martedì 1 maggio 2012

Il Parlamento e la corte d'alta giustizia britannica condannano Rupert Murdoch.



di Sergio Di Cori Modigliani


La notizia è apparentemente piccola e di poco conto, perchè sembra quasi un consiglio “etico”.
E’ ben di più.
Avrà infatti un impatto non indifferente sull’Europa.
Tant’è vero che un gruppo di deputati britannici, sia laburisti che liberal-democratici, avvalendosi di questo precedente, intendono portarlo al Consiglio d’Europa e allargarlo a tutte le sfere dell’attività socio-professionale, compresa –e soprattutto- quella politica.

La notizia secca è la seguente: “Il magnate della comunicazione globale, Rupert Murdoch, non può più essere considerata a nessun titolo persona adeguata e qualificata a poter dirigere e/o presiedere un’azienda della comunicazione di impatto internazionale”.
La corte inglese e il parlamento britannico hanno accettato e preso per buone le dichiarazioni di Murdoch, il quale ha sostenuto di non essere al corrente del fatto che i suoi impiegati usassero metodi banditeschi e di coercizione nell’esercitare la professione del giornalismo, usando intercettazioni telefoniche private, ricatti, fotografie, danaro. Hanno accettato la sua, diciamo così, buona fede. Ma hanno imposto il riconoscimento di quello che i britannici hanno definito “l’ònere della leadership”, ovverossia l’assunzione di responsabilità in proprio rispetto al comportamento dei propri sottoposti, soprattutto quando è il leader ad averli scelti, voluti, assunti.

Abituati, noi latini italioti, a vedercela quotidianamente con i nostri squali mediatici nazionali avvolti e travolti dalla corruzione legalizzata, questa sentenza della corte reale londinese, fa ridere.


E’ considerata, invece, in tutto il mondo anglosassone (esteso anche a Olanda, Danimarca, Svezia, Finlandia alla quale hanno subito aderito anche Australia, Nuova Zelanda, Brasile e Argentina) un precedente legale che può avere un forte impatto nella società.
Sia in Gran Bretagna che in altre nazioni europee, infatti, si intende far applicare il principio anche alla politica estendendolo a tutte le nazioni..
Tradotto in termini semplici e chiari vorrebbe dire che Bersani, Rutelli, Bossi, Alfano, Berlusconi, Casini, Vendola, non sarebbero più autorizzati legalmente a poter guidare una formazione politica perché verrebbe loro negata la possibilità di sostenere “io non sapevo che cosa facesse” (a scelta) il mio tesoriere, il mio deputato, il mio assessore, il mio braccio destro, il mio consigliere, ecc.

Personalmente la considero una notizia fondamentale; si tratta di un primo tassello autentico e vero –verissimo perché privo di contenuti ideologici e/o di schieramento- nella lotta contro la corruzione e nella definizione di soggetti politici pubblici che pretendono di non dover rispondere alla Legge come i normali cittadini, sostenendo di non essere mai stati al corrente di ciò che avveniva all’interno di strutture, comunità (e soldi) di cui loro risultavano, a tutti gli effetti, i leader indiscussi.
Poche ore fa, alla televisione britannica, Tom Watson, un rappresentante del Partito Laburista che per decenni è stato il più focoso accusatore delle pratiche illecite di Rupert Murdoch ha così commentato la decisione della corte e del parlamento: “ Questa gente ha corrotto la nazione, quindi anche la società, il dibattito politico, le scelte economiche. Hanno gettato fango e vergogna sulla nostra polizia e sul nostro Parlamento. Hanno mentito, tradito, ricattato e fatta la voce grossa in campo mediatico e noi tutti inglesi dovremmo vergognarci se pensiamo al fatto che li abbiamo coperti e sopportati per un tempo così lungo”.
Per il partito conservatore inglese si tratta della più grande sconfitta, in termini di immagine, registrata negli ultimi trent’anni.
La CNN in Usa ha interrotto le trasmissioni per dare la notizia e diffondere il comunicato di Tom Watson.
Sull’edizione online di CNN è la notizia di apertura del più cliccato sito planetario.

In Italia, la notizia non è stata diffusa.

8 commenti:

  1. Grazie della notizia, che spero venga ripresa in rete da molti siti. Cosa pensi possa fare la corte inglese, ci saranno ripercussioni pratiche sul personaggio? Ne approfitto per fare una altra domanda all'autore, in riferimento al post di ieri, dove si parla di milioni di dollari ritirati dalle banche da gente comune. Sono convinto si possa fare anche a noi, e con effetti importanti. Se un centinaio di correntisti si presentano alla stessa filiale lo stesso giorno per prelevare il massimo consentito, si parla di mille euro a testa, difficilmente la filiale dispone di tanto contante. La legge consente di chiamare la forza pubblica e dichiarare l'insolvenza. Mi pare che una banca insolvente sia tecnicamente fallita. Che ne dici, fattibile?

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  2. Non penso che questa notizia sia fondamentale come credi. Si tratta probabilmente di una resa dei conti ad "Alti Livelli" .
    Pensare che sia una vittoria per la democrazia, è da considerarsi per me un pò ingenuo. Ciao

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  3. Si, molto probabile direi anche io, dopo aver letto che la pena sarebbe cinque anni di prigione, se fosse un poveraccio, o una multa, che a un murdoch farebbe lo stesso effetto di uno schiaffo a un elefante. Rilancio la protesta anti banche e pero che l'autore possa e voglia considerare una eventuale risposta. Grazie ciao.

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  4. Buongiorno: io credo invece che sia una grandissima notizia se viene recepita, a livello comunitario, come sentenza giurisprudenziale. Guarda te che come ci si liberò di Al Capone, per un' accusa di frode finanziaria, questa sentenza ci possa dare la possibilità di liberarci di questi politicanti da 4 soldi. Forza Avvocati, giù con le denunce!

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  5. La democrazia il popolo la ha conquistata con il sangue, ma con il sistema della delega e della rappresentanza (per di più non controllata), la si svende al peggior offerente. Occorre riappropriarsi del controllo diretto dell'informazione e della giustizia, invece che applaudire ad azioni fatte dai giudici, a cui non seguirà niente altro che una nuova dittatura dell'informazione, questa volta occulta e senza un nome di riferimento, ma senz'altro molto più puntuale e capillare.
    Occorre ripensare a tutta la società nel suo insieme e proporre un nuovo sistema di controllo democratico, che sostituisca l'obsoleto e inefficace sistema attuale della rappresentanza.
    Sull'onda di quanto succede in UK, suppongo che anche per il Sultano stia giungendo la parola fine, ma non penso che l'eliminazione di un tiranno sia la fine della tirannia.

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    1. è vero quello che dici, l'eliminazione di un tiranno non è la fine della tirannia, ma arriva forte il messaggio "subliminale" che anche per i tiranni suona la campana a morto e questo può produrre un singulto di ottimismo contagioso di cui ne abbiamo bisogno tutti in Europa

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  6. anche se un pò fuori tema, segnalo a Sergio questa notizia (anche se magari lo saprai già), sulla scia delle nazionalizzazioni argentine e di un tuo recente post dedicato al tema... good news anche dalla Bolivia

    http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=164694

    un caro saluto

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    1. infatti, stanno cercando di minimizzarla in Spagna, ma è un chiaro segnale "forte" del fatto che la battaglia condotta dagli schiavi che si ribellano è proprio sulle fonti di energia. I paesi ricchi combattono sul fronte mediatico, quelli poveri su quello dell'energia. E la Bolivia, nel suo piccolissimo minimo, però conta. Se passa anche in Perù, il Sud America, per la prima volta nella storia diventa autosufficiente. Il che, di questi tempi, non è poco.

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