martedì 8 maggio 2012

Mi preoccupano le preoccupazioni di Bersani.



di Sergio Di Cori Modigliani


Ottime notizie per tutti noi (ma loro ancora non lo sanno).
Il potere burocratico si comporta sempre così, quando è messo alle strette, prima protesta, poi va in delirio, e infine si smaschera. Nel senso che iniziano a fornire dichiarazioni che, nel caso fossero state rilasciate da persone legalmente e istituzionalmente di minor spicco, verrebbero immediatamente rubricate come dei clamorosi falsi.
L’aspetto importante, quindi, è il loro “smascheramento”.
Perché consente di capire e vedere anche per le menti più riottose.

Sostiene ufficialmente il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano:
Non vedo nessun boom di Grillo. Da queste elezioni escono motivi di riflessione per le forze politiche e per i cittadini sul rapporto con la politica e sui problemi di governabilità oggi a livello locale”.

Più chiaro di così, francamente non si può.
Beppe Grillo, un regalo come questo, se lo sognava la notte.
Ha materiale da vendere (e parecchie ragioni) per i comizi delle prossime settimane in vista dei ballottaggi dove la sua lista è presente.

Sostiene ufficialmente Roberto Maroni:
“Abbiamo pagato un prezzo davvero modesto, quanto previsto, per colpa dei fatti che sappiamo. La Lega Nord ha tenuto benissimo e prosegue il lavoro per la costituzione della Padania”. Ha perso il 48% del suo elettorato.

Sostiene Pier Luigi Bersani:
“Il risultato che salta agli occhi di tutti consiste nella avanzata del PD, insieme al grande sostegno popolare al governo Monti. Mi preoccupa invece il crollo del PDL”.

Nel commentare questa frase, degna di ricovero manicomiale, devo fare un’autocritica.
Auspicando nel post di ieri mattina che le elezioni regalassero un risultato come quello che la realtà ha poi scodellato qualche ora dopo, sostenevo che una bella scossa sarebbe stata un toccasana per il PD e per la sinistra democratica. Mi sbagliavo.
Questi non capiscono nulla. Con loro non è possibile neppure parlarci. Neppure il coma auspicato funziona. Nulla. Non si rendono conto di ciò che dicono perché sono frastornati. Diventano quindi degli interlocutori inaffidabili come potenziale soggetto politico. L’affermazione di Bersani (gli è uscita dal cuore) indica l’impossibilità per lui di seguitare a mettersi d’accordo con Berlusconi & co. –come ha sempre fatto da 15 anni a questa parte- perché il PDL ha perso il 74% del suo elettorato ed è scivolato a quarto partito italiano. Nessuno dei suoi candidati va al ballottaggio, hanno perso tutti. E questo lo presenta ai propri elettori come “grave motivo di preoccupazione”.

E adesso veniamo ai dati che, naturalmente, possono essere letti in modo diverso.
Ma esiste pur sempre l’oggettività.

Hanno votato il 66,86% degli elettori.
Nelle amministrative del 2007 aveva votato il 74,9%.
Quindi l’astensionismo ha raggiunto la cifra del 33, 14%, in aumento del 32%.
Nella Regione Lombardia nel 2007 avevano votato il 79,3%.
In questa tornata del 2012 ha votato il 61,6%.
Quindi l’astensionismo, nel cuore della regione che aveva dato la vittoria al centro-destra, è aumentato dell’88%.

Al 66,86% di voti vanno conteggiati il 3,3% di schede bianche e il 5,8% di schede nulle (piene di insulti vari) che riduce i voti validi al 57%.

La metà dei cittadini, quindi, non si sente rappresentata.
Prima notizia oggettiva.
I sondaggi davano l’astensionismo intorno al 33%.
Dal che se ne deduce che il primo grande vincitore è stato l’astensionismo.

La Lega Nord è crollata. Ma siccome il PDL è crollato ancora di più, non fa notizia.
Basti per tutti un solo dato: Monza, roccaforte leghista, dove Calderoli aveva portato una placca dorata nella Villa Reale dichiarando la fondazione ufficiale della Padania con lo spostamento di un ministero. Il tutto a luglio del 2011, senza che dal Quirinale inviassero immediatamente gli infermieri della neuro-deliri.
A Monza nel 2007 aveva vinto con il 53,5% il leghista Marco Mariani, con una lista in cui facevano parte PDL, Lega NORD, Udc, Azione Mussolini, Liberal Sgarbi. Marco Stegani (Beppe Grillo) si era presentato come lista civica autonoma ottenendo lo 0,1% dei voti.
A Monza nel 2012 Scanagatti (PD) ottiene il 38,3% dei voti, Mandelli (lista autonoma civica PDL anti berlusconiani, Azione Mussolini, Forza Nuova, La Destra) il 20,1%, Mariani sindaco uscente (Lega Nord) 11,2%, Nicola Fuggetta (movimento cinque stelle) il 10,2%.

E in tutto il settentrione è pressappoco così.

Peccato che il movimento cinque stelle non abbia clamorosamente ottenuto un sindaco di grande città subito. Non lo dico per tifo. Quanto piuttosto per il fatto che sarebbe diventato un potenziale laboratorio di verifica fondamentale per toccare con mano come i grillini amministrano una ricca città industriale. Sarebbe davvero molto importante se al secondo turno di ballottaggio a Parma dove corrono il PD (38,5%) e Movimento cinque stelle (un clamoroso 19,4%) vincesse il grillino.
Perché Parma era uno dei grandi polmoni dell’Italia da almeno 500 anni.
Sede di un governo laico e illuminato per centinaia di anni, conosciuto in tutta Europa (il granducato di Parma Piacenza e Guastalla) primo comune in Italia ad aver detto no al vaticano. Una città bellissima (la bellezza è rimasta) nota per la sua attività imprenditoriale virtuosa, per l’arte, per la cultura, per le belle donne eleganti e colte, per essere sempre stata in Europa il crocevia di suggestioni culturali e laboratorio sociale evoluto. Dopo 15 anni di amministrazione comunista (PCI prima, DS poi) e 10 anni di amministrazione berlusconiana doc la città è stata ingoiata, inglobata e mangiata viva prima dalla finanza speculativa (scandalo parmalat) poi dalla camorra che si è impossessata dell’intera spina dorsale industriale urbana, infine anche dalla ‘ndrangheta. E’ dovuto intervenire (in maniera informale e ufficiosa) il consiglio d’Europa che ha imposto a Berlusconi la vendita del gruppo Cariparma (banche che dal 2001 al 2004 davano decine decine di milioni di euro di credito agevolato senza nessuna garanzia a cooperative agricole finte che poi attraverso l’appoggio di parlamentari europei del PDL si facevano dare rimborsi europei per attività inesistenti, così rubavano due volte) e il gruppo di banche è stato venduto, anzi svenduto, a Credit Agricole, una importante banca francese, inviata dalla BCE affinchè controllasse che non seguitassero a rubare. Il sindaco, Ubaldi, votato nel 2007 dal 56,6% degli elettori (PDL, UDC insieme) è stato costretto alle dimissioni nell’autunno del 2011 dai cittadini letteralmente inferociti. Nel 2007, Cinzia Ferraroni (vicina al movimento cinque stelle) aveva ottenuto il 1,1% con una lista civica.
Nel 2012 Bernazzoli (PD) ottiene il 38,2%, Pizzarotti (5 stelle) il 19,4%, il sindaco uscente Ubaldi (sostenuto e finanziato da Casini) il 16,3% e il candidato del PDL Paolo Buzzi, finanziato da Marina Berlusconi, ottiene il 4,7%.
Il prefetto di Parma ha chiesto l’invio di tre ispettori della ragioneria di stato l’autunno scorso. Si è scoperto un ammanco per 600 milioni di euro, cioè 600.000.000. Il sindaco e la giunta non sono stati in grado di fornire risposte convincenti su come e dove siano andati a finire quei soldi. Il sindaco, scaricato dal PDL, è stato però raccolto da Casini che gli ha finanziato la campagna elettorale: è arrivato terzo, quindi è fuori, quindi scaricato. Infatti, già da domani inizia l’interrogatorio con il magistrato per la verifica dei conti.
Domanda da un milione di dollari: se per miracolo vincesse Pizzarotti e 5 stelle conquistasse il comune di Parma, come gestirebbe una città ancora ricchissima, ma zeppa di debiti, che è completamente nelle mani della camorra? Una città dove tre industriali su 4 lavorano soltanto per pagare gli interessi del debito alla criminalità organizzata che è stata introdotta in città dall’amministrazione precedente con la collusione di tutti?
Poiché Grillo si presenterà come alternativa politica alle prossime politiche, sarebbe fondamentale avere avuto la possibilità, prima, di aver verificato il loro comportamento nella gestione amministrativa del territorio.
Certo, le possibilità che vinca sono davvero remote, ma non si sa mai, tutto potrebbe accadere.
E’ chiaro, infatti, che da domani, per Beppe Grillo e per il movimento cinque stelle inizia il percorso. La porta è stata sfondata. Adesso devono mettersi a far politica attiva.
Godono di un enorme credito potenziale.
Li vogliamo testare per capire e comprendere senza pregiudiziale alcuna di che pasta sono fatti.
Spero proprio che a Parma, Pizzarotti vinca. Se la sinistra parmense fosse intelligente voterebbe compatta per lui, così vediamo che cosa fa e come affronta la situazione quando si trova davanti gli squali veri.

E’ chiaro come il sole l’autentico esito elettorale a dispetto di ciò che sostiene l’attuale presidente della repubblica: gli italiani si sono stancati di farsi abbindolare. Era ora.
Bisognava andarli a toccare nei loro interessi personali per svegliarli, avere lo spread a 400, il crollo del mercato del lavoro, il paventato crollo del mercato immobiliare, la disoccupazione alle stelle.
Ecco quali sono stati i regali al paese di Berlusconi e Bossi e Bersani.
Tant’è vero che a Parma, l’opposizione piddina si riduceva a sterili interrogazioni in giunta; poi la sera tutti insieme a cena a metterci su una pezza. E a dividersi la torta.
Il sindaco è dovuto scappare via da una porta secondaria cacciato via a furor di popolo. Con una faccia da bronzo più unica che rara ha cambiato padrino passando da Berlusconi a Casini e si è ripresentato alle elezioni naufragando. Non è stato buttato giù dal PD.

Da quel che risulta oggi, vale ciò che ha detto Bersani nella sua agghiacciante versione analitica del voto elettorale: “ci preoccupa davvero molto il crollo verticale del PDL”.

A me, invece, mi preoccupa il fatto che questa sia la preoccupazione del PD.
Sembra fantapolitica.
Ma l’Italia funziona così.

Mi auguro ancora per poco.

12 commenti:

  1. Non e' agghiacciante “ci preoccupa davvero molto il crollo verticale del PDL”. E' il loro modo di fare politica. Lo hanno indorato con parole- accordo di governo- no a divisioni nel bene dell'Italia-
    responsabilita' dell'opposizione ecc.
    "Un potenziale laboratorio di verifica fondamentale per toccare con mano come i grillini amministrano una ricca città industriale".
    Lo ripeto per quel che vale la mia stupida opinione.
    Mai manderei i miei uomini a gestire questo stato sia pure a livello
    locale. Gli stati non sono patrimoni di chi vince la elezioni. Hanno leggi, regolamenti, procedure appunto per impedire a chi li gestisce
    di cambiare, innovare ecc.
    Se poi in Italia ogni organo di controllo, di governo, di amministrazione e' stato spartito tra i partiti tradizionali, unica e vera lotta tra questi partiti, la RAI come esempio,(ve lo immaginate un semplice gentlemen agreement in Italia: chi e' alla opposizione nomina il direttore. Punto e basta.) mi sembra chiaro che il M5* sta finendo in un nido di vipere.
    E giustamente perche' e' un partito della nostalgia, nostalgia chiamata "Buon governo". In tutto il suo programma non si sente neanche l'odore di un nuovo stato, di un nuovo agreement fra italiani, niente. E allora nostalgia per nostalgia si capisce quel 20% di neofascisti a Monza.
    Loro fanno finta di andare ad amministrare un comune, loro al massimo si contano, loro puntano allo stato. Questo stato, il loro.
    Questo e' agghiacciante.
    La sinistra non esiste piu' in questo paese.
    Se e' mai esistita come progetto vero, come movimento reale che cambia le cose e non come coabitazione con il potere.
    E Grillo adesso inizia la sua coabitazione, appoggiamolo perche' non c'e' altro da fare ma se il suo esperimento sara' un fallimento ormai e' chiaro la destra e' alle porte.

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    1. concordo purtroppo,però diamogli una possibilità al 5 stelle,finora l'abbiamo data letteralmente a porci e cani,quindi il 5 stelle almeno una se la merita.

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    2. Per conto mio la Destra non è alle porte! E' ben dentro le porte! La destra sta governando!

      E Bersani appoggia attivamente una politica di destra, una politica fascista, dunque Bersani è un Fascista! E se ci mettiamo pure il vice conte D'Alema direi pure Clerico-Fascista.

      Quando quei rintronati dei loro elettori lo capiranno, se lo capiranno, sarà purtroppo, troppo tardi!

      Inoltre perchè ci si stupisce dei rigurgiti nazifascisti? E' storicamente assodato che quando la sinistra non raccoglie le istanze del popolo, fatalmente lo fa la destra estrema, fascista e nazista.

      Prego perdere il tempo di leggersi il discorso del Fuhrer al Reichstag del 30 Gennaio 1937, la parte relativa alla situazione socioeconomica, non i deliri sulla razza! Pare un discorso di Che-Guevara!

      Peccato che invece era Hitler! Auguro di tutto cuore a Bersani ,Monti, ed a tutto il canagliume ad essi connesso, che la storia faccia come ha sempre fatto: gli presenti il conto!

      Ed io, docendo questo, spero anche che comincino a cagarsi un poco sotto; solitamente al sentire "Verrà un giorno..." i mediocri alla Don Rodrigo si spaventano ...

      Melman

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    3. Sono sostanzialmente d'accordo con i tre che mi hanno preceduto.
      E' vero,diamogliela una possibilità a dei ragazzi che d'impatto ispirano fiducia,ma teniamo presente che anche questa potrebbe andar male e perciò credo proprio che sia il caso di cominciare a pensare,in caso di fallimento,di prenderci il nostro destino nelle nostre mani e di non affidarlo più ad altri

      cmq forza 5 stelle

      (se non altro per far capire a qualche "fascista in maschera" (Bersani) che non può pensare di prendere per il c... quelli che ai valori della sinistra ci credono davvero)

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  2. ah ah ah ah ah ,gente come Bersani mi fa ridere ormai,per dirla alla Grillo, "SONO MORTI E NON LO SANNO ! "

    Ps non sono mai stato un grillino

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  3. A me Bersani sta simpatico.
    Mi è simpatico per la faccia bonaria da parroco di campagna. Mi è simpatico per la parlata emiliana. Mi è simpatico perché si presta magnificamente al verso di Crozza.
    Invece dietro la facciata di simpatia, si cela un delinquente che ha contribuito alla svendita del patrimonio industriale e bancario italiano, come ministro del governo Prodi. Ha contribuito alla distruzione dei diritti dei lavoratori, costati lacrime e sangue ai nostri predecessori, appoggiando la criminale legge Biagi e l’ancor più criminale pacchetto Treu. Ha imbrogliato coloro che lo appoggiavano, e che lo hanno votato, giocando sulla loro ignoranza su questioni economiche e promovendo una politica di destra, dicendo fosse di sinistra. È un criminale associato al clan di D’Alema, uno dei peggiori politici, arrivato ad essere presidente del consiglio, che abbiamo sopportato. Peggio di lui solo Giuliano Amato, un altro di sinistra.
    Berlusconi arriva solo terzo, alla pari con Prodi, suo alter ego nelle questioni che contano.
    Non mi sorprende la sua affermazione, mi sarei sorpreso del contrario. Ora naturalmente cercherà di farla passare per una posizione di sinistra.
    Questo fascismo strisciante è peggiore di quello dichiarato di Fini, Bossi e Berlusconi.

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  4. I diritti dei lavoratori non sono costati kacrime e sangue ai nostri gloriosi avi, anche se loro hanno combattuto davvero per quello. Le lacrime e il sangue erano quelli del terzo mondo sul quale abbiamo rovesciato tutto il peso dei nostri problemi concedendoci il lusso di vivere come privilegiati.
    Tanto per citare un paio di esempi di cui ho gia' parlato l' industria tessile inglese in campo internazionale operava nei termini della piu' etica e perfetta concorrenza andando a tagliare il pollice delle filatrici indiane che si sotinavanlo colpevolmente a produrre in proprio e a costi minori minacciando la nobile industria britannica.
    Sempre gli inglesi hanno portato la fiaccola della civilta' in Cina con due guerre sanguinose al fine di costringere l' imperatore ad depenalizzare l' uso dell' oppio che era ovviamente venduto dalla famiglia anglo ebraica Sassoon che aveva sottratto il monopolio ai Parsi di Bombay.
    Ora di mondo da colonizzare non ce n' e' piu' e i nodi vengono al pettine. Ci renderemo presto conto che se non siamo nell' 1% dei plutocrati sfruttatori, cosi come siamo oggi in Italia stiamo tranquillamente nel 20% alto e che se veramente vogliamo la liberta', l' uguaglianza e la solidarieta' dovremmo drasticamente ridurre il nostro tenore di vita a favore dei diseredati sudamericani, africani e asiatici. Se gli elettori di Grillo lo hanno votato perche' sperano in un ritorno del vecchio welfare avranno una sorpresina non so quanto gradita e come ga detto un altro utente dalla sorpresina all' avvento della destra populista il passo e' breve.
    Inoltre provate a chiedere delucidazioni sul programma economico ai grillini e vedete come vi rispondono. Vogliono la banda larga gratis per tutti, gli si chiede quanto costerebbe e da dove tirerebbero fuori i soldi e loro o si impermaliscono o rispondono che e' inutile criticare, bisogna proporre.
    Se non si illustrano i dettagli che senso ha una proposta economica per quanto giusta e bella possa essere? Le proposte dei grillini senza rendiconto delle spese non sono perfettamente identiche al ciarlatanesco milione di posti di lavoro del non compianto Berlusconi?
    E allora mi viene in mente quel tal presidente del Partito Popolare brasiliano che diceva

    "o poder e' como o violino, segurase com a izquerda e tocase com a direita"

    Il potere e' come il violino: si prende con la sinistra ma si suona con la destra

    Non vorrei che i grillini fossero solo degli sprovveduti sanculotti che stiano inconsapevolmente preparando un "dopo".

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    1. i problemi con l'europa certo non mi aspetto che li risolvano i grillini in un batter d'occhio,ma se con i grllini le speranze sono poche,con il resto della politica sono ZERO ASSOLUTO!

      e poi non sono per niente d'accordo sul fatto che il welfare sia morto,tutte le ricerche economiche libere e indipendenti dicono l'esatto contrario,se vogliono farci credere di non poterci permettere un certo welfare è solo per aumentare i loro sporchi profitti e per disegnare un certo tipo di società autoritaria dove i pochissimi vivono bene e i moltissimi vivono male.
      Amico,non cascarci.
      Vedi anche Paolo Barnard Modern Money Theory per una introduzione.

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    2. Nessuno nega lo sfruttamento del terzo mondo, ma guarda che la storia del movimento operaio in Europa è intrisa di sangue. L'ultimo atto, in Italia, fu rappresentato dal governo Scelba.
      Io non condivido molte delle proposte di Grillo, ma oggi c'è un'emergenza democrazia che non può essere rimandata e Grillo mi sembra che sia l'unica alternativa elettorale decente. Il voto a Grillo è un voto di protesta contro la dilagata corruzione dei partiti e contro la svendita del paese, effettuata dai politici.
      Non sono d'accordo con molte delle sue ricette, ma una volta tanto l'importante non sono i programmi, ma il ripristino della legalità.

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  5. C'e' qualcosa che si chiama la bellezza del vivere. Ma non ha nome.
    Sapiamo che esiste. C'e' la necessita' che corrompe questa bellezza.
    C'e' il lavoro che dovrebbe appagare le nostre necessita', che in fondo non e' il diavolo che poi dipingono, fa parte della nostra natura umana, non obbligati subito ci me mettiamo a far qualcosa. Ci divertiamo. E' cosi importante che oggi in Italia e' diventato una forma di proprieta', io direi la forma di proprieta' per eccellenza in questo paese. L'immigrante ti ruba il lavoro, il politico ti da un lavoro, lo stato ti concede un lavoro. Tutta la politica ruota su questo tema. Entrate in un bar al mattino e questa e' la tematica.
    Una strana malattia si e' impossessata di questo popolo, non l'amore per il lavoro, di per se ridicolo, ma il diritto di proprieta' del posto di lavoro. "Dio me lo ha dato, guai a chi me lo toglie".
    Tutto cio' che minaccia questa proprieta' e' il diavolo.
    Oggi sul Sole24 "Il pensiero economico grillino"
    "Le politiche del lavoro sono un altro dei temi su cui puntano, a partire dal sussidio di disoccupazione garantito. Politiche che contano di finanziare con le "tasse di scopo", perché «se un progetto è condiviso dai cittadini», dice Marco Piazza, «potranno essere loro stessi a poter decidere di sostenerlo economicamente»"
    Gli articoli sono articoli e' molte volte son fuorvianti e quindi
    vorrei chiedere a qualche grillino ben informato:
    In un paese dove l"assistenza sociale fin ora e' stata il posto
    di lavoro nel Pubblico impiego e la carita' della Chiesa, scelta
    che ha gonfiato a dismisura sia le spese che l'occupazione nello
    stato pensate davvero di poter introdurre il cosiddetto "minimo redditto garantito senza ristrutturare lo Stato? O solo pensate di aumentare le tasse perché «se un progetto è condiviso dai cittadini potranno essere loro stessi a poter decidere di sostenerlo economicamente».

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    1. Eh no, non chiederlo qui, ti perdi tutto il divertimento. Vai sul sito di roma 5 stelle e domandalo nel forum. Sta a vedere come ti rispondono i sanculotti e vedrai che ti verra' un inspiegabile attacco di deja vu. Fate l' esperimento e riferitene qui, please.

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    2. A proposito delle tasse di scopo condivise da tutti i cittadini mi viene in mente la Cuba di Castro in cui vigeva l' istituto del lavoro volontario non retribuito obbligatorio. Non sto scherzando, eh? Fino a che su una bancarella de La Habana ho trovato un pamphlet tutto gualcito delle conversazioni attorno al fuocodi Castro e del Che durante la loro "latitanza" sulle colline dell' isola. E si leggeva dwl giovane Catsro che gia, teorizzava questa brillante forma di volontariato coatto ( o di straordinari a gratise) argomentando che questo "dovere civico" non era altro chemla necessaria realizzazione pratica della "natural compulsion de l' hombre" ad aiutare il prossimo. Al momento della messa in pratica si e' anche capita un' altra implicazione piu' sottile e cioe' che se non avevi la natural compulsion de l' hombre non eri un vero hombre e quindi andavi immediatamente sbattuto in galera.
      Mo' mi leggo l' ultimo post del Di Cori Modigliani che anche quando parla di cose che non mi interessano ci mette un sacco di informazikni a latere che mi ,eggo con gusto.

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