giovedì 17 maggio 2012

la Spagna nella bufera. La più importante banca nazionale cola a picco in borsa.



di Sergio Di Cori Modigliani


I francesi, di solito, vengono definiti i nostri “cugini”. E gli spagnoli? Spero che non siano i nostri fratelli, nel senso di appartenenti alla stessa famiglia, con i quali dovremo condividere, quindi, lo stesso destino.
Nelle ultime ore i dispacci di agenzia provenienti dalla Spagna e le notizie sulla web iberica sono davvero frastornanti. Comunque sia, una cosa è certa, cioè l’unica sulla quale sono tutti d’accordo: 400.000 persone, per lo più ceto medio, si ritengono “truffate e ingannate” dalla banca Bankia, una delle più solide e grosse del Regno di Spagna, garantita dal governo e dal Re, la quale esattamente un anno fa –era il 25 giugno 2011- presentò un piano di rifinanziamento e investimento approvato con applausi sia dalla BCE che dal Fondo Monetario Internazionale con inviati europei che volarono a Madrid e in televisione spiegarono al dimissionario Zapatero come si dovevano fare davvero le cose. Lanciarono un’offerta pubblica di azioni, invitando la popolazione ad acquistare azioni, sostenendo che faceva parte di un piano economico che avrebbe poi aperto la strada a crediti agevolati alle imprese. 400.000 persone abboccarono, fidandosi, visto che lo diceva l’Europa, consulenti del re, Zapatero balbettava un sì certo lo farei anch’io e il candidato dell’opposizione Rajoy (poi eletto a settembre) incitava in televisione la gente “a dare il proprio contributo per la ripresa economica”. In massa, gli spagnoli acquistarono il titolo pagandolo la cifra tra 3,5 e i 4,12 euro ad azione, consentendo alla banca un rastrellamento di circa 2 miliardi di euro. Ciò che agli investitori non era stato detto consisteva nel fatto che quei soldi servivano per pagare dei mostruosi interessi passivi su investimenti speculativi dei derivati che erano andati male a J.P. Morgan, la quale –a sua volta- li ha persi, procurandosi un buco di circa 3 miliardi di dollari. Chi acquistava il titolo, lo depositava poi in banca come garanzia per avere prestiti. Morale della favola: il titolo, in undici mesi ha perso il 75% del valore e oggi in borsa valeva 1,2 euro. La banca, quindi, chiede a chi ha avuto il credito di pagare la differenza perché il titolo vale oggi il 75% di meno. Soltanto a Madrid si calcola che circa 30.000 famiglie (per lo più dipendenti pubblici e piccoli professionisti) sono rovinati e hanno perso tutto. Non soltanto la banca li ha ingannati. Ma adesso pretende il pagamento del differenziale. La gente è inferocita.
Le notizie che vengono dalla Spagna si dividono in due categorie: A). Ufficiali. Tutti d’accordo. “Non è assolutamente vero che sono stati ritirati dai correntisti soldi in contanti e la voce è completamente destituita da ogni fondamento. Il titolo va male in borsa perché siamo oggetto di speculazione finanziaria internazionale”. B). Networks indipendenti. Nelle radio, nelle piccole televisioni locali e in rete, invece, si cominciano a sommare le voci facendo calcoli empirici dai quali verrebbe fuori –come sostiene in Italia rainews24e Milano Finanza- che sono stati ritirati dalle banche circa 1 miliardo di euro negli ultimi quattro giorni.

Splendida (si fa per dire) una intervista che sta facendo il giro della Spagna a un consulente finanziario della borsa di Lisbona, al quale hanno chiesto se anche in Portogallo stesse accadendo la stessa cosa. “Da noi no, non c’è più niente da ritirare”.

Non è facile riuscire a districarsi tra la miriade di informazioni, spesso contrastanti, che provengono dalla Spagna. Ma una cosa mi sembra certa e lampante: nessun esponente politico, né tantomeno dirigenti bancari dal commesso di cassa fino al presidente, forniscono notizie attendibili alla cittadinanza. Stanno colando a picco, e cercano di raschiare il barile fintantoché è possibile.


Notoriamente, quando una banca è in difficoltà grave, l’ultima cosa che fa è dirlo in giro. Non solo. Tanto più va a fondo, tanto più emettono comunicati ottimisti.

Guardandolo dall’esterno è uno scenario affascinante; per noi che, invece, ci siamo dentro, definirlo inquietante è dir poco. Queste sono persone che vivono in un mondo altro, che non ha nessuna relazione e nessun rapporto con il mondo reale delle persone.
Basterebbe pensare che Alessandro Profumo (buttato fuori da Unicredit qualche anno fa con una liquidazione intorno ai 45 milioni di euro e una pensione di circa 800.000 euro all’anno) ha annunciato, due mesi fa, che intendeva dedicarsi alla politica attiva (nel PD) è stato assunto come Presidente di MPS (Monte dei Paschi di Siena) con uno stipendio di circa 6 milioni di euro l’anno più benefits e rimborsi spese. Da quando ha preso il controllo della banca, il titolo in borsa a Milano ha perso circa il 30% del suo valore. Il 9 marzo il titolo valeva 0,42 euro. Oggi, vale 0,20. In meno di tre mesi ha perso il 51% del suo valore. Ad aprile, esaltato come principe del managers che davvero se ne intendono, ha girato i salotti buoni di tutta la Toscana –in alcuni casi addirittura presentandosi insieme a Stefano Fassina perché adesso Profumo fa il sinistro- spiegando come e perché la banca è solida, sana ed è un investimento sicuro e garantito, convincendo imprenditori e famiglie ad acquistare il titolo. Ha raccolto circa 600 milioni di euro. Migliaia e migliaia di famiglie toscane hanno abboccato. Da allora è sceso del 22%. 
In compenso hanno aumentato lo stipendio a tutti gli alti dirigenti.

Prima o poi (quantomeno me lo auguro) la gente si sveglierà anche in Italia e comincerà a chiedere conto su tutto ciò.

Wall Street Journal, Dow Jones, Fitch, Moody’s considerano il titolo MPS “spazzatura”.

14 commenti:

  1. Mi vengono in mente certe pubblicità televisive di Unicredit e MPS... davvero siamo un popolo che non riesce a far altro che farsi prendere per i fondelli.
    Alla grande.

    Aigor

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    1. hai proprio ragione amico,dovrebbero creare delle agenzie di rating per valutare la popolazione e non solo i titoli,ci accorgeremmo che i default degli stati sarebbero ben poca cosa!

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  2. Leggo da alcune settimane il tuo blog, che trovo molto profondo, scritto benissimo e molto interessante. Non sarebbe il caso di alzare il tiro ed esporre i motivi per cui questi manager alla profumo, marpionne, ecc sono strapagati per affondare gli asset strategici italiani? Se l'obiettivo e' impoverire il paese e svendere tutto ai Rotschild e company, diventa chiaro il motivo di questo accanimento poco terapeutico, per cosi' dire. Spero in Un bank Run globale, una rivoluzione silenziosa ma determinata, un passaparola che ribalti la situazione e riporti i veri valori al centro dell'attenzione. E un po' di ladroni al loro posto ai piombi.

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  3. Ecco,il risveglio delle persone,questo è il vero problema dei problemi.Fino a che le persone non partecipano attivamente informandosi su quello che ci sta succedendo non faremo molta strada.....

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  4. http://keynesblog.com/2012/05/15/per-la-grecia-e-leuropa-la-soluzione-potrebbe-venire-da-keynes-con-laiuto-di-hollande/

    Per favore caro Dicorimodigliani,se lei è in contatto con qualche "Hollandiano" francese può segnalargli (credo anche a suo nome)
    che in Italia c'è gente che si sente di sinistra ma che non si sente per nulla rappresentata e neanche vuole esserlo,dai principali partiti della sinistra italiana?

    Giusto per farli sentire meno soli nella loro battaglia con la Merkel...

    (credevo di aver già postato questo commento poi invece non è apparso,quindi lo ri-posto)

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  5. http://www.youtube.com/watch?v=BOPS234cjGY

    invito il pubblico di "Libero Pensiero" a guardarsi una bella intervista del Messora,si,lo so,sono cose che tutti ormai sappiamo ma è sempre bello vederlo

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  6. Credo che mai nella storia della umanita' sia sia assistito a un tale
    camuffamento della realta'. Destre che citano Marx. Sinistre diventate patriottiche che sostengono la sovranita' nazionale. Donne immonde colpevoli di abortire, immigranti colpevoli di aver rovinato una nazione.
    Si diceva una volta che chi nasconde la verita' sa dove sta la verita', chi mente, invece, finisce per non sapere piu' dov'e' la verita'.
    Questo era un paese dove il risparmio delle famiglie era tra i piu' alti al mondo. Un paese al quale si e' raccontato per anni che il debito dello stato non contava nulla, intanto era un debito interno. Mentre a parole e a promesse si continuava a far credere a un cambiamento il debito saliva, l'inefficienza diventava regola, le liberalizzazioni erano solo parole e mai competivita', l'inflazione non esisteva.
    Tutti sapevano di essere male amministrati, tutti lo sappiamo. Conosciamo benissimo la malattia. C'e' un orgia di stregoni li fuori che non potendo ne volendo curare la malattia ci indica i sintomi, i malefici sintomi come cause della malattia. Riempe i giornali di falsi invalidi, animali mostruosi causanti la putrefazione del paese, mai una parola sui medici e sulle commissioni che hanno concesso queste invalidita'. Mai una parola su una assistenza sociale di uno stato di una classe dirigente ridotta
    a trucchetti per farsi soldi vendendo normali diritti come concessioni paganti.
    Marx non faceva analisi di un simile paese.
    La malattia si chiama come la chiamavano cent'anni fa i nostri vecchi cattiva amministrazione e se non usciamo da questa crisi
    con un nuovo modello di stato allora si andremmo dai grandi stregoni
    a comprarci qualche indulgenza plenaria, sara' l'ultima cosa che ci
    rimane. L'ultimo trucchetto.

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    1. "Donne immonde colpevoli di abortire, immigranti colpevoli di aver rovinato una nazione"

      Non ho capito se è sul serio o se è ironico.

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    2. spero vivamente anch'io che non sia sul serio

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  7. Vi sono delle inesattezze: Profumo ha rinunciato al compenso da presidente; sono stati ridotti i vicedirettori generali di Mps; il titolo è crollato a causa dell'inchiesta della Gdf e delle tensioni in Europa: non perchè non valga niente, anzi Mps è penalizzata dal fatta che invece di fare operazioni nel mercato finanziario presta soldi a famiglie ed imprese ovvero i soggetti più esposti alla crisi....E poi si parla sempre delle agenzie di rating che sono delle locuste inattendibili e poi si usa la notizia del declassamento di mps: mi sembra quanto meno avventata come decisione....perchè non si parla delle banche che fanno operazioni sui mercati finanziari e distribuiscono super bonus ai propri manager?

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    1. Le dico con molta chiarezza che non intendo stare qui a scambiare opinione con un anonimo che salvaguarda gli interessi di una banca che definire quantomeno "inquietante" è dir poco proprio in virtù delle sue operazioni (guarda caso) anonime. Mi pende per uno scemo? Il fatto che mps si affidi ad anonimi per salvaguardarsi la dice tutta sullo stato inverecondo della propria comunicazione esterna. Perchè non si va a informare da Fabrizio Viola? Già che sta gli chieda com'è andata l'incorporazione della banca di crotone, la banca di catanzaro quando stava alla banca popolare dell'emilia romagna che ha contribuito ad affossare brillantemente...si faccia un giro della Toscana e veda che cosa dicono della mps....siete senza pudore. Ma soprattutto siete privi di stile.

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    2. ma tu chi sei,
      Profumo ?

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  8. Questi manager o sono degli incapaci o sono in malafede. Ma poiché i loro affari li sanno fare benissimo, guadagnando fior di milioni nonostante abbiano penalizzato le banche, propendo per la seconda ipotesi. Ed è più grave perché scientemente si adoperano in combutta con politici e delinquenti di varia natura a spolparci sino al midollo.

    Se è vero che la triade Monti, Draghi, Grilli negli anni 90 s'è servita dei derivati/spazzatura per la contabilità dello Stato,oggi ci sarebbero circa 200 miliardi di euro di questi derivati che potrebbero fare saltare il banco in qualsiasi momento: un potere di ricatto enorme nelle mani dei soliti.

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  9. Non sono Profumo e non ho nessuno interesse a difendere mps: ho semplicemente riportato fatti verificabili da tutti...così come è verificabile che la banca popolare di crotone è stata fusa con la banca popolare del materano ed insieme hanno formato la banca popolare del mezzogiorno con sede a crotone( non a catanzaro...)che nel bilancio 2011 ha triplicato l'utile: quindi non mi pare che viola abbia affossato ne la popolare di crotone ne la popolare dell'emilia romagna...basta andare a leggere i risultati per rendersene conto...

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