lunedì 14 maggio 2012

La rete non perdona. Ambra Murè su paesesera.it scopre che hanno preso in affitto delle schiave per marciare a Roma. E Sandra Giuliani sfida il sindaco di Roma.



di Sergio Di Cori Modigliani


Ieri, 13 maggio, giornata della mamma, a Roma, capitale d’Italia, il sindaco della città, on. Gianni Alemanno, dotato di  apposita fascia tricolore, oltre ad aver fornito il patrocinio di Roma Capitale, ha inteso dare un segnale forte politico, scendendo in piazza insieme all’estrema destra organizzata di Forza Nuova, Azione Mussolini, e Casa Pound, per manifestare la propria esigenza sociale contro la legge 194, che consente l’interruzione di gravidanza.  Sostenuto dal movimento per la vita, un gruppo di persone che sembravano uscite dall’armadio satirico di una clownerie alla Crozza, hanno marciato nel centro di Roma dando una dimostrazione pratica dell’attuale deriva della società civile italiana che l’estrema destra intende cavalcare al fine dichiarato di spingere l’Italia ancora più in basso.
L’abbassamento intellettuale del dibattito in Italia e la trasformazione del confronto civile a puro gossip ciarlatano, sta provocando un arretramento e una pericolosa deriva reazionaria, mentre le forze politiche della cosiddetta sinistra democratica seguitano a dormire, nella più totale indifferenza rispetto a ciò che accade nel territorio del paese. Vedere dei nazisti, insieme a plotoni di suore, e a tante ragazze con dei fiori in mano circondate da picchiatori fascisti che seguono la consigliera regionale Olimpia Tarsia, a braccetto con il sindaco, in teoria rappresentante dell’intera collettività, è la punta dell’iceberg di un totale arretramento dell’Italia in questo drammatico momento.
E’ un segnale della nostra marginalità che situa l’Italia alla periferia del dibattito europeo. Mentre Alexis Tsipras ad Atene, Francois Hollande a Parigi, Johanna MacEwan a Edimburgo, e la governatora della Westaflia Hannelore Kraft in Germania, danno la sveglia al continente, chiamando a raccolta le menti pensanti per una rivolta pacifica e democratica, in Italia, invece, dove prosegue la narcolessia del paese, il sindaco della capitale chiarisce come dietro la apparente opposizione all’austerità, l’apparente antagonismo della destra alla stretta economica, l’apparente tentativo di coinvolgere la cittadinanza a una maggior presenza civile, ci sia dietro il consueto trito e ritrito campionario di un pensiero obsoleto e di una pratica consolidata. Alemanno ci chiarisce la autentica strategia politica civile che si cela e subdolamente si nasconde dietro le quotidiane litanie sullo spread, aliquote varie, crolli di borsa e pace sociale.
Non è vero che la destra e la sinistra non esistono più; questo è uno dei più macroscopici falsi ideologici alimentati da servi massmediologi d’accatto, il cui fine consiste nel creare una pappa uniforme, nonché informe, per potersi poi scagliare nel momento opportuno contro la società civile, contro le conquiste legali per le quali milioni di brave persone consapevoli avevano combattuto nei decenni precedenti.
Questa di Roma è stata una ignobile truffa, pericolosa e inquietante, alla quale i media nazionale volutamente hanno dato poco risalto, essendo la quota parte dell’integralismo vaticanense maggioritaria, sia all’interno del comune di Roma che dentro al governo centrale a palazzo Chigi. Meglio non alzare polvere per non perdere la pubblicità.
Mentre la sinistra democratica prosegue il suo mortificante suicidio collettivo, e gran parte dei movimenti di opposizione seguitano ad allestire proteste, marce, collettivi contro le mega banche, la cupola finanziaria, e la cosiddetta casta, la destra al potere in Italia tenta l’affondo finale per cancellare dalla “vita quotidiana esistenziale” gli ammortizzatori socio-psicologici di tenuta e di coesione nazionale.
Tutto ciò induce a delle riflessioni ma allo stesso tempo impone di accelerare i tempi dell’organizzazione sociale dei cittadini per cominciare a fornire delle risposte politiche. Immediate, contundenti, efficaci.
La buona notizia è che esiste ancora una stampa (piccola, modesta e di nicchia) che riesce, pur nelle mille difficoltà, a fare buona informazione. E c’è chi tenta delle provocazioni intelligenti per dare la scossa.
Una intelligente cittadina, attiva nel campo della divulgazione e promozione culturale, un’imprenditrice (ha una pimpante casa editrice) Sandra Giuliani, ha inviato una lettera di protesta al sindaco Alemanno che è, però, qualcosa di più d una lettera.

E’ una sfida.

L’ha inviata anche ai media mainstream. Silenzio, nessuna notizia.
Ad eccezione del quotidiano on line, paese sera.it, che è stato l’unico a recepire il messaggio e divulgarlo.
Ecco la lettera:
caro Sindaco di Roma, 
sono certa che se 
Roma Capitale intende davvero patrocinare la Marcia per la Vita contro la 194 sarà altrettanto pronta a sostenere "la Marcia contro il femminicidio" che come Lei sa - dai giornali - è un'emergenza sociale soprattutto perché coinvolge quei luoghi "sicuri": famiglia e relazioni affettive uomo/donna, che questa Vostra Marcia intende rivalutare considerando invece un pericolo l'autodeterminazione della donna e la cultura di una maternità consapevole che lo Stato ovviamente sostiene e tutela con misure adeguatissime al rispetto della vita, dalla nascita alla morte. Aspettiamo quindi il Suo patrocinio e la presenza di Livia Mennuni in piazza... ci dica quale il giorno che preferisce... 
                                                                               Una 
cittadina romana.

L’iniziativa proposta da Sandra Giuliani ha un suo retrogusto di furibonda attualità che non può non restare inascoltato dalla società civile collettiva: se vogliamo rimanere in Europa, come civiltà evoluta, dobbiamo prendere atto che in Italia il morbo della violenza omicida contro le donne sta dilagando, né più né meno dei suicidi, e da qualche giorno, come sappiamo, anche con una riedizione di pistolettate in salsa, così sembra, anarchica.
Non riguarda più soltanto le donne, ma riguarda tutti noi. Ed è quindi giusto sottoscrivere la lettera di Sandra Giuliani. Perché è un impegno di tutti noi dare il proprio contributo per abbassare la potenzialità di violenza emergente che è un autentico pericolo. Ma lo si può fare soltanto opponendo delle resistenze culturali collettive e civili.
Allego qui, in copia e incolla, una dichiarazione tratta dal sito
in cui un’altra cittadina romana, Lola, ha manifestato il proprio sdegno e disadoro.
Lo pubblico qui per condividere con voi il polso dell’umore della collettività.
Marciate voi, io voglio vivere.
Domenica la mia città, "centro della cristianità e del potere politico" sarà attraversata dalla "marcia per la vita", un corteo diverso da quelli "indecorosi e blasfemi" che siamo soliti vedere e che tanto fanno piangere  Gesù e imbestialire il SindacoDegliAltri. Domenica sarà in piazza il popolo che vuole "affermare il valore universale del diritto alla vita e il primato del bene comune sul male e sull’egoismo", che vuole cancellare quell'abominio chiamato 194, che nel nostro paese ha causato ben cinque milioni di morti (nota a margine: è da quando sono adolescente che questa gente parla di questi cinque milioni: se non sono aumentati in una ventina d'anni, non dovremmo tutti festeggiare?), che ci vuole fare sapere che esiste una bella differenza "tra Bene e male, tra Vero e falso, tra Giusto ed ingiusto", che chiama gli uomini di buona volontà all'adunata e ricorda a tutti che la vita è indisponibile ed è dono di Dio, quindi non è che puoi scegliere come viverla.  Mo' che è 'sta moda di volersi autodeterminare, di voler decidere della propria sessualità, della propria vita e della propria morte? Niente aborto, niente pillola del giorno dopo, Dio ci scampi e liberi dall'abominio dell'eutanasia e se proprio volessimo essere gente seria fino in fondo, abbandoniamo pure sesso allegro e profilattici. Ah, se sei gay fatti curare.  Prima della simpatica marcia ci sarà un convegno, "chi salva una vita, salva il mondo intero", dedicato a Chen Guangcheng.   Il programma prevede interventi che spaziano da  "Aborto e mentalità contraccettiva: che cosa dicono i numeri?" allo spazio dell'etica in scienza e tecnica. Si parlerà di diagnosi prenatale, delle "radici demografiche della crisi", della "difesa integrale della vita" e della "donna che accoglie la vita".  In cattedra saliranno ben due donne e sette uomini. E in effetti il punto di vista di sette persone che non dovranno mai scegliere se figliare o meno è davvero imprescindibile. Cosa credevate, ragazze mie, che l'aborto riguardasse voi donne? Sciocchine, l'aborto riguarda soprattutto maschi e preti. Non mancheranno le testimonianze, anche se quella che mi stimola di più è senza dubbio alcuno quella di Giovanni Lindo Ferretti, che ha abbandonato una vita dissoluta (punk, comunista, Lotta Continua, secondo me pure qualche canna) grazie all'amore di Dio e -dicono i più acidi- al terrore della morte. Ovviamente la marcia può vantare la piena adesione di Olimpia Tarzia, che in una splendida intervista racconta il perché della sua partecipazione. [Olimpia Tarzia, per chi non lo sapesse, è quella che sta distruggendo i Consultori del Lazio, luride fabbriche di morte dove donne di facili costumi corrono per abortire i figli della vergogna e della lussuria.]
E adesso veniamo alla notizia del giorno, che inchioda il sindaco Alemanno allo squallore della sua scelta politico-esistenziale:
“Una giovane cronista di paese sera.it, Ambra Murè, scopre che le manifestanti alla marcia della vita di Roma, in realtà, sono disoccupate, assunte a 35 euro, attraverso un annuncio a pagamento pubblicato sul sito InfoJobs il più seguito e cliccato da chi è in cerca di uno straccio di lavoro”.

Scrive, infatti, la Murè:
Non c'erano solo gli anti-abortisti alla marcia per la vita. Mischiati in mezzo a loro, come rivelato da Paese Sera, anche giovanissimi "fundraiser". O "dialogatori", come vengono elegantemente chiamati nel settore del no profit i ragazzi reclutati al solo scopo di raccogliere fondi. Anche le cause più nobili, si sa, hanno bisogno di un sostegno economico. E dal sacro al profano il passo è breve, specialmente se hai vent'anni e cerchi un modo per arrotondare la "paghetta" mensile che ti passano i tuoi. "Abbiamo visto questo annuncio su InfoJobs - hanno raccontato due studentesse fuori sede incontrate a via dei Fori imperiali - Sapevamo solo che si trattava di un lavoretto nel settore no profit. Abbiamo mandato il nostro curriculum e siamo state immediatamente contattate". Quattro ore in piedi sotto un sole cocente per "37 euro". 
L'ANNUNCIO SUL WEB - È stato pubblicato il 4 maggio, ma si trova ancora on line, inserito sul portale più frequentato dai disoccupati italiani: InfoJobs. Eccolo l'annuncio col quale sono state reclutate le due ragazze (e, presumibilmente, non solo loro): "La filiale di Roma Anagnina dell'agenzia per il lavoro Orienta spa cerca, per associazione cattolica no profit, dialogatori per raccolta fondi da effettuare in occasione della marcia per la vita che si svolgerà nella mattina (orientativamente 9-13) del giorno 13-05-2012, che partirà da Colosseo per arrivare a Castel Sant'Angelo". Un lavoretto semplice, ma comunque non adatto a tutti. Si richiedono infatti: "interesse per le tematiche umanitarie e no- profit, spiccate capacità comunicative, predisposizione al rapporto con il pubblico e al lavoro in team, determinazione e puntualità". Il tutto per "35-40 euro netti". "Ah, ecco - ironizza qualcuno su Twitter - la marcia era contro la disoccupazione giovanile".
Ho contattato il comune di Roma per chiedere ragguagli in merito e verificare tale articolo.  Dopo aver bofonchiato qualche tiepida giustificazione, alla fine hanno ammesso. Mi hanno risposto: “E’ un modo per manifestare la grande attenzione del sindaco all’attuale disagio sociale, partecipando con senso di responsabilità e grande generosità anche a garantire un gettone di presenza ai più bisognosi”.

No comment.

7 commenti:

  1. E questa la seconda lettera inviata ad Alemanno il giorno stesso della Manifestazione e che ora in molti/e sottoscrivono e condividono sulla ..rete

    "Peccato per Lei perdere così rovinosamente un'occasione di civiltà e di rispetto per le donne della Sua città. Roma oggi si è impoverita - grazie al Suo gesto simbolico - di 100 anni per quei manifesti con feti morti e per quel coro di "donne assassine!" sollevato da preti, politici e cattolici ipocriti patrocinati tutti da Roma Capitale.
    Non starò qui a difendere la L.194, non ne ha bisogno. Starò qui a difendere la mia volontà, la mia dignità di donna e di cittadina.
    Mi riprendo la mia Città, Alemanno, a fianco di tutte le donne, soprattutto quelle assassinate, oltraggiate da questa Vostra messinscena; scendo a fianco dei Consultori che i Suoi obiettori di coscienza vanificano; scendo a fianco dei Centri Antiviolenza che i Suoi tagli demoliscono, scendo a fianco dei figli e delle figlie nati da maternità consapevoli liberamente scelte e per i quali non c'è struttura o servizio da Lei inventato che garantisca davvero la vita, perché ancora una volta la Sua politica vorrebbe la donna pronta a sorreggere il welfare del Mondo, a testa bassa e consenziente. Le donne, Alemanno, non sono affatto consenzienti: sono persone che si autodeterminano. E Lei non le rappresenta.
    Questa città da oggi, 13 maggio 2012, non ha più un Sindaco."

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  2. Saxo Grammaticus14 maggio 2012 08:27

    Si dice "disdoro" e non "disadoro". Oltre che in questo post lo hai scritto in altri due:

    http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2012/05/che-cosa-aspettarci-dal-voto-alle.html

    http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2011/12/100-anni-fa-veniva-al-mondo-il.html

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  3. Grazie per la correzione, ne farò tesoro. Non essendo la mia lingua madre ho ancora dei problemi con la ricca lingua italiana.

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    1. Ma magari è un termine in lunfardo...;)

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    2. Grazie! Apprezzo sempre la sensibilità.

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  4. Perché invece di bacchettare l'errore non ci si sofferma sui contenuti? Come ex cittadino romano mi sento offeso dalla presenza del sindaco con la fascia tricolore ad una manifestazione di parte. Punto e basta.

    Che sinistra e destra siano ben diverse è ovvio. Ma molti "sinistrati" se ne dimenticano facilmente visto che nessuno è intervenuto a pretendere il rispetto dei cittadini e delle istituzioni. Né Bersani né altri, né Repubblica né altri. In questo caso anche chi sta zitto diventa di fatto complice di chi sta portando il nostro paese allo sfascio. Questi si preoccupano di difendere la vita prima della nascita, dopo di che nulla fanno contro lo sfruttamento dell'infanzia, il femicidio, le morti sul lavoro,e tutte quelle situazioni che di fatto impediscono una vita dignitosa. Si richiamano alla Chiesa di Roma, ma certo non al messaggio evangelico.

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  5. la sinistra si mantiene fedele alla sua linea politica : sempre e comunque vergognosamente assente (ma ci siamo abituati,pare quasi che lo facciano apposta)

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