mercoledì 24 maggio 2017

Africani in Italia. Ma c'è un perchè?






di Sergio Di Cori Modigliani


La promozione del falso e l'accreditamento degli "opinionisti", i due fattori che hanno sostituito la realtà oggettiva dei fatti e che rappresentano il polmone e la spina dorsale del populismo più deteriore, consentono a fatica e con enormi difficoltà la possibilità (ormai sempre più remota) di scambiarsi idee e punti di vista basati su dati reali. Uno degli aspetti più clamorosi consiste nel più diffuso tra i "grandi falsi" in circolazione, cavallo di battaglia della Lega Nord, di Fratelli d'Italia, dei pentastellati e dell'intera sinistra elettorale (mi riferisco qui alla pattuglia di PC+RC+DP+SI) uniti nel condividere tutti i giorni la loro idea sull'immigrazione mescolata a una obsoleta ideologia propagandistica anti-americana che li spinge a raccontare la vita e la realtà del continente africano come quella di un'area nella quale diverse nazioni sottostanno agli interessi dell'imperialismo e del capitalismo Usa.
 

Non è così.
O meglio: non è così sulla base dei dati reali.
 

Ma noi sappiamo che nella vita marketing/social-virtuale nella quale ci fanno vivere, ciò che conta è la percezione dei fatti e non più la loro sostanza, un abile trucco per consentire a chiunque di poter dire anche le cose più strampalate facendo anche ottima figura: basta che sia dotato di "presenza mediatica". Il valore di ciò che dice non conta.


Oggi sono stati diffusi dalla Adb (African Development Bank), dall'Ocse e dall'Onu, i dati ufficiali che si riferiscono alle nazioni che investono in Africa creando lavoro e costruendo infastrutture e -in cambio, come è ovvio- appropriandosi delle energie e risorse del continente.
Il primo paese al mondo è la Cina: 30 miliardi di euro di investimenti. Nell'indifferenza e distrazione generale, dopo essersi impossessati del porto del Pireo, dopo aver chiarito a Gentiloni la settimana scorsa che stanno facendo un pensierino per acquistare cash vero cash Gioia Tauro e/o Taranto e/o Trieste, nel frattempo hanno chiuso un contratto con il governo egiziano del valore di 22 miliardi di dollari: lo chiamano "sviluppo".
Il governo del Cairo ha chiuso con la "China Fortune Land Development" (una gigantesca multinazionale nel settore immobiliare posseduta nel 78% dal governo cinese, con un fatturato annuo di 600 miliardi di euro) un contratto per la "gestione, modernizzazione e sviluppo" di 5.756 ettari nella zona sud-est della capitale egiziana. In realtà si tratta della vendita -o meglio: svendita- della propria capitale. Formalmente è in affitto per 25 anni. Così i cinesi prendono possesso delle più importanti aree strategiche nel Mar Mediterraneo, evento questo che non ha meritato alcun dibattito in nessuna nazione europea.
 

Il secondo più importante investitore in Africa sono gli Emirati Arabi, la nazione più razzista, schiavista del mondo, uno schifo di paese dove agli operai africani deportati su gigantesche navi nel Golfo Persico per farli lavorare come bestie da soma nella costruzione di mega-villaggi e resort di lusso per mitomani occidentali, ebbene.... a costoro viene concessa la paga di 3 dollari al giorno. Però gli emiri sono buoni, perchè danno loro da bere e da mangiare in modo tale che riescano a stare in piedi, e poi garantiscono -per contratto- che in patria forniscono cibo anche a mogli/figli/genitori che a stento riescono a sopravvivere. La gente va in vacanze ad Abhu Dabi o a Dubai senza sapere (o fregandosene) che stanno andando nella nazione più immonda del pianeta Terra, lì si arricchiscono provocando sudore, lacrime e sangue di esseri umani reali. Ma siccome quelli sono africani, per giunta anche negri, chissenefrega.

Al terzo posto non ci stanno gli imperialisti californiani o i perfidi miliardari russi. Proprio no.
Ci siamo noi.
Con 12 miliardi di investimento gestiti dall'Eni e da Finmeccanica.

Qui mi fermo con i dati, sperando che a questo punto sia più chiaro il motivo per cui la Ue esige e pretende che sia la Repubblica Italiana a risolversi per conto proprio il problema del flusso emigratorio che da quel continente viene da noi. Sulla carta, infatti, sia l'Eni che Finmeccanica hanno formalmente scritto che gli investimenti nell'ultimo quinquennio hanno come obiettivo strategico quello di promuovere lo sviluppo e il benessere di quei popoli perchè noi siamo tanto buoni e generosi. Ve lo dico in lingua africana "sviluppo un beneamato cazzo". L'unica cosa che si è sviluppata, per il momento, è la qualità (e quantità) dei profitti del gruppo Marcegaglia, grazie al fatto che la sua presidenta è anche la presidenta dell'Eni, il più strategico ente nazionale che -in teoria- dovrebbe appartenere allo Stato, ovvero a el pueblo.
Cioè noi.

Questa è la mamma di tutti i conflitti di interesse.
Se domani, in Francia, Macron decidesse di affidare al presidente della Total la gestione dell'ente petrolifero nazionale, sarebbe costretto alle dimissioni immediate pena la rivoluzione.
Da noi, invece, neppure se ne parla.

Quindi (è la mia personalissima opinione) becchiamoci tutti gli africani che scappano via dalla fame, dalla miseria, dalla disperazione di uno sviluppo annunciato (che altro non è che l'ennesima espoliazione colonialista di risorse mascherata da buonismo) e accettiamo con realismo l'idea che vengono da noi perchè li stiamo spolpando insieme ai perfidi emiri e ai diabolici cinesi.
Almeno stiamo zitti.
Gli americani e i russi, una volta tanto, non c'entrano.
Così è....se vi pare.
Fine del post.

4 commenti:

  1. bueno el articolo.
    sabe todo de opereta.
    Parece que todos quieren volver a una edad del oro
    tiene que ser el Age d'or de Bunuel cuando el tio sale del
    coche y todos creen que va a ayudar la viejecita a cruzar la calle
    y en vez la toma a patadas porque le impide el camino
    Hoy fui al doctor, tengo problemas a la cadera pero antes de visitarme
    me dijo que tengo que pasar por la burocrazia porque mis papeles no estan en regla.
    Decia un viEjo politico italiano quE El gran problema italiano
    es una clase dirigente que desprecia su pueblo y un pueblo que no sabe
    hacerse respectar por su classe dirigente.
    Creo que no estamos solos

    RispondiElimina
  2. siamo un popolo di pecore assuefatte all'iniquità

    RispondiElimina
  3. Ah davvero?
    La Finmeccanica sta spolpando le risorse della Nigeria e della Costa d'Avorio (Nazioni che si trovano al primo e al terzo posto per numero di immigrati nel nostro Paese, il secondo se l'è aggiudicato lo Shri Lanka)? La finmeccanica e l'ENI sarebbero le responsabili della spaventosa carestia che sta riducendo in fin di vita oltre cinque milioni di persone nel sud-ovest della Nigeria e che sta flagellando un po' tutto il Sahel, spcialmente in quelle zone del Ciad, della Nigeria, del Camerun che si trovano attorno al lago Ciad?
    Spero tanto che la Commissione europea e la Merkel siano in grado di produrre prove inoppugnabili di queste tremende e demoniache responsabilità. Nell'attesa di questo incontrovertibile "j'accuse" dei nostri immacolati partner europei, potremmo sempre comunque entrare in trattative con la Cina non per la svendita di Trieste o Gioia Tauro, quanto piuttosto per l'allocazione entro i loro confini di una pur piccola porzione di profughi. Sa cosa mi fa dubitare che il celeste impero acconsenta alla proposta? Il fatto -- attestato da italianissimi missionari che da decenni assistono quella popolazione stremata da mille carenze e calamità -- che sono i proprio i cinesi i promotori delle massicce espropriazioni forzate che l'anno scorso hanno trasformato in profughi migliaia di già poverissimi abitanti dell'Etiopia, in cambio di benefici che, finora, risultano non pervenuti a quegli stessi indigeni, anche se immagino che i funzionari governativi nutrano un'altra opinione ( e solo quella!) in proposito.

    Ah, un'altra cosa: le risulta che le stragi incessantemente perpetrate da Boko Haram in Nigeria siano commissionate da qualche "grande vecchio" nostrano? Guardi, se ha le prove anche di questo, dovrebbe farsi sentire immediatamente all'O.N.U., come minimo; di amici californiani o comunque statunitensi ben introdotti nelle alte sfere dall'establishment americano non dovrebbe essere a corto, mi pare.

    Saluti cordiali, marilù l.

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.