lunedì 22 maggio 2017

Si chiama Evan. Un miliardario geniale. Ha impiegato 10 anni per scoprire l'acqua calda.






di Sergio Di Cori Modigliani


Si chiama Evan. 
Di cognome Williams. 
E' nato e cresciuto nel Nebraska.
Ha compiuto da poco 41 anni e ha un patrimonio personale valutato intorno ai 2 miliardi di dollari.
E' considerato un genio.
E, poichè vive in USA, è diventato un miliardario grazie al fatto che è un genio. Se fosse vissuto in Italia, forse nessuno si sarebbe accorto della sua esistenza.

Ha inventato la piattaforma "blogger". 
Mr. Williams è la persona che ci ha consentito di poter dar vita a un proprio blog.

Ha inventato e lanciato twitter.

Tre giorni fa, teneva una conferenza in California (vive nella Silicon Valley, a Santa Cruz) e ci si attendeva da lui lumi, dritte, anticipazioni su una nuova diavoleria tecnologica atta a renderci la vita più piacevole, sociale, evoluta.

Macchè.
Surprise! 

Mr. Williams ha sconvolto l'audience e ha dichiarato candidamente che "il mondo della rete è ormai un delirio, la pazzia dilaga" e ha spiegato come "l'errore che abbiamo fatto tutti noi è stato quello di non rendersi conto che avevamo a che fare con gli umani".

Per essere un genio non c'è male come intuizione, che cosa pensava che fossimo?

Ha citato il più aggiornato studio scientifico accreditato, pubblicato una settimana fa in Gran Bretagna, nel quale si dichiara che il più pericoloso tra tutti i social network è Instagram dove ragazzine di 12 anni attirano come falene nugoli di pedofli e criminali (quelle innocenti, ingenue e inconsapevoli data l'età giovane) mentre altre, invece, si prostituiscono dalla loro cameretta vendendo per pochi centesimi immagini dei loro glutei, mentre i genitori ignari stanno cenando nella stanza accanto. "Siamo in presenza di nuove patologie che stanno alterando totalmente l'equilibrio mentale dell'attuale generazione" ha dichiarato il presidente dell'associazione psichiatrica inglese.

"Internet non funziona più. Non solo. Ma fa del male alla società: il web è dannoso ma non lo si può dire perché ha ormai creato un giro d'affari nell'ordine di circa 10.000 miliardi di dollari e quindi anche la minima discussione relativa all'idea di porre dei freni è censurata. Praticamente bandita". 
Ha iniziato così la sua conferenza, il nostro genio.
Il New York Times ne ha pubblicato un estratto:
"Pensavo che il mondo sarebbe diventato automaticamente migliore se avessimo dato a tutti la possibilità di esprimersi. Mi sbagliavo. Le cose continuano a peggiorare, e nell'ultimo anno hanno subito un'accelerazione in negativo spaventosa. Facebook usata per trasmettere omicidi; Twitter in preda a orde di troll; la diffusione di fake news con modalità e rapidità inedite. Un tempo pensavo che, se avessimo dato a tutti la possibilità di esprimersi liberamente e scambiarsi idee e informazioni, il mondo sarebbe diventato automaticamente un posto migliore. Mi sbagliavo. Sfruttatiori, approfittatori, cinici opportunisti e affaristi hanno preso totalmente il controllo nella produzione e gestione dei flussi e non so proprio come andrà a finire. Il fatto è che non tutti siamo persone perbene. Gli umani sono umani. Non è un caso che sulle porte delle nostre case ci siano serrature. E invece, Internet è iniziato senza pensare che avremmo dovuto replicare questo schema, online. Non avevamo capito che avevamo a che fare con umani.  Noi non ci eravamo resi conto che non tutti sono per bene e onesti. Orami è troppo tardi. Abbiamo costruito un mondo - e io sono uno dei responsabili- strutturato sulla produzione continua di sistemi basati sulla pubblicità che non premiano la qualità della notizia. Il web ormai produce nella sua stragrande maggioranza spazzatura e falsità. Ci vogliono sistemi a pagamento per avere contenuti di qualità.....la Silicon Valley si percepisce come Prometeo, che ha rubato il fuoco agli dèi e lo ha consegnato ai mortali. Quel che tendiamo a dimenticare è che Zeus se la prese così tanto con Prometeo che lo incatenò a una roccia, così che gli uccelli potessero mangiarne le viscere in eterno. Qualcuno potrebbe ora dire che è quello che ci meriteremmo, per aver consegnato a Trump il potere dei tweet e aver creato una formidabile arma per i mascalzoni di ogni risma. Chiedo scusa a tutti".

Non so proprio che cosa dire. 

Temo che sia un pochino tardi, ormai.

1 commento:

  1. tardi per chiudere la stalla.

    eppure questo mezzo potentissimo di interazione globale, che ha fatto emergere distopie e perversioni, ci ha anche permesso un ampliamento di conoscenze letterarie, artistiche, scientifiche, ecc... mai state possibili prima.
    in fondo non stiamo facendo altro che prendere coscienza della complessa ambiguità della nostra specie, attraverso una lente capace di coglierne sia la bellezza che le deformità, che, pur esistenti da sempre, adesso sono evidenziate con estrema e inconfutabile chiarezza.

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