lunedì 20 agosto 2012

Rientrato dalle ferie, il governo inizia subito la falsificazione della realtà. Un filosofo pugliese ci insegna come combattere il Male.



di Sergio Di Cori Modigliani


Negli esperimenti di laboratorio scientifici, i ricercatori creano “un vuoto” (facendo per esempio scomparire l’aria) perché è utile osservare il comportamento dei corpi senza la presenza dell’attrito. E’ molto importante per poter comprendere sia la meccanica che la dinamica dei corpi in esame.
La metafora del laboratorio è estremamente utile per cercare di comprendere l’attuale fase nella quale noi ci troviamo oggi in Italia, per la prima volta da 60 anni a questa parte, e cioè all’interno di un “vuoto culturale perenne”.

I detentori del potere, in Italia, sono riusciti a operare un perfetto ecosistema socio.psicologico tale per cui hanno abolito ed eliminato il più grosso e pericoloso nemico del loro essere Potere in quanto tale, ovverossia l’attrito sociale, elemento che inevitabilmente li frena e li spinge a prendere atto che, per quanto veloci possano muoversi, dovranno inevitabilmente fare sempre i conti con l’esistenza dell’aria, del vento, delle maree, perché così funziona la Natura. Una nazione che vive all’interno di un vuoto culturale perenne, è una nazione che vive in una condizione sociale “innaturale”, ancorchè legittima perché reale, ingigantita dal fatto (è il primo risultato, per l’appunto, del vuoto perenne) di non avere alcuna consapevolezza della perdita della propria Essenza Naturale.
Si è finiti dentro un esperimento bio-sociologico e in tal modo, il corpus sociale può essere sballottato da una parte all’altra, a piacimento del ricercatore, a seconda del tipo di ricerca da effettuare. Non c’è attrito, non c’è, quindi, opposizione di forza contraria. Il che consente al Potere (questo è il fine del loro azzeccato esperimento criminale) di veleggiare sempre con il vento in poppa perché è stata abolita, per norma consolidata, la Rosa dei Venti. Possono addirittura risparmiare la spesa del motore e del gasolio. Basta una vela: davanti a loro non c’è più aria da fendere, quindi si va davvero veloci.

La “metafora del laboratorio” è stata usata, con indimenticabile lucidità, per la prima volta da Primo Levi in un suo celebre testo “I sommersi e i salvati” (Einaudi, Torino 1986) usando l’aneddotica del Lager,  per costruire una teoria della liberazione valida per tutti che abbia alla base “la conoscenza minuziosa delle Leggi che reggono la Fisica del Potere”. Testo (non a caso) dimenticato e sepolto nella soffitta della memoria collettiva nazionale, insieme ad altre migliaia di tomi, di esseri umani, di Persone, da cui il Vuoto Perenne. E’ stato recentemente riesumato, vivisezionato e utilizzato come strumento operativo di conoscenza, da un eccellente filosofo italiano, Franco Cassano, in un suo libro “L’umiltà del male” (collana “anticorpi” pubblicato da Laterza, Bari, nell'aprile del 2011) un libro che è un ottimo viàtico per ogni italiano pensante che voglia rafforzare se stesso assumendosi la responsabilità di comprendere che si sta vivendo ormai in un contenitore all’interno del quale hanno sottratto l’aria. Oggi, gli spiriti più liberi, più consapevoli, più nobili, sono proprio quelli che hanno incorporato la nozione di “trovarsi in una irrespirabile atmosfera”, condizione esistenziale degli Esseri Umani Sensibili, che non è ideologica, è apartitica, è trasversale, e riguarda tutte le persone per bene e di buona volontà.
“Ci manca l’aria”.
E’ vero.
Ce l’hanno portata via.
Riacquistare una propria possibile e auspicabile “naturalità sociale civile” vuol dire sottrarsi all’esperimento di laboratorio e sentire se stessi di nuovo, in tutta la propria allegria spensierata, vivere l’autentica pesantezza dei corpi solidi, nell’accettazione e nel rispetto del fatto che c’è chi è legno, chi è ferro e chi è piuma, ma si è comunque compagni esistenziali di viaggio.
Dentro il tubo sperimentale dove ci hanno ficcati, siamo condannati a svolazzare a caso, si è insieme in maniera fittizia perché l’essenza è cancellata, sostituita da una omologazione di leggerezza che appiattisce il Senso dell’esistenza e quindi lo annulla. L’assicella di legno sbatacchia contro il pezzo di ferro e neppure possono riconoscersi: pensano di essere uguali nella loro disumanità, non sanno che hanno sottratto loro la consapevolezza dell’incancellabile peso atomico soggettivo di ciascuno di noi.

Dice il prof. Cassano nella sua squisita pepita  “Per un uomo con la formazione culturale di Levi la metafora del laboratorio ha un significato preciso. Infatti, nel Lager… l’oppressore, annullando tutte le fonti di disturbo e tutte le forme di resistenza, rende osservabile con grande nitore i meccanismi che governano la fisica del potere. La purezza sperimentale, il carattere paradigmatico ed esemplare del Lager, discende dal fatto che al suo interno non esiste la dignità, quel sentimento che fa da ostacolo all’esercizio incontrollato del potere ed è all’origine dell’attrito di ogni resistenza….la cancellazione degli esempi nobili è da sempre uno degli atti di insediamento di un potere maligno. In una situazione diversa, laddove il potere fosse più blando, intervengono altre strategie, come quella della denigrazione e dell’isolamento, che mirano a fare terra bruciata intorno ai migliori, a screditarli per cercare di infettare il loro esempio, per tenerli lontani da tutti coloro che potrebbero essere tentati di imitarli.”

Un libro che è utile per respirare di nuovo.

Tutto ciò come commento all’esibizione dialogica dei nostri governanti, gli abili scienziati (sono tecnici, per l’appunto; anche AUSCHWITZ ERA GESTITA DA TECNICI E NON DA POLITICI) che nelle ultime 24 ore (purtroppo per noi le loro vacanze sono finite, si sono rimessi guanti e grembiule riprendendo il loro posto nel laboratorio) ci hanno voluto regalare il passaporto per l’autunno: tre dichiarazioni incrociate abilmente espresse contro il magistrato Antonio Ingroia, contro la magistratura e contro la libertà di stampa, al fine di estendere la denigrazione personale aumentandone il loro isolamento; per poi presentarsi in pubblico nel sostenere argomentazioni false approfittando del Vuoto Perenne (vedo la fine del tunnel; abbiamo salvato l’Italia; finalmente ci stiamo riprendendo) frasi vuote, completamente prive di un qualsivoglia riferimento con la realtà “REALE” della vita quotidiana dei cittadini, con la realtà degli attuali scenari economico-politici in Europa, frasi prive di Senso. Ciò che loro vogliono: “Imporre l’abolizione del Senso spingendo la cittadinanza a considerare normale vivere in un vuoto perenne assoluto, senza la percezione dell’autenticità originale del proprio peso atomico, qualunque esso sia”.


Nel suo libro, il prof. Cassano conclude con un ottimismo augurale, perché chi si schiera contro il Male è sempre ottimista.

Scrive nell’epilogo “Chi afferma che il politico deve soprattutto possedere delle competenze dice una cosa giusta ma parziale, perché la politica non è una professione come le altre: senza un alto grado di legittimità essa, come accade al re, diventa nuda, deperisce accartocciandosi nella conservazione di piccoli e grandi privilegi. Se invece si mostra capace di ottenere sacrifici da chi la pratica, sarà forse meno ricca di competenze e di incentivi materiali, ma molto più dotata di prestigio e quindi anche più autorevole, più capace d’incidere e decidere. In altri termini, per la qualità della vita pubblica di un paese, e in modo particolare del nostro paese, è necessaria un’elite di persone capaci e coraggiose, per le quali la parola testimonianza non evoca il processo penale, ma la capacità di fare onore alle proprie idee. E’ probabilmente per questa ragione che la Costituzione Italiana rimane ancora oggi una legge fondamentale: essa fu l’opera di molti che avevano pagato di persona, con il carcere o l’esilio, la propria fede, e questo fondamento morale rende un’opera più solida di un semplice accordo contrattuale. La libertà non esiste se non c’è chi è capace di rischiare per essa. Essa ha bisogno di persone-faro, di uomini verticali. Chi si piega al potere riesce a sopravvivere, ma accetta nei fatti una forma di servitù volontaria, una vita a sovranità limitata. L’esempio dei più coraggiosi e determinati, la loro capacità di sopportare costi altissimi, è di vitale importanza anche perché il rischio che essi si addossano abbassa i costi della mobilitazione di tutti gli altri, li mette in condizione di diventare più liberi”.

E’ un professore anche lui, ma certamente non è un tecnico.
Insegna “Sociologia dei processi culturali” all’università statale di Bari.

Si vede che nella vita ha frequentato esseri pensanti.
Non soltanto banchieri e faccendieri della finanza.

Buona settimana a tutti e attenti all’anticiclone Lucifero.
In tutti i sensi.


5 commenti:


  1. CHE FECE IL GRANDE RIFIUTO

    Arriva il giorno per certi uomini
    in cui bisogna dire il grande Si o il grande No.
    Chi dice si
    rivela se stesso e passa oltre
    verso gli onori e le proprie convinzioni.
    Chi rifiuta non si pente
    Se gli fosse chiesto di nuovo
    direbbe ancora no
    ma quel no - il giusto no-
    lo angoscia per tutta la vita.

    Poesia di Kavafis (che ricordo malamente)

    C'e' un altra cosa. Qualcosa che manca.
    Quella cosa che si chiama disprezzo. Quel disprezzo assoluto che prova questa classe dirigente verso quelli
    che non vi appartengono o per scelta o per incapacita' di scelta. Quasi vi fosse un ribaltamento dei valori.
    Come un etica ribaltata. Che perdura nel tempo.
    Un disprezzo che non sembra piu' toccare nessuno. Un semplice quotidiano del quale non ci chiediamo piu' la ragione. Semplicemente si fa cosi'.

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  2. E' drammatico. Anche la sig.ra Fornero ha fatto le sue belle dichiarazioni inquietanti: 'abbiamo salvato l'Italia, ora tocca alle imprese'.
    Lei non ci crederà Sig. Sergio, ma da marzo dello scorso anno non vivo più serenamente. La molla scattò con l'attacco alla Libia e mi chiesi: cosa sta succedendo, ma cosa sta succedendo? E da lì iniziai a pensare, leggere, pensare ancora, ripensare di nuovo, e parlare, discutere sulle varie situazioni che si sono evolute con chiunque incontrassi, cercare le verità... E ogni giorno scopro un piccolo tassello, grazie anche al Suo blog e a pochi altri.
    Ho quasi totalmente abolito la TV, anzi, direi che mi serve per capire il tipo di Falso fresco fresco di giornata. Percepisco che ormai siamo alla frutta, il gioco del potere sta per finire, ma continuano ad alimentarlo artificialmente per mantenerlo in vita.
    Ricordo quando negli anni 80/90 vivevo tranquilla, gioendo e soffrendo, ma tranquilla, pensavo al mio futuro, al futuro dei miei figli, ma senza angoscia. Ora ogni giorno si stacca un pezzetto di vita: ce la faranno i nostri figli? Ce la faranno ad avere un lavoro, una famiglia, una casa, una pensione e una vecchiaia serena per, finalmente poter giocare a bocce?
    Oppure sto sbagliando tutto?
    Oppure la vita non è sognare di giocare a bocce dopo 30 anni di lavoro?
    E se sbagliassi, dove sto sbagliando?
    E' come dire se domani 'Lucifero' facesse sorgere il sole ad ovest cosa cambierebbe nella vita? Se l'euro crollasse e si tornasse alla lira, cosa cambierebbe? Se le banche fallissero (ma non falliranno, sono già fallite tante volte ma le tengono in vita) cosa cambierebbe ai cittadini? Chi ha la fortuna di prendere uno stipendio non arriva alla fine del mese e se ne frega delle banche, perchè pensa a comperare il latte tutti i giorni per i figli.
    Mi sembra di vivere in Matrix: una pillola rossa al dì, ma ancora non vedo il mondo vero.
    Comincio a credere che esistano gli alieni...
    Prima o poi l'incubo finirà, forse grazie a Lucifero (l'anticiclone).

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  3. Sperare in una rivoluzione culturale a breve termine, credo che sia ingenuo, così come sperare che il popolo si accorga di vivere nel vuoto pneumatico. Si, ci sono mugugni, brontolii, ma alla fine pochi sono determinati a cambiare questo sistema che violenta la dignità dell'Uomo, violando le stesse leggi naturali. Ai molti ancora fa comodo il consociativismo, poter raccogliere le briciole del benessere altrui, godere masochisticamente dei successi altrui e delle avventure dei vari Corona, Minetti, Belen, grazie al gossip che annulla la realtà per indurci a vivere in un mondo virtuale che ubbidisce sempre alla matrix "divide et impera".

    E' da millenni che ci governano servendosi della divisione e della falsificazione della realtà. Il cambio avverrà quando si raggiungerà la massa critica per avere l'effetto "centesima scimmia". Noi possiamo solo cercare di accelerare questo processo fungendo da catalizzatori. E' questa la funzione del Blog di Sergio e delle altre voci fuori dal coro che informando sui fatti contribuiscono a demolire quest'opera di falsificazione continua della realtà.

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  4. "Non c’è attrito, non c’è, quindi, opposizione di forza contraria." Wow. Avrei un bel po' di domande, del tipo 'ma Lei è monarchico?' e sul vero Senso di questo post. Mi pare un pezzo pieno di simbolismi, con nomi spinosi e cognomi illuminanti. Un post per chi ha orecchie per intendere? Purtroppo e per fortuna mi fermo qui, e mi accontento.

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  5. La dignità apparteneva a Pertini, a Kennedy, a Martin Luther King, a Gandhi. A Mattei, a Olivetti, quelli erano uomini. Questa qui e' una banda di delinquenti in giacca e cravatta. Come diceva anche Monicelli, in Italia ci vuole una rivoluzione. Ma forse la faranno gli immigrati regolari, non gli italiani del menefreghismo imperante. Dopo le parole ci vuole azione, e un popolo affamato, diviso e impaurito, non saprebbe neanche da dove partire. Se mai si facesse, mancherebbero le forche, troppi colli da stringere.

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