martedì 26 novembre 2013

Dalla cultura del bordello al bordello dalla Cultura. Una riflessione sulla regressione italiana, in margine alle dichiarazioni dell'onorevole Biancofiore.


"Chi usa la violenza contro le donne è un animale, perchè le considera merce deperibile, oggetto di scambio e d'uso, soggetti di carne messe a disposizione della comunità libidinosa maschile. Se volete capire quanto è civile ed evoluta una società, allora osservate come vengono trattate le donne. Il progresso di una civiltà lo si misura da come, in quella specifica società, vengono trattate le donne all'interno della comunità".

                                                                                                                         Karl Marx, 1850


di Sergio Di Cori Modigliani

Dice la deputata in parlamento Micaela Biancofiore: "Quando noi donne ci troviamo davanti a un uomo ricco e potente, diventiamo sempre subito disponibili. Perchè è inutile fare gli ipocriti, la verità è che la stragrande maggioranza delle donne ama i soldi e le donne vogliono i soldi".
Siamo alla frutta, non c'è che dire.
Quantomeno me lo auguro, sperando che non si tratti, invece, di un aperitivo.
Questa idea del mondo, della deputata, mi sembra un' ottima ispirazione per commentare la necessità di una più evoluta consapevolezza collettiva che abbatta gli stereotipi ormai stantii, che appartengono a un mondo ideologizzato e non corrispondono più alle esigenze della civiltà post-moderna.
Compresa la cosiddetta solidarietà di genere, molto viva e attiva in Italia e -a mio avviso- un prodotto poco dibattuto (ma non è un caso) del berlusconismo. 
Anche le femministe, infatti, ne sono rimaste vittime. 
La frase della Biancofiore ne è un esempio, a mio avviso chiaro e lampante.
Ieri si è celebrata la giornata mondiale contro la violenza sulle donne.
I media, soprattutto la tivvù, si sono spesi nel veicolare la consueta retorica intrisa di banalità e demagogia che dura lo spazio della giornata. Come accade di solito a luglio quando si commemora la data dell'assassinio del giudice Borsellino e tutti fanno a gara nell'esibire il proprio sdegno contro la mafia. Poi, passata la notte, riprendono ad andarci a letto insieme, facendo con i boss succosi affari.
Ignoro come e se sia stata celebrata in continenti lontani dalla mia cultura.
Ma ho spulciato ciò che è accaduto in nazioni a noi simili come tradizione e dibattito, dalla Francia alla Gran Bretagna, dalla Danimarca al Canada, dall'Argentina al Cile, all'Australia.
E ho notato una gigantesca differenza che saltava davvero agli occhi.
Nelle altre nazioni (dove le femministe si sono evolute, e partecipano pienamente alla vita sociale e politica delle loro rispettive nazioni, in quello che viene definito il femminismo post-moderno) la società civile ha partecipato al dibattito in maniera mista (nel senso di genere, cioè maschi e femmine insieme) a differenza dell'Italia dove, invece, è passata una linea obsoleta e a mio avviso pericolosa e dannosa per tutte le donne: quella di definire l'annoso problema della violenza maschile sulle donne come un gravissimo problema che riguarda le femmine, ma (il punto sta in questo "ma") di conseguenza va trattato dalle donne per le donne, perchè appartiene a una "tematica classica del mondo femminile" e quindi esclude il consorzio del mondo maschile.
Grave errore.
La violenza sulle donne, secondo me, è un problema che riguarda l'intera società.
Sarebbe come dire che la pedofilia riguarda soltanto coloro che hanno figli piccoli. Se uno è single e non ha figli, allora non deve essere coinvolto e non lo riguarda.
L'aumento esponenziale in Italia della violenza sulle donne è una logica conseguenza dell'interpretazione berlusconiana dell'esistenza, che ha annullato la Cultura lanciando la marketizzazione della società in ogni suo ambito, applicando modalità mutuate dal sistema pubblicitario alla vita quotidiana.
Ho visto in tivvù su Rainews24 un format di infantile banalità dove diversi tipi di donne (tutte professioniste della comunicazione mediatica) declamavano il loro bravo compitino, felici di avere una scusa per dar fondo alla propria smania di visibilità. Molte non sapevo chi fossero, alcune le conoscevo soltanto di nome, altre -per un caso del destino e della professione- le conosco benissimo: sono delle furbe carrieriste che hanno dato il loro solido contributo al declino e alla distruzione di questa società. Mi sono tenuto il mio sconcerto per me stesso, adattandomi giocoforza al territorio in cui vivo e opero, quello della Repubblica Italiana. 
Quindi non ne ho parlato. 

Quando ho iniziato a fare questo blog ero appena ritornato in Italia dopo un lungo decennio ventennale all'estero, e mi capitava spesso, all'inizio, di scrivere anche su questioni relative al mondo femminile. Sono stato sollecitato da diversi soggetti femminili (soprattutto femministe) a non farlo più. Con gentilezza e altrettanta fermezza, mi venne spiegato che le tematiche femminili devono essere dibattute e affrontate solo dalle donne. E così, ho smesso di parlarne.
Personalmente seguito a pensare che sia una totale idiozia e un errore politico molto grave.
Non penso affatto che il mondo si divida in maschi e femmine, se non per la biologia.
Penso piuttosto che le discriminanti su molti aspetti della vita sociale (bio-etica, aborto, libertà sessuale, femminicidio, ecc.) viaggino in maniera trasversale. L'espressione celebre "l'utero è mio e me lo gestisco io" che nei primissimi anni'70, allora, divenne il mantra delle lotte femministe per la liberazione delle donne, aveva un senso forte (nel 1970) perchè rappresentava una rottura con modelli autoritari ormai superati dall'evoluzione sociale. E io, oggi, avendo avuto la fortuna di crescere in quegli anni (a dimostrazione della bontà della mia tesi) le ringrazio, perchè diedero un forte contributo alla liberazione di tutta la società, nessuno escluso. 
Liberarono tutti.
La mia generazione di maschi (quelli nati negli anni'50) è stata la prima generazione di maschi negli ultimi 8.000 anni che non è cresciuta nei bordelli, perchè abbiamo iniziato da subito a fare sesso con le nostre compagne di scuola. 
Fu una novità rivoluzionaria che sconvolse i nostri genitori e le roccaforti del potere: era inconcepibile per loro.
Allora, la prostituzione era molto limitata; a nessun maschietto di 20 anni veniva in mente di fare sesso a pagamento. Era davvero una attività fuori dal mondo. Chi la praticava veniva guardato e trattato con pena misericordiosa,  perchè esisteva una consapevolezza collettiva totale nel combattere contro la schiavitù e l'asservimento di una persona terza approfittando del suo bisogno. Le femmine, allora, non volevano vendersi, volevano essere libere.
Poi, tutto è cominciato a cambiare con l'irruzione di Berlusconi che ha prima lanciato, pubblicizzato, diffuso, e infine affermato, il ritorno alla consuetudine di fare del sesso a pagamento, facendo regredire l'intera nazione.
Perchè quello era il suo gusto personale, e chi lavorava con lui e per lui, doveva adattarsi a vivere in un mondo che funzionava così. Ha finito per contaminare ogni aspetto della società, dando un enorme contributo all'avvilimento esistenziale, alla contrazione dello scambio culturale e alla totale regressione di questa nazione.
Finchè non è diventata Norma consuetudinaria.
E l'Italia dei maschi è ritornata a vivere come viveva negli anni'50.
Con una allarmante differenza: prima degli anni'60 la cultura familiare e sociale imponeva una restrizione molto forte allo scambio sessuale con le femmine. Una ragazza che a diciassette anni faceva sesso era considerata una persona equivoca, disdicevole, immorale, e veniva bandita, considerata una puttana. Il sesso era colpevolizzato e vissuto come colpa. L'esercizio della prostituzione, quindi, andava a coprire un bisogno sociale che aveva il compito di far sfogare i maschi senza che venisse intaccato l'ordine sociale.
Nel 1990, invece, quando Berlusconi lanciò il suo modello sociale, non esisteva più questo bisogno sociale.
Fu una scelta autoritaria di imposizione che -lo avrebbe capito anche un bambino- ben presto avrebbe contaminato anche gli aspetti della morale, dell'etica, e infine quelli della psicologia emotiva che fonda l'esistenzialità quotidiana dello scambio di coppia tra maschio e femmina.
La sinistra abboccò entusiasta. 
Anzi, fu quella che fece da avanguardia, spacciandolo per atto libertario.
I risultati si sono visti.

Veniamo alla Biancofiore.
La sua dichiarazione che ho riportato tra virgolette è stata proposta nel corso di un convegno manifestazione per celebrare la giornata contro la violenza sulle donne. Ed è stato molto apprezzato.
La mia personale opinione è che si tratta di una estensione di tale violenza, che non viene commentata in questi termini perchè l'Italia non è in grado di identificarla come tale, essendo ormai regredita come nazione pensante.
La Biancofiore ha mutuato e incorporato il modello berlusconiano prostitutorio e lo ripropone "a nome delle donne".
Lo voglio dire in tutta la sua estensione controcorrente: protesto vivamente.
Le donne vogliono i soldi nella stessa identica quantità e percentuale in cui lo vogliono i maschi. Non ha niente a che vedere con la sessualità.
Ha a che vedere con la politica, con la cultura, con lo scambio sociale, con la caratterialità.
Se un soggetto politico di genere femminile, noto per la sua attività, ieri avesse detto una frase del genere -nelle nazioni sopra citate- ci potete giurare, avrebbe concluso lì la sua carriera. L'avrebbero sbranata in pubblico. 
Ho trovato, invece, pur nei distinguo, anche tra persone insospettabili, il riconoscimento di una certa logica da salvaguardare, e molti di questi sono giovani, alcuni giovanissimi. 
Questo post è per avviare una riflessione su questo spinoso argomento e una volta tanto dibattere -se è possibile- su argomenti veri che ci toccano tutti nel tessuto quotidiano.
L'Italia non sta come sta perchè Goldman Sachs ci mangia vivi.
Goldman Sachs è venuto a mangiarci vivi perchè sapeva che un paese dedito alla prostituzione di massa, è un paese dove è molto facile corrompere la dirigenza e quindi fare dei buoni affari.
I loro, si intende.
Sulla pelle di tutta la nazione.
Hanno la Biancofiore come sponsor.
Insieme a tutti coloro -indifferentemente maschi o femmine- che la pensano come lei.

P.S.
L'immagine che vedete in bacheca è un piccolo scoop: ritrae due testimoni eccezionali che sanno tutto della trattativa sui diritti televisivi Mediaset, che Berlusconi ha scovato a Los Angeles e si dichiarano pronti a venire a Roma per testimoniare raccontando tutto.
Presto ne vedremo e ne ascolteremo delle belle. (cito un divertente post sulla pagina fb di Scanzi)













29 commenti:

  1. Io dico che quella signora ( la Biancofiore ), sa benissimo chi è Berlusconi. Se potessimo intercettarla mentre a tavola con la propria famiglia parla di Berlusconi, sono convinto che ne sentiremmo delle belle, E' un gioco delle parti, in cui costoro idolatrano il capo per salvare se stessi e non ci vanno tanto per il sottile, che non gliene fotte niente del femminicidio, della onestà, della giustizia ecc. ecc.. Sanno benissimo chi è e cosa fa il capo, altro che femminicidio, qui bisogna difendersi dal privilegicidio ( e scusate il neologismo se potete ). Paolo Federico

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  2. Sono profondamente contrario alle leggi e leggine sul femminicidio e sull'omofobia, perché rappresentano la sconfitta culturale della nostra società. Una rifondazione culturale, ecco quello di cui abbiamo bisogno, che coinvolga tutti, maschi e femmine dai più piccoli ai più anziani. Ma i nostri intellettuali dove sono finiti?

    Rasti

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  3. Nel dibattito sulla pedofilia nella Chiesa l'accento e'sempre sui i
    preti pedofili, sulla loro perversione sessuale, sulla loro in un certo senso estraneita' a quella grande componente religiosa che fa la Chiesa.
    Mai una volta un'accenno alla loro falsita'. La falsita' e' accettabile il comportamento sessuale no.
    Se il piu' grande valore contemporaneo sono i soldi, la sicurezza finanziaria, la situazione maschile non e' tanto diversa da quella
    femminile. Quel mettersi a 90 gradi per un posto di lavoro per se o per
    i propri figli non sembra appartenere alla vergogna. E' cosi, un dato di fatto.
    Quando era in ballo la trattativa Alitalia mi raccontava una amica francese del numero di dirigenti, parlamentari, ecc. italiani che andavano a chiedere ad Airfrance di non licenziare i loro figli, nipoti, cugini. Senza vergogna, come se fosse un fatto naturale. Come quell'atto di vergogna nazionale quando Berlusconi bacio' le mani di Ghedaffi.
    Il problema tutti sanno come non fu risolto, ma i figli, i nipoti, i cugini sono a posto con una bella cassa integrazione, lunga, lunga quanto una vita.
    L'onorevole Biancofiore almeno recita sinceramente. Chiedersi se oltre
    il loro orizzonte vedano altri valori e' una fatica inutile.
    Loro non amministrano uno stato, loro si occupano decisamente di
    bisogni, i loro.
    Come dice la mia amica.
    "E' straordinario con quanta naturalezza lo facciano.

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    1. E' straordinario notare come proprio nei ministri del culto e, in particolare, nelle più alte gerarchie, vi sia spesso la totale mancanza proprio di quelle virtù ispirate da dio. Paolo Federico

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  4. Se non altro la "biancofiore" ha avuto il coraggio di dire quello che pensa veramente, senza infingimenti o inutili ipocrisie. Il guaio è che la maggioranza delle persone, comprese quelle che s'indignano, la pensa come lei.

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    1. Se un fatto del genere fosse successo qui - del tutto improbabile d'altra parte perche' un'oca del genere non se la sarebbe mai filata nessuno: a proposito, chi e'? - l'avrebbero semplicemente linciata, almeno a parole! Roba da medioevo!

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  5. Sono i suoi programmi televisivi che hanno ,non contribuito , ma causato il declino etico e morale del nostro Paese. Salvo qualche programma di un qualche interesse il resto è tutta roba di cui non avevamo bisogno. Ora, temendo per queste reti che drenano risorse alla collettività nazionale , sta alzando lo scudo protettivo ricattatorio ricordando continuamente, con una pubblicità tormentone, che tutto l'ambaradan paga le tasse e che dà lavoro a 50.000 persone. Così chi ha orecchi possa intendere.

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  6. Lillo, cittadino dell'Universo.27 novembre 2013 00:57

    A tutti gli Umani di buona volontà la mia disponibilità. Nonno Carletto non a caso è stato, è, e sarà, una delle menti più illuminate di cui l'Umanità potrà vantarsi. Da sempre, per sempre!. Certo, la Biancofiore, occorre ammetterlo, ha avuto coraggio ed è stata sincera nel dire ciò che pensa. Punto. Merita 10 e lode. Si rincorrono sempre modelli e idee intossicanti, velati da una nebbia che ci impedisce di vedere, in lontananza, la giusta strada da percorrere. In Svizzera si lotta per l'1/12. A mio modo di vivere lo ritengo SBAGLIATO!. Avete mai visto Umani con 12 bocche e 12 ani?. Non smetterò MAI di ripetere quanto nel più profondo del mio amore sento e nella mia più piccola intelligenza arrivo: NESSUNO DEVE GUADAGNARE PIU' DI QUANTO NON GUADAGNI UN OPERAIO SPECIALIZZATO!!!. NESSUNO!. Una società di Umani dovrebbe GARANTIRE, ASSICURARE e PRETENDERE che TUTTI gli Umani abili, finita la formazione culturale e formativo/professionale OBBLIGATORIA, GRATUITA (diciamo sino al 19° anno di età) svolgano un lavoro capace di assicurar loro il diritto di vivere una vita degna di essere vissuta. Basterebbero tre ore di lavoro di tutte le persone abili per fare della terra il posto più bello dove vivere. Tre ore e forse anche meno. PENSATE cosa ciò comporterebbe... Si AZZEREREBBERO infiniti modi, forme, modelli di credere di essere nella frazione di tempo che un atomo ne colpisca un altro in una delle tante interazioni conosciute. Vivere serenamente, avere di che vivere serenamente garantirebbe a TUTTI di essere e di pensare ALTO!. Tutto il resto sono chiacchiere, è noia... parafrasando il Califfo. Una misura infinita di felicità a noi tutti. Lillo, cittadino dell'Universo.

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    1. Mi deve essere sfuggito qualcosa: ma chi è nonno Carletto? Un manga?

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    2. Mah ... forse Marx ?

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    3. Lillo, cittadino dell'Universo.28 novembre 2013 06:33

      Caro Sergio, non fare lo gnorri. Sai bene chi è stato, è, e sarà Nonno Carletto. Quel di Treviri. Nonno Carletto Marx. Un abbraccio umano da Lillo, cittadino dell'Universo.

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  7. Lo ammetto: lunedì sera non ho seguito il tuo consiglio di andare a mangiare una pizza o a cinema con amici e sono rimasto a casa a guardare Piazza Pulita di Formigli, senza escludere però lo zapping nei numerosi momenti noiosi o insostenibili.

    Di fronte alla affermazione della Biancofiore, mi aspettavo una battuta da parte di chicchessia, che è scattata automaticamente nella mia testa come deduzione da quella tesi: Siccome le persone sono tante e tutte diverse, e siccome anche le donne in quanto persone sono tante e tutte diverse fra loro, mi è facile pensare che alcune di loro seguano il modello di comportamento esposto dalla Biancofiore, ma che molte di più seguano comportamenti vari e diversi. La Biancofiore porta però questo modello comportamentale come maggioritario se non come un assoluto. Ciò vuol dire semplicemente che nella sua esperienza di vita, nella sua quotidianità, la Biancofiore riscontra questo modello come maggioritario, ma non che sia maggioritario in assoluto, per tutti noi. Nella mia vita, io come credo e spero sia successo alla maggior parte di noi, non ho incontrato molte donne assetate di soldi e potere fino al punto di vendere il proprio corpo o concedere favori sessuali in cambio di progressi professionali. Alcune si, ma, per la mia esperienza molto poche. La domanda che mi è sorta spontanea è quindi: Ma che ambienti frequenta la Biancofiore? che ambienti ha frequentato nella sua vita per arrivare a tale deduzione? Salvatele la vita, se la sua vita è questa! fatela scendere immediatamente dal carro del potere!

    Mi aspettavo che qualcuno ponesse la domanda, dicendo, nella mia esperienza non è così, ma poi è arrivato Busi (persona di cui ho una certa stima) a convalidare le tesi della Biancofiore. Ma che intellettuale è Busi, per scambiare la tesi una analisi soggettiva come esaustiva ed assoluta? Come può portare l'analisi di casi singoli, di sue esperienze personali e proporli come assoluti? si è bevuto il cervello? può darsi.

    La cosa che più mi dispiace è che nessuno abbia salvato la Biancofiore dallo squallore della sua vita. Bastava una semplice domanda.

    MM

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    2. Non conoscevo la storia della Biancofiore, ma non la immaginavo molto diversa. Mi sembra perfettamente in linea con il ventennio di cortigianeria berlusconiana.

      Sono pienamente daccordo con lei, ed i fatti lo confermano in pieno.

      MM

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    3. Paragone farà pure parte dello stesso ambiente ma la sua trasmissione è una delle poche in cui è possibile intravedere qualcosa di diverso, purtroppo solo nella seconda parte, bisogna aspettare le 22.30. I talk show televisivi non vanno messi tutti sullo stesso piano, in alcuni di essi è possibile trovarci delle crepe da cui filtrano frammenti di informazione, è bene notare quelle crepe, si capisce che il muro non è incrollabile ... poi per disintossicarsi c'è sempre la rete.

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    5. Guardi se qualcuno dice la Verità, o aiuta altri a dire la Verità in questo mare di menzogne, io sono contento, e sinceramente mi frega assai poco se quella Verità è detta da un paraculo, da una ladro, o da uno che lo fa per saltare sul carro del (futuro) vincitore. Mi piace giudicare le azioni più che le persone, e i conti si fanno sempre alla fine. Grillo sarà pure un'ottima persona ma a volte, quando meno te lo aspetti, dice delle immense cazz... "leggere imprecisioni". Ultima della serie: Viktor Orban è fascista perchè ha minato l'indipendanza della banca centrale. E se ne potrebbero citare parecchie di "leggere imprecisioni" come questa. Il fatto è che poi queste "leggere imprecisioni" fanno danni ingenti, perchè sono dette da uno di cui ti fidi, e non riesci a capire cosa sia veramente il M5S. C'è poco da fare non è necessario avere una patente speciale per dire la Verità, la può dire persino uno come Paragone, o addirittura uno come Sant'oro, e per motivi assolutamente gretti e meschini, ma anche se è così.... chi se ne frega. la Verità per fortuna esiste a prescindere e ha bisogno di essere raccolta da chiunque abbia una testa pensante e occhi per vederla ... anche in mezzo alla merda.

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    6. tra il dire e il fare ... c'è di mezzo il mare

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    7. Specialmente quando non sai cosa fare ... perché nessuno ti dice la verità.

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  8. sinceramente ritengo che la frase di codesta rappresentante del sesso femminile (dalla quale peraltro mi dissocio in quanto sua opinione personale) non rappresenta di certo il pensiero generale delle donne italiane. ma soprattutto non merita nemmeno un commento, poiché si commenta da sola. il nano com i suoi saltimbanchi e cortigiane ha finito di essere credibile se mai lo è stato.

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  9. Mi è sono venuti in mente dati che voglio qui condividere:
    Previti, quando si dovette dimettere, dopo ben 15 mesi dalla sentenza, disse che la causa delle sue dimissioni furono le campagne portate avanti da Grillo e Travaglio. Oggi, molti dicono che la causa delle dimissioni di Berlusconi siano la presenza del MoVimento5stelle in Parlamento e le campagne informative de Il Fatto Quotidiano.

    MM

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  10. Carissimo Sergio
    Perchè un assunto sia vero, come mi insegnava un vecchio professore di filosofia, deve poter essere leggilibe e vero anche al contrario.
    Se quindi fosse completamente vero che "Berlusconi ha traviato i valori morali dell'italiano medio", questo dovrebbe essere vero anche se scrivessimo che "l'italiano medio aveva alti valori morali, prima dall'arrivo di Berlusconi".
    A naso abbiamo la stessa età.
    Io ricordo bene l'ipocrita reverenza che si riservava ai "potenti" di ogni singolo paesotto, fossero loro il ragioniere, l'avvocato o il professore. Ricordo bene le mamme di allora che istruivano e pilotavano gli amori della figlia verso il "buon partito" del luogo. Ricordo bene il film della splendida Anna Magnani che raccontava magistralmente il mondo delle tenere e dolci mamme che "spingevano" le figlie nel luccicante mondo della televisione. I soldi, l'apparenza, il successo e -diamine- erano gli status symbol degli anni 60.
    Come non ricordare poi i nepotismi e le raccomandazioni figlie di una demo-cristianità pelosa che ricopriva il tessuto sociale. Come dimenticare il poltronificio Cencelli, i soldi-fiume di certe compagini politiche che inneggiavano a Marx e brindavano a champagne. La dolce vita, la prostituzione d'alto bordo avallata da gossip e giornaletti femminili che in massa urlavano a tutte le donne italiane: Dovresti essere così anche tu, perchè così sari felice". Ricordate? Io si, perfettamente scolpito nella mia memoria.
    Non sto ad elencare tutto, ma insomma, credo che basti.
    Berlusconi non esisteva allora, nè lui nè le sue televisioni. Come si fa allora a dire che è stato lui, in 20 anni, a "costituire un modello culturale negativo".
    Perdonatemi ma questa è, ancora una volta , ipocrita autoassoluzione.

    L'italiano era già quello che vediamo oggi; Berluscono non ha fatto altro che dire a tutti in modo subliminale: "Non dovete far finta di vergognarvi di essere come siete. Siatelo e vantatevene".

    Per la cronaca: Il soggeto in oggetto, mai votato e, come politico, mai piaciuto.

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    1. Sì sono d'accordo. Diciamo, tanto per capirci, che non è stato Berlusconi a fondare il berlusconismo, bensì il berlusconismo italiano a inventare il suo leader. Ecco perchè è così difficile cambiare questo paese. Basti pensare che quando nel 1983 un gruppo di dirigenti del PCI presentò una poderosa e sofferta mozione al segretario del partito (era Alessandro Natta che aveva preso il posto di Berlinguer morto per un ictus) "sulla questione morale e sulla necessità di rifondare l'etica degli italiani" Natta rispose che "non esiste nessuna questione morale all'interno della sinistra italiana". Nei successivi due mesi, l'intero gruppo dirigente che aveva portato avanti la necessità di affrontare il problema venne fatto fuori, alcuni radiati, gli altri emarginati e silenziati, sostituiti da tre giovanotti in carriera emergenti: Pierluigi Bersani, Massimo D'Alema e Walter Veltroni. Il resto è storia. C'è una vastissima documentazione su quello scontro. Nel gennaio del 2012, su questo blog, pubblicai una lettera aperta di uno di quei dirigenti, oggi ottantenne, che vive a Savona, dove è tuttora attivo come soggetto politico. Mi ricorda quel personaggio del divertentissimo film hollywoodiano "Independence day" in cui c'era uno dei personaggi che sosteneva di essere stato sequestrato dagli alieni ma nessuno gli aveva creduto ed era considerato dalla comunità un po' tocco. Poi, nel film, si rivela un eroe. Quelle persone sono state eroiche. A loro va tutto il mio rispetto di italiano.

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  11. Perdonate gli errori di battitura; pochi, tutto sommato, visto le poche ore di sonno :-)

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    1. Mark Tawin, impossibile darti torto. L'italiano con il cappello in mano davanti al potente si inchina e sputa su se stesso. Il potente di turno, essendo italiano anche lui, lo guarda con benevolenza e disprezzo. Il mafioso stesso è profondamente italiano: disprezza la sua stessa gente, sente di esserle superiore, si allea con il potere perché quello è il suo posto, non con i miserabili che vanno sottomessi. Paolo Federico

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  12. "Diamonds are women's best friends"
    se la Biancofiore avesse citato la canzone sarebbe stata di sinistra dicendo le stesse cose.
    "Se volete capire quanto è civile ed evoluta una società, allora osservate come vengono trattate le donne. Il progresso di una civiltà lo si misura da come, in quella specifica società, vengono trattate le donne all'interno della comunità".
    Sono d'accordo ma aggiungerei anche dal come si fanno trattare.
    Ero bambino, in un'altro paese di grande immigrazione. Eravamo in coda
    alla posta quando un tizio salto' tutta la fila e voleva farsi servire
    dalla esterrefatta impiegata. Mentre tedeschi, francesi si misero a brontolare una vecchietta inglese senza dire nulla parti' e li ruppe
    l'ombrello in testa. Sono sicuro che anche alla vecchia inglese piacevano
    i diamanti e non capisco perche' vergognarsi.
    Vergogna e' farsi passare avanti brontolando, commentando, meravigliandosi ma comunque accettando la prepotenza.

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  13. non si capisce perche' non volete lasciare libere le donne di decidere e scegliere per se' stesse.chiamalo femminismo.questo non e' femminismo per niente.e basta con attribuire a Berlusconi cose che hanno altre cause e origini.ben piu' sacrosante.

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  14. Apprezzo questo intervento di Sergio Di Cori Modigliani.Questa frase della Biancofiore si commenta da sé, espressione del pensiero berlusconiano che ha cambiato, con una deriva inqualificabile, il “modello” di rapporto tra uomini e donne. Solo in questo Paese si vedono sempre più spesso “vecchi” in compagnia di future giovani promesse del mondo del giornalismi, dell’arte, del cinema..Giovani corpi che si prestano a questo gioco. Per la ferrea legge della domanda e dell’offerta occorre dire che questo nuovo “modello” non sarebbe passato senza l’adesione di alcune donne, giovani, quelle sì “disponibili davanti a un uomo ricco e potente”.
    Non c’è “solidarietà di genere” davanti a bestialità del genere. Lo dico ora come lo dicevo, suscitando clamore, negli anni ’70. In questi casi se una donna dice una cosa volgare che umilia tutte le donne io non applaudo, ma mi alzo e dico quello che penso. L’appartenenza al genere femminile non è un “lasciapassare”.
    Detto questo vorrei invitarla a guardare meglio nel “femminismo” evoluto che, a suo dire, latita nel nostro Paese. Cerchi meglio e apprezzi piccoli semi, germogli di dibattito, aperture ai maschi che dicono “Noi no”.
    E’ del resto evidente, come lei ammette, che il separatismo era funzionale ai tempi in cui è stato vissuto. Ora è il momento di trovare punti di contatto e approfondimento con uomini e associazioni maschili che sono disponibili a un dialogo, a un dibattito che fa crescere.
    Dice che alcune femministe, vorrei sapere quali, ma lasci perdere le radical chic, se posso darle un consiglio, le hanno detto di tacere. Allora il problema non è che i maschio non debbano parlare delle questioni femminili il problema è come lo fanno.
    Sarebbe come dire che chi non ha figli non può parlare dei problemi con i figli. Il problema è COME lo fa. Se pontifica, non apre momenti di riflessione, se non fa crescere il dibattito, effettivamente è meglio che taccia.
    Nel suo caso, spero che lei continui a scrivere, mantenendo il suo stile aperto al confronto.
    ” L'aumento esponenziale in Italia della violenza sulle donne è una logica conseguenza dell'interpretazione berlusconiana dell'esistenza, che ha annullato la Cultura lanciando la marketizzazione della società in ogni suo ambito, applicando modalità mutuate dal sistema pubblicitario alla vita quotidiana”.E qui veniamo al punto, leggo sempre più spesso, che occorre spostare il discorso dalla donna che subisce violenza all’uomo che la pratica. Le assicuro che ci sono voci oltre alla sua che vanno in questa direzione, sollevando noi donne dal ruolo di pure vittime da sacrificare sull’altare delle reti Mediaset, e non solo.
    Berlusconi ha sdoganato la prostituzione, eleggendola a modello di vita. E con lui, tutto l’esercito dei poveri spiriti che nutre e foraggia.
    Chi non ha risposto alla Biancofiore è connivente di questo sistema.
    Grazie per le sue riflessioni.
    Emily

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    1. Grazie a lei, il suo commento lo trovo confortante e per dei motivi che non so divertente, mi ha fatto venire il buon umore.

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