domenica 13 maggio 2012

Decisivo test elettorale in Germania. Una potente classe intellettuale tedesca sta andando all'attacco frontale contro Angela Merkel



di Sergio Di Cori Modigliani


“Ci sono i pazzi, il cui numero aumenta nei momenti di grave disperazione sociale, arrivando addirittura al punto di diventare ottimisti, perché còlgono, nella imminente tragedia, i segnali della metamorfosi. Per questo sono pazzi”.
Lo dice un personaggio di un romanzo di Isaac Singer “Shosha”, uno splendido libro che consiglio a chiunque.
Sono uno di quei pazzi ottimisti.
Da cui l’augurio, per questa sera, di un ‘altra vite schiodata dalla bara dell’Europa.
Nel cuore pulsante della Germania, la zona della Renania-Westfalia (tipo Lombardia e Veneto messi insieme) tra le più industriose, popolose e ricche d’Europa, oggi si vota alle elezioni amministrative. L’esito del voto è fondamentale per tutti noi.
Talmente importante che, nella prospettiva di una riunione d’emergenza lo scorso lunedì a Bruxelles tutti insieme, la Merkel ha chiesto –e ottenuto- di rimandare al dopo voto del 13 maggio. Per lei è decisivo.
Per lei e la per la CDU basta vincere con uno 0,1% dei voti, o perdere per 0,5% dei voti.
E’ noto come, per tradizione elettorale riconosciuta in tutto l’occidente, quando ci sono delle crisi e dei problemi gravi economico-sociali, la compagine che si trova al governo viene penalizzata, indifferentemente di centro, di destra o di sinistra. Per la serie “piove, governo ladro”, quindi: voto di protesta.
Non è il caso della Germania.
La Germania non ha nessun problema, se non noi.
Cioè il resto d’Europa.
Massima produttività mai raggiunta, massima solvibilità, massima solidità politica, massima coesione sociale, un perfetto funzionamento della macchina sociale con uno stato welfare ed equo-sostenibile davvero invidiabile. Massima redditività. Un vero paradiso.
Quindi, in teoria, per la Merkel, dovrebbe essere facile facile. Perché le armi dell’opposizione, inevitabilmente, finiscono per andare a sbattere contro il muro del comprensibile egoismo umano: per quale motivo i tedeschi dovrebbero rinunciare a un tenore e stile di vita eccellente per dare una mano ai corrotti greci, ai pasticcioni deliranti italiani, ai mitòmani spagnoli, agli utopisti fannulloni portoghesi?
C’è un ma.
La Germania, da almeno 300 anni, produce inarrestabilmente -ormai penso che sia diventato un fatto genetico- una classe intellettuale superba, di eccellenze pragmatiche invidiabili, che finiscono per fornire una venerabile illuminazione al resto d’Europa….quando non finiscono dentro a un forno o gasati in un campo di concentramento.
Per fortuna, per il momento, non siamo a quel punto.
E veniamo alla notizia che mi induce a uno sfrenato ottimismo sui risultati elettorali.
Una mente superba teutonica, un professore modesto (come fama, come gloria, e come carriera) ma portato in palma di mano negli esclusivi circoli accademici planetari, Eckard Hein, economista doc, specializzato in “sistemi macroeconomici di sviluppo delle nazioni” è stato còlto da una specie di curioso singulto civico e ha fatto campagna elettorale in questa regione. Intendiamoci, nella maniera teutonicamente più intelligente possibile. Non è andato in giro a comiziare –come da noi- sotto le bandiere dei verdi o dei pirati o dei sostenitori di Hollande. Nient’affatto. Alla chetichella, insieme ad altri cinque colleghi, negli ultimi due mesi, di sua iniziativa, si è fatto tutta la regione spiegando ai tedeschi il perché “la Germania sta correndo il rischio di andare incontro a una deflagrazione che affonderà il paese provocando una crisi economica che può far affondare la nazione germanica  riportandolo indietro di 60 anni”. Non ha mai parlato né dei greci né di Berlusconi né di Sarkozy né degli spagnoli. E’ andato in giro a dare informazioni ai tedeschi sui tedeschi, è andato a spiegar loro perché la Merkel li affosserà tutti, prospettando l’applicazione di un suo modello economico post-keynesiano (dagli esperti considerato realistico quanto efficace) che può essere applicato a costo zero, con due telefonate. Ha anche spiegato a chi, le telefonate: una a Mario Draghi e l’altra ad Angela Merkel. Ha anche già preparato tutto il piano tecnico che prevede la costituzione di un ente immediato economico europeo –diramazione della BCE- che si assume in proprio l’intero debito pubblico di tutte le nazioni dell’euro, in modo tale da aggirare la mannaia dell’obbligo del pareggio di bilancio, gestendolo attraverso un sistema di auto-finanziamento basato su prestiti a garanzia proprio dalla finanza speculativa (es. chiaro e divulgativo: uno va da Goldman Sachs e gli dice: caro lei, io ho in mano 20.000 miliardi della vostra carta straccia; esistono due strade: a). Con un decreto legge le dichiaro nulle di valore e voi affondate miseramente insieme a noi; b). Ne riconosciamo la validità e per il momento vi consentiamo ancora per un po’ le vostre perversioni nefaste ma a condizione che ci diate un prestito di 10.000 miliardi di euro a un tasso minimo concordato da tutti i governi europei e come garanzia diamo la vostra carta straccia che voi non potete non prendere perché voi l’avete prodotta, e se non la considerate valida, allora, grazie per l’informazione, vuol dire che non è valida per nessuno e così si cancella il debito di tutti, dato che voi stessi sostenete che non ha valore reale). Oltre a questo, ha ideato un ingegnoso meccanismo realtivo allo spread, basato su una idea elementare ed efficace. Lo spiego qui in maniera semplice: La BCE, ogni inizio del mese annuncia pubblicamente fino a quale cifra possono arrivare gli interessi negativi delle singole nazioni dell’euro; tipo: “in questo mese di maggio, siccome l’Italia deve vendere 25 miliardi di bpt all’asta, lo spread tra l’Italia e la Germania non può superare la cifra di 275, quindi tutte le banche europee si atterranno ai dispositivi per cui si acquistano bpt italiani “all’infinito” ogniqualvolta si supera la cifra di 275, fine del comunicato” in tal modo impedendo alla speculazione internazionale sui derivati di poter esercitare qualsivoglia forma di scommessa, cominciando, così, poco a poco a “rieducare i mercati” che si sentono sotto controllo. Per la serie: “the party is over, let’s go back to work”. Ha pubblicato un breve studio sulla questione "Finance-dominated capitalism, re-distribution and the financial and economic crises - a European perspective," pubblicato nel 2011 su riviste economiche specializzate del circuito accademico, prima in lingua tedesca e poi tradotto in inglese, uno studio che una nazione ha preso in mano e ha cominciato a usare come arma di contrattazione con Berlino: l’Austria. Con la Merkel stanno in rotta di collisione.
Da qui, il mio ottimismo.
Le informazioni che provengono dal cuore della Germania da diverse parti, proprio perché la nazione non è disperata, non è affatto in preda al panico, e non ha problemi economici, ci raccontano che una classe intellettuale solida di pensiero (quattro anni fa era una pattuglia, poi è diventato un battaglione, ma le fila si stanno ingrossando) sta diffondendo una vera e propria rivolta intellettuale contro l’idea d’Europa di Angela Merkel.
Il piano economico del prof. Hein e dei suoi assistenti ha un corposo capitolo dedicato alle “economie periferiche mediterranee”, cioè Grecia, Italia, Spagna e Portogallo dove spiega come e dove ci siano risorse finanziarie per lanciare investimenti e occupazione da Oporto al Pireo, passando per Malaga e Genova.
Rimango dunque ottimista.
Vediamo che cosa succede.
Per i più curiosi e attenti, qui di seguito do tutte le indicazioni per mettersi in contatto con il prof. Hein e con quelle persone che in questo momento stanno conducendo una battaglia davvero forte che io mi auguro vincente. Non è fatta di slogan, non contiene demagogia né ideologia, è praticamente anonima. E’ una battaglia còlta. E’ basata sul recupero del Senso.
Le manovre neo-liberiste alla Monti non hanno un Senso, tutto qui. Affondano l’economia invece di risollevarla. Semplice, comprensibile a chiunque, elementare. Basta informarsi.
In giro per l’Europa esistono intellettuali disponibili ad informare i popoli europei.
Contatti diretti con il prof. Heckard Hein:
posta: Schackstrasse 4,  D-80539. Munich. Germany.

Telefono:+49-(0)89-2180-2219
Fax:+49-(0)89-2180-3900
Webpage:
 http://mpra.ub.uni-muenchen.de
http://www.hwr-berlin.de/fachbereich-wirtschaftswissenschaften/

Buona domenica a tutti

8 commenti:

  1. Premesso che l'argomento è molto complesso e, per quanto mi riguarda, cerco di leggere tutto quello che posso e poi ragiono con la mia testa.
    Cercherò di essere semplice.
    Ho sempre pensato che la Germania, ha utilizzato l'euro per scopi abbastanza chiari, in combutta con la finanza speculativa internazionale.
    Ovvero la BCE, ha dentro tanto di Germania ma, si c'è un ma, anche loro, hanno venduto la sovranità monetaria, ed ora anch'essi sono invischiati in questo meccanismo.
    Quello che dice questo prof. Eckard Hein, sta cercando di spiegare che "finchè si riesce a pagare il "debito di signoraggio" tutto va bene e se si ha qualche soldo in + ancora meglio, ma ora che la crisi morde anche loro.... (del resto nessuno immerso in questo ingranaggio ne potrà essere escluso) per dirla semplice sono affaracci loro.
    Sbaglio!
    Se si dove?
    Grazie per la risposta.
    Orazio

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  2. in realtà sono affari di tutti noi....io la davo come notizia importante per l'Europa (e quindi anche per noi)....e cioè in Germania comincia a diffondersi la consapevolezza che il cosiddetto "miracolo" tedesco è uno dei tanti aspetti della truffa planetaria, e poichè la gente si muove e capisce purtroppo soltanto quando viene toccata nei propri interessi, aumentano le probabilità che i tedeschi si diano una smossa. Se qualcosa cambia in positivo per l'Europa e per tutti i popoli europei, io non mi metto a fare l'orgoglioso. L'importante è bloccare e fermare questo meccanismo perverso quanto prima è possibile.

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  3. Ho detto affaracci loro, in quanto si parlava di loro...
    Di noi lo sappiamo già.
    Saluti.
    Orazio

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  4. si sente davvero molto il bisogno di notizie come questa e quella precedente...piccoli spiragli di speranza per il futuro, il risveglio dal sonno della ragione...ed io non so come ringraziarla, per il suo lavoro preziosissimo e puntuale :)
    Luu

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  5. Bagnai nel suo blog ha liquidato Hein dicendo che è un amico dell' euro e che non ha tempo di leggerlo.

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  6. Gent.mo Sergio, leggi questo:

    http://www.byoblu.com/post/2012/05/14/Il-paradosso-taciuto-dello-spread.aspx

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  7. La vittoria della Kraft e la pesante sconfitta della Merkel farebbero sperare in un cambiamento a favore delle proposte di Hein, anche se la cancelliera ha già dichiarato che nulla cambierà a livello di politica nazionale. Però è significativo il credito dato dagli elettori alla Kraft, che sostiene idee come: meglio fare debiti subito nell'interesse della popolazione che avere il bilancio di pareggio e tanti guasti sociali da riparare dopo.

    Ma basterà la Renania-Westfalia a far cambiare marcia o bisognerà attendere il prossimo anno quando la Kraft potrebbe diventare il nuovo cancelliere tedesco? E nel frattempo?

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