martedì 9 settembre 2014

Le abbiamo uccise noi, le tre suore missionarie. Ecco perchè e qual è la posta in gioco.



di Sergio Di Cori Modigliani

Il brutale assassinio di quelle tre poverette nello stato africano del Burundi, non è una casualità.
Non è neppure un episodio isolato.
E' soltanto il primo.
Lo capiremo a breve (se ci daranno le notizie).
E non si tratta, secondo me, di un crimine delirante compiuto da un pazzo o da un rapinatore solitario.
E' un segnale.
E' molto probabilmente l'inizio di una guerra civile che produrrà -a breve- centinaia di migliaia di morti, forse addirittura milioni.
E sarà colpa vostra, nostra, di tutti noi.
Basta saperlo.
Nel silenzio colpevole della comunità internazionale che se ne frega, "tanto quelli sono africani". O ancora peggio: che te frega, tanto so' "negher".
Le abbiamo uccise noi, quelle tre vittime innocenti.

Un branco di ipocriti doppiogiochisti, ecco che cosa siamo.
Una volta tanto, non è riferito a noi italiani. Comunque sia, non soltanto.
Se è per questo, siamo in ottima compagnia.
Sono -insieme a noi- statunitensi, inglesi, russi, cinesi, francesi, inglesi, tedeschi, indiani, pakistani, svedesi, finlandesi. E altre 24 nazioni, al seguito di quelle citate.
Big business, ma per davvero.
Si parla di potenziali guadagni nell'ordine di cifre tra i 70 e i 200 miliardi di euro soltanto nel biennio 2014/2015, sufficienti a promuovere loschi appetiti internazionali: questa è la verità economica che si cela dietro la terribile morte delle tre suore.
Perché il Burundi, in questo momento, è il teatro in cui cinesi, russi, europei (tutti in concorrenza spietata gli uni contro gli altri) stanno lottando per la conquista del bene più prezioso per tutti noi, il nostro massimo Valore Assoluto (non neghiamolo). 
E poiché la torta è quella che è, il modo migliore per andare a occupare il territorio consiste nel pianificare, orchestrare, armare, gestire e lanciare una bella guerra civile, sanguinosa, efferata e micidiale, per potersi poi presentare come i garanti della pace.
Di che cosa stiamo parlando?

Del coltan.

Che cosa è?

E' il minerale più richiesto nel mercato mondiale, molto più dell'oro.
Serve per produrre sistemi di comunicazione elettronica, semiconduttori e microchips.
Per dirla in breve: senza il "coltan" niente cellulari, niente selfie, niente tablet.
Quindi, diventa fondamentale accaparrarsi delle risorse necessarie per far business. 
I componenti di questo minerale naturale sono due, il columbium e il tantalum.
Senza di loro, niente cellulari.
E oggi -è inutile fare gli ipocriti- la stragrande maggioranza (per non dire la quasi totalità) della popolazione occidentale, insieme alla parte più ricca di quella orientale, non è disposta a rinunciare all'ultimo modello dell'I-pod o dello smart-phone. E se il prezzo è che schiattino qualche milione di africani innocenti, embè...chissenefrega. Si farà qualche bel post, un paio di striscette buoniste su facebook e poi che li ammazzino tutti: ma non toccateci i microchip!!!

Questa è la posta in gioco.

Le miniere di coltan si trovano dovunque sul pianeta Terra (volendole andare a cercare).
I satelliti lo hanno già identificato.
Ma costa molto meno andarselo a prendere in Messico e in Africa dove i minatori che lo estraggono vengono pagati la media di 0.20 centesimi di euro al giorno e se qualcuno protesta lo uccidono e la cosa finisce lì.
Loro sono i dannati della Terra, di cui nessuno parla mai.
Il loro sacrificio quotidiano è necessario per consentire a una cretina o a un imbecille di Voghera, Innsbruck, San Pietroburgo o San Francisco, di farsi un selfie da inviare a tutti gli amici, magari sostenendo la causa della pace mondiale e dandosi appuntamento a un raduno di antagonisti.
Questi africani sono il sacrificio umano che noi ricchi consumatori produciamo per omaggiare il Grande Moloch, imbattibile e indistruttibile totem dei nostri tempi marci.

Tra il 2001 e il 2007, l'Africa produceva il 19,4% di coltan.
Il resto veniva dal Canada, Finlandia, e soprattutto Messico che in quegli anni produceva circa il 65% dell'intero prodotto planetario. E' diventato il grande business dei cartelli dei narcos colombiani: arrivavano nei piccoli paesini, uccidevano 50, 100 persone in piazza, scelte a caso, poi prelevavano giovani di età tra i 12 e i 20 anni e li portavano a lavorare nelle miniere di coltan. Si intende, gratis. Da quelle miniere, delle multinazionali del trasporto sistemavano il coltan su grossi camion e guidavano fino ai porti sull'Oceano Pacifico dove veniva sistemato dentro container che partivano verso l'estremo oriente, direttamente nelle fabbriche che producono microchip a prezzi stracciati. Prezzo del minerale all'origine: zero.
Prezzo di vendita alla consegna nel porto: 100 euro a chilo.
Ma nel 2006, la consapevolezza sociale nell'intero continente americano di lingua spagnola, si diffonde e Pacheco (uno dei capi carismatici dell'etnia india locale Puinamay) viene intervistato da una troupe di giornalisti brasiliani e racconta e denuncia i fatti. La trasmissione viene diffusa anche in California e da lì in Canda e Gran Bretagna. Interviene l'Onu.
Arrivano gli elicotteri dei caschi blu e riescono a fermare questo scempio, convincendo poi i narcos a ritornare a produrre cocaina per il mercato occidentale. Il Messico esce dal mercato.
Dal 19,4% in sette anni, l'Africa fa un balzo in avanti e passa -nel solo 2010- a produrre il 40% dell'intera produzione mondiale. Nel 2013 arriva al 60%. Soltanto nel 2010, il Mozambico e il Rwanda che nel nel 2007 producevano lo 0,3% della produzione planetaria) arrivano al 29,5%.
Questo grazie alle precedenti guerre locali e a massacri di centinaia di migliaia di civili inermi, prodotte da noi. "Tanto quelli so'negri chettefrega!"
Il Burundi, tra il 2001 e il 2007, in sette anni ha prodotto lo 0,02% della produzione mondiale e il 2,3% di quella africana. Nel 2013 è passato all'11,8% della produzione mondiale di coltan, con un fatturato complessivo di circa 15 miliardi di euro, sufficienti per risolvere la piaga della povertà e delle malattie per l'intero paese. E invece la povertà nel Burundi è aumentata del 22%  passando dal 58% al 70% della popolazione. E per povertà si intende la fame vera.
Quei 15 miliardi di euro sono finiti dentro le casseforti dei colossi finanziari e delle banche europee, comprese quelle italiane. Quando voi acquistate dei fondi consigliati dal cassiere della vostra banca di fiducia, voi non sapete che verosimilmente state dando un serio contributo alla diffusione della criminalità, della sofferenza e della povertà nel Burundi. Ma anche se lo sapeste, è molto probabile non fareste nulla.
Il Burundi è la nuova frontiera dei grossi appetiti bulimici di noi tutti.
A denunciare e raccontare tutto ciò è l'unica organizzazione del mondo attendibile in materia.
Si chiama OXFAM. (http://www.oxfam.org/en/about/) e nel suo sito c'è scritto che le uniche ong attendibili cui far riferimento sono le seguenti, che sono membri esclusivi della confederazione internazionale Oxfam. Questa sigla è un acronimo che sta per OxfordFaminaCommitteeRelief
  • Oxfam-in-Belgium
  • Oxfam Germania
  • Oxfam Giappone
  • Oxfam GB (Gran Bretagna)
  • Oxfam Hong Kong
  • Oxfam India
  • Oxfam Irlanda
  • Oxfam Messico
  • Oxfam Nuova Zelanda
  • Oxfam Québec
                      

Come vedete c'è anche l'Italia, per fortuna. E nei loro siti, newsletter e programmi, sono a disposizione per fornire ogni informazione relativa ai fatti.
Per evitare il massacro annunciato di persone innocenti nel Burundi e quindi dare anche un Senso alla morte di quelle tre poverette, è necessario alzare il livello di divulgazione e diffusione della consapevolezza sociale collettiva. Se non altro, il loro sacrificio sarà servito a qualcosa.
Il Papa ieri ha detto: "Spero che il loro sangue serva come seme per alimentare l'amore, la solidarietà, la diffusione del bene".

Se non si divulgano le informazioni e non si spiega alla gente come stanno davvero le cose, l'Amore e il Bene non arriverà mai. Il Papa fa bene a sostenere ciò che dice. 
Tutti noi, siccome non siamo il Papa, dobbiamo invece allertare le nostre coscienze e cominciare a chiederci, riflettendoci su:
"ma tu lo sai il prezzo esistenziale che l'umanità paga per costruire il tuo smartphone?"

Già porsi questa domanda vuol dire aver fatto un passo avanti. 


10 commenti:

  1. Non lo sapevo, adesso lo so.
    Ma che faccio: non mi compro piu' nessuno strumento di comunicazione che mi serve per lavorare ?

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  2. "ma tu lo sai il prezzo esistenziale che l'umanità paga per costruire il tuo smartphone?"....si....lo stesso prezzo che si paga per farsi un girettino in macchina!!

    Coltan e' uno dei tanti nomi.
    Ringrazio dell' informazione, Se c' e' una cosa di cui sono sicuro 'e che la conoscenza non e' mai troppa.

    Saluti

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  3. “Quei 15 miliardi di euro sono finiti dentro le casseforti dei colossi finanziari e delle banche europee, comprese quelle italiane. “
    “[...]uniche ong attendibili[...]”
    Ho letto la pagina ufficiale di oxfamitalia.org e mi viene una domanda spontanea, signor Sergio Di Cori Modigliani: dove vuole arrivare?
    Axel

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    1. Le chiedo, ma in che senso, "dove vuole arrivare" mi spieghi.

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    2. Ai giorni nostri le ong sono diventate vere industrie legate a doppio filo sia con la finanza che con la politica. E' una sorta di scrigno di Pandora. Nelle loro amministrazioni siedono gli“yes man”, in quelle ong meno conosciute qualcos'altro. Solo il fatto che nei paesi in difficoltà le varie ong crescono come funghi, dovrebbe farci riflettere su che cosa sono diventate oggi queste particolari onlus, nessuna esclusa. Questa è la mia opinione che si è formata nel corso degli anni avendo conosciuto le persone che in un modo o nell'altro avevano a che fare con loro o con chi li rappresenta.
      Detto questo la mia domanda al sig. Sergio Di Cori Modigliani è lecita. Il post che tratta un tema delicato e dove l'autore si è mostrato un vero maestro della penna, finisce sparando contro, giustamente, ai colossi finanziari e le banche per poi presentarmi una ong che, secondo l'autore, è “l'unica attendibile”.
      La politica e la finanza sono le cause delle guerre e di conseguenza nascono le ong, e varie, che riparano le macerie lasciate dalle guerre. Sono tante, troppe, le guerre e sono tante, troppe, le ong. Non è meglio togliere le cause che portano alle varie tipologie di violenza?
      In caso non fossi stato chiaro: la superficie della Palestina è di 6.220 m2 la popolazione è di 4.148.000 abitanti nel 2007 (fonte: it.wikipedia.org) quante ong e varie sono presenti? Guerra sia.
      Axel

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  4. "E poiché la torta è quella che è, il modo migliore per andare a occupare il territorio consiste nel pianificare, orchestrare, armare, gestire e lanciare una bella guerra civile, sanguinosa, efferata e micidiale, per potersi poi presentare come i garanti della pace." (cit.)

    Mi sorge spontanea una domanda: basterebbe sospendere gli acquisti degli ultimi gadget tecnologici, "beni" in realtà del tutto voluttuari, per fermare quella guerra?

    Altra domanda: senza questo Suo ammirevole articolo, e i personal computer (se non proprio gli smartphone e i tablet) indispensabili a consentirne la lettura così da aggirare l'oscuramento condiviso sul tema dai media main-stream, come potremmo esserne informati e allertati in così grande numero e poco tempo?

    Altra domanda ancora: se di botto si spegnesse internet su tutto il pianeta, almeno quello dei paesi ricchi, il coltan diverrebbe irrilevante o invece continuerebbe ad essere prezioso per tantissimi altri macchinari che -- immagino -- fanno uso di microchip e che sono divenuti garanti imprescindibili del nostro benessere quotidiano (e sto parlando di benessere, non di svago e passatempi vari)?

    Grazie.
    Con sincera stima, marilù l.

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    1. Non glie lo so dire. Comunque il coltan è oggi il grande business.

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  5. Grazie per articolo chiarissimo! A mio avviso sarebbe controproducente cadere in un facile colpevolismo, (giusto il riferimento all'assurda vanità di molti, che comunque và ad alimentare un ego cieco e sterile destinato al fallimento etico morale, [bisognerà vedere se questo si porterà dietro l'intero paese]) usiamo questi mezzi per l'informazione vera, senza cadere in uno stato di impotenza colpevolista!!!
    Gino

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  6. ha ragione nel sottolineare, che la nostra consapevolezza nel fare gli acquisti farebbe la differenza , FARE la spesa è FARE POLITICA ..
    a TaRANTO per esempio e nel sud tutti ammalati di tumori e gente che muore ed è BIANCA..
    è il capitalismo in generale che ammazza le persone , DIRETTAMENTE o INDIRETTAMENTE.

    CINA e RUSSIA,indiani, pakistani... non credo che siano dei SANTI ( anche a loro serve il colton), però devo dire che si sono nettamente distinti dall'occidente ...

    grazie

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    1. veramente quelli citati da te praticano tutti lo schiavismo organizzato, altro che santi

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