lunedì 15 maggio 2017

Che cosa succede quando la Falsità è al potere?






di Sergio Di Cori Modigliani


"La sporcizia di Roma è stata causata dal PD che ha governato la città negli ultimi 20 anni".
così si è espressa questa mattina, 15 maggio 2017, la sindaca Virginia Raggi.


Peccato che dal 2008 al 2013 abbia governato Gianni Alemanno.
Si vede che nessuno lo ha mai detto alla sindaca e lei non se n'è accorta.

Peccato che proprio in quel quinquennio, nero e maledetto, l'intera area metropolitana si sia trasformata in una fabbrica di perverso familismo fascio/clericale gestito da un criminale terrorista come Filippo Carminati. E' stato in quei cinque anni che la camorra e la 'ndrangheta hanno preso totale possesso dell'intera zona centro commerciale della capitale, immettendo capitali sporchi nel circuito del sistema finanziario e alterando (forse) per sempre la natura della città di Roma, divenuta capitale del centro del malaffare nazionale che si occupa di gestire il riciclaggio di capitali malavitosi. 

E' stato calcolato che nel quinquennio 2008/2013 le quattro grandi linee di approdo in Europa per lo smercio di cocaina (Madrid, Marsiglia, Rotterdam, Gioia Tauro) siano state abbandonate dai cocaleros sudamericani perché troppo controllate e quindi rischiose, a differenza di Roma dove non esisteva nessun controllo di alcun genere a nessun livello. E così, Roma è diventata la prima città d'Europa come spaccio, distribuzione e consumo di cocaina, eroina, pasticche e soldi riciclati. Dati della procura, dell'interpol, del ministero degli interni, a disposizione di chiunque voglia andare a leggerseli.
Qualcuno dovrebbe spiegare alla sindaca che mentre tutto ciò avveniva, il PD, come al solito fratturato in almeno quattro potenziali scissioni annunciate, liti interne tra diverse consorterie, e totale blocco dell'attività politica reale, si trovava all'opposizione e cercava di combattere (senza riuscirci) contro la nefasta giunta fascista di Alemanno che l'attuale sindaca ha trasrformato in "governo del PD": è falso.

Non soltanto sta facendo campagna elettorale sostenendo affermazionio false, ma ormai siamo arrivati al punto per cui si tenta di alterare la realtà del passato attraverso una nota e notoria attività di negazionisnmo dei fatti storici oggettivi e accertati. 
Per cinque anni, Roma è stata governata e spolpata dai fascio-clericali: questa è Storia.

Poi, nel 2013 è arrivato Ignazio Marino eletto nel PD. Definito subito "un marziano a Roma" ha cominciato a far di testa sua e dopo sei mesi è stato contestato ed emarginato dal suo stesso partito, trasformandosi in indipendente. Ha denunciato in procura l'esistenza dei malavitosi e il connubio tra mafia e politica (compresi i propri polli) e di lì a due anni è esplosa la questione di mafia capitale. Da quel momento in poi è finito sotto attacco concentrico da parte di Casa Pound, Forza Nuova, Alleanza nazionale, Fratelli d'Italia, M5s che in circa 15 occasioni diverse hanno manifestato insieme in Campidoglio chiedendo le dimissioni di Marino che alla fine è stato commissariato (a furor di popolo, in quanto oggetto di gogna mediatica quotidiana) perchè colpevole -secondo le opposizioni- di una serie di piccoli reati che lo hanno costretto a comparire in sede di giudizio penale davanti ai magistrati. 
Nel tardo autunno del 2016 un tribunale regolare della Repubblica Italiana lo ha assolto con formula piena "perchè il fatto non sussiste". 

Nessuno tra coloro che lo ha attaccato, insultato, aggredito e diffamato, per costruirsi una campagna elettorale, ha chiesto scusa alla popolazione italiana per aver mentito sapendolo.

E' comprensibile.
Quindi, io comprendo.


Ma allo stesso tempo è inaccettabile.
Quindi, io non lo accetto.


Non si può andare avanti producendo con insistenza dati falsi, date false, menzogne, alterando i fatti oggettivi accaduti sperando che nessuno se ne accorga.
C'è chi vigila.
 

Un tempo lo faceva anche il M5s.
Ma questa è tutta un'altra storia.

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.