mai coverti, come dicono i veneti. Zero.

 

Personalmente parlando, negli ultimi mesi mi è capitato di partecipare a diversi incontri, seminari, colloqui, confronti, di quella che sta diventando la nuova moda sociale collettiva italiana del 2012: un nuovo partito “diverso” dagli altri. Ma il linguaggio è sempre lo stesso, anche se, nei migliori esempi, è semplicemente camuffato; tanto, la maggior parte delle persone è convinta che la Cultura sia Wikipedia, le striscette di facebook, e qualche bel discorsetto intinto delle nuove parole d’ordine che oggi fanno il nuovo mercato della politica: bene comune, condivisione, diritto alla cittadinanza, no alla casta, no ai privilegi, ecc. Basta usare queste parolette “magiche” e sono tutti contenti pensandosi rivoluzionari. Sempre mercato della politica è. Ormai abbiamo neo-miliardari che guidano le rivolte, esponenti della casta che costruiscono associazioni contro la casta, analfabeti che parlano di Cultura, e presentatori televisivi che si sono auto-eletti a maitre de penser presentandosi come la neo classe di intellettuali.

La soluzione sta nel capovolgere questo meccanismo per ritornare dal mercato della politica alla politica del mercato. La finanza oligarchica non è mercato: chi lo crede è caduto vittima di un falso ideologico. Tant’è vero che per loro non esiste la legge della domanda e dell’offerta, il rapporto prezzo/qualità, il costo sociale. Viaggiano secondo altre coordinate il cui fine è (lo spiego qui in maniera sintetica e divulgativa) politicamente  “abbattere la logica centrale dell’economia del libero mercato nel nome del libero mercato” un paradosso che sta costruendo una società insensata, per cui è necessario riappropriarsi del Senso per poterla combattere. Ma senza Cultura non c’è acquisizione del Senso. 
Dal punto di vista economico, il loro obiettivo consiste in  “eliminare il concetto di classi sociali, di concorrenza, di competitività, per dar vita a una società economica formata da due uniche classi riconoscibili: schiavi e cupola finanziaria oligarchica che stabilisce chi deve produrre e chi no e come lo deve fare e per quanto e fino a quando”.

 

 

L’articolo di Barnard mi ha ricordato un aneddoto che mi ha raccontato un mio amico argentino a Buenos Aires, tre anni fa, quando ancora vivevo in Argentina. Perché ha a che vedere esattamente con ciò di cui parla Barnard. Guillermo (così si chiama il mio amico) è un professore di pedagogia infantile, un consulente del governo nella sezione istruzione pubblica ma ha partecipato a molte riunioni di governo della coppia Kirchner, soprattutto all’inizio quando era anche sottosegretario ai beni culturali. Mi raccontò quando i Kirchner presero il potere e una volta insediati, dopo qualche mese, ricevettero la delegazione della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, allora guidato da Dominique Strauss Kahn. All’uscita dalla riunione, i Kirchner erano sbiancati. Lui, Nestor, più sanguigno, iroso e viscerale della moglie (e meno colto) capì subito come si erano messe le cose. Disse, per l’appunto, a Guillermo “io so soltanto che non ho capito nulla di quello che hanno detto, ma proprio nulla; ma una cosa, questa sì, l’ho capita: questi si portano via tutta la repubblica argentina, compresi i ghiacciai del polo sud. Siamo davvero nella merda”. Sua moglie, invece, più accorta (una solida sindacalista) si confidò con i consulenti intimi e fedeli, alcuni dei quali, ammisero perfino di essere stati convinti sia dalla Banca Mondiale e dal FMI che l’attuazione del loro piano era una bella cosa. “Ci spiegarono” mi raccontò allora Guillermo “che per riprendersi dalla nostra catastrofica situazione visto che eravamo andati in default e stavamo barcamenandoci ma non riuscivamo a trovare il bandolo della matassa, bisognava opera una manovra che consisteva nell’attuare delle strategie neo-liberiste di grande austerità e rigore, comprimendo la spesa pubblica per non avere inflazione; convincere a fare altrettanto ai boliviani, cileni e uruguaiani, con i quali poi –con la benedizione dell’Europa- avere una moneta unica nuova che avrebbe anche potuto emettere dei bot che sarebbero stati garantiti dalla BCE che avrebbe anticipato i soldi gestendoli. In pratica, dal punto di vista economico diventavamo una piazza finanziaria dell’euro”. 

Gli argentini si resero conto che non avevano la cultura tecnico-specifica adeguata per poter rispondere in maniera argomentata. Nestor Kirchner era furibondo. Guillermo mi raccontava che “dava l’impressione di essere uno messo all’angolo; ammetteva di non aver capito niente ma allo stesso tempo andava in giro a dire ci hanno preso per degli indiani con la piuma in testa e si presentano da noi con gli specchietti magici, una frase che aveva fatto il giro della classe politica. Ma Cristina, invece, che non aveva incarichi di responsabilità, ma aveva il potere sul capo del governo che esercitava in camera da letto, ebbe una fulminante intuizione. Convinse il marito a darle carta bianca per trovare le persone giuste, nel frattempo che acquistasse tempo con gli europei. Ed è quello che fecero”.

Cristina si fa un giro internazionale e si rivolge a Joseph Stieglitz, ma non si capiscono. 

Si fa presentare a Paul Krugman, il quale le spiega che essendo il responsabile dell’economia per la elezione di Obama (eravamo tra il 2005 e il 2006) non poteva occuparsi della questione, ma le consiglia vivamente Christina Rohmer, una sua allieva, divenuta ordinario di economia finanziaria applicata all’università di Berkeley  in California. Cristina la chiama e si piacciono subito, anche perché la Rohmer era diventata bilingue e parlava perfettamente lo spagnolo. E così, Cristina (l’argentina) vola a San Francisco e si incontra per dieci giorni con la Christina (l’americana). Chiudono un accordo. Ritorna in patria e comunica al marito l’esito, ma lui non ne vuole sapere perché odia gli statunitensi dato che loro avevano appoggiato la dittatura militare 15 anni prima. Ma lui era molto innamorato e lei lo convince, nonostante avesse tutto il partito contro. 

Mi raccontava Guillermo “Lì si è giocata la sua carriera politica. Un mese dopo, arriva la Rohmer con 12 consulenti personali al seguito, piuttosto giovani, tutti bilingui. Ma c’era soltanto un  economista, tutti gli altri erano esperti in diritto internazionale, diritto finanziario, diritto legale tra nazioni. Si sono chiusi in un ufficio e lì per quindici giorni, insieme ai consulenti del governo argentino hanno letto e spulciato tutte le proposte della Banca Mondiale, della BCE e del Fondo Monetario Internazionale. Un mese dopo convocano la riunione con gli europei. Io stavo lì.  Il gruppo dei consulenti (soltanto tre parteciparono) vennero presentati come personalità di governo. Si comincia la riunione e a un certo punto, dopo un segnale, uno degli uomini della Rohmer prende la parola e comincia a contestare i punti uno per uno, spiegando perché non funzionavano ed erano illegali. Inizia una discussione che si protrae davvero molto a lungo. Gli europei decidono di rimanere altri due giorni invece di un solo pomeriggio. E il giorno dopo ricominciano. Finchè al terzo giorno, alla fine gli europei chiedono: insomma, che cosa avete intenzione di fare? E allora viene consegnato il piano della Rohmer. Gli europei lo bocciano subito dicendo che è una follia che distruggerà il paese in due anni. Loro tengono duro. Inizia un battibecco. Alla fine uno dei tre minaccia gli europei: avete violato dei comma specifici del diritto internazionale e adesso ve lo dimostriamo; come stato sovrano noi siamo in grado di poter denunciare al tribunale internazionale dell’Aja la BCE. Vi facciamo causa per 50 miliardi di euro, per voi è una cifra ridicola, a noi ci basta. Ricominciano a discutere. La mattina dopo, gli europei accettano le condizioni argentine”.

Dopo tre giorni i consulenti legali se ne vanno e ritornano in Usa. La Rohmer, a quel punto, fa arrivare gli economisti keynesiani che gestiscono per quattro mesi di seguito, insieme al governo, le modalità di esecuzione del piano economico che in quattro anni porta l’Argentina dal 45esimo posto al mondo come solvibilità e potenza economica al 12esimo.

Oggi,a  Buenos Aires, sono nate due specifiche università dove studiano soltanto il funzionamento dei meccanismi perversi della finanza speculativa applicata. Per accedervi, bisogna già essere laureati in Economia e in Diritto Internazionale.

 

 

Per questo motivo mi è piaciuto l’articolo di Barnard.

 

Non prendetevela per il suo tono un po’ burbero.

E’ fatto così.

Ma ha ragione al 100%.

 

Se veramente volete fare qualcosa di propulsivo, mettete su un gruppo che si occupi UNICAMENTE di trovare la strada vincente per andare a bussare in Confindustria e spiegar loro che devono investire immediatamente qualche milione di euro per lanciare dei think tank italiani.

E’ la strada più veloce e facile da percorrere.

Ma lo devono fare subito se ci tengono a salvare l'industria nazionale.

Crea lavoro, occupazione intellettuale, ma soprattutto produrrà idee.

Senza di quelle, vincono gli altri.

Tutto il resto, come dice Barnard “è fuffa”.

Mascherato, più o meno, dalla tintura inzuppata nel brodo mediatico che va di moda in questo specifico momento.


55 commenti:

  1. Si', sono d' accordissimo, ma che cosa vorrebbe Barnard in concreto dalla gente che lo legge? Non e' che uno diventa improvvisamente furbo e allora telefona a Krugman e quello gli dice subito a quale allievo rivolgersi; e' vero che e' urgentissimo che si impari tutti a caoire l' economia e la finanza ma ammesso che si cominci tutti insieme da lunedi' prossimo ci vorranno dai cinque ai dieci anni nella migliore delle ipotesi per poter riuscire a capire le mosse del Vero Potere di cui parla Paolo.
    E allora perche' nessuno che abbia i contatti giusti comincia a contattare quelli che potrebbero veramente dare una linea di azione comune?
    Io ero pronto nei miei limiti a offrire un contributo economico ai grillini e a seguirli piu' da vicino; mi sono informato, ho fatto delle domande e ho capito che di sconomia non hanno non dico un esperto valido ma nemmeno qualcuno che sappia l ' abc; alcuni bravissimi professori di universita, che tengono dei blog si limitano a spiegare, illustrare e criticare.
    Che vuole con le sue intemperanze rivolte ai suoi stessi lettori Paolo Barnard? Cosa aspetta 'lui' a cooptare degli economisti i-ta-lia-ni che possano guidare un movimento di gente che allo stato puo' solo iniziare vagamente ad aprire gli occhi?
    io e la maggioranza dei cittadini non possiamo ne' metterci a fare l' economista in pochi mesi ne' cooptare professori di economia e di diritto internazionale per costituire una task force da opporre al Vero Potere. Posso pero' capire molto bene chi organizza movimenti seri o non seri e quando li vedro', quelli seri, saro' pronto ad offrire il mio contributo. Per adesso vedo solo grillini vaffanculanti, professori soloneggianti e Barnard sproloquianti ossia il miglior brodo di coltura per il ritorno, che stiamo osservando a Genova e in Grecia, degli estremismi di destra e di sinistra.

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    1. sono d'accordo con te su alcune parti della tua argomentazione; anch'io nel mio campo ho fatto come te e ho contattato dei grillini (campo cultura/mass media)ma non sanno nulla di nulla, brava gente non lo metto in dubbio ma non hanno la benchè minima idea del concetto base di creare mercato. Paolo Barnard non può cooptare nessuno perchè nessuno lo riterrebbe attendibile. Il punto centrale dell'argomentazione di Paolo Barnard (se ho ben capito)consiste nel richiamare chi lo segue sul fatto che l'unica strada da percorrere in questo momento non consiste nel seguire Landini e organizzare cortei, bensì nel precipitarsi -se uno può- per svegliare gli imprenditori decorosi per mettere immediatamente in campo forze intellettuali e operative, proprio perchè (e sono d'accordo con te sulle ultimissime righe del tuo commento) in questo vuoto pneumatico nel quale siamo andati a finire, gongolano gli estremisti, e la disperazione priva di elaborazione finirà per produrre mostri sanguinosi. Paghiamo il prezzo del mancato investimento sulla cultura e sulla ricerca. Bisogna voltare pagina subito. Le scuole verranno dopo. Ma è necessario un cambio di passo da parte di chi -ha ancora una testa pensante- e sta dentro i meccanismi del mercato, tipo confindustria, case editrici, fondazioni, ecc. L'industria dell'indignazione si è ormai smascherata, sono necessari sistemi operativi più avanzati.

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    2. Se Paolo Barnard la smettesse di fare il messìa, e di adoperare i toni farneticanti che è solito usare, si accorgerebbe che la MMT che lui propone può funzionare solo negli Stati Uniti

      http://vocidallestero.blogspot.it/2012/05/born-in-usa-mmt-e-sovranita-monetaria.html

      e che c'è chi, come il prof Bagnai, il cui blog (goofynomics.blogspot.com) consiglio a tutti coloro che vogliono capire cosa stia accadendo all'Italia da quando fa parte dell'euro, che cerca di fare opera di divulgazione in maniera colta ed intelligente, senza indulgere in vittimismo e con una dose di narcisismo abbondantemente inferiore. Tra l'altro, è proprio grazie a goofynomics che ho scoperto il suo libero pensiero.
      Adoperare certi toni e certi atteggiamenti rischia di procacciare adepti alla parte opposta.
      Con grande stima
      Mario Bevilacqua

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    3. Sergio, chi li chiama sti industriali? Io non li conosco, tu hai il cellulare di qualcuno?
      Ci vogliono forse industriali ma soprattutto fior di professori universitari e anche li' non li coosco ne' ho titolo per dirgli di darsi una mossa. Pensa che l' ho fatto con uno molto bravo e si e' limitato a scrivere pubblicamente che ad alcuni post non poteva rispondere perche' per adesso non era interessato alla cosa. Ed evidentemente e' uno di quelli bravissimi che amano farsi una piccola corte di aficionados per passare iLl tempo a fare la ruota del pavone. La stessa che fa Barnard e che fanno tutti su internet.
      Insomma io sto qui pronto a contribuire anche solo facendo la guardia ai
      Bidoni di benzina, se qualcuno fa una singola proposta concreta ci saro'. Mi spiace di essere costretto a farmi gli affari miei e basta ma accodarmi a gente come i grillini non signidfica niente.
      A proposito, tu sei linkato spessissimo nel sito del G.O.D. Mi sai dire perche' di quel famoso libro di Magaldi che doveva uscire a marzo non si vede traccia? Ho sentito parlare Magaldi alla radio e su youtube e non avevo dubbi che quel libro non sarebbe mai uscito pero' e' un errore perche' se si sanno veramente certe cose e si ha a cuore il destino della democrazia lockiana e voltairiana sarebbe opportuno svegliare illuministicamente il popolo. Poi se non li frequenti proprio come non detto.

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    4. Si' Alberto Bagnai e' eccezionale pero' sta la a fare il professorone. La gente ha bisogno di economisti e giuristi preparatissimi che dettino la linea invece ci sono solo i Grillo a urlare i vaffanculo o i sapienti che sdottoreggiano dalla torre d' avorio. Tutti a dire che il Vero Potere come dice Barnard o la classe dominante come dice Bagnai su youtube stanno tentando di sottomettere definitivamente i lavoratori pero' nessuno si imoegna in orima oersona per dare ai cittadini i mezzi per confrontarsi con questo Potere. Benissimo io non sto affatto messo male quindi se si vuole che io continui a farmi i fatti miei non ho grossi problemi. Peccato oerche' questa e' una curva a gomito della storia e se non si reagisce compatti oggi tempo meno di 50 anni sara' tutto finito pwr sempre.

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    5. @Mario...anch'io penso che la MMT sia inapplicabile in Italia, mentre invece in Usa avrebbe delle potenzialità; sono sempre stato scettico sulle teorie esportate e concordo sul fatto che Bagnai sia un accurato ed eccellente economista che ben conosce il nostro paese.......@anonimo, del libro di Magaldi non so nulla, l'uscita viene rimandata di continuo, non so che cosa dire, bisognerebbe chiederlo direttamente a lui......@anonimo....tu dici che "pero' nessuno si impegna in prima persona per dare ai cittadini i mezzi per confrontarsi con questo Potere" è vero, sono d'accordo. Il problema, in questo paese, riguarda proprio la assoluta necessità di un cambiamento mentale nell'approccio e sono necessarie strutture, ma ci deve essere anche la volontà e una modificazione individuale di comportamento. Non è certo un caso che l'accesso al mercato editoriale è praticamente chiuso e blindato e non c'è nessuno -ma davvero nessuno- che osa neppure menzionare il problema. Non troverete mai un libro stampato e distribuito che parli della "casta dei media e delle case editrici". Quando l'ho detto all'autore originale de "la Casta" (Sergio Rizzo) mi ha risposto: "Mica sono scemo, io pubblico da Rizzoli" ma lui è considerato una psecie di rivoluzionario indignato che denuncia tutti. In verità è un modesto signore che ha trovato un orticello e non propone nulla di scomodo. Questa è una nazione molto cinica, individualista, per lo più indifferente. Piangono i suicidi, ma la maggior parte di quei morti, se fossero andati a chiedere aiuto a coloro che oggi li piangono al funerale avrebbero trovato la porta di casa sbarrata. L'indifferenza, il cinismo, l'esibizionismo, sono divenute caratteristiche di questa nostra etnia. E' questo che va modificato in senso evoluto, per cominciare ad aggregarsi socialmente con un fine comune: cambiare in meglio il paese

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    6. pienamente d'accordo con le sue valutazioni finali

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  2. Per me rimane sempre un grandissimo pezzo di merda..le sue capacità comunicative sono uno zero, perchè invece di farsi capire è solo capace di creare rabbia e confusione..
    Senza contare che pensa che "solo lui ha le soluzioni", quando auspica che ogni nazione torni alla sua moneta, il che sarebbe deleterio a livello di macro-economia.
    E poi, un'ultima cosa..come pensa che i messaggi della MMT arrivino ad altre persone, senza internet, dato che tutti gli altri mezzi di comunicazione sono pilotati?
    E' semplicemente un idiota che, guarda caso, ha scoperto la ricetta, altrimenti saprebbe solo sbraitare...come quando chiedeva a Berlusconi di non lasciare la poltrona.
    Rimane la mia opinione.
    Che poi ci si debba attrezzare per studiare, non ce lo deve dire lui...visto che parla solo con il 0.2% che lo osanna acriticamente!
    Preferisco mille volte la tua sensibilità e arguzia, Sergio..
    Bye

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    1. Sono d'accordo sul fatto che non ha capacità comunicative ed è smaccatamente esagerato ma ha ragione quando spinge la gente a mettersi in gioco personalmente. Certo, va aggiunto che lui ha cominciato a denunciare le malefatte del Potere Vero quando è stato colpito; è un po' come quelle persone che si rednono conta che la sanità non funziona soltanto dopo che sono state ricoverate in ospedale........

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    2. Poverino..allora sta così sbroccato perchè non ha trovato nessuno al momento del bisogno....
      Non riesco ad essere tenera con lui.

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  3. Se poi, qualcuno, vuole darmi il numero di cellulare della Marcegaglia, io ci provo..Ma tanto, anche lei, ormai, è storia..Presto verrà sostituita da Squinzi, che ha già detto che è per gli Stati Uniti D'Europa..
    Ed, infine..mi ricordo che tu avevi scritto di un economista che la Rohmer aveva indicato come probabile ministro per Monti(quando ancora si poteva sperare che potesse fare il miracolo..)..Contattare lui?

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    1. Barnard è sicuramente esagerato ma non fare l'errore anche tu di esagerare al contrario,in fondo lui un servizio (l'informazione) ce lo dà

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  4. L'unica cosa che vorrei chiedere al pur ottimo Modigliani è questa: se Barnard e la MMT non riescono a convincere al 100% neppure tutti i 2000 assistenti a Rimini, ci vogliamo chiedere perchè?
    Non sarà che ci sono molti che pensano sia un grosso errore rincorrere quello che Barnard chiama il Vero Potere combattendolo con le sue stesse armi? Che si diventa come loro? Che la vera sfida è un NUOVO modello economico, non una teoria di belle promesse ma tagliata su misura degli USA, che ripropone il solito Business As Usual del capitalismo?
    Non sarà che molti credono che questa crisi, stante il modello attuale basato su crescita e profitto (e che la MMT non rinnega), non finirà mai?
    Fra l'altro, certe cose le diceva anche lui lo diceva fino a un paio di anni fa.
    Poi aggiungi il "tono burbero", e la frittata è servita.
    E sull'Argentina, informatevi dagli argentini per capire qual'è la vera situazione. Nessuno nega l'evoluzione democratica e partecipativa di quel Paese. Ma chi ha un minimo di cervello, sa bene che si sta gonfiando una bolla economica gigantesca, perchè ciò è nella stessa natura del capitalismo. Fra 10 anni ne riparleremo dell'Argentina, e non credo sarà un bel parlare.

    I problemi non possono essere risolti dallo stesso livello di conoscenza che li ha creati.
    A. Einstein

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    1. Non è un caso che lo zoccolo duro di "occupy wall street" ha rinnegato la MMT theory perchè stanno cercando di sviluppare nuove elaborazioni di idee per vedere se esistano delle alternative complessive "altre" e hanno cominciato, per l'appunto, comportandosi in maniera diversa, con una logica altra di aggregazione, è un fenomeno interessante. E' il modello complessivo che non funziona. Per quanto riguarda l'Argentina, se è per questo avranno guai seri anche tra 5 anni, ma nel frattempo non si può sottovalutare il fatto che intanto hanno liberato milioni di persone dalla oscena schiavitù della fame e della miseria e la società ha cominciato a cambiare certi presupposti...

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  5. sono d'accordo, la sua comunicazione è un disastro, però è bravo nel cercare di dare uno scossone alla gente spingendoli a mettere in gioco se stessi in prima persona

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  6. Basterebbe che lo Stato, sopperisca dove il privato non arriva..e che, magari, finalmente, lo Stato tornasse a "competere" coi privati..mentre negli ultimi 20 anni gli si sono stesi a tappetino, davanti, dicendo "depredateci"!
    Si deve essere liberi di fare mercato e speculare in finanza,ma si devono sempre rispettare le regole e le leggi degli Stati e i diritti delle persone! Non è possibile che uno Stato non assicuri i suoi servizi e che sia talmente tanto scoperto contro la speculazione.
    E già solo questa, come condizione, sarebbe tornare alla normalità. La MMT, funzionerebbe, non Italia, ma in Europa, se il governo dei futuri Stati Uniti d'Europa, riuscisse a tenere sotto controllo l'inflazione, con politiche che alternino progressismo e austerità dove serve per i cittadini, non per le lobby.
    Tornare alla normalità..questo servirebbe.
    Uno Stato o un Governo Centrale degli Stati, deve pensare ai cittadini, a ciò che gli manca per dar loro una percezione di benessere basato, non sull'opulenza e di quello che si possiede, ma su ciò che veramente serve per campare con dignità. Dovrebbero essere il minimo! Altrimenti, che cavolo le paghiamo a fare le tasse???

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  7. Che fine ha fatto costui?
    http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2011/11/e-luomo-giusto-al-posto-giusto-nel.html

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    1. l'hanno subito eliminato perchè non avrebbe mai approvato nulla della manovra di Monti, il che dimostra che Monti è soltanto un esecutore, neppure conosce la differenza tra un economista e un altro

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    2. o forse Tabellini non è proprio quello che credete che sia... > http://goofynomics.blogspot.it/2011/11/keynes-vs-tabellini.html

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  8. Eliminato, in che senso..?
    E "riesumarlo"?
    Magari lo presentiamo a Barnard, così si calma un pò...?

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  9. Ho letto l’articolo su CdC (ComeDonalduC visto che è una succursale del sito del Donald suddetto).

    Che lezioni deve dare un borghese col culo protetto ( tale si è autodefinito il Donald e ha definito Chiesa, ora nuovamente cacca…..) ?
    L’accostamento mi ricorda angelo cecchelin, come lo cantava Paolino Rossi (Rossi e basta) “ beati gli affamati di giustizia perché saranno giustiziati”.
    Ma che ne sa culo protetto Donald di queste cose, lui che può parlare e sparlare senza pagare mai pegno ?

    Non metto in dubbio la ricostruzione di come andarono i fatti in argentina… ma da qui a Donald e ai due punti da te isolati ce ne passa.
    Mi ricorda tanto Troisi “ ora che c’è lui i treni viaggiano in orario” e c’era bisogno di farlo duce, lo facevano capostazione”
    http://digilander.libero.it/webtroisi/pagine/battute%20le%20vie.htm .

    Ora leggo che Bisogna reclutare imprenditori . C’è un Olivetti dietro l’angolo ?
    Prima Donald voleva reclutare i politici … Ha trovato il Kirchner italico ?

    A queste categorie chi mandiamo con le due invenzioni per farsi crescere un po’ di capelli o per provare meno dolore (per gli italiani sicuro, per se stessi forse ) ? http://www.youtube.com/watch?v=k2y8U_6UuQ4

    Nasce prima l’uovo o la gallina ? MI spiego: Kirchner fu votato per fare quelle cose ( che il consigliere sia stato di letto è meglio ancora, beato lui) o le fece di testa sua e contro chi lo aveva votato ?

    Gli emissari Banksters in argentina con chi andarono a parlare ? Coi politici o cogli industriali ?

    Dove sta la genialità se tu stesso hai detto tutto il fallimento di Donald ?

    Ho letto su un sito, per la riflessione generale.
    Domanda finale: come è che le rivoluzioni colorate sono partite da blog e “social forum ” inventati lì per lì mentre qui i blog e siti “liberi ” non riescono a fare niente ?
    Solo un problema di soldi o un problema di controllo (o etero controllo) e programmazione ?

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    1. Eh, si', andare a bussare ("bussare" e' significativo anche se non si specifica con o senza cappello in mano) a confindustria (lol) per chiedergli di pagare di tasca sua un think tank che possa dar voce a un movimento popolare che nasca dal basso (ahr ahr ahr) e' di gran lunga la migliore che abbia mai sentito. Altri blog suggeriscono di suonare il campanaccio di una diocesi a scelta per convincerla a investire un vescovo (ancora da designare) del doloroso compito di farsi carico dei bisogni dei cittadini senza guida. Altri ancora propongono di citofonare a un partito politico che dia finalmente voce alla richiesta degli italiani di cancellare il finanziamento pubblico dei partiti.

      L, altra molto spassosa e' quella in cui si dice che in Argentina si oensa ai bisogni dei cittadini e li si salva dalla fame. Ragazzi, fatevi una vacanza a Buenos Aires e verificate di persona. Nella mentalita' argentina e sudamericana in genere il popolo vale piu' o meno come un servo della gleba nel medioevo da noi; li' la gente lavora 16 ore al giorno, otto col lavoro normale e poi si stacca e altre otto col tassi'. Si', hanno acquisito una maggiore indipendenza come paese ma le condizioni della gente sono semplicemente allucinanti e lo resteranno per decenni. C' e' poco da disquisire, chi ha dei dubbi vada di persona

      Comunque avete letto di quello che ha detto Barnard, no? Quindi il Vero Potere si avvale di un grande vantaggio e cioe' l' esotericita' dell' economia e della finanza, giusto? A uno gli verrebbe in mente che fra le tante materie scolastiche economia e finanza non ci sono, che forse non e' un caso che non le si faccia studiare ai ragazzi che da grandi potrebbero rendersi conto di cio' che gli stanno tramando sotto il naso, che forse se si fanno i discorsi di Barnard bisognerebbe in primo luogo dire a gran voce che economia e finanza vanno messe nel programma di studi a partire dagli 11 anni...nulla di tutto questo.
      Ma in fondo non serve...e' sufficiente bussare a confindustria...o forse scampanare alla diocesi...citofonare al partito.

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    2. rispondo alla domanda finale che trovo molto interessante e strategicamente attuale: la maggior parte dei blog e dei siti italiani sono robbetta che serve a raggranellare qualche euro e sopravvivere, con materiale riciclato, articoli rubati o copiati e quindi del tutto privi di qualunque forma di creatività e di originalità e di spontaneità, altri sono tutti strutturati a libro paga da partiti, istituzioni e gruppi consolidati (certo non lo vengono a dire in pubblico)basti pensare che solo il PD ne mantiene circa 10.000 in Italia, hanno a disposizione decine di migliaia di aspiranti giornalisti disoccupati che riempiono la rete di vera e propria immondizia quotidiana e che lavorano per centesimi -quando va bene-; altri ancora sono centri di diffusione di falsi ben congegnati mescolati a calunnie e diffamazioni di persone scomode. Il tutto vigorosamente alimentato dall'aspetto peggiore -purtroppo ormai genetico- della nostra etnia: il cinismo. Al quale bisogna aggiungere il classico spirito piccolo-borghese dove si mescolano l'invidia sociale e quella psicologica. In Italia è quasi (sono ottimista di carattere, quindi ho messo "quasi") impossibile produrre originalità, novità e modelli di comportamento o di linguaggio avanzato perchè scatta immediatamente un meccanismo di dietrologia professionale automatica (ormai naturale)abituati come siamo stati nei decenni a essere truffati regolarmente da tutti. Non è che in Italia "c'è sfiducia nei partiti e nelle istituzioni", è peggio: C'E' SFIDUCIA IN TUTTO E TUTTI. A questo bisogna aggiungere il fatto che la massa ha incorporato un concetto subliminale berlusconiano sia della conoscenza che dell'informazione che della cultura che del merito, per cui non riescono proprio più a distinguere il Valore Umano dall'Apparenza. Un esempio: uno dei siti più nefasti nella costruzione di decadimento totale sia del linguaggio che dell'intelligenza argomentata che dell'informazione razionale è Dagospia: ha fatto scuola, generando degli autentici mostri. Il suo ideatore è tuttora orgoglioso di sostenere il principio informativo da lui stesso enunciato "abbiamo aperto una nuova forma di comunicazione, abbiamo aperto una nuova strada, oggi, infatti è chiaro che ciò che oggi è gossip domani diventa notizia".

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    3. (segue)....E su questa industria ci si sono buttati tutti, alla quale ci hanno aggiunto poi (soprattutto negli ultimi venti mesi) quella che Barnard con termine mediatico "esatto al millimetro" ha definito -già nel 2008- "la genesi italiana dell'industria dell'indignazione" perchè l'indignazione oggi fa mercato e quindi è diventato un business che, non a caso, viene gestito in prima persona da privilegiati della casta che producono una quotidiana e sistematica immensa quantità di materiale contro il privilegio di cui loro ne godono i benefici. E' una nazione nella quale la malafede è diventata la Norma, e non c'è da stupirsi, visto il presidente del consiglio che abbiamo avuto per tanti anni. Bisogna anche aggiungere una ennesima malattia italiana, quella della mancanza di professionalità mescolata a una inconscia tendenza alla corruzione che vive di presenzialismo e protagonismo diffuso. Con annesso il vittimismo, la piagnucoleria e l'attribuzione di responsabilità sempre a soggetti terzi. La stragrande maggioranza dei siti italiani recano tutti la sottodicitura "quello che gli altri non vi dicono" e dicono le stesse identiche cose di tutti: è puro mainstream. Presentato come alternativa. Cambierà tra breve, perchè ci sono in giro ancora troppi soldi. Quando la festa sarà finita e la gente vorrà davvero ascoltare argomentazioni elaborate, e affidarsi alla cultura invece che alla chiacchiera e all'apparenza siglata da qualche brand alla moda overground oppure underground (tanto è uguale) allora il mercato si calmerà perchè si calmierà. Pensavate che 20 anni di presenza contundente di Berlusconi sul mercato della comunicazione con la totale asservita presenza complice di PD & co. sarebbe svanita evaporando?

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  10. Io credo che ognuno dovrebbe fare il proprio mestiere, e bene. Gli intellettuali, menti pensanti e non narcotizzate, ancora ci sono, e dovrebbero staccarsi dai libri per un periodo, uscire dagli eremi in cui si sono rinchiusi. E' tempo di smetterla di rimanere a guardare il popolo dall'alto, come se la cosa non li riguardasse, perché se hanno ancora un po' di coscienza è tempo di sporcarsi le mani, ed agire, altrimenti saranno colpevoli anche loro, ed avranno solo il privilegio di assistere coscientemente all'opera di cinesizzazione del popolo. E' ora di agire.

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  11. ciao sergio, ho scoperto barnard una decina di giorni fa,e ho intenzione di approfondire i suoi temi. sono appena all'inizio dell'inizio, ho letto solo alcuni suoi post nel suo blog, in "Alcune considerazioni su", e sto leggendo i post relativi a "Nonna ti spiego la crisi economica", come semplicissimo e generalissimo antipasto alla (spero e credo) più completa e complessa lettura di "Il più grande crimine". Ho intenzione poi di proseguire guardando i video del convegno di Rimini e leggendo i materiali sul sito di democraziammt. almeno per farmi 1 idea. Confesso che solo leggendo i suoi post sorgono dei dubbi ad ogni riga su tutto ciò che si ha studiato sinora e che si conosce su economia e finanza. proprio per trovare risposte a questi dubbi non vedo l'ora di leggere Il più grande crimine, per vedere dettagliatamente ciò che Barnard sostiene. Volevo chiederti prima di tutto se tu l'hai letto, se ritieni attendibili i contenuti,se credi sia vero che a un certo punto, esprimendomi con il linguaggio di Barnard, le elite del vero potere sono riuscite ad imporre il dogma secondo il quale il debito di uno stato con propria moneta sovrana fosse 'pubblico', nel senso che da quel momento in poi sarebbero stati i cittadini a doverlo ripianare.
    in secondo luogo, volevo chiederti se hai partecipato al meeting di rimini, se hai intenzione di firmare la denuncia di Musu, se ritieni che sia utile, in cosa ritieni che possa essere utile.
    io ho cominciato a masticare un minimo di economia solo da quando ho sostenuto l'esame di economia politica all'università, a 19 anni, ora ne ho 24.pensavo che debito pubblico e deficit pubblico fossero la stessa cosa fino a quell'esame, sapevo pochissimo di molte dinamiche,ora almeno ho un minimo di conoscenze grazie alle quali riesco a seguire e capire le dinamiche attuali, sicuramente meglio di migliaia di miei coetanei.
    ma ora, anche quel poco che sapevo, quelle costruzioni mentali per me fondamentali per comprendere la realtà economico-finanziaria, rischiano di crollare per via di paolo barnard, e dei dubbi che mi sta facendo sorgere, ai quali ho forte bisogno di rispondere!
    leggendo la sua biografia,ho pensato che non è un pirla complottista qualsiasi,e sono proprio i suoi precedenti professionali ad avermi convinto a leggere almeno i suoi scritti,per farmi una idea.
    dunque, in generale, tu che sei sicuramente più preparato di me in materie economiche-finanziarie, e che mi sembri dotato di spirito critico, cosa ne pensi delle intenzioni di barnard e degli scritti che ti ho citato?
    ti ringrazio tanto se potrai/vorrai rispondermi.
    Paolo

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  12. qualche giorno fa parlavo della barca che non puo' navigare senza marinai in gamba e Barnard dice lo stesso.

    lo volete sapere perche' non vi va giu' quello che Barnard dice?

    PERCHE' RIGUARDA OGNUNO DI VOI.

    vorreste stare seduti sul divano in attesa che qualcuno lavori al posto vostro per farvi stare bene ed invece LA VITA E' FATTA DELL'INSIEME DELLA QUOTIDIANETA' DI OGNI SINGOLO INDIVIDUO.

    questo non lo volete vedere, non volete fare niente per cui ve la prendete con chi vi chiede di fare qualcosa.

    lo accettate questo fatto? se si cambia qualcosa, altrimenti si continua cosi' con voi a lamentarvi con tutti quelli che non fanno qualcosa per voi mentre rimanete inattivi o ripetitivi al lavoro come dei robot (che e' uguale perche' essere ripetivi significa zero cambiamento).

    2 o 3 generazioni senza guerra, con la guerra meno perche' ha il grosso merito di eliminare in fretta il marcio. una selezione naturale come tante, non prendetela col vostro solito pregiudizio di questo e' bene e quello e' male.

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    1. è così...Barnard chiama in causa la gente spingendoli a vedersela con se stessi, e così la gente si incazza....la gente vuole prendersela con qualcuno e pretende che qualcuno (Il Duce, Che Guevara, metteteci chi vi pare) si prenda la briga di rappresentarli a seconda dell'illusione che si vuole covare

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  13. parliamoci chiaro,

    uno 0.1% di elite non puo' governare niente e nessuno a meno che il restante 99.9% non sia stupido (e lo e' per quello che vedo).
    guardiamo solo il boom che ha avuto facebook
    (il calcio, il lotto, le sccemenze in tv sono roba vecchia), queste sono le qualita' della gente, appiccicare decine di foto su di una pagina web e commentarle in modo assolutamente idiota.

    questi siete voi.

    dove volete andare con queste qualita'? pensate forse di scambiare le vostre foto con un'auto nuova?

    non funziona cosi' la vita..... io faccio questo tu fai quello e ce lo scambiamo, usando anche il denaro se ci fa comodo.

    quel denaro che la banca crea e poi lo rivuole indietro con gli interessi.

    1- ma se lo rivuole indietro io poi cosa uso negli scambi?

    2- e, il massimo dell'assurdo, ne rivuole indietro piu' di quanto me ne ha dato, ma io da dove lo prendo il denaro in piu'?

    non conoscete nemmeno questi due dettagli di base della truffa monetaria, nessuno di voi li conosce eppure e' matematica e logica da elementari, logica che non viene mai a galla fintanto ci si immerge nelle idiozie che create del quotidiano, da facebook fino all'infarcimento inutile di notizie tramite internet, notizie che non capite poiche' vi manca la conoscenza necessaria.

    eppure basta un minimo ragionamento coi soldi in mano per capirlo.
    due persone, una a smboleggiare l'insieme della banche nel pianeta ed una l'insieme delle persone che usano il denaro. provate a vedere cosa succede con le regole odierne.....

    questo solo un esempio dei tanti per capire il perche' lo 0.1% comanda, perche' siamo stupidi.

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  14. A me sembra che qualcuno non parta dalla realta' ma da qualche scalino piu' giu' o piu' su. L'Argentina e' un paese ricco, agricoltura, materie prime, e' un paese ad altissima immigrazione, meta' della popolazione e' di origine peruviana, paraguaiana, cilena, boliviana piu' la vecchia europea. Il loro stato sara' una brutta copia ma di quello inglese e francese.
    Noi siamo i poveri, noi viviamo della trasformazione di materie prime
    in prodotto industriale. Loro hanno pochi concorrenti noi anche troppi, siamo noi che siamo nei casini, Cina, India, ex paesi dell'Est.
    Con uno stato che rasenta il ridicolo, impedisce lo sviluppo, un vortice che risucchia tutto per continuare a vivere. I tempi dello scambio ineguale con quelle nazioni e' finito. La popolazione mondiale in continuo aumento continuera' ad arricchire nazioni come Russia, Canada, Brasile, Argentina. Noi ci stiamo riducendo a vendere prodotti di lusso come nel 600 e noi non abbiamo la possibilita' dell'argentino di fare altre 8 ore di taxi. A non essere "speciale", timbrare il cartellino e andare a fare un'altro lavoro.
    Io vedo sempre piu' gente andare a piedi e sempre piu' SUV.
    Gli industriali ci salutano e decentrano, loro hanno capito, le nostre menti pensanti hanno capito e se ne vanno.
    Keynes redivivo, l'MMT? Chiedete a Barnard, lui ci sta studiando sopra. Ha bisogno di un milione per pensarci meglio ma che ci vuole
    basta cambiare la parola industriali con politici. Suggerisco un bel
    Ente Nazionale per lo studio della crisi.
    Nell'oceano la barca ha paura
    si chiede questo si o questo no
    ma quando affonda
    il si e il no
    non contano più.
    Ikkyu Sojun

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  15. Diceva un grandissimo professore nelle sue lezioni che non si possono comprendere i problemi della società moderna se non si comprende che cos'è la MONETA e non si può capire la moneta se non si capisce che cos'è la BANCA e per capire la banca bisogna capire che cos'è la SOCIETA' ANONIMA (la SpA o come la si definisce "centro astratto di imputazione reale dei rapporti". Buona fortuna a noi tutti

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  16. @Paolo

    Ti consiglio di lasciar perdere Barnard e le sue "starnazzate".
    In primis perchè, dal lato tecnico/economico, è assolutamente carente se non addirittura fuorviante.
    Della MMT e delle cose che va dicendo, lui stesso non c'ha capito granchè.
    Cose "complicate" non si possono spiegare in 10 pagine.
    E in secondo luogo, perchè se vuo capire di più, devi rivolgerti a chi è del mestiere.

    Il miglior consiglio che posso darti è quello di seguire il Professor Alberto Bagnai attraverso il suo blog > http://goofynomics.blogspot.it/.
    Offre un lungo e nutrito percorso didattico che aiuta a capire cosa sta succedendo. Oltre a leggerti i suoi "paper", ti invito anche a seguire (ed a partecipare) i commenti a margine degli articoli, mai banali e sempre atti a far meglio comprendere ciò che è stato scritto.
    Ti avverto: non è facile. Ci vuole impegno e pazienza.
    Ma avendo tu affrontato già un esame di economia politica, parti avvantaggiato.

    Saluti.

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    1. grazie del consiglio. prima di lasciarlo perdere voglio leggere almeno Il più grande crimine, e soprattutto sentire cosa dicono i 5 professori statunitensi da lui portati a Rimini. poi valuterò. nel mentre, mi informerò anche sul sito del professor Bagnai che mi hai consigliato. sono contento che siano post impegnativi, perchè sono pochissim,purtroppo, coloro che scrivono di economia in termini semplicistici e senza dettagli. tante grazie per il consiglio. Paolo

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    2. pardon, sono moltissimi coloro che ne scrivono in termini elementari e banali, pochissimi coloro che entrano nei dettagli

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    3. pardon, volevo scrivere moltissimi che ne scrivono in termini banali, pochissimi che ne scrivono dettagliatamente

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    4. I 5 "profeti" di Rimini hanno spiegato Keynes, e sostanzialmente in primi capitoli di un qualsiasi mauale di macroeconomia.
      Ma ti pare che abbiamo bisogno di farci spiegare Keynes e la macroeconomia dagli americani chiamati da Barnard?

      Secondo me, rimarrai deluso da "il più grande crimine". Sostanzialmente si dice che un manipolo di uomini (che Barnard chiama il Vero Potere) hanno deciso a tavolino che dobbiamo soccombere. E quindi ecco che potremmo salvarci solo con la MMT.

      Una gran perdita di tempo, credimi.

      Molto meglio, secondo me, usare quel tempo per (ri)aprire un comunissimo manuale di macro.

      Saluti.

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  17. Mi sembra che stiate sorvolando su un argomento importante.
    Barnard è indignato perché il suo appello alla denuncia nei confronti di Napolitano e Monti non è stato accolto dai 2000 di Rimini.
    Dire che la MMT non funzionerebbe in Italia è riduttivo e fuorviante. Non ci sono altre alternative, e non mi sembra che la linea di austerità di Monti funzioni un granchè. In Italia, inoltre, dal dopoguerra funziona tutto ciò che funziona negli USA. Le scelte politiche ed economiche degli ultimi 67 anni sono state imposte dal binomio Stati Uniti-UK. La stessa Europa Unita segue le politiche economiche degli eredi di Reagan e della Thatcher, fermo restando che gli Inglesi se ne stanno ben alla larga dall’Euro e si limitano a specularci contro.
    Aristotele sosteneva che l’uomo fosse un animale politico. Barnard sostiene, sulla scia di altri ben più attrezzati di lui, che l’uomo sia soprattutto un animale economico. Ad entrambi sfugge che l’uomo sia anche un animale religioso. Ed ecco il nostro, ergersi come un novello Savonarola a difesa della vera parola di Dio, la MMT, innalzata da semplice teoria economica alternativa a Dogma per la salvezza dell’Anima.
    Le motivazioni, i toni e gli argomenti morali di Barnard non sono quelli di un politico, ne quelli di un economista, ma quelli di un religioso.
    Ci dice di studiare. Giusto, ma cosa studiare? L’economia o qualcosa che si sia assunto in modo pregiudiziale essere il motore dell’universo? Tanto valeva esortarci allo studio della Bibbia o del Corano. Sarebbe stato più onesto e senz’altro più efficace, oltre che più interessante.
    E come tutti i Fra’Girolamo che si rispettino, chiede ai seguaci un atto di fede. Un sacrificio inutile, ma che serva a dimostrare la loro aderenza senza discussioni alla parola del nuovo Profeta: la denuncia a Napolitano.
    La ho stampata la denuncia, è un atto simbolico che può anche essere fatto, ma non la ho ancora presentata. Il mio più grande ostacolo è proprio lui e il suo fanatismo. Non ho nessuna voglia di farmi strumentalizzare dalle parole di un invasato.
    In più non sono nemmeno un imprenditore. Questi giochetti Radical-Chic mi intrigano ben poco. Negli anni ’70 ci si rivolgeva agli operai e si chiedeva loro di acquisire coscienza di classe. Quella stagione è finita per sempre, ma ciò che la sostituisce, francamente, fa vomitare.
    Un turbo capitalismo di sinistra. My God!
    E Barnard è il suo profeta. Toni apocalittici, visioni da ex sessantottino, strumenti di critica moderni. Un ben strano mix.
    No caro Sergio, non ha ragione neanche un po’.

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  18. Ci dice di prepararci e di studiare, di recepire le stesse conoscenze di questi "squali"..di farci la loro cultura.
    La cultura di queste macchine e computer mobili da una parte all'altra del pianeta, che non ricordano nemmeno più com'è la vita reale, nè se sono sposati con figli, nè il nome della loro fidanzata, probabilmente..
    Quello che hanno in testa sono solo numeri, dati, freddi e inumani..
    Penso che se vogliamo combatterli, dobbiamo avere una visione completamente opposta..tornare umani, umanissimi!

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  19. Caro Indopama

    Le affermazioni che Barnard fa non vanno giù, almeno a me, perché le colgo come mezze verità. E come tali ancora più pericolose delle menzogne! Le mezze verità infatti, se i connettivi logici hanno ancora un valore, sono nei fatti menzogne intere, ma senza averne l'aspetto!

    La MMT potrebbe funzionare, (per inciso Modern una sega visto che si rifà ad una teoria degli inizi del secolo scorso) forse negli US che hanno il Dollaro che è, al momento, una moneta di riserva mondiale!

    Non è che qualsiasi pirla di un ipotetico Stato libero di Bananas che si mette a spendere a deficit il "Banzavois" può sperare di ottenere gli stessi effetti che potrebbero ottenere gli US... per inciso supportati da quelle 10000 testate nucleari al seguito, di cui una certa frazione mandate in giro a pattugliare gli oceani guisa di memento e monito!

    Poi è vero quello che tu dici sui comportamenti de la gente: li tollero malissimo anche io, ma quindi che facciamo? Li ammazziamo tutti?

    Melman

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  20. Barnard ha ragione: solo degli imprenditori illuminati potrebbero ridare speranza alla società tutta.
    Le forze produttive del paese, cioè imprenditori che sponsorizzino la ricerca di un'evoluzione culturale, potrebbero ridisegnare il panorama sociale.
    Nei giorni scorsi ho rivisto, ad esempio, un documentario sulla vita di Adriano Olivetti, e mi sono chiesta chi siano oggi gli imprenditori italiani che hanno una simile visione del valore della loro attività per il contesto sociale in cui operano, cioè per le persone.
    Uno forse l'ha citato lei stesso, qualche giorno fa: Del Vecchio.
    Altri non ne vedo.
    Mi pare anzi che le grandi aziende del nostro paese si siano trasformate nei veri parassiti dello Stato assistenziale.
    Più degli operai, e più di qualsiasi piccolo imprenditore, destinato ad esser spazzato via dalla voracità dei colossi aziendali e dall'eccesso di tassazione, ad avere una visione cinese della società sono grandi aziende che in Italia chiedono allo Stato benefici mentre trovano soluzioni legali per tenere i profitti protetti all'estero.

    Mi chiedo come, parlando di economia (e di business), non salti all'occhio come siano proprio gli industriali italiani a spingere il paese verso la cinesizzazione del paese.
    Dov'è la loro consapevolezza del valore per la società della loro impresa?

    Non credo sia un caso che il ventennio berlusconiano abbia visto il più drammatico aumento della povertà fra i ceti medio bassi.

    Gli imprenditori italiani hanno favoleggiato per anni, che per resistere all'invasione della concorrenza delle banche straniere, era necessario accorpare in grandi gruppi ogni piccola banca locale.
    Insieme, hanno spinto piccoli artigiani e piccoli imprenditori ad associarsi e a delocalizzare per resistere ai costi stracciati delle importazioni cinesi (ad es.).

    Dov'è in tutto questo l'innovazione, la creatività, la visione degli imprenditori illuminati?
    Dove sono gli industriali che hanno mostrato consapevolezza dell'importanza della loro attività per il contesto sociale in cui operavano?
    Hanno tutti imparato presto a socializzare le perdite e a imboscare i profitti dove era più conveniente per non pagare troppe tasse.
    Ora, che se li comprano i cinesi, sia le banche che gli imprenditori, spingono su un'idea del lavoro dipendente ottocentsca:il padrone comanda e i poveri non sono un loro problema.

    Ha ragione Barnard, non c'è dubbio.

    Il problema non è (forse) trovare qualche imprenditore illuminato: credo che ne esistano ancora, nascosti in ogni settore produttivo.

    Bisognerebbe sì, aiutare loro per aiutare noi stessi.

    Olivetti e Del Vecchio, hanno dimostrato (e dimostrano) che si può essere imprenditori "globali" senza essere vittime passive del mito della globalizzazione che impoverisce tutto, perfino i pensieri.
    Riusciamo noi, a capirlo davvero quel modello che ha ispirato allora Olivetti e ancora ispira Del Vecchio?

    Capire noi, intendo, la loro ispirazione.
    Uscire da steccati mentali ancorati sempre al contingente e mai capaci di avere "visioni" sul futuro coraggiose, che comprendano le nostre personali istanze ma anche il come queste agiscano nel contesto sociale.
    Imprenditori e dipendenti, commercianti e territorio, amministrazioni locali e politiche ambientali.
    Olivetti aveva questa grande visione.
    Per me è un buon modello cui ispirarsi e lo ritengo ancora oggi estremamente innovativo, come modello imprenditoriale.

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  21. Ah, era Del VecchIo. Chissa' perche' Sergio non lo ha detto esplicitamente; ci ha fatto un post qualche giorno fa, ma insomma poteva pure dirlo a chiare lettere. Ecco perche' ha specificato che non bisogna seguire Landini. Occorre che il popolo prenda coscienza e per farlo chiediamo a un imprenditore di guidarci avendo il buon gusto di non rompere gli zebedei con i sindacalisti.
    Ecco come gli uomini dall' ingegno illuminato sfruttano l' hegeliana stupidita' della storia.
    What a piece of work is man...

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    1. Immagino che la lapidaria supponenza con cui liquidi Del Vecchio sia frutto di una straordinaria evoluzione metafisica che ti consente di vivere sospeso dalla realtà terrestre.
      Realtà che, piaccia o meno ai sentenziatori della domenica, è fatta di persone come Del Vecchio, da cui qualcosa da imparare l'abbiamotutti, indipendentemente da quale sia il nostro ruolo e la nostra classe sociale.
      E da persone come fu Olivetti, cui lo stesso Landini, ne sono certa, si inchina in segno di rispetto per ciò che ha fatto per sè, certo, ma anche per chi ha avuto la fortuna di lavorare alle sue dipendenze.
      Non mi pare granché, come spirito di riflessione, il sentenziare dall'alto della propria illusoria comprensione del mondo.
      Scendere a terra e sporcarsi le mani, è l'unico modo di comprendere la realtà umana.
      Meno supponente esibizione di sterile letteratura, a volte aiuta...

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    2. Rossland, purtroppo il dramma di chi ha delle carenze ermeneutiche e' che non puo' per costruzione rendersene conto e quindi tipicamente si impermalisce con chi, a suo dire, critica lapidariamente i suoi idoletti privati.
      Allora prova a fare questo piccolo esercizio: rileggi il mio post e vedi se in una sola riga ho fatto dei commenti sulla oersona di Del Vecchio. Non ne ho fatti eppure sei riuscito a scrivere che l' ho lapidariamente liquidato.
      Quindi abbassa le penne non perche, stai parlando con me ma perche' non hai capito una mazza, come tutti i permalosetti del sabato dalla prosa un po' rigidina e stiticuzza.
      Non solo c' e' da lmparare dal Del Vecchio ma da qualsiasi grande imprenditore italiano, pure dall' orrido Berlusconi; e' tutta gente che ha costruito qualcosa con la competenza o con il fiuto o con una eccezionale capacita' di creare una rete di relazioni. E' gente che quando parla solo dal tono di voce ci si rende conto che hanno una marcia in piu' e quindi non hai capito una mazza nemmeno su questo punto.
      Ora tento pazientemente di farti capire il mio punto di vista, fiducioso che A) dei punti di vista in contrasto coi tuoi non ti interessi minimamente B) tanto traviserai comoletamente perche' solo quello sai fare.
      Il blog di Sergio, sempre molto interessante, personalmente ( e ti ricordo in caso non lo sapessi, anche legittimamente ) non condivido alcune premesse ideologiche e di conseguenza non mi convince l' aspetto propositivo anche se solo vagamente ( o forse prudentemente ) appena accennato.
      Sergio dice spesso che i cittadini si devono svegliare, che questo e' un paese cinico in cui il risveglio e' difficile e a
      La fine sposa un' idea secondo la quale bisognerebbe tutti insieme "affidarsi" a un imprenditore di Confindustria " illuminato" che guidi la massa degli ovini, non senza aver specificato che il tutto va fatto scaricando Landini.
      Questo e' quello che chiamo il tentativo di alcune persone piu' o meno illuminate di sfruttare la stupidita' della storia, e visto che la storia siamo noi...
      Io muovero' le mie pregiate terga e saro' anche disposto a tassarmi nelle mie possibilita' per collaborare, solo ed esclusivamente con dei movimenti in cui gli attori sono i cittadini, che tendano progressivamente alla democrazia diretta coordinando il locale con il globale e sono fortemente contrario a qualsiasi delega ad illuminati della classe dominante, nemmeno se fosse il tuo Del Vecchio verso il quale come puoi vedere non ho mosso alcuna critica ne' avanzato pregiudiziali.
      Lo Shakespeare finale, di cui come e' intuitivo non hai capito il senso, significava che in un tragico turning point della storia vedo la gente completamente persa senza capacita' di reagire e tutti quelli che potrebbero effettivamente dare un contributo di azione e risveglio che o cercano di approfittare dei nuovi spazi o restano li' a pavoneggiarsi nei loro blog.
      Compris? No, eh?

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    3. Correzione-aggiunta

      Volevo dire che non avanzo pregiudiziali verso del Vecchio che siano legate alla sua persona. Certo che ne avanzo ma ho specificato con precisione quali.

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    4. Compreso, e ti parrà strano, lo so...

      Se pensi io debba capire qualcosa che potrebbe essere utile a entrambi, sono qui per capire.
      Solo non trattarmi - non trattare nessuno - come quei vecchi arcigni maestri che imponevano la disciplina a suon di bacchettate sulle mani e punizioni dietro la lavagna.
      Soprattutto, non presumere niente.
      Magari ho interpretato male ciò che hai scritto, e se così è stato, me ne scuso.
      Non scuso invece l'attribuirmi convinzioni che non coltivo.

      Se scrivi:
      "Occorre che il popolo prenda coscienza e per farlo chiediamo a un imprenditore di guidarci avendo il buon gusto di non rompere gli zebedei con i sindacalisti."
      non è che risulti così chiaro che non a Del Vecchio ti riferisci, ma all'idea di nuovi "idoletti privati" da coltivare.

      Io abbasso le penne, tu non saltare a conclusioni sui miei supposti idoletti cui non accendo ceri neanche di striscio, d'accordo?

      P.S. Ma che ti prendi per colazione al mattino, per essere armato di mannaia già all'ora di pranzo?
      Arsenico?

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    5. Ecco, capendosi si puo' tranquillamente parlare di tutto
      Io non condivido l' idea dell' imprenditore illuminato che guida il popolo bue, che devo fare? Se poi leggo buttata la' la frasetta su Landini mi insospettisco addirittura, perche' la prima regoletta ermeneutica e' che le cose fuori contesto sono dei buchi di senso nei quali andare a ravanare.
      Buon week end.

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  22. Questo argomento mi è molto caro. Conosco personalmente Barnard, ero tra i 2000 di Rimini e sono presidente di un Network di imprenditori eccellenti del nord italia.
    Faccio questa premessa perché da 3 anni stiamo applicando quanto suggerito anche da Barnard (lui stesso è venuto lo scorso anno ad uno dei nostri incontri mensili), ottenendo ottimi risultati (il 70% delle aziende negli ultimi 3 anni è tornata a crescere...).
    Se quello che facciamo fosse applicato da tutte le PMI non avremmo bisogno di nessuna formula magica, nessun politico illuminato, nessuna rivoluzione. Eppure tutti i tentativi fatti fino ad oggi per far conoscere e condividere la nostra esperienza di successo (concreta, non teorizzata da qualche economista) è caduta nel vuoto. Perché questo implica rivedere completamente il ruolo dell'imprenditore, dei collaboratori, dei sindacati, dell'approccio commerciale etc. Un lavoro che richiede tempo e grande forza di volontà.
    Mentre le persone vogliono formule magiche oppure assistenzialismo.
    Sostengo fermamente che le cose possano essere cambiate solo partendo dal "basso" e che gli imprenditori abbiamo una grande responsabilità in questo. Ma serve la "massa critica" che ad oggi a noi manca.
    Chiunque voglia vedere con i propri occhi quello che facciamo e contribuire a svilupparlo può venire come ospite graditissimo ad uno dei nostri incontri mensili a Bologna o Vicenza: f.cotza@winnergroup.it

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  23. Io credo che i difetti ce li abbiamo tutti:economisti che a parte mostrare la loro cultura (Bagnai,Parguez,Piga,MMT,Brancaccio, e tanti altri)
    poi non si capisce se siano determinati o meno ad inserirsi in una forza politica sorretta dal popolo per contrastare la dittatura tecnocratica,
    giornalisti apprezzabilissimi come Paolo Barnard che però sembra voglia litigare anche con coloro che hanno le sue stesse idee, e che aspetta che il popolo ignorante diventi un popolo di super esperti di economia e diritto (anche se sono operai nella vita di tutti i giorni) e in questo caso allora ci si vede con i pochi che sopravviveranno,tra una decina o ventina di anni... e intanto la tecnocrazia ci avrà rubato pure l'aria che respiriamo...
    Grillo e grillini che a parte buone intenzioni e qualche rimedio largamente insufficiente,poi non è che siano dotati di grossi strumenti per contrastare il Vero Potere,resta però da vedere se sono aperti alle idee provenienti dall’esterno,se la risposta è positiva allora ben vengano.
    Noi "popolo informato" che non riusciamo a dare un segnale forte di unità e compattezza

    Ma c’è un problema enorme,quello più grande di tutti che fa letteralmente sparire quelli di cui ho parlato sopra:
    Si chiama POPOLO DEI DEFICENTIsono tanti e sono,loro sì,la più potente arma del potere mai esistita,sono diversi da noi “popolo informato”
    Noi riempiamo con la nosta presenza i vari “libero pensiero”,”Barnard”,”Goofynomics Alberto Bagnai”,etc…
    LORO fanno salire alle stelle l’audience di “Islola Dei Famosi”,”Roma – Lazio”,”Grande Fratello”e simili idiozie,
    LORO occupano il loiro tempo con discoteche,canne,maglietta D&G,schedine,super enalotto,musica dell’autoradio a tutto volume
    LORO sono quelli che sanno di Berlusconi per via di Ruby Rubacuori ma non per via di Mangano, Gelli,scudo fiscale,sostegno a monti,monopolio informazione,leggi ad personam ecc
    LORO sono quelli che ti rispondono (testualmente) “Machecazzomefregadellospread e della politica tanto so tutti uguali,mò vado da Giulio e annamo pè pischelle,damme retta nun ce pensà”
    Loro sono quelli che “stasera c’è Tizio a sto locale” e “tanto er lavoro ce l’ho”
    Bene (scusate lo sfogo),convinciamo questi e vinceremo la nostra guerra,provateci se avete il coraggio,e poi mi direte
    Consiglio finale,dopo una tale esperienza,potreste aver bisogno di qualche seduta dallo psicologo,pensateci bene prima di provare

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    1. Ecco, quello che cerco di dire qui e altrove e quando lo dico mi guardano come un marziano e' che quei deficienti sono miei fratelli e finche' io non saro' stato capace di svegliarne almeno uno tutto quello che so e che ho capito ( poco nel mio caso, moltissimo in altri ) non sara' servito a niente.
      Possibile che non ce n' e' uno che la pensi cosi'?

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    2. concordo ma il tutto parte dalla consapevolezza che il problema non e' il potere ma siamo noi ignoranti.

      dobbiamo renderci conto di che livello siamo rispetto al resto del mondo, dobbiamo girare con gli occhi aperti per capire cosa ci sta attorno, dobbiamo uscire dall'italia ma non solo in vacanza dentro un villaggio turistico.

      osservare ed apprendere, cosa lo decidiamo noi e al momento abbiamo deciso facebook, l'isola dei famosi, il calcio ed il resto delle boiate.

      abbiamo SEMPRE quello che meritiamo, niente e' per caso e fino a che daremo la colpa a chi la colpa non ce l'ha rimarremo dove siamo, anzi continueremo ad affondare perche' il resto del mondo invece ama cambiare.

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  24. nonostante tutto,la voglia di cambiamento è ancora troppo bassa,vedo soltanto divisioni:
    Barnard vs Grillo, Barnard vs economisti, indignati vs Barnard, indignati vs indignati, ex elettori di sinistra vs grillo, ex elettori di sinistra vs indignati, ex elettori di sinistra vs no-tav, barnard vs no-tav ,pensionati per i fatti loro, giovani disoccupati per i fatti loro, precari per i fatti loro, laureati e laureandi per i fatti loro, operai che manifestano da soli, e poi gli allevatori e i pescatori e gli agricoltori e ancora gli esodati e quelli che in pensione ci vanno a 70 anni e così via... Accomunati da una sola caratteristica: nessuno va oltre il suo orticello,forse quando lo capiremo sarà troppo tardi...
    SVEGLIA POPOLO ITALIANO! DIVISI SI FA POCA STRADA! QUANTO CI VUOLE A CAPIRE CHE SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA E CHE POTREBBE TOCCARE AD OGNUNO DI NOI DA UN MOMENTO ALL'ALTRO?

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    1. non lo hanno ancora capito, nel nome del cinismo

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  25. INDOVINELLO-TAUTOGRAMMA

    MODERN MONEY MANIAC

    Messia Monstre, mai manifesto' malattie mentali, magari morbi metapsichici minori ma massimamente molesti. Minchia! Minimizziamolo manu militari! (CHi e' ? Make an educated guess )

    Maturando mie meningi, meditando, magari migliorero'?

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  26. Svolta Sociale Superba, Sapore di Sinuosi Sottesi Scioglilingua, Senza Senso Sottile, Stando Svegli Sempre Sornioni, Silenziosamente Sinergetici

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